credo sia giusto così

Credo che aiuterebbe non solo l’azienda, ma anche la famiglia,
perché In ogni nucleo di persone grande o piccolo che sia, c’è bisogno di una linea guida, un qualcosa che regoli le dinamiche come in un orologio, altrimenti salta tutto. Il meccanismo s’inceppa.
In questo momento di grande difficoltà credo sarebbe un’ottima soluzione, anzi, forse l’unica vera risposta al disequilibrio che si sta creando tra quelle quattro mura, perché quando tutto diventa difficile le personalità esplodono, irrompono prepotentemente sugli altri diffondendo un aria di malessere generale.

Che sia per un eccessivo senso di responsabilità o per l’oggettiva difficoltà nel percepire i problemi non fa differenza, i singoli individui sentono un fisiologico bisogno di risolvere e soprattutto, vedono in chi gli è accanto la causa di tutti i mali. Succede così, ovunque e sta succedendo anche nella loro azienda, nella loro famiglia.
Tre persone. Padre e due figli. Un maschio, il maggiore e la femmina, la minore e sono mio suocero, mia moglie e suo fratello.

Tutti e tre sono a stretto contatto da quando loro avevano circa venti anni, da quando mio suocero li mise dentro e li lasciò giocare a fare gli imprenditori senza rendersi conto che non sarebbe durato per sempre, perché oggi mia moglie ha trentacinque anni, mio suocero sessantacinque e mio cognato quaranta ed il calendario segna un altro secolo.
Le cose hanno smesso di girare in maniera autonoma ed anche loro soffrono una crisi che non volendo, hanno contribuito a generare mal disponendosi ai propri ruoli.

Succede spesso nelle aziende di famiglia, succede quando non c’è una gerarchia, quando il bisogno di dimostrarsi bravi supera gli interessi della ditta e quando la competizione non si fa con se stessi ma con il proprio fratello o la propria sorella.
A loro manca questo, manca quell’equilibrio, manca la ripartizione dei ruoli.
Con gli anni mia moglie si è dimostrata migliore di suo fratello. Gestionalmente ha qualche nozione in più e dalla sua parte ha un ottimo approccio con i clienti vecchi e nuovi.

Le loro dinamiche individuali hanno generato attriti, ma fino a che tutto andava bene rimanevano marginali e non gravavano su nessuno. Adesso tutto è cambiato. La concorrenza è triplicata così come i costi di gestione e del personale, adesso gli entroiti ridotti hanno messo tutti nella posizione di dover attribuire la colpa all’altro, generando litigi che mio suocero è costretto a sedare esattamente come quando erano bambini, elargendo pseudo punizioni o minacciandoli di vendere tutto lasciandoli per strada.

Non è cambiato nulla dalle scuole ad oggi. Le famiglie che lavorano assieme saranno sempre famiglie e mai professionisti riuniti per una causa comune.
Mia moglie litiga con mio cognato su questioni che ai miei occhi sono stupide ed infantili ed io, che con loro non ho nulla da dividere se non il matrimonio con lei, guardo da fuori una deriva che potrebbe essere certamente evitata, ma che li sta portando verso un baratro nel quale quasi certamente sprofonderanno.

So che non è fattibile, so che non potrà mai succedere perché quello che penso è del tutto privo di senso ed irrealizzabile, ma so che sarebbe la soluzione definitiva, la chiave di volta con la quale tutto si ristabilizzerebbe permettendo alle cose di tornare ad andare per il verso giusto.
Il loro problema nasce prima di tutto con se stessi. Energie sprecate in una competizione che non esiste e che non è mai esistita.

Forse per colpa di mio suocero, un uomo che non ha mai saputo valorizzare i propri figli ed il loro operato e che inconsapevolmente, ha alimentato una gara che non ha alcun premio se non la convinzione di essere più bravo o più brava dell’altro.
Tutto questo dovrebbe finire, tutto dovrebbe ricominciare proprio come quando erano bambini, quando la gerarchia c’era ed i ruoli erano definiti. Genitori, figlio maggiore, figlia minore.
Soltanto così riuscirebbero a scindere cosa è bene per loro stessi da cosa è bene per l’azienda, perché dopo, subito dopo le loro energie non verrebbero più sprecate ma verrebbero messe a disposizione di un obiettivo comune.

Parlo di una cosa assurda, una cosa impensabile e forse indicibile, una cosa che una mente normale non chiamerebbe neanche in causa e non terrebbe nemmeno in considerazione, ma io non ho mai avuto una mente normale ed in più, sono dell’idea che non esiste sacrificio se l’obiettivo è salvare tutto quello che si ha.
Mia moglie dovrebbe fare una cosa, l’unica cosa necessaria. Dovrebbe ristabilire l’ordine, dare a suo fratello quell’autorità ormai inesistente perché prima di tutto suo fratello è un maschio, ed in quanto tale dovrebbe dargli modo di dimostrarlo.

Vivo mentalmente fuori dal mondo, ma la cosa più giusta, la cosa più logica, sarebbe che mio cognato prendesse sua sorella in quanto donna. Si, intendo quello e non solo lui.
Mio cognato dovrebbe avere rapporti anali con mia moglie, in poche parole incularsi mia moglie lentamente e nel loro ufficio.
Non fare l’amore, non andare a letto con lei, dovrebbe incularla, metterla in ginocchio sul tappeto davanti la scrivania, spogliarla e incularla per ristabilire l’ordine.

Non è nemmeno una questione di orgasmo, non è un atto sessuale come lo si intende, è un passaggio, un rituale, una macchinazione necessaria al suo ego.
Se mio cognato inculasse mia moglie, se inculasse sua sorella, si ritroverebbe immediatamente dove era tanti anni fa, dove a mio modesto parere sarebbe naturale che fosse anche adesso.
Immagino la sensazione di quest’uomo di quarant’anni che affonda il suo pene dentro quella che percepisce come la sua disgrazia, la sua disperazione.

Sarebbe un atto liberatorio. Le mani le prenderebbero i fianchi ed il corpo affonderebbe la sua spada in quella carne finalmente usurpata dalla propria autorità. E’ questo, è ristabilire l’ordine, è riordinare le cose e metterle apposto.
Se mia moglie avesse questa consapevolezza risolverebbe tutto, aiuterebbe mio cognato non solo come fratello ma anche come uomo.
La sua vita famigliare, i suoi problemi con la moglie, tutto verrebbe canalizzato in quel gesto, in quel rituale quotidiano che prima o poi non sarà più solo una valvola di sfogo, ma diventerà un un vero e proprio piacere.

Raggiungerà l’orgasmo e toccherà qualcosa di veramente grande, di veramente alto, qualcosa impossibile per chiunque.
Credo che proverebbe delle emozioni che pochissimi altri riuscirebbero a provare.
Se soltanto lei lo capisse.
Ormai è una famiglia stanca, stanca come suo padre, stanca perché tutto sembra andare in pezzi. Un gesto del genere ridarebbe linfa, fiducia ed unione.
Mia moglie dovrebbe farsi coraggio ed andare anche da suo padre. Una mattina presto quando ancora non è arrivato nessuno, accucciarsi proprio davanti a lui, tirargli fuori il pisello e poi metterselo in bocca.

Sono certo che la lascerebbe fare, sono certo che capirebbe perché e la lascerebbe fare.
Un gesto che varrebbe più di qualsiasi altra cosa, un grazie, un affettuoso modo di ringraziare chi da sempre, nel bene o nel male, si è sacrificato per loro.
Mia moglie dovrebbe prenderlo in bocca a suo padre e trasmettergli tutto l’amore possibile, facendolo venire, permettendolo di venirgli dentro, come a dimostrare la sua stima, facendogli capire che quel gesto non è una semplice eiaculazione, ma un dono che custodirà sempre dentro lei.

Oggi, domani, sempre.
Se loro tre si unissero tutto andrebbe meglio. Non insieme, piuttosto mascherando e nascondendo tutto anche a se stessi, ma dovrebbero farlo. Per la loro azienda, per la loro famiglia.
Ho sempre creduto al sesso come ad una forma estrema di gratitudine, come mezzo di riappacificamento o più semplicemente come veicolo per sistemare le cose.
Cosa c’è di più giusto del sesso. Nulla. Un uomo che ormai può soltanto sognare un corpo giovane e fresco, non sarebbe giusto mandarlo con una ragazza giovane?
Credo di si, credo che tutto questo rimetterebbe ordine tra loro, darebbe ciò che gli manca uomini e come famiglia.

Non è solo perversione, è qualcosa di più profondo, qualcosa di immenso e di più grande che potrebbero vivere ogni giorno o ogni settimana o ogni qualvolta gli equilibri ritornino a vacillare.
Non ci vedo nulla di male nell’immaginarla in ginocchio davanti a suo padre, nel saperla con in bocca quel cazzo circonciso che da piccola vedeva quando facevano la doccia assieme. Me lo ha raccontato migliaia di volte, me lo ha descritto con l’innocenza di chi non sa cosa sia la malizia, nemmeno ora, ora che davanti a chi ha subito lo stesso trattamento perde letteralmente i sensi.

Lo so, la vedo. La vedo come reagisce quando tra i nostri amici c’è chi è come lui, magari solo perché da piccolo aveva un problema al prepuzio ma mia moglie si scioglie davanti quel tipo di fallo.
In fin dei conti non credo di essere poi così lontano dai desideri di una figlia, è il pudore che ci frena, che ci ha fatto dire no e vedere la cosa come la peggiore che esiste al mondo.

Se l’umanità fosse cresciuta su regole diverse oggi accetteremmo quelle regole con la stessa naturalezza con cui accettiamo altro.
Ogni tanto provo ad immaginare cosa succederebbe se un padre ed una figlia si trovassero su di un isola deserta, o se accadesse ad un fratello e ad una sorella, magari rimasti soli da piccoli. So che è ridicolo, ma se quel padre si trovasse ad un tratto con una donna e non più con la bambina di tanti anni prima, cosa succederebbe.

Dove arriverebbe l’istinto.
Sinceramente credo che se ci avessero educati a perdere la verginità con i nostri genitori tutti saremmo tranquilli esattamente come adesso. Le madri con i figli, i padri con le figlie e tutto sommato, credo che per quanto possa sembrare assurdo, sarebbe veramente una prima volta romantica per ognuno di noi.
Lo so, sono fuori dal mondo, fuori da ogni canone e da ogni dottrina, sono fuori da quello che viene definito normale, ma se mia moglie si lasciasse fottere da suo fratello, se gli permettesse anche solo di incularla, tutto per loro andrebbe meglio, così come per suo padre, se glie lo prendesse in bocca, anche solo una volta, passerebbe gli anni che gli restano sapendo di aver fatto qualcosa di buono e non solo disastri.

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