Assaggi saffici

C’è stato un periodo in cui ho messo in discussione il mio orientamento sessuale, vuoi per curiosità, vuoi per noia.
Non ero addentro al mondo gay/lesbo e non sapevo nemmeno come entrarci. Come spesso accade, Internet venne in mio aiuto.
Mi creai un profilo in uno di questi siti per incontri, mettendo come specifica che cercavo una Lei e che ero curiosa di assaporare, senza impegno,l’amore saffico.
Non ci misi molto a trovare quella che, almeno esteticamente, rientrava nei miei gusti: mascolina, rossa, fisico asciutto ma morbido, senza forme femminili eccessive.

Ci incontrammo per bere un caffè e, una cosa tira l’altra, ci ritrovammo a fare più di una uscita, ma senza nessuna avance.
Lì scoprii la differenza sostanziale tra un rapporto di sesso etero e uno di sesso lesbo…ci deve essere più chè feeling.
Ad ogni incontro la mia curiosità aumentava. Volevo essere corteggiata da questa ragazza, accarezzata e baciata, volevo essere io l’oggetto dei suoi desideri.
Diventate amiche, una sera, ci ritrovammo a vedere un film a casa sua.

Avevo la testa poggiata sulla sua spalla e lei col braccio mi cingeva e la mano era all’altezza del mio seno. Durante la visione del film, ogni tanto, strusciava le mani sotto il reggiseno, una carezza appena accennata, che non faceva altro che infuocarmi ancora di più. Avevo il cuore a mille e mi chiedevo quando avrebbe fatto la prima mossa.
A fine film ancora non aveva fatto nulla, a parte le lievi carezze, e non sopportando oltre l’attesa, mi girai verso di lei.

Avevamo le labbra a pochi centimetri l’una dall’altra e non resistetti. Prima le diedi un lieve bacio a stampo sulle labbra morbide, poi con la lingua le carezzai tutte, scoprendole, gustandole. Ero padrona del gioco fino a chè non resistette neppure lei: mi baciò con veemenza, in maniera passionale e profonda, leccando e succhiando come se tra le labbra avesse una fica e non una bocca da baciare.
Con le mani scoprii il suo petto quasi puberale e ne accarezzai i capezzoli turgidi e dritti.

La voglia di leccarli mi mandò in estasi. Le bloccai le mani, mi misi sopra di lei e cominciai a leccarle il collo, la clavicola, scendendo sullo sterno. Leccai avidamente ogni curva del suo seno, accarezzando appena, con le labbra, i capezzoli.
La sentii gemere di desiderio e quando intrappolai il capezzolo tra i denti quasi si sciolse dal piacere. Che belli! Con la lingua seguii ogni angolino di quella piccola caramella dura, succhiandola e tirandola, a volte quasi a farle male.

Il suo bacino si muoveva involontariamente verso di me con mosse ritmiche, profonde.
Continuai a tenerle bloccate le mani con una sola delle mie e con l’altra le scostai le mutandine già fradice.
Che sensazione meravigliosa! Aveva una fichetta piccolina, quasi glabra, stretta e succosa. Con movimenti lenti e delicati le stuzzicai il clitoride già enorme di emozione, scendendo e prodigandomi in carezze lunghe e profonde tra le sue piccole e gonfie labbra.

Quando esplorai il suo ventre, con due dita, i gemiti si fecero infuocati. Con ritmo lento, seguendo i suoi movimenti, entravo e uscivo, aumentando le dita da infilarle sù per quella passerina succosa e mi fermavo un attimo prima del suo orgasmo. Doveva pur soffrire un poco.
Ci misi poco a farle raggiungere un orgasmo violento ma non ero ancora soddisfatta…volevo lei!
Senza che si riprendesse del tutto mi si mise addosso, spogliandomi con foga e buttandosi con voracità sulle mie grosse tette.

Ci sapeva fare con la lingua, sapeva quanto mordere, quanto baciare, quanto leccare. Le sue piccole mani delicate scesero a impossessarsi della mia fica ormai grondante e desiderosa di attenzioni. Ci andò non tanto delicata, cosa che apprezzai, anche se, e qui devo dirlo, continuo a preferire le mani “rozze” di un uomo.
Il piacere delle mani femminili è differente, comunque delicato e sottile. Quando scese per succhiarmi fino al midollo provai il vero piacere.

Sì, ci sapeva davvero fare con la bocca.
Raggiunsi un orgasmo delicato, quasi un sussurro, ma mi lasciò comunque soddisfatta. Rilassate dall’avventura ci accoccolammo per la notte, pronte, chissà, ad un secondo round il giorno dopo!.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *