Anna (by Anna Cantoni)

Come ogni mattina, la signora se ne stava al pc immersa nelle sue fantasticherie… Lei, così irreprensibile e raffinata nella vita reale di tutti i giorni, quando si perdeva nelle sue fantasie sadomaso diventava un’altra. Si eccitava nel leggere storie di ricatti, di stupri di gruppo, di torture, di donne umiliate, rapite e poi portate in luoghi irraggiungibili, in Arabia Saudita, nelle zone più impervie del Marocco, dell’Africa araba per essere vendute al mercato delle schiave.

Quindi sul suo pc transitavano foto sadomaso di ogni tipo, con donne costrette contro il loro volere a effettuare servizi sessuali a chicchessia, ad a****li, a negri…
Quel giorno la signora era come al solito intenta alle sue inconfessabili fantasie quando si alzò per cercare un libro della sua biblioteca segreta… un fascicolo di DoFantasy che si era procurata tramite internet. Trovatolo lo sfogliò senza accorgersi che il meccanismo salvaenergia del pc aveva spento temporaneamente lo schermo.

Fu allora che suonarono alla porta.
Subito M, una dei due domestici di casa, andò ad aprire: era Carla, una cara amica di famiglia, che si era trovata a passare di lì ed era salita a salutare la signora.
Questa, presa alla sprovvista, si alzò dalla poltroncina su cui stava assaporando quella sua eccitante lettura, dimenticando il pc acceso… proprio perché, a prima vista, sembrava spento. Richiuse la porta del suo studio e andò in salone per chiacchierare con l’amica.

S+R , l’altro domestico di casa, quello che faceva anche da autista e che era fisso (aveva un suo mini appartamentino con camera e bagno al piano superiore) dopo un po’ entrò nello studio per ritirare la tazza di caffè che aveva portato la mattina presto alla signora.
Nel prendere il vassoietto diede inavvertitamente un colpo al mouse e lo schermo di accese. S+R fu esterrefatto nel vedere la foto di una donna legata al soffitto e frustata da un paio di maschi, sotto, più in piccolo, la stessa donna veniva sodomizzata da uno dei due mentre sbocchinava l’altro
Si avvicinò al pc e scoprì che quelle foto erano state spedite dalla posta “privata” di Anna a un signore col nome in codice ([email protected] eccetera).

S serviva da anni in quella famiglia e, ora che i figli della signora si erano allontanati per vivere per conto proprio, la grande casa era quasi sempre semideserta. Da molto tempo guardava la signora… una donna assai piacente nonostante fosse sulla cinquantina… di belle forme… indossava sempre calze e, così indovinava lui, con reggicalze dato che ogni tanto ne notava il fermo che formava un impercettibile rigonfiamento sulle gonne, sempre corte e strette, della signora.

Da molto tempo la guardava e quel frutto “proibito” gli piaceva molto: se la immaginava, la signora, vestita da serva costretta a ubbidire a ogni sua voglia e, con quella visione, si masturbava. In pochi decimi di secondo capì che quella era una splendida occasione da non perdere. Tirò fuori il cellulare e fece una bella foto in cui si vedeva benissimo lo studio della signora con il pc aperto su due foto inequivocabilmente porche e sadomaso.

Poi prese nota dell’indirizzo mail dei signori con cui la signora dialogava. Poi, dalla mail della signora, inoltrò una lettera alla sua mail con quelle foto… in modo da memorizzare sul suo pc quell’indirizzo. Poi cancellò la mail e se ne tornò soddisfatto in cucina.
La giornata proseguì con il solito tran-tran. L’amica se ne andò, la signora tornò nel suo studio, e poi venne l’ora della colazione, e poi quella del pisolino della signora.

Infine, alle 17,30 M come tutti i giorni salutò e andò via. Ora S+R e la signora erano soli in casa. In genere verso le 7 e mezza/otto, il marito tornava a casa, ma quella sera aveva telefonato per dire che sarebbe andato a Roma per un paio di giorni.
S andò in camera sua e accese il pc. Poi inviò alla mail della signora le foto che aveva shittato col suo cellulare.

Poi richiuse il pc, scese di nuovo nella casa padronale e si avviò verso lo studio della signora.
Entrò senza bussare. La signora lo guardò spaventata: evidentemente aveva appena ricevuto la sua mail e non sapeva ancora bene come reagire.
“Buonasera. Ci sono novità? La vedo un po’ scossa… è successo qualcosa?” chiese guardando fisso la scollatura della signora e avvicinandosi lentamente a lei.
La signora stava immobile alla scrivania, visibilmente turbata.

S le si avvicinò sin quasi a toccarla. Poi, lentamente, tirò giù la zip dei pantaloni.
La signora lo guardò e balbettò… “Ma cosa fai S+R?”
S+R aprì la patta e ne fece uscire il membro grosso e duro. “Mi faccio pagare per il mio silenzio… un pompino mi sembra la giusta ricompensa per non aprir bocca col signore… né con altri… i suoi due figli, per esempio?”.
“Ma sei matto? Questo è un ricatto… io ti posso denunciare!”
“Sì… lei mi può denunciare… ma per che cosa? Perché io ho scoperto accidentalmente i suoi segreti sadomaso? Che io le abbia chiesto di farmi un pompino in cambio del mio silenzio non è invece documentabile… dia retta a me, signora… ora lei si mette in piedi, qui davanti a me e si toglie quella camicetta del cazzo… SUBITO”
La signora lo guardava impietrita.. il sudore freddo le chiudeva lo stomaco e sentiva brividi di paura per la schiena e le gambe.

Se quei suoi segreti fossero arrivati agli occhi del marito o dei figli sarebbe davvero stato un disastro…
Ma non aveva tempo per connettere… le sembrò per un attimo che forse cedere al momento al ricatto di S+R fosse la cosa migliore… avrebbe guadagnato tempo e pensato poi come venir fuori da quella faccenda… soldi ne aveva… avrebbe pagato… ecco, i soldi…
“Ok S, hai scoperto un mio segreto… ma io non faccio male a nessuno… sono anni che con mio marito le cose dal punto di vista sessuale vanno male… mi tiro un po’ su il morale… dài… capisco… tu hai bisogno di soldi e io ho bisogno di tranquillità… dimmi quanto vuoi e chiudiamo in amicizia la cosa… Va bene?” sorrise.

S la guardò con occhi crudeli. “Smettila di parlare. Alzati e spogliati. Non voglio soldi… voglio usarti come piace a me. ALZATI!!!! Non farmi incazzare… SVELTA”.
La signora fu colpita dal tono minaccioso e senza appello di S+R e si alzò. Poi iniziò a spogliarsi… sbottonò la camicetta, rimase con le tette nude. Guardò S+R.
“Adesso levati la gonna”. La signora ubbidì e apparve il reggicalze con le calze nere attaccate.

“Togliti gli slip, poi mettiti qui in ginocchio e toglimi le braghe, svelta… sfilami la cintura… servirà a farti capire chi è il padrone, adesso”
La signora, molto confusa e impaurita, non si accorse che S+R teneva nascosto in mano il cellulare e shittava qualche foto. Si chinò in ginocchio, sfilò la cintura dai pantaloni di S+R e poi glieli tolse. Il cazzo del rumeno si ergeva dritto e turgido con la sua enorme cappella protesa.

“Lecca.. comincia dalle palle e lecca bene… io terrò la bocca chiusa ma tu la terrai bene aperta… starò zitto ma tu devi leccare bene. ”
La signora cominciò a leccare con cura le palle pelose del rumeno.
Aveva da sempre una naturale predisposizione per il sesso orale e cercò di esercitare al meglio tale abilità. Leccò, succhiò, cazzo, palle, cappella, asta.
A un certo punto si rese conto che S+R stava per venire.

Lui infatti cominciò ad agitarsi, poi le prese la nuca e strappandole quasi i capelli le spinse il cazzo fino in gola… profondo…
“Bevi , mignotta!!! Bevi tutta la mia sborra!!! Non ne devi perdere nemmeno una goccia!! Guai a te se lo fai… succhia e bevi… ingoia!!!”
La signora ubbidì. La sborra entrava a spruzzi caldi nella sua bocca e subito lei la inghiottiva. Finalmente il cazzo di S+R si ammorbidì, S+R allentò la presa e lei poté liberarsi.

S si mise a ridere poi prese il cazzo, lo strizzò bene e fece cadere le ultime gocce di sborra rimaste nell’uretra sul pavimento.
“Leccale, zoccola… devi bere tutta la sborra che esce dal mio cazzo… TUTTA!!”
La signora si mise in ginocchio e cominciò a leccare… dopo qualche leccata la macchia a terra era sparita e cercò di rialzarsi.
La frustata arrivò violenta e precisa sulle tette. “Chi ti ha detto di smettere? Continua a leccare fino a che non mi torna duro… mi eccita vederti leccare il pavimento come una cagna .. LECCA!!!”
La signora ricominciò a leccare… dopo un po’ a S+R tornò il cazzo duro.

“Bene… è ora ti mettertelo nel culo” disse minaccioso.
La signora ebbe un soprassalto. “Questo no! Mai!! Mi sembra che tu stia esagerando…” replicò alzandosi da terra.
“Cagna!!” disse S+R prendendola a ceffoni e facendola cadere per terra. “Vuoi vedere quante foto ti ho fatto mentre me lo succhiavi, mentre ti spogliavi? Ora te le faccio vedere”… disse facendo scorrere sul cellulare le molte foto shittate… La signora sentì una forte stretta allo stomaco e un brivido ghiacciato che le percorreva la schiena.

Quelle foto erano la sua rovina!!!
“Cosa vuoi fare?” domandò con un filo di voce la signora.
“farle vedere a tuo marito, ai tuoi figli e a tutte le persone che conosci… se non fai esattamente quello che voglio, puttana… E ora io voglio incularti: Mettiti in ginocchio sulla sedia e mostrami bene il buco del culo poi lo apri con le tue mani da zoccola e aspetti che il mio cazzo te lo sfondi… chiaro?”
La signora cominciò a piangere… ma non aveva il coraggio di rifiutare… perciò si mise carponi sulla sedia e fece quello che S+R le aveva ordinato di fare.

“Brava zoccola! Adesso voglio che tu mi chieda, per favore, di incularti…”
La signora lo disse con un filo di voce…”Per favore inculami…”
La frustata arrivò violentissima sulle natiche, poi altre sulla schiena sempre più forti…”Lo devi dire a voce alta… lo devi urlare… devi supplicarmi… cagna!! Svelta… chiedi!!”
SLASH, SCIACKK, SLASH, SLASH.. il cuoio mordeva la pelle della poveretta che si contorceva dal male.
“Basta!! Basta!!! Ahhh .. per favore mi inculi…per favore mi inculi”
SLASH, SCIACKK, SLASH … S+R continuò a frustarla… “Devi chiamarmi padrone.. su ripeti!!” SLASH, SCIAKK SLASH
“Basta basta… per favore mi inculi padrone.. PER FAVORE MI INCULI PADRONE” gridò alla fine.

Seta smise di frustarla. Anna cominciò a singhiozzare sempre tenendo con le dita il buco del culo allargato, pronta all’oltraggio.
S appoggiò il cazzo sul buco poi cominciò a spingere con forza fino a stuprarla. Poi, sempre mentre Anna singhiozzava, cominciò a incularla ritmicamente… l’acchiappò per i capelli e si aiutò tirandosi a spingere il cazzo quanto più profondo poteva.
Su e giù su e giù… ogni tanto partiva una cinghiata sulla schiena… poi di nuovo la pompava senza pietà… “Ti piace eh, sgualdrina? Ti piace? Eh? Mi sa di sì… Ma non va bene che tu goda… tu devi solo soffrire, non godere… ora ci penso io!! Resta così… torno subito zoccola”
S andò in cucina, prese dal frigo un paio di peperoncini rossi e una zucchina e poi tornò dalla padrona.

Strofinò per bene i peperoncini rossi sulla zucchina e poi, lentamente, sodomizzò Anna con la zucchina. Dopo pochi secondi il peperoncino cominciò a farsi sentire. La poveraccia cominciò a contorcersi e a lamentarsi e a singhiozzare. “Non muoverti cagna… o giuro che i tuoi figli vedranno tutte le foto che ti ho fatto, queste comprese…” sibilò continuando a ruotare la zucchina nel culo. Poi tolse la zucchina dal culo e andò davanti ad Anna.

“Mettitela in bocca, zoccola”. Anna ubbidì piangendo a dirotto,
“Brava… adesso con le tue manine da troia infilami questo bel preservativo sul cazzo… ti devo inculare ancora e non vorrai che il peperoncino mi irriti il cazzo, no?”
Anna ubbidì sempre tenendo la zucchina in bocca… che cominciava a bruciarle anche la lingua… intanto il dolore al culo ingigantiva…
S ritornò dietro di lei e la sodomizzò di nuovo, con più foga di prima.

“Sì puttana… sììì mi piace spaccarti il culo… tra il cazzo e il peperoncino ti si infiammeranno ben bene le emorroidi… vedrai la prima volta che vai a cagare come sarà divertente… “ e mentre la minacciava continuava a incularla con foga.
Poi le sibilò “Mi piace vederti scopare da un cane… gli farai un bel pompino per farglielo venire duro e poi ti farai chiavare da lui… ho un mio amico che ha un bel cane danese… ora lo chiamo col cellulare.. sta qui vicino… sarà qui in un attimo…”
“NO NO!!! QUESTO MAI!!” urlò Anna sconvolta dall’idea.

“Oh sì che lo farai… lo farai eccome…” rise S+R mentre continuava a incularla.
Sborrò copiosamente nel preservativo. Poi estrasse il cazzo dal culo di Anna e le andò di nuovo davanti… tolse la zucchina e la sostituì con il preservativo rovesciato in modo che potesse inghiottire la sborra.
“Inghiotti la sborra e pulisci bene il preservativo… poi tienilo in bocca e masticalo… devi mandar giù ogni residuo di sborra… Ti stai divertendo eh, puttana?” Anna piangeva a dirotto…
Poi S+R tirò fuori il cellulare e chiamò l’amico… “Ciao Aziz… sì per quella cosa di cui ti ho parlato prima… sì, vieni su e porta Sansone… sì.. sesto piano.. citofona XXXX ti apriamo noi… A presto”
Anna faceva NO con la testa… “Questo non lo farò mai… dovrai uccidermi” singhiozzava.

“Oh, non ce ne sarà bisogno” sibilò S+R “Ora ti faccio vedere io chi comanda… sarà come con l’inculata.. ti farò pregare.. dovrai dire Per favore fami inculare da Sansone, per favore padrone… vedrai che spasso”
“Non lo farò mai” biascicò Anna che aveva la bocca occupata dal preservativo.
“Oh sì che lo farai… lo farai eccome… intanto mastica bene il preservativo… masticalo e rompilo coi tuoi denti da cagna… poi, quando lo avrai ridotto in pezzetti, mandalo pure giù… è plastica.. lo stomaco lo digerirà bene…”
Di lì a poco suonò il citofono.

Andò S+R e aprì il cancello del giardino d’ingresso. Dopo poco suonarono alla porta e S+R aprì anche quella. Anna vide arrivare Aziz, un negraccio puzzolente che teneva al guinzaglio un grosso cane danese bianco e nero.
“Saluta i tuoi nuovi padroni, Aziz e Sansone, mignotta!”.
Anna rimase in silenzio con gli occhi bassi.
“Sei diventata sorda?” disse S+R acchiappandola per i capelli e trascinandola verso i nuovi arrivati.
“No” rispose battagliera Anna, “te l’ho già detto… cose con a****li non ne farò mai”.

“È quello che vedremo, zoccola” disse S+R e prendendola per i capelli la trascinò di peso fino in bagno. Poi si fece dare da Aziz il paio di manette che gli aveva chiesto di portare con sé e le assicurò ai polsi di Anna che, nonostante una breve lotta, dovette indossarle. Poi attaccò Anna ai rubinetti della doccia, le mise in testa una cuffietta perché non le si bagnassero i capelli e alzò al massimo la temperatura dell’acqua calda.

Prese il “telefono” della doccia e aprì l’acqua bollente. Il getto di acqua bollente colpì Anna che cominciò a contorcersi dall’insopportabile dolore.
“AAAHHHHHHHH.. basta basta!!!” urlò disperata mentre l’acqua bollente le bruciava la pelle.
“Quando mi dirai che spompinerai il cane” rispose gelido S+R continuando a ustionarla.
L’acqua bollente le scottava le tette e le cosce facendola impazzire… “BASTA BASTA.. lo farò… lo farò” urlò Anna tra le lacrime.
S chiuse l’acqua mentre alla vista di quel dolore ad Aziz era venuta un’erezione spaventosa.

S trascinò fori dalla doccia Anna… “Mettiti un reggicalze e calze nuove, puttana… non ti voglio bagnata… svelta”.
Accompagnò Anna in camera sua, la fece rivestire con un intimo asciutto e notò le larghe chiazze rosse provocate dall’ustione che le macchiavano la pelle.
Anna tremava, S+R le mise al collo un collare e un guinzaglio. “Rimani in ginocchio, cagna… e andiamo a salutare il tuo padrone Aziz” e la trascinò fino al salone dove Aziz era in piedi con il cazzo ben in vista e una frusta in mano.

“Vieni qui davanti, cagna… prendimelo in bocca… voglio che me lo lecchi bene!!” disse il negro passando e ripassando la frusta sul palmo della mano.
Anna era ormai senza più volontà e ubbidì come una schiava.
Aziz la frustò con violenza. “Voglio che tu mi dica – Subito padrone Aziz – chiaro?”
“Sì padrone Aziz” balbettò Anna mentre S+R rideva.
Aziz si sedette sul divano e spiegò ad Anna che doveva spompinarlo mentre S+R si sarebbe occupato di farla contemporaneamente stuprare da Sansone.

Il cazzone di un bel negro in bocca e il cazzo di un cane nel culo… questo è il tuo antipasto per stasera” le sibilò S.
“Scusa Aziz” continuò poi “ma dobbiamo farle eccitare bene Sansone se vogliamo che lui se la inculi… toglitela momentanemente dal cazzo che le facciamo leccare cazzo e culo di Sansone”
Anna era sconvolta ma ricordava ancora il dolore delle ustioni con l’acqua bollente e si fece docilmente trascinare a fianco di Sansone
“Eccitalo, Anna… ti do un minuto… poi ti riporto sotto la doccia… usa mani e lingua, cagna!!”.

Anna, terrorizzata, si diede subito da fare… si mise sotto Sansone e cominciò a leccargli il cazzo… in pochi istanti il grosso cazzo di Sansone uscì dalla pelle e Anna lo succhiò.
“Calma… calma… c’è tempo… lo spompinerai più tardi per bere la sua sborra… m adesso devi solo eccitarlo perché te lo sbatta nella figa… torna a spompinare Aziz”
Anna tornò a succhiare il cazzo del negro mentre S+R aiutava Sansone a montare sulla groppa di Anna.

Il cane era eccitato e in breve cominciò a chiavare Anna.
S filmava la scena “Brava zoccola… dopo queste foto chiunque ti conosca penserà solo di sputarti in faccia… perderai per sempre i tuoi figli se non sarai DAVVERO ubbidiente con me. Ubbidirai a qualunque ordine puttana”
Nel frattempo Aziz aiutava Anna a suchiargli il cazzo fino in profondità acchiappandola per la nuca.
La scena era molto erotica e S+R aveva di nuovo il cazzo in fiamme.

“Sbrigatevi… che ho voglia di venirti in bocca anch io… Prima Aziz, poi me… poi Sansone ma non finisce qui.. stasera, dopo averci fatto divertire per bene, ti portiamo fuori a fare la troia… farai un po’ di pompini ai camionisti… e così ci darai un po’ di soldini… niente paura… ti venderemo per poco… 5 euro per un pompino, 10 per incularti… verranno a frotte…”.
Come promesso da S+R, Anna dovette bere la sborra di Aziz, poi quella di S+R e infine quella copiosa di Sansone.

Alla fine era disgustata ed esausta…Guardò con occhi supplichevoli il suo aguzzino in cerca di pietà.
“Noi adesso ci riposiamo un poco, troia! Dobbiamo ricaricare palle e cazzi… Noi riposeremo, ma tu no… puttana. Noi ci nascondiamo nella stranza di là per controllare che tu ubbidisca. Poi ti vesti con gonna cortissima, la più corta che hai, quella rossa (S+R conosceva tutto l’abbigliamento della padrona… o meglio della ex-padrona) e la camicetta nera trasparente, che terrai abbastanza slacciata.

Poi ti metti un bel rossetto rosso e poi citofoni al portiere… gli dici che sei sola in casa e che hai bisogno di cambiare una lampadina e che da sola non ti fidi a salire sulla scala… insomma lo inviti su… poi voglio che tu ti faccia stuprare… lo ecciterai ma farai la difficile… tira e molla tira e molla… voi donne siete maestre un questo gioco del cazzo… devi tirare la corda fino a che lui non si stanca di essere preso per il culo e ti salta addosso e ti stupra… e mentre ti incula noi veniamo fuori e gli diciamo che ha fatto bene e che ti abbiamo fotografato e che d’ora in avanti sarai anche la sua schiava sessuale… non avere paura… lui è un porco sadico…abbiamo parlato un po’ di volte giù in portineria di sesso… conosco i suoi gusti… e dopo che lo hai soddisfatto in OGNI MODO… si ricomincia con Sansone…
“Ma non preoccuparti… ho preso nota dei tizi con cui chattavi in mail… li contatterò uno per uno e gli dirò che sei in mio potere… mi potranno dire quello che vogliono che io ti faccia e io eseguirò i loro suggerimenti… poi, a quello che ti ha fatto soffrire di più, gli mandiamo il tuo nome e indirizzo… così può usarti di persona… che ne dici?”
Anna chinò la testa, sconfitta.

S+R andò al pc e si sedette. Aveva ancora il cazzo duro. “Prima di citofonare al portinaio, infilati sul mio uccello, troia, mentre scriviamo a qualcuno dei tuoi amici…”
Anna ubbidì. S+R cominciò a scorrere le persone con cui Anna chattava. “Mmmm… vediamo… questo qui sembra il tuo preferito, zoccola…Antonio… nome di guerriero… mmm ha una predilezione per le torture alle tette… bene bene… Aziz, vai in guardaroba e prendi due mollette per il bucato… per oggi andranno bene quelle, poi la troia andrà in un sex shop a comprare un po’ di roba”
Aziz tornò con le mollette.

S+R le posizionò sui capezzoli di Anna che mugulò dal dolore. “Zitta cagna!! Mmmm vedo che questo Antonio ci sa fare” disse leggendo la chat e guardando le foto. “Adesso scrivigli e spiegagli la situazione… digli che tutto quello che lui immagina io te lo farò… in diretta… Poi faremo lo stesso con gli alri due tizi con cui chatti… questo col nome stranissimo… è straniero?… e quest’altro con solo la sigla… Quello che ti farà soffrire di più avrà in premio te.

Gli darò nome e indirizzo e telefono… magari è uno che ha la casa libera… o uno scannatoio… e tu andrai da lui vestita da serva per essere denudata a strappo e usata in tutti i modi…”
Anna cominciò a scrivere a Antonio. Dopo un po’ si accese la lucina verde.
“Mentre chatti con lui vai su e giù sul mio cazzo” disse accendendosi una sigaretta… “se smetti anche per un solo secondo ti spegno la sigaretta sui capezzoli… chiaro?”
“Sì padrone” farfugliò Anna obbedendo.

Spiegò a Antonio la situazione e lui propose subito alcune torture con corde ruvide per strizzare le tette. “Lo farò” rispose Anna ma non abbiamo in casa una corda simile. La comprerò padrone”
Allora Antonio propose di prendere due cerchietti elastici, di tagliarli in modo da avere un solo filo elastico e di fissarli con un po’ di attack subito sotto il capezzolo. Quando la colla avrebbe preso bene, Anna mentre chattava avrebbe dovuto tirare gli elastici fino a tenderli moltissimo e poi rilasciarli di botto in modo da farli schioccare contro i capezzoli.

Anna ubbidì e S+R si divertì molto facendoli schioccare in continuazione…. “Buona idea!!” Sciackk sciackk sciackk… “Dai Aziz, prova anche tu… adesso se li tiene su fino a stasera… se li lascia appesi penzoloni fino alle 8 quando torna il marito… starà vestita da troia con le tette fuori e ogni volta che voglio prendo un capo dell’elastico… tito… tiro… tiro e poi zac! Lascio. Un’idea divertente… Brava Anna, un pompino che mi è tornato duro adesso saluta Antonio, fammi un pompino che mi è tornato duro e poi vestiti con gonna rossa e camicetta nera trasparente e citofona a Giuseppe… chissà che sapore ha la sua sborra… diventerai una buongustaia di sperma… Inginocchiati troia… prima il piacere poi il dovere… il piacere mio, è ovvio… inginocchiati e succhia!!!”

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