Cinema 01

Osservavo pigramente gli scaffali della libreria alla ricerca dell’autore preferito di mia moglie.

Un piccolo regalo per il suo compleanno, nulla di che.

Avrebbe compiuto 44 anni, ma non li dimostrava. Il corpo tonico, le gambe snelle, un seno pieno e sodo e i capelli neri alle spalle la facevano somigliare più a una trentenne.

La nostra era una vita normale, un impiego per entrambi, un figlio adolescente.

Lei insegnante di scuole superiori, io impiegato in una società di trasporti.

Non navigavano certo nell’oro, ma non avevamo grossi problemi.

L’unica cosa che ci mancava, forse, era la passione dei primi anni.

Certo, Paola non era mai stata una donna particolarmente esuberante.

Sempre morigerata nel vestire, poco incline agli eccessi, ma dalla nascita di nostro figlio c’era stato da parte sua un sempre più vistoso calo del desiderio.

E così le nostre intimità, diciamo, si facevano sempre più rade e sbrigative.

E sempre con meno fantasia.

Il massimo che mi concedeva era una scopata al letto una volta ogni tanto.

Cercavo di stuzzicarla in ogni modo: le regalavo intimo sexy, le proponevo week end romantici noi due soli, ma non riuscivo a smuoverla: la biancheria sexy rimaneva nel cassetto e i week end venivano sempre posticipati, per una cosa o per un’altra.

Per il suo compleanno, però fui particolarmente insistente.

Nei giorni precedenti, l’avvertii che l’avrei portata fuori: una cena romantica, solo io e lei.

La volevo desiderabile e ammirata e così, un po’ serio un po’ scherzando le dissi che sarei uscito solo con una donna vestita molto molto sexy.

Lei mi guardava senza dire nulla, quasi infastidita, e io non mi aspettavo nulla, anzi rimasi già stupito che alla fine avesse accettato la cena romantica.

Ma quella sera, quando tornai dal lavoro per portarla a cena lo stupore si trasformò in meraviglia.

<<Ciao, sono quasi pronta!>>, disse Paola accogliendomi a casa con un sorriso, i capelli raccolti dietro in una coda.

Indossava una gonna nera stretta che si fermava quasi a metà coscia e una camicetta bianca che le metteva in risalto il seno prosperoso.

Si allontanò verso la camera da letto ancheggiando su scarpe nere col tacco alto.

La seguii e mi avvicinai per baciarla sul collo scoperto, mentre stava mettendosi una piccola collana di perle.

Le accarezzai le cosce inguainate in calze velate e quasi ebbi un sobbalzo quando con la mano sotto la gonna mi accorsi che indossava delle calze autoreggenti.

<<Che fai?>>, disse Paola con un mezzo sorriso, fermandomi la mano.

La cena al ristorante fu molto piacevole e una volta terminata, sia io che Paola eravamo piuttosto allegri, forse anche per l’ottimo vino che bevemmo a tavola.

Tornati in macchina mi slancia verso di lei in un bacio appassionato.

Paola sembrava stare al gioco ricambiando la passione.

Così, preso da una voglia irrefrenabile appoggiai la mano sulle sue gambe, accarezzandola e sollevandogli al gonna.

<<Cosa fai…>>, mi sussurrò mentre la mano si insinuava sempre più sotto la gonna scoprendole le cosce.

<<Laciati andare …>>, provai a dirgli mentre le baciavo il collo.

Avevo completamente sollevato la gonna di Paola, che rimaneva seduta con le cosce esposte sino gli slip di pizzo nero che aveva indossato.

La toccai tra le gambe, sopra gli slip quando notai con la coda dell’occhio due signori vicino alla macchina che ci stavano osservando.

Lì per lì mi fermai interdetto.

Erano due guardoni di una certa età che si stavano godendo lo spettacolo.

Poi, mosso da un piacere irrefrenabile continuai a palpare mia moglie.

<<No … fermo …>>, protestò debolmente lei.

Poi quando anche lei vide quei due signori si irrigidì.

<<Basta Luca! Stiamo dando spettacolo!>>, disse allontanandomi e sistemandosi la gonna.

Io ero al culmine dell’eccitazione, una cosa del genere sapevo che non me l’avrebbe più concessa, e al pensiero di ritrovarmi la solita Paola ebbi un moto di rabbia.

<<Ma cacchio!>>, sbottai, <<Non stiamo facendo mica nulla di male…>>

<<Lo so>>, rispose lei, <<Ma non mi va… e poi sono stanca>>, finì guardandosi attorno.

I due signori, intanto si erano allontanati.

<<Bene!>>, ripresi io, <<Avvertimi quando ti andrà>>.

E detto questo, quasi senza rendermene conto uscii dall’auto e mi incamminai arrabbiato.

<<Luca! Dove vai?>>, disse lei.

<<Le chiavi sono attaccate. Vai a casa, io prenderò un taxi>> risposi io senza nemmeno voltarmi.

Ero arrabbiato e demoralizzato per la piega che aveva preso il nostro rapporto e non sapevo cosa fare.

Continuai a camminare lungo la strada senza sapere dove stavo andando. Poi voltai l’angolo e fatti quattro passi mi trovai di fronte a un cinema.

Buttai un occhio dentro, preso dai miei pensieri.

Evidentemente non era un cinema classico.

Esposte stavano le locandine di donne che posavano nude con due stellette sui seni e un rettangolino nero in mezzo alle gambe.

I titoli delle locandine, poi, erano evocativi di amplessi, voglie e abilità sessuali.

Il titolo del film del giorno campeggiava proprio davanti all’atrio: “Le calde notti della segretaria”

Già, pensai io con un mezzo sorrisetto, proprio quelle che mia moglie fa passare a me.

Poi, senza rifletterci, entrai dentro.

Andiamo dentro a vedere cosa mi sto perdendo, pensai.

E così, quasi senza accorgermene, mi ritrovai in mano un biglietto per la sala.

A porgermelo fu una signora bionda appariscente sulla cinquantina.

Quando entrai in sala diedi un’occhiata in giro.

Mano a mano che mi addentravo per la sala buia, mi accorgevo che il cinema era molto vecchio e trasandato: poltroncine in legno, sporcizia dappertutto, pochi avventori, in genere vecchi, sparpagliati qua e là.

Il film era già cominciato e sullo schermo si vedeva una procace ragazza impegnata in una scena di sesso orale con un uomo molto prestante.

“Ma che diavolo sto facendo?” pensai a quel punto.

Ritornato in me decisi di uscire immediatamente da quel posto e tornare da mia moglie.

Ma proprio mentre stavo per incamminarmi verso l’uscita vidi una figura femminile fare capolino nella sala e indugiare.

Non riuscivo a distinguerla bene ma alla fine la riconobbi, era Paola!

Mi doveva aver seguito a piedi e mi aveva visto entrare in sala.

Mi stava cercando con lo sguardo, timorosa di fare un passo in più.

Alcuni avventori si erano voltati e guardarla.

Era decisamente strano che entrasse una donna di classe in un cinema porno.

Imbarazzata da tutti quegli sguardi, Paola fece per indietreggiare verso il drappo di seta rossa che separava la sala dall’ingresso, ma fu presa per un braccio dalla mascherina del cinema.

Era la stessa signora bionda della biglietteria.

<<Venga, non può stare in piedi>>, le disse.

<<L’accompagno a sedere. >>

<<Ma veramente stavo solo cercando una persona…>>, cercò di dire Paola, ma intanto la maschera l’aveva già accompagnata affianco a una delle file centrali della sala ed era andata via.

Era decisamente eccitante vedere mia moglie scendere per i gradini di quella sala. I tacchi alti delle sue scarpe accentuavano le sue forme nascoste sotto la corta gonna nera.

E dalla sua camicetta bianca aderente si poteva immaginare la dimensione generosa del suo seno, a stento contenuta dal giacchino che indossava sopra.

Timorosa di ripercorrere al buio metà sala con gli occhi di tutti gli spettatori addosso, Paola si sedette tranquilla.

Ogni tanto si voltava, cercandomi con lo sguardo, ma incrociava soltanto la vista con vecchi e maiali arrapati che la guardavano con desiderio.

Non so perché non mi ero fatto avanti fino a quel momento, ma ad ogni modo decisi di andare a recuperarla e tornarcene a casa.

<<Non si vedono molte belle signore entrare in un cinema porno>>, mi sentii dire.

Mi voltai.

Era uno di quei due signori che ci aveva visto in macchina.

Feci finta di nulla e feci per alzarmi.

<<Aspetti>>, insistette lui. <<Non vuole vedere sua moglie che viene abbordata?>>.

Lo incenerii con lo sguardo. Come si permetteva di dire una cosa del genere.

<<Mia moglie è una signora e non si fa abbordare, chiunque lei sia>>, gli dissi.

<<Mi rendo conto>, fece lui di rimando, <<Ma se ci pensa bene la situazione è molto eccitante. Dopotutto sua moglie è entrata da sola in un cinema porno. >>

<<Solo per cercarmi. >>, risposi io.

<<Va bene, ma la cosa non la eccita lo stesso?>>, rispose lui.

In effetti la cosa mi trovava parecchio eccitato forse era questo il motivo per cui avevo indugiato, prima quando l’avevo vista entrare.

<<In ogni caso mia moglie non si farebbe mai abbordare, ne qui ne altrove>>, dissi io.

<<Be… vediamo se ha ragione…>>, rispose lui indicando col mento.

Mi voltai e vidi l’altro signore che avevo visto prima in macchina che si era avvicinato alla fila dove sedeva mia moglie e senza esitare si sedette proprio accanto a lei.

Vidi mia moglie guardarlo di sottecchi.

Era un signore sulla sessantina, alto, capelli bianchi, vestito con eleganza.

Si chiamava Umberto, mi disse il mio interlocutore.

Perchè diavolo con tutti i posti liberi questo signore si viene a sedere proprio accanto a me? avrà pensato Paola.

E in effetti lo pensai anch’io.

<<Avviciniamoci…>> disse a bassa voce il mio interlocutore <<Voglio guardare meglio>>.

Un misto di gelosia ed eccitazione mi pervase a tal punto da rendermi irrazionale.

Mi comportai esattamente come quel guardone e mi avvicinai senza farmi notare alla fila dove era seduta mia moglie.

<<Venga…>>, disse lui, <<Quì possiamo guardare meglio>>.

Non potevo crederci di stare in compagnia di un guardone ad osservare mia moglie in un cinema porno eppure lo stavo facendo, con molta eccitazione.

Ci eravamo sistemati vicino a una colonna parallela alla fila dove era seduta Paola.

Da li avevo la visuale libera su lei e sull’uomo seduto a fianco a lei.

Notai che la gonna già corta di mia moglie si era ulteriormente sollevata a mezza coscia nel momento che si era seduta e a nulla valsero i movimenti di Paola per stirarla e tirarla in avanti.

All’inizio non successe nulla, mentre sullo schermo scorrevano scene di sesso con dialoghi banali e gridolini di eccitazione.

Poi a un certo punto vidi il tizio accanto a mia moglie appoggiarle una mano sulla gamba.

Lei subito si irrigidì e con la mano la scansò, accavallando nervosamente le gambe.

Il tizio per nulla intimorito ce la rimise e mia moglie scansandogliela per la seconda volta lo squadrò.

Ancora una volta Umberto ce la riappoggiò, questa volta tenendocela su.

Mia moglie non potè fare altro che tenerci su la sua per non farlo risalire.

Ma lui imperterrito risalì lentamente con la mano lungo la coscia, e nel farlo faceva risalire irrimediabilmente anche la gonna di Paola, scoprendole le sua magnifiche cosce inguainate nelle calze velate.

Non riuscivo a credere alla situazione, e probabilmente nemmeno mia moglie, che continuava a voltarsi per cercarmi.

Mia moglie era seduta in un cinema porno mentre veniva palpata da uno sconosciuto, e io stavo osservando il tutto senza fare nulla.

<<Ha delle gambe davvero belle la sua signora… Guardi… si vede che porta le autoreggenti>, la voce fastidiosa del mio nuovo indesiderato amico mi fece trasalire.

In effetti la mano dell’uomo aveva oramai sollevato la gonna di Paola fino a mettere in mostra la balza delle autoreggenti.

Vidi Paola voltarsi verso di lui ed accennare qualcosa del tipo “Cosa sta facendo??”, ma l’opera dell’uomo sulle sue gambe continuava costante, anzi con sfacciataggine allontanò la mano di mia moglie che tentava di trattenere la sua e continuò ad accarezzarle l’interno della coscia.

Vidi le mani di Paola aggrapparsi ai braccioli, lo sguardo fisso in avanti, ormai non si voltava nemmeno più a cercarmi, forse imbarazzata degli uomini che attorno la osservavano.

Alcuni adesso si facevano avanti.

Intanto l’uomo seduto al suo fianco le aveva sollevato completamente la gonna mettendo in bella mostra le sue mutandine di pizzo nere.

Poi lo vidi armeggiare con le dita al di sotto degli slip di Paola e alla fine scostarli di lato.

Ero sconvolto ed eccitato allo stesso tempo.

La fica di mia moglie adesso era visibile a chiunque mentre l’uomo a suo fianco iniziava a scivolarci sopra con le dita.

Un paio di signori si erano avvicinati e Paola in un sussulto di pudore cercò di ricomporsi, ma l’uomo le fece tenere le gambe aperte. Sembrava provare un sottile piacere a mostrarla.

Continuò a strusciare le dita sulla fica di mia moglie finchè notai che iniziava a penetrarla.

Nel momento in cui il suo dito scomparve dentro la fica di Paola, lei aprì la bocca come sorpresa e poi chiuse gli occhi.

L’uomo, che prima le aveva scostato gli slip di lato, adesso glieli abbassò fino a sotto le ginocchia.

Con una mano continuava a strusciarsi sulla sua fica, le sue dita si strusciavano sulle grandi labbra sino a scomparire dentro.

Era evidente che la stava masturbando.

Poi con l’altra mano si avvicinò alla sua camicetta iniziando a sbottonarla.

Infilò una mano dentro e lo vidi armeggiare con il reggiseno, finchè non riuscì ad estrarre da esso le tette di mia moglie che adesso erano visibili al di sotto della camicetta slacciata e del reggiseno abbassato.

Bianche, grandi i capezzoli turgidi, era uno spettacolo a vederle, se non fosse che erano di mia moglie.

L’uomo ne prese una in mano, la tenne stretta, quasi a soppesare allo stesso tempo la sua consistenza e l’imbarazzo di Paola.

Adesso le cose sembravano precipitare.

Il mio interlocutore si era avvicinato di più e aveva estratto un telefonino con cui aveva iniziato a riprendere la scena, mentre anche un altro signore seduto dietro aveva preso a sua volta a palpare il seno di mia moglie.

Un terzo si era seduto a fianco e aveva cominciato a masturbarsi.

Ancora, Umberto le faceva tenere le gambe aperte in modo da agevolare di più la visione e metterla ancora di più in imbarazzo.

Paola oramai teneva gli occhi fissi sullo schermo, a volte li socchiudeva, le mani aggrappate ai braccioli della poltroncina.

Non provava nemmeno più a fermarlo, mentre l’uomo che continuava a masturbarla adesso lo faceva con più foga.

Le dita entravano e uscivano sempre velocemente dalla fica di mia moglie che si notava imperlata di umori.

Le sussurrò qualcosa all’orecchio che non riuscii a capire.

Adesso gli slip erano scesi alle caviglie.

Mi accorsi di avere una potente erezione e quasi senza accorgermene estrassi dai pantaloni il mio pene e inizia a masturbarmi.

Lo facevo mentre osservavo mia moglie in balia di quell’uomo, il suo corpo esposto, la sua intimità profanata.

L’uomo continuava a masturbarla con foga mentre le era addosso con suo corpo, la mano destra le stringeva la tetta.

Dei profondi sospiri e dei tremiti intensi mi avvertirono che l’uomo era riuscito a farla venire, più volte.

Le sue dita lucide e bagnate continuavano imperterrite ad uscire ed entrare dalla fica di mia moglie, mentre adesso anche quello seduto a suo fianco proruppe in un orgasmo schizzando un fiotto di liquido seminale proprio sulla coscia di Paola.

Al culmine dell’eccitazione chiusi gli occhi continuando a masturbarmi e dopo un po’ venni anche io in un intenso quanto sofferto orgasmo.

Quando mi ripresi e mi ricomposi rivolsi lo sguardo dove era seduta Paola … ma lei non c’era più.

Mi affrettai ad avvicinarmi alla sua poltroncina, spaziando con lo sguardo per tutta la sala.

Il suo posto e quello del signore al suo fianco erano vuoti.

Sulla sua poltroncina erano appoggiate le sue mutandine, ancora umide, e sopra stava un biglietto.

Presi il biglietto e vi lessi un indirizzo.

Mi affrettai verso l’uscita ma non vidi nessuno.

<<Non si preoccupi, il signor Umberto avrà accompagnato sua moglie a bere un drink…>, era la voce dell’altro tizio che era uscito dal cinema dopo di me.

Non riuscivo a credere alla situazione.

Non degnai quell’uomo di uno sguardo e senza indugio mi avviai alla mia macchina per raggiungere l’indirizzo scritto su quel biglietto.

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