Colpa della crisi

Ormai sono quasi sei mesi che non abbiamo piu rapporti sessuali io e Gianna, mia moglie: si io e l’amore della mia vita abbiamo smesso di fare sesso. I problemi economici sopraggiunti improvvisamente mi hanno reso praticamente impotente, o se ho un’erezione questa è modesta e mi porta all’eiaculazione ancor prima di penetrarla. I miei guai economici sono il frutto della crisi: meno fatturato meno incassi stese rate di mutui e finanziamenti; ecco le corse in banca per coprire gli assegni, le ipoteche, i richiami per le rate non pagate, e con questo i nervosismi, le insoddisfazioni, le inevitabili rinunce.

L’amore della mia vita, Gianna, e’ partecipe, presente, d’altro canto lavoriamo insieme fianco a fianco come sempre. Pero’ forse per lei queste improvvise difficoltà sono risultate troppo pesanti, oppure l’insicurezza per il futuro che ne derivava e’ stata troppo per lei non abituata, fatto sta che pur continuando a partecipare fattivamente alla nostra azienda ha cercato o forse accettato, un aiuto o meglio, una di sicurezza, magari per premunirsi in caso le cose precipitassero in un altro uomo, come ho poi mi ha confessato.

Gianna insomma ha accettato il corteggiamento di un rappresentate che rifornisce la nostra società e che invece -beato lui- se la passa bene economicamente. D’altro canto -mi sono detto dopo aver saputo la verità- in effetti in natura la femmina cerca sempre di accoppiarsi con il maschio che e’ in grado di darle la sicurezza… Magra, magrissima soddisfazione…
Io però istintivamente dopo qualche tempo, seppure oppresso da problemi ho percepito che Gianna era diversa, perché non tossiva più per il nervoso al mattino, come ormai faceva dall’inizio della crisi; era diventata… come dire?… più bella… tranquilla… sorridente.

Sempre più attenta al trucco, al vestirsi. Un giorno l’ho affrontata dicendole -ho tirato a indovinare- che sospettavo avesse un altro uomo incredibilmente non ha negato. “Mi vedo con Carlo (il rappresentante)” mi ha risposto quieta ma sicura. Non credevo a quelle parole, ma lei mi fissava annuendo e allora ho realizzato la verità.
Eravamo in ufficio. Come tramortito sono uscito e presa l’auto ho vagato per due ore. Lo stupore per la tragica verità lasciava il posto a mille riflessioni mentre guidavo.

Mia moglie Gianna si vedeva, o meglio trombava, con Carlo… Immagini di loro due nudi a fare l’ amore mi angosciavano il cuore, mi toglievano il respiro. Poi pian piano lo stordimento e la delusione hanno lasciato il posto alla paura: la paura di perderla. Ho cercato di capire cosa fosse successo alla mia Gianna. Ho realizzato che in fondo io non le davo più che pensieri negativi e niente più sesso. Avevo preso addirittura a sfogarmi in pochi secondi masturbandomi alla tivù dopo cena, quando lei, Gianna, usciva per andare dalla classica amica.

E lei ormai evidentemente non sentiva piu’ interesse sessuale nei miei confronti. Al mio rientro, vedendomi pallido, sconvolto, tremante Gianna ha preso a tranquillizzarmi con voce dolce, affettuosa, rassicurante dicendomi che era un momento passeggero, una piccola ancora di salvezza nella nostra tempesta; un modo per uscire dalle angosce dei debiti. I nervi crollano, chino il capo e piango, lasciandomi cadere su un divanetto dell’ufficio singhiozzando. Lei mi viene accanto e cerca di abbracciarmi per consolarmi.

La respingo sdegnato, recrimino, le do della svergognata, della traditrice, ma lei con decisione ci riprova e mi cinge alla vita tirandomi a se. Mi sento -mio malgrado- stranamente rilassare. La rabbia e il pianto lasciano il posto alla paura di perderla ma lei come se mi leggesse dentro mi tranquillizza, mi rassicura dicendomi che ama me e che non mi lascerebbe mai. Arriva a dirmi di aver detto chiaramente anche a Carlo che lei mi amava e che la loro era per lei solo una storia di sesso e di fuga dalla realtà e che Carlo non solo aveva capito, ma aveva parlato bene di me con frasi amichevoli e comprensive.

Addirittura Carlo le ha proposto di farci forniture con pagamenti di estremo favore per aiutarci a riprenderci e che la crisi sarebbe passata. La mia angoscia e la mia paura di perderla scemano rapidamente. Singhiozzo ancora ma con sospironi di rilassamento. Lei mi consola con sempre maggior dolcezza. Mi carezza il volto, la testa, le spalle e tirandomi a se fa si che mi pieghi per appoggiare la testa sul suo ventre Mi dice che Carlo l’ ha aiutata ad uscire dall’angoscia.

Che una sera che si erano visti ancora in amicizia, perché lei ancora non aveva ceduto alla suo corteggiamento, improvvisamente e in maniera inattesa quella vicinanza ha risvegliato in lei inatteso un forte desiderio d’ amore a****lesco. represso da mesi e che lui intuendolo l’aveva baciata travolgendo le sue difese. Con quella confessione che testimoniava della sua onestà e amore per me, pian piano mi sono calmato del tutto. Mi ha baciato sulle labbra.

Volevo chiederle mille cose su di loro, ma avevo paura. Ma Gianna, come a leggermi nel pensiero ha detto. “Si amore mio… non voglio essere falsa con te, né illuderti che sia stata una botta e via; è stato bellissimo quella sera, ma anche le altre sere. Quelle con lui sono ore di passione a****lesca che mi appagano appieno. Lui sa come fare per farmi partire verso la follia amorosa: ha capito il mio corpo… e si, lo ammetto e voglio essere sincera fino in fondo con te che sei il mio maritino amoroso, lui ha scoperto la cagna che c’è in me” poi ridendo forte: “Ma lo sai amore mio che l’altra sera mentre eravamo a letto l’ho sorpreso con la stessa frase della Melato nel film famoso con Giannini?… ‘Sodomizzami!’ gli ho detto, e lui, non ci crederai si è stupito… Non voleva crederci che io, la Gianna, gli avesse chiesto una cosa del genere… e ha faticato non poco per riuscire a prendermi dietro.

Con lui non ho pudore alcuno” L’emozione mi ha ripreso forte e mi sono stretto al suo ventre… Già! quel ventre che ora Carlo frequenta e che soddisfa come io non ha mai saputo fare. Poi siamo andati a letto. Ci siamo spogliati e io l’ho stretta forte a me, come a riappropriarmi di lei. E’ stato a quel punto che la mia vita è cambiata. Lei aveva il volto davanti al mio, sentivo il suo alito che sa di buono.

Improvvisamente e insperatamente sento la sua mano sfiorarmi il pene per poi prenderlo delicatamente in mano. “E tu maritino mio adorato?… Come fai da tanto senza?… Noi fai proprio niente o…” e rise maliziosamente mentre me lo scrollava. Ebbi un’erezione immediata e quasi dolorosa. Lei si sorprese e fece: “Ooooh!, ma guarda guarda chi si rivede…” e prese a masturbarmi. Gemetti forte. La strinsi afferrandole il culo mentre lei prese a masturbarmi. La volevo, la cercavo, ma lei si negava- “Perché!?” le chiesi.

“Non sarebbe onesto nei tuoi confronti: penserei a Carlo…” mi rispose seguitando a masturbarmi. Poi ancora una volta mi sorprese: “… O forse ti piace che io pensi a lui dopo quello che ti ho detto?…”
Fu un terremoto. Sobbalzai schizzando dal pene che ora Gianna strizzava seguitando la sega le poche gocce di sperma da troppo tempo trattenute, mentre un gemito quasi doloroso uscì dal mio petto. I sussulti pian piano si calmarono.

Gianna si era alzata appoggiandosi su un gomito e guardandomi fisso negli occhi, come ha cercare una verità. Io lo volsi altrove, ma lei prendendo il mio volto lo girò verso di se. Mi fissava benevola. Potevo fidarmi. “Gianna… come mi sta succedendo?… Aiutami Gianna, non ci capisco più niente… ti prego… cosa mi sta succedendo?… Oddio!! ma come è possibile che io, tuo marito, mi sia eccitato al tuo … ehm ehm tradimento con Carlo? Che abbia provato così tanto piacere?…”.

Sul suo volto un sorriso enigmatico. Mi trasse di nuovo a se e mi diede la buona notte. Crollai nel sonno. Verso le quattro del mattino mi svegliai. Gianna era addormentata, nuda, di spalle. Il suo culone sodo e sporgente era li, indifeso, palpabile. Subito l’idea di Carlo che profanava quel culo, il culo della mia Gianna, si riaffacciò alla mente e con quel pensiero una nuova erezione, come la sera prima. Pian piano mi mossi e mi rigirai sottosopra portando il mio volto al suo culo.

Potevo sfiorarlo. Ne sentivo l’odore. L’odore del culo di Gianna è essenza d’amore per me. Lo aspiravo e pian piano presi a masturbarmi cercando di non svegliarla mentre la mia fantasia vedeva Carlo possederla proprio li, nel culo. Sentivo forte anche l’ afrore dei suoi umori vaginali. Era molto forte, probabilmente era venuta nel sonno pensando a Carlo. E mi sorpresi a sperare che fosse così. Non ci credevo che io, suo marito, stessi sperando che lei stesse sognandolo il suo amante mentre la possedeva… Ma era così! Era così!! La mia sega prendeva vigore.

Era finalmente duro, dopo mesi. Ero felice di riprovare l’erezione e -assurdo a dirsi- che questo lo dovessi alle corna di mia moglie con Carlo. Mi avvicinai ancor più al culo di mia moglie, sfiorandolo col naso. Lei scoreggiò muovendosi piano. Capii di averla svegliata. Quando si sveglia Gianna scoreggia sempre… come un pò tutti, per via della ripresa della mobilità intestinale sopita dal sonno. Stavo per ritrarmi spaventato, quando lei con un mugolio sporse ancor più il culo verso di me.

Poi muovendo il braccio portò la mano alla mia testa premendo il mio viso nel suo spacco. Famelico con un cucciolone nella ciotola del latte iniziai a slappare mugolando. Lei rideva a lasciava fare, alzando un pò la coscia per farmi arrivare bene alla vulva zeppa di umori vaginali forti. Cercavo con la lingua protesa di arrivare ancor più in profondità dove Carlo arrivava col cazzo. Pensavo a Carlo che la possedeva e col pensiero dicevo: “Carlo trombamela, trombamela Carlo, falla godere, ti prego fammela godere tanto! tanto!!”
Amore,” mi sussurrò Gianna dolcemente vedendo la mia mano scuotere furiosamente il cazzo: “Non venire ora… stasera mi vedo con Carlo… Aspetta che torni e… ti farò leccare tutto quello che vuoi, contento?.. Ora vai, vammi a fare il caffè che abbiamo da fare un sacco di cose in ufficio” e si alzò per andare in bagno a pisciare.

Quando apparve in cucina ancora nuda sbadigliando le corsi incontro e mi inginocchiai -ancora nudo anche io- davanti a lei. Lei rideva forte mentre le dichiaravo tutto il mio amore. “Non penavo che le corna ti facessero così bene, sai amore?” Dal mio pene semi moscio stillò una goccia di piacere.

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