Al mare con una coppia di amici! 03

Io e Luca uscimmo dal bagno, rilassati ed appagati. La doccia insieme si era rivelata un momento di intensa magica passione. Non spiegammo nulla alle ragazze, ma loro capirono che qualcosa tra noi era successo.

Il pranzo ci permise di recuperare le forze: bistecche di pollo e patate fritte, contornate da un’insalata mista e formaggi sardi. La nostra vacanza stava quasi per finire, ma noi eravamo contenti e spensierati.

Io:”Ragazzi, quando torneremo a casa, continueremo a vederci vero? Cioè, oltre che come al solito, anche in privato?”
Claudia:”Ma certo Mattia..! Dove la troviamo un’altra coppia di porcellini come voi due?”

Ridemmo divertiti.

Parlando con loro capii che io e Giulia eravamo le prime due persone che facevano sesso insieme ad essi, quindi il nostro legame era davvero speciale. Non si trattava di semplice attrazione fisica, ne tantomeno amicizia. Parlare di amore è esagerato. Una via di mezzo. Nessuno di noi sapeva per certo come chiamare il nostro feeling.

In quei giorni avevo capito quanto mi piacesse Luca, il suo cazzone e soprattutto il suo culo.

Allo stesso tempo adoravo bombarmi la sua ragazza e anche scopare tutti insieme. Le tre persone con cui sedevo a tavola mi deliziavano immensamente.

Il mio arnese era allo stremo; difficilmente si induriva ancora, figuriamoci vederlo completamente eretto. Le ininterrotte scopate mi avevano ridotto così, per un po’ dovevo farlo riposare.

Quel pomeriggio la pioggia diminuì di intensità, ma continuò per molto tempo. Il sole si mostrava ogni tanto, pallido.

Noi ragazzi uscimmo alle 14. 00 per andare a vedere la partita al bar del paese. Un’amichevole estiva tra Juventus e Newcastle. La maggioranza delle persone nel locale tifava ovviamente Cagliari, perciò si trovavano li solo per passatempo, dato anche il tempaccio. La birra scorreva a fiumi e noi non ci tiravamo indietro.

La Juve fece una figuraccia, incassò 5 gol e gli avversari portarono facilmente a casa la partita. Leggermente delusi io e Luca tornammo a casa dopo le quattro.

Entrammo e subito ci spogliammo mentre criticavamo la nostra squadra del cuore.

Io:”Dovevamo vendere Pogba, cazzo! Hai visto che partita di merda ha fatto oggi?!!”
Luca:”E’ già da buttare! Fino alla settimana scorsa valeva 100 milioni, ora non lo vuole più nessuno!”

Sentimmo dei gemiti inequivocabili. Scambiammo un rapido sguardo per poi precipitarci, cercando di non far troppo rumore, verso la camera da letto. La porta era mezza aperta e lo spettacolo che ci si parò davanti era magnifico: le nostre ragazze erano impegnate in un focoso sessantanove, i plug nel culo, le lingue lavoravano frenetiche, i corpi che si muovevano ansanti, gemiti si alzavano dalle loro gole e dita che massaggiavano tette e culi.

Restammo fermi a guardarle per almeno 5 minuti, i cazzi si alzarono maestosi alla vista delle fanciulle.

Quando entrammo, eccitati, le ragazze ci guardarono per un secondo e poi tornarono a darsi piacere. Noi sedemmo sul letto, per gustarci da vicino lo show. Guardarle mentre si leccavano a vicenda mi piacque moltissimo. Afferrai il grosso cazzo di Luca e cominciai a menarlo lentamente, altrettanto fece lui. L’arnese era duro ma non troppo, facilmente maneggiabile e sensibile alle mie carezze.

Il mio pene mi faceva un po’ male ma non potevo rifiutare una sega fatta dall’amico!

Le donne si sistemarono sul letto e Giulia prese a succhiare le grosse mammelle dell’altra, mentre le infilava due dita in figa. Claudia godeva un sacco, urlava il suo piacere, premeva la testa della mia ragazza sul seno, voleva sentirla succhiare più forte! La ragazza scese e cominciò a leccarle la figa, bagnatissima, un dito lavorava dentro di lei.

Claudia si stringeva le tette e strabuzzava gli occhi godendo come una maiala. Dopo pochi secondi venne copiosamente e urlò di gioia mentre Giulia continuava a leccarle il clitoride fino ad esaurimento dell’orgasmo.

Si guardarono negli occhi e si baciarono dolcemente. Queste scene stavano eccitando moltissimo me e Luca che ancora con i cazzi in mano ci masturbavamo a vicenda. Anche tra noi shiturì un bacio intenso, le lingue danzano tra le nostre bocche e i nostri culi furono riempiti da un dito dell’altro.

Ora avevo il cazzo durissimo.

Le donne nel frattempo si erano scambiate i ruoli, Giulia si stese e iniziò a gustarsi le attenzioni dell’amica che aveva preso a leccarle il collo, mordere le spalle e succhiare i capezzoli. Claudia si mise più in basso e iniziò a leccare la figa, stuzzicando bene il clitoride, mentre due dita lavoravano nella vagina.

Luca ed io non resistemmo più. Dopo esserci messi d’accordo, ci avvicinammo a Giulia che continuava a tremare di lussuria, e iniziammo a masturbarci furiosamente sul suo viso, io alla sua destra e Luca a sinistra.

Venimmo insieme, puntando i cazzi alla faccia della ragazza, la riempimmo di sperma. Una moltitudine di schizzi la colpi sul naso, sugli occhi e sulla bocca aperta. Subito dopo anche lei urlò il suo piacere e venne in un orgasmo potente.

Quella notte dormimmo insieme, tutti e quattro abbracciati. L’ultima notte in Sardegna.
Il giorno successivo partimmo per tornare a casa. Tristi per la fine dell’avventura ma contenti per le esperienze vissute.

Inizio settembre. Giulia mi aveva abbandonato per un viaggio-studio che durava due settimane ed io non potei far altro che lasciarla andare, sperando che il tempo passasse in fretta.
Dopo una settimana di astinenza dal sesso e dalla masturbazione, iniziai a ripensare ai bellissimi momenti passati in Sardegna con gli amici, a quell’eccitazione e quella lussuria che ci ha permesso di raggiungere l’apice del piacere. Steso a letto, iniziai a sfogliare le foto di Claudia presenti su tutti i social, soffermandomi su quelle dov’era in costume; una in particolare mi eccitò parecchio: la ritraeva in piedi sul terrazzo, di schiena, con un tanga quasi invisibile tra le stupende chiappe e soprattutto era senza reggiseno.

Mi spogliai e presi in mano il cazzo già eretto, deciso e rassegnato a spararmi un segone. Il sangue correva nelle vene e la voglia cresceva osservando quella foto così sexy. Ripensai a poco tempo prima, quando sulle spiagge sarde mi stavo scopando quel culo splendido, e all’improvviso la mano si fermò, assieme ai miei pensieri.
Me l’ero già scopata, perchè non rifarlo invece di accontentarmi di una stupida sega? La chiamai.

Claudia: “Hei, ciao!! Come stai?”
Io:”Hei, bene dai e tu? Giulia è partita e mi ha lasciato qui tutto solo!”
Claudia:”Ah mi spiace…dai non manca molto perchè torni!”
Io:”Si…ehm, mi chiedevo, non so, se era possibile magari venire a trovarti…”
Claudia:”Beh, certo che puoi venire a trovarmi!”
Io:”Ho visto quella tua nuova foto dove sei praticamente nuda e mi è venuta un’estrema voglia di rivivere l’esperienza con te…hai capito, no?”
Claudia:”Ah, ahah, ora capisco! Mi fa piacere e sai che io non avrei problemi.

Devo però chiedere a Luca, e poi ti faccio sapere, va bene!?”
Io:”Ah, certo Luca, va bene, anzi se pensi che non sia il caso lasciamo stare…”
Claudia:”Ma no scemo, ti scrivo più tardi, ciao!”

Luca cazzo! Non avevo minimamente considerato che la ragazza avesse intenzione di chiedere il permesso al fidanzato, non dopo le scopate fatte in Sardegna.
Rimasi in attesa con l’uccello in mano, perennemente eccitato, sperando in una risposta positiva da parte dell’amico.

Dieci minuti più tardi arrivò un sms da parte di Claudia: “Luca è d’accordo, vieni domani mattina alle 10. 00, buonanotte :*”.
Mi feci una doccia ghiacciata per sbollire la voglia, ma con scarsi risultati. Dormire non fu affatto facile quella notte.

Mi presentai alle 10 in punto alla porta di Claudia, voglioso ma allo stesso tempo imbarazzato per la situazione quasi assurda.

Claudia:”Buongiorno!” Mi sorrise aprendo l’uscio e ricambiai il saluto con piacere vedendo quelle sue guance paffutelle ma soprattutto notando che era nuda, tranne per il sottile perizoma nero, proprio come nella foto.

Mi fece entrare ed accomodare sul divano, si sedette vicino a me con le tette che sobbalzavano felici.

Claudia:”Come stai? Sai che mi sei mancato parecchio?” Mi chiese mentre afferrava i lembi della maglietta e me la toglieva.
Io:”Ah bene bene ora che sono qui e ti vedo! Cavolo che accoglienza calorosa” Risi.
Claudia:”Sai, aspettavo proprio una tua chiamata, non ho mai dimenticato i vari giochi fatti da noi quattro” Si mise di fronte a me e prendendo l’elastico degli shorts mi tolse tutto, mutande comprese.

Io:”Cazzo, si, anche io non faccio altro che ripensarci, sei bellissima” Il cazzo svettava tra le mie gambe.

Claudia tornò al mio fianco e lo prese in mano, guardandomi negli occhi, era felice e soddisfatta. Osservava il movimento della mano sull’asta che lentamente scivolava prima su e poi giù. Ero già in paradiso: quella bellissima ragazza, così porca, con quel seno eccezionale che mi masturbava lentamente e la voglia cresceva.

“E così vuoi farti la mia ragazza senza invitarmi, pezzo di merda!” Una voce aspra stracciò il silenzio e l’eccitazione del momento.

Luca era entrato in salotto, completamente nudo con l’uccellone che si muoveva moscio tra le gambe ad ogni passo; sedette sulla poltrona vicino a noi e rimase a guardarmi serio.

Io:”Oh, ciao Luca, ah beh, pensavo tu fossi d’accordo!” Guardai Claudia e poi Luca e poi ancora Claudia, preoccupato e stupito.
Luca:”Sono d’accordo infatti, ma noi abbiamo deciso di voler divertirci entrambi con te!” Un largo sorriso si dipinse sul volto dell’amico, a scoprire i denti bianchi.

Io:”Cazzo si, sarebbe fantastico!” Risposi titubante ma sollevato dalla svolta.
Luca:”Ti sei già dimenticato della doccia in Sardegna? Pensavamo di divertirci con te ma a modo nostro!”
Io:”Direi di no, non potrei mai dimenticare tutto quello che è successo in vacanza! Beh a me sta bene, so che mi farete divertire parecchio!” Ero contento.
Luca:”Fantastico! Vedi quell’oggetto a terra, là in fondo? Ti ci devi sedere sopra!”

Indicava il pavimento, in un angolo della stanza: un grosso dildo era eretto al centro di una mattonella, attaccato con una ventosa.

Lo guardai preoccupato. Luca si alzò e si avvicinò, sussurrandomi all’orecchio: “Non preoccuparti, ti diamo una mano noi, mettiti a pecorina”.
Subito ascoltai il consiglio dell’amico e mi misi a quattro zampe sul divano, lui si sedette proprio di fronte a me, impugnando il pene mezzo duro e facendomi cenno di avvicinare il viso.
Gli sorrisi divertito dalla situazione ed aprii la bocca per accogliere lo stupendo arnese; in tre secondi di leccate sulla cappella ed era completamente eretto, morbido e succoso sul palato, duro nella sua interezza e forte, carico di erotica tensione, profumava di limone.

Nel frattempo sentivo Claudia muoversi dietro di me, accucciato come’ero immaginavo già cosa stava per farmi. Sentii un rivolo freddo scivolarmi tra le chiappe e subito dopo due dita che mi accarezzavano la rosellina scura e rilassata.

Affondai il viso nelle grosse palle di Luca, completamente prive di peli e leccai tutto, le presi in bocca prima una poi l’altra, succhiando lievemente. Erano grosse, pesanti, piene di bianchissimo sperma caldo.

Di colpo avertii un dito della ragazza farsi strada dentro di me, piano piano, fino in fondo, per poi tornare fuori, e poi ancora dentro lentamente. Inebriato dalla sensazione ripresi tra le labbra il cazzo durissimo e iniziai un pompino vero e proprio, cercando di far provare più piacere possibile a Luca che oramai ansimava voglioso.
Ed ecco il vuoto nel mio sfintere, lubrificato a dovere, subito riempito da qualcosa di freddo, metallico ma di misure accettabili, che senza fretta si insinuava dentro di me provocandomi un estremo godimento.

Claudia ci sapeva fare col mio culo; con il dildo procedeva alla penetrazione, aumentando progressivamente la velocità.
Il cazzo mi scivolava tra le fauci rapido, il ragazzo mi aveva preso per la testa ed iniziato a scopare quasi violentemente facendomi sbattere i coglioni sul mento su cui colavano fiumi di saliva che non riuscivo a contenere. Lo sentivo contrarsi sulla lingua, era giunto il momento. Mi colpì in gola potente, irrefrenabile, uno schizzo, poi un altro e non si fermava nel scoparmi.

Lo sentivo dolce e salato, aspro e amaro e fino a che l’ultima goccia non fu spruzzata nella mia cavità orale, l’uccello non uscì. Luca mi chiuse le labbra subito dopo divertito, guardandomi negli occhi e soddisfatto per l’abbondante sborrata. Ero pieno di sperma ma non ci pensai due volte e mandai giù tutto, troppo eccitato da quello che mi stavano facendo. Tra le gambe la mia voglia era palese.

Claudia estrasse definitivamente il dildo e mi fece alzare in piedi, ancora scombussolato.

Mi afferrò per la nuca e mi baciò con passione, ficcandomi la lingua in bocca. Risposi appassionatamente palpandole il culo perfetto, così sodo e morbido allo stesso tempo.

Claudia:”Adesso sei pronto. ” Disse seria, indicando il grosso dildo a terra. Non vedevo l’ora di provarlo!
Claudia mi accompagnò ancheggiando verso l’angolo della stanza, prendendomi per mano come una valletta di un programma tv. Era bellissima, i seni che dondolavano liberi ad ogni suo passo ed il mio uccello li imitava sballottato tra le gambe, perennemente in tiro.

Mi avvicinai al grosso cazzo di plastica saldamente piantato a terra e un certo timore si fece strada nella mia mente. Non avevo mai preso nulla di simile, saranno stati 18 cm di lunghezza e 14 di circonferenza.

Claudia:”Sei pronto tesoro?”

Disse toccandomi un gluteo e osservando la mia espressione preoccupata.

Io:”Non proprio…”

Prese il lubrificante e ne versò in abbondanza sul fallo e poi con la mano direttamente sul mio orifizio, ancora aperto dopo il trattamento a pecorina.

Luca:”Forza, siediti sopra. Se riesci a godere e a eiaculare usando solamente quello, potrai scoparti il culetto di Claudia”

Wow. Anale con quella ragazza stupenda. Lo volevo. Il membro, sentendo quelle parole, ebbe un sussulto. Per rendere ancora più concreta la proposta, l’amica si girò di spalle chinandosi e aprendo le chiappe formose. La sua rosellina saltò fuori allegra, contraendosi e facendomi eccitare all’inverosimile.

Mi abbassai avvicinando il culo all’arnese.

Con lentezza inserii la cappella, enorme, mi fece male per un attimo. Calai leggermente, ormai inginocchiato a prendere quel cazzo finto in culo, come una vera puttana. Sentivo le venature e la circonferenza che aumentava leggermente. Piano piano e senza fermarmi, con un po’ di dolore, riuscii a infilarlo tutto, fino alla radice.
Mi bloccai così, a cazzo duro e ritto, con un dildo piantato dentro, ed osservai i miei spettatori.

Lei era di lato a me e osservava attentamente il mio culo, quasi meravigliata che fossi riuscito a sedermici sopra.

Luca invece, sulla poltrona di fronte, mi guardava contento toccandosi con piacere.
Cominciai a muovermi su quel coso, sentendolo scivolare abilmente grazie al gel abbondante. Tutte le irregolarità plastiche riuscivo a captarle sull’ano godendo della sensazione.
Aumentai la velocita, facendo forza sulle ginocchia a terra e muovendo su e giù il bacino. Mi stava piacendo sempre di più. Il mio pene però invece che restare dritto e eretto si ammosciò, ma il piacere continuò a pervadermi intensamente.

Non sapevo se sarei riuscito a venire con quel sistema, ma se prima la cosa mi sembrava difficile, ora la credevo più fattibile.
Le chiappe saltavano sul quel dildo sempre più frenetiche, lo sentivo penetrante nelle pareti dell’intestino e stavo godendo come mai avrei immaginato.

Improvvisamente venni distratto dalla coppia che in un cenno d’assenso si posizionarono davanti a me, ad un metro di distanza, lei a 90 e lui dietro.

Mi guardavano con attenzione mentre scopavano, i loro occhi lussuriosi passavano dal mio viso al mio pene mollo saltellante al fallo che spariva in me.

La grossa cappella mi stimolava all’interno, provocando brividi incontrollabili di pura goduria.
Claudia gemeva sotto i colpi del fidanzato, e inconsciamente ero io a godere del cazzo di Luca. Mi immedesimai nella ragazza, sentendo esattamente ogni spinta nel mio sfintere, sempre più largo, sempre più affamato.

Un bellissimo uccello di carne, lo stupendo arnese del mio amico mi stava fottendo, lo sentivo dentro pulsante, pronto a sborrarmi in culo.
I gemiti della giovane divennero i miei, lei che mi guardava boccheggiando e chiedendo di essere scopata ancora più forte, ancora più veloce.
Lui pure mi guardava, tronfio, i muscoli tesi del petto e delle braccia, impegnati nell’amplesso, e il pene che entrava ed usciva senza sosta, irrefrenabile come un pistone.

Mi sentii strano…sentivo l’avvicinarsi del culmine del piacere, ma contemporaneamente una sensazione diversa, mai provata prima. L’istinto, o forse il desiderio, mi consigliarono di proseguire e lasciarmi andare alla lussuria.

Aumentai ulteriormente la velocità e la forza con cui mi lasciavo cadere su quel pezzo di plastica, ed eccolo, improvviso, un orgasmo devastante.
Il cazzo moscio cominciò a buttar fuori sperma, seme liquido che uscì rapidamente, e il piacere mi pervase.

Emettei senza accorgermene un verso gutturale, mi si spalancarono gli occhi ed aprii la bocca. Non riuscivo a respirare. Ogni mia cellula era impegnata ad assaporare la goduria.

Dopo non so quanto tempo mi accasciai a terra, distrutto. Respiravo affannosamente per recuperare in fretta l’ossigeno smarrito e non riuscivo ad aprire gli occhi.
La voglia, il desiderio, la passione, erano spariti, sparsi sul pavimento col mio seme.
Si fece strada dentro di me la vergogna.

Avevo goduto dal culo.

Alcune mani mi presero dalle ascelle e cercarono di sollevarmi. Sentii ancora dentro il dildo che premeva e faceva malissimo. Li aiutai e mi alzai piano, facendolo uscire completamente.
Luca e Claudia si sedettero con me sul divano, abbracciandomi.

Luca:”Ehi amico, stai bene? Sei stato fantastico!”
Claudia:”Mattia, ci hai fatto godere un sacco. Spero sia stato bello anche per te… e sai, la tua ricompensa ti aspetta” Mi baciò.

La vergogna scomparve. Mi ripresi completamente dopo qualche minuto, ringraziando la coppia per quell’esperienza incredibile che avevo appena vissuto grazie a loro.

Io:”Domani, venite a casa mia. Il tuo culetto me lo prendo volentieri”

Accettarono entusiasti. Prima di lasciarmi andare, a turno presero a baciarmi e a succhiarmi l’uccello, che però non accennava a risvegliarsi.

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