Diario di un segaiolo – Lo stallone,la puledra,il

“E io che pensavo fossi gelosone!” mi disse Paola
“Lo sono amore, ma non con tutti, con lui no, non so dirti il perché” le risposi.
“Ma cosa vorresti fare tu di preciso?” mi domandò
“Vorrei ammirarvi mentre lo fate tesoro mio, vedere se lui ti dà più piacere di me e vedere se è effettivamente un dotato!” risposi
“Su quello io non ho più dubbi!” rispose Paola sorridendo e con lo sguardo sognante.

Ci eravamo organizzati per tendergli una “trappola” a casa mia, lontani da sguardi indiscreti.
Avrei invitato Mario per una partita alla Play verso le 18 e 30 e poi lo avrei convinto a restare per una pizza; Paola ci avrebbe raggiunto alle 19 e 45 all’insaputa di Mario.
“Amò, vestiti provocante, come mai prima, dobbiamo farcelo stasera stessa!” dissi io
“E se a lui piacciono le tettone?!” disse preoccupata Paola
“Macché secondo me in spiaggia si è mangiato il tuo culo con lo sguardo!” la tranquillizzai io “Mi raccomando, tacchi, trucco e anche una bella scollatura che faccia intravedere le tettine!” aggiunsi
“Mi sento un po’ troia!” mi disse lei
“E io un cornuto!” aggiunsi ridendo e anche lei ne fu contagiata.

Un po’ in ritardo Mario arrivò a casa e verso le 18 e 50 suonò il campanello. Entrò in casa, lo portai in cucina e attaccammo a sfidarci a PES. Mi stavo cominciando a fare qualche birra, l’alcool mi avrebbe aiutato dopo ad esser più sfacciato. Lui invece seguiva una dieta e volle solo thè freddo.
Un’oretta dopo suonò nuovamente il campanello; il cuore mi batteva a mille, era Paola.
“Ma aspettavi qualcuno?” mi disse Mario
“Dovrebbe esser Paola!” gli risposi io
“Ah, dai allora tolgo il disturbo!” mi disse già alzandosi dalla poltrona
“Fermo lì “dissi io mentre aprivo il portone di casa “Fermati che ci mangiamo una pizza insieme!” aggiunsi
Appena aprii la porta la vidi, la mia bella puledra era bella come mai prima.

Erotica come mai in nessuna festività o occasione l’avevo mai vista. Capelli sciolti, trucco e brillantini agli occhi, un po’ di rossetto, tacchi da 10 cm, smalto rosso, tutta profumata e con un completino davvero corto e scollato che vidi per la prima volta. Una meraviglia.
“Ciao amore!” dissi assolutamente stregato “Sei stupenda” le sussurrai mentre ci baciammo sull’uscio di casa.
La feci entrare e l’ammirai di spalle, una dea. Notai poi una novità, indossava una cavigliera sulla destra.

La cavigliera sulla destra stava a simboleggiare una certa disponibilità sessuale nei confronti dei maschi. Chissà se Mario avrebbe colto quel segnale, era stato proprio lui, da esperto, a confidarmi queste notizie.
Appena Paola arrivò in cucina Mario ne fu quasi sorpreso da quel look così provocante, al limite quasi del provare imbarazzo.
Lei invece sbarazzina si avvicinò subito a salutarlo con inaspettato affetto e la cosa lo imbarazzo ulteriormente.
“Scusa, non sapevo saresti venuta! Gianni non mi ha detto nulla!” disse Mario “Credo sia il caso che tolga il disturbo!” aggiunse
“Macché disturbo, ci farebbe piacere se ti fermassi qui con noi per cena!” disse lei sicura
“Su non fare il coglione, ci mangiamo una pizza…che sarà mai!” aggiunsi io
“Volevo stare un po’ a dieta di carboidrati sto periodo!” mi rispose lui cercando una scusa
“Macché dieta, stai benissimo così!” disse Paola quasi ammiccando
“Se te lo dice lei, fidati amico!” gli dissi.

Ordinammo così 3 pizze a domicilio e nel giro di 20 minuti arrivarono a casa.
Prima di cominciare a mangiare quella volpe di Paola si alzò da tavola
“Scusate ma sti tacchi mi fanno morire, me li devo togliere a tutti i costi!”
Sorridemmo sia io che Mario che però per qualche istante rimase ipnotizzato dalla mia provocante fidanzata che nel mentre si era chinata a slacciarsi le scarpe. La guardava e il suo occhio cadde anche sulla scollatura; Paola stava scapezzolando alla grande.

Alzò improvvisamente lo sguardo e scoprì lo sguardo curioso di Mario, gli sorrise. Lui imbarazzato si voltò nuovamente verso la pizza e fece finta di nulla cominciando a tagliarla. Tolti i tacchi lei si rimise in tavola proprio di fronte a Mario che per qualche secondo tenne lo sguardo basso. Paola nel mentre si aggiustava il vestitino in maniera maliziosa in modo che la scollatura a v fosse ancora più evidente. Posto di fianco vedevo tutto il seno in pratica e notai anche un reggiseno rosso volutamente preso di una taglia superiore.

Le sue tettine non avevano nessun ostacolo, bastava poco per scapezzolare. Ero molto eccitato; notai che indossava anche orecchini e un ciondolo che andava a finire proprio tra i seni.
Mentre cercai di far ritornare a suo agio Mario, chiedendogli che aveva combinato durante la giornata Paola cominciò la sua manovra segreta sotto il tavolo. Cominciò a farle il piedino facendolo arrossire ancor di più.
Lui tra l’imbarazzo e l’incredulità cominciò a fissarla con sguardo interrogativo mentre io facevo finta di esser interessato a ciò che c’era in onda in tv.

Era spassoso lo sguardo di Mario, aveva gli occhi sbarrati su Paola e si notava fosse paonazzo nonostante l’abbronzatura estiva. Lei intanto col piedino saliva sempre più su fino a quando lui quasi scocciato si alzò da tavola:
“Ehi amico, mi spiace dirlo ma tieni a bada la tua ragazza, non credo sia molto corretto ciò che sta facendo!” disse
“Perché che fa scusa?!” feci il finto tonto. Lei pareva molto delusa da quella reazione.

“Che fa? Mi stava facendo il piedino!” rispose lui arrabbiato “Non credo sia corretto soprattutto nei tuoi confronti!” aggiunse
“Che male c’è se ti fa il piedino, vuol dire che le piaci!” dissi io con tutta la tranquillità del mondo.
Se prima lui era incredulo ora era quasi scioccato dalla mia risposta
“Come le piaccio? Ma siete pazzi, voi due state insieme!” quasi ci rimproverò
“E allora? Mica ti vuole sposare?! Vuole solo vedere cosa hai in mezzo alle gambe!” gli risposi io
“Credo non sia stata una buona idea amò!” intervenne Paola ormai rassegnata
“Idea? Ma di che cazzo parlate?” sbraitò Mario
“Non esser nervoso, Paola è almeno un mese che ti si vuol fare! Avevamo organizzato tutto per te, lei si è pure fatta super bella per te!” gli dissi
“Per me? Cristo, ma dovresti scopartela tu! Mica io?!è la tua donna, mica la mia?!” mi disse lui sempre più incredulo
“Si è vero, noi stiamo insieme ma mica son di sua proprietà!” intervenne Paola “Ti trovavo carino ed ero curiosa di vedere com’eri fatto ma se ti dà fastidio o se non ti piaccio basta dirlo, l’importante è che sta cosa rimanga tra noi!” disse lei in tono dismesso e deluso
“Amico, se te la fai ci rendi tutti felici, fidati! Hai il mio permesso e il suo gradimento, che male c’è?” gli domandai
“Ma volete fare una cosa a tre almeno?” mi domandò lui che si era cominciato a calmare.

“No no, io e te, lui guarda!” gli rispose Paola
“Voi siete totalmente matti, come mai non vuoi fartela?” si rivolse a me
“Io me la sono fatta abbastanza, vuole provare altro…ci stai o amici come prima?” gli domandai deciso
“Fatemi pensare un po’ prima” disse risedendosi in tavola
Mentre finivamo la pizza ci guardava di tanto e intanto e diceva “Voi siete scemi, ma guarda un po’ sti due!”
“Dai, ti sei fatta quella mezza cessa di Marianna, son così brutta io?” gli disse Paola che nel mentre aveva spostato la scollatura e tirato fuori un capezzolo proprio di fronte a lui, nel mentre il suo piedino indagatore era tornato ad indagare tra le gambe di lui
Lo stava provocando nuovamente
“Come mi devo comportare con voi due?” disse
“È la regina che comanda!” gli risposi
“Fai come se lui non ci fosse!” le rispose lei “Dio mio è enorme” aggiunse una volta che il suo piedino aveva raggiunto la meta
Mario si arrese
“Se è questo che proprio volete, allora vi accontento!” disse lui finalmente tranquillo e sereno “Ad un patto però… se mi piace lo rifacciamo!” aggiunse sorridendo
“Ahahahaha ma certo!” gli rispose sorridendo Paola
Mi alzai con un’erezione evidente e sollecitai il tutto
“Dai ragazzi, andiamo, avete un matrimoniale tutto per voi che vi aspetta!” e cominciai a dirigermi verso la stanza che era stata dei miei.

Loro non mi seguirono subito e appena tornai in cucina vidi una scena favolosa. I due si baciavano focosamente uno di fronte all’altro in piedi. Mario era abbastanza più alto di Paola e la sovrastava fisicamente. Lei ansimava di piacere mentre le loro lingue si intrecciavano.
Le loro mani già scoprivano i rispettivi corpi con quelle di Mario a tastare il culo mentre quelle di lei per il momento solo a percorrere fianchi e fondoschiena.

“Sei proprio bello!” le disse lei fissandolo in viso
“Pure tu non scherzi!” gli rispose lui che aveva un gonfiore incredibile tra le gambe. Si girò verso di me e disse “Dovevo capirlo dalla cavigliera che voleva altro cazzo!” in modo quasi sfacciato. Ridemmo felici tutti e tre e stavolta ci dirigemmo verso la matrimoniale.
La stanza era abbastanza ampia: lettone, due comodini, armadio, due divanetti e due mobili. Uno dei due divani sarebbe stata la mia postazione per godermi lo spettacolo.

Era già pronto del lubrificante per seghe e un profilattico ritardante per evitare che esplodessi senza neanche che lo show fosse iniziato.
“Io son arrivato!” dissi mentre già mi levavo i bermuda e la maglia accomodandomi in poltrona solo in mutante e con un’erezione incredibile
Loro fecero un metro e mezzo e arrivarono sul bordo del lettone matrimoniale.
Lì Paola prese subito iniziativa
“Fatti spogliare!” le disse e subito lo aiutò a levare la maglia e i bermuda.

Anche lui rimase in mutande ma il confronto fisico con me era impietoso, sia a livello muscolare ma soprattutto a livello inguinale.
Anche lui aveva delle mutande, bianche, che parevano esplodere dietro la pressione di un pene visibilmente grosso e lungo.
Lei prese a baciarlo partendo dalla bocca quindi scendendo sul collo, sul petto scolpito, sulla tartaruga addominale che percorse estasiata anche con le mani fino ad arrivare al pube. Li abbassò i mutandoni ed un grosso pene esplose fuori quasi colpendola in viso; fu assolutamente eccitante e io che sono etero al 100% rimasi colpito da quel magnifico pezzo di carne che era lungo non meno di 22 centimetri e grosso abbastanza; soprattutto era perfettamente dritto; lo aveva depilato e sembrava ancora più lungo di quanto lo fosse effettivamente.

Quando quel pisellone uscì fuori dalle mutande lei esclamo un “Oh!” di meraviglia
“Amore, vedi che non è imbottito!” le dissi
“Imbottito? Pensavi fossi imbottito?” le chiese Mario
Lei fu colta da imbarazzo mentre quel pene sventolava a pochi cm dal suo viso
“Si, mi sembrava fosse troppo grosso per esser vero ed invece…” rispose mentre lo afferrò con una mano scappellandolo con decisione. Cominciò a segarlo facendo eccitare ancora di più Mario che la spinse leggermente sul bordo del letto facendola sedere.

Lei riprese a baciarlo tutt’attorno al pube mentre io ormai impazzivo e indossai il profilattico pronto a spararmi la mia segona ammirando la scena.
Lei baciò il grosso pene in tutta la sua lunghezza e fino alla punta ma non andò oltre semplici baci.
“Mmm ora succhialo cara!” la invitò lui ma lei fu restia
“No dai, non faccio queste cose!” rispose un po’ timorosa
La reazione di Mario fu scontrosa e anche di rimprovero nei miei confronti
“Mi stai dicendo che non ti succhia il cazzo?” mi disse mentre si girò verso di me
“Eh no amico, non fa pompe la regina!” risposi io mentre mi segavo
“Oh cazzo a saperlo me ne andavo subito!” ribatté lui mentre si chinò a prendere le mutande per rimettersele
“No aspetta!” disse lei quasi disperata mentre stava ancora seduta sul bordo del letto “Amò, vorrei provarci!” mi disse lei.

Sembrava quasi mi stesse chiedendo il permesso ma in realtà aveva già deciso e con buona pace mia i suoi pompini a me sconosciuti se li sarebbe goduti Mario.
“Fai piano” disse a Mario “Non so se son brava a farli” aggiunse
Lui le si avvicinò con l’uccello in mano
“Vedrai che è facile!” disse avvicinandole il cazzo alla boccuccia “Prima prova a leccarlo come un gelato!”
Non so come non esplosi alla vista di quella scena epica.

Il mio caro amico che se lo faceva leccare per la prima volta dalla mia inesperta fidanzata.
Paola cominciò a leccarlo con la lingua, prima la punta poi tutto il glande.
“Bravissima!” la incoraggiava lui mentre io continuavo come un martello a fare su e giù sul mio cazzo.
“Ora apri la bocca e cerca di lavorare solo con le labbra e non con i denti!” disse lui mentre spingeva dolcemente il cazzone dentro la bocca di Paola.

Lei aprii la bocca e con un po’ di difficoltà fece entrare il grosso glande dentro.
“Ah, così, non toccarlo coi denti e giocaci con la lingua!” continuava a incoraggiarla lui.
“Ora stringilo con una mano e con l’altra toccami le palle!” disse lui che controllava tutto. Quindi cominciò ad andare avanti e indietro pompandole la bocca.
“Vedi che è facile!” le disse mentre lei cominciava a fare rumori di pompa con la bocca.

Un po’ di saliva cominciava a colarle dal mento.
“Impari in fretta” le disse e poi si girò verso di me “È brava socio, basta solo saper prenderla!”
“Tu ne sei capace amico, io no! Ti son bastati 10 secondi per convincerla!” risposi io eccitato.
Stantuffava la bocca di Paola avanti e indietro. Lei non era più la schizzinosa seriosa ragazza che conoscevo io; si era trasformata in un aspirante pornoattrice, come quelle che si vedono nei casting alle prime armi con cazzi davanti a telecamere.

Era concentrata a non toccare il grosso fallo coi denti per non deludere Mario. Non voleva farsi sfuggire quel fallo e l’esser schizzinosa era totalmente passato in secondo piano. Pompava senza problemi senza far faccia schifata mentre il grosso glande entrava in bocca.
Mario non forzava tanto, si godeva la pompa da navigato. La prese per i capelli per tenerle la testa ferma mentre delicatamente andava avanti e indietro la bocca di Paola.

Lei continuava a tener il fallo ben stretto mentre la mano sinistra tastava le palle lisce del mio amico.
“Ah, sì brava!” continuava ad incoraggiarla mentre io me lo menavo e ansimavo.
“Ora tocca a me!” disse Mario interrompendo il pompino “altrimenti rischio di venire subito, mi sta piacendo molto!” e tolse il cazzo dalla bocca di Paola. Era bello insalivato. Per esser la prima pompa Paola se l’era cavata bene anche se oltre la cappella non era riuscita ad infilarsi altri cm di carne in gola.

Col cazzo bene in tirò spogliò la mia ragazza in pochi secondi levandole il vestitino e l’intimo.
Prese a baciarle il seno con Paola che ansimava di piacere.
“Son troppo piccoline vero?” disse lei
“Macché, son bellissime, sode e turgide!” rispose lui tra un boccone e l’altro. Gli succhiava il seno a pochi metri da me, si godeva il corpo della mia regina con tanta naturalezza. Pensare che solo 15 minuti prima era rimasto impietrito da quella proposta indecente.

La buttò letteralmente sul letto e le fece spalancare le cosce. Vi affondò la faccia dentro e cominciò a leccare il sacro frutto.
Ora era Paola a tenere la testa di Mario che con la lingua ravanava tra clitoride e cavità vaginale.
Era abbastanza premuroso Mario, si preoccupava che lo spettacolo fosse di mio gradimento
“Ci vedi bene amico? Ti sta piacendo?” mi domandò tra una leccata e l’altra
“Siete favolosi, continuate così!” li incitai io
Paola non mi degnava neanche più di uno sguardo, aveva occhi solo per lui, totalmente rapita e eccitata come mai prima con me.

“Scopami!” le chiese Paola quasi implorandolo. Una frase del genere io potevo solo sognarmela.
Mario si infilò uno dei miei condom che stavano su uno dei due comodini, a lui coprivano il cazzo solo per poco più della metà, io li indossavo interamente invece.
“Fai piano” imploro Paola
“Ok” rispose lui
Entrò con delicatezza e poi con decisione affondò il colpo facendo urlare di piacere Paola.
Cominciò a stantuffarla a missionario infilando quanti più cm di cazzo potesse prima che lei provasse dolore o fastidio.

La sfondò per bene, con delicatezza e decisione fece scomparire quasi interamente il cazzo dentro la figa della mia dolce fidanzata.
Cominciarono a limonare pesantemente, le loro lingue si intrecciavano focosamente e di tanto in tanto la manina curiosa di Paola andava a palpare il grosso scroto del mio caro amico che come me, apprezzava parecchio quel trattamento.
“Mmm bravissima, toccale tutte!” la incoraggiava lui mentre i suoi possenti glutei spingeva il grosso cazzo dentro l’esile corpo di Paola.

Era proprio dominante fisicamente, un vero stallone da monta e lei una puledrina inesperta ai suoi servizi.
Ansimava e godeva la mia Paola e io non resistetti alla voglia di leccarle il piede e così mi alzai dalla poltrona e mi avvicinai a loro. Lei aveva le gambe all’aria e io afferrai il piede sinistro e cominciai a leccarlo e succhiarne le dita mentre con l’altra mano mi masturbavo.
Quella posizione la tennero per una decina di minuti e in quei minuti Paola raggiunse due orgasmi profondi.

Mario decise di cambiare posizione e io mi risedetti sul divano.
Mi stavo abituando a vederli scopare per cui il rischio di un’eiaculazione indesiderata pareva scongiurato.
Mario la mise a pecorina e la infiocinò per bene; la prima botta fece un po’ male a Paola ma le successive la travolsero al punto che a stento riusciva a reggersi con le braccia. In quella posizione Mario era ancora più dominante. Di tanto in tanto la afferrava per i seni e la baciava dietro il collo mentre lei vogliosa tirava fuori la lingua.

“È bellissimo!” disse con un filo di voce la mia regina.
Mai vista così soddisfatta a letto e Mario mi stava dando dimostrazione pratica del perché avesse successo con le ragazze; era un gran trombatore.
Successivamente provarono lo smorzacandela ma durò poco. Paola aveva la fica in fiamme, non era abituata a quei ritmi e a quel calibro. Mario era nel pieno delle energie, l’avrebbe montata per ore.
“Sei già stanca?” domandò
“Si, scusami ma non ci sono abituata, mio dio sei insaziabile!” disse baciandolo davanti a me.

“Ti è piaciuto? Vuoi che riprendiamo dopo?” chiese Mario
“Dopo? Oh no, io per stasera sono morta!” disse Paola veramente esausta e sconvolta…
I capelli selvaggi rendevano l’idea di come fosse stravolta, così come il trucco e il rossetto slabbrato.
Era sudatissima mentre Mario, abituato a fare sport, era ancora carico di energie e non totalmente soddisfatto.
“Tu sei bello pimpante, se vuoi ti coccolo un po’!” le propose Paola
“Ahahahaha e che coccole vuoi farmi?” domandò Mario levandosi il condom dal pene
Lei si ricoricò a letto quindi lo invitò
“Monta su!” le disse
“Vuoi di nuovo far la missionaria?” chiese lui
“No no, non dentro la patatina, vieni sopra di me!” lo invitò Paola
Ero felicissimo volesse concludere come concludeva solitamente con me.

Era stata premurosa pure lei, sapeva che in quel modo difficilmente sia lui che io avremmo resistito. Ancor più eccitante vedere che era intenzionata a fare quella posizione senza nessuna protezione anche perché sapeva che Mario probabilmente non avrebbe accettato altrimenti e forse non avrebbe in futuro concesso il bis.
Mario fu piacevolmente sorpreso da quella proposta, mi venne da pensare che per lui fosse come una novità.
“Vista così sei ancora più bella!” disse lui mettendosi a cavalcioni sopra di lei
Lei nel mentre gli prese in mano il cazzo e cominciò a masturbarlo con passione
“Non ho le tettone di Marianna per coccolarti ma spero ti piaccia la mia mano!” gli disse Paola
“Sei bravissima a fare le seghe!” annui godendo Mario “È bellissimo!” aggiunse Mario veramente infogato.

Per Paola fu l’incentivo ad aumentare il ritmo e scappellava da esperta quel grosso fallo. Lui ogni tanto le palpava il seno mentre anche io mi sfilai di dosso il preservativo; avevo il pene in fiamme e voglioso di spruzzare.
Mario non resistette molto al massaggio manuale di Paola e io ancora di meno.
Eiaculai fortissimi schizzi di sperma che mi inondarono il petto e mi toccarono anche il viso. Una vera esplosione di sperma addosso.

Sia Mario che Paola se ne accorsero girandosi verso di me
“Mai goduto così tanto in vita mia!” dissi mentre lo sperma mi colava dal petto
“Mi fa piacere socio, ora tocca a me!” disse Mario e ritornò a volgere lo sguardo a Paola che lo mungeva con amore
“Ahhh, sborro!” disse con la voce strozzata Mario prima di esplodere il suo sperma sul seno e sul viso della mia morosa che ne fu totalmente sorpresa al punto di esclamare un “Oh!” quando uno schizzo fortissimo la colpi tra bocca e naso.

Continuò comunque a masturbare il cazzo fino a quando non cominciò a perdere vigore ed erezione.
“Sei fantastica!” disse Mario a Paola mentre smontò da lei.
Paola in silenzio prese un fazzoletto e si pulì il viso e il seno. La stessa cosa feci io. Eravamo tutti e 3 felici e sconvolti.
Fu particolarmente eccitante ed umiliante per me sborrarmi addosso mentre il mio amico schizzava sul corpo della donna che amavo.

Io che non mi ero mai permesso di farlo, lui invece che lo aveva fatto con naturalezza e lei che lo aveva accettato senza batter ciglio o opporre resistenza.
“È stata una cosa nuova per me e l’ho trovata stupenda ragazzi!” disse un felicissimo Mario. Come biasimarlo, si era scopato comodamente una splendida ragazza e l’aveva imbiancata per bene di fronte al suo amichetto cornuto “Dovremmo farlo più spesso, che dite?” aggiunse
Paola ne fu entusiasta, io pure ma posi come condizione la voglia di esser umiliato.

“Tutto quello che vuoi amico, basta che mi fai scopare la tua donna!” disse Mario.
Ci accordammo anche sul fatto che loro avrebbero potuto vedersi anche senza di me quando capitava
“Così la metto un po’ in forma!” disse lui sorridente. Il suo scopo era fare di Paola una puledra da monta che resistesse più tempo durante le scopate in modo da allungare il rapporto.
Diventai ufficialmente un cornuto segaiolo, Paola la mia regina e Mario il mio padrone.

In compagnia degli altri eravamo abili a camuffare le nostre perversioni ma nel privato finalmente potevamo sfogarle in quell’estate magica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *