Archivio mensile:Agosto 2010

L’operaio moldavo

Avevo deciso di ristrutturare parte della mia casa e decisi di incaricare uno di quei bei ragazzoni dell’est che si vedono in metropolitana.
Venne x un sopraluogo, si chiamava Vasile. Biondo, 1. 80 maschio da impazzire, viso duro e malizioso. Già dai pantaloni che portava si vedeva che li dentro c’era un uccellone enorme e belle palle gonfie.
Iniziarono i lavori…..lo spiavo sempre, senza maglietta, sulla scala e il pacco in bella vista.

Mi parlava spesso della moglie, di quanto era difficile integrarsi…..io volevo la totale integrazione con lui.
Un giorno, preso da un attacco ormonale violento decisi di fare qualcosa per stuzzicarlo. Lasciai il PC aperto su questo sito, in bella vista film gay…. Sorpresa vedo lui che si avvicina al pc e inizi a curiosare. Si spara un paio di filmetti tosti e ogni tanto la mano gli cadeva sul pacco. Entro di colpo nella stanza, lui rimane sorpreso.

Lo guardo e lui mi chiede scusa per aver usato il pc. Gli dico che l’ho fatto per provocarlo. Mi aspettavo un rifiuto e invece……. mi trascina in camera da letto, mi ordina di spogliarmi. Mi spara in bocca il suo cazzo di 23 cm…. violento e passionale. Dopo una lunga succhiata anche alle palle, mi prende e mi gira sul letto. Non sapevo che volesse fare di preciso e non immaginavo che continuasse.

Lo sento sputarmi sul buco…..cerco di fermarlo e invece…..senza complimenti mi sfonda. Un dolore terribile, mi montava con disprezzo e forza. Sono venuto 2 volte mentre lui mi inculava…. alla fine con un urlo a****le è venuto pure lui…..un litro di sperma moldava nel mio culo…. bellissimo!
Così è stato ….. a fine lavori l’ho pagato e se ne è andato come se non fosse successo nulla!.

mi piace

E-ciao, Marco! Sono venuta con un’amica fammi salire-
M-ciao Eva entra scusa il disordine, ma come sai non c’è la mamma che mette in ordine-
E-Lei è Silvia, una mia compagna di corso-
M-Piacere Marco-
S-il piacere è tutto mio!-
E-abbiamo appena finito di fare shopping e prima di tornare a casa siamo venuto a prendere l’aperitivo-
M-ottima idea vado giù a prendere l’aperol-
E-ma no ingenuo!!! intendevo il mio aperitivo!-
M-…e ..eh lei?-
E-non sarai mica timido? su lei guarda solamente, fai come se non ci fosse!-
M-mmm, non so mi mette un po’ in imbarazzo-
S-non preoccuparti se vuoi sto qui in salotto, mentre voi….

E-non fare i capricci sennò l’aperitivo vado al bar a prenderlo!-
M-ok, non sono + imbarazzato, vieni pure in camera con noi, mettiti nella poltrona accanto al letto Silvia-
E-bravo vedo che capisci al volo!-
S-ah se mi vedi che mi sto masturbando… è perchè mi piace essere esibizionista!-
M-andiamo…-
E-sono eccitata, ho voglia di possederti, l’altro giorno è stato fantastico, e tutta ieri che sono posseduta dalla voglia di riaverti, non riesco a pensare ad altro… ma non avere fretta voglio vieni voglio che mi spogli prima con gli occhi-
M-ti conosco ieri non hai fatto altro che pensare a questo istante come agire per soddisfarmi a pieno, anche la presenza di Silvia non è casuale immigino-
E-mmm per la verità lei non l’avevo messa in conto,,,, ma è stato un ottimo imprevisto, è un’amica mia molto intima e con lei non ho segreti!-
M-bene, cominciamo sono curioso-
E-siediti e rilassati ora, mi spoglio io tu resta a guardare! Anche tu Silvia siediti sulla poltrona!-
Lo spogliarello di Eva era preparato si vedeva che aveva ripassato la sua parte con gesti degni di una pornostar, e i due Marco e Silvia se la godevano con gli occhi era proprio eccitante vederla togliersi i vestiti uno dopo l’altro.

Non le staccavano gli occhi di dosso. Silvia sembrava a suo agio non aveva timore e si godeva il piacere di Eva che si compiaceva nel vedere gli effetti del suo spettacolo su Marco il quale aveva letteralmente le bave alla bocca. Si vedeva che il suo desiderio era forte e aspettava l’occasione che lei si avvicinasse per prenderla e trascinarla nel letto. Tanto era chiaro che lei non avrebbe opposto resistenza ed era l’unica cosa che voleva.

Eva però resistendo alla sua volontà, e non fu facile si avvicinò a Silvia che ora veniva trattata come un’oggetto unicamente per far crescere la libido in Marco. Silvia lo sapeva e si prestava al gioco molto abilmente con carezze sulla pelle nuda della sua amica, baci lenti sugli slip e infine in un bacio safico in cui Silvia spremeva le tette di Eva che aveva ormai finito le sue riserve di volontà.

Si staccò da Silvia per andare da Marco che come un felino con la sua preda le saltò addosso e la stese sul letto. Lei lo baciava intensamente le labbra erano incollate mentre le mani di entrami si dimenavano in cerca di ogni angolo di pelle. La passione era molto forte i corpi si staccavano solo qualche istante per togliere uno dopo l’altro i vestiti di Marco. In breve come se prima fossero stati tenuti a forza e come degli assetati di sesso si dimenavano ora tra le lenzuola.

Lei era vogliosa che appena tolte le mutande di lui infilò con la mano senza guardare il pene nella sua calda vagina lubrificata. Come a consumare un rapporto in fretta cominciò a muoversi dentro di lei con un ritmo esasperato a****lesco che lei incitava con mugolii e piccoli urli di piacere.
Silvia non esisteva, erano immersi in un’orgia di piacere, lei con le mani si aggrappava ora al letto ora sulle chiappe di lui che in preda a estasi di godimento dava colpi violenti che provocavano un piacere maggiore per tutti e due.

Quando lei infine inarcò la schiena chiudendo gli occhi gridando siiii, lui non resistette e con il bacino che fluttuava indiavolato copulò, arrestò il suo movimento che divenne calmo e placido come ad assaporare finalmente ogni centimentro della vagina che stava scopando.
Silvia tranquillamente aveva la gonna abbassata e con il perizoma scostato si stava accarezzando, dopo essere venuta.
E-vieni Silvia sul letto-
M-mi dispiace che tu sia dovuta rimanere in disparte, ma Eva era così..-
S-ti capisco.

Ma se non sei imbarazzato possiamo rilassarci tutti e tre qui sul letto ora…-.

Il viaggio di Valentina e Luca – Terza parte

i punti di vista

‘Morrison Express 7351, c’è traffico sulla Bologna Firenze, e anche la Salerno Reggio è il solito casino’
‘Ricevuto Morrison Express, grazie…anche se ora non faccio più in tempo ad uscire. Se eri qui con me in coda avresti sicuramente trovato il modo di farmi passare il tempo…Teresa 4wd passo e chiudo’
Il click del cb riporta la mia attenzione sulla strada, sono 6 ore che guido e mi sento ancora 1000 chilometri nelle braccia.

Per fare il camionista servono le palle, ma soprattutto chiappe sode. E io le chiappe le ho d’acciao. Penso alle chiappe e mi torna in mente Teresa, che bel tipo…una donna camionista è merce rara, che sia pure il pezzo di donna che è ne fa un vero miracolo della natura. Non a caso il suo CB ‘Teresa’ è ispirato a quel filmaccio con Serena Grandi che guida un autoarticolato, quando al massimo ne saprebbe maneggiare il cambio.

Ricordo ancora quel nostro incontro all’Autogrill Mergellina, sulla Caianello-Benevento. Parcheggio il mio tre assi articolato con sopra tutto il sound service dei Genesis, e finalmente appoggio gli stivali a punta tacco obliquo sull’asfalto per la prima volta dopo quasi 1200 km. Il sole mi scava gli occhi stanchi, c’è la solita folla che sbrana panini di plastica e o la vescica troppo gonfia per soffermarmi sulla dea dell’amore che mi incrina le lenti dei rayban per quanto è bella.

Un fugace pensiero su quelli che mi sono sembrati i capezzoli più duri che abbia mai visto spuntare da una maglietta e le mie palle reclamano un vespasiano. Subito. Però la tipa mi guarda, e mentre passo accanto a lei si lecca le dita per togliere la mostarda colata dal panino che sta mangiando. Senza staccarmi gli occhi di dosso. Il mio cazzo risponde allo stimolo, subito rimproverato dalle mie palle che devono, devono svuotarsi.

Placo il litigio fra i settori delle mie parti intime, e vado alla toilette. Un sano odore di piscio d’epoca mi attanaglia le narici, mi piazzo tra due imbecilli attaccati al vespasiano, accolgo tra le mani i 22 cm autoarticolati e consento lìespulsione delle 6 birre tracannate nei chilometri passati. Uno degli imbecilli fa capolino con la testa per spiare la mia attrezzatura, forse è una checca ma pazienza, si becca il trattamento standard: mi volto di shitto e mi scrollo l’uccello verso i suoi pantaloni, e lo becco almeno un paio di volte.

Alzo il dito medio sulla sua faccia trasecolata, mi lavo le mani ed esco, soddisfatto dell’alleggerimento di palle e della mia rozzezza.
Ora si pensa alle cicche, ma quando esco mi ritrovo davanti la dea dell’amore, Teresa. Inconsciamente la mano va sulla patta, per verificare che la gabbia sia chiusa. Tutto a posto, posso sfoderare il mio sorriso migliore. Lei non batte ciglio, mi squadra dalla testa ai piedi. Avrà si e no 37-38 anni, capelli scuri e corti; non è molto alta ma ha tutto al posto giusto, dagli occhi piccoli e scuri a due formidabili tette che cercano respiro in una maglietta che forse le andava bene alla prima comunione.

Sto per sparare le solite cartucce, ‘Bevi un caffè’ o ‘Dove sei diretta’, quando il coglione di prima esce trafelato, con evidenti macchie di sciacquatura sui pantaloni spisciazzati dal sottoscritto. Lei sorride. ‘Hai fatto bene a reagire così, certe visioni devono restare private’ Il tempo di abbassare gli occhiali sul naso e recuperare la mascella caduta per lo stupore e rispondo ‘Che mi venga…ma stavi spiando nel bagno degli uomini?!’ ‘Non proprio. Stavo spiando te.

‘ E sorride, come fosse la cosa più innocente che lei abbia mai fatto. Il che significa che ha fatto di peggio. Il che significa che potrei anche sposarmela.
‘E’ tuo quel bestione?’ mi fa, e io abbozzo un sorriso malizioso. Prevenendo la mia risposta allusiva, aggiunge ‘Quello parcheggiato lì’ e indica il Morrison Express.
‘Il Morrison Express? Ci puoi giurare che è mio. ‘ E mentre rispondo penso che questa donna non sa neanche come mi chiamo e mi ha già visto il cazzo mentre lo brandivo a mo’ di arma intimidatoria.

Non capita tutti i giorni. Mentre penso a come mi piacerebbe ravanare il batacchio in fondo a quella che sembra una gola accogliente, lei mi incalza ‘Adoro i Genesis. Mi piacerebbe avere un ricordino, che so un microfono…’ Lei ha detto microfono, le mie orecchie hanno sentito ‘cazzo’. Non sia mai detto che un’occasione sfugga: ‘Sali dietro e prendi quello che vuoi, anche l’asta del microfono. ‘ Lei sorride, ci avviamo verso la mia casa viaggiante.

Durante quei 50 metri faccio mente locale: la cuccetta è a posto, i preservativi sono sotto al sedile, i beveraggi sono in fresco e il cazzo già mi spinge sulla fibbia della cinta: sono pronto, cazzo. Apro lo sportellone posteriore, notando come l’unico adesivo che porto attaccato, l’intramontabile ‘Shit Appens’ sia quasi invisibile a causa del fango e della polvere. ‘La merda succede’ traduce lei, e aggiunge ‘Ma a volte no’ Sale sul cassone posteriore, io l’aiuto educatamente poggiando entrambe le mani sul suo durissimo culo.

Ne ricevo un semplice e cinguettante ‘Grazie’ come risposta. Sì ragazza, mi ringrazierai ancora. Salgo a mia volta, poggiando prima il culo sul cassone e poi le gambe. Mi alzo tra il mucchio di cavi, amplificatori, luci e strumenti musicali sfiorando il suo corpo con la faccia. Il suo odore mi arriva immediatamente al cervello, elettrizzandomi i capelli. Un odore intenso, che mi parla di nylon e vaniglia, sudore e saliva. ‘Ti sei sporcato’ fa lei sporgendosi sul mio culo.

Per spolverarmi il retro dei 501 consunti mi poggia le tette sul torace, sento le sue dolci sculacciate sulle chiappe e i suoi capezzoli sfregasi contro la mia maglietta. ‘Ma non volevi un souvenir?’ Bisogna giocare un po’ prima, sennò che gusto c’è? Lei si stacca, sorride. Ha voglia di giocare anche lei. ‘Forse gliene lascio uno io di souvenir. ‘ Mi guarda fisso negli occhi e si appoggia sull’amplificatore di XXX, un Gallien Kruger da 400 watt.

Si toglie la cicca dalla bocca, la stiracchia per staccarsela dalle dita e la mia mente malata ha già sostituito la gomma del ponte con la sborra del conte; la attacca con un dito sulla prima cosa che ha a tiro, credo la chitarra di XXXX. Si volta, e posso apprezzare il perizoma nero con inserti in metallo che spunta dai pantaloni a vita bassa, sento il rumore della zip e vedo i suoi pollici infilati sui passanti che calano il sipario di stoffa: lo spettacolo è reso da oscar dalla luce che filtra dalle porte del cassone socchiuse, che inquadrano esattamente il centro delle sue chiappe.

Si volta e non sorride più, ora sul suo viso c’è spazio solo per l’eccitazione. Un lieve rossore sulle guance e il respiro affannato la rendono ancora più sexy. Si siede sul Gallien Kruger, apre lentamente le gambe inarcando le piante dei piedi che immagino sotto la mia lingua. ‘Dev’essere bello lavorare nel mondo dello spettacolo’ mi fa con voce roca ‘Dipende dallo spettacolo’ ribatto prontamente e mi faccio da parte, per far entrare un po’ di luce in più.

Lei capisce che adoro guardarla, porta una mano sul pube che ad occhio e croce sembra rasato a prato inglese, corto e costante; gioca un po’ con la sua fica, mi sembra di senitrne il calore da lontano. Poi scosta il perizoma e mi mostra le sue labbra, rosa e umide, allargando con due dita la sua finestra sul mondo maschile. Credo che il cazzo abbia superato la fibbia, mi sento come Sean Connery in Caccia a ottobre rosso mentre tira su il periscopio.

Lei tira indietro la testa, infila un dito dentro e lo manda dolcemente dentro e fuori, facendosi sfuggire il primo sospiro. ‘Ti devono piacere proprio tanto i XXX. Non volevi un microfono?’ Lei coglie subito la mia allusione, afferra uno dei microfoni senza fili infilato sulla rastrelliera. ‘ E’ quello di Peter Gabriel?’ ‘Proprio lui. ‘ mento prontamente io, lei lo tiene in mano in modo molto professionale e inizia a leccarlo ‘Mi piace pensare che poi lui ci poggerà sopra la bocca’ Dopo averlo leccato per bene dalla spugna alla base, iniziò ad avvicinarlo alla sua fighetta, strofinando la parte ruvida sul clitoride mentre altre due dita erano già scivolate dentro.

Un’ombra nel fascio di luce mi fa voltare verso le porte, e noto che non sono il solo spettatore: un uomo sulla cinquantina deve essere stato attratto dalle voci che provenivano dal cassone, e ora ha infilato dentro entrambi gli occhi. Lei lo ha già visto, e non batte ciglio, sfrega il microfono sempre più velocemente, guardando fisso il fortunato coglione. Io a quel punto tirai fuori il cazzo che pulsava di sangue e desiderio, abbassando i jeans fin sotto le palle.

Obiettivo raggiunto: distolsi la sua attenzione dall’importuno (?) visitatore, e sotto il suo sguardo voglioso iniziai a masturbarmi. Doveva essere qualcosa che le piaceva molto, perchè non staccava più gli occhi dal mio arnese e seguiva il ritmo della mia mano con il suo improvvisato vibratore. Ora non so se avete presente un microfono senza fili Pioneer serie 7, ma vi assicuro che il gelato, ossia la parte rotonda, ha un diametro di almeno 7 centimetri …7 centimetri che non erano un ostacolo per la sua voglia, visto che mentre la mia mano scorreva dalla cappella alle palle lei lo spingeva con forza, voleva qualosa dentro, non importava cosa.

Credo che il nostro abbonato rai in prima fila si stesse tirando una sega, ma lei da quel momento doveva essere tutta mia: chiusi le porte senza staccare gli occhi da quella puledra che ormai si masturbava selvaggiamente, e mi avvicinai. Il tempo di abituare gli occhi alla penombra ed ero accanto a lei. Mi prese la mano e me la poggiò sul microfono che ormai era dentro per metà, io ci giocai un po’ spostandolo lateralmente, un po’ a destra e un po’ a sinistra, poi lo tirai fuori tirandolo come un tappo di champagne; la sua fica rimase per un attimo oscenamente larga, per poi rilassarsi e richiudersi su sè stessa.

Un pacato lamento mi fece capire la sua delusione, ma non c’era problema: era il momento di un karaoke fatto bene. Assaggiai il microfono poggiandoci sopra le labbra e strofinandolo un po’ sulla barba incolta, mi piace avere addosso odore di donna. Poi lo gettai via, pensando a come ci rimarrà Peter Gabriel quando inizierà a cantare su un dildo pieno di umori e incrinato dalla botta. Fanculo a Peter Gabriel, mi avviciani di shitto e infilai il mio cazzo duro sotto la sua maglietta, incontrando due calde pagnotte, appena umide al centro.

Scivolai un po’ su e giù, spingendo sul suo torace dal respiro affannoso. Lei mi afferrò il culo con le mani e mi strinse con forza verso di sé, guardando un po’ me negli occhi, un po’ la mia cappella gonfia spuntarle dal collo della maglietta, non disdegnando qualche rapido colpetto di lingua sincronizzato con il mio movimento.
‘Fammi fare una prova microfono’ disse quando ne aveva abbastanza del giochetto, e passai dal calore del suo seno al bruciore della sua bocca, avida e avvolgente, deformata dalla larghezza della mia mazza.

Guardavo le vene gonfie e bluastre sparire nel profondo di quella tana già occupata da un altro serpente, la sua lingua che saettava lungo l’asta e intorno alla testa, mentre un rivolo di saliva era sceso fra i suoi seni; le accarezzai il viso, poi afferrandole le guance la spinsi con forza verso di me, fino a sentire il suo naso sulla pancia; un mugolio soffocato fu la sola risposta che sentii, sufficiente a farmi arrivare alla testa il poco sangue che ancora circolava fuori dal cazzo.

La spinsi via per non venire troppo presto, lei capì il momento e si alzò in piedi, strofinando per un attimo le sue tette bagnate sul mio torace affannato. Si girò senza che dicessi nulla, il suo culetto fresco contrastava la temperatura vulcanica della mia verga; divaricando leggermente le gambe si preparava ad accogliermi, e non la feci aspettare molto: sfregai un paio di volte le sue calde labbra, poi fui dentro. Spinsi bruscamente dentro, fino in fondo, sollevandola quasi da terra e costringendola a stare sulle punte dei piedi.

Le sue unghie cominciarono a graffiare la lamiera del cassone, mentre da dietro il mio Morrison Express di carne attaversava il suo tunnel della manica. Le afferrai le chiappe con le mani, allargandole per entrare chissà dove, visto che mancavano solo le palle per essere tutto dentro. Sembrò che mi avesse sentito, perche con una mano mi acchiappò i testicoli e li tirò verso di sè, cominciano a dare un ritmo che non avrei sostenuto a lungo.

Che dio benedica gli autogrill. Io portai una mano davanti alla sua topa, e cominciai a giocare con il suo clito mentre la pompavo da dietro. I movimenti si facevano sempre più veloci, violenti quasi, accompagnati dai nostri respiri, grossi e affannati, accompagnavano il ritmo. La sentii venire sotto la mia mano, mentre i miei anelli la sfregavano senza pietà. Le contrazioni della sua figa mi stringevano, mi masticavano il cazzo pretendendo un orgasmo che ormai stava per arrivare.

Uscii in tutta fretta da lei, che con mosse sapienti si girò rapidamente e si inginocchiò; mi afferrò l’uccello in esplosione, terminando con le mani una delle migliori scopate della mia vita: mi guardava dritto negli occhi e mi masturbava freneticamente, con forza, finchè il primo fiotto di sperma uscì con forza centrando il suo seno. Continuò a pomparmi, squotendomi cazzo e palle finchè non fosse stata sicura che avevo dato tutto. Ora il mio succo le colava sulla mano e sui polsi, i suoi movimenti si fecero più lenti mentre lo schizzo sul seno cominciava ad ammorbidirsi e colare via.

Mi centrò la punta dello stivale (‘Cazzo, la macchia non se ne andrà pù’ feci in tempo a pensare). Lei passò la punta della lingua sulla mano, dicendo ‘Io un po’ li devo assaggiare i miei uomini, sono fatta così’ Dopo i primi due sorrisetti imbarazzati mi tirai su i pantaloni, automaticamente lei era già vestita e con una sigaretta in bocca. Dove avesse fatto sparire il mezzo litro di sperma che le avevo spalmato addosso, rimane per me un mistero.

Le porte del cassone si aprirono, ne scesero due amanti esausti. Gli sguardi della gente mi fecero capire che il nostro piccolo momento di intimità non era passato propriamente inosservato. Sorrisi verso quei volti invidiosi, ma tanto nessuno guardava me: gli uomi guardavano lei con desideiro, le donne guardavano lei con disprezzo. ‘Mi dai un passaggio? Cerco qualcuno che mi accompagni verso nord’
‘Ti sei guadagnata un passaggio fino alla fine del mondo’ dissi io un po’ teatrale, ma è anche per queste battute che si vive la giornata.

‘Comunque, in confidenza’ continuò ‘a me i Genesis fanno schifo’ Io mi accesi una lucky strike e mi sistemai gli occhiali sul naso ‘Anche a me. Mai potuti sopportare. ‘ Fu la mia risposta, mentre mi arrampicavo in cabina. Il viaggio fu, se possibile, ancora più piacevole della scopata nel cassone, con i suoi piedini nudi poggiati sul cazzo (sempre fuori dalla patta) per centinaia e centinaia di chilometri. Parlando, rimase affacinata dal mio mestiere (‘Si fanno begli incontri’ mi disse, benedetta ragazza) e di lì a poco avrebbe avuto patente e mezzo proprio, diventando ‘Teresa’, il sogno di tutti i camionisti (e non solo) della strada.

Passando accanto ad una piazzola, il mio occhio eperto vide un movimento sospetto in una macchina parcheggiata, rallentai indicando a lei dove guardare: una meravigliosa gattina stava succhiando il cazzo di un arrapatissimo guidatore ‘Guardali, guardali!’ gridavo ‘E’ così che si fa cazzo, è così’ Credo che lei si eccitò davanti a quello spettacolo, perchè tolse i suoi piedi dal mio cazzo e li sostituì con la sua bocca. Mentre lei mi succhiava avidamente, cominciai a far girare voce sul cb della coppietta arrapata in piazzola.

Che razza di giornata. Il Morrison Express vi cordializza e vi saluta, 7351. E’ sempre vero, la merda succede. Ma non oggi. TUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU.

Il viaggio di Valentina e Luca – Seconda parte

Il viaggio di Valentina e Luca – Seconda parte
Devo ammetterlo Valentina mi ha spiazzato, stamani è stata spettacolare, questa sua voglia di sorprendermi mi ha colpito ed affondato, pensare che lei è sempre stata la mia timida metà, pensare che ho dovuto penare le pene dell’inferno per farle vedere il primo filmino osè, per fare cose che per noi maschi “erotomani” ed un po’ esibizionisti sono il pane e che per lei pensavo fossero tabù.

Mi ricordo come fosse ieri la nostra prima volta eravamo a casa mia e non aveva voluto neanche accendere la luce, quasi si vergognasse di mostrarmi il suo piacere.
Però avrei dovuto prevedere l’exploit di stamani, i segnali c’erano tutti, lo scorso inverno con l’acquisto del pc e della cam le sue fantasie erotiche avevano avuto una brusca impennata, dopo insistenze sono riuscito a pubblicare su exibizioni le nostre foto prima quelle soft poi quelle più hard, il gioco le piaceva sempre più, tant’è che sono nate amicizie di cam con alcune coppie durante le quali lei si mostrava sempre più spigliata, le stesse coppie che adesso ci apprestavamo ad andare a trovare.

A dire il vero tra me e me ho sempre pensato che una cosa è esibirsi di fronte ad una cam con un’altra coppia che fa altrettanto, una cosa è farlo in una piazzola di sosta con i camionisti che vanno fuori di testa.
Stamani mi ha smentito ed ha dato il meglio di se, adesso sono incuriosito e ansioso per ciò che potrà accadere stasera a Roma, stasera siamo ospiti di Marina e Corrado una coppia di amici di cam, una coppia simile a noi che come noi non ha mai avuto rapporti di scambio e che come noi si è affacciata grazie all’intraprendenza di Corrado al mondo delle esibizioni.

Ci aprono la porta della loro villa nel litorale laziale precisamente a Capocotta, rinomata spiaggia nella zona di Ostia – Torvaianica, Lui è un tipo un po’ su con l’età, non un bel tipo ma direi interessante, Marina invece è una bella e giovane ragazza ha una trentina d’anni è alta è bionda un fisico da modella, “la classica tipa che mi farei volentieri”, pensai tra me e me, insieme a loro c’era Antonella una loro vicina di casa una tipa molto intrigante direi la sorella grande di Mascia del grande Fratello, aveva l’aria di una che di storielle piccanti ne aveva vissute parecchie.

Dopo i primi convenevoli e le prime battute di rito del tipo “dal vivo sei meglio”, ci fecero fare il tour della casa, una bella villa con la vista diretta nella spiaggia che l’indomani mattina avrebbe visto i nostri bianchi corpi abbrustolirsi al sole.
Finito il giro ci trasferimmo nella sala da pranzo dove ci aspettava una bella tavola imbandita, ci sedemmo e tra una portata e l’altra e soprattutto tra un bicchiere di buon vino e l’altro, i discorsi si fecero più piccanti, ad incoraggiare il tutto ci pensava Antonella che, confermando le mie prime impressioni, ci raccontava delle volte che con il marito, oggi assente, aveva realizzato ciò che per noi erano delle mere fantasie sessuali.

Al culmine della serata quando il vestito già semitrasparente di Antonella aveva perso mantelle ed orpelli vari, lei si propose di fare un giochino che avevano fatto una sera a Cap d’Adge, per questo io e Corrado dovevamo calarci i pantaloni da sotto il tavolo e le donne dovevano abbassarsi l’intimo, lei sarebbe scesa sotto il tavolo ed avrebbe fatto un servizietto ad uno o ad una sola di noi.
La cosa era fattibile a patto che tutti e quattro da sopra non dovessero scostare la tovaglia e che continuassero a parlare senza interruzione come se nulla stesse succedendo li sotto, in pratica gli altri tre non dovevano accorgersi di niente.

Il gioco inizio lei si accovacciò sotto il grande tavolo ed iniziò a girare allargando le gambe di tutti i commensali, per Antonella era una manna perché non aveva che da scegliere tra due membri in erezione e due fichette bagnatissime al solo pensiero di avere tutta l’attenzione di una bocca, presumibilmente rifatta, come quella di Antonella.
Io guardavo con un po’ di curiosità e di sfida Valentina, lei non aveva mai avuto un rapporto con un’altra donna, anche se mi aveva sempre confessato che nelle sue fantasie sessuali, questa ipotesi assumeva un ruolo di prim’ordine.

Presumibilmente dopo poca attesa Antonella iniziò il suo lavoro, la musica dello stereo non ci faceva sentire i rumori che provenivano dal basso, come da accordi nei volti dei commensali non riusciva a trasparire ne la delusione di non essere i destinatari delle attenzioni di Antonella ne il o la fortunata, dialogavamo di cose assurde e quasi ridicole, dopo circa dieci minuti Antonella riemerse da sotto il tavolo facendoci giurare che nessuno di noi quattro avrebbe dichiarato agli altri, ne tanto meno al consorte, se la buona sorte fosse toccata a lui, il premio sarebbe stato una sorpresa per l’indomani mattina.

Io pur deluso dal fatto di non era stato il prescelto ero sovraeccitato dall’idea che la mia “santarellina” Valentina potesse essere stata al centro delle attenzioni di Antonella, ma per far fede al patto ebbi la forza d’animo di non chiederle nulla.
Finita la cena, ed il piccante dopocena Antonella tornò a casa e noi andammo a dormire perché l’indomani mattina ci aspettava un’intensa giornata di mare e sopratutto perché l’eccitazione del gioco fece si che appena entrati nella nostra camera da letto ci dedicammo ad una nottata di sesso ad oltranza.

Dai rumori che provenivano dalla camera di Marina e Corrado presumemmo che anche loro si stessero dando parecchio da fare.
L’indomani mattina sentimmo suonare alla porta era Antonella con il marito Ernesto appena rientrato da Milano per il Week end, ci davano la sveglia per trascinarci al mare. Malgrado la nottata trascorsa semi insonne eravamo tutti e quattro piuttosto carichi. Antonella ed Ernesto erano vestiti di un solo pareo, dalle trasparenze si poteva notare l’esagerato membro di Ernesto e la cosa solleticava Valentina che con sfacciataggine non gli staccava lo sguardo.

Fatta una rapida e fugace colazione ci spostammo immediatamente in spiaggia, qui Antonella ed Ernesto si tolsero anche l’ultimo velo rimasto sfoggiando una bellissima abbronzatura evidenziata maggiormente dalla depilazione integrale, che evidenziava le grandi labbra di lei ed il mastodontico pene di Ernesto. Marina e Corrado immediatamente li imitarono evidenziando anche la loro bella abbronzatura integrale mentre io e Valentina gli unici bianchicci e timidi rimanemmo con il costumino suscitando le ilarità dei quattro amici, dopo uno sguardo di intesa cadde anche l’ultimo velo e decidemmo per la prima volta di prendere il sole integralmente anche noi due.

La spiaggia di Capocotta, per chi non la conosce, è una spiaggia molto ampia e bella, le persone possono tranquillamente isolarsi e dedicarsi sia al nudismo che a pratiche più spinte, l’unico rischio è che in quest’ultimo caso si avvicinino dei voyeur ad assistere alle esibizioni, cosa che peraltro in taluni casi è molto gradita.
Dopo poco tempo Antonella decise di svelarci la sorpresa, prese una bandana nera mi bendò e, dopo aver verificato che nulla e nessuno potessi vedere, con fare soldatesco ordinò a Valentina di iniziare a spalmarmi della crema abbronzante in tutto il corpo, Valentina nello spalmare doveva preavvisarmi quale zona del corpo sarebbe stata la successiva.

Il dolce calduccio del sole, l’eccitazione del sapere che cinque persone mi stavano mettendo al centro della loro attenzione ed infine sentire la dolce voce di Valentina che verbalmente e localmente si avvicinava al centro del mio piacere mi creava una situazione piacevolissima. Non riuscii più a resistere ed il mio membro si sollevò mostrando agli amici una stupenda erezione, Antonella e Marina manifestavano il loro compiacimento con frasi del tipo “Vediamo che il massaggio ti piace”.

A quel punto Antonella disse: “Ora Valentina leccali la punta del cazzo” Valentina non se lo fece dire due volte e sentii la sua punta fare cerchi intorno alla mia cappella gonfia. “Adesso Valentina montagli sopra a cavalcioni” e sentii l’ interno delle sue cosce premere nei miei fianchi, poi lentamente si abbasso e sentii la punta del mio cazzo toccare le sue calde e bagnate labbra, ero a mille, lentamente la sentii scendere e sentii la sua calda vagina accogliere il mio membro turgido, Valentina con voce accattivante mi disse preparati alla sorpresa e mi levò la benda, con stupore vidi che sopra di me c’era Antonella che, mentre mi sorrideva, lentamente e ritmicamente saliva e scendeva dal mio membro.

Ebbene si Valentina mi aveva stupito di nuovo, la sera prima aveva complottato con Marina ed Antonella ed i frutti si erano visti, ed io come un pollo ci sono cashito di nuovo, un po’ imbarazzato e soprattutto preso in contropiede mi irrigidisco, ma noto che anche Valentina a fianco a me sorrideva e chinatasi mi disse all’orecchio “Goditela è quello che volevamo”, a quel punto io mi scongelo ed inizio a toccare il seno di Antonella aiutandola nei suoi ritmici sali e scendi, Valentina sempre chinata su di me inizia a baciarmi, la situazione è fantastica, vedo Ernesto che approfitta del fatto che Valentina è a carponi e da dietro la possiede noto la smorfia prima di dolore poi di piacere che Valentina ha nell’accogliere l’esagerato membro, mi guarda, ci guardiamo siamo all’apice.

Ernesto continua a montare Valentina mentre Marina si inserisce nel gioco e posiziona la sua calda fichetta sopra la mia bocca guardando in faccia Antonella. Uno sguardo d’intesa tra le due donne che iniziano a baciarsi. Corrado ipereccitato inserisce il suo membro tra le bocche delle due donne che continuano a baciarsi e contemporaneamente pompano il fortunato, io sotto sento i gemiti e godo anche per loro.
Nel frattempo si è sparsa la voce ed un gruppetto di guardoni si è avvicinato e ci cinge a cerchio con discrezione, sanno qual è il loro limite sono ad un paio di metri e si menano le loro verghe con ardore vedendo questo nugolo di corpi caldi e sudati ansimare e godere.

L’estasi è presto raggiunta uno dopo l’altro raggiungiamo l’orgasmo Ernesto dentro Valentina, Io dentro Antonella e Corrado schizza in faccia alle due assetate donne.
Sfiniti ci sdraiamo nella sabbia e nei nostri umori poi tutti e sei ridendo corriamo verso il mare lasciando i guardoni a finire il loro lavoro.
È stata la nostra prima volta, ma pensando a ciò che è successo nei primi due giorni di vacanza ho il pensiero che non sarà certamente l’ultima delle nostre avventure.

Dimenticavo la sorpresa di Antonella era rivolta a me perché ero l’unico dei quattro che non aveva “goduto” dei suoi servigi.

Finalmente le vacanze…….

Wrooooooom wroooooom il motore gira regolare, 140 all’ora.
Wroooooom wrooooom sorpassiamo i camion, sorpassiamo roulotte e camper.
Wrooom wrooooom ISO Radio ci avvisa che c’è traffico, tanto per cambiare, nel tratto appenninico della Bologna Firenze e sulla Salerno Reggio Calabria.
Wrrooooom wroooooom una canzone, poi un’altra. Sono stanca, continuo a dormicchiare mentre Luca come se niente fosse, canticchia. Finalmente siamo partiti per le vacanze, l’idea è di gironzolare su e giù per l’Italia, un po’ di cultura, un po’ di mare e soprattutto incontreremo alcuni amici conosciuti in internet, non ne vedo l’ora.

Non vedo l’ora di arrivare, non amo andare in macchina, mi stanco, mi annoio, mi rompo. Provo ad aprire gli occhi, il sole sta sorgendo e la luce comincio ad illuminare il paesaggio attorno a noi, il panorama intorno a noi è cambiato, non più pianura, campagna, ma montagne, aspre, aride dure, Luca sta guidando ormai da quattro ore ininterrottamente, me lo guardo, con gli occhi semi chiusi, facendo finta di dormire, mi piace il mio uomo, non è esattamente bello, ma mi piace, mi piacciono i suoi occhi neri e profondi come la notte, ha un carattere dolce anche se è testardo come un mulo, mi capisce, mi ama, lo amo.

Mi stiro sul sedile dell’auto, lui mi guarda mi sorride, e con una mano mi accarezza il viso, me la stringo stretta quella mano e la bacio.
­- Dove siamo?
­- Non lo so, non capisco più niente, questa strada è tremenda
­- Uffa non arriviamo più
­- Tra un po’ mi fermo, devo andare in bagno se no mi scoppia tutto qua
­- Cosa ti scoppia?
E così dicendo vado a toccarlo da sopra i pantaloncini, strapazzandolo un po’, bastano due secondi di palpeggiamento che già il suo “coso” comincia a gonfiarsi
­- Ehilalala che spettacolo, e così dicendo infilo la mano sotto i pantaloncini a palpeggiare un po’ il mio bellissimo giochino
­- Ehi sta ferma dai, sto guidando, cos’è ti sei svegliata calda? L’aria delle vacanze?
­- Se non ti va, mi fermo subito!!!!
E così dicendo tolgo la mano e mi rannicchio sul sedile, lo guardo e faccio il broncio, ma come si permette di rifiutare una mia avances? È vero sta guidando, ma cazzolina era solo una palpatina innocente.

Mi rannicchio sul sedile, ma mi è venuta un po’ di rabbia, ed anche un po’ di voglia, sentirmi in mano il mio gioco preferito, sentire il suo calore mi ha fatto scaldare, mi è venuta voglia di giocare
­- Se non posso giocare con te allora mi tocca giocare da sola!
Luca mi guarda stupito, lui lo sa che io posso esagerare, lui lo sa che se mi fisso …..
­- Valentina cosa vuoi dire?
­- Niente Luca, proprio niente, tu continua a guidare, non preoccuparti
Luca guarda la strada, lo voglio stupire, ho voglia di giocare, mentre le guardo, lascio che le mie mani comincino a giocare con il mio corpo.

Una mano comincia a giocare con il mio seno, con le dita da sopra la maglietta disegno dei cerchi attorno al capezzolo, che subito si erge eccitato e voglioso, gli giro attorno, lo stuzzico, lo pizzico lo tiro e ondate di calore scendono a scaldarmi, alzo la maglietta e la mia mano corre sulla mia pelle nuda, corre a toccare la dove sa, corre a stuzzicare le mie tettine, corre a giocare con i capezzoli duri come chiodi, li tira, lo stropiccia, ci gioca delicata e violenta nello stesso tempo.

Luca è strabiliato, mi guarda e mi chiede cosa diavolo sto facendo
­- Niente, niente, tu guida, gioco solo un po’
Lui rallenta, alcune macchine ci sorpassano, potrebbero vedermi, forse, chi lo sa, chi se ne frega anzi, l’idea mi eccita ancora di più; la mano va giù, accarezza la pancia, si ferma a giocare con l’ombelico. Mi siedo meglio, allargo le gambe e metto i piedi sul cruscotto, mi lascio scivolare un po’ in giù
­- Ma che fai Valentina sei matta?
­- Niente, niente tu guida,
La voce si è fatta roca, una mano scivola dentro i pantaloncini, scivola sulla pelle liscia del mio pube depilato, liscio e morbido, solo un ciuffo di peletti che contornano la mia fighettina.

Mmmmmmmmmmmmm che bello, le dita corrono a scoprire, queste pieghe di carne morbida e sensibile, vanno ad aprire porte sconosciute, vanno a giocare con questa carne dalle mille sfumature di rosa e di rosso. Chiudo gli occhi e lascio che il mio corpo vaghi nel piacere, due dita stanno giocando all’inizio della mia vagina, l’indice dell’altra mano sta stuzzicando il bottoncino, lo titilla, lo scopre, lo accarezza, onde di calore partono dalla mia testa, si concentrano li.

Il mio corpo vola, si stacca dalla testa, la mia razionalità finisce dove inizia il piacere mi dimentico di dove sono, e lascio che la mia voglia di godere comandi.
Allargo le gambe, le dita entrano nella mia vagina, una, due profonde, il dito indice ruota sulla mia clitoride, Dio che bello. La mia testa pensa al godere, pensa a quando facciamo sesso, pensa al mio amore, e le mie mani entrano escono, schiacciano, accarezzano, cercano i punti più sensibili e li trovano.

Sento i miei umori scendere sulle mie gambe, sento il mio odore di donna, il profumo del mio piacere ha invaso la macchina. Dio mio che bello, come mi piace, le mie dita giocano con la fighettina ed io sto viaggiando in un mondo di goduria, poi un clacson tuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu ed una sbandata mi riportano a terra. Luca è pallido e rosso nello stesso tempo, sta sudando, è teso, alla prima piazzola di sosta si ferma, spegne la macchina, mi guarda negli occhi, le mie mani continuano a toccare, stuzzicare, accarezzare.

­- Valentina cosa diavolo stai facendo? Siamo in autostrada, mica in camera nostra! Mi vuoi far andar fuori di testa? Vuoi che tutti i camionisti della Bologna – Firenze si fermino con te?
­- Amore, voglio solo farti vedere quello che ti perdi quando mi rifiuti
E così dicendo chiudo gli occhi, sposto di lato i pantaloncini e lascio che lui veda le tre dita infilate nella mia vagina.
Tuuuuuuuu un camion strombazza il suo clacson passandoci accanto, so che mi possono vedere, ma non mi interessa, l’idea che altri occhi sconosciuti ci vedano mi fa eccitare ancora di più, socchiudo gli occhi, Luca mi sta guardando, a bocca aperta, gli occhi stupiti, non sa cosa fare, non sa come muoversi, è una cosa nuova questa, ha paura di sbagliare.

Vederlo così impacciato mi fa tenerezza, me lo fa amare ancora di più, vedo che si abbassa i calzoni e comincia ad accarezzarsi, il suo cazzo è rosso, paonazzo, sembra stia scoppiando con la mano comincia a masturbarsi.
Tuuuuuuuuuuuuu un altro camion
Tuuuuuuuuuuuuu un altro ancora, la rete di CB li ha avvisati
Le mie dita frullano sempre più forte, dentro fuori, fino in fondo, i miei capezzoli sono come di pietra, ansimo, grido, parlo e faccio versi, dentro fuori, veloce, veloce, veloce sul bottoncino, le mie dita scivolano facili, facili dentro il mio corpo, i miei umori mi hanno imbrattata, rumori ed odori quasi osceni quasi sporchi
Tuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu
Tuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu
Uomini che mi guardano, Luca che si masturba accanto a me, Dio se mi piace, Dio che bello mi sento donna, mi sento viva Luca arrivo, arrivo, arrivo, stingimi
Sento come un onda che parte da dentro e mi spinge ad urlare ad inarcarmi, tutto il mio corpo è teso attende l’urlo liberatorio attende che il godere esploda dentro e fuori me E poi arriva, arriva ed urlo le mie dita sono come impazzite entrano fino in fondo, il mio corpo saltella si inarca si solleva ed il piacere si impossessa di me, urlo tutto il mio godere
Tuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu occhi estranei che mi vedono urlare
Luca mi abbraccia stretto, il mio corpo vibra vicino a lui, mi bacia gli occhi, la fronte i capelli, lascia che la mia bocca respiri, come un sommozzatore che riemerge dalle acque più profonde, ho bisogno di aria, il mio corpo si rilassa, le mie dita escono da me, un attimo di spossatezza, gli occhi chiusi, un senso di pace e di pienezza bellissimi
Tuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu occhi vogliosi che passano e vedono una donna con le gambe spalancate, la figa di fuori, ma quanto poco possono vedere di quello che è davvero
Luca è accanto a me, lo guardo è eccitato, è stupito, sta scoprendo una donna diversa, una moglie nuova?
Tuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu
­- Valentina ti amo, ma perché così cosa è successo?
­- Niente amore, avevo voglia di godere.

Tu mi hai detto che doveva essere una vacanza “goduriosa” e questo mi sembrava un bel modo di iniziare
Luca mi guarda con occhi diversi, non sa cosa dire, è buffo con quella faccia così, i calzoncini a metà gamba ed il cazzo di fuori. È buffo ed eccitante, mi si avvicina, mi bacia, le nostre lingue si cercano, si inseguono, mi stringe a lui sento tutto il suo amore, è un bacio lungo, caldo, appassionato in un bacio ci diciamo tutto il nostro amore, la nostra complicità.

– Dai stenditi che adesso ti faccio rilassare io
Lui si stende sul sedile, lo abbassa un po’, io mi avvicino, comincio ad accarezzarlo, tutto attorno, su e giù, su e giù mi piace sentirlo nelle mani duro, caldo vivo. Su e giù poi un giretto ad accarezzare i testicoli, il suo scroto si è “rappreso” con le mani accarezzo, gioco, mi abbasso con la testa, mi appoggio alla sua pancia, la bocca a pochi millimetri dalla sua cappella.

Lo masturbo lentamente su e giù, lui spinge in su vorrebbe che lo baciassi, no, no è troppo presto ancora, soffio e lui sente il mio respiro, la mia bocca è lì a pochi millimetri ma non è ancora ora.
Tuuuuuuuuuuuuuuuuuu stavolta il clacson parla di invidia
Tuuuuuuuuuuuuuuuuuuu vi piacerebbe, ma la mia bocca adesso e solo per il mio uomo
Lo accarezzo su e giù su e giù, sento il suo corpo tendersi, no è presto aspetta, rallento il ritmo, lo stringo un po’, giochi con i suoi peli, e poi ricomincio, lentamente con le mani su e giù, su e giù.

Mi avvicino, lui sente il mio fiato e poi con la lingua comincio ad assaggiarlo, piano lentamente, tutto intorno alla cappella, la assaggio, la gusto con lentezza e piacere. Lui si tende, spinge ma io mi scosto, lo lecco tutto attorno poi scendo giù con la lingua, lascio strisce lucide a traccia del mio passaggio poi di nuovo su, gioco con il suo buchino, un sapore leggermente salato mi parla del suo piacere, gocce di piacere che mi dicono delle sue voglie.

Mi giro, mi inginocchio a terra, devo spostare la leva della marcia, certo l’abitacolo della macchina non è esattamente il posto più comodo per queste manovre
Tuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu altri camion ci suonano che sia tifo? Che sia un incitazione?
Finalmente trovo la posizione che volevo, volevo che lui mi vedesse, volevo vederlo!
Lo guardo negli occhi, lui guarda me, apro la bocca e piano piano, lentamente comincio ad ingoiarlo, adagio lentamente, fino in fondo, fino a dove posso e la mia lingua gioca, lecca, liscia.

Risalgo lentamente e succhio e gioco, risalgo e lo guardo. Poi giù e su sempre più a fondo sempre più veloce.
Lascio che la mia saliva scenda a bagnarlo, a bagnarmi le mani, lo masturbo, lo succhio. Il suo sapore nella mia bocca, la consistenza nelle mie mani. Su e giù, dentro e fuori movimenti conosciuti ma fatti qui, fatti così mi piace, mi piace da morire
Tuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu Tuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu siete invidiosi vero?
Su e giù sempre più veloce, Luca è troppo eccitato, lo sento tendersi, lo sento irrigidirsi, sento la sua onda che monta, mi scosto appena in tempo e lui esplode, lo accarezzo forte, lo lecco accompagno il suo orgasmo con dolcezza, lo accompagno fino a quanto sento che si rilassa, mi fermo, alzo gli occhi e li incrocio coni i suoi.

Silenzio tra di noi, stiamo gustando il nostro piacere, mi rialzo, siamo imbrattati di sperma, inzuppati di afrori di donna, mi siedo sul mio sedile, provo a sistemarmi un po’.
Tuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu lo spettacolo è finito
Ripartiamo, ci fermiamo al primo autogrill dobbiamo provare a ripulirci un po’. Il piazzale è pieno di TIR, scendiamo, ed ho l’impressione che mille occhi mi stiano guardando, mi stiano spogliando. Rinfreshiti alla bene e meglio entriamo nel bar per un caffè, un ragazzo ci si avvicina assieme ad un signore più anziano mi tende un biglietto con un numero di cellulare
­- Signora se avrete bisogno di assistenza strada facendo ci chiami, vedremo di aiutarla
Luca li guarda, guarda me e poi si mette a ridere
­- Grazie, dico loro, ma credo che sapremo cavarcela da soli
Loro escono ed io come una bambinetta trovata con le mani nel vasetto di marmellata arrossisco dalla testa ai piedi, come se all’improvviso tuta la mia sicurezza mi avesse abbandonato.

Luca mi guarda, mi abbraccia e mi bacia
Ti amo Valentina, ti amo, adesso andiamo che abbiamo un sacco di strada da fare
ISO radio ci avvisa che a Barberino la coda non c’è più ma c’è traffico vicino a Roma. Mi accoccolo sul sedile, Fiorella Mannoia ci accompagna, il sole ormai è alto ma ho voglia di dormire, guardo il mio amore poi chiudo gli occhi e penso che questa sarà proprio una vacanza indimenticabile.

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Come iniziò tutto (versione comica) Parte 1

Salve a tutti, mi chiamo Matteo, ma per tutti son Matt, e visto che voi siete tutti, sono Matt… Questa è la storia di come ho iniato il mio viaggio nel turbolento e variegato mondo del sesso. La storia inizia in una freddissima mattina di metà novembre, era l’anno 2006 e allora avevo 16 anni; l’appuntamento era fissato per le 5:30 del mattino il pullman che ci avrebbe portato all’aereoporto già mi stava aspettando (ritardatario cronico) e di li a poco io e i miei compagni di classe saremmo partiti per la gita scolastica, destinazione London.

Devo fare una piccolissima premessa, all’epoca di sesso sapevo poco e niente, avevo dedicato (non che abbia smesso XD) la mia vita allo studio della chitarra da quando di anni ne avevo 5 e sinceramente vivevo nel mio mondo, incurante delle ragazze che mi stavano attorno. Detto questo durante il viaggio fui un continuo bersaglio da parte dei miei compangi e compagne di continue richieste di canzoni da suonare con la chitarra che fedelmente mi ero portato dietro (lo so è assurdo direte voi ma ricordate la premessa)richieste che esaudii senza troppe difficoltà (per dovere di cronaca due canzoni mi vennero richieste dalla professoressa di matematica).

Arrivati in Hotel a Eton Road mi accorsi di avere finito le sigarette e, fra una bestemmia e l’altra, scesi dalle professoresse chiedendo il permesso (che OVVIAMENTE mi fu negato) di uscire per andarle a comperare, rassegnato al peggio mi resi conto che una delle mie compagne, Chiara, era una fumatrice così bel bello (si fa per dire) bussai alla porta della camera per chiederle una sigaretta. Alla porta tuttavia non mi apri Chiara, ma Federica un’altra mia compagna, solo ora mi rendo conto che era di una bellezza accecante, ma in quel momento io pensavo solo alla mia sigaretta e non ero disposto a concedermi distrazioni.

Mi invitò ad entrare in camera e SOLO in quel momento (pensate un po voi che COGLIONAZZO ero) mi accorsi che per coprirsi altro non aveva che un asciugamano annodato filo capezzoli, da far girare la testa ad una statua. Entrato in camera mi accomodai sul letto aspettando che lei frugasse nella borsa dell’amica alla ricerca della sigaretta mancante, una volta trovata me la porse e lì ci fu il primo flash di un capezzolo fuggiasco che fece capolino dall’asciugamano; arrossendo terribilmente glielo feci notare e lei si copri con malagrazia; era oramai quasi un’ora che non fumavo e quindi decisi di non voler aspettare oltre e lì, sul letto, accesi la sigaretta… SOTTO il sensore antincendio.

In un lampo vidi Federica letteralmente lanciarmisi addosso per evitare di far allagare tutto l’Hotel, riusci nel suo primo intento, nel senso che la sigaretta si spense e per fortuna non shittò l’allarme; tuttavia evitare la catastrofe rimanendo coperta era la di là di ogni più rosea previsione; ricapitolando era sdraiato su un letto in una camera d’albergo con una figa spaziale NUDA sdraiata sopra (ora, ero un filino svampito, ma fino a tanto no.

Quidni, con una malizia che non mi apparteneva le diedi un pizzicotto amorevole (o così credevo) sul culo, lo schiaffone fu inevitabile, cambiai tattica: la strinsi con le mani proprio sopra le fossette di Venere e le chiesi se era quello il suo obbiettivo fin dall’inizio (ovviamente in tono sarcastico) lei capiì fischi per fiaschi e mi stampò un bacio che a me parve durare mezz’ora (il primo in assoluto mio)e si mise a sedere sul mio uccello, che nel frattempo sembrava volesse esplodere (abbastanza dolorosa la sensazione)iniziò a sbottonarmi la camicia lentamente, mi baciava ad ogni bottone slacciato (fate voi erano 23 -.

-")rimasto in mutande cercai di prendere in mano la situzione e la girai di peso levandomi l’ultimo pezzo di biancheria allo stesso momento (apro una parentesi, uomini ci vuole un po’ di pratica ma giuro che fa veramente figo questo giochino, contattatemi che vi spiego meglio come farlo) e mi appoggiai a lei. Dopo circa……5 secondi lei capì che ero completamente incapace e mi fece strada lei fra le sue cosce umidissime. Iniziai a spingere a ritmo sempre più veloce e, a giudicare dal casino che faceva, con ottimi risultati (ai tempi non ero proprio un fenomeno dell’arte amatoria, ma Madre Natura con me è stata magnanima XD)dopo circa un quarto d’ora la vidi contorcersi come un’anguilla, si aggrappò a me, affondo i suoi denti nella mia spalla per non urlare (un male porco) e venne, la forza di quell’orgasmo io giuro non l’ho più vista in nessuna ragazza: si contorse talmente tanto che il mio uccello scivolò fuori e lei fece tre getti di liquido dalla sua figa… La situazione iniziò a degenerare: con una foga che aveva dell’inumano si avventàò sul mio bastone cavalcandolo furiosamente fino a che non ebbe un altro orgasmo pauroso, questa volta affondando le sue maledette unghie direttamente sui miei poveri pettorali (una ragazza che lascia il segno non c’è che dire)e ricominciò con rinnovato furore, ansiamando come una locomotiva.

Altri due dolorosi (per me) suoi orgasmi e io non resistetti più le afferrai il culo con entrambe le mani e diedi due colpi velocissimi e profondi, quella fu, letteralmente, la goccia che fece traboccare il vaso: le venni dentro mentre il mio corpo era attraversato da un brivido che mai avevo provato (e che non avrei provato mai più, non così intenso in ogni caso). Restammo nudi e abbracciati per un po’, poi la paura di essere scoperti prese il sopravvento e ci rivestimmo, lei mi baciò e mi invitò per la sera ad una partita a poker con le sue amiche e fi fece l’occhiolino, terrorizzato da quello che sarebbe potuto succedere accettai, uscii dalla camera, riaccesa quella benedettissima sigaretta (e poi fumare fa male cazzo?!?!?!?!?) entrai in camera mia con un sorriso a 32 denti… Superfluo dire che shittò l’allarme antincendio.

La storia prosegue ancora, se è stata di vostro gradimento scrivetemelo e io continuerò a scrivere le mie (dis)avventure
P. S. Non cambio il modo di scrivere, se non vi piace non leggetele punto.
BYE BYE AND KISSES!!!!!.