Archivio mensile:Agosto 2011

Un po’ di me

Questa è la storia di chi (io), rimirando l’alba di un radioso giorno d’estate del 2008 (era il giorno del mio 40° compleanno), decise una volta per tutte di dare una svolta alla sua vita, anzi di cominciare finalmente a viverla la propria vita.
Certo, la svolta non è stata così repentina, è stata il frutto di un processo più lungo, ma tutto sommato rapido rispetto all’immobilismo durato oltre 25 anni.
Mi sono detto: sono gay, mi piacciono gli uomini e mi piace da impazzire scoparmeli, e lo devo fare senza più nessuna remora o vergogna, prima che sia troppo tardi.

Fino ad allora, infatti, negavo strenuamente al mondo, ma sopratutto a me stesso, quella verità e mi negavo la vita.
Ma quella verità, che doveva essere soffocata, in realtà viveva nel segreto della mia camera o nella penombra del solito cinema porno, dove però i miei freni “negazionisti” avevano sempre la meglio: ero lì seduto, rigido come un ciocco di legno a guardare – con invidia – gli altri che, nel fondo del locale, giustamente si davano da fare (se non altro per giustificare il costo del biglietto).

E poi, non mi è ancora chiaro per quale condizionamento psicologico, anche quando – rare volte – riuscivo a forzare la paralisi, negavo la mia mascolinità e mi riducevo a sparare pompini al primo che capitava.
Ebbene, l’ultimo di questi pompini mi fece davvero schifo, non perché l’uccello prescelto puzzasse o non funzionasse, anzi mi ero scelto un bel signore, di una certa età, ma con un vigoroso cazzo giovanile come il suo padrone, ma evidentemente perché la mia vera natura, all’alba del quarantennio, aveva deciso finalmente di venir fuori.

Il giorno dopo ritornai nel cinema e, dopo le ultime due ore di lotta con i miei assurdi freni, mi decisi, mi alzai, andai nel fondo del locale, mi appoggiai al muro e mi tirai giù la lampo, me lo tirai fuori delle mutante e cominciai a smanettarmelo, in attesa che qualcuno si avvicinasse.
Fui fortunato, venne da me un bel ragazzo, alto e magro che, timidissimo come e più di me, dopo qualche esitazione mi si inginocchiò davanti e cominciò a leccarmi la cappella.

Io davvero non so descrivere a parole cosa ho provato in quel momento, era la svolta, la liberazione da anni di paralisi e di negazioni e forse fu più per questa intima soddisfazione che per la maestria del mio partner (poverino, alla luce delle esperienze successive, devo proprio dire che il ragazzotto i pompini proprio non li sapeva fare), che gli sborrai sulle labbra dopo appena un decina di pompate.
Lo so, voi lettori mi direte: ma questo qua proprio su xhamster ci doveva raccontare del suo percorso psicoanalitico verso la liberazione? Avete ragione, ma ho sentito l’esigenza di farlo un po’ per me, un po’ per descrivere una condizione in cui altri possono trovarsi o essersi trovati.

La prossima volta, lo prometto, mi narrerò di qualche porcata arrapante che mi è capitata (ovviamente dopo il 40° compleanno!).

Sogno erotico di una notte di mezza estate – 2

Lunedì della passata settimana era il giorno di Ferragosto e pure io, naturalmente, ho trascorso il pranzo di Ferragosto fuori casa, benché non fossi più in una località di villeggiatura. Ho pranzato in una trattoria tipica non lontano da casa mia, dove per altro c’ero già stato un’altra volta. Dopo essere sceso dalla macchina, appena aprii la porta d’entrata mi si parò d’innanzi una donna matura, che avrà un’età che si aggira attorno ai 45 anni, non particolarmente avvenente ma tuttavia assai formosa, di corporatura robusta e perameata da una certa grazia e da un certo fascino.

Faceva le veci della titolare, la quale si era presa un periodo vacanziero per spurgarsi un po’, perché gestire una trattoria non dev’essere uno scherzo. La signora mi accompagnò al primo piano dello stabile, il quale è adibito completamente a sala da pranzo. Dopo qualche minuto che ero a sedere, vedo arrivare al mio tavolo una ragazza che avrà sì o no la mia età, o forse uno o due anni in più, molto carina, attraente, assai in carne, con un bel viso pieno e rotondo e con due occhi assai maliziosi.

Era essa l’unica cameriera della locanda, addetta a girare attorno ai tavoli e a servire le portate; infatti, sùbito mi chiese che cosa volevo da bere. Le ordinai di portarmi solo dell’acqua naturale non fredda, niente vino. Quando ritornò con la caraffa piena dell’acqua, mi diede anche, ovviamente, il menu, sebbene, per quella circostanza, era menu fisso, e mi porse pure il cesto con il pane appena fatto. Quando se ne andò dal mio tavolo, mi chiedevo se per caso potesse essere la figlia della donna che doveva coordinare sia i piatti da servire sia l’accompagnare gli avventori ai loro tavoli prenotati.

Non glielo chiesi alla ragazza, ma il mio cervello, non so per quale oscura ragione, trovò invece un rapporto di parentela stretta tra le due donne: figlia per la giovane ragazza e madre di lei per la signora matura. Per quanto concerne il cibo che mi cucinarono e che mi offrirono, non mi potei lamentare perché tutte le vivande furono squisite. E poi a ogni pietanza posta al mio cospetto, la cameriera mi concedeva furtivi sorrisi che io ricambiavo gentilmente.

Avevo conquistato la ragazza e, penso, sicuramente sarebbe stata volentieri con me. Ritornai a casa soddisfatto, satollo e felice per il bel pomeriggio appena trascorso.

La sera mi sollazzai con un film capolavoro del cinema italiano degli ultimi vent’anni: Mediterraneo. Forse quelle scene nelle quali era protagonista il personaggio di Vassilissa, la meravigliosa prostituta interpretata dalla ex-modella e attrice greca Vana Barba, mi fecero venire alla mente le due donne che avevo incontrato nella locanda dove pranzai.

Quando andai a letto, capii che stavo pensando ancòra a loro due. Infatti il mio sonno fu alqaunto turbato e agitato. Il motivo è semplice: sognai le due donne.

Anche questa volta, il mio sogno erotico fu pervaso da una trasgressione allo stato puro, da una perversione ai limiti della decenza e del pudore e i miei desideri e le mie fantasie poterono liberarsi da ogni freno inibitore. Immaginai le due donne che si accarezzavano a vicenda, baciando appassionatamente le loro labbra, aprendole soltanto per inserire a vicenda le loro umide lingue.

Io ero lì che le guardavo, sentendo il mio cazzo che si ergeva nei pantaloni, duro e turgido per l’eccitazione. Appena mi videro, le donne mi fecero il gesto di partecipare ai loro giochi e sùbito mi misi in mezzo a loro, palpando le loro sode membra femminili, in particolare i seni e le chiappe davvero dure. Baciai con foga entrambe le bocche e infilai pure la mia lingua con vero piacere. Poi scesi fino ai loro colli, dando loro fuggevoli succhiotti che facevano miagolare le due donne come due gatte in calore.

Ad un certo punto, la donna più anziana mi prese per i capelli e mi ordinò di aprire per bene la bocca e di inginocchiarmi. Feci come mi ordinò e vidi che anche lei aprì la propria bocca, dalla quale uscì un’abbondante quantitativo di saliva che me la stava amorevolemente concedendo. Quando sentii la sua saliva entrarmi in gola, la deglutii con estrema goduria. Poi la donna mi chiese di farle la stessa cosa che aveva appena fatto a me.

S’inginocchiò e io le sputai con foga dentro la sua bocca tremante, raccogliendo tutta la mia saliva che colava come un fiume in piena. Godeva ferocemente, mugolando e ansimando a causa di tutta la saliva che le stavo donando. Nel frattempo, la ragazza se ne stava a guardare con trasporto e con frenesia, e io capivo che avrebbe voluto prendere il mio posto. Non so come, lo intuì anche la donna matura: infatti mi chiese di interrompere la mia donazione di saliva e chiamò proprio la giovane ordinandole di fare ciò che aveva visto fare sia da me sia da quella che poteva essere sua madre.

Quando la ragazza iniziò a sputare dentro la bocca della donna matura, notai che quest’ultima accettava la saliva che grondava dalla bocca della giovane con maggior passione di quanto non avesse fatto con la mia. Non so quante volte le due donne si scambiarono i posti, ma ormai non riuscivo più a sopportare questo gioco erotico e sentivo che il mio cazzo pulsava all’impazzata. Istintivamente, lo presi in mano che era più grosso di prima e più duro.

Le due donne, alla vista del mio pene eretto, mi fecero capire che lo volevano in mezzo alle loro bocche sudicie e bagnate dalla mia e dalla loro rispettiva saliva. Feci come mi chiesero e non so quante volte il mio pene turgido s’infilò facilmente dentro le due calde bocche, bagnate all’inverosimile. Poi, ad un certo punto, la donna matura si alzò, dandomi uno spintone che mi fece stendere per terra. Prese bramosamente la mia asta e vidi che se la infilò tutta nella sua gola.

Quel donnone era davvero una gola profonda: riusciva letteralmente a “nascondere” il mio cazzo per circa trenta secondi. Sembrava uno stantuffo impazzito dal tale ardore che metteva a succhiare il mio cazzone. La ragazza guardava con meraviglia questa signora che faceva un pompino a un giovane che poteva essere suo figlio. A un certo punto, la signora matura fece avvicinare la ragazza dicendole di tentare di fare la stessa cosa. Sul primo momento, sembrava essere addirittura timida, ma la donna la tranquillizzò dicendole che poteva riuscirci anche lei.

In effetti la ragazza, dopo qualche tentativo, riuscì meravigliosamente a prendere in bocca tutto il mio cazzo, facendomi godere di questo secondo pompino. Dopo un po’, dissi alle donne che volevo scoparle. E così feci: prima mi occupai del donnone, che non vedeva l’ora di farsi fottere la sua fregna umida e di farsi inculare dal mio fremente cazzo. La signora matura godeva del mio batacchio mugolando, ansimando come prima e dava perfino l’impressione di annaspare agli affondi feroci che riceveva.

Quando entrai col mio pene nel suo ano, la signora emise un fortissimo gemito e sentivo che pure quel buco era ormai fradicio di umori e di liquidi interni. La scopata anale era fantastica: riuscii ad allargarle il suo buco con rapidi colpi e vedevo il mio pene impregnato delle secrezioni anali della donna, che parevano un misto fra muco e seme vaginale femminile. Ad un certo punto, preso anch’io dalla foga di questo amplesso selvaggio, estassi il mio cazzo e iniziai a lubrificare la mia mano destra con della saliva.

Avevo intenzione di mettere dentro quel buco che era diventato enorme la mia mano intera. Quando riuscì nell’intento, il donnone si agitò, quasi ebbe una scossa, un sussulto di piacere. La mano entrò senza tanti ostacoli dentro il buco di quel culone bagnato di vari umori. Il fisting che seguì fu eccellente: l’ano della donna riusciva a sopportare gli affondi della mia mano. Dopo poco che estrassi la mia mano dal suo ano, la signora mi chiese se avessi accettato di lasciarmi fare la stessa cosa che avevo appena fatto a lei.

Ero talmente frastornato che non riuscì a dire “sì” con la bocca, ma annuì solo con la testa. La donna mi fece distendere, mi divaricò le gambe e iniziò a massaggiare delicatamente il mio ano. Dopo un’accurata lubrificazione, riuscì a inserire una sua mano dentro il mio ano. Il sogno proseguì con scopate vaginali e rettali alla giovane ragazza, altro fisting, rapporto culo-a-bocca (cioè una veniva sodomizzata e l’altra puliva il mio cazzone dai succhi anali prodotti dal culo della sottomessa), lavori di tette e altre svariate posizioni.

Infine, per finire in bellezza, chiesi al troione maturo di mungermi la protasta, ovvero di infilare un dito nel mio buco anale per circa cinque centimetri. Lo lubrificò a dovere e iniziò a sbattermelo su e giù, fino a quando ebbi un tremendo orgasmo che culminò con una sborrata sensazionale nella faccia e nella bocca della ragazza giovane. Essa non ingoiò tutto il mio seme, ma lo tenne in bocca per scambiarselo con la signora anziana: questa pratica è chiamata, in inglese, cum swapping.

Spero che questo mio secondo sogno vi sia piaciuto.

Creampie,il mio sogno!

Salve a tutti,questa è la mia prima storia e non avendo grandi doti da scrittore spero di non annoiarvi!
Tutto inizia in Italia dove conosco questsa ragazza tedesca che con le sue forme mi fece impazzire,sapevo che le piacevo ma qua non avemmo occasione di poterci conscere meglio. Un giorno lei con le sue amiche mi invitano in Germania per il capodanno (2009) e senza pensarci due volte accetto.
La prima notte in Germania la passammo bevendo birra nei pub e per farla breve,io finì a casa sua!Quella notte andammo nella stanza dove avrei passato l’intera settimana e la baciai senza girarci intorno;le mie mani puntarono il suo seno enorme,che senza voler esagerare avrà avuto una quinta di misura.

La spogliai tutta ma al buoio non riuscivo a vedere bene le sue forme;quindo andavo a tastoni,un pò robusta ma non cadente,il sedere era alto e grosso,un pò di pancetta e i seni me lo facevano indurire sempre di più.
Dopo averla spogliata la feci sdradiare nel letto le ficcai subito il cazzo in bocca,sentendo il suo seno contro le mie gambe, e le lo succhio con tanta forza che fui costretto e ritirarlo per il dolore anche se lei lo riprese in mano e se lo rimise in bocca!Io lo spinsi più dentro finchè non lo lasciò;la baciai subito dopo in bocca e andado più giù le succhiai forte il capezzolo e inseguito mi diressi verso la sua vagina e la leccai e laccai,quel sapore mi piaceva e il suo genemere mi eccitava sempre più,le prenetrazi la vagina con la lingua e subito dopo le misi il mio pene e subito dopo di nuovo in bocca…non riuscivo a credere che succhiasse così forte!
Quella ragazza mi piaceva veramente e fu la prima volta che non usai il preservatico,anche se lo tenevo in mano ancora chiuso!Fu così che le chiesi di venirle dentro…una fantasia che mi perseguitava da anni,e lei mi rispose: “Si! non ti preoccupare,sono protetta!”!Penso che molti di voi si aspettino questa risposta da anni,come me in passato, e fu così che aumentai la velocità fino a venirle dentro!Era come venire per la prima volta nella vita,tutto così naturale,così rilassante…quella tranquilità che neanche una droga ti potrebbe dare!
Il bis non poteva mancare e credo che qua mi capiranno solo quelli che hanno la fortuna di poter venire dentro la propria partner.

La vagina già piena di sperma mi diede quella goduria che mi fece quasi gridare…qua essere mezzo colombiano e mezzo italiano mi aiutò;almeno così credo…le venni dentro 4 volte quella notte!.

Mi scopro esibizionista

Mi chiamo Ornella, ho 28 anni e vivo in provincia di Pavia. Non mi vanto di essere una strafiga ma ho un bel corpo con tutte le curve al posto giusto e un visino dolce. Vi racconterò una cosa per me nuova che ho scoperto solo l’anno scorso: mi eccita molto fare l’esibizionista.

Mi spiego meglio.

Sono felicemente fidanzata e l’anno scorso eravamo in spiaggia in Liguria per una giornata di mare, quando sotto l’ombrellone, il mio ragazzo Mario, mi appoggia una mano su una chiappa.

Niente di eccezionale anche se c’erano altre persone attorno, fino a che non la fa scorrere esattamente sopra al solco del mio culetto tenendola bene aperta. Eravamo girati di fianco faccia a faccia e dietro di me c’era una coppia di ragazzi che riposavano sdraiati a pancia in giù e lui era girato verso di me. Mario allora molto lentamente inizia a spingere il dito medio tra le mie chiappette spingendo il perizoma dentro; io lo guardo minacciosa e gli dico di smettere.

Lui torna con la mano aperta sul culo ma mi dice di guardargli il costume: ha un erezione fantastica, mi dice che è eccitatissimo ma io ribatto che siamo in spiaggia. Mi dice allora che non farà niente di imbarazzante ma di farlo sfogare un po’; io annuisco ma gli prometto una sberla se esagera. Lui torna a spingere il dito nel mio culetto passando di fianco al costume e io mi sento bruciare dall’imbarazzo; molto lentamente dà dei colpetti sul mio buchino e devo ammettere che, anche se imbarazzata, mi sta facendo eccitare.

Lo fermo e di colpo mi giro dandogli le spalle, intanto dò un’occhiata ai nostri vicini: sembra dormano tranquilli. Ora sono sdraiata di fianco dando le spalle al mio Mario e mi sento molto più sicura perché nessuno così può vedere cosa mi fa. Lui allora infila una mano tra le mie cosce e con un dito arriva alla mia fighetta… mi sta facendo impazzire dal godimento: mi sta toccando mentre attorno c’è altra gente.

Io socchiudo gli occhi e guardo il ragazzo vicino per vedere se si sveglia pronta a smettere intanto Mario mi sfrega il suo dito tra le lebbra che ormai sono bagnate. Inizia a fare più veloce e in preda al godimento non mi accorgo che ho aperto un po’ le gambe e la sua mano è tutta davanti alla mia figa e chiaramente visibile ma ormai non mi interessa più, sono troppo eccitata e lui se ne è accorto.

Mi infila un dito dentro e con l’altro sfrega il clitoride mentre mi mordo le labbra per non ansimare e mentre fisso il ragazzo accanto per vedere se si accorge di quel che facciamo. Continua così per cinque minuti e mi fa impazzire, ormai il costume è inzuppato dei miei umori fino a che smette, toglie la mano ma io non faccio nulla, rimango sdraiata e muta solo richiudendo le gambe.

Dopo un attimo lo sento che si avvicina , si è sdraiato praticamente incollato alla mia schiena e posso chiaramente sentire il suo cazzone premere sul mio culo.

Mi dà qualche bacino sul collo poi scende con una mano e in un attimo sento il suo cazzo nudo su di me, “sei impazzito” gli sussurro, ma mi conforta dicendo che nessuno può vedere. Sento che lo infila tra le mie cosce e inizia a muoversi lentamente avanti e indietro, io metto una mano tra le gambe perché la cappella esce davanti e si vede, così ad ogni sua spinta lo sento sul mio palmo sempre più turgido.

È così eccitato che non dura tanto questo giochino, dopo cinque minuti dà 4 o 5 colpi più forti e viene. Un bel getto che riesco a coprire con la mano anche se me la riempie e un po’ cola sulla gamba. Mario mi chiede di rilassarmi un attimo mentre gli si ammoscia, che poi saremmo andati in acqua a lavarci. Io guardo il ragazzo sdraiato accanto a me che apre gli occhi e gira la testa dall’altra parte, verso la sua ragazza; penso: è andata bene, ci è mancato poco.

Non faccio in tempo a finire che lo vedo infilarsi una mano sotto la pancia e sistemarsi il cazzo nel costume… durissimo. Cosa ho fatto, mi ha guardata tutto il tempo facendo finta di dormire e io godevo come una matta.

Questo pensiero mi spaventa ma allo stesso tempo mi eccita nuovamente; Mario è pronto, mi passo la mano sulle gambe per nascondere lo sperma e ci buttiamo in acqua. Il mio ragazzo è felicissimo ma io mi avvicino e gli dico che ho ancora voglia, rimane stupito ma entusiasta allora gli dico che voglio essere scopata.

Questa volta è lui imbarazzato e non sa cosa fare, gli indico le cabine per cambiarsi e ci incamminiamo. Ci chiudiamo dentro e inizio subito a fargli un pompino, non insisto molto perché non vorrei farlo venire subito così mi appoggio a una parete, divarico le gambe a abbasso il costume. Lui mi prende da dietro e godo tantissimo, mentre il suo cazzo mi penetra mi massaggio il clitoride per aumentare il godimento. Non fiatiamo ma l’unico rumore che si sente è quello del suo corpo che sbatte contro il mio e il pensiero che qualcuno possa sentirci mi fa provare un orgasmo fantastico e godo dopo pochissimo tempo.

Mario mi da due colpetti sul culo, è il suo segnale per dirmi che sta venendo, allora mi giro e gli dico di sborrarmi in faccia. Questa volta non ne fa tanta come prima ma lo spruzzo è forte e mi va un po’ nei capelli. Sono veramente soddisfatta e mentre ci ricomponiamo Mario si offre di pulirmi il viso, ma rifiuto.

Ormai sono in preda alla voglia di mostrarmi e far capire che ho appena scopato.

Lui non capisce ma gli dico che sarei andata subito a lavarmi sotto la doccia, così torna sotto l’ombrellone. Praticamente ho una bella goccia sulla guancia e una riga di sborra tra i capelli ma apro la porta ed esco così dalla cabina. Le docce sono vicine ma prima di arrivarci incontro 2 ragazze giovanissime, avranno avuto non più di venti anni, una sta giocando con il cellulare ma l’altra quando mi incrocia mi guarda bene in faccia e, come mi passano, la sento che chiama la sua amica dicendole: ma hai visto quella troia.

Questo mi fa solo piacere e soddisfatta della bella giornata mi faccio la doccia.

Dopo questa esperienza ho scoperto il mio lato esibizionista e se vi interessa racconterò altre belle storie.

Un bacio.

Sogno erotico di una notte di mezza estate

Ho trascorso le mie vacanze a Milano Marittima solo per quattro giorni, a causa di un tempo di merda che ha imperversato proprio durante quei giorni di quella settimana. Ma non mi possso lamentare perché, tuttavia, ho avuto il sommo piacere di incrociare due fantastiche donne che hanno tenuto banco nei miei sogni erotici notturni più spinti. Le due donne in questione sono tedesche, madre e figlia. La prima è una piacente signora over 50, ancora molto attraente e seducente: non posso dimenticarmi quando la vidi la prima volta, con un acceso rossetto stampato su due labbra che ti invitavano a baciarle soltanto a vederle.

La seconda è una leggiadra ragazza over 30, con un portamento elegante e sinuoso, da modella: infatti l’ho sùbito rassomigliata a Claudia Schiffer. Peccato che non possa mostrarvi delle foto delle due donne, perché è proprio vero che un’immagine vale più di mille parole!

Devo dire che quasi sùbito sono stato bersaglio di occhiate fulminee e veloci, non da parte della giovane figlia, ma da parte della madre. Nei giorni trascorsi nell’hotel è stata più lei a guardarmi, ad osservarmi, a fissarmi anche intensamente e la mia mente già correva a fantasticare su come e su cosa avrei potuto farle, aggiungendo in un secondo momento pure la figlia di lei.

Avrei iniziato immediatamente ad avvolgerle entrambe con le mie lunghe braccia, baciandole appassionatamente, usando pure la lingua, dando rapide e guizzanti leccate lungo i loro colli, sui lobi delle loro orecchie giungendo a intrecciare la mia lingua con le loro in una spirale di intensi baci alla francese. So che tutte le donne possono avere uno o più orgasmi anche con un semplice bacio, e nel mio sogno mi sono immaginato che avrei portato entrambe le donne al piacere forte ed intenso sbaciucchiandole come meglio potessi.

Avrei proseguito questi preliminari di petting selvaggio e spinto facendo aprire le loro bocche per fare in modo che ingoiassero la mia colante saliva, spuntando ignobilmente dentro le loro lascive gole, sicuro di centrare il bersaglio. Conclusi i giochi di bocca, sarei passato ai loro ardenti seni: mi sarei sollazzato con quattro tette che chiedevano soltanto di essere trastullate a dovere dalle mie mani nervose, ma morbide, delicate e desiderose di far avere a entrambe le donne ennesimi orgasmi, perché anche con una semplice, ma ben fatta, stimolazione sia delle mammelle sia dei capezzoli qualsiasi donna può raggiungere e ottenere un climax durevole e sorprendente.

I capezzoli femminili, essendo direttamente collegati alle aree del cervello che dirigono i centri nervosi sessuali, possono dare sensazioni elettrizzanti se opportunamente stimolati, soprattutto con la lingua. E nel sogno avrei cercato di fare proprio questo.

E, alla fine di questi squisiti preliminari, sarei passato al sesso vero, duro e crudo: prima scopate vaginali a entrambe le due fessure, che sarebbero state sicuramente bagnatissime e umidissime, poi avrei scopato selvaggiemente i loro culi che avrebbero chiesto di essere aperti all’inverosimile dalla mia mazza inumidita e impregnata degli umori femminili delle due lussuriose amanti.

Avrei sfondato senza pietà e senza ritegno i loro forellini anali, cercando di allargarli come meglio avessi fatto, chiedendo a ciascuna di alternarsi a spompinare la mia carnea verga per raccogliere i loro succhi rettali che qualsiasi ano femminile produce quando viene stimolato da un pene che, in quel caso, funge da piacevole stantuffo. Terminata la classica penetrazione anale, sarei passato a riempire i loro buchi vogliosi con le mie lunghe mani, come si vede in alcuni film porno tedeschi.

Prima le due vagine e successivamente di nuovo i pertugi anali sarebbero stati le povere vittime di una trivellazione manuale che non lasciava né scampo né tregua. Per finire in bellezza questo intrigante sogno, avrei chiesto a entrambe di farmi una sega e un pompino assieme. Sicuramente, la sborrata finale sarebbe stata abbondante e liberatoria. Come ultima richiesta, avrei domandato alle due donne di raccogliere le gocce grondanti del mio seme e di scambiarselo a vicenda, soddisfando anche questo mio intimo perverso desiderio di vedere una madre e una figlia che si baciano vicendevolmente, come potrebbe benissimo fare una coppia di lesbiche formata da una ragazza giovane e da una signora matura ed esperta.

Spero che il mio sogno vi sia piaciuto.

“IL GUINZAGLIO”

“IL GUINZAGLIO”
Racconto di fantasia Sado Maso

Era una spledida giornata di metà luglio ore 10:30 mi trovavo nel garage di
una coppia di Padroni
Io schiavo fui cottatato da loro per un trattamento educativo, la Padrona mora,
con i seni prorompenti e bellissimi piedi le sembrava la più severa e autoritaria
dei due,il Padrone parla a bassa voce ma con molta autorita mi disse di spogliarmi.

Rimasi totalmente nudo ,depilato e rasato a dovere ,mi venne messo un collare
per cani con attaccato un guinzzaglio di catena ,un cappuccio di lattice nero con
le aperture di bocca e occhi,un paio di sandali con il tacco e subito la Padrona
mi dipinse le labbra e con sorridente disprezzo disse:lurido verme
schifoso inginocchiati alla Padrona,il Padrone replicò :lurida cagna abbasati,e mi
conlpì tre volte con la cinghia che aveva in mano.

La padrona raccolse la cima del guinzzaglio e strattonandomi, mi diresse verso il
retro della loro macchina ,io camminado a quatro zampe vedevo solo le ruote
del’auto e i sandali di lei. il Padrone aprì la bauliera de Sub e mi fecero entrare
in una gabbia in metallo per cani ,la Padrona legò il guinzzaglio all’interno
della gabbia e escamando oh ! mi sono scordata una cosa si girò di schiena,prese
un grosso plug con coda e lo me lo mise dentro l’ano,mi prese la testa con le mani
e come per darmi un bacio e mi sputò ripetutamente in bocca e in faccia.

Ella sorridendo chiuse la gabbia con un lucchetto e la bauliera con forza tanto
che lo spostamento d’aria mi tappò le orecchie.
Il Padrone apri la saracinesca del garage, accese la macchina portò fuori l’auto e
fece monate lei a suo fianco.
Non sapevo dove mi avrebbero portato, ma dalla vergogna di essere visto da
altre macchine,durante il tragitto,stavo raccolto e basso,la strada non proprio
liscia,faceva sbattere la catena del guinzzaglio contro la gabbia e il rumore
scosse i delicati nervi della padrona, che subito andarono in escadescenza
dicendomi:schifosissimo verme rompi palle vuoi smetterla con quella catena,
o vuoi che fermi la macchina e ti verghi davanti a tutti? pensi che non si capace?
risposi: mi scusi signora padrona non sentira più il rumore! bene ! rispose vediamo!.

Presi con le mani la catena ,la tirai a me per non farla sbattere, erano passati
forsse 20 minuti dalla partenza e l’auto,etrando dentro una strada sterrata continuava
a scuotere ,vedevo dal retro un pò di polvere e facevo fatica a stare fermo,tanto
che la catena di tanto in tanto continuava a sbattere.
la Padrona bisbigliò delle parole nel l’orecchio di lui e ad un tratto la maccina si
fermò,lei scese di corsa aprì la bauliera ,la gabbia prese il guinzzaglio e disse:
io le cose le dico una volta sola ! poi divento cattiva!, mi fece scendere a quatro
zampe mi portò vicino al primo albero ,e mi legò con il guinzzaglio ad esso.

Io tremavo dalla paura di essere visto ma meno male eravamo in una strada sterrata
coperta da alberi,lei tornò con dei rami raccolti sul momento e con crudele forza
mi fustigò sul culo. I rami li sentivo erano verdi e non resistevo al dolore,
chidendole pieta di smetterla si rivose dicendomi:Stai zitta cagnia rogniosa,
lurido verme!. Nel frattempo si sentì uno scampanellio strano ,da una vietta
interna un piccolo gregge di pecore stava arrivado,ma la mia paura era che
il pastore mi vedesse così,la padrona mi porto alla macchina, ma nell istante
il pastore sopraggiunse vide il contesto fece finta di niente,e continuò il
suo cammino,mi rinchiuse senza tanta fretta nella gabbia chiuse la bauliera
e la macchina ripartì.

Mi sentivo veramente umiliato,e loro continuavano a deridermi dicedomi:non ti
preoccupare ti avrà scambiato di sicuro per una cagna!ahahhahah, o una pecora
particolare siiiii ! ahahah oppure per uno lurido schiavetto disobbediente!
La macchna svoltò a destra in una salita alla fine della quale si scorgeva un
vecchio casolare.
Finalmente la macchina si fermò ,sciesero ambe due e mi fecero scendere
sempre a quatro zampe mi portarono all’interno di un locale del casolare, era una
vecchio ovile ,dove all’interno erano ammuchiate ai lati diverse cose,materassi
una vecchia ruota una seggiola da uffico con braccioli mal ridotta,e balle di fieno
un vecchio trattore e su un lato una fontanella.

La padrona si levò le scarpe e a piedi nudi,mi legò i polsi alle caviglie
con una vecchia corda,poi prese una verga e finì quello che aveva iniziato
ad ogni colpo mi ripeteva:lurida cagna ,lurido verme,pensavi che mi fossi
scordata? rispondi! e io tra un gemito di dolore :no no no padrona basta basta!
lei si fermò per un attimo e mi disse:forse non ci siamo capiti basta quà dentro
lo diciamo solo noi!,prese una serie di rami con foglie,e inizzio a accarezzare
la pelle del sedere e il pene con il glande scoperto fustigarmi leggermente.

Erano ortiche una sensazione di tanti spilli ,bruciore e prurito iniziai a
muovermi e mi accasciai da un lato a terra chidendo: pietà pietà signora padrona!
lei venne davanti al mio viso e disse:ripuliscimi i piedi lurido zerbino forza!
i piedi erano polverosi e ripulirli era un impresa ,ma facevo del mio meglio
e in fretta, ma lei continuava a rimetterli a terra risporcadoli era inpossibile
ma cotinuavo.
il padrone mi slegò le mani, mi tirò su per la testa rimasi in ginoccihio
ad un tratto lei si chinò veso di me e iniziò a schiaffeggiarmi con alternanza
la faccia e il glande ripetendomi:non sei capace nemmeno di pulirmi i piedi rispodi
lurrida cagna! si! si! padrona rispsosi! non è vero verme schifoso!disse,
continuandomi a shiaffeggiare sempre più forte ,rispsosi no no Padrona ! e allora
a cosa serve verme la tu lurida ligua?…forse lo sò rispose!.

Il Padrone mi fece alzare e con una lunga corda mi legò i polsi e facedola passare
al disopra di una vecchia trave mi issò fino a stare in punta di piedi!,prese
una lunga frusta e inizio a rittimo ,chiedendomi di contarle, a frustarmi
il dolore era forte e a stento riuscivo a contare!il Padrone chise a lei
quante me ne doveva dare!disse che forse una cinquantina sarebbero bastate!
Implorai pietà ero alla dodicesima e urlavo schifosamente! la padrona mi ordinò di
fare piano se no sarebbero state di più!.

La Padrona che stava vicino alla grande porta del casolare, si accorse che forse
qualcuno stava spiando, e riferendo al padrone lui si fermò! per me fù un sospiro
di solievo,lui andò fuori e sentii che parlava ma non capii nulla,ero esausto,
nel frattempo la padrona prese i suoi sandali fece per rimetterli, ma mi guardò
ne prese uno e portandomelo alla bocca schiaffeggiandomici disse! stai zitta lurida
serva ripuliscimi le scarpe! Agitavo la lingua per ripulire ,mentre mi
strusciava le suola sulla bocca, no così verme schifoso mi disse!.

il Padrone ne frattempo la richiama fuori e dopo poco rientrano tutti e tre
la padrona si rivolse a me dicendomi: ti presentiamo una persona lurida cagna
in calore,lui ti conosche sai chi è ?! no padrona! risposi,è il pastore che abbiamo
incontrato disse lei,io mi vegonavo e abbasavo lo sguardo,e continuò:
sai cosa fanno i pastori a volte con le pecore? non rispsosi ! te ne accorgerai
disse. venni slegato e legato alla seggiola da uffico con la faccia verso
lo schienale e le coscie aperte legate ai braccioli, la seggiola anche se vecchia
avendo le ruote poteva, anche se in malo modo scorrere sul pavimento.

Dopo aver fatto provare al pastore qualche vergata sul mi culo sfilò il plug
tiradomelo dalla coda e iniziò a pomparmelo con il suo cazzo ,facendo scorrere
la sedia avanti e indietro,il padrone mi infilo il suo cazzo nella gola mentre il
pastore continuava a pomparmi sempre di più ,la sedia faceva un rumore infernale
per un momento pensavo che si rompesse! ma ad un tratto sento uno schizzo caldo
nella mia gola ,il Padrone stava venendo e non potevo fare altro che ingoiarlo
in parte,ad un certo punto il pastore mi disse:stò godendo lurida troia slabbrata!
sfilò il suo cazzo e prontamente lo mise infondo alla mia gola, mi riempì la bocca
del suo caldo latte.

Dopo qualche minuto iniziarono a turno a innondarmi della
loro orina, compresa la Padrona che salendo su vecchio trattore mi bagnò col
suo caldo liquido.
Dopo ,sempre legato alla seggiola ,mi portarono fuori,vicino all’entrata del
casolare e con una sistola mi ripulirono da per tutto,lasciandomi al sole ad
aschiugare,slegato la Padrona mi rimise adeguatamente all’interno della gabbia
per cani ne bagagliaio posteriore e venni riportato a casa.
Durante tutto il viaggio la Padrona non parlò mai ma tendeva un orecchio verso
di me, ma arrivati a casa disse: Caro lurido verme non hai imarato a ripulirmi
i piedi ma devo dire che la catena del guinzzaglio non fa più rumore !
una cosa alla volta!.

A passeggio

Sono una troietta non molto alta di statura, ma in compenso ho un corpo da sballo, almeno a quanto dicono. La cosa che rende più interessante la mia “personalità” però è il fatto che non mi accontento di travestirmi in privato, ma mi eccita molto uscire e passeggiare fingendomi una prostituta, mettendo in mostra la mercanzia, sentire i commenti dei passanti poi non fa altro che aumentare la mia l’eccitazione. Un sabato sera mi sentivo particolarmente puttana e ho voluto esagerare nel travestimento: quindi ho indossato il perizoma più piccolo che ho il quale mi lascia scoperta quasi del tutto, poi ho infilato una minigonna cortissima
e attillatissima che mi delinea il culetto in modo molto accentuato e lascia scoperta la parte bassa dei glutei in modo che si vedano quando cammino, naturalmente completando il tutto con classiche calze a rete con filo posteriore
fino a metà coscia, con relativo reggicalze naturalmente, e scarpe con tacco 12 in modo da slanciare i polpacci e fin sù sopra le natiche.

Il mio solito corpetto completava la parte superiore del mio corpo. Con unghie di mani e piedi di colore scuro, una parrucca castana con un taglio molto sbarazzino e il mio rossetto rosso fuoco cominciai a passeggiare per le strade del centro facendo finta di guardare le vetrine illuminate, e avvalendomi del riflesso sulle stesse per osservare i volti di coloro che apprezzavano il mio belvedere. Quindi anche se pur non dando molta confidenza, a volte li provocavo abbassandomi in avanti facendo finta di avere un interesse per articoli posti in basso alle vetrine, lascando così che la mia minigonna, già super corta, si spostasse un pò più sù lasciandomi praticamente le chiappe al vento che provvedevo a coprire, per quanto si potesse,abbassandola con la punta delle dita fingendo un imbarazzo alquanto fasullo.

Così passeggiando trà complimenti e a volte insulti, arrivai quasi in periferia in una zona un pò più appartata frequentata di solito da coppiette. alcune volte non facendomi pagare altre si come una vera prostituta, posso concedermi il lusso di scegliere da chi farmi scopare quindi in questa zona trovo la “carne” che più fà per me, e anche quella sera le mie aspettative si rivelarono alquanto
positive, infatti dopo un paio di porci che avevano provato ad abbordarmi e che avevo madato in bianco, si fermò nei pressi del mio
“marciapiede” una macchina.

Si abbassa il finestrino e con molta sorpresa appare al posto del passeggero una splendida donna, profumatissima e molto curata nell’aspetto. Con voce molto suadente mi chiede di girarmi e mostrargli il culetto abbastanza
vicino al finestrino in modo Adv che lei potesse toccarlo. Come ipnotizzata da quella voce e senza battere ciglio feci come aveva detto e sentii improvvisamente una mano che mi toccava con delicatezza i glutei infilando un dito nella spacca così da poter sfiorare il buchetto.

Poi d’improvviso con un colpetto mi dice: “MMM hai un bel culetto sodo, chissà se quello che nascondi avanti lo è altrettanto!?!”. a quelle parole ero eccitattissima, volevo sentire ancora il calore di quella mano sul mio culetto
e avevo una voglia matta di essere penetrata. Ma una voce maschile proveniente dall’interno della macchina all’improvvisso mi chiese: “Si ma quanto prendi?”, così spiegaiche da loro non volevo essere pagata e mi fecero salire in macchina.

Non nascondo la mia meraviglia quando scoprii che l’uomo che guidava era di colore mentre lei era mulatta, cosa di cui non mi sarei mai accorta stando al di fuori dell’abitacolo,gente di passaggio nella mia città che aveva voglia di passare qualche ora di svago allontanandosi un pò dalla frenesia del lavoro che stavano svolgendo in questo paese.
Mi invitarono nel loro albergo e strada facendo parlammo un pò di tutto, come si fà di solito per rompere il ghiaccio si sà, fino a quando la donna disse: “Dai alzati e fammi vedere
come muovi il culetto, ti voglio molto troia stanotte.

“.
così mi misi in ginocchio sul sedile posteriore poggiando le mani sullo schienale e inarcatami in avanti cominciai a muovere il culetto a destra e a manca provocandola passandomi una mano sui glutei di tanto in tanto. così la donna disse: “mmm guarda come lo muove bene, sembra una vera puttanella in calore…” mentre l’uomo di tanto in tanto buttava uno sguardo dal retrovisore esclamando: “wow… me lo stà già facendo venire duro, è propio brava”.

così la donna ribadì: “aspetta che te lo tiro fuori, non vorrei che ti esplodesse nei calzoni” e così prese a sbottonare la patta dell’uomo. , tirando fuori un serpente semiduro bello lungo e grosso. Naturalmente la prima cosa che fece era un lavoretto di mano che la portò a scoprire una cappella grossa, scura e molto odorosa, e rivolgendosi a me la donna disse:
“Guarda che bel palo che ha… ti piacerebbe toccarlo?”.

non me lo feci dire due volte, lanciai una mano davanti e prendendolo cominciai ad andare su e giù con la sensazione che ad ogni colpo si ingrandiva sempre di più, e continuai
finchè non fummo all’ingresso del loro albergo. Poi dovemmo ricomporci fino a quando non fummo nella loro stanza dove in un lampo ci ritrovammo sul letto, loro completamente nudi ed io ero rimasta con il corpetto le calze e le scarpe
con i tacchi e dove la donna disse prese a succhiarmi il mio cazzo con avidità, mentra l’uomo si era messo in piedi su di me e pretendeva che cominciassi a succhiargli le palle.

Così feci, cominciai a leccargliele e poi ad una alla volta me le facevo entrare in bocca per succhiarle fino a che poi cominciò a passarmi l’asta sulla lingua: era enorme, non finiva mai,e mentre la donna continuava a spompinarmi facendomelo diventare duro come il marmo, presi finalmente a leccargli la grossa cappella che tanto avevo bramato nel percorso in macchina.
Ci giravo intorno con la lingua passavo la punta sullo spacchetto della cappella, l’accarezzavo con le labbra, mentre le mie mani accarezzavano tutta l’asta; poi improvvisamente me la feci scivolare tutta in bocca: “mmmm che buon sapore di cazzo che hai” dissi, e cominciai a succhiarlo facendo rimbombare gli schiocchi in tutta la stanza.

Nel contempo la donna era passata a leccarmi il buchetto del culo mentre l’uomo si era chinato a passarle la lingua sulla spacca semiaperta. continuammo così per un bel pò, fino a quando l’uomo ci fece mettere tutte e due a pecorina sul letto dicendo: “dai ragazze ora vediamo chi di voi due è la più troia” e dopo averci dato due colpi di lingua sui buchetti cominciò a penetrare la donna nella figa, mentre lei: “hooo mmm si me la sta rompendo mmmm dai scopami la figaa mmm”.

godeva come una vacca, non vedevo l’ora che quel destino toccasse anche a me. non dovetti aspettare molto in realtà, puntò la grossa cappella sul mio buchetto e pian piano cominciò a spingere dicendo: “mmm è bello stretto” mentre io lo aiutavo spingendo con il buco come potevo. ad un tratto con un forte colpo di reni me lo ritrovai tutto dentro ed esclamai: “HAAAA mi stai spaccando in due come una mela mmmm”.

incomincio un andrivieni sempre più frenetico allargandomi a dismisura.
Cominciammo così a prenderlo a turno io e la donna, fino a quando l’uomo non decise che avrebbe voluto sborrarci in bocca ad entrambe; così si alzò sopra di noi e incominciammo a sbocchinarlo così finchè non incominciò a fioccare il caldo nettare bianco che inondò le nostre lingue fino a scomparire nelle nostre gole, poi la donna fece venire anche me nel suo culetto mentre l’uomo le gonfiava la pancia dalla passera ormai ultra dilatata.

Passammo
così una notte e buona parte della giornata successiva, e non mi sono mai più sentita così puttana come in quella occasione.
Ritorno li ogni sabato sera a passeggiare….

Le ballerine blu

Le ballerine blu

Stamattina avevo appuntamento dalla mia cliente e amica Cinzia per tagliare il prato della sua villetta.
Sono arrivato a casa sua alle 8, lei mi aspettava ed era già pronta per andare al lavoro in ufficio, la giornata si preannunciava calda, lei già abbronzantissima, indossava un abitino nero con maniche corte e vistosa scollatura. Ai piedi, sempre curatissimi con smalto rosso, portava un bellissimo paio di decolté rosse senza punta.

Mi sono subito messo all’opera e in poco tempo ho sbrigato il lavoro che Cinzia mi aveva chiesto di fare nel suo piccolo giardino. Fin dall’inizio avevo notato che sotto al portico appena fuori dalla porta d’ingresso c’era un paio di ballerine blu che Cinzia probabilmente aveva indossato ieri e aveva lasciato fuori dalla porta perché in casa usa mettere solo delle infradito rosa, tra l’altro molto carine. Quando passavo da lì e vedevo quelle scarpe non potevo fare a meno di osservarle attentamente e ogni volta il desiderio di fermarmi e toccarle aumentava.

Ero solo, lontano dagli sguardi di vicini o passanti, così dopo aver terminato il lavoro ed essermi lavato le mani non sono più riuscito a res****re a quella forza che mi attirava verso le ballerine blu. Mi sono avvicinato, mi sono inginocchiato davanti alle scarpe e mi sono fermato ad osservarle attentamente, poi ne ho presa una in mano, l’ho portata alla bocca e l’ho baciata sulla punta. Il mio pene immediatamente è diventato duro e spingeva nelle mutande.

Poi tenendola con entrambe le mani l’ho baciata all’interno, dove appoggia il piede. Si poteva vedere l’impronta lasciata dalle dita sulla soletta marrone e nel naso entrava un meraviglioso profumo. In pochi attimi ho perso il controllo inebriato dalla situazione. Ho iniziato a leccare avidamente il plantare cercando di raggiungere la parte anteriore dove c’era il segno delle dita. Il profumo immediatamente si è fatto più intenso, lo sentivo nel naso, sulle labbra e in bocca.

Che meravigliosa sensazione. Avevo ormai perso ogni freno, così ho abbassato i pantaloni e le mutande, e ho iniziato a far passare sulla cappella gonfia e lucida della mia verga la scarpa che avevo in mano. Ero eccitatissimo e questo delicato strofinio ha amplificato la mia voglia di godere. Il massaggio è continuato per qualche minuto, infilando il pene anche all’ interno della scarpa ancora umida della mia saliva. Non ce la facevo più e per l’eccitazione qualche gocciolina di liquido trasparente era già uscita dal forellino della mia turgidissima cappella.

Per qualche attimo mi sono riportato la scarpa alla bocca e ho ripreso a leccarla avidamente assaporando ancora il fantastico sapore dei piedi di Cinzia. Ero completamente fuori di me, trasportato dal sapore e dal profumo di quelle scarpe che appartenevano a questa donna che da anni presiedeva le mie fantasie erotiche. Ho appoggiato la ballerina a terra accanto all’altra, mi sono avvicinato e poi ho iniziato a masturbarmi immaginando che Cinzia fosse lì davanti a me e che stesse indossando le deliziose ballerine.

Sono stati sufficienti pochi attimi di stimolazione con la mano e dal mio pene durissimo è iniziato a fluire abbondante, il bianco e caldo liquido del piacere che a violenti schizzi andava a depositarsi sui piedi della ragazza e sulle sue scarpe, gemevo di piacere invocando “Oh, Cinzia, Cinzia”, quegli attimi intensi mi sono sembrati infiniti, mentre gocce di denso sperma continuavano a uscire e a darmi immenso piacere. Poi tutto ad un tratto, il brusco ritorno alla realtà, la ragazza si è smaterializzata e di lei sono rimaste solo le ballerine bagnate dalla mia sborra.

Su di una scarpa se ne erano depositate solo alcune gocce, mentre nell’interno dell’altra, dove era finita la maggior parte del mio liquido, si era formato un opaco e consistente laghetto nella parte anteriore, proprio in corrispondenza dell’impronta delle dita del piede di Cinzia. Per una grande donna un grande orgasmo. Il sogno era finito ma era stato estremamente reale e sconvolgente. Ora dovevo darmi da fare a ripulire tutto per bene, così che Cinzia al suo ritorno non si accorgesse di ciò che avevo fatto.

Stavo iniziando con un fazzoletto di carta a pulire le scarpe, ma la visione dell’abbondante sperma che fluttuava all’interno della scarpa mi ha bloccato, era un peccato ripulire quel segno di immenso godimento che avevo provato per lei. Così ho deciso di pulirle solo all’esterno e di lasciare all’interno tutto il mio liquido, immaginando che Cinzia avrebbe potuto indossare quelle scarpe e appoggiare i suoi deliziosi piedi nell’abbondante dose di sperma che io avevo versato in suo onore.

Così ho rimesso le scarpe nella posizione in cui le avevo trovate, le ho baciate ancora una volta e poi me ne sono andato lasciando a Cinzia il mio personale tributo ai sui fantastici piedi.