Come fregarsi con le proprie mani

Lavoro per un amico ed è successo che negli utlimi tempi il locale della sua attività ha subìto un restyling.
Considerata la gran quantità di cose da sistemare prima della riapertura, ho avuto anche l’incarico di portare in tipografia le grafiche per la nuova campagna pubblicitaria. L’ho portata personalmente perché con i lavori in corso non c’è la possibilità di tenere il pc in sede o andrebbe rovinato.
Ad ogni modo, in una delle mie commissioni vengo accolto in modo diverso dal ragazzo che in tipografia si occupa della ricezione del materiale da stampare.

Si è mostrato più gentile e ha anche lanciato qualche battuta cordiale. Niente di strano, ho pensato, sarà che ormai dopo tutti questi viaggi si sta instaurando un rapporto di amicizia… Ma l’ultima volta, mi ha salutato in modo un po’ più confidenziale e ammiccante, chiedendomi anche il mio numero di cellulare congratulandosi per il lavoro grafico ben fatto dei nostri volantini. Nemmeno passa un’ora da quando sono andato via dalla tipografia che lui mi manda un messaggio su whastapp chiedendomi come sto e cosa stavo facendo.

Rispondo gentilmente ma lui mi sorprende chiedendomi cosa indossavo esattamente. Allora io gli faccio presente che probabilmente ha sbagliato numero, quando lui di tutta risposta mi manda una foto… una mia foto di quelle che ho pubblicato anche qui nella mia gallery chiedendomi spiegazioni del perché quella foto, insieme ad altre, erano presenti nella chiavetta usb che avevo usato per trasferirgli i file da stampare.
Cazzo” ho pensato… avevo usato la mia chiavetta senza verificare che tipo di file erano presenti quando gliel’ho lasciata!!! E adesso? Aveva scoperto il mio segreto! Non sapevo come giustificare la cosa e visto il tempo che mi ero preso per trovare una risposta, lui incalza scrivendomi che non dovevo preoccuparmi di nulla e che anzi apprezzava non poco le condizioni in cui ero nelle foto.

Un po’ perplesso cerco di inventare una scusa… uno scherzo, una mascherata, un gioco innocente… ma lui di rimando: “Un gioco in cui prendi un cazzo in culo e anche in bocca? Mi piace questo gioco… Perché non giochiamo insieme?”

Quindi mi lascia il suo indirizzo di casa e mi dice che mi avrebbe aspettata in serata e che avrei dovuto portare il mio intimo, pena l’invio delle mie foto al mio amico che poi è anche il mio datore di lavoro.

A quel punto non avevo scelta! O stavo al suo gioco o mi avrebbe sputtanato. Mi aveva praticamente in pugno! La sera mentre andavo da lui ero nervoso. Mai mi era successo di essere scoperto in quel modo e non mi sentivo per nulla a mio agio. Ok, è un bel tipo, bel fisico, in qualche modo lo conosco e non sembra un poco di buono, pensavo… Ma agire sotto ricatto non mi dava quel senso di eccitazione che provo di solito.

Quindi arrivo a casa sua e citofono. Mi indica di salire al terzo piano. Prendo l’ascensore e al mio arrivo trovo la porta aperta e il salone d’ingresso deserto e quasi al buio. Sul tavolino vedo un foglio di carta con le indicazioni da seguire: “Vai in bagno e prepararti al meglio. Prenditi tutto il tempo che ti serve perché voglio vederti al massimo della forma. Quando avrai finito, mi troverai qui sul divano.

Non mi restava che eseguire la sua richiesta. Mi preparo e come annunciato dal biglietto, appena uscita dal bagno, lo trovo già in mutande sul divano. Non mi dà nemmeno il tempo di superare l’imbarazzo che mi ordina di avvicinarmi carponi e di iniziare a leccargli i piedi fino a che non sarà soddisfatto, facendomi notare che in mano aveva le mie foto stampate e che sarebbero state il mio premio se mi fossi comportata bene.

Inizio mal volentieri l’opera con la mia lingua e dopo almeno un quarto d’ora mi ordina di sfilargli le mutande e iniziare a leccargli le palle. Anche qui devo eseguire. Passa un po’ di tempo e puntuale arriva l’ora di prendere in bocca anche il cazzo. Non è grande. Nemmeno piccolo però. Direi comunque un bel cazzo e soprattutto ha un buon sapore di pulito, di doccia fatta da poco. Inutile stare a dire che ho succhiato e leccato fino a che non era soddisfatto e man mano che succhiavo lo sentivo strappare le mie foto, lentamente, una per volta… Fino a quando mi chiede di voler provare il mio culo.

Ormai mi sentivo in sicurezza. In fondo stava solo giocando a godersi una troia ubbidiente.

Mi metto in posizione e lo sento che si avvicina ad armeggiare con il mio di dietro. È delicato e sa come preparare un buco prima di farlo suo. Inizio a prenderci gusto e a rilassarmi, a sentirmi a mio agio sempre di più. Mi penetra con dolcezza, lentamente e rispettando i tempi di adattamento.

In poco tempo il mio buchino è pronto ad essere penetrato con più vigore e lentamente inizia una monta davvero gradevole…

A un certo punto si ferma… penso che sta per venire, mi sento invece prendere le mani e portate dietro la schiena vengono rapidamente legate, avvolte da del nastro adesivo di quelli larghi e robusti… Mi giro per chiedere spiegazioni ma non ho nemmeno il tempo di aprire la bocca che lui mi dice di voler vedere quanto sono troia e fino a che punto mi sarei spinta pur di non vedere diffuso il mio segreto.

È in quel momento che lo vedo prendere qualcosa che userà come benda per impedirmi di vedere… “ma vedere cosa?” mi chiedevo… E mentre a me tornava l’ansia, lui tornava a scoparmi il culo quando a un certo punto… sento arrivare sulle mie labbra la pressione di un altro cazzo! “Merda!” urlo al tipografo “Slegami subito!”

Ma lui mi intima di aprire la bocca solo per succhiare quell’altro cazzo se non voglio che le cose peggiorino e dopo che si saranno entrambi divertiti, le mie foto finiranno non solo tra le mani del mio capo, ma anche in giro per la città… Non potevo che stare al loro gioco ed eseguire gli ordini in silenzio.

Comunque anche l’altro cazzo non era male, né per dimensioni né per sapore…

La serata continuava ed io avevo sempre la sensazione di essere nient’altro che il loro giocattolo.

Si alternavano tra bocca e culo non curandosi di indossare profilattici o di eventuali tracce sui loro cazzi dopo avermelo sbattuto sempre più in fondo al culo. Fortuna che avevo provveduto a pulire per bene la mia cavità. Intanto loro continuavano a usarmi come preferivano, senza esagerazioni devo però ammettere.

In fondo mi rispettavano evitandomi dolore e umiliazioni. Iniziavo a prenderci gusto.

Anche dopo che hanno sborrato, chi nel culo, chi nella bocca, mi hanno tenuta sul divano ancora legata e bendata offrendomi anche da bere dal bicchiere servito dalle loro mani… E quando ho esternato il mio bisogno di andare in bagno mi è stata data una grande ciotola dove sono stata obbligata a urinare: o lì o me la tenevo.

Sentivo però parlare solo il tipografo. Il suo amico solo rideva o parlava con lui sottovoce… Qualcosa non quadrava… Intanto mi ritrovavo per la seconda volta i loro cazzi in bocca e per la seconda volta ancora uno nel culo e l’altro in bocca, a turno… ero sfinita… non avevo idea di che ora fosse giunta ma sapevo che dovevo darmi da fare ancora per molto.

Hanno anche provato ad incularmi insieme… quando la resistenza del mio ano ha vinto hanno continuato come per tutta la serata fino a svuotarsi questa volta entrambi nella mia bocca.

Era rimasto però un atroce dilemma… che fine aveva fatto il mio piscio? Temevo per il peggio!

E quando il tipografo rivolgendosi al suo amico a me sconosciuto, chiede che fare di me, lui risponde che poteva slegarmi e togliermi la benda e che ero stata molto brava. A quel punto tutto era più chiaro! Non aveva parlato a voce bassa e la sua voce mi ha colpita come il più forte dei pugni allo stomaco!

Appena tornata libera di vedere e di muovermi ho preso atto che quello stronzo del tipografo aveva invitato il mio capo, suo amico, alla festa e ho capito che altre volte erano stati complici di festini del genere, ma mai con una trav che è arrivata così per errore, tra le loro mani come caduta dal cielo.

Ed io mai mi sarei aspettata che il mio amico/capo fosse avvezzo a questo tipo di gioco.

Tutto questo succedeva venerdì sera. Il giorno successivo (cioè ieri), al lavoro, nessuna parola, nessun accenno a quanto successo la sera prima. Tutto normale. Solo a fine lavoro, al momento dei saluti lui prima di uscire dal locale mi dice: “Ci pensi tu allora a chiudere? Stasera sarò a cena da A*******, ci sarai anche tu?” Potevo mancare secondo voi?.

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