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Mia Moglie e la sua VOGLIA DI CAZZO…

Mia moglie, bellissima TROIA con una quarta ben sorretta e soda, complice della mia passione cuckold, non smette mai di eccitarmi con i suoi continui tradimenti..
La sua direi che è una vera e naturale VOGLIA DI CAZZO..una voglia irrefrenabile..inarrestabile..ingestibile!
L’effetto sorpresa è la nostra grande passione..
Rincasare dal lavoro e trovare in bagno ben messi in evidenza i suoi slip con la parte che appoggia sulla fica bagnata di sperma oppure trovare dei collant strappati per aver consentito un’estemporanea penetrazione sono per me fonte inesauribile di passione e amore vero per lei..
Spesso capita questo..qualche volta capita qualcosa di più “magico” che mi vede pienamente partecipe nella trama oscura del tradimento stesso…
Un pomeriggio mentre ero ancora in casa le è arrivato un messaggio sul telefonino; ho guardato ed ho riconosciuto il nome, Fabio, titolare socio di un negozio di abbigliamento dove spesso lei fa shopping; leggo:
-“tesoro il mio socio esce tra poco puoi raggiungermi in negozio verso le 19.

30?”
Ho risposto io, scimmiottandone le espressioni, con un secco e convinto:
-“tesò mi faccio bella e vengo da te..”
L’ho quindi subito allertata e lei rimasta felicemente sorpresa nel sapermi così premuroso e deciso, ed ha manifestato tutto il suo compiacimento così:
-“amore quando vado con LUI mi allarga la fica al punto che quando lo tira fuori le mutandine non riescono più a coprirmi perché mi s’infilano in mezzo alle labbra, mi fa impazzire…..ha quel CAZZO grosso, duro e largo dalla cappella alla base che non riesco ad impugnarlo come faccio con te..sai bene quanto sia dotato Fabio..”

(con affermazioni come questa,la mia eccitazione è già alle stelle..sentirsi dire dalla propria moglie che preferisce farsi sbattere da un mezzo estraneo solo perché ha il CAZZO naturalmente più grosso del tuo ti lascia quella dose di “impotenza” che noi CUCK adoriamo..in pochissimi attimi realizzi che TUA MOGLIE, quella che hai sposato in abito bianco.. sarebbe capace, DIREI CAPACISSIMA, di farsi sbattere da chiunque abbia un CAZZO degno di nota!!)

-“In negozio non avremo molto tempo a disposizione; sicuramente ha bisogno di uno sfogo immediato, come spesso è capitato, con una bella sveltina in un camerino di prova.

Mi preparo al meglio per farlo impazzire, ci tengo a farlo felice..”
Godere della preparazione della propria donna, già piena di desiderio ed eccitazione, è sempre un’esperienza indescrivibile. La scelta dell’abbigliamento intimo più arrapante coniugato alla praticità di un rapporto immediato e frenetico mi rende eccitatissimo..
-“amore ci vediamo dopo, pensami..TI AMO!”
Mi bacia accarezzandomi la patta ed esce; nonostante con Fabio non prenda precauzioni data la conoscenza di tanti anni, vedo che ormai esce sempre portando con se i preservativi che di tanto in tanto le compro rimpiazzando i suoi elevati consumi..

Ogni volta l’attesa è un tormento di voglia e di ansia che cerco di calmare dedicandomi alla mia passione preferita: masturbarmi con il porno e le teens..
Ma ill pensiero è sempre lì, martellante, incombente..mi ammazzo di seghe in un mix perfetto di gelosia e depravazione..per un CUCK i momenti più preziosi sono questi..l’attesa ed il non poter far nulla, non sapere nulla..il solo immaginare..il solo pensare alla PROPRIA MOGLIE montata a bestia da un altro MASKIO..sono momenti unici..indescrivibili..si fa tutto per amore..amore per la propria TROIA..le farei far di tutto pur di saperla SODDISFATTA nei suoi ORGASMI!

Dopo un paio di ore è già di ritorno.

Le apro e mi appare un viso sorridente e maliziosamente stanco..
Mi avvicino per baciarla e sento il caratteristico odore dell’alito “post pompino”. La bacio avidamente ma di fatto è una penetrazione con la mia lingua. Lei insiste nel bacio..apre la bocca e mi invita a leccarle bene le labbra e la lingua..è come sukkiare un CAZZO..tanto è forte e acre quell’odore!!
Mi abbraccia forte e mi sussurra:
-“andiamo di là amore mio..ho voglia di dirti com’è andata”
Si siede sul letto per togliersi le scarpe ed io approfitto subito per metterle il mio cazzetto turgido nella bocca e muovermi come se la stessi scopando.

Lei mi accarezza le palle, mi infila un dito di dietro..è troppo premurosa, avrà fatto di sicuro la TROIA penso tra me e me!
Poi si alza e si spoglia e guardandomi con fare sornione si sdraia sul letto con gli slip neri ancora indossati. Intravedo chiaramente una grossa chiazza umida in corrispondenza della fica…. mi chino su di lei per leccarla ma mi dice:
– “aspetta, rallenta..ti racconto cos’è successo..voglio farti sentire quanto ti ho fatto CORNUTO”.

Questo forse è il momento più magico delle corna…il suo racconto dettagliato saprà farmi rivoltare lo stomaco ma eccitarmi al tempo stesso..la adoro, kazzo se la adoro!

-“appena sono arrivata, così come prevedevo, mi ha detto che purtroppo non avevamo molto tempo a disposizione perché il suo socio sarebbe mancato solo un paio d’ore. Essendo ora di chiusura ha abbassato la serranda e mi ha portata in un camerino, in piedi, ed ha cominciato a baciarmi tutta..
Quando mi ha alzato il vestito e mi ha visto in lingerie, come al solito è impazzito; mi ha subito abbassato gli slip ed ha cominciato a leccare la fica quasi da farmi venire subito.

L’ho tirato a me, gli ho sbottonato i jeans ed ho tirato fuori quel palo enorme. Passando le dita sulla punta ho sentito ch’era già bagnato e l’ho strofinato sulla fica.
Non ha resistito molto: l’ha inumidito di più con la saliva e me l’ha infilato dentro facendomi sussultare per l’improvvisa dilatazione. Poi ha cominciato a stantuffare senza che io riuscissi più a muovermi, provavo solo un piacere senza confini..sono venuta due volte, lui continuava con foga, ogni tanto una piccola sosta con il cazzo infilato fino alle palle, e poi riprendeva più forte di prima..è brutale ma sa il fatto suo credimi..”
-“ti ha detto qualcosa su di me?” (chiedo IO)
-“si amore, si eccitava chiedendomi “lo sa tuo marito che ce l’ho il doppio del suo?” oppure dicendomi “quando torni a casa ci starà larghissimo nella tua fica sfondata da me”…poi quelle cose sempre eccitanti “sei la mia puttana, la mia troia..hai bisogno di cazzi grossi come questo per una fica così e non di tuo marito che ha un pisello come quello di un bambino..”; amore era feroce ed inveiva su di te..ti insultava e denigrava ed io permettevo di farlo..scusami ma lo sai che ci tenevo a farlo stare bene e che alla fine diceva solo la verità.. Poi si è sganciato dalla figa, ha sputato sul mio buchetto e con forza, tanta forza mi ha messo il suo enorme CAZZO nel mio culetto..ha cominciato subito a pompare sempre di più e urlandomi contro mi ha detto “puttana sborro..sborrooo puttana!!”.

L’ho spinto dalle chiappe quanto più possibile dentro di me sentendo un fortissimo calore dentro: un’esplosione di sborra da non credere. Sai che adoro farmi venire dietro..sai che impazzisco a sentire quei potenti schizzi nelle mie viscere..mmmmmmmmmm
Siamo rimasti così per un po’ di minuti. Poi lui piano piano ha uscito il CAZZO e me lo ha messo sporco ma ancora RIGIDO anche nella figa..mentre io tiravo subito su gli slip per non fare scolare a terra lo sperma, quello che adesso tu stai toccando, che leccherai e che userai come lubrificante per scoparmi.

Mi sono inginocchiata e gliel’ho pulito per benino con la bocca, succhiando sperma fino all’ultima goccia”. Amore perdonami..amore scusami se ho fatto la TROIA..”

Con il cuore che mi batte a tremila..con le palpitazioni..sono rosso di rabbia in viso..ma tanto eccitato le dico con fermezza:
-“amore adesso è il mio turno..ti prego fammi godere!!”
Le metto due dita dentro e sento la fica allargata e bagnatissima..appena le abbasso le mutandine vedo sborra che si affaccia dalla meravigliosa fessura..comincio a leccare trattenendo in bocca il liquido caldo per poi riversarlo con un intenso bacio nella sua bocca già spalancata e pronta..
La penetro ed il mio cazzetto scivola dentro di lei avvertendo la forte dilatazione che l’uccello di Fabio le aveva provocato con i suoi colpi possenti..
Sono convinto che lei non senta molto..data la differenza di dimensione tra il mio cazzetto ed il CAZZO di Fabio, per questo mi aiuto sgrillettandola per bene..gioco sul suo clito come negli anni ho imparato a fare..così ho imparato a portarla all’orgasmo, aiutandomi con le dita..
E’ larga e zuppa..troppo calda..mi sento avvolto dai residui di seme caldo di un altro uomo e pensando alle dimensioni del suo CAZZO mi eccito anche io molto, moltissimo…
Lei ansima ma sono certo che non sia per la penetrazione..mi insulta..
-”cornuto senti come sono larga..cornuto sei felice che mi abbia pompato anche il culo..cornuto ti piace che tua moglie si faccia sborrare dagli altri..cornuto sei solo un gran cornuto che si fa fottere la mogliettina!!”
Le sue parole, i suoi insulti sono per me una sorta di Viagra naturale..divento più duro e nonostante non sia molto dotato mi applico nel spingerlo dentro più che posso..muovo le dita più veloci sul suo clito e sento che ci siamo quasi..la stringo a me forte..è mia, è mia Moglie..solo mia..

Insieme poi..finalmente..godiamo in un orgasmo indescrivibile e restiamo abbracciati, noi, solo noi..
Lei è una moglie TROIA ed avida ed io sono solo il marito CORNUTO e felice….

Cristina: Sir, arrivo

Il treno viaggia veloce verso la sua meta avvicinandoti sempre di più alla tua, al vivere finalmente un’altro incontro con lui.
Vorresti che questi incontri fossero più frequenti per accontentare non solo la tua fica che si bagna quando lo pensi, cosa che accade ormai continuamente, la tua bocca avida del sapore del suo nettare, che sai che oggi ti farà gustare di nuovo, e stanca del tuo (sì perchè hai l’ordine di ripulirti le dita ogni volta che provi un orgasmo, anche quando fai sesso con il tuo compagno e devi scappare al bagno per farlo, di nascosto da lui, assaggiando i tuoi umori mischiati al suo sperma), il clitoride e i capezzoli che non chiedono altro che una maggiore attenzione delle sue dita e della sua lingua, le tue natiche che ora amano quel leggero dolore quando vengono sculacciate perchè anche loro pretendono la loro parte.

Non c’è parte del corpo che non vibra al pensiero che presto saranno accontentate.
Logicamente la fica è zuppa già da questa mattina quando ti sei alzata e avresti voluto calmarla dandoti piacere ma oggi non lo puoi fare!
Sai che ti vuole così! Eccitata al massimo e pronta a godere. Sai anche che non lo potrai fare se non dietro suo permesso che arriva sempre più tardi ma sempre più intenso.

Ora sei felice che utilizzi qualche procedimento sul tuo corpo, basati di regola su leggeri dolori o distrazioni, per allontanare sempre di più l’arrivo del tuo primo orgasmo, quello sempre più devastante e desiderato.
Il suono dell’arrivo di una mail ti distrae da questi pensieri e subito la fica si contrae e i capezzoli si inturgidiscono perchè solo lui ha la tua mail segreta.
Fin quando non leggi la mail una paura si impossessa di te pensando ad un suo ritardo, o peggio, ad un imprevisto che non gli dia la possibilità di venire, ma poi sorridi perchè capisci che il gioco sta iniziando.

L’ordine che arriva ha un effetto devastante in te ma per fortuna hai scelto posto il vicino al finestrino e sei sola. Ti alzi dal posto per guardare la gente presente nel vagone e vedi la loro indifferenza verso di te perchè sono tutti occupati a leggere o a guardare film.
Mentre ti metti seduta, quando sei già nascosta ai loro occhi, con una mossa veloce alzi la gonna per un secondo per poi riportarla giù insieme alle tue mutandine nere.

Hai fatto il passo più importante e poco ci vuole a toglierle e riporle dentro la borsa.
Quando allarghi le gambe, anche se sei in un posto chiuso, senti arrivare un alito freddo che ti fa rabbrividre quando entra in contatto con la fica bagnata. Quei brividi che salgono verso la testa. I capezzoli reagiscono automaticamente e fanno capolino sulla tua camicia perché, come ordinato, sei senza reggiseno.
Speri che tornino normali prima di arrivare alla prossima fermata dove scenderai perchè tutti possono vederli, cosa che non possono fare con le mutandine che non hai più.

Senti di nuovo il suono del cellulare e leggi la sua nuova mail dove ti ordino di sfregonare i tuoi capezzoli (sicuramente già eccitati e irti) perché
“voglio che tutti gli uomini presenti nel vagone e nell’intera stazione li notino facendogli venire in mente pensieri su di te.
C’è chi penserà “guarda sta troia” chi invece “vorrei essere al posto del suo uomo” e chi invece “vorrei essere al centro del suo pensiero e desiderio” ma soprattutto voglio farti sentire desiderabile e al centro dell’attenzione.

So che camminerai a testa bassa guardandoti i piedi, che il tuo viso sarà paonazzo e che, per te incredibilmente, avrai le gambe bagnate dai fluidi che usciranno dalla tua fica e che scenderanno lentamente ma inerosabilmente senza l’ostacolo delle mutandine. “
Anche senza volerlo il solo leggere la mail ha già di per sé l’effetto da lui desiderato e quasi non ci sarebbe bisogno dello sfregamento per rendere ancora più turgidi i capezzoli ma lo fai, senza preoccuparti di eventuali sguardi, e il solo contatto tra le tue dita, la camicia e i sensibili capezzoli ti fa sentire una scossa nella fica che torna a pulsare come un cuore, ed il clitoride ti lancia il messaggio “ehi! Ci sono anch’io o te lo sei dimenticata? “
Dalla tua bocca esce un basso e controllato mugolio di piacere e la mente vola vorticosamente con l’immaginazione a cosa ti farà a breve.

Ogni volta è diverso, il tuo corpo viene usato e abusato, il dolore e il piacere cambia continuamente, aumenta e diminuisce in un’altalena di sensazioni che sono diventate ormai la tua vita.
Cerchi di pensare a qualcosa che possa far calmare il tuo stato di eccitazione e torni con il pensiero all’inizio del percorso, alla tua titubanza a spedire la prima di una lunga serie di fotografie sempre più imbarazzanti, almeno fino a quando non hai capito che era quello che desideravi anche te, al giorno in cui hai sentito per la prima volta la sua voce e al tremolio che si impossessò delle tue gambe fino quasi a cedere, al difficile periodo dell’operazione, al conforto ricevuto da questo sconosciuto Sir che avevi scelto già senza saperlo prima ancora di conoscerlo, a tutte le prove che hai dovuto superare obbedendo a ordini considerati a volte insensati, stupidi o infantili, ma sempre da te eseguiti con maggior devozione.

Tutto questo per poter vivere finalmente nella realtà quello che lui scriveva e prometteva, sentire finalmente il suo cazzo possederti mentre ti scopa spaccandoti la fica, la bocca o il culo.
All’inizio eri contraria al rapporto anale e lui non ti ha mai forzato nonostante potesse farlo in qualunque momento, perché lui è il tuo Sir ed era chiaro che non gli avresti mai detto di no, ma ha atteso che fossi tu a chiederglielo in un momento di massima eccitazione e di devozione verso di lui.

Volevi fargli capire con i fatti quello che avevi scritto centinaia di volte quindi hai deciso di donargli l’ultima parte del tuo corpo rimasta senza sue attenzioni, e non te sei pentita.
Con lui non esiste la parola dolore perché ogni volta che inizi a provarlo incredibilmente succede il contrario perché inizia automaticamente il piacere.
A volte l’alternarsi tra dolore e piacere è lungo. l’altalena non si ferma mai e lui ti spinge sempre più in alto aumentando gradualmente il dolore ed il piacere ma quello che trovi più difficile è resistere alla voglia di godere aspettando il suo tanto sospirato permesso di farlo e quando finalmente arriva urlare al mondo intero il tuo “grazie Sir”.

Questi pensieri hanno un effetto contrario a quello sperato!
Dalla fica sgorgano fiumi di profumato e dolce piacere bagnando la gonna ed è in quel momento che capisci sorridendo il messaggio del Sir e pensi:
Solo davanti a lui sono una sottomessa mentre davanti agli altri sono una donna e nessuno potrà mai affermare il contrario.

Cristina – una cena speciale

Quando mi vedi rimani impietrita!
Sei a cena in un ristorante famoso in compagnia del tuo compagno e di un paio di coppie di amici vestita elegantemente con un completo che risalta le tue forme nascondendo allo stesso tempo quel po’ di pancia (che dici di avere ma che non posso confermare) e una camicetta, semplice ma anch’essa elegante, che mette in risalto il tuo seno.
“come è possibile?” continui a domandarti impaurita dall’insolita situazione.

Anche io sono in compagnia, di una mia amica di vecchia data, all’oscuro di tutto ma mia complice per questa sera, perchè cenare da solo avrebbe dato troppo nell’occhio, non sarei passato inosservato.
Ti lancio uno sguardo furtivo ed un sorriso e tu abbassi all’istante lo sguardo arrossendo nel sentirti la fica bagnata nonostante la situazione proibitiva. Ti succede sempre quando mi incontri, la fica inizia a gocciolare senza mai fermarsi se non dopo essere ritornata a casa.

è vero che io non faccio nulla per calmare la tua eccitazione, anzi sapendo come stai ci gioco sopra, in tutti i sensi, possedendoti come preferisco sapendo che non mi dirai mai la parola di sicurezza prestabilita.
Dopo aver fatto l’ordinazione mi alzo per andare al bagno e mentre ti sto mandando il segno di seguirmi tu sei già in piedi scusandoti con la comitiva
“ho bevuto troppo oggi” dici alzandoti dirigendoti poi verso i bagni, separati ma vicini, per poi raggiungermi davanti alla porta del bagno degli uomini
Io non parlo, ti guardo solo e ti passo una bustina (che tu già riconosci, vero porcella mia!) che prendi al volo sfiorandomi la mano e dicendo sottovoce “Buonasera Sir, grazie Sir” prima di entrare nel bagno, eccitatissima e pronta a leggere le istruzioni
La busta contiene il solito vibratore interno e le istruzioni per la serata
Dopo aver inserito il vibratore nella fica già bagnatissima mi ringrazi tra te e te per non averti ordinato di rimanere senza mutande
Nel tornare al tavolo passi accanto al mio posto e mi lanci uno sguardo impaurito e shoccato che mi conferma la tua esecuzione dell’ordine
Io continuo a parlare con la mia amica che non vedo da tanto tempo e mi preparo a “stuzzicarti”.

Finalmente vi portano l’antipasto, a occhio veramente molto gustoso, che tutti iniziano a mangiare, anzi a divorare, facendo scendere il silenzio.
Anche tu stai mangiando, molto piano rispetto agli altri, ma vedo che sei agitata, non sei tranquilla, ed allora ti faccio capire che puoi stare tranquilla accendendo il vibratore alla velocità minima.
Forse avevi paura che si potesse sentire il ronzio del vibratore ma quando lo senti muoversi, quando inizia a suscitare in te le solite sensazioni di piacere, ti accorgi che nessuno sente il rumore, neanche il lamento che ti sei lasciata sfuggire al momento dell’accensione.

Il vibratore rimane acceso per pochi secondi e tu ti sforzi a controllare le tue reazioni agli occhi degli altri.
Solamente io ti vedo diversa da un minuto prima, solamente io so il perchè e solamente io in questo momento ho il cazzo duro come un macigno al punto da essere impossibilitato ad alzarmi (a meno che non mi voglia portare a letto l’amica, cosa che non mi passa neanche per un secondo nella testa)
Quando lo spengo ti vedo rilassarti e tornare a mangiare per poi scambiare quattro parole, chiaramente controvoglia, con la tua amica che si trova di fronte.

Hai paura che questo solleciti il mio desiderio di “torturarti” e quindi so che stai cercando di prepararti all’arrivo dell’impulso, magari stringendo le gembe facendo proprio l’effetto contrario
Ti lascio tranquilla per una decina di minuti prima di accendere di nuovo l’apparecchio.
Lo faccio nel momento in cui il tuo compagno, facendo il cavaliere, ti versa del vino nel tuo bicchiere.
Il tuo grazie esce stridulo dalla tua bocca e gli occhi si rivoltano verso l’alto a causa delle veloci vibrazioni che stanno pulsando nella fica in quel preciso momento
Lui non si accorge di nulla troppo preso a riprendere la chiacchierata con l’amico del cuore ma io vedo tutto e so che se non spengo presto tu arriverai all’orgasmo senza riuscire a mascherarlo.

Quindi sono costretto a diminuire l’intensità delle vibrazioni e poi, dopo un minuto, a spengerlo del tutto
Vedo che sei rossa in viso e che stai sudando abbondantemente cosa che viene notata anche dalla tua amica che sta di fronte a te
“ti senti bene (nome)?”
“si grazie, ho avuto solo un attacco di caldo. Grazie comunque” rispondi con un sorriso smagliante che ti esce naturale al pensiero che lei non avrà mai un’esperienza del genere
Per tutta la cena hai continuamente questi attacchi di caldo (come dici tu) e molti del tavolo iniziano a pensare che tu abbia problemi di stomaco, una passata di dolori, e che per questo motivo hai mangiato molto poco.

Appena cominciavi a masticare, dopo un paio di bocconi al massimo, diventavi rossa in viso a volte alzando gli occhi al cielo. Questo perchè eri intenta a controllare l’orgasmo che ormai era diventato impellente.
Dentro di te ridevi del loro evidente pensiero e non vedevi l’ora che ti facessi il segno per scappare al bagno per una “sosta” lunga
Io controllavo continuamente il bagno e nel momento in cui è rimasto libero mi sono alzato per andarci seguito dopo pochi secondi da te che sempre più rossa in viso chiedevi scusa e scappavi verso il bagno
Erano due minuti che le vibrazioni erano al massimo dell’intensità, non ce facevi più, e non sei riuscita a controllarti per raggiungermi.

Sei entrata nel bagno delle donnei trovandomi davanti alla porta di uno dei due e subito ti sei inginocchiata facendo attenzione a non macchiare il vestito portando la bocca già aperta all’altezza del mio cazzo
Non hai atteso il mio permesso. Lo hai ingoiato e cominciato a succhiare con tanta foga, dovuta in parte alla paura che entrasse qualcuno ed in parte perchè volevi ringraziarmi per l’esperienza appena vissuta, ed io ti ho lasciato fare.

Succhiavi come mai avevi fatto fino a quel momento ingoiando il cazzo per intero, fino in fondo, per poi risalire succhiando l’asta fino alla punta della cappella e poi riprendevi affondando lentamente.
Ti ho fermato e ti ordinato di toglierti il vibratore dalla fica e di ripulirlo mentre io mi mettevo un preservativo.
Quando lo hai visto sei rimasta sorpresa perchè non l’avevo mai utilizzato prima.
Ti ho fatto girare e chinare facendoti poggiare le mani al muro e poi ho appoggiato il cazzo sul tuo ano che si offriva voglioso ed accogliente
Con estrema lentezza l’ho fatto entrare dentro mentre le mani si impossessavano delle tette stringendole.

Con un lungo gemito di piacere e di misto dolore hai accompagnato la lenta penetrazione fino alla fine. Poi quando ho cominciato a muovermi più velocemente e profondamente si è tramutato in un mascherato sospiro neanche interrotto dall’ingresso di qualcuna nel bagno
Per quanto ero eccitato ho continuato solo per un paio di minuti prima di uscire dal tuo favoloso culo e farti inginocchiare di nuovo mentre mi toglievo il macchiato preservativo.
“Cristina per questa volta ti sei salvata ma la prossima volta te lo faccio succhiare così comè, quindi ti consiglio di farti spesso dei clisteri” ti ho detto mentre mi impossessavo della tua bocca cominciando a scoparla fino a godere
Sei riuscita a ingoiare tutto il contenuto delle mie palle, forse con una piccola difficoltà per quanto era, e poi dopo averlo ripulito e sistemato nei miei slip mi hai detto
“grazie Sir”
Prima di uscire ho ripreso la bustina con il vibratore e ti ho salutato dicendoti
“buonanotte Cristina”.

Cristina

Sono le 9. 25 e sei in attesa che il treno parta per raggiungermi. Di solito prendevi quello precedente ma l’ordine ricevuto era chiaro. Dovevi prendere questo treno!
Hai pensato che forse lui non poteva arrivare prima.
Come sempre hai scelto il posto vicino al finestrino sperando poi di rimanere sola, senza nessun scocciatore accanto anche se è più difficile a quest’ora.
Il vagone infatti è più pieno e la cosa ti preoccupa un po’ visto che a lui piace molto metterti in difficoltà durante il viaggio.

Non passano neanche 5 minuti che senti vibrare il cellulare e con esso anche il clitoride che è in perfetta armonia con il tuo pensiero.
Infatti è arrivata, e sinceramente attesa anche se non lo vuoi ammettere, la sua mail.
Sapevi che sarebbe arrivata perché anche oggi sei reggiseno e mutandine ed, inoltre, sei stata obbligata ad indossare un paio di leggings che nulla nascondono alla vista dei guardoni.
I spacchi della fica, glabra, e del culo ben in vista sono un attentato per chi soffre di cuore!
La apri mordendoti il labbro come fai sempre quando l’eccitazione inizia a superare la vergogna, quando il desiderio cresce al punto di farti bagnare come un pulcino.

La leggi e rimani sorpresa
“vai al bagno”
ti alzi automaticamente prima ancora di mettere in stand by il cellulare e ti dirigi verso il bagno.
La tua camminata, seguita passo passo dai numerosi pendolari, si ferma quando mi vedi. Sono lì davanti alla parte sorridente in attesa di gustarmi la tua reazione.
Abbassi gli occhi per non mancarmi di rispetto. Due spuntoni fanno capolino sulla camicia all’altezza dei capezzoli, ti manca il respiro per un secondo, fino a quando non arrivi davanti a me.

Ti pongo una shitolina e
“fai quello che trovi scritto nella shitola” dico andando verso il tuo posto.
Entri nel bagno con le gambe che ti tremano e quando finalmente sei dentro tiri un sospiro di sollievo. Ti guardi allo specchio notando all’istante i capezzoli irti e senti la figa che cola come sempre quando mi vedi. Ti ricordi che sei senza mutandine e ti allarmi per quello che potranno vedere tutte le persone presenti nel vagone, sembrerà che ti sei pisciata sotto prima di arrivare al bagno! Per fortuna hai la borsa con cui potrai fare schermo alla macchia che sai si sta allargando davanti alla fica.

Apri la shitola, vedi il contenuto e leggi il biglietto
“sai dove metterlo”
queste sole poche parole ti gelano. Ci eri arrivata da sola, addirittura avevi sentito parlare di certe esperienze, avevi letto alcuni racconti su ciò, ma mai avresti pensato di farlo nella realtà.
Abbassi i pantaloni e prendi l’ovulo contenuto nella shitola. Per facilitare l’ingresso (ma servirà?) lo bagni con la tua saliva, lo lecchi e lo imbocchi e poi lo infili dentro.

Entra all’istante senza nessun problema. Le labbra si sono aperte al semplice contatto sperando che fosse qualcosa di diverso ma pazienza, pensi, succederà a breve.
Prima di uscire passi la mano sulla fica cercando di prendere più fluidi possibile e li lecchi. Sei diventata ghiotta di questo sapore, del tuo sapore!
Esci dal bagno e torni al tuo posto. Mi vedi seduto sul sedile alle tue spalle, e capisci che ero lì già da prima.

“Sarà salito dopo di me” pensi mentre mi passi accanto.
Il viaggio continua tranquillo fino a quando non passa il controllore.
La vibrazione la intuisci prima di percepirla dentro di te e un gemito roco ti sfugge dalle labbra prima di riuscire a controllarlo.
Le vibrazioni variano di intensità mandandoti in estasi ed è con somma difficoltà che riesci a far vedere al controllore il cellulare con scritta la tua prenotazione.

Lui legge il numero, controlla la lista, ti guarda e va via. Ti stai vergognano perché i pensieri che girano nella tua mente sono sempre gli stessi. Perché quello mi guarda? Sa qualcosa? Perché tutti mi guardano?
Poi capisci che nessuno ti guarda, che nessuno sa delle tue attuali sensazioni, della fica che si sta contraendo con spasmi sempre più forti al punto da sembrare crampi, vorresti assecondare il tutto muovendo il bacino strusciando il clitoride ormai impazzito sul tessuto dei leggings, vorresti godere, vorresti ….

ma non puoi.
Finalmente le vibrazioni terminano e ti ritrovi quasi esausta afflosciata sul sedile del treno che corre veloce verso la meta, ma non troppo veloce per te.
Lentamente il fiato ritorna normale, l’eccitazione svanisce (ma non troppo con l’ovulo nella fica), i capezzoli tornano normali, ora non spuntano più sulla camicetta, il tempo passa lentamente in attesa che passi qualcun altro.
Perchè sai che appena apparirà qualcuno le vibrazioni torneranno, forse anche più forti.

Vorresti girarti e guardarmi, chiedermi di fermarmi, ma non lo fai per due ragioni. La prima è che sai che non accetterò mai le tue preghiere e la seconda è che temi la punizione che riceveresti.
Sai che c’è una terza ragione, la più importante, quella che il tuo cervello non vuole ammettere ma il tuo cuore sì, e cioè che non vuoi che io smetta.
Per me, dopo altri due “controllori”, il gioco diventa monotono.

Ed è allora che mi siedo vicino a te, subito dopo aver spento il controllo per la terza volta. Tu sei imperlata di sudore, la camicia ha due macchie di sudore sotto le ascelle, io ne posso vedere solamente una ma è naturale che anche l’altra lo sia, i capezzoli hanno quasi bucato la camicetta per quanto sono eccitata, sui leggings, davanti alla fica, noto una vistosa macchia.
Tu stai guardando i tuoi piedi.

Senti il mio sguardo che vaga su di te. Sei intimorita perchè non sai cosa potrò ordinarti di fare. Ma lo farai qualunque cosa sia.
Allungo una mano e imprigiono il tuo capezzolo destro, quello più lontano da me, tra due dita. Il contatto ti fa uscire un leggero lamento dalla bocca. All’inizio lo stringo con delicatezza, ti piace quando ci gioco, poi aumento la pressione, sempre di più fino a quando non apri la bocca in un muto grido di dolore.

Allora lo lascio e prendo l’altro a cui faccio lo stesso trattamento. Tu cerchi di non pensare ad eventuali spettatori. Provi a fare la furba aprendo troppo presto la bocca facendo la stessa mossa di prima ma io non ci casco e stringo ancora più forte. Quando lo rilascio avresti voglia di piangere.
Ti passo una busta e ti ordino di andare al bagno e di fare quello che trovi scritto nel foglio senza mai toccarti, senza godere.

Ti avvii con un passo dondolante verso il bagno e per tutto il tragitto, o almeno fino a dove arriva il raggio del telecomando, subisci di nuovo le vibrazioni. Questa volta sono al massimo della potenza e fatichi molto a camminare.
Finalmente sei dentro al bagno e leggi subito il biglietto.
“grazie, Sir” pensi mentre ti togli i leggings per mettere i slip e una gonna per poi tornare da me.

Logicamente l’ovulo è rimasto dove era ma siamo quasi arrivati e non hai più quella vistosa macchia davanti alla fica esposta con quei leggings che non nascondevano nulla.
Scendiamo dal treno e usciamo dalla stazione.
“Ora andiamo al sexy shop” ti dico chiamando un taxi
Sei troppo preoccupata per rispondermi ed io attendo di essere seduti nel tassì per fartelo notare.
Il tuo volto arrossisce di colpo e sottovoce mi dici “si Sir”
Al tassista chiedo di portarci al mercato più vicino mentre rido dentro di me
Il mercato è pieno di gente indaffarata a fare la spesa.

Ci sono tanti banchi di frutta, verdura, carne e qualunque altro cibo. Ci dirigiamo verso uno che vende verdura e prima di fermarci ti dico”stai attenta alle dimensioni di quello che comprerai perchè lo userò su di te. Però non fare la furba come prima, hai capito che non ti conviene!”
Giri per il banco guardando il cibo esposto, ma più che altro per recuperare parte della lucidità che hai perso quando hai sentito la mia frase, e poi, intelligentemente, prendi una busta e scegli tre/quattro pezzi di zucchine e cetrioli.

Sul tassì che ci riportava verso la stazione, e di conseguenza verso la squallida camera d’albergo che per entrambi noi rappresentava l’agognata meta, ho “sollecitato” di nuovo la tua voglia usando continuamente il telecomando. Il tempo delle interruzioni a volte erano talmente minime che non facevi in tempo neanche a recuperare il respiro. Ad un certo punto il tassista ci ha chiesto se stavi bene e la mia risposta lo ha lasciato sconcertato perché ho detto solamente “non potrebbe stare meglio” aumento le vibrazioni al massimo facendo in modo che tu arrivassi quasi all’orgasmo.

Lui si è zittito e non ha più parlato ma deve aver intuito qualcosa perché guardava continuamente nello specchietto retrovisore facendoti arrossire ancora di più.
Finalmente siamo entrati in camera e come sempre ti sei spogliata in un secondo inginocchiandoti poi davanti a me in attesa che iniziassero le danze, qualunque danza a questo punto, pur di poter dare sfogo a questo orgasmo che ti portavi indietro da Milano.
Ho tirato fuori il cazzo già ben inturgidito e l’ho avvicinato a te senza neanche bendarti.

Hai visto la mia cappella già gonfia e lucida pronta a sparare il nettare di cui sei golosa.
Anche io ero arrivato al limite dell’eccitazione e sicuramente se te l’avessi messo in bocca avrei goduto in un secondo.
“stenditi sul letto e allarga bene le gambe” ti ho detto con il tono più brusco che potevo
Pensavi che volessi toglierti l’ovulo e scoparti selvaggiamente ed invece ho cominciato a massaggiarti prima un piede e poi l’altro, facendoti anche un leggero solletico a cui tu rispondevi non tanto con le risate ma con i movimenti del corpo che cercava di sfuggire a quel tocco “fastidioso”, per poi passare ai polpacci e alle gambe avvicinandomi sempre di più alla fica che aveva cominciato a perdere umori come se fosse una fontanella.

Quando ci sono arrivato eri in estasi e allo stesso tempo tremavi per non perdere il controllo del tuo corpo e perdere la battaglia contro l’orgasmo che stavi cercando di trattenere
Ho acceso l’ovulo mettendolo alla velocità più bassa. Il clitoride impazzito è diventato ancora più gonfio, i capezzoli turgidi come mai avevi avuto prima, gli occhi chiusi in quel paradiso/inferno. Ho portato la bocca sulla fica per leccare quel prezioso e dolce liquido e mentre il tuo corpo impazziva ho aumentato la velocità al massimo dandoti contemporaneamente la possibilità di godere.

La mia bocca ha atteso poco gli spruzzi del tuo godimento come anche le mie orecchie l’urlo che hai fatto nel momento dell’orgasmo.
L’ovulo continuava a vibrare, la mia lingua ora torturava il clitoride, tu continuavi a godere. Il massimo del piacere per te.
Io non ce la facevo più e per non correre il rischio di prendere un morso ho goduto davanti al tuo viso riempiendolo di caldi fiotti di sperma che tu hai cercato inutilmente di catturare aprendo la bocca e ripulendo con la lingua dove potevi arrivare.

Nel frattempo l’ovulo continuava a vibrare nella fica allagata. L’orgasmo ti aveva sconvolto. Mai prima d’ora eri arrivata a questi livelli e ti sentivi esausta.
Pensavi che ora sarebbe arrivata la parte discendente dell’altalena, quella relativa al dolore, ma non ti importava, anzi la stavi aspettando in attesa della nuova fase ascendente.
“che troia sono diventata!” pensavi tra te e te ma io avevo altri piani nella mente.
Avevo deciso di cambiare registro per metterti in difficoltà, per non darti nessun riferimento, per farti vivere una seconda “prima sessione”.

L’ovulo, quando l’ho tolto dalla fica grondava dei tuoi piaceri, e l’ho messo davanti alla tua bocca per fartelo ripulire e farti sentire il sapore che tu conoscevi benissimo anche se solo dopo la masturbazione.
Il sapore era lo stesso ma più intenso a causa della quantità di fluidi. Mi sembravi una bambina alle prese con un lecca lecca. Ad un certo punto lo hai imboccato e succhiato come se fosse il mio cazzo che non avevi finora preso.

Ho inserito due dita nella fica e dopo averle imbrattate le ho avvicinate all’ano che, aiutato dal liquido, le ha accolte facilmente Ho spinto con calma, senza forzare, e mi sono fermato solamente quando erano tutte dentro. Con relativa calma ho tirato fuori le dita e le ho reinserite aggiungendo un terzo dito. Quando hai cominciato a lamentarti ho usato l’altra mano per sgrillettare il clitoride. In pochi secondi la tua apprensione è scomparsa, ti sei rilassata favorendo l’ingresso delle tre dita, e hai cominciato a muovere il bacino per sentire sempre il contatto con le mie dita sul clitoride.

“Fai da sola” ti ho detto lasciando il clitoride alle tue esperte dita “godi quando vuoi fino a quando non ti dirò di non farlo. Tutte le volte che vorrai”
Hai iniziato a muovere velocemente le dita ed io ho cercato di mantenere il tuo ritmo spingendo e ritirando le dita nel culo a mo’ di stantuffo.
Piano piano lo sfintere ha ceduto e il tuo buco del culo si è allargato abbastanza da permettermi di prendere un cetriolo di medie dimensioni e inserirlo per un breve tratto.

Neanche ti sei accorta di questo. Ho preso l’ovulo che giaceva ormai sul letto e l’ho inserito di nuovo dentro la fica e ho inserito la vibrazione più bassa.
Mentre accusavi i primi spasmi che annunciavano l’arrivo del nuovo orgasmo hai cominciato a roteare il bacino, gli occhi si sono rovesciati verso l’alto come se stessi svenendo dal piacere, ed io ho aumentato la velocità spingendo allo stesso tempo il cetriolo per tutta la sua lunghezza e ho cominciato a stantuffare il culo con un ritmo veloce e forte.

L’orgasmo è stato più forte del dolore che pensavi dovessi sentire e hai urlato di piacere mentre l’ovulo, ormai alla massima velocità, impazziva nella fica gonfia, spalancata e “sputante” ed io spingevo a fondo il cetriolo.
Ho lasciato il cetriolo ben piantato nel culo e, dopo averlo spento, ho tolto l’ovulo dalla fica che mi si è mostrata spalancata, gonfia e succosa.
Non potevo certo rifiutare un tale invito quindi ho provveduto a succhiare quei dolci succhi che ne uscivano copiosi.

Tu nonostante i due orgasmi violenti e ravvicinati hai cominciato subito ad assecondare la mia lingua muovendo e roteando il bacino. Quando poi ho preso le gambe, le ho allargate al massimo consentito, le ho alzate per avere a disposizione tutta la fica aperta ora come un’ostrica e mi ci sono tuffato sopra scopandoti con la lingua non hai resistito ed hai goduto una terza volta.
Alla fine eri esausta, distrutta e preoccupata.

preoccupata perché era ancora molto presto e, se la giornata fosse continuata così, non sapevi in quali condizioni saresti tornata a casa.
Io invece mi stavo eccitando sempre di più e non avevo intenzione di smettere di giocare con il tuo corpo. Ho infilato di nuovo l’ovulo nella fica chiedendomi se avevo portato delle pile di scorta e mi sono seduto sulla sedia aspettandoti.
Tu non hai avuto bisogno di ordini o di parole.

Mi hai guardato di sfuggita solamente un secondo perché non capivi se potevi togliere il cetriolo.
“buttalo nel cestino” ti ho detto bruscamente ma più per la mia dimenticanza che per il tuo dubbio
lo hai tolto facilmente, in fin dei conti è più difficile inserire che togliere. Sulla punta del cetriolo c’era una sospetta macchia che ti ha imbarazzato ma poi lo hai gettato nel cestino e ti messa nella giusta posizione per ricevere la punizione.

Hai barcollato, e non poco, mentre mi hai raggiunto.
eri pronta!
I miei occhi avevano una vista fantastica,
ll tuo ancora cinereo sedere, il tuo buco del culo ancora leggermente aperto, i capelli spettinati che ricadevano scomposti sulle spalle. Le mie gambe godevano del tocco dei tuoi turgidi capezzoli a cui ancora non aveva dato nessuna attenzione, il bagnato della fica che toccava la mia gamba destra.
Ho passato con delicatezza le mani su tutto questo ben di Dio, facendoti rabbrividire e sospirare da questo diverso tipo di piacere.

Ho acceso il telecomando al minimo sentendo quel ronzio nascosto e gustandomi il movimento delle natiche, l’ano che si apriva e si chiudeva, i tuoi gemiti di piacere, e
“fino a quando non godrai non smetterò. Quindi concentrati altrimenti farai il viaggio di ritorno in piedi perchè non potrai sederti”
tu hai sentito la mia eccitazione aumentare ed hai capito che non scherzavo
le sculacciate sono iniziate quasi impercettibili e con un ritmo blando e regolare.

Dopo circa un minuto però le cose sono cambiate. I colpi sono diventati più forti e senza uno schema, colpivano non più con una cadenza ritmica ma a caso creandoti una specie di confusione nella testa. Così sarebbe stato più difficile godere! Poi per tua fortuna ho rallentato un minuto per gustarmi il calore delle natiche diventate rosse ed ho aumentato al massimo le vibrazioni, ho atteso che il tuo corpo cominciasse la danza dell’orgasmo quasi raggiunto e poi ho ripreso con colpi forti ma alternati che neanche sentivi per l’imminente orgasmo.

Quando hai goduto, cosa per te inconcepibile fino a qualche tempo fa, piangevi. Dolore e piacere mischiati insieme, felicità e umiliazione, libertà e sottomissione, rispetto e amore.
Tutto questo vorticava nella tua testa mentre ti portavo sul letto.
Distesa eri in mia balia.
Ho portato il cazzo davanti alla bocca che tu hai aperto inghiottendo tutto per darmi piacere, per ringraziarmi, per dirmi che eri la mia sottomessa.
Ti ho scopato la bocca come se fossi una troia da due soldi ma non volevo godere così, non oggi.

Mi sono alzato e ho preso un altro cetriolo, più grande del precedente. Alla sua vista dei sbiancata per paura che prendesse il posto dell’altro.
Mi sono seduto sul letto appoggiandomi alla parete ho detto di impalarti da sola, di incularti sul mio cazzo dandomi le spalle. Ti sei girata e seduta su di me, hai preso il cazzo e lo hai puntato su quello che consideravi il tuo orifizio intoccabile per poi calarti lentamente per gustare le sensazioni che provavi.

Il tocco del cazzo sull’ano, la sua apertura, l’agevole ingresso e il profondo inserimento e l’affondo. Tutto questo da sola. Ho afferrato le tette e tirato a me facendoti appoggiare la schiena sul mio petto ed ho guidato il tuo su e giù molto lento. Salivi fino alla punta del cazzo per poi scendere lentamente fino a toccare il mio pube e poi su e poi giù.
Già stavi iniziando a godere quando ti ho gelato negandoti la possibilità di farlo.

Sei rimasta delusa ma non hai cambiato il ritmo, brava,
Poi ho messo il cetriolo davanti alla fica nascosta alla mia vista e dopo un paio di tentativi sono riuscito a infilarcelo. Ti sentivi piena come non mai. Quel cetriolo era enorme e ti riempiva la fica in contatto con il mio cazzo che ti riempiva il culo.
Con una mano mantenevo il cetriolo in posizione e con l’altra pizzicano e torcevo i capezzoli che rimpiangevano quando non li toccavo.

Ma a te piaceva. Tutto piaceva.
Ero vicino all’orgasmo quindi li ho trascurati per occuparmi del clitoride. L’ho sgrillettato dandoti una scossa, non ce la facevi più, volevi urlare e godere, hai aumentato la velocità della scopata o meglio dell’inculata, ora mi cavalcavi veloce e spingevi sempre di più per sentire il cazzo sfondare il culo, per soffrire per non godere ma poi ti ho concesso l’orgasmo e tu hai aumentato ancora di più e ancora di più fino a quando non hai sentito i caldi fiotti di sperma riempirti le viscere e … hai goduto.

Il culo ti faceva male per le sculacciate e per le profonde inculate ma tu eri veramente felice.
Dopo questa maratona abbiamo fatto una doccia insieme con l’intenzione di riposarci un po’ prima di riprendere.
Fare la doccia insieme è stato un momento molto intenso e piacevole. Ci siamo lavati a vicenda come una normale coppia di innamorati senza stare a guardare troppo il rapporto Sir/sottomessa.
Quando ti ho insaponato le tette e la figa restando alle tue spalle ti sei appoggiata a me per facilitare il lavaggio e sentire il mio corpo, cosa molto rara.

Effettivamente le parti del mio corpo che tocchi sono rappresentate sempre dal cazzo, dalla bocca, mani e dalle gambe quando ti sculaccio mentre il resto del corpo è quasi tabù come se ti fosse interdetto.
Io invece mi godo tutto il tuo corpo perchè tu sei la mia sottomessa ed è tuo compito darmi piacere come voglio, senza nessuna interdizione e/o tabù.
Alla fine della doccia avevi quasi goduto. Spingevi indietro le natiche per sentire il mio cazzo che era ancora moscio e le mie palle svuotate
Prima di sdraiarci sul letto ti ho fatto inginocchiare e ti ho lasciato in attesa in quella posizione scomoda ma amata fino a quando non sono tornato.

“Cristina questa semplice collana ha un significato che solamente noi conosceremo. Non lo dovrai togliere mai se non per dirmi addio”
Ho allacciato la collana, semplice e nera, sul collo e tu hai atteso che bloccassi la chiusura prima di iniziare a lacrimare dicendomi allo stesso tempo e con voce soffocata
“grazie Sir”
Dopo poco dormivo tranquillamente mentre tu cercavi di muoverti il meno possibile per non disturbarmi.
Infatti nonostante la stanchezza fisica non riuscivi a prendere sonno.

Ripensavi a quando non mi conoscevi, a quando ti sentivi insoddisfatta senza capirne il motivo, a quando la tua vita era di una noiosa normalità.
Ti vengono in mente i passi che hai fatto per conquistare quello che ora senti di avere
La prima foto del corpo, vergognosa e titubante, l’esecuzione del primo ordine ricevuto come quello di vestirsi con una gonna senza slip, il rossore, la vergogna e l’eccitazione per essere riuscita a farlo, i continui periodi di astinenza o di continuo godimento fino a sentirti vuota, la prima volta che ti sei scopata con un cetriolo, la prima volta che hai fotografato la tua fica bagnata, il culo in una posizione che mostrasse al tuo Sir quello che sognavi ti rompesse, la prima volta che ti hai mostrato il tuo volto vestita mentre andavi a lavoro, la prima volta che lo hai incontrato, la prima volta che hai sentito il suo odore, la consistenza del suo cazzo in bocca fino alla gola, la prima volta che hai ingoiato il suo seme riuscendo a distinguere anche il sapore del tuo orgasmo, la prima volta che ti scopato, ti ha inculato, ti ha sculacciato, ti ha fatto godere e soffrire, la prima volta che …
Ti accorgi che questi pensieri ti hanno eccitato di nuovo e vorresti svegliarmi per farti fottere ancora e ancora ma rimani ferma respirando lentamente per calmare la tua eccitazione.

Giri lo sguardo per la stanza e si ferma quando vede la melanzana,
“ma cosa ci vorrà fare con quella? non entra da nessuna parte o vuole sfondarmela veramente? mi farà male?”
il pensiero ti preoccupa ma la fica ti tradisce perchè è bagnatissima.
Finalmente mi sveglio e ….

Il ginecologo

Il Ginecologo.

Due, tre, quattro squilli una voce all’altro capo del filo: “pronto!” “Luciano vecchio puttaniere!” “Massimo! A cosa debbo l’onore, hai messo incinta qualcuna?” – “Non ultimamente, ma è mai possibile che non si riesca ad avere un appuntamento con te, la tua segretaria ha dato a mia moglie un appuntamento da qui a due mesi, dai vedi cosa puoi fare è solo una visita di controllo” – “Perché non ha chiesto di parlare con me, a tua moglie posso dare un appuntamento a qualsiasi ora del giorno o….. della notte, può venire quando vuole eh.. eh..” – “Sei sempre il solito filibustiere, con tutte le fiche che vedi non sei ancora stufo!” – “Non credo che la fica mi stancherà mai e poi se vuoi saperlo, tua moglie oltre che essere una splendida donna è talmente sexy, che anche adesso al solo pensiero di rivederla mi sta venendo duro, non immagini nemmeno cosa darei per poterla scopare!” “Hai capito! e me lo dici così!” – “A parte gli scherzi, digli che può venire, pardon, potete venire domani sera dopo le 19:00, ok! Così facciamo anche due chiacchiere.

“ – “Sei veramente gentile, a domani allora, ciao. ” – “Ciao Max. ”
– ”Amore… amore. è tutto risolto Luciano ci ha dato appuntamento per domani, oh! Scusa volevo dire il tuo spasimante, lo sai che mi ha appena confessato che darebbe qualsiasi cosa per scoparti. ” – “Ma dai, dici veramente con tutte le donne che gli passano per le mani” – “Veramente, non sto scherzando per niente! “ – “In fondo pensandoci bene è anche un gran bell’uomo uhmm…….


l’indomani al mio rientro dal lavoro, la trovo in camera intenta a scegliere il vestito, “Ciao amore, vedo che sei quasi pronta, mi faccio la doccia e andiamo! ” – “Ok io mi vesto e ti aspetto sotto. ”- È ancora presto, me la prendo comoda, quando la raggiungo è passata quasi un’ora lei si sta guardando nello specchio del soggiorno, indossa un tailleur grigio scuro, una giacca piuttosto aderente con un ampio scollo che mette in risalto il decolté, sotto, il reggiseno a balconcino, le lascia i capezzoli completamente scoperti come non faccio fatica ad immaginare, la gonna aderente arriva appena sopra il ginocchio, contro la stoffa leggera riesco a intravvedere la forma dei ganci del reggicalze e già mi si sta asciugando la bocca, calze scure con la riga e scarpe nere con un vertiginoso tacco a spillo completano il look.

Mamma mia farebbe resuscitare un morto, come un cavaliere di altri tempi, faccio un inchino e le baciò la mano, non voglio rovinarle il trucco e poi è così bella da togliere il fiato, l’aiuto a infilare la pelliccia. -“Tesoro credo proprio che questa volta gli darai il colpo di grazia, speriamo che abbia il cuore forte.
”- Raggiunto lo studio la segretaria , ci ricorda che l’appuntamento è fra due mesi, insisto perché avverta il dottore che siamo arrivati, chiama il dottore, diventa rossa in volto, riattacca e profondendosi in mille scuse ci accompagna ossequiosa alla porta, il dottore ci viene incontro sorridendo, “Può andare signorina! Max, come stai?” Ci abbracciamo come due vecchi camerati, poi rivolto a mia moglie, le porge la mano e l’attira a sé per baciarla sulla guancia, “Terry sei uno splendore, fatti guardare un piacere per gli occhi, la donna più bella che abbia mai visto.

” – “Dai Luciano piantala di farmi complimenti o mi farai arrossire. -” Ci accomodiamo e facciamo due chiacchiere, rievocando le nostre avventure, Luciano non distoglie lo sguardo da mia moglie, i suoi occhi l’hanno già radiografata da capo a piedi, adesso gli rimane da verificare solo se la radiografia è venuta bene. – ” Terry, tesoro se vuoi prepararti! ” – Lei si alza, lascia scivolare la pelliccia sulla poltrona, si sposta dall’altra parte dello studio, i nostri occhi sono su di lei, si avvicina al lettino e sempre dandoci le spalle, sbottona la giacca, la toglie, senza voltarsi l’appoggia sullo schienale della sedia vicina, poi apre la cerniera della gonna e con le mani, l’accompagna fino a terra, delle coulotte di pizzo appaiono di fronte ai nostri occhi sgranati a coprire parzialmente tutto quel ben di Dio, tolta la gonna, le coulotte seguono la stessa sorte, le gambe tese e lei piegata fino a terra offrono a noi poveri mortali uno sguardo sul paradiso, si rialza e mentre con una mano si copre la fica con la mano e il braccio sinistro si copre pudicamente le tette, sorridendo si volta verso di noi e dice -“Ok, dottore sono pronta” – Questo è il colpo di grazia, dopo tutto quello che ci ha fatto vedere adesso si mostra a noi come un’educanda.

Abbiamo la salivazione azzerata, Luciano si riprende a fatica – “Va bene tesoro, sdraiati sul lettino e metti le gambe sugli appoggi, dai Max vieni più vicino che continuiamo la nostra conversazione” – Nel frattempo mia moglie si è sdraiata sul lettino le mani appoggiate sulla pancia, se non fosse per i pochi accessori estremamente sexy che ancora indossa avrebbe tutta l’aria di una verginella vergognosa alla sua prima visita ginecologica, le sue gambe completamente divaricate sugli appoggi, offrono lo spettacolo della sua fica depilata che lentamente, come un fiore, sboccia dinanzi ai nostri occhi.

Luciano continuando a parlare si infila i guanti, si spalma sulle dita un po’ di gel e mentre con una mano le allarga le labbra, due dita dell’altra si fanno strada nella sua fica, lei si porta una mano sulle labbra quasi a voler soffocare un mugolio di piacere, mentre con il bacino si muove avanti per favorire l’esame. “Ok, diamo un’occhiata più da vicino” dallo scaffale prende uno speculum, le spalma ancora un po’ di gel fra le labbra e lo inserisce, lo allarga, lo muove leggermente per osservare bene l’utero, la sua non è una visita medica è un dolce gioco erotico.

– ”Uhmm… che utero sexy che abbiamo, signora!” – “Sei proprio scemo!”- Gli dice sorridendo mia moglie, lui ricambia il sorriso ed estratto lo speculum, prende delle salviette, e inizia una minuziosa asciugatura della sua fica, passano lunghi interminabili istanti, poi Luciano sembra riaversi – “Ok, tesoro tutto bene, diamo solo un’occhiatina al seno e abbiamo finito” – Mia moglie si solleva a sedere per slacciarsi il reggiseno, i suoi capezzoli sporgono sfrontati dal balconcino, si sdraia di nuovo, Luciano accanto a lei, pone le mani sul seno, esplora ogni centimetro di quelle tettine sfrontate, è un massaggio estremamente sensuale che mia moglie sembra decisamente apprezzare, mi sto eccitando e a quanto pare non solo io, visto che il camice sbottonato di Luciano non riesce a nascondere il bozzo che si è formato nei suoi pantaloni, e mentre Luciano si protende in avanti, per dedicarsi all’altro seno la patta dei suoi pantaloni si viene a trovare a pochi centimetri dalla faccia di mia moglie, lei mi guarda con aria di complicità e vedendo il lampo di malizia nei miei occhi solleva la mano, la posa sulla patta dei pantaloni a sfiorare la protuberanza che si è formata, Luciano si ferma allibito mentre la mano di lei gli apre la cerniera e come un serpente si insinua nei pantaloni, abbassa il bordo degli slip, libera quel palo di carne pulsante e con decisione lo guida verso la sua bocca, Luciano è ammutolito, incapace di proferir parola, lo stupore dipinto sul volto, salvo riprendersi immediatamente quando vede la mia espressione divertita – “Mio Dio, vi supplico non svegliatemi!” Intanto mia moglie gli sta leccando l’ uccello come un gelato, la lingua lo percorre per tutta la sua lunghezza lasciando una scia lucida di saliva, raccoglie le gocce di liquido trasparente che colano dalla punta di quell’uccello arrapato, Luciano si slaccia velocemente i pantaloni lasciandoli scivolare a terra stessa sorte per gli slip, lei con la lingua le sfiora le palle, le sue labbra si posano ora sull’una ora sull’altra, le succhia facendole scomparire alternativamente in bocca, Luciano è al settimo cielo respira affannosamente, da parte mia non ce la faccio più non resisto, le gambe spalancate sugli appoggi del lettino, le labbra della sua fica aperte, bagnate, sono uno spettacolo troppo arrapante, m’inginocchio di fronte quasi in adorazione, indossa ancora le scarpe, le autoreggenti e le giarrettiere, le sfilo la scarpa, le accarezzo il piede affusolato la mia bocca si posa sulle sue dita, le succhio con passione attraverso le calze, le piace i muscoli del piede si rilassano sotto le mie mani, faccio lo stesso con l’altro piede ed inizio a risalire lungo la gamba, continuando a baciarla risalgo fino alla sorgente, pronto a dissetarmi dalla sua fica.

Nel frattempo Luciano ha ripreso il controllo della situazione e mentre con una mano continua a palparle le tette, con l’altra appoggiata sulla testa di mia moglie, guida i suoi movimenti, la mia lingua vola sulla sua fica le succhio il clitoride, mentre le mie dita si fanno strada nella sua fica bagnata, adora essere leccata, sento che sta per venire, ritmicamente contrae i muscoli del bacino mentre i suoi gemiti soffocati dal cazzo di Luciano, si fanno sempre più frequenti fino a che si sfila di bocca il cazzo – “ Si… Si….. dai più svelto leccala, dai porco che ti vengo in faccia dai! Si…….

si…..Siiiiiiiii!!!!!” – Luciano le sbatte nuovamente il cazzo in bocca soffocando le sue grida, con le mani le tiene ferma la testa mentre il suo cazzo le vomita in gola un fiume di sborra, poi rilassato, si abbassa su mia moglie le accarezza il volto la bacia è visibilmente in adorazione, le bacia il collo, lei come una gattina fa le fusa, si rilassa sotto i nostri baci, Luciano si è spostato sul suo seno le succhia con forza i capezzoli turgidi, li stringe fra i denti come volesse staccarli, poi continuando a baciare il suo corpo scende verso la fica, gli cedo il posto, è fra le sue gambe, con la mano si stringe il cazzo alla base, non si è ancora ripreso lo strofina sulla sua fica bagnata, lo usa come una mazza per colpirla, lei ad ogni colpo sussulta e geme -“ Lo vuoi? Vero! Bella ficona! Dillo che lo vuoi tutto dentro, si vede che muori dalla voglia di cazzo! ” – “ Continua a strofinarle il cazzo sulla fica e ad ogni passaggio lo preme un po di più dividendo le sue labbra turgide” – “ Si lo voglio! Ti prego! Ti prego! Ti pregoooo!” – “ Non finisce neanche la frase che con un solo colpo di reni è dentro di lei fino alle palle “ – “ Ahhhh! Sì! Com’è grosso, dai muoviti, su daiiii che voglio venire di nuovo, dai riempimi la passera di sborra” – “ Luciano così incitato non si fa pregare con le braccia le serra le gambe e tirandola verso di sé inizia scoparla selvaggiamente, i gemiti di lei non riescono a coprire il rumore che il cazzo di Luciano produce immergendosi nella sua fica e il colpo delle sue palle, che ad ogni affondo le sbattono contro il culo, “ – “ Si muoviti! Su! Dai non ti fermare dai che ci sei quasi! Forza metticela tutta e DAiiiiii! ” – Mia moglie quando scopa riesce a trasformarsi da splendida donna di classe in una grandissima troia, sono eccitato da impazzire, a vedere Luciano che la fotte come un a****le, muoio dalla voglia di scoparla, di farle male per il piacere che sta provando con un altro, ho il cazzo duro come il marmo, nudo vicino alla sua faccia con le mani le stringo le tette fino quasi a farle male, mentre i suoi urli inondano la stanza e sicuramente anche la segretaria potrà udirli “ – “ Siiii!! Godo! Godoooo! Sono una Troia, GODOOOOO!!!!!” Luciano, esausto abbandona la preda e io che non aspetto altro mi precipito a prendere il suo posto, accanto a me sul carrello degli strumenti c’è il tubetto del lubrificante, me lo spalmo abbondantemente sul cazzo, ne spremo ancora un po e vado a spalmarlo sul suo buchetto rosa palpitante “- “ Uhmm, si amore fammi il culo, mettimelo dentro, è tutto tuo! – “ Sotto la spinta decisa del mio cazzo, lo sento cedere a poco a poco tornò indietro spalmo ancora un po’ di crema, ritorno all’attacco, pochi secondi e il suo culo inghiotte la mia cappella, adoro metterglielo nel culo, la fica è il piatto di tutti i giorni, ma il culo è riservato solo alle occasioni speciali, ai giorni di festa grande, lo tolgo, lentamente si richiude, si riformano le piegoline di un fiore che sta per sbocciare ancora un po di crema, appoggiò di nuovo il cazzo che lentamente, senza ostacoli scivola dentro di lei, “ Oh! Mi piace si continua non ti fermare, mi piace mi piace.

“- Avanti…. indietro…. ad ogni affondo entro sempre di più nel suo culo sento quel canale caldo, accogliente , che abbraccia il mio cazzo, guardo la sua faccia in attesa del piacere che verrà, mi sento onnipotente con la mia spada affondata in quel caldo anfratto, possedere il suo culo è come avere potere di vita o di morte, le tengo le gambe alzate mentre continuo a fotterla, lei con le mani si divarica le chiappe più possibile per facilitarmi il compito, entro ed esco dal suo culo che rimane oscenamente aperto la pelle intorno completamente liscia, pronto ad accogliere nuovamente il mio cazzo tutto dentro di lei, la cosa non sfugge a Luciano che non ancora sazio mi invita a cederle il posto, da buon amico glielo cedo anche se a malincuore, si china con la bocca sul suo culo con la lingua ne percorre il bordo palpitante che lentamente inizia a richiudersi, le infila dentro i pollici e lo allarga di nuovo, cambiando la forma di quel cerchio perfetto, poi si alza e senza il minimo sforzo la infilza, lei mugola, si porta le dita bagnate dagli umori della sua fica in bocca, si sta di nuovo eccitando, ho un’idea odio essere lasciato in disparte, li interrompo, la faccio scendere dal lettino e in piedi la stringo contro di me mentre con la mano le sollevò una gamba in verticale fin sopra la spalla, mia moglie ha delle gambe lunghissime così in questa posizione la sua fica si trova proprio alla giusta altezza, anche Luciano sembra aver capito cosa voglio fare, si fa subito dietro di lei stringendola contro di me, è prigioniera fra i nostri corpi le braccia intorno al mio collo, mi bacia appassionatamente, le sollevo anche l’altra gamba, ora il suo culo è esposto completamente all’attacco di Luciano, che con la mano guida il cazzo di nuovo verso quel dolce anfratto e trovatolo con pochi colpi glielo sbatte di nuovo tutto dentro e mentre si muove lentamente riprende a baciarle il collo e le spalle, è il mio turno la sua fica è li che struscia contro il mio cazzo, bagnata, le labbra turgide, sporgenti, è questione di un attimo e anche il mio cazzo sparisce dentro di lei, le nostre lingue si intrecciano, geme, si lamenta senza ritegno, mi morde le labbra fino a farmi male, con Luciano sincronizziamo i i nostri colpi, ad ogni affondo la solleviamo letteralmente, dentro di lei i nostri cazzi si scontrano attraverso la sottile parete che divide la sua fica dallo sfintere, i suoi gemiti sono musica per le nostre orecchie, lei ruota il busto così da poter abbracciare sia me che Luciano, in questa posizione può offrire il suo seno ai nostri baci e mentre noi ne approfittiamo con le mani sulle nostre teste ci accarezza i capelli e guida i nostri movimenti, anche se non sembra siamo in suo completo potere, ci sta usando per il suo piacere, sono eccitato da morire ho il cazzo duro da scoppiare, ad ogni affondo vado a sbattere contro il suo utero, la fica è un lago, sento i suoi succhi colarmi lungo il cazzo, è fantastico.

La sua voce si è fatta roca – “ Oh! Mio Dio ! Oh siiiii come mi piace, siii cosiii, mi sfondate tutta, sono la vostra maiala! Su! Non vi fermate, dai che vengo ancora, forza scopatemi maiali! “ – Come se avessimo bisogno di incoraggiamenti! Raddoppiamo i nostri sforzi e in breve tutto il suo corpo è scosso da fremiti incontrollabili, i suoi urli oltrepassano le pareti dello studio tutti i suoi muscoli si contraggono il suo sfintere si serra sul cazzo di Luciano che le riempie il culo di sborra anche io non resisto più vengo dentro di lei, rivoli di sborra mi scorrono lungo il cazzo, e mentre Luciano si sfila dal suo culo e si getta esausto sulla sedia vicina io tenendola stretta fra le mie braccia, come una bambina la adagio sul lettino, è sconvolta il corpo lucido per il sudore i lunghi capelli che si appiccicano sulla pelle, è di una bellezza sconvolgente, mi siedo accanto a Luciano, la contempliamo estasiati come fosse l’ultima donna sulla terra.

Si solleva un po sulle braccia ci guarda e sorridendo -” Grazie mi avete fatto impazzire, vi adoro! “ – e poi -“ Luciano, vorrei andare in bagno, dové? “ – “Mi dispiace tesoro ma devi uscire dallo studio, è nel corridoio, ma se devi fare pipì posso aiutarti io “ – Si alza e prende dall’armadietto di fronte una bacinella in acciaio per gli strumenti e mostrandogliela – “ Che ne dici può andar bene?” – “ Sai cosa dico, che sei proprio un porco, vuoi vedermi fare pipì, e sia! “ – Si alza in piedi sul lettino, prende la bacinella, che Luciano le offre, sorridendo maliziosa, e mentre Luciano torna a sedersi in prima fila, lei vi si accovaccia sopra, gli occhi fissi sul volto di Luciano, dalla sua fica cola il mio sperma le labbra ancora turgide si separano con le prime gocce di pipì, lei con le dita, le allarga ancora un po per offrirci uno spettacolo completo e un getto caldo dorato va a centrare la bacinella, e noi li di fronte a bocca aperta come due idioti, completamente in suo potere, le ultime gocce cadono zampillando, Luciano, premuroso, le porge il pacco delle salviette per asciugarsi, lei lentamente se la asciuga come se la stesse accarezzando, è proprio vero anche nei gesti più banali riesce a sprigionare una incredibile carica di erotismo.

Si alza in piedi, come due cavalieri accorriamo al suo fianco per aiutarla a scendere. Luciano la bacia sulla guancia – “ Grazie tesoro, non avrei potuto desiderare regalo più bello, e grazie anche a te Massimo, credo proprio che dovremmo vederci più spesso” – Ci rivestiamo continuando a parlare, delle tante cose che abbiamo condiviso negli anni passati, le avventure, gli amici, gli amori, il tempo passa in un attimo _ “ Luciano devi scusarci ma dobbiamo proprio andare, ma, che ne dici di venire da noi a cena una di queste sere, ovviamente l’invito vale anche per la tua compagna.

“ – “ Con molto piacere Massimo, così vi presento Tiziana, sai è già un anno che stiamo insieme! “. “ Detto così, sembra una cosa seria, visto che i tuoi amori di norma non superano una stagione. “ – “ Forse, non poniamo limiti alla provvidenza “. Ci salutiamo, Luciano ci accompagna alla porta, poi rivolto alla signorina, -” Guardi che i signori non pagano sono amici miei”. Ci saluta ancora e rientra nello studio, la segretaria guarda mia moglie con aria di disapprovazione neanche troppo velata, sicuramente anche se non ha potuto vedere cosa è successo, l’audio è stato abbastanza esplicito.

Siamo quasi sulla porta,
quando mia moglie si volta e – “ Signorina, le posso lasciare una cosa per il dottore? “ La guardo con aria interrogativa. -” Certo signora! “ Mia moglie torna indietro si piazza di fronte alla scrivania, solleva la gonna, si sfila le mutandine e alla segretaria rimasta a fissarla a bocca aperta – “ Mi raccomando è importante! “ – E le depone sull’agenda aperta che a di fronte, si volta e mi raggiunge, mentre la segretaria sottovoce a denti stretti sibila – “ Puttana!”.

LA FATINA DEL CAZZO

Tina è una giovane mamma lavoratrice con due bambini.
Il marito, da sempre precario, si arrabatta tra mille lavoretti, ma spendono ogni mese più di quello che guadagnano.
Venuti dalla provincia, sono soli in una grande città, e le loro giornate sono scandite dal lavoro e dai figli, la sera, molto spesso, lui si addormenta sul divano mentre lei resta a sistemare casa, stirare e fare lavatrici.
I due si amano ma il rapporto, inevitabilmente, ha risentito del cambio di vita e delle ristrettezze e delle scelte dovute ad avere e crescere dei bambini.

Così, hanno perso un po’ di forma fisica e la voglia di toccarsi e fare l’amore.
Una sera delle tante, mentre lui russava sfinito sul divano, Tina, stirando, si addormentò sull’asse,
risvegliata dall’odore del ferro di una camicia bruciata, si sentì chiamare dalla finestra da una voce di donna.
Si affacciò e vide una strana tipa, sembrava una milf rifatta, travestita da fatina ma non era mica carnevale.
Un po’ timorosa le chiese
Tina-“Si’”
Fatina.

– “Ciao Tina come stai? Sai chi sono io?”
Tina – “Veramente no”
Fatina – “Sono la tua madrina, la fatina del cazzo”
Tina – “Cosa?”
Fatina – “Si lo so sembra un po’ volgare ma mi chiamo così”
Tina – “E lei si aspetta che io ci creda? Sarà un sogno e starò facendo confusione tra le favole dei bimbi e qualche voglia sopita da un po’”
Fatina – “Si lo so sono qui per aiutarti, vuoi che te lo dimostro?”
Tina- “Ok dai dimostramelo , trasforma qualcosa in una carrozza”
Fatina – “Bè sei un po’ fuori moda ma sei vuoi uscire ti porto io in un locale alla moda”
Così dicendo muovendo la bacchetta e facendo un po’ di fumo trasporta le due donne in un locale di lapdance, con un cocktail in mano, vestite con dei mini abitini che non lasciavano nulla all’immaginazione.

Tina- “Ma dove siamo?”
Fatina – “Mi hai chiesto una carrozza pensavo volessi uscire a svagarti un po’”
Tina – “Ma questo posto non è il mio genere, riportami a casa ti prego”
Disse tina un po’ spaventata e la fatina l’accontentò.
Tornate a casa, Tina esclamò
Tina – “non ci posso credere, ma è successo veramente?”
Fatina – “Certo mia cara”
Tina – “ E che ho a disposizione 3 desideri?”
Fatina – “Beh no, c’è la crisi, 3 desideri sono troppi, te ne basterà uno solo, di cosa hai bisogno?”
Tina – “Bè io avrei bisogno di più soldi e più tempo da dedicare ai bambini”
Fatina – “Ok allora hai bisogno solo di una cosa, te la fornirò io, tu devi solo comprare un gratta e vinci a settimana per sei mesi, al resto ci penso io.


Tina –“ Ok, sei mesi, ce la posso fare”
Fatina – “Ricordati però quando avrò bisogno di qualsiasi cosa tu per me ci dovrai essere sempre”
Tina – “ Ci mancherebbe fatina”
Tina andò a dormire contenta e dopo settimane che comprava gratta e vinci a vuoto, dopo 4 mesi arrivò quello giusto, un milione di euro, Tina si licenziò e aprì un attività on line che gli fruttò altro denaro gestendola da casa, il marito non faceva un cazzo, ma a lei non importava, erano felici, erano ricchi, soddisfatti e lavoravano da casa rimanendo sempre accanto ai loro figli.

Un giorno, due mesi dopo la loro vincita, si ruppe il lavandino della cucina.
Il marito, non sapendo che fare in casa, decise di sistemarlo lui, e si buttò a capofitto sotto la cucina,
Tina non era convinta, aveva uno strano presentimento, cercò di dissuadere il marito dal farlo, ma mentre lei parlava, lui oramai non la vedeva più era sotto al lavabo della cucina, e fu in quel momento che Tina,
alzando gli occhi , rivide la fatina che la salutò, le sorrise e le sussurrò:
Fatina – “Ciao Cara, ho bisogno di te”
Tina fu presa da una strana paura, sapeva che sarebbe arrivato quel momento, ma visto dove l’aveva portata la prima volta che si erano incontrate e l’aspetto della fatina, aveva paura di quello che le sarebbe successo.

Mentre pensava queste cose, notò il suo seno e le sue labbra gonfiarsi, i suoi capelli allungarsi e diventare biondissimi, si guardò le mani e alle unghie notò il french, le ciglia si allungarono e rinfoltirono copiosamente, la pancetta diminuì, dopodichè per un attimo fu nuda, il tempo che il suo pantalone e maglietta fossero sostituiti da un mini abito color ottanio con una scollatura provocante e le chiappette quasi scoperte alzate da un decoltè color rosa dal tacco vertiginoso.

Tina pensò:” o mio dio, sembro una bambola gonfiabile”.
Poi gli squillò il cellulare, da un numero sconosciuto gli arrivò un whattsapp che diceva:
“ti ho sabotato io il rubinetto, ti sto mandando un mio amico idraulico da soddisfare.
Firmato Fatina del cazzo”
D’instinto senza sapere neanche perché rispose “ok perfetto”
Mentre da sotto il rubinetto il marito incuriosito dal silenzio disse
Marito –“Amore ci sei?”
Tina –“ Si caro, ho chiamato un idraulico, ti ho visto in difficoltà, non sei del mestiere”
Marito – “no ma che dici, ho perfettamente il controllo della situazione”
Disse il marito da sotto il mobile della cucina.

Dopodiche suonarono alla porta.
Arrivò un giovane muscoloso in canotte che disse
I – “Qual è il problema signori?”
Il marito da sotto il mobile rispose
M – “ehi ehi non vi ho chiamato io ma mia moglie, sto cercando di risolvere, stia li tranquillo”
I – “ Ok ok aspetto qui con sua moglie”
E dicendo così prese Tina per i fianchi e la poggiò dolcemente sulla cucina, non c’era neanche bisogno che le alzasse il vestitino, si vedeva già il culo della donna che non portava mutandine.

Tina era perplessa, si sentiva strana ma il ragazzo era carino e lei si sentiva tanto trascurata, poi c’era da fare contenta la fatina dopo che lei aveva reso felici loro, così non oppose alcun tipo di resistenza,
anzi accompagnava con dei piccoli movimenti del corpo le palpatine dell’uomo.
M-“Ce la farò da solo vedrete, ancora qualche minuto” si sentì la voce del marito tra un colpo di martello e un giro di chiave inglese, mentre l’idraulico aveva ficcato due dita nella fica di tina e le mandava dentro e fuori.

La donna cominciava a godere, si sentivano dei piccoli gemiti.
L’uomo comincia ad andare più veloce, la donna è costretta a coprirsi la bocca con la mano per nascondere gli urletti di piacere.
M -“Ancora 5 minuti e sono fuori ok?”
I – ”Vai amico prenditi il tempo che ti serve” Dice l’idraulico tirandosi fuori dai pantaloni un cazzo lunghissimo e durissimo, poggiandolo sulla fica bagnata di Tina, e cominciando a spingere.

M- “Amore fai un caffè al signore nell’attesa?” dice il marito sempre sotto la cucina
Tina – “ Siiii” risponde Tina approfittando della domanda del marito per liberarsi in un urlo di piacere. L’idraulico accellera tenendo contro che il tempo stringe.
M -“Tutto ok amore? Ho quasi finito eh”
Tina –“Si si siii” finalmente l’uomo viene dentro Tina facendola urlare di piacere.
Tina magicamente torna quella di sempre e l’idraulico si allontana in un attimo.

Immediatamente dopo, il marito viene fuori dal mobile della cucina
M – “Hai visto che l’ho fatto’”
Tina –“Bravissimo l’amore mio” Tina bacia e abbraccia il marito ignaro dell’accaduto.
M – “Ma l’idraulico è andato via?’”
Tina “si ha visto che te la cavavi benissimo ed è andato via. ”
M – “Ma almeno gli hai fatto un caffè?”
Tina – “No amore non ho fatto in tempo, lo sai che non lo so fare il caffè”
M – “Cazzo Tina pover’uomo neanche un caffè, lo hai fatto venire a vuoto.


Dice il Marito allontanandosi contrariato.
Tina pensa l’ho fatto venire punto, basterà?.

Le mie storie (54)

7 febbraio. Potrebbe sembrare un giorno come gli altri ed invece non lo è per una serie di motivi primo fra tutti il fatto che qui a Napoli si gioca la coppa dei campioni contro il real Madrid. La città è permeata completamente da questo evento. La mattina scendo al lavoro ed i miei colleghi non fanno altro che parlare di questo, torno a casa ed i miei parlano di questo, infine un messaggio di Davide che è letteralmente distrutto per non aver trovato il biglietto e mi chiede di venire a vedere la partita a casa.

Sono cresciuta in una famiglia di tifosi, mio fratello ha l’abbonamento da non so quanti anni, ed io soprattutto in questi ultimi anni mi sono ritrovata questo amore calcistico che non credevo potesse mai appartenermi. In genere preferisco vedere le partite da sola, ho una serie di mie particolarissime fissazioni, ma alla richiesta del mio giovane amico, non posso rispondere in maniera negativa anche perché qualsiasi sarà il risultato finale, potremo ripiegare su un po’ di divertimento post gara.

Di ritorno dall’ufficio mi fermo in farmacia per prendere dei medicinali e mi salta all’occhio quell’olio lubrificante per massaggi e non solo. È un po’ di tempo che quando lo facciamo e lui si mette da dietro, io mi aspetto sempre che prima o poi decida di prendersi il mio sederone. Non so perché ma non sono mai riuscita a chiederglielo espressamente, allo stesso tempo non voglio sembrare più sfacciata di quanto già lo sia (con lui).

Non faccio sesso anale dall’estate scorsa a Cuba, e devo dire che, sebbene non impazzisca, l’idea di aumentare la complicità con Davide mi prende molto. Ma forse proprio per l’enorme differenza di età che ci divide, non riesco a capire come comportarmi. Fatto sta che compro quello all’olio di Argan (per la verità non è che avessi fatto caso alla fragranza). La sera preparo un paio di panini con le patatine fritte, metto un orribile leggins azzurro porta fortuna che mi fa il sedere ancor più grande (se possibile) e mi trasforma in una sorta di puffetta.

Infine indosso la maglia di Dries regalatemi gentilmente da mio fratello, senza niente sotto.
Puntuale alle otto suona il citofono, quando varca la porta comincia a ridere a crepapelle, mai avrebbe potuto immaginare che fossi così tifosa. Naturalmente prende in giro la mia “calzamaglia” azzurra tranne poi apprezzare il fatto che essendo elasticizzata mette in mostra le mie grosse chiappe che a lui non sono indifferenti affatto. Mentre metto gli hamburger nel panino, appoggia entrambe le mani sul mio culo strizzandomelo a dovere.

Si allontana in camera da letto a poggiare la giacca, quando torna mi guarda come se volesse dirmi qualcosa. Gli chiedo se abbia qualcosa, mi risponde di no ma resta pensieroso. Poi mi fa una proposta “se il Napoli segna mi fai una pompa?” Gli rispondo che questo genere di richieste mi era già stato fatto tanti anni fa, ma arriviamo a un compromesso dicendo che in caso di gol del Napoli potrei toccarglielo.

(Detto tra noi per la qualificazione avrei fatto qualsiasi cosa). La partita comincia e ci mettiamo ai lati opposti del divano io con il mio cuscino di Hamsik tra le braccia. Quando a metà primo tempo segna mertens, improvviso un’esultanza a modi calciatori alzandomi la maglietta sulla faccia e correndo per la sala con tutte le tette di fuori. Lui ride e mi abbraccia felice, non riesce a credere che una quarantenne, stimata professionista, possa lasciarsi andare a certe cose per il calcio.

Gli rispondo che faccio anche di peggio quando sono sola. Intanto quando si siede, io mi avvicino a lui e come promesso glielo impugno letteralmente. Lui si stupisce, anche perché gli era passata di mente la cosa. Io al contrario queste cose non le dimentico. Così continuo in quando durante l’intervallo lui non viene. Purtroppo la partita ricomincia ed il risultato finale lo conoscete tutti. Rimaniamo un po’ sul divano e lui mi fa “ho visto l’olio lubrificante…” ed io “beh allora? Sai a cosa serve?” Lui mi risponde per i massaggi, io annuisco, ma gli dico che può servire anche ad altro.

Lui mi guarda e risponde “lo so, ma non l’ho mai fatto”. Allora capisco il suo disagio. Mi avvicino a lui e comincio a baciarlo; lui ricambia e mi infila una mano all’interno dell leggins. Comincia a masturbarmi sopra al divano, io per stare più comoda mi tiro giù calzamaglie e mutandina fino alle ginocchia, allargo le cosce e lo lascio fare con più comodità. Lui mi sfila tutto e mi mette la lingua fra le gambe.

La partita è ormai solo un ricordo, sento l’eccitazione che sale per tutto il corpo, ho la forza di alzarmi e di dirgli di andare in camera da letto. Sono vestita solo con la maglia del Napoli che appena arrivati nella stanza, lui da dietro mi solleva fino a toglierla completamente. Sono di nuovo a cagnolino sul mio letto, lui è dritto dietro di me e mi tocca il culo più volte. Sento che si apre la cerniera poi dopo qualche secondo il suo uccello è dentro la mia fica bagnata.

Mi spinge a se con forza e determinazione, poi dopo qualche minuto si ferma. Io mi giro e lo vedo prendere il lubrificante per premerselo sulla mano. Comincia a massaggiarmi il culo, poi timidamente con il dito si avvicina al buchetto; io resto in silenzio ma vedo che lui non prende l’iniziativa. Così mi giro e gli dico di mettere l’olio anche sull’ uccello; lui obbedisce, poi sento la sua cappella appoggiarsi sul mio ano, gli dico di assestare un colpo deciso, poi mi rilasso e lui mi entra nel culo.

Si ferma per due secondi, soddisfatto, poi comincia a muoverlo avanti e indietro, sempre più velocemente, eccitato come non mai. Io infilo un dito nella mia micia ed in poco tempo vengo come una fontana. Lui continua a spingermelo dietro sempre più felicemente, è come se avesse scoperto una cosa nuova, di fatto è così. Il lubrificante fa benissimo il suo dovere, il suo uccello scivola nel mio sedere in maniera veloce ed eccitante.

Poi all’improvviso lo tira fuori urlando che sta venendo e si sfoga sulla mia schiena. Subito dopo si fionda sulle mie labbra ringraziandomi per quel regalo inaspettato. È tardi, la sconfitta del Napoli è stata addolcita da un dopo serata molto bello. Prima di salutarmi mi confessa che non vede l’ora di farlo di nuovo… gli ricordo di fare attenzione che ho sempre quarantun anni… chissà.

Le mie storie (52)

Venerdì 24. Ho passato una settimana intera a lavorare, quasi tutto il giorno, per fortuna all’ora di pranzo poco prima di uscire dal ufficio un messaggio del mio giovane amante mi chiede se stasera sono libera. Per la verità avrei un’uscita con le amiche (tra cui credo anche sua madre). Non voglio tirarmi indietro, non voglio che sappiano che mi sto divertendo parecchio, quindi dico al gruppo che dovrò tornare presto mentre a lui do appuntamento verso le undici.

Sono emozionata ed anche eccitata, non vedo l’ora di indossare il body che mi ha regalato. Allo stesso tempo però mi rendo conto che dovrò averlo addosso anche durante la cena con le altre. Poco male, mi abituerò alla situazione. Saranno state le sette di pomeriggio, mentre mi sto preparando, suona il citofono ed io non aspetto nessuno. È Davide che mi è venuto a fare una visita nonostante abbiamo appuntamento a tarda sera.

Mi chiedo come mai sia venuto, lui mi risponde che aveva voglia di vedermi e non solo, mentre stiamo chiacchierando mi telefona un’amica dicendomi che sta dalle parti di casa mia e quindi vuole scendere insieme a me per andare alla cena. Sono presa assolutamente dal panico, lui è davanti a me e non sa che sotto la vestaglia indosso soltanto il suo body e le autoreggenti.
Nessuno deve sapere che ci frequentiamo, sarebbe una tragedia per me.

Mi mette una mano fra le cosce, io per un attimo chiuda gli occhi eccitata, poi però per fortuna riesco ad allontanarmi e soprattutto ad allontanare lui fino a farlo uscire fuori di casa. Lui ride e minacce che più tardi dovrà avere gli interessi sul pomeriggio. Io annuisco contenta, poi ci salutiamo.
Poco dopo, miracolosamente senza incrociarsi, squilla la mia amica che sale a casa. Mi vesto in fretta e furia con gonna, maglia e pullover, con una scarpa con tacco.

Dopo un bel caffè ci trucchiamo un poco (per la verità lei trucca me) ed usciamo. La serata è molto divertente, siamo solo ragazze, alcune di loro alzano il gomito e quindi si producono in gesti e parole che mi fanno tanto vergognare (infatti al tavolo volutamente mi sono messa nell’angolino in fondo tutto). C’è la mia amica Renata che tanto per cambiare è arrivata in minigonna microscopica e top neanche fossimo ad agosto inoltrato.

Poi la mamma di Davide, anche lei molto in tiro (con un leggins nero che lasciava poca immaginazione per quanto riguarda il lato b), mi chiama e mi porta fuori dal locale. Mentre si accende una sigaretta, mi ringrazia per le lezioni che sto dando al figlio. Vorrebbe farmi un regalo, ma a prescindere da ciò che sto già avendo (a sua insaputa), lo avrei fatto comunque con piacere. Mentre parla mi sento terribilmente in colpa, già in passato mi è capitato di frequentare il figlio di un’amica (il famoso ragazzino), ma erano vent’anni fa, ed io avevo tutta un’altra testa.

A quarant’anni il disagio è sicuramente superiore. Nonostante tutto però riesco a nasconderlo dietro alcuni sorrisi e battute. Per fortuna ci richiamano dentro a mangiare.
Intanto, verso le undici ricevo un paio di messaggi da lui che mi dice che è già dalle parti di casa mia. Così, mentre un gruppo di loro decide di andare ai “baretti” a rimorchiare, io con la classica scusa del mal di testa mi defilo. Dieci minuti a passo svelto e sono sotto casa mia; lo messaggio e dopo un paio di minuti vedo la luce della sua moto avvicinarsi al cancello.

Apro e mi avvio verso al portone di casa mentre lui parcheggia.
Entro e scappo in bagno causa pipì. In quel momento mi rendo conto della comodità del body che indosso; infatti, dopo aver sollevato la gonna, mi basta allargare leggermente la fessura all’altezza della patata per farla tranquillamente senza particolari svestizioni. Dopo essermi asciugata, la profumo anche un poco (in previsione di ciò che spero succederà di lì a poco), poi mi sciacquo la faccia e vado nel salone.

Lui è in cucina con la testa nel frigorifero per vedere di rimediare qualcosa da mangiare. Mi avvicino, gli mostro delle polpette che avevo fatto a pranzo, lui sorride mentre io la metto nel microonde. Cominciamo a parlare della serata che ho trascorso con le altre amiche, subito mi cita Renata, che è tra le sue preferite. Naturalmente non sono gelosa, anche perché so benissimo che lei fa presa molto su quelli più giovani.

Gli dico che abbiamo fatto le vacanze insieme a Cuba, e ci siamo divertite parecchio; lui vorrebbe saperne di più ma io mi trattengo anche perché dopotutto non credo sia il caso di pubblicizzare ai quattro venti determinate cose. Intanto si avventa sulle polpette, io mi siedo affianco e gli dico che la mamma mi ha ringraziato per le lezioni. Mi ribadisce che lei vorrebbe farmi un regalo, ed io gli confermo che è inutile.

Poi mentre parliamo, non so neanche da dove, ma mi sento una mano sulla coscia; eppure sta mangiando, da dove esca quella mano lo sa soltanto lui. Io sorrido e mi avvicino con la sedia, lui dopo aver addentato l’ultimo boccone, mi guarda come per dirmi che è pronto per me. Mi sento accarezzare sulla calza in dove comincia la coscia, poi si ferma e torna giù. Mi siedo su di lui e cominciamo a baciarci, lui infila la mano fino in fondo, tocca i bordi del body, allarga un poco la fessura e mette il dito dentro; poi mi sussurra “lo hai messo il body che ti ho regalato” io gli sorrido mi tolgo il pullover e gli mostro come mi sta.

Lui si stacca dalle mie labbra e apre una delle due fessure avanti ad un seno, tirando fuori uno dei due capezzoli. Comincia a succhiare e leccare, poi mi solleva prendendomi in braccio (come una piuma, anche se proprio piuma non sono) e mi porta in camera da letto. Mi poggia sul materasso, si sbottona il pantalone e dopo averlo tirato fuori la infila nel comodissimo buco del body. “È perfetto!” Mi dice ridendo, poi comincia a muoverlo dentro di me, avanti e indietro, ed io accompagno col bacino le sue spinte.

Poi mi abbassa le bretelle e mi libera letteralmente le tettone, che seppur comode, erano strette in tutto quel pizzo. Io godo, e mentre affanno dal piacere lo sento venire sui miei seni pulendosi la cappella sui miei capezzoli. Poi si sdraia accanto a me tanto per cambiare mi riempie di complimenti sulla nostra intesa sessuale. Io ascolto soddisfatta poi mi tolgo il body e vado in bagno a pulirmi rimanendo solo in autoreggenti (come piace a lui).

Come al solito al mio ritorno lo trovo tutto svaccato con addosso solo una magliettina bianca che guarda lo sport alla televisione. Io che sono freddolosa m’infilo sotto il piumino (che ho ancora nonostante la temperatura si sia alzata notevolmente) e resto fuori solo con la faccia e le braccia. Lui sparisce in cucina ed io ne approfitto per prendergli il telecomando e cambiare. Ritorna con un cornetto pieno di Nutella, ed il suo uccello ciondolante mi fa sorridere.

Poi si siede con la schiena alla parete del letto e continua a mangiare. Appena finito con una mano comincia a farmi i grattini ai capelli, sapendo che è una cosa che mi manda fuori di testa; io allungo una mano e gli prendo l’uccello cominciando ad accarezzarlo per bene e in maniera delicata. Appena sento che comincia a muoversi sotto le dita, riemergo dal piumone con le tette di fuori e con la testa mi abbasso fino a leccare con la lingua la sua cappella.

Poi lo prendo in bocca e vado fino in fondo, mentre risalgo lo sento ingrossarsi fra le labbra, così ritorno giù e poi di nuovo su, ed in breve è tutto duro e rigido come piace a me. Guardo Davide dal basso, solo per un attimo, poi ritorno al mio bel pompino. Comincio a sentire caldo, esco completamente dalla coperta e mi metto a cagnolino giusto in faccia al suo totem. Mi piace molto fare rapporti orali, soprattutto quando il profumo è piacevole.

Davide si mette in ginocchio, mi solleva il viso e comincia a baciarmi in bocca. Il sapore della sua cappella umida si mischia alla sua saliva, poi mi dice di girarmi ed io mi metto a pecorina. Due secondi ed il suo uccello turgido si accomoda nella mia fica bagnata. Comincia a spingere dentro sempre di più, mentre con le mani in tasta il culo prima a destra poi a sinistra. Poi mi prende per il bacino e mi muove sempre più velocemente, io godo, lui viene insieme a me.

Poi mi lascia stesa e soddisfatta sul letto mentre va a farsi la doccia.

Sarò L';Amante di mia Madre 3 (figlio cuckold)

Passò circa un anno ed i miei si separarono mio padre non dormiva più con Mamma da quella famosa volta del pompino fallito, e ormai di fatto separati in casa, mio padre trovò una, diciamo donna e se ne andò di casa, non per qualcosa eeee, ma Mia Madre a confronto a quella che aveva scelto mio padre era una Bomba, cmq ne fummo subito felicissimi io e mamma che andasse via….
noi non aspettavamo altro….. e adesso vi spiego il perché…..
Durante quell’anno che mio padre non dormiva con mia madre coincide con un anno dal primo bocchino che mamma mi ha fatto….

e quindi un anno che dormivo io con lei, ma nonostante fossimo amanti e dormivo nel suo stesso letto, in quell’anno ne abbiamo fatto di porcate: seghe, pompini, leccate di passera, 69, sborrate da per tutto, ma non volle mai farsi penetrare, insomma non me l’ha data,mi diceva che sarebbe stata mia solo nel momento in cui fossimo rimasti soli a casa io e lei, è mio padre fuori dalle shitole, per coronare quel momento di intimità totale avremmo fatto l’amore, quindi ormai l’ora era vicina, nel frattempo mia madre aveva trovato un lavoretto in un bar vicino casa, le dissi se potevo organizzare la nostra serata per il giorno seguente è che avrei pensato a tutto io per l’occasione, lei mi disse che le andava bene, così senza dirle altro mi preoccupai di preparare il tutto nei minimi particolari;
Avevo qualche soldo da parte e volevo fare una bella figura con Mamma, quindi chiamai un noto ristorante nelle vicinanze che aveva il servizio Catering ed ordinai una golosa cena a base di pesce per l’indomani sera, chiamai il fioraio per un bel mazzo di rose rosse, la mattina seguente passai in una gioielleria e notai delle fedine in oro bianco molto carine, le fissai l’appuntamento dopo l’orario di lavoro con l’estetista e la parrucchiera per chiudere in bellezza, volevo prendere per la grande occasione un nuovo completo sexy per Mamma.

Morale della favola ….. l’indomani sera avevo tutto pronto, la cena era già a tavola, mia madre rincasò tardi dalla parrucchiera, mi diede un bacio e corse a farsi una doccia, entrando in camera da letto notò che il pavimento era cosparso di petali di rose e il letto fatto di tutto punto con le lenzuola Rosse e un mazzo di rose sul letto con accanto il mio regalino, una guepiere di raso nera completa di reggicalze con sfumature blu, gli brillavano gli occhi vedendo tutto quello che avevo preparato per l’occasione, così si avvicinò baciandomi in bocca io sentivo già il mio cazzo infiammarsi stavo per stringerla a me quando si distaccò dalle mie labbra e mi disse:
Stai calmo tesoro adesso vado a fare una bella doccia e mi preparo per te ……
Passò una mezz’ora io ero nella stanza da pranzo ad aspettare impaziente, accesi le candele decorative e sorseggiavo un pò di spumante, quando sentì la porta della stanza aprirsi e vederla comparire in tutto il suo splendore, rimasi allibito nello scorgere il suo corpo perentorio davanti ai miei occhi, era stupenda alta su dei tacchi a spillo rossi lucidi le cosce ricoperte da una dolce carezza che erano le calze nere attaccate al reggicalze della guepiere che le avevo Regalato, il seno sembrava che gli esplodesse dalla giuntura dell’abito sexy, truccata come una Signora indecente, le labbra disegnate con un rossetto rosa candido, mi guardava, così le offrii una coppa di spumante che guardandomi dritto negli occhi buttò giù in un sol sorso, notai il suo culo bianco e morbido coperto da una culottes nera a fiori da sballo e non resistendo alla mia eccitazione cominciai a palpare quel culo tirandola verso di me e facendole sentire il mio cazzo duro sulla sua fica attraverso gli indumenti, prese a baciarmi con foga la sentivo ormai mia, dopo un po di passione, le offrì le fedine d’oro che avevo preso per noi, lei rimase senza fiato quasi arrossì come una bambina e guardandomi mi disse:
Amore mio sei dolcissimo Ti Amo.

Ricambiai la dolcezza con baci ed effusioni del caso e la invitai a sedere a tavola per gustare la nostra cena…….
Passammo una serata tranquilla tra pepata di cozze, ostriche, gamberoni che lei succhiava come un cazzo prima di mangiarli, il vino bianco ghiacciato fece da cornice.
Ad un certo punto dopo gli spaghetti alle vongole mi alzai mi avvicinai a lei e le cominciai ad accarezzargli le cosce, mia madre molto eccitata cominciò a baciarmi e portando il mio corpo verso di lei scoppiò in una risata sarcastica, guardandomi aprì il cofanetto prese la fede d’oro e me la infiló al dito dicendomi:
Tesoro adesso sei il mio uomo.

Io presi l’altra fede la forgiai sul suo dito e le dissi:
E tu la mia donna.
Ci alzammo io la presi per il braccio e la portai in camera, la buttai sul letto, ero un a****le ingrifato, mi buttai sopra di lei che nel frattempo aveva allargato le cosce come una troia, cominciai a baciarle il collo a passare la mia lingua sull’orecchio sentivo il suo profumo sensuale, scesi a palpare il seno e nello stesso momento la mia mano si insinuava tra le sue gambe fino a toccare la sua fica fradicia come una zoccola, cominciai ad impazzire, le massaggiavo la passera calda e liscia, sul mio palmo sentivo il ciuffo di peli che mi faceva diventare matto, giocavo con le sue grandi labbra gli stuzzicavo il clitoride fino a quando la sentii gemere e respirare profondamente, cominciai ad infilare un dito nella sua passera calda come un forno, poi infilai il secondo dito, era bagnata come un fiume così gli feci un bel ditale.

Lei cominciò a muovere il bacino assecondando il ritmo della mia mano e cominciò a sparlare:
Siiii così bravo figlio mio mi fai impazzire continua…. oooo si non ti fermare…..
Così cominciai a scendere con la mia lingua verso il suo ombelico su quel ventre che mi ha partorito, avrei voluto leccarglielo ma la guepiere mi ostacolava quindi scesi sulla sua fica scostai la culottes e cominciai a leccarla era così eccitata da fare schifo aveva inzuppato tutto, così da bravo ragazzo leccai tutto ingoiando i suoi umori che erano una delizia per il mio palato, continuai a scoparla a colpi di lingua davo dei piccoli morsi al clitoride avendo cura di non farle male.

Ahhhhhh Siiii amore continua mi fai morire si leccami leccami sono tua !!!
E così dicendo mi prese la testa tra le mani e me la spinse contro il suo corpo continuai a scoparla con la lingua mentre il mio naso quasi a contatto con il suo punto g aspirava quegli odori che il suo liquido produceva quando improvvisamente cominciò a tremare, adesso era la sua fica che scopava il mio viso, mentre i suoi lamenti cominciavano a diventare urli mi spingeva sempre di più a lei quasi a non farmi respirare e ad un certo punto esplose:
O mio Dio siiiiii vengo,vengo,vengo aaaaaaa mi piace oooooo godo come una puttana….

Venne nella mia bocca cercai di prendere fiato e poi ricominciai a leccare i suoi umori mentre lei continuava a sussultare ad ogni mio colpo di lingua, aveva macchiato anche le lenzuola io non ero eccitato io ero in ecstasy quel suo corpo voglioso e tutto il suo liquido che avevo bevuto mi portarono ad essere come in un sogno, mi sentivo in trans in quel momento esisteva solo quella vulva vogliosa per me.

Si calmò un attimo, io accaldato tolsi la maglietta e andai in cucina a bere un bicchiere di vino e mi accesi una sigaretta, sentivo delle vibrazioni salire dal mio uccello che in quel momento era moscio ma sentivo che nuotava nei miei boxer, tornato a letto mi sdraiai affianco a lei finendo di fumare, mi baciava il viso e passava la sua mano sul mio petto villoso pieno di peli, quel modo di fare mi fece eccittare ancora di più, sentivo che ormai era mia, la sua mano scese sopra i miei jeans, il mio cazzo ebbe un erezione immediata, lei sorrise e mettendosi in ginocchio sul letto cominciò ad aprire la mia patta, mi sfilò i jeans prima e dopo avermi massaggiato il cazzo da sotto i boxer fradici li tirò giù facendo uscire il mio cazzo normale non lunghissimo ma sicuramente grosso e gonfio, una cappella rosa imperiale sfoggiava la mia virilità, ero un fiume anche io, la mia sborra ormai era sulle mie palle, quindi si abbassò a baciarle, risalendo con la lingua su tutta l’asta impregnata dal mio succo appiccicoso fino ad arrivare alla mia cappella per vederla scomparire nella sua bocca, cominciò un pompino molto lento, la sentivo deglutire, mi stava facendo il bidet con la bocca, era tutto bellissimo fino a quando non la presi per i capelli e la allontanai dal mio calippo, lei capì si distese sul letto allargando le gambe e mi disse: fammi tua !!!
Mi sfilai i boxer mi misi sopra di lei e gli poggiai la mia cappella turgida sul buco della fica non avevo bisogno di lubrificante era uno scivolo… e lo ficcai dentro violentemente fino alle palle….

Aaaaaaa siiii amore mio prendimi scopami tutta…… sbottò mia madre..
Io impazzivo alle sue parole e la scopavo come un forsennato sentivo i muscoli della sua fica stringere il mio cazzo gli misi la lingua in bocca e continuavo a sbatterla, mi abbracciava a sé mentre sentiva il suo sangue dentro di lei, io sapevo di non avere molto tempo, quindi le dissi:
Mamma stò per venire aiuto…
Lei:
Sì così bravo figlio mio scopami castigami….

Io : Mamma non ce la faccio più stò per sborrareeeee……
Lei mi mise le mani sui miei glutei per non farmi uscire da lei e tenendo in mano la situazione mi disse: siiiiiii porcone mio riempimi tutta sborrami dentro la voglio sentire in me la tua sborra…
Io: Ero al culmine sentivo i rumori di quella fica fradicia che accoglieva il mio cazzo e le mie palle gonfie sbattere sul suo culo.

Ahhhhhh Ahhhhhh Troia vengo….
Lei: dai maiale riempimi…
Io non resistevo più altri due colpi e gli sborrai dentro un fiume di sborra tirandole i capelli e gridandogli ….
Si Vacca aaaaaaa tutto dentro ti riempio tutta maiala … le scaricai dentro tanta di quella sborra che già era fuoriuscita e colava tra le sue chiappe…….
Rimasi dentro di lei che mi abbracciava respirando forte su di me…
Lei: Sì tesoro sono la tua vacca scopami ancora…
Ci baciammo in bocca mentre le nostre mani si avvinghiavano sui nostri corpi, ripresi le sue tettone in bocca le ciucciavo a turno succhiando i capezzoli che sotto i miei colpi di lingua diventavano duri come la roccia.. riprese ad eccitarsi io ormai ero il suo uomo e ne ero consapevole, quindi mi alzai sul letto, lei sdraiata davanti a me, il mio cazzo sembrava equino, mi inginocchiaii sul suo viso e gli ficcai tutta la mia asta in bocca fino in gola, lei quasi perdeva il respiro, si calmò un attimo prese coscienza e lentamente cominciò a succhiarmi il cazzo impregnato dei nostri umori, sentivo la sua abile lingua che torturava il mio membro , avevo voglia di sbatterla ancora così tolsi il cazzo dalla sua bocca e dolcemente la feci mettere a pecora sul letto, quella visione era sublime, quel culone bianco e morbido davanti a me e la fica bagnata mezza aperta, così gli strusciavo il cazzo sopra e sotto passandolo tra il suo culo e la sua vagina, sentivo il calore del suo corpo ed in particolare provavo una una strana sensazione quando ero vicino al suo sfintere, così mi scappellai totalmente il cazzo gli allargai le chiappe e glielo appoggiai sull’ano, quel buco che emanava calore a contatto con la mia cappella mi fece venire i brividi, provai a spingere un pò, ma tutto ad un tratto la sentii irriggidirsi e la sua voce imperativa: No!!! Nel culo no!!!
Peccato pensai dentro di me, nella mia mente già l’avevo inculata, ma il suo secco rifiuto mi fece desistere, quindi le dissi:
Ti piace nella fica il mio cazzo vero Troia ? Dimmelo che lo vuoi sentire tutto dentro la passera…
Lei: Sì porcone mio fottimi per bene la mia micetta sbattimi come una puttana….

Non persi tempo e l’accontentai, come al mio solito senza troppa delicatezza in questi casi glielo infilai tutto dentro nella passera in un solo colpo, la sentii gemere e mi disse:
così bastardo maiale fottimi fammi vedere quanto ti piace sbattere la tua Mamma….
Accolsi le sue parole come una sfida, quindi misi le mani sulle sue spalle e tirandola verso me cominciai a darle dei colpi veloci e violenti, la scopai per bene facendole avere parecchi orgasmi forse 4 o 5, gridava come una troia mi incitava a sfondarla tutta e mi diceva che gli piaceva il mio cazzo, io dal canto mio col fiatone gli rispondevo che era una vacca tirandole i capelli e facendogli sentire il mio scalpello che la trapanava violentemente, durai altri 10 minuti e capii che era ora di sborrare, così le dissi :
Mamma voglio sborrarti in faccia!
Mollai la presa dal suo corpo lei si divincolò dal mio arnese e girandosi si sedette sul letto di fronte a me, il mio cazzo era ad un palmo dal suo viso, mi guardava aspettando che me lo prendessi in mano, ma le dissi che era lei che doveva segarmi e farmi sborrare, sorridendo me lo prese in mano lo strinse forte nel suo palmo e cominciò una pugnetta forsennata.

Lei : Dai piccolo mio sborrami tutta.
Io cominciai ad ansimare sentivo che stavo per raggiungere l’orgasmo così le dissi :
Forza Troiona che stò per venireeeeeee …..
Lei aprì la bocca, ma quando esplosi i primi schizzi le arrivarono sugli occhi e sui capelli, qualche altro le centró la bocca ed il resto le arrivò sul collo e sul letto, avevo goduto tanto e come un gran maiale, la mia troia soddisfatta mi ripulí per bene succhiandomi fino all’ultima goccia, ci rilassammo distesi sul letto poi lei andò a fare una doccia io ero talmente spompato da addormentarmi da solo sul letto.

Come prima scopata con mia Madre la mia nuova amante penso non male………….

LA PRIMA VOLTA DI MIA MOGLIE

Quella sera si festeggiava la promozione di un collega, io e mia moglie arrivammo un po in ritardo dopo aver portato la bambina dai nonni, il parcheggio era tutto occupato per fortuna dall’altra parte della strada c’era un magazzino col cortile completamente vuoto.

Mi attardai un attimo, il tempo di prendere il regalo e chiudere l’auto, mia moglie era sul ciglio della strada e si apprestava ad attraversare per raggiungere l’entrata del ristorante.

Alcune auto in transito lampeggiavano, altre suonavano il clacson alla vista di mia moglie Sandra sul bordo della strada, mentre la raggiungevo mi chiedevo se per caso l’avessero scambiata per una da marciapiede o se erano solo approvazioni per la sua bellezza.

questo pensiero mi turbava e spesso riaffiorava durante la cena, era la prima volta che immaginavo mia moglie come una puttana. La serata trascorse in allegria, anche Sandra, che di solito è molto chiusa e riservata, si stava divertendo ed ascoltava con piacere le barzellette di fine serata, anche le più spinte.

Devo dire che la cosa mi sorprese un po perchè di solito si scandalizzava e preferiva argomenti più sobri.

Fummo tra gli ultimi a lasciare il locale, l’abbracciai avviandoci verso l’auto, un grosso TIR la nascondeva alla nostra vista, passammo davanti al camion e mentre con una mano stavo azionando il telecomando per aprire l’auto, con l’altra accarezzai il culo di Sandra mentre le ficcavo la lingua in bocca.

La sentii arrendevole come non mai, spingeva il suo pube contro di me e mi divorava la lingua, era da parecchio tempo che non la sentivo così passionale ed eccitata.

quasi quasi provo a scoparla qua – pensai – chissà se ci sta? non abbiamo mai fatto nulla di così trasgressivo e il solo pensiero mi aveva procurato una forte erezione. Improvvisamente sentimmo una voce – eh, beato lei che ha una donna così bella con la quale passare la notte – dal finestrino del TIR sporgeva la testa rasata di un uomo di circa 50 anni, barba incolta e due occhietti vispi che scrutavano Sandra dalla testa ai piedi.

Mi sembrava simpatico, così risposi – eh sì, sono proprio fortunato ad avere una moglie così carina; lei viaggia solo? – no! ho un collega che ora sta dormendo, dobbiamo affrontare un lungo viaggio, e nonostante sia giovane e carino, non c’è certo paragone con la sua signora – Intanto mi ero appoggiato con la schiena all’auto , avevo tirato Sandra contro al mio ventre rivolta verso il camionista ed avevo iniziato a strofinarle il cazzo duro contro il culo – le piace tanto mia moglie? – – sì è bellissima – ha visto che bel seno? scommetto che le piacerebbe vederlo nudo – non so cosa mi abbia preso ma ormai l’avevo detto ed ero eccitatissimo; passai le mani sulle grosse poppe ed iniziai a massaggiarle – ma cosa fai? sei matto.

dai, andiamo a casa – mi sussurrò piano Sandra, a mia volta le risposi leccandole un orecchio – lasciami fare solo per un pò, senti come sono eccitato…

dai, facciamogli vedere qualcosa.

hai sentito, poveraccio, deve affrontare un lungo viaggio – Mia moglie abbandonò la testa sulla mia spalla e lasciò che le sbottonassi la camicetta, l’uomo strabuzzò gli occhi alla vista di cotanta merce, il reggiseno copriva a malapena i capezzoli – allora come le sembra? – – magnifico, stupendo è proprio come piace a me.

Tom, vieni un po a vedere che tette – dopo un pò apparve la testa riccioluta del suo collega, nella notte risaltavano i suoi occhi ed i suoi denti bianchi, era un negro sui 30 anni.

Ormai avevo aperto tutta la camicetta e continuavo a palparla attraverso il reggiseno, Sanra non parlava, si lasciava fare, i due mi pregavano di mostrarla ancor di più, così abbassai le coppe mettendo a nudo il seno stupendo.

I capezzoli erano duri tra le mie dita, a Sandra piace farseli martoriare dolcemente, infatti dopo un pò iniziò a strofinare il culo contro il mio cazzo durissimo, allora pensai di approfittarne ed iniziai a far salire la gonna lentamente, i maschi non parlavano, seguivano attentamente la mia mano che scopriva le cosce sempre più sù. Ormai la gonna era arrotolata in vita i due potevano vedere le mutandine di seta trasparenti coperte solo della mia mano che massaggiava la fica attraverso la sottile stoffa – allora come vi sembra la mia signora? – – gran bel pezzo di fica – commentò l’italiano – ora vi mostro anche il culo -; così dicendo la feci girare contro l’auto sollevandole la gonna oltre le chiappe – sei un porco, non dovresti mostrarmi così – non oppose una gran resistenza e lasciò che le spostassi le mutandine e le scoprissi il culo – lasciati guardare, non vedi che ti stanno mangiando con gli occhi, quelli stanotte si fanno una sega e sborrano pensando a te.

apri un pò le gambe, ti voglio infilare un dito nella fica – per un pò ha tenuto le cosce chiuse poi non ha resistito e si è aperta, era fradicia, in poco tempo i suoi umori hanno impiastricciato le mie dita.

Mia moglie era eccitatissima, era tanto eccitata che forse quella sera avrebbe accettato di farsi scopare da qualcun’altro, non ci pensai due volte e provai ad andare oltre anche se sapevo che il gioco poteva essere rischioso.

– Vi andrebbe di venire a toccare, se promettete di fare i bravi ve la faccio palpare – – ma sei cretino – mi sussurrò Sandra – non voglio che altri mi tocchino – ormai era tardi, i due erano lì di fronte, in un attimo si trovò quattro mani sui seni che la palpavano e le strizzavano i capezzoli, cerco di protestare ma invano, adesso sentiva le mani dappertutto, sul culo, tra le cosce e da come si muoveva direi che le piaceva.

Intanto io mi ero appoggiato alla cabina del camion e mi godevo la scena; il negro aveva in bocca un capezzolo e succhiava e slinguava, mentre l’altro cercava la bocca di mia moglie che non tardò a trovare aperta e disponibile, ormai potevano fare di lei quello che volevano.

Quando misero a nudo i loro cazzi rimanemmo allibiti sia io che Sandra, Gianni, l’italiano aveva un affare sui 20 cm che paragonato ai miei 15 era già enorme, ma quello di Tom, credo superasse i 23, 24 cm.

Appena glieli avevano messi in mano lei li aveva mollati come se bruciassero poi li aveva ripresi e li accarezzava delicatamente con gli occhi pieni di stupore.

Adesso più che eccitato ero preoccupato, la situazione mi stava sfuggendo di mano, all’inizio era un gioco per eccitarci ma adesso la cosa si faceva seria e poi Sandra non era abituata a simili calibri, temevo le facessero male.

Così decisi di intervenire chiedendo a mia moglie se voleva rincasare, per tutta risposta impugnò le due verghe ed iniziò a menarle con vigore – adesso non ho voglia di andare a casa.

e poi questi devono affrontare un lungo viaggio e hanno il diritto di divertirsi un pò – detto questo, l’ho vista abbassarsi lentamente fino ad arrivare all’altezza dei cazzi in tiro.

per una buona mezz’ora è rimasta inginocchiata lavorando di bocca e di lingua, i due appoggiati all’auto coi pantaloni abbassati la lasciavano fare.

Più volte l’ho vista cercare di ingoiarne il più possibile, il bianco riusciva a prenderlo quasi tutto, ma il negro non entrava oltre la metà.

Stanchi di farsi sbocchinare l’hanno fatta appoggiare al cofano della macchina, le hanno tolto le mutandine e a turno hanno iniziato a fotterla.

Il primo è stato Gianni che lentamente dopo avere appoggiato la cappella alle grandi labbra l’ha presa per i fianchi spingendo dentro i suoi 20 cm poi ha iniziato chiavare – sì cosii dai spingi più fortedai scopami, che bello – di fronte a quella scena non potei resistere oltre, tirai fuori il cazzo che ormai mi faceva un male cane ed iniziai a masturbarmi lentamente, anche Tom si massaggiava per essere pronto non appena Gianni avesse liberato il posto, il che avvenne di li a poco – vieni Tom, prendi il mio posto prima che sta troia mi faccia sborrare – il negro si avvicinò, strofinò il cappellone lungo il solco delle chiappe e sul pelo della fica poi iniziò a spingerlo dentro, la fica si dilatava all’inverosimile, al limite della lacerazione – fai piano Tom, è troppo grosso…

piano, ecco così sei bravo no…

si…

ancora un pò…

piano, dai spingi, ancora, si tutto, dammelo tutto oh Tom mi spacchi in due, lo sento, lo sento tutto dentro.

chiavami Tom, chiavami a lungo – anche il negro la prese per i fianchi mentre affondava nella fica bagnata.

Gianni si avvicinò al suo viso col cazzo duro iniziando a scoparla in bocca, andarono avanti a fotterla così per parecchio tempo, uno in fica e l’altro in bocca, poi si sfilarono contemporaneamente, la fecero inginocchiare davanti a loro e a turno le mettevano il cazzo in bocca – succhia puttana, succhia che ti sborriamo in gola – mi avvicinai per vedere meglio proprio mentre Tom stava per scaricarsi.

Vidi la sborra colare dalla bocca di Sandra e finire sul seno, sulla camicetta, sulla gonna ancora arrotolata in vita, sulle cosce…

quanta ne colava.

ma quanta sborra le stava schizzando in bocca quel negro? quando sfilò il cazzo pensavo si fosse svuotato invece un getto copioso le inondò il viso ed altri meno potenti le finirono sulle tette e sui vestiti.

Mentre Tom finiva di sborrare Gianni iniziava, anche lui le inondò la bocca il viso e le tette, poi tutti e due esausti si sono abbandonati contro la macchina mentre mia moglie si alzava spalmandosi la crema che aveva sul viso.

In quel momento mi sborrai in mano rantolando, Sandra mi guardava mentre si puliva le mani con la lingua poi baciò a turno i suoi amanti.

Questi ripresero a palparla infilandogli le dita e la lingua in ogni buco e quando le proposero di salire con loro in cabina per farsi una bella scopata sul lettino di bordo lei acconsenti e li seguì.

Raccolse le mutandine da terra e allungandomele mi disse – tu aspetta in auto, quando ho finito ti raggiungo – Lo sportello si richiuse ed io mi ritrovai solo in macchina ad aspettare che mia moglie finisse di scopare con due sconosciuti, mi pareva di sognare, se penso che fino a poche ore fa eravamo una coppia che viveva nella più assoluta normalità.

Ormai era passata più di un’ora e Sandra era sempre sul camion, non potevo vedere quello che facevano, ma attraverso i finestrini aperti sentivo benissimo i loro sospiri e i gridolini di piacere di mia moglie, la sentivo mentre incitava i maschi a fotterla più forte, a volte la sentivo gridare forte dal piacere.

ben presto mi ritrovai col cazzo in mano a masturbarmi mentre la immaginavo ora a gambe spalancate a farsi trapanare da Tom, ora a cavalcare Gianni fino all’orgasmo, sborrai così quasi all’improvviso imbrattando il cruscotto ed il volante.

Finalmente dopo oltre due ore la portiera del TIR si aprì, Sandra scese aggiustandosi la gonna con una mano e tenendo chiusa la camicetta con l’altra, mi sembrava distrutta, tanto che i suoi passi erano molto incerti.

Salì al mio fianco, poggio la schiena alla portiera, aprì le gambe, la fica era ancora spalancata, i peli sommersi dalla sborra appena ricevuta.

Mi prese una mano, mi tirò a se – leccami dai, pulisci tutto.

dai metti dentro la lingua, sentirai quanta sborra mi hanno dato – mi sono abbassato e come un cagnolino ho passato la lingua tra i peli irrorati e dentro la fica ancora grondante di sborra calda.

Poi mi ha tirato la faccia tra i seni dove c’era un un bel pò di sborra che aveva imprigionato con la stoffa della camicetta, ho bevuto tutto prima di tornare alla fica – cornuto, bevi la sborra dei miei amanti, sapessi come mi hanno fatto godere.

lecca ancora, pulisci bene.

sai che mi hanno inculata.

mi hanno inculata tutti e due – mi sono alzato per guardarla, lei mi ha preso la faccia tra le mani – sì, mi sono fatta inculare come una troia, li ho presi anche insieme, uno in fica e l’altro in culo.

dai finisci di pulire che poi torniamo a casa, sono stanca, ho sonno – Alle quattro del mattino eravamo a casa, una furtiva doccia poi a letto.

Rifacemmo L’amore dopo alcuni giorni durante i quali non parlammo mai dell’accaduto, ero steso sul letto, Sandra mi stava cavalcando – non ti sento, spingi sù, dai, di più, e non sborrare subito come fai di solito cornuto,lo sai vero che sei un gran cornuto.

hai visto che bei cazzoni mi sono presa l’altra sera.

ho voglia di prenderli ancora, mi hanno dato i loro cellulari, credo che presto li chiamerò e tu mi porterai da loro – sborrai dopo due minuti a sentirla parlare così.

Ci siamo incontrati altre due volte con Gianni e Tom, poi hanno cambiato linea.

Adesso devo cercare qualcun’altro che faccia godere mia moglie.

p. s. Perdonatemi,……… copiato, ma lo trovo veramente Bello.