Archivio mensile:Luglio 2011

Un Giorno Speciale, 4

Verso le sei tornammo in camera. Il pomeriggio era stato speciale, ma la cena lo sarebbe stato ancora di più. Feci la doccia. Dopo fu il turno di Andrea che quando finì mi raggiunse sul letto dove stavo riposando. Mi fece appoggiare la testa sulla sua spalla e mi guidò la mano al suo cazzo già semieretto. Cominciai ad accarezzarlo mentre mi parlava: stasera ti ho preparato una sorpresa. Quale chiesi? Un giochino di ruolo a tre.

Un fremito percorse la mai schiena. Ti ricordi il vestitino da cameriera? Certo! Ecco lo indosserai per la cena, e farai la cameriera per me e Piero. Poi mi sorrise e disse: con tutti i piaceri del caso! Ora girati. Io ubbidiente mi misi pancia sotto e attesi: cominciò un lento e prolungato lavoro di dito. Andrea mi penetrava e usciva, per entrare ancora col dito, come la prima volta. Era bellissimo ed io godevo come un matto.

Mugolavo di piacere e lo pregavo di continuare, cosa che lui faceva con impegno: accelerò il ritmo mente mi dimenavo nel cercare di sentirlo di più. Ad un tratto gli dissi che lo volevo, che volevo che mi montasse subito. Non si fece pregare: si mise in ginocchio dietro di me e lentissimamente mi penetrò. Quando il suo cazzo arrivò al fondo ed io sentii le sue palle sbattere sulle mie chiappe, il mio pisellino fece un salto all’insù.

Oh si dai fottimi, montami. Ok troiettina mia eccotelo. E cominciò una cavalcata infernale, le sue mani sui miei fianchi che mi tiravano per entrare di più. Dopo poco sborrai come al solito senza nemmeno toccarmi. Subito dopo fu il turno di Andrea di riempirmi il retto di sperma. Succhialo ora dai, puliscimi bene, mi incitò Andrea, cosa che io feci con la solita passione, facendolo eccitare e sborrare di nuovo nel giro di pochi minuti.

A quel punto ci voleva un’altra doccia cosa che io feci subito. Quando uscii Andrea mi fece trovare il vestitino nero sul letto. Vestiti, mi disse, mentre io mi sciacquo. Indossai il perizoma nero e le autoreggenti, poi il miniabito cortissimo nero e sopra il grembiulino bianco di pizzo. C’erano anche delle scarpe col tacco. Indossai il tutto con una certa eccitazione: così vestito sarei stato e mi sarei comportato da vera troia. E mi sarebbe piaciuto di certo.

Aspetta Andrea in piedi e quando lui usci dal bagno, bellissimo coi suo jeans e la lacoste che gli evidenziava i pettorali, mi girai e alzai la gonnellina a mostargli il meglio di me: ti piace? gli chiesi. Sei una porcellina ragazzino! esclamò lui. Questo non fu che il primo di molti complimenti che ricevetti quella sera.

Scendemmo di sotto nella grande sala da pranzo. Piero sedeva su un divano sorseggiando un cocktail.

Si girò a guardarmi, e strizzando l’occhiolino commentò: sarà un piacere farsi servire da te stasera! La cena era già pronta ovviamente. Piero ed Andrea sedettero agli estremi del grande tavolo. Io cominciai a servire il cibo: avevo già fatto il cameriere sul serio e dunque non fu difficile. Mentre loro mangiavano io, su invito di Andrea passeggiavo sculettando avanti ed indietro. Poi ad un certo punto Piero mi chiese di raccogliergli qualcosa che era caduto sotto il tavolo.

Io mi abbassai e vidi che aveva estratto il suo grosso arnese e se lo menava lentamente. Era chiaramente un invito: mi sistemai tra le sue ginocchia e con misurata lentezza cominciai a ciucciare quello splendido cazzo. Prima presi tra le labbra la cappella, poi un po’ alla volta cercai di affondare aumentando il ritmo. Sentivo che Piero parlava con Andrea e non sembrava neanche accorgersi del mio impegno. Io sapevo che stava funzionando dall’aumentare della durezza del suo bastone.

Piero mi mise anche una mano sulla testa per accompagnare il mio movimento. Frattanto Andrea si era avvicinato ed accomodato nella sedia accanto, sicché ad un tratto mi trovai lì vicino anche il suo di pisello. Non mi restò che alternare la mia attenzione ai due membri. Loro intanto continuavano a mangiare e chiacchierare. Ok, basta così, disse Piero, esci pure da lì sotto e servici i secondi. Così per qualche minuto feci la cameriera sul serio.

Serviti i piatti, Andrea mi chiese di salire sul tavolo e di mettermi alla pecorina mostrando loro il mio culetto e titillandolo con due dita. Io lo feci: cominciai a sditalinarmi il buco con due dita. Era eccitante sapere che loro due mi stavano guardando mentre lo facevo, e così me la godevo un po’, quando all’improvviso un forte schiaffo mi colpì alla natica destra. Mi girai stupito e Piero mi intimò: non girarti troietta e continua a masturbarti il buco.

Io ubbidii. Ecco un altro schiaffo. E un altro. Ti piacciono le sculacciate eh? Disse Piero, ora il gioco lo conduceva lui. In effetti avevo già sperimentato le sculacciate con Andrea, ed in genere essere sculacciato mentre mi inculava mi faceva godere molto. Ma così, a freddo…sei una troietta dì che ti piace se non le vuoi più forte! Si mi piace, mugolai per stare al gioco. Andrea nel frattempo osservava e se lo menava piano.

Poi: scendi ora ed inginocchiati qui tra le mie gambe. Così feci e ricominciai a succhiare quel lungo cazzo. Lo prendevo tutto in bocca e uscivo e poi di nuovo tutto dentro. Piero stava per venire, mi teneva per i capelli e mi diceva di tutto, poi lo tirò fuori e mi sborrò in faccia. Andrea non mi aveva mai trattato con tanta durezza. Ma confesso che mi piaceva e durante il pompino non avevo smesso un solo minuto di sditalinarmi.

Così, pulitami la faccia mi alzai e feci per rassettarmi, ma Piero mi abbrancò per i fianchi e mi sbattè di brutto a faccia in giù sul tavolo. Ehi piano! Dissi. Oh senti la signorina! Insolente, ora ti aggiusto io! aggiunse. Si piegò mi allargò le chiappe e cominciò la più fantastica leccata di buco che mai avevo ricevuto. Piero mi penetrava con la lingua, mi leccava, mi titillava lo sfintere, e ogni tanto spac! Una sculacciata.

E io godevo, senza ritegno, mugolavo lo pregavo di non smettere. E lui ti piace eh vacca? Poi di colpo smise. Io gli chiesi di continuare e lui stai li appoggiata e non ti muovere sai! e spac! Ora vedrai. Ero lì a culo scoperto e gambe larghe in attesa di qualcosa che speravo fosse il cazzo di Piero. Invece arrivò quello di Andrea: lo riconobbi subito nonostante me lo avesse schiaffato dentro senza tanti complimenti.

Oh si , ma lui usci subito e dopo un secondo ecco il cazzo di Piero: più grosso ma così piacevole! Il gioco continuò per lungo tempo: Due o tre colpi e cambio! Con contorno di sculacciate e coccole del tipo: ti piace troia eh? Godi scrofa! Ecc. E io? Io godevo a mille. Era la cosa più forte che avessi mai provato. Dopo poco all’ennesimo cambio sborrai sul tavolo. Sentii Piero commentare: ah sei venuta e pisellina? Ora girati e inginocchiati.

Si menarono i cazzi sulla mia lingua sborrandomi in faccia ed in bocca dopo poco. Ero estasiato. Era la cosa più porca che avessi mai fatto. Ma mai avevo goduto tanto. Mai ero stato così dominato, posseduto.

Un giorno speciale 5

Naturalmente ci furono altri incontri con Andrea e Piero. Vale la pena ricordare di una volta in cui partimmo per un weekend sul Lago di Garda. Anche in quel caso per i miei ero fuori con degli amici, e anche in quel caso sapevo che ci sarebbe stato da divertirsi. Andrea mi aveva detto che ci saremmo incontrati con Piero una volta giunti a Limone sul Garda, meta del ns weekend. Saremmo scesi in una pensioncina tranquilla con camere adiacenti per i nostri incontri.

Parlandone con Andrea già pregustavo altre gioie simili a quelle godute durante il primo weekend ligure. Durante il viaggio non mancò l’occasione di rendere ad Andrea uno dei servizietti che amava di più: glielo succhiavo mentre guidava. Era divertente anche se un po’ pericoloso, ma sentirlo eccitarsi nella mia bocca e bere tutto alla fine, valeva il rischio.

Comunque arrivammo a Limone e raggiungemmo la nostra pensioncina. Avevano una stanza con due letti singoli, con un balcone che dava sul lago.

Ci cambiammo e dopo una delle nostre docce (vedi racconto 1) uscimmo per andare incontro a Piero.

Immaginate la sorpresa quando lo vidi arrivare a braccetto con un ragazzo biondissimo, che aveva su per giù la mia età. Ce lo presentò come Marco e tutti insieme ci avviammo verso un ristorante nei pressi.

Ero piuttosto irritato: ma come? Avrei dovuto dividere i miei due stalloni con quella checca?

Andrea si accorse del mio nervosismo e cercò di rassicurarmi dicendo: vedrai che ci divertiremo! In effetti Marco si dimostrò molto simpatico e riuscì ben presto a conquistarmi.

Frequentava il Dams di Torino ed il suo sogno, ci disse, era diventare regista di teatro. La cena filò via liscia e chiacchierando del più e del meno ritornammo alla pensione dopo aver comprato una bottiglia di vino bianco in un bar. Andammo tutti nella nostra camera e dopo due chiacchere ed un bicchiere di vino, fu Piero ad aprire le danze. Forza ragazzi, fateci veder quel che sapete fare. Io non capivo, ma per Marco sembrava tutto chiaro.

Si avvicinò e cominciò a baciarmi. Era un bacio diverso dal solito: era meno intenso di quelli di Andrea e Piero e mi ricordava piuttosto quello delle poche ragazze che avevo frequentato. In compenso le sue mani erano precise ed esperte. Cominciai a ricambiare le sue carezze, ed in capo ad un minuto eravamo entrambi nudi mentre seguitavamo a baciarci ed accarezzarci. Con la coda dell’occhio notai che anche Piero ed Andrea si erano spogliati e partecipavano alla nostra eccitazione.

Decisi di lasciarmi andare ed assecondai i baci e le careze di Marco: lo masturbavo mentre lui mi massaggiava il culo. Poi ci sdraiammo a terra e cominciammo un bel 69, lui sotto ed io sopra. Succhiavo il suo cazzo come lui il mio e quasi mi stavo dimenticando degli altri due quando sentii la voce di Piero ordinarci di metterci a 4 zampe uno di fronte all’altro. Devo dire che un po’ mi dispiacque perchè Marco era un gran pompinaro.

Ma ovviamente facemmo come ci avevano chiesto. Ci mettemmo uno in fronte all’altro a 4 zampe cominciando a slinguare e dimenando i nostri culetti. Andrea si mise dietro di me e Piero fece lo stesso con Marco. Cominciarono una lunga doppia leccata di buco che ci fece morire di goduria. Fu Marco per primo ad incitare Piero ad incularlo ed io non potei che unirmi. Sentii Piero dire: le due nostre troiette vogliono un premio! Eccovelo che arriva.

Marco smise di baciarmi per godersi l’attimo dell’entrata di Piero e quando arrivò lo vidi nei suoi occhi che si dilatarono improvvisamente. Così quasi mi sorprese sentire Andrea spingersi dentro di me: bellissimo! Cominciò così una doppia cavalcata lunghissima durante la quale I nostri due maschioni si incitavano a vicenda non mancando di darci qualche sculacciata che scoprii anche Marco gradiva molto. Si scambiarono anche di posto e mi piacque molto farmi montare anche da Piero.

Il massimo della goduria arrivò quando Piero mi sborrò copiosamente dentro dicendomi che ero una troia e schiaffeggiandomi forte le chiappe: io come al solito venni senza neache toccarmi. Fu un week end memorabile. E per la prima volta provai anche io ad inculare un maschietto, Marco naturalmente. Mentre Andrea inculava me!.

Un giorno speciale 4

Verso le sei tornammo in camera. Il pomeriggio era stato speciale, ma la cena lo sarebbe stato ancora di più. Feci la doccia. Dopo fu il turno di Andrea che quando finì mi raggiunse sul letto dove stavo riposando. Mi fece appoggiare la testa sulla sua spalla e mi guidò la mano al suo cazzo già semieretto. Cominciai ad accarezzarlo mentre mi parlava: stasera ti ho preparato una sorpresa. Quale chiesi? Un giochino di ruolo a tre.

Un fremito percorse la mai schiena. Ti ricordi il vestitino da cameriera? Certo! Ecco lo indosserai per la cena, e farai la cameriera per me e Piero. Poi mi sorrise e disse: con tutti i piaceri del caso! Ora girati. Io ubbidiente mi misi pancia sotto e attesi: cominciò un lento e prolungato lavoro di dito. Andrea mi penetrava e usciva, per entrare ancora col dito, come la prima volta. Era bellissimo ed io godevo come un matto.

Mugolavo di piacere e lo pregavo di continuare, cosa che lui faceva con impegno: accelerò il ritmo mente mi dimenavo nel cercare di sentirlo di più. Ad un tratto gli dissi che lo volevo, che volevo che mi montasse subito. Non si fece pregare: si mise in ginocchio dietro di me e lentissimamente mi penetrò. Quando il suo cazzo arrivò al fondo ed io sentii le sue palle sbattere sulle mie chiappe, il mio pisellino fece un salto all’insù.

Oh si dai fottimi, montami. Ok troiettina mia eccotelo. E cominciò una cavalcata infernale, le sue mani sui miei fianchi che mi tiravano per entrare di più. Dopo poco sborrai come al solito senza nemmeno toccarmi. Subito dopo fu il turno di Andrea di riempirmi il retto di sperma. Succhialo ora dai, puliscimi bene, mi incitò Andrea, cosa che io feci con la solita passione, facendolo eccitare e sborrare di nuovo nel giro di pochi minuti.

A quel punto ci voleva un’altra doccia cosa che io feci subito. Quando uscii Andrea mi fece trovare il vestitino nero sul letto. Vestiti, mi disse, mentre io mi sciacquo. Indossai il perizoma nero e le autoreggenti, poi il miniabito cortissimo nero e sopra il grembiulino bianco di pizzo. C’erano anche delle scarpe col tacco. Indossai il tutto con una certa eccitazione: così vestito sarei stato e mi sarei comportato da vera troia. E mi sarebbe piaciuto di certo.

Aspetta Andrea in piedi e quando lui usci dal bagno, bellissimo coi suo jeans e la lacoste che gli evidenziava i pettorali, mi girai e alzai la gonnellina a mostargli il meglio di me: ti piace? gli chiesi. Sei una porcellina ragazzino! esclamò lui. Questo non fu che il primo di molti complimenti che ricevetti quella sera.

Scendemmo di sotto nella grande sala da pranzo. Piero sedeva su un divano sorseggiando un cocktail.

Si girò a guardarmi, e strizzando l’occhiolino commentò: sarà un piacere farsi servire da te stasera! La cena era già pronta ovviamente. Piero ed Andrea sedettero agli estremi del grande tavolo. Io cominciai a servire il cibo: avevo già fatto il cameriere sul serio e dunque non fu difficile. Mentre loro mangiavano io, su invito di Andrea passeggiavo sculettando avanti ed indietro. Poi ad un certo punto Piero mi chiese di raccogliergli qualcosa che era caduto sotto il tavolo.

Io mi abbassai e vidi che aveva estratto il suo grosso arnese e se lo menava lentamente. Era chiaramente un invito: mi sistemai tra le sue ginocchia e con misurata lentezza cominciai a ciucciare quello splendido cazzo. Prima presi tra le labbra la cappella, poi un po’ alla volta cercai di affondare aumentando il ritmo. Sentivo che Piero parlava con Andrea e non sembrava neanche accorgersi del mio impegno. Io sapevo che stava funzionando dall’aumentare della durezza del suo bastone.

Piero mi mise anche una mano sulla testa per accompagnare il mio movimento. Frattanto Andrea si era avvicinato ed accomodato nella sedia accanto, sicché ad un tratto mi trovai lì vicino anche il suo di pisello. Non mi restò che alternare la mia attenzione ai due membri. Loro intanto continuavano a mangiare e chiacchierare. Ok, basta così, disse Piero, esci pure da lì sotto e servici i secondi. Così per qualche minuto feci la cameriera sul serio.

Serviti i piatti, Andrea mi chiese di salire sul tavolo e di mettermi alla pecorina mostrando loro il mio culetto e titillandolo con due dita. Io lo feci: cominciai a sditalinarmi il buco con due dita. Era eccitante sapere che loro due mi stavano guardando mentre lo facevo, e così me la godevo un po’, quando all’improvviso un forte schiaffo mi colpì alla natica destra. Mi girai stupito e Piero mi intimò: non girarti troietta e continua a masturbarti il buco.

Io ubbidii. Ecco un altro schiaffo. E un altro. Ti piacciono le sculacciate eh? Disse Piero, ora il gioco lo conduceva lui. In effetti avevo già sperimentato le sculacciate con Andrea, ed in genere essere sculacciato mentre mi inculava mi faceva godere molto. Ma così, a freddo…sei una troietta dì che ti piace se non le vuoi più forte! Si mi piace, mugolai per stare al gioco. Andrea nel frattempo osservava e se lo menava piano.

Poi: scendi ora ed inginocchiati qui tra le mie gambe. Così feci e ricominciai a succhiare quel lungo cazzo. Lo prendevo tutto in bocca e uscivo e poi di nuovo tutto dentro. Piero stava per venire, mi teneva per i capelli e mi diceva di tutto, poi lo tirò fuori e mi sborrò in faccia. Andrea non mi aveva mai trattato con tanta durezza. Ma confesso che mi piaceva e durante il pompino non avevo smesso un solo minuto di sditalinarmi.

Così, pulitami la faccia mi alzai e feci per rassettarmi, ma Piero mi abbrancò per i fianchi e mi sbattè di brutto a faccia in giù sul tavolo. Ehi piano! Dissi. Oh senti la signorina! Insolente, ora ti aggiusto io! aggiunse. Si piegò mi allargò le chiappe e cominciò la più fantastica leccata di buco che mai avevo ricevuto. Piero mi penetrava con la lingua, mi leccava, mi titillava lo sfintere, e ogni tanto spac! Una sculacciata.

E io godevo, senza ritegno, mugolavo lo pregavo di non smettere. E lui ti piace eh vacca? Poi di colpo smise. Io gli chiesi di continuare e lui stai li appoggiata e non ti muovere sai! e spac! Ora vedrai. Ero lì a culo scoperto e gambe larghe in attesa di qualcosa che speravo fosse il cazzo di Piero. Invece arrivò quello di Andrea: lo riconobbi subito nonostante me lo avesse schiaffato dentro senza tanti complimenti.

Oh si , ma lui usci subito e dopo un secondo ecco il cazzo di Piero: più grosso ma così piacevole! Il gioco continuò per lungo tempo: Due o tre colpi e cambio! Con contorno di sculacciate e coccole del tipo: ti piace troia eh? Godi scrofa! Ecc. E io? Io godevo a mille. Era la cosa più forte che avessi mai provato. Dopo poco all’ennesimo cambio sborrai sul tavolo. Sentii Piero commentare: ah sei venuta e pisellina? Ora girati e inginocchiati.

Si menarono i cazzi sulla mia lingua sborrandomi in faccia ed in bocca dopo poco. Ero estasiato. Era la cosa più porca che avessi mai fatto. Ma mai avevo goduto tanto. Mai ero stato così dominato, posseduto.

In bella vista

Ciao a tutti questa è la mia prima storia anche se ne avrei da raccontare; i protagonisti siamo e io la mia ragazza; abbiamo 26 anni entrambi e stiamo insieme da parecchi anni.

Qualche giorno fa la invito a casa mia dopo che era tornata dall’università (siamo studenti quindi non viviamo insieme) per pranzo dato che ero solo, arriva da me vesita con: scarpe ballerine e vestitino bianco stile spiaggia, capelli lisci e lunghi e occhialoni da sole.

Pranziamo, sistemiamo la cucina e andiamo in camera mia.
Mi siedo sul letto e subito mi viene sopra in braccio ed inizia a baciarmi molto sensualmente, io con le mani le afferro il culetto da sotto il vestitino e glielo sfilo subito e noto con piacere che sotto non aveva reggiseno la troietta, le prendo le tette con le mani gliele stringo e le bacio..con lingua inizio a giocare con i suoi capezzoli che la fa impazzire, infatti inizia e già a mugolare e allo stesso tempo sento che inizia a muoversi su di me..il mio cazzo inizia a crescere e lei lo sente, e le piace tantissimo.

Ad un certo punto smette di baciarmi, mi guarda, accenna un sorriso molto furbo, e scende giu, mi sfila i pantaloncini e mi prende il cazzo in bocca e inizia a succhiarlo a dovere (succhiarmi il cazzo è la cosa che le riesce meglio). Mi butto sdraiato sul letto da quanto godevo..lei lo sente e pompa sempre piu veloce e sempre piu profondamente fino ad averlo tutto in gola. Non ce la facevo piu, mi alzo, la prendo per la testa la faccio alzare, le faccio segno e si siede su di me..sul mio cazzo..lo prende con una mano e se lo infila di botto dentro, anche se era già fradicia eh eh eh..lo cavalca da vera troietta..a un certo punto mi ricordo che in soggiorno la finestra era spalancata e affaccia su una piazza..le dico “andiamo in sala”, ci alziamo mi avvicino alla finestra, lei mi guarda come a vedere se ero d’accordo a scopare alla finestra col rischio che tutti ci vedessero, ma era proprio quello che volevo, volevo mostrarla a tutti mentre godeva, allora la appoggio al davanzale e la prendo da dietro e comincio a spingere molto forte e deciso, lei inizialmente un po timida sta oon la testa bassa, anche se lancia degli urletti; le prendo la testa la porto verso di me, lei inarca il suo corpicino, ed è in bella mostra alla finestra, le metto 2 dita in bocca e lei le succhia molto sensualmente, continuo a scoparla e nel frattempo guardo giu in strada e vedo un uomo su una panchina che ci guarda, questo mi arrapa ancora di piu e la scopo fortissimo, tutto il cazzo dentro..fino in fondo..lei non resiste più..geme dal godimento!! fino a che arriva il momento di sborrare..le dico “vengo..girati”, lei si volta e si inginocchia davanti a me io segandomi le sborro in faccia.

Lei si alza e le dico che sulla panchina c’era un uomo che ci aveva guardato tutto il tempo, lei sorride timida, si gira piano per controllare e lui è ancora li, si rigira verso di me dicendo “è vero”, io rido, lei ride, si rivolta verso l’uomo e sorridendo lo saluta con la mano…lui si gira di s**tto dalla parte opposta.

Quella volta è stata molto arrapante..una delle volte migliori.

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LA VENERE AFRICANA .(Storia Vera)

Mi scuso in anticipo per i numerosi errori grammaticali .. abbiate pietà , qualcuno disse dei poeti : Il poeta mediocre vive la poesia che non sa scrivere; i grandi poeti scrivono la poesia che non riescono a vivere.

Oumi, certi nomi richiamano alla mente delle persone ricordi a volte piacevoli a volte tristi , ogni uno di noi ha di questi nomi che sono come delle croci nel cuore indelebili , che ogni tanto ci rapiscono dal presente per riportarci in un passato che sembra remotissimo e malinconico.

Oumi , questo nome richiama nella mia mente il ricordo di una donna , ma non di una donna semplice , ma la donna della mia vita , Oumi è senegalese , ma nata è cresciuta in Italia, è una ragazza bellissima ancora tutt’oggi quando la vedo mi batte il cuore forte al ricordo dei dolci momenti di sesso passati insieme , la sua pelle nera come la notte mi fa impazzire , il suo corpo alto e slanciato e il trionfo delle proporzioni un culo da urlo , rotondo , duro , forte come il marmo , la bocca carnosa , i lineamenti del viso sottili e delicati, una vera venere africana , con la sua terza di seno dura e ben formata ha saputo regalarmi momenti di vera estasi sessuale.

A quei tempi avevo 18 anni , e passeggiavo per piazza Plebiscito con i miei amici , cercando di far conquista fra le ragazze, vedemmo un gruppo di tre belle ragazze sedute su una panchina , io subito notai la più bella in assoluto tra di loro , una ragazza di colore stupenda , e subito incominciammo a fare i pagliacci come ogni uomo per cercare di conoscerle , ci avvicinammo facendo battutine vari ecc , mi dissi fra me e me che quella serata non sarebbe finita senza che io non avessi preso il numero di telefono di Oumi ,almeno.

Ci presentammo io e i mie amici , lei mi disse di chiamarsi Oumi di avere 16 anni ecc , subito le solite domande di rito sei fidanzata , dove abiti ecc : Poi incominciai a farle i complimenti , mentre i miei amici si lavoravano le amiche nella stessa maniera , le dicevo , quanto sei bella , mentre lei soddisfatta e lusingata dei complimenti mi guardava con un sorriso splendido e due occhi bellissimi , poi le chiesi di andarci a fare un giro verso Mergellina da soli , lei acconsenti cosi ci avviammo , arrivati sul lungo mare ci guardammo un attimo negli occhi e s**ttammo in un bacio , infilai la mia lingua nella sua bocca calda e bagnata , era bellissimo baciarla poi calai le mie mani lungo i suo fianchi e la toccavo , è sotto le mie mani si apriva il panorama di un corpo statuario , con un culo da paradiso , poi la presi per una mano e la portai sotto verso gli scogli , e ci nascondemmo vicino ad una baracca di pes**tori , ricominciai a baciarla a toccarla come rapito , la desideravo avevo il cazzo che mi pulsava vicino alla zip dei pantaloni , una smania cosi mi aveva assalito poche volte , lei mi desiderava allo stesso modo mi stringeva a se , poi le infilai la mano sotto la gonna , volevo vedere la sua fica nera, la massaggiavo e lei mi tratteneva un po’ le mani senza ins****re troppo , ma ero nel pieno della libidine le infilai le dita dentro la sua fica nera , era caldissima e bagnata ,, Oumi , incominciò a gemere , più la sentivo gemere e più la libidine mi saliva , le sfilai fuori una tette bella nera , rotonda alla perfezione con un capezzolo turgido, mi lanciai a succhiare i suoi capezzoli , mentre le sbattevo la mano dentro la fica calda , lei ansimava quasi trattenendosi per cercare di fare meno rumore possibile, perchè ci potevano sentire le persone che passeggiavano sul lungo mare ,, haaa haaa haaa haaa ..haaa.

aaa,,, a piccoli intervalli, mi chiedeva di fermarmi , ma ero partito oramai , e poi so che non voleva che mi fermarsi sul serio godeva troppo anche lei ,, poi le tirai sotto le mutandine , mi scostai un attimo da lei e la guardai sotto i raggi della luna con un seno fuori dalla camicetta e uno dentro con le mutandine giù alle caviglie e la gonna alzata , quel suo viso pieno di lussuria e piacere mi riempiva di eccitamento , quelle sue labbra che ansimavano di piacere ,, haa haa ,, poi mi inginocchiai dinanzi a le , e sentivo il profumo della sua fica , un profumo unico afrodisiaco , di dolce e selvaggio , lei dall’alto mi guardava come smarrita , poi anche lei capi le infilai la testa fra le cosce ed incominciai a leccare come un indemoniato , avevo le palle che mi scoppiavano mi slacciai la zip , e mentre leccavo melo sbattevo forte , lei su che ansimava .. ‘’ haaa haaa .. dorianoo ,, fermati ti pregoo .. haaa hhaa , la mia lingua le passava ovunque sul clitoide , sulle labbra della fica di un roseo carico che risaltava sul resto della fica nera .. mentre con la mano melo sbattevo forte ,, tanto che si sentiva lo sbattere della mano con le palle ‘’ pa pa pa pa pa ‘’ un piacere immenso , poi ecco la sentivo gemere sempre più forte ‘’mmm aaa aaa aaa aaaa , mentre con la mano cercava di allontanare la mia testa , si capiva che era la prima volta che qualcuno gli leccava la fica … mmm mm aaa mmaa aa aa ‘’ ecco un esplosione di liquido vaginale nella mia bocca … e lei che ora emetteva dei gridolini .. siii siiiiiaaaa ,, poi mi alzai e melo continuavo a sbattere , le presi la mano e la misi sul mio cazzo ma era la prima volta che faceva anche una sega si vedeva , e allora le misi la mia mano sul cazzo e la accompagnavo con la mia , sui e giù ,su e giù sul cazzo sempre più forte mentre ci baciavamo e leccavamo, il collo , dietro le orecchie ecc .. poi incominciai a gemere stavo per arrivare ‘’ Oumi , le dicevo , sbatta più forte .. hooo sii cosiii siii siii ecco .. 1.. spruzzo 2 spruzzi .. mentre lo sbatteva con quella sua mano nera bellissima con le unghie colorate di smalto rosso ,, mentre melo sbatteva si muovevano i suo bracciali africani .. producendo un tintinio ipnotico .. 3 spruzzo .. 4 ecco .. ora melo sbatteva più lentamente le palle erano svuotate .. ci baciamo dolcemente .. .. gli dissi ‘’Oumi facciamo l’amore , ho troppo desiderio di te ‘’ .. lei mi rispose ‘’ e troppo presto , non lo mai fatto e ho solo 16 anni ‘’ , mi presi il suo numero di cellulare e camminammo mano nella mano , e parlavamo del meno e de più , mi racconto che lei era mussulmana che tutta la sua famiglia era africana , che erano venuti a Napoli più di 20 anni fa e che lei era nata e cresciuta qui , mi disse che il padre era un mussulmano praticante molto rigoroso , che non le permetteva di tornare tardi alla sera .. e che quella sera era una delle poche eccezioni , perche il padre a volte era fuori Napoli per lavoro.

La riaccompagnai a casa sua , ci lasciamo con un dolce bacio sotto la porta del suo palazzo .. e mi avviai da solo con addosso ancora il desiderio di Oumi , dopo poco mi arrivo un messaggino .. ‘’ Sono stata benissimo con te , voglio rivederti ancora mi fai sentire speciale tvb Oumi .. di li a poco ci saremmo fidanzati dando vita ha dei momenti insieme belle i e meno belli ma unici.

DORIANO … se volete saperne di più su di me e Oumi e le nostre avventure lasciate i commenti. Grazie.

Sesso con l’amico di mia figlia

Agosto. Caldo sulla spiaggia.

Sotto l’ombrellone mia figlia, stesa sul lettino, si ripara dal sole. Io invece sfido il sole di mezzogiorno unta di olio solare. Sotto gli occhiali da sole riesco a vedere avvicinarsi l’amico di mia figlia. Sta già parlando con lei ma i suoi occhi stanno viaggiando sul mio corpo abbronzato e luccicante, lo sento. Parlano sul da farsi nel pomeriggio. È un bel ragazzo: alto circa un metro e novanta, robusto, bellissimo sguardo incorniciato da sopracciglia selvagge.

Mia figlia Luana ne è profondamente attratta nonostante sia fidanzata con un ragazzo di cui non ricordo il nome (per me è insignificante, non dovrebbe aprire neanche la bocca). Mia figlia è carina di viso, ma il suo fisico rispetto al mio è nettamente inferiore (mi dispiace tantissimo dirlo ma è così). Io vado per i 50, sono alta un metro e settanta circa, labbra carnose, capelli biondi e occhi azzurri. Mi mantengo magra per l’età che ho.

Mio marito è via per lavoro, arriverà dopo ferragosto.
“Arrivederci signora. “ sento mentre vedo la figura di Doriano passare accanto al mio lettino. Il mio viso è ad altezza pube, immagino il suo sesso nascosto dal costume da bagno. Mi chiedo se farebbe mai sesso con una quasi cinquantenne come me un fusto come lui… Lo saluto con un cenno del capo e un largo sorriso mentre lui compie qualche passo all’indietro aspettando (guardando) il mio saluto (il mio corpo).

Nel pomeriggio Doriano arriva verso le quattro per chiamare mia figlia. Luana però (la fortuna volle fare così) era dovuta andare in bici in un campeggio fuori dal paese per vedersi con delle amiche e organizzare la serata. Mi aveva chiesto gentilmente di intrattenere Doriano dato che avrebbe cercato di metterci meno tempo possibile.
Feci accomodare Doriano in casa e lo portai sul terrazzo dove io mi sistemai sul dondolo e lui su una sdraio mettendosi in una posizione alquanto scomposta.

Era vestito con una canotta e un paio di pantaloncini abbastanza attillati sulle sue cosce possenti. Beh praticamente si vedeva il pacco per farla breve. Io ero in bikini con un pareo trasparente bianco.
“Allora Doriano, come vanno queste vacanze, ti stai divertendo?”. “ Si signora certo, stasera forse organizziamo un falò in spiaggia. Vuol venire con noi? “ mi chiede scherzando. “Ma dai Doriano, cosa mai dovrebbe fare una vecchia come me tra tanti giovani…no non se ne parla, divertitevi voi, io l’ho già fatto.


“ signora non dica così. Lei è una bella donna…ora va bene che stavo scherzando sull’invito però” “aah stavi scherzando sull’invito non inviteresti mai una vecchia ad una serata piena di ragazze in costume”. “signora, fosse per me la inviterei e di corsa anche..insomma avrà anche gli anni che dice di avere ma rimane una bella donna con un portamento elegante soprattutto. “. È questa la frase che mi fa s**ttare qualcosa nella testa, non so come posso spiegarlo…sento calore al basso ventre.

Telefono a mia figlia per informarmi sul tempo che le serve. Nel telefonare a mia figlia scopro le gambe e poi, come se Doriano non fosse presente sul terrazzo, incomincio a guardare invisibili segni sui miei seni esponendoli alla vista del giovane presente, che strabuzza gli occhi per lo spettacolo e porta una mano sul suo pube a dar man forte al suo cazzo. Chiusa la conversazione noto che la mano è li sul pube a stringere il suo pisello.

È rosso in volto.
“Doriano vuoi qualcosa da bere, fa molto caldo oggi, eh ti va?”. “ si signora fa veramente molto caldo oggi”. Si alza. Il bozzo davanti si è ingrandito parecchio. È evidentissimo, sta per scoppiare. Eh si toccherà a qualcuna salvare il giovine, non potrà mica andare in giro così poveretto.
“Ti faccio strada Doriano”. Cammino avanti a lui sculettando il più possibile, poi improvvisamente mi chino vicino la zanzariera della porta finestra per vedere un qualcosa quando Doriano con il suo cazzo mi sbattono sul culo.

“mmm” mi esce naturale questo mugolio di goduria. “ops mi scusi signora, nn sono riuscito a frenarmi e…”. Sa che potrei essermi accorta del suo sesso turgido.
Mi avvicino con aria severa e con mano ferma e decisa afferro il suo cazzo. “e con questo cosa pensi di fare. È questo l’effetto che ti faccio?”. “eehm.. s-s-ssi signora, cioè no è colpa mia, lui fa da se, non mi sarei mai permesso..”.

Mentre dice questo io mi sono inginocchiata e sto accarezzando il suo pisello sopra il pantaloncini, lo tasto per tutta la sua lunghezza. Afferro l’elastico del pantaloncino e lo abbasso di forza portando assieme anche le mutande. Rimbalza fuori dalle mutande un cazzo teso, già scappellato con la cappella violacea e tante vene turgide sotto il mio palmo. Gli ciuccio la cappella, sa un po’ di mare, scotta è bollente.
Le sue mani scendono e mi afferrano per le spalle, mi tira su e mi bacia.

Un bacio lungo, tenero che mi fa bagnare tutta, poi si tuffa sul mio collo.
Intanto con la mia mano stringo il suo cazzo e lo massaggio, nel momento in cui mi ha baciato è diventato durissimo. Faccio scorrere l’unghia del pollice sul frenulo su e giù, vedo l’espressione del piacere dipinta sulla sua faccia. Torno con le mie labbra al suo amico, è tesissimo, non penso che res****rà molto, ha le palle gonfie sotto.

Incomincia a muoversi avanti e indietro, mi sta scopando la bocca. Mi stacco da lui e continuo con una sega, so che non durerà a lungo e infatti il suo pisello incomincia a dare tremendi scossoni, bacio la sua cappella quando un getto fortissimo di caldo sperma mi entra in bocca. Due, tre, quattro, cinque getti potentissimi di sperma nella mia bocca, me l’ha riempita..
Sotto sono fradicia, gli umori colano lungo le mie cosce,il suo cazzo è ancora dritto, non vuole sgonfiarsi.

Una goccia trasparente di sperma esce dalla cappella e io, con la punta della lingua, la lecco. Gioco un po’ con la mia lingua sulla sua cappella leccandogli il buchino dal quale è uscita quella quantità incredibile di sperma.
Mi alza, mi bacia di nuovo, poi, mentre la sua mano scivola nel mio slip per dedicarsi alla mia clitoride,scende con la lingua sul mio collo, poi arriva al seno, ancora coperto dal costume.

Lo slaccia e deciso morde con le labbra il mio capezzolo destro. Sussulto e gli artiglio la spalla per l’eccitazione, lasciandogli dei solchi (chissà le scuse che troverà per giustificare quei segni).
Alza la testa , mi guarda negli occhi, il suo pene è eretto come prima, non un segno di cedimento. Gli prendo tra le dita il cazzo e lo conduco, come fosse un cane al guinzaglio, verso il centro della stanza dove c’è il tavolo.

Toglie il pareo e lo getta via, le mutandine scendono alle caviglie, ci penso io a toglierle.
Mi solleva e mi fa adagia sul tavolo. Si abbassa e si tuffa tra le mie cosce con la sua lingua a dare tante leccate a tutta la mia fica fradicia.
Gli spingo la faccia più a fondo, il contatto della sua faccia tra le mie cosce mi fa impazzire. Il desiderio è troppo.

Anche lui è del mio stesso pensiero infatti alza la testa e direziona il suo uccello verso la mia passera.
Entra dolce, lentamente, sento tutti i suoi centimetri entrare. Incomincia a pompare lentamente, la nostra pelle si unisce e poi si allontana. Le palle rimbalzano sulla mia fica.
Incomincia a pompare più forte, sempre di più. Io sento l’orgasmo avvicinarsi sempre si più, sento il mondo attorno a me allontanarsi farsi sempre più confuso e distante.

Sento solo Doriano che ansima e invoca il mio nome.
“Aaah Lea…si Lea…aaah…sto venendo Leaaaaaaaaah..”.
“Uuuuuaaaaah…. ”. Anch’io sto venendo, mi aggrappo alle sue spalle, l’orgasmo mi invade totalmente, inarco la schiena avvicinandolo a me. Sento le contrazioni della mia fica stringere il cazzo di Doriano.
Anche lui è al limite ora, estrae il cazzo dal mio sesso e spruzza seme sulla mia pancia continuando a masturbarsi. È ancora carico, sento la mia pancia coprirsi di sperma, è ancora tanto.

Si avvicina e mi bacia nuovamente. La mia mano accarezza la sua che sta ancora facendo su e giù sul suo sesso. Il cazzo è lucido dei miei umori, del suo sperma. Lo masturbo ancora un po’ fino a che non incomincia a sgonfiare tra le mie dita.
“Doriano sei stato fantastico”.
“Lea, se lo sono stato è perché avevo davanti a me una delle donne più belle che io abbia visto… non sai quanto ti ho sempre profondamente desiderato…e quante….


Che carino. “Seghe?”
“mm.. si Lea..l’unica cosa che potessi fare in tuo onore..”
“Ora però sarà meglio rivestirci, tra un po’ probabilmente arriverà mia figlia e dobbiamo ricomporci e..”
“Ma come?” fa una faccia dispiaciuta, troppo tenero. “Avrei voluto proseguire, mi fai troppo eccitare Lea…”
E sto notando che il suo cazzo sta tornando rigido. “Si lo vedo Doriano ma potrebbe tornare Luana, non penso sia una buona idea”.
E infatti dalla strada “Mamma sono tornata”
“Su Doriano sbrigati a rimettere al chiuso il tuo cazzo, ci sarà un’altra volta, te lo assicuro”.

Io raccolgo il pareo e i pezzi del bikini a terra. Nel chinarmi sento il cazzo di Doriano posarsi tra le mie natiche.
“Lea, la prossima volta toccherà al tuo culo..”.
Mi alzo, mi giro, gli stringo forte il pisello (ma è di nuovo duro!!) e gli dico sorridendo “Sono io che decido cosa devi fare o meno. CAPITO?”
“Si signora mia regina”.
Scappo nel bagno a ripulirmi, mia figlia starà salendo.

Intanto penso alle sue intenzioni. Vuole il mio culo. Il mio culo ancora vergine?. No non se ne parla proprio.
Esco dal bagno, vedo mia figlia che parla con Doriano. Lo mangia con gli occhi.
“Mamma, io e Doriano stiamo uscendo, grazie per avergli fatto compagnia”
“Grazie signora”
“O figurati, è stato un piacere” un fantastico piacere.
Mi vuol fare il culo…mmm sai Doriano credo che ti concederò il permesso un giorno.

.

Gli africani

Era un sabato di metà maggio e l’aria particolarmente afosa preannunciava con un certo anticipo l’arrivo di un’estate che si preannunciava davvero torrida. La voglia di essere femmina e troia mi possedeva completamente, diventando talvolta irresistibile. Sandra era sempre con me, dentro di me: era una creatura calda, passionale, supervogliosa di maschi, che spesso arrivava a dominare ogni mio pensiero e a soggiogare la mia volontà. Quando diventavo Sandra mi trasformavo completamente: diventavo una femmina calda e trasgressiva, tremendamente affamata di cazzo, e mi lasciavo andare completamente al piacere, alle mie voglie più segrete e inconfessabili.

Da circa un mesetto avevo conosciuto Rosario, un maschio con cui avevo instaurato una relazione molto soddisfacente. Ci eravamo conosciuti tramite una rubrica di incontri-on-line e, nel corso di quelle poche settimane, avevamo avuto tre incontri di sesso veramente appaganti. Rosario non era un maschio particolarmente avvenente. A letto, nel corso di quei tre incontri “al calor bianco”, gli avevo dato moltissimo e lui, da grande porcello quale era, ne aveva approfittato godendo appieno del mio corpo e delle mie voglie smisurate.

La mia bocca e il mio culetto erano stati messi a dura prova dalla sua foga di maschio in calore e avevamo passato splendide notti facendo tutte quelle deliziose porcherie che si fanno a letto.
Quel sabato sera, dovevamo trovarci in motel. Entrambi non avevamo la possibilità di ospitare , di conseguenza, utilizzavamo alberghi o la macchina per poterci trovare in tutta tranquillità. L’appuntamento con Rosario era per le 22,00: avevamo in programma una notte di giochetti molto interessanti e la mia eccitazione, nel corso del pomeriggio, era aumentata a dismisura.

Avevo voglia di lui: di succhiare il suo grosso uccello, di farmi penetrare in ogni posizione, di assaggiare il suo bianco e caldo nettare maschile.
Arrivai in motel verso le 21,00, così avevo tutto il tempo per prepararmi. Come al solito, mi sarei truccata e vestita con calma, per farmi trovare pronta all’arrivo del mio stallone. Feci una rapida doccia e, poi, mi dedicai ad una lunga seduta di trucco, utilizzando con sapienza fondotinta, eyeliner, rimmel, fard e rossetto.

Terminato il trucco, iniziai a vestirmi. Indossai un completino sexy di pizzo nero, composto da reggiseno a balconcino, reggicalze, tanga, autoreggenti. Infilai gli orecchini a pendaglio, molto vistosi, ed una collanina. Sopra misi un babydoll nero corto e trasparentissimo, poi misi le unghie finte di un colore rosso acceso. Completai l’opera con la parrucca capelli corvini.
Mi guardai allo specchio: ero pronta. Davvero una bella femmina, sexy e spregiudicata, vogliosa di donarsi per tutta la notte al proprio maschio.

Mi buttai sul letto matrimoniale, attendendo l’arrivo del mio amante: in effetti mancavano 10 minuti alle 22 e non sarebbe passato moltissimo all’arrivo di Rosario e, quindi, al raggiungimento del piacere.
Passarono i minuti, in maniera insopportabilmente lenta: avevo una voglia di cazzo irresistibile e il mio compagno di giochi erotici era vistosamente in ritardo.
22,15-22,20… il tempo non passava più, mentre io quasi sbavavo per l’eccitazione.
Alle 22,25 circa arrivò la telefonata , Rosario si scusava tanto, ma aveva avuto un impegno imprevisto e non poteva venire da me.

Si offriva però di rifondermi le spese alberghiere….
Io ci rimasi malissimo. “Brutto stronzo” pensai. “Io sono qui che muoio dalla voglia e tu mi tiri un bidone del genere”. E poi erano quasi le 22,30 di sabato sera: dove andavo a trovare un maschio, a quell’ora? La mia bocca desiderava ardentemente un cazzo duro da succhiare, il mio buchetto aveva una voglia immensa di essere esplorato, visitato, penetrato con foga.
“Che sfortuna!” mi dissi.

Avrei dovuto rinunciare ad un bel manico in carne ed ossa ed accontentarmi del fallo di lattice che mi ero portata dietro.
Ero alle prese con questi pensieri infelici quando sentii dei rumori provenire dal corridoio del motel. Mi avvicinai alla porta e mi resi conto che qualcuno stava chiacchierando davanti alla porta della stanza che si trovava a destra della mia. Incuriosita, decisi di dare un’occhiata. Spensi le luci della mia stanza e aprii la porta di quel tanto che bastava per guardare fuori senza essere vista.

Vidi che tre uomini stavano parlottando concitatamente. Erano tre nordafricani e parlavano in una lingua che non riuscivo a comprendere per nulla. Quello che dava le spalle alla parete era sui trentacinque anni, non molto alto, un poco stempiato. Accanto a lui stava un ragazzo giovane, sui 19-20 anni, un po’ robusto e coi capelli ricci. Il terzo uomo era il più alto dei tre: aveva i capelli nerissimi ed i baffi scuri.
Li osservai per qualche secondo.

Solo a vedere quei tre maschi, lì accanto, a pochi metri da me mi bagnavo di voglia. Mi venne un’idea pazzesca: e se avessi tentato di sedurli? “Ma tu sei pazza, Sandra”, mi dissi. In un albergo, un luogo pubblico, era estremamente pericoloso. A partire dal fatto che non sapevo come avrebbero reagito i tre uomini, era comunque un qualcosa che andava ben oltre la semplice trasgressione. Era un qualcosa di inaudito, di esagerato, al limite della follia.

Significava varcare un limite che, fino ad allora, mi ero sempre prefissata. Però, la voglia dentro di me, era immensa. “Chissenefrega”, mi dissi ad un certo punto, prendendo il coraggio a piene mani. “Muoio dalla voglia… ci devo provare. ”
Infilai le scarpe coi tacchi di 10 cm e aprii la porta, col cuore che batteva a mille. Appena uscita in corridoio, in piena vista, li guardai con poco velato desiderio. Non c’è che dire: erano davvero tre fantastici esemplari di uomo che mi sarei goduta molto volentieri.

E poi non ero mai stata con un nordafricano: la cosa mi incuriosiva e intrigava un sacco.
I tre uomini, improvvisamente, smisero di parlare e mi guardarono a loro volta. Sorrisi loro e, dopo pochi secondi, me ne tornai nella mia stanza, stando attenta a mostrare per bene il mio fondoschiena che emergeva dal cortissimo babydoll trasparente.
Lasciai la porta socchiusa e mi sedei sul letto matrimoniale. La trasgressione aveva ulteriormente incrementato il mio desiderio, che era giunto a limiti difficilmente superabili.

Avrei dato qualsiasi cosa affinché almeno uno di quei maschi si fosse deciso a entrare nella mia stanza per farmi sua. Passarono alcuni secondi – non saprei dire quanti, venti, trenta? boh – che parvero interminabili, ma dalla fine i tre maschi del nord africa entrarono nella mia stanza, chiudendosela alle spalle. Fu quello coi baffi a parlare. Il loro italiano era molto scadente, ma compresi comunque le parole “fare l’amore”. Io, con nonchalance, mi tolsi il babydoll e rimasi con la lingerie nera.

Pochi secondi dopo mi trovavo in ginocchio. I tre maschi si erano rapidamente spogliati e io avevo potuto constatare di persona le loro dotazioni. Quello stempiato e il ragazzo giovane non erano dottissimi: sui 14-15 cm. Il baffone invece aveva davvero una bella nerchia, sopra i 20 cm di sicuro. Avevo cominciato a succhiare il ragazzo e quello coi baffi mentre il tipo con pochi capelli mi stava esplorando il buchetto con le dita.

Mi sentivo a mio agio. Avevo tre cazzi tutti per me, tre maschi arrapati che mi desideravano quanto io desideravo loro. Succhiavo con foga, alternando giochi di lingua a audaci affondi da vera gola profonda. Avevano un sapore così aspro, così forte, che mi riempiva di eccitazione. Mugolavo senza ritegno, sguaiatamente, come una cagna in calore. Ad un certo punto sentii che lo stempiato si era deciso: aveva appoggiato la cappella al mio forellino e, con un deciso colpo di reni, era penetrato in me.

Inizio a montarmi, con colpi robusti e regolari, mentre con la bocca continuavo a succhiare gli altri due compagni “di piacere”.
Alcuni minuti dopo fecero il tanto sospirato cambio: così, finalmente, avrei potuto godermi nel culo il grosso palo del baffone. Entrò quasi completamente nella mia fichetta-anale, con irruente prepotenza, e cominciò a pomparmi. Quella era la situazione ideale: i due cazzi più piccoli in bocca e quello extra-large nel culo. Provavo un piacere indescrivibile.

Mi sentivo donna, femmina, troia e puttana. Ero piena di calda carne maschile che mi esplorava la gola e mi sondava il culo come uno stantuffo.
Fu il ragazzo giovane il primo ad schizzare, qualche minuto dopo. Lo accolsi sul viso il suo succo caldo di giovane uomo:Il baffone lo seguì poco dopo: estrasse il pisellone dal mio buchetto e lo indirizzò verso il mio viso riempendolo di sborra. Venne copiosamente (evidentemente non sborrava da un bel po’) riempiendomi il viso di sborra calda.

Il terzo maschio, quello stempiato, fu l’ultimo a godere: lo succhiai per un paio di minuti abbondanti prima di ricevere sulle tette il suo latte, caldo.

trio fmf tabù

Io e Luca è da tempo che stiamo assieme, abbiamo un rapporto molto schietto. Stiamo insieme anche se ci concediamo delle scapatelle. Ad entrambi piace molto il sesso e per questo sperimentiamo le nostre fantasie come succede in tutte le coppie, presumo. Da poco avevamo imboccato il feticismo, la dominazione e se da parte mia il sesso anale è molto ben accetto, la sodomizzazione di Luca è stata una novità inaspettata perchè lui l’ha accettata di buon grado e io con lo strap on mi diverto un sacco, piegarmi sul suo sesso mentre lo penetro e succhiare mi eccita fuori di misura.

L’altra sera siamo andati in discoteca ma avevamo trovato una serata “sbagliata”, lui di solito ci va per la musica e quella sera non era di suo gradimento, mentre io per incontrare i soliti amici che non c’erano. Ci siamo seduti sul divanetto a bere un cocktail quando viene a sedersi vicino a me un tipo che vuole provarci tanto Luca stava per prendere sonno. Non ero dell’umore adatto, ma mi secca essere scortese e cominciamo a parlare.

Luca si sveglia sentendomi parlare e dopo avermi dato un’occhiata come a chiedermi chi fosse il tipo, lo fulminai senza dire una parola così capì di lasciarmi sola, in realtà volevo solo provocarlo. Lui però scese in pista a ballare piccato da quel mio sguardo. Fatto sta che lui balla vicino a due tipe io faccio finta di ascoltare il tipo sedutomi accanto mentre guardo Luca in pista. Ero li per arrabbiarmi con me, avevo fatto andar via Luca che ora ci provava in pista e io che dovevo star a sentire quello là.

Detto fatto! Quello che ci provava mi lascia sola (finalmente). Sola a guardare Luca che ballava con la tipa bionda, si parlavano all’orecchio e segnale che Luca aveva fatto centro fu la consegna delle chiavi che la bionda fece alla sua amica che la salutò infastidita. Ora cominciava il bello, per lui, la prese alle spalle, le stringeva la vita, mento appoggiato sulla spalla di lei… Volevo sparire, andarmene a letto.
A quel, vedo Luca gira la ragazza verso di me e guardandomi le sussurra qualcosa.

Capisco che sta parlando di me, e loro devono avermi notato sicuramente per il mio sguarlo da pesce lesso, bocca aperta, ero di sasso. La tipa, Sarah, si gira con Luca come a chiedere informazioni che Luca sembra darle molto soddisfatto.
Vengono da me e ci presentiamo, Luca mi dice su un’orecchio che lei averlo gli aveva proposto di andare in appartamento. Lui aveva detto che era qua con me e non poteva lasciarmi sola.

A Quel punto Sarah dopo avermi guardata aveva accettato di unirsi a noi.
In macchina, per arrivare a casa di Luca, abbiamo fatto qualche parola. Sarah aveva 22 anni, tedesca, ma da tanto in italia, lesbica si concedeva qualche svago con gli uomini. Io che spesso “tradivo” Luca con qualche bella ragazza mi eccitai tanto che mentre la conoscevo cominciai a provarci cosa che non fu difficile. Sedute dietro sull’auto prima di arrivare ci stavamo già baciando.

Era dolce, baciava molto bene. Non vedevo l’ora di poterla avere. Lo stesso pensava Luca che dallo specchietto mi guardava geloso di non essere al mio posto.
Entrammo in casa e si respirava la voglia di sesso che avevamo. Come abitudine con i pather occasionali, io invito Sarah a farsi la doccia con noi.
Due secondi e siamo sotto l’acqua stretti nella doccia, ci tocchiamo avidamente, io e Luca esploriamo ogni centimetro di Sarah siamo curiosi lei lo è altrettanto ci tocca e si struscia le piace la mia vagina rasata e la prende nella sua mano nell’altro a il pene di Luca che guarda insistentemente come una novità mentre con la mano che ha su di me mi tocca egregiamente meglio di quanto io faccia da sola.

L’altra mano su Luca è inesperta ma molto desiderosa lo afferra con decisione. Sarah è concentrata soprattutto sul pene di Luca.
Mettemmo Sarah in un sandwich, io in ginocchio davanti al suo sesso Luca dietro con la sua asta che passava tra le gambe di S. appena sotto la sua patatina. Io leccavo un po’ il glande e un po’ la clitoride. L. e S. si baciavano. Luca prendeva i suoi seni,tra le mani lei con le sue mi teneva la testa.

Eccitati più che mai ci asciughiamo e passiamo al letto.
Si capisce che Sarah non resiste al pene di Luca, come un obiettivo da raggiungere, una brama che io e Luca intuiamo e siamo pronti a soddisfare, Luca sotto lascia cavalcare Sarah,io mi siedo sulla faccia di Luca che mi delizia con la sua lingua. Io e S. ci scambiamo effusioni saffiche. Lei cavalca e non vuole saperne di scendere. Io decido di regalarle una doppia penetrazione indosso il mio strap on vibrante, mi sono messa dietro di lei l’ho spinta tra le braccia di Luca mentre io mi occupavo a massaggiare con l’olio il suo ano.

Non disse nulla mi lasciò fare e ne fu molto contenta quando la penetrai con lo strap on comincio a inarcare la schiena e a muovere il bacino quasi indiavolata non ci volle molto perchè gridasse: siiii, siiii vengo, vengo, vengo…..
soddisfatta la buttai sul letto di spalle Luca ora si faceva succhiare mentre lei continuava a prenderlo da me che mi piaceva. Sarah masturbava Luca come per ringraziarlo della splendida cavalcata.
Io soddisfatta di Luca, mi illumino quando lei delicatamente si passa le dita in bocca e comincia a massaggiare Luca nell’ano, e in poco tempo mentre la bocca fa godere la sua asta, le dita lo penetrano.

Poco ci mancava che venisse nella bocca di Sarah.
Mi sfilai da Sarah e mi misi distesa dietro Luca, con il vibratore ancora acceso lo sodomizzai lui non era pronto a quella mossa, ma si adattò subito. Prese Sarah e la coricò davanti a lui, formammo un trenino, luca non resisteva e che sentivo ad ogni colpo che affondava nel culetto di Saran poi spingeva il bacino a prendere tutto il vibratore, i colpi erano molto forti e luca venne dentro a Sarah copiosamente.

Ci fermammo un po’ quasi esausti.
Sarah a quel punto andò a leccare il pene di Luca fino a farlo rizzare nuovamente.
Poi mi baciò intensamente e mi prese lo strap on dicendomi, ora tocca a te lasciaci divertire e indossato il mio strap on e mi chiuse con luca in un panino che mi fece godere da impazzire. Le sue tette sulla schiena mi mandavano in estasi.
Luca eccitato non riusciva a venire, e pregò sarah di sodomizzarlo mentre continuava a penetrarmi la vagina ci volle un istante per farlo eiaculare dentro il mio ventre.

Ci addormentammo felicie contenti come nelle fiabe.

Sborrata in faccia ad una puttana

Ebbene sì, oggi mi sono fatto un regalo. Sì mi sono regalato una fantasia che mi girava intesta da tempo: sborrare in faccia ad una donna mentre se ne sta sdraiata sul letto a sgrillettarsi la fica.
La prima fase è stata quella di trovare la ragazza giusta da sborrare in faccia, la cercavo giovane, magra e fisicamente carina.
Come prima cosa ho cercato nei vari siti di incontri della mia città Verona, scarto gli annunci della chat, quelli con foto del viso mascherata, quelli delle vegliarde cinquantenni buone solo per l’INPS e riduco la scelta a poche di loro, ma il mio interesse viene catturato da una ragazza ventenne mora, con un fisico da lap dancer, tale Lili in zona Sacra Famiglia a Verona.

Provo a chiamarla nella mattinata, il telefono suona libero, ma non risponde. Prova una volta, prova due, ma niente. Inizio un po’ a mettermela via, poi la chiamo in pausa pranzo e zac risponde subito. Le dico che in venti minuti sono da lei e mi faccio spiegare quale sia l’abitazione. Mentre sono per strada mi richiama per sapere se sto arrivando e le dico che vedo in lontananza il condominio alto 10 piani in cui esercita.

La trovo nel corridoio, la ragazza è dell’est alta un metro e settanta, mora, occhi chiari e con un fisico niente male, sì sono soddisfatto della scelta. Mi dice di seguirla e mi porta dritto nell’appartamento 61. E’ il classico monolocale da monta, con bagno e angolo cottura.
Lì le chiedo che cosa mi lascia fare e quanto vuole per il disturbo. Lei spara un 80 tutto coperto venuta sulle tette, 100 per orale scoperto e sesso coperto.

Subito le chiedo se con 80 mi fa fare una scopata coperto con finale in faccia, ma dice di no. Sinceramente un po’ mi sono adombrato, ma poi le butto lì un orale scoperto e sborrata in faccia e lì mi dice 80. Io le butto un ti va di farmi uno spettacolo e poi ti sborro in faccia per 70 euro?
Lei un po’ confusa mi dice ok e comincia a spogliarsi. Lì ci rimango di stucco, mi vedo davanti un pezzo di figa nuda tutta soda, che rimpiango di non scoparla.

Poi inizia a dimenarsi davanti a me sul letto, mi si mette coricata davanti con le gambe spalancate, in un attimo capisco che non farci una scopata è stata la scelta migliore, infatti mi arriva al naso un odore acre di figa non lavata, che metà basta.
Dopo questa sensazione le dico di coricarsi in diagonale sul letto in modo che la sua testa fosse stata nell’angolo, in questa maniera mi sarei goduto lo spettacolo del suo corpo sinuoso, i miasmi della sua figa sarebbero rimasti lontani dal mio naso e, cosa più importante, la sua faccia sarebbe stata giusta sotto al mio cazzo.

Mentre si tocca e mi sparo un bel segone in questa sorta di privé, senza avvisarla inizio a sborrarla in faccia, prima sulla guancia (e lei chiude gli occhi) e poi sugli occhi chiusi, poi inizio a sborrarla sul naso, fino a che arrivo alle ultime gocce che quasi le coprono le narici.
Mi sentivo il cimabue del cazzo, l’ho sborrata che pare uscita da un film porno.
Era fantastico vedere la sua pelle candida schizzata dal mio sperma denso che faceva tutto meno che colare.

Vederla così impiastricciata mi ha soddisfatto moltissimo e poi dentro di me ho pensato tu mi hai fatto annusare il puzzo della tua figa, adesso annusati la mia sborra.

Fantasie o reali?

Mentre nella parte “blog” del mio profilo racconterò un po alla volta le mie esperienze erotiche e sessuali dall’adolescenza ad oggi qui pubblicherò dei racconti o fantasioni o reali riguardanti non me direttamente ma amici o conoscenti. Sta poi a voi avere il fiuto su quale sia fantasiono e quale reale. Ovviamente i nomi delle persone e delle città saranno per forza inventati per una corretta riservatezza su eventuali terzi.
A presto allora,
by
enneerre.