Archivio mensile:Maggio 2016

Anna, la domenica pomeriggio

………………………. In farmacia ritiro il medicinale ritorno a casa, Anna è appena rientrata tempo di salutarla e si infila sotto la doccia in un orecchio mi dice “nella borsa ho regalino per te. Se fai il bravo”……………..

Dopo dieci minuti esce dal bagno, capisco cosa è andata a fare, butta nella spazzatura cosa ha in mano, e quasi per farsi perdonare si siede sulle gambe.

“Ha bisogno di coccole” che naturalmente riceve, aprendo il pacchetto che è sul tavolo mi bacia,”Sono anni che qualcuno mi dedicava del suo tempo per me”, e mi tranquillizza, non sono gelosa, ma.. se ti prendo te lo taglio, oggi siamo al terzo giorno sto contando i giorni, non vedo l’ora di avere il mio regalino. Prepariamo pranzo ed aspettiamo che rientri mamma, e si fanno mille progetti [con le parole], senza lavoro fisso si va poco distante dico io.

Anna si è messa una mia tuta da casa per essere più libera, rientra mamma sorridente trovandoci ancora in casa, “qualcosa viene a mio favore, pensavo di aver perso un figlio, invece ho trovato anche una figlia”, ormai la tavola è preparata non ci rimane che mangiare, mamma chiede ad Anna quale sono i suoi progetti con me, la solita tiritera della suocera.
Dopo aver pranzato, e riposato sul divano con Anna decidiamo di andar a fare un giro in scooter la giornata lo permette, passiamo davanti al nuovo Centro Commerciale, entriamo servono alcune cose sia a me che a lei, prima in un negozio tipo Acqua e sapone, Anna ha bisogno degli assorbenti, io del cotone e delle siringe giriamo per gli scafali clienti una coppia lui un italiano in jeans e maglia dell’anteguerra.

Lei, leggermente più piccola di me, stivali marroni, collant scuri, vestito a tubino stretto, ed una maglia sulle spalle leggera. Anna gira con cestino, arrivati davanti agli assorbenti ne prende tre pacchi, “uno lo devo lasciare a tua mamma”, girando loro dietro (un giro obbligato) davanti al cotone, “non lo prendi”, io—“voglio provare con i dischetti struccanti, ne spreco meno” ne prendo tre confezioni, shampoo, schiuma barba, sapone intimo, davanti alle siringhe “queste servono”io: “si,una serve ancora per te, una per tua mamma, una per la mia” e la Signora dietro ascolta, Anna: “Piero, il sapone neutro” io: “sono venuto per quello, ed andavo via senza”, Anna: “mercoledì ti serve”.

Finito i nostri acquisti alla cassa loro erano davanti, paghiamo lascio la borsa sotto o scooter ed andiamo a fare un giro dai cinesi, un vestitino corto bianco con il sopra a fiori, lo prova ci sta d’incanto. Paghiamo ed andiamo da “famila”li ritroviamo, Lei la signora misteriosa girava, la troviamo davanti all’espositore dei sanitari fai da te, non faccio molto caso noi siamo per conto nostro, compriamo della verdura e davanti a me che pesa, io sono a due passi ha un sedere a mandolino che il vestito lo mette in risalto, sa che la guardo mi vede nel vetro della bilancia, si gira a una pancia che debba aspettare, giriamo i vari scafali, sembra la nostra ombra, alla cassa e ferma che aspetta.

Paghiamo ed usciamo.
A casa, distrutta si butta sul divano io mi siedo sul bordo le massaggio la schiena, si sento rilassa. Tempo di togliere la giacca della tuta, sentiamo mettere la chiave nella serratura Caterina e sua sorella, Claudia “e quando mai,sei vestita” la mamma interviene:”è invidiosa perche Anna ha sempre tutto” io scherzando: “se Anna mi lascia, sono per te, se mi vuoi”, la mamma, rivolgendosi a me, lo sai per cosa sono passata e guardando Claudia ti vuole fare una domanda.

Prendo il necessario per fare la puntura, Anna si alza dal divano e le permette di sdraiarsi, disinfetto la natica e buco, un breve massaggio e si rialza con l’assistenza delle due figlie, Claudia:”Piero,posso farla anche io la MAP che hai fatto ad Anna” io:”si,se ci sono non ci sono problemi, ho la ricetta di tua sorella, lasciami il cod. fisc. e te la compro” Claudia: “domani mamma te lo porta”,ci salutano e con un arrivederci a domani.

Per non perdere tempo non faccio altro che preparare anche per Anna, che si è distesa sul divano calandosi tuta e mutande fino alle ginocchia, esponendo quello splendido culo senza pudori. Lo toccai tutto con la scusa di trovare il punto migliore per l’iniezione,la feci ,quindi lo massaggio
e poi tirai su lo slip, “si gira, quante ne sono rimaste?”—io:”vuoi che le conto nelle s**tole o conto le bandierine come dice Marco?” Con il culo all’aria lei”contale lì” facendomi segno con il dito segnandomi il sedere, mi dice anche:”sai quella Signora di oggi, io la conosco devono essere venuti ad abitare in via Patrioti in una scala che puliamo noi” io:”buono” lei: “ci hai messo gli occhi sopra”—“noooooooooooooooooooo”.

Per il mio regalino c’è ancora tempo, bisogna aspetta per scoprire di cosa si tratta.
Buon fine settimana.