Al mercato

In fondo era già domenica. Ma ci sarei riuscita ad aspettare Martedì senza muovere gli eventi?
Giulia si era sdraiata sul lettino a pancia in giù indossando solo le mutandine del costume.
Era bellissima ammirarla così in tutto il suo splendore e in tutta la sua sensualità.
Teneva i piedi accavallati, posizione secondo me ancora più accattivante.
Si stava rilassando ed era stato per quello che la guardavo in silenzio.
Nel frattempo iniziavo a pensare come organizzare “l’uscita” con lei al mercato di Martedì.

Dove saremmo potute andare?
Nelle nostre camere era impossibile con i mariti in zona, in un’altra spiaggia anche se isolata non saremmo di sicuro state da sole, in un altro hotel sarebbe stato squallido aldilà della difficoltà a trovare una camera in zona, in auto non era giustificata la scusa di usarla visto che il mercato era vicinissimo da noi.
Nel frattempo con io immersa nei miei pensieri anche Raul era sceso in spiaggia.

Avevo notato il suo sguardo sul corpo e soprattutto sul culetto di Giulia coperto solo da un costumino abbastanza ridotto. La sensazione era stata quella che cercava di memorizzare nella sua mente l’immagine di Giulia sdraiata in quella posizione.
Ero stata io a distrarlo dicendogli che quel costumino l’aveva acquistato in un negozio in centro e gli avevo chiesto se volesse accompagnarmi per comprarne uno anch’io.
Aveva accettato subito e salutata Giulia c’eravamo recati in centro.

Volevo muovere gli eventi.
Raul non avrebbe mai osato a chiedermelo ma la sua fretta di andare a comprare quel costume io l’avevo interpretata non tanto come un atto di cortesia ma nella sua voglia di possedermi vestita così.
Strada facendo gli avevo detto che avevo notato i suoi sguardi per Giulia.
In un primo momento aveva detto che le era indifferente ma alla seconda proposta di comprare il costume, vestirmi come lei e farmi prendere da lui come se io fossi Giulia avevo notato il suo sguardo illuminarsi.

Avevo visto bene, l’idea gli piaceva ed era già eccitato dall’idea. Avesse saputo come lo ero io! Già mi sentivo la passerotta bagnata.
Avevamo acquistato il costume, senza neppure provarlo ed eravamo rientrati subito in hotel senza ripassare dalla spiaggia.
Saliti in camera avevo chiesto a Raul di indossare solo dei boxer e fare finta che il letto fosse la spiaggia. Ma soprattutto che doveva chiamarmi Giulia.
Ero uscita dal bagno indossando solo il costumino, una bandana, anche per coprire il colore diverso dei capelli ed un paio di occhiali da sole.

Praticamente identica a Giulia.
Gli stava venendo un coccolone quando mi aveva vista, quel costume ridottissimo mi stava bene.
“Ciao Raul, sei da solo? Non c’è Laura?” Già immedesimata nel personaggio.
“No, non scende oggi”
Mi ero sdraiata di fianco a lui mettendo un asciugamano sul letto come si usa fare sul lettino della spiaggia.
Mi ero distesa a pancia in giù con il culetto in aria, tolta il reggiseno del costume e soprattutto avevo accavallato in piedi.

Raul era già eccitato. Sotto i boxer si notava già il gonfiore del suo serpentello.
“Mi metteresti la crema sulla schiena per favore?”
Raul non si era fatto ripetere due volte la proposta.
“Fai attenzione a non sporcarmi il costumino nuovo, anzi per non rischiare abbassamelo leggermente” ma non gli avevo dato il tempo, me li ero abbassati io scoprendo una buona parte del culetto.
“Ma Giulia, qui in spiaggia ci vedono, cosa ne dici se noleggiassimo un pedalò e andassimo al largo”?
Ecco come tirarsi la zappa sui piedi da soli.

Non avevo pensato al pedalò per mia “uscita”con Giulia.
Mi veniva da sorridere. Raul senza volerlo mi aveva dato la soluzione.
“Ma certo ottima idea Raul”
Ero rimasta in quella posizione facendo già finta di trovarci già entrambi sul pedalò.
“Adesso qui al largo potremmo anche spogliarci completamente, cosa ne dici”? Gli avevo proposto.
“No tu rimani così. Potrebbe sempre passare qualche motoscafo in zona, meglio essere pronti a rivestirci” era stata la sua risposta.

Lui si era tolto tutto ma evidentemente vedere me con il culetto in aria le mutandine abbassate gli ricordava Giulia e la sua eccitazione era maggiore.
Poche volte avevo visto Raul o meglio il suo serpentello in quello stato di eccitazione.
La mia passerotta ormai emanava un odore di sesso, era bagnatissima, sollecitata anche dalle mie dita che nel frattempo avevano iniziato a sfarfugliarla.
Impazzivo dal piacere mentre Raul, che si era messo a cavalcioni su di me, mi allargava le chiappe e successivamente e le sue dita mi frullava la passerotta.

Massimo godimento quando aveva sostituito le sue dita il suo serpentello duro come il marmo.
Me lo strofinava ovunque prima di prendermi.
Secondo me gli piaceva prolungare quei momenti, probabilmente perché era eccitato dall’idea di vedere Giulia nuda immaginando il suo serpentello tra le labbra della sua passerotta.
Ormai ci eravamo immedesimati al gioco.
Mi chiavava Giulia, mi diceva “Giulia sei bellissima, mi fai impazzire”
Raul non aveva cambiato la posizione.

Ero rimasta sempre con il costume abbassato a metà gamba.
Lui ogni tanto si staccava, mi rivestiva dicendomi che si stava avvicinando un motoscafo, di restare ferma, che ci avrebbero visti per iniziare di nuovo subito dopo.
Si eccitava alzarmi ed abbassarmi le mutandine.
Provavo piacere in tutto ciò. Le fantasie di Raul erano le mie. Avevo voglia di vedere Giulia nuda, poterla spogliare. Il desiderio di realizzare quello che la mia mente aveva memorizzato.

Saremmo rimasti tutta la notte, ma si era fatto tardi ed avevamo fame. Usciti per una pizza veloce in locale aperto fino tardi era o rientrati e stancamente eravamo andati a nanna.
La mattina seguente eravamo scesi in spiaggia come al solito tardi e Giulia era già li.
La prima cosa che mi aveva chiesto era stata se avessi acquistato il costume e cosa avevamo fatto la sera prima dal momento che non ci aveva visto.

Non so perché ma le avevo raccontato tutto filo per segno quello che era accaduto.
Si era eccitata mentre le raccontavo che io mi ero vestita come lei e che Raul mi aveva presa pensando di farlo con lei.
“Grande l’idea del pedalò” aveva risposto e continuato ‘Sai una cosa, mi piacerebbe essere presa così. Magari pensando che sia Raul a prendermi mentre in realtà sei tu. Da una parte mi aiuterebbe a superare l’insicurezza della prima volta con una donna.

Se invece lo facessi pensando che tu fossi un uomo forse mi aiuterebbe. Cosa ne dici”?
Ero rimasta sorpresa da tale proposta. Giulia sapeva sorprendermi sempre.
“Cosa ne dico? Ho già la passerotta bagnata dall’idea e non credo di res****re fino a domani”
C’era complicità eravamo eccitate dall’idea. Perché aspettare il mercato. Dovevamo inventarci qualcosa.
“Devo fare pipì. Ma non mi va di andare nei bagni della spiaggia. Mi accompagni su in camera”?
Aveva proposto Giulia.

Ecco la scusa buona.
C’eravamo allontanate frettolosamente per recarci nel suo hotel.
Avevo il cuore che mi batteva a mille. Per la prima volta saremmo state da sole.
“Non ti dispiace questa cosa vero vero? Non ti da fastidio vero”? Aveva chiesto mentre eravamo in attesa dell’ascensore.
“Intendi coinvolgere Raul nei pensieri? Assolutamente no, anzi lo trovo eccitante”
In ascensore avevo tentato un primo approccio ma si era voltata di spalle.

Come se volesse evitare un contatto frontale, che la baciassi insomma.
Mi aveva chiesto di aspettare.
Appena entrate in camera avevo riprovato, non avevamo molto tempo.
Anche stavolta aveva evitato il contatto frontale e si era voltata di spalle.
L’avevo abbracciata da dietro ed iniziato ad accarezzarle il seno senza scoprirlo.
La sentivo già sospirare sempre più forte dal piacere.
Le avevo alzato il copricostume e le mie dita lentamente entravano nel suo costumino.

Era completamente rasata da poco, pelle liscia, morbida, molto eccitante.
Si lasciava andare con le mie dita ormai tra le labbra della passerotta. Era già bagnata. Le dita scivolano nel suo interno ma era rimasta poco in quella posizione anche se le piaceva.
Voleva essere presa nella posizione sdraiata con il culetto scoperto e mutandine a metà gamba.
Si era infatti distesa sul letto accavallando i piedi.
Non vedevo l’ora di abbassarle mutandine del costume, di scoprirla.

Ma facevo tutto lentamente, volevo godermi più a lungo possibile quei momenti. Scoprirle ogni centimetro della sua pelle.
Giulia era eccitatissima ed era cosciente che non avevamo molto tempo e mi chiedeva di prenderla così.
“Dai Raul prendimi”
La guardavo, era davvero bella. Un culetto fantastico, finalmente nudo davanti ai miei occhi.
Un contrasto con l’abbronzatura che ne risaltava ancora di più le sue splendide forme.
Una pelle bianca, morbida, fresca ancora da ragazzina.

Ma ero un po’ in difficoltà. Come avrei fatto a prenderla?
Avevo provato ad infilarle le dita nella passerotta ma Giulia continuava a chiedermi di prenderla chiamandomi Raul.
Ma io non sapevo come.
Mi ero guardata in giro e la mia attenzione era ricaduta su una spazzola per capelli con un manico di forma fallica lasciata su un tavolino davanti ad uno specchio.
Mi ero staccata da lei solo il tempo necessario per allungarmi
“Ma adesso prendimi però, non resisto più, dai Raul prendimi” restando sempre in quella posizione.

Ero a cavalcioni su di lei mentre con le le dita di una mano allargavo le chiappe di quel fantastico culetto.
Scendendo le allargavo le labbra di una passerotta ormai impaziente di essere penetrata.
Con l’altra mano le avevo puntato il manico della spazzola tra quelle labbra. Lei spingeva il suo bacino in alto, segno di accelerare l’introduzione.
Mi piaceva vederla così ma dopo ripetuti prendimi e dopo averle strofinato le labbra un paio di volte avevo iniziato a spingere il manico della spazzola delicatamente dentro la passerotta.

Il manico era scivolato completamente nella passerotta. Bagnata com’era scivolava benissimo. Ogni volta che lo spingevo dentro sembrava come se venisse inghiottito.
Continuavo a farlo scivolare su e giù ed ogni volta cercavo di spingerlo più in fondo.
Giulia stava impazzendo. Spingeva i suoi fianchi verso di me per sentirlo ancora più in fondo.
Mi piaceva penetrarla e sentirla godere in quel modo.
Avrebbe sicuramente voluto stare così più tempo.

Aveva avuto un orgasmo interminabile. Gridava al punto che ero stata io a dirle di non gridare forte.
Ma non c’era molto tempo e come frettolosamente si era fatta spogliare altrettanto aveva fatto nel ricomporsi per scendere
Non aveva neanche fatto caso che io ero rimasta vestita e all’asciutto.
Ma andava bene così, anche se mi sarebbe piaciuto di essere toccata.
Ero rimasta con la voglia insomma.
Se ne era accorta solo dopo, nel pomeriggio quando eravamo rimaste da sole in spiaggia per una mezz’oretta.

Si era scusata dicendomi che era talmente partita di testa da non capire più niente. Di perdonarla che era stata egoista nei miei confronti. Di capire la sua titubanza a starmi di fronte ma era la sua prima volta con una donna. Aveva però promesso che si sarebbe fatta perdonare domani sul pedalò.
Stavamo organizzato tutto.
“Devo ricordarmi di portare la spazzola”aveva detto sorridendo.
“Nel caso potremmo sempre passare dal fruttivendolo” le avevo risposto.

Non c’eravamo volutamente viste la sera, Raul voleva andare a cena in un locale in un’altra località e c’eravamo salutate con il classico “a domani”
Era stato Raul a sconvolgere i nostri piani o almeno a provarci.
Seduti al tavolo per la cena mi aveva chiesto che gli sarebbe piaciuto venire al mercato con noi.
Mi aveva colto di sorpresa la sua richiesta.
“Ti piacerebbe vero? O ti piacerebbe di più portarci entrambe sul pedalò? Pensa alla vista di due culetti scoperti.

” Avevo risposto ironizzando e poi in modo più imperativo “Lasciaci un po di libertà tra donne”
“Scusa ma dai proviamo almeno per gioco, adesso che torniamo in hotel potresti fare un po’ Giulia e un po’ Laura. Mi piacerebbe con il pensiero e la fantasia di potervi prendere entrambe contemporaneamente”
Ci stava prendendo gusto.
Ma alla fine ero io che me li godevo tutti.
Tornati in hotel Raul aveva voluto mettere in pratica la sua fantasia di prenderci entrambe sul pedalò.

Avevo notato che mi sentivo più eccitata quando mi prendeva come Giulia.
L’idea di vederlo mentre la prendeva mi cambiava i parametri.
Avevo iniziato a pensarci e proporlo veramente.
Ma Giulia avrebbe accettato un rapporto vero con Raul?
Ero convinta che sicuramente a Giulia non le sarebbe dispiaciuta la cosa.
Era attratta da Raul, dal un personaggio completamente diverso di suo marito.
Ma come avrebbe reagito alla proposta.

Ci sarei riuscita io a vederlo con un’altra dal vivo?
Erano solo pensieri, ma pensieri che diventavano sempre più assillanti.
In fondo pensavo chi la vede più Giulia una volta tornati a casa.
Ero torturata da quella idea che mi eccitava e prendeva sempre più forma.
Sarei stata anche curiosa di scoprire con chi delle due si fosse approcciato per prima.
Avrò cambiato idea non so quante volte quella notte e alla fine avevo deciso di rimandare a domani cosa fare.

Trasgressione o razionalità?
Laura.

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