Archivio mensile:Luglio 2010

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Non lo facevo per piacere, era una sfida in cui io mi ero messa a gareggiare e a qualsiasi costo volevo vincere. Così continuai a paciarle il seno, mi attaccai ad un suo capezzo e succhiai forte che lei piegò la testa dal piacere ed emise un grido a questo punto la spinsi distesa sul divano lei era soddisfatta di questa iniziativa nn lasciò la presa che una mano aveva sulle mie tette e con l’altra mi prese la testa e la spinse tra le sue gambe dove scoprii un lago, nn feci fatica ad infilare prima uno poi due e tre dita mentre mi davo di gran voglia a succhiarle la clito, non le lasciavo tregua alternavo movimenti rapidi ad altri lenti, in modo da non farla venire, quando inarcava la schiena rallentavo e quando si rilassava acceleravo, sentivo che voleva venire ed ero io a decidere mentre era abbandonata alla mia dolce lingua.

Ero convita che l’avrei pagata cara se l’avessi fatta venire allora per precauzione mi girai le misi il mio sesso sopra la sua faccia per Sonia fu facile spostarmi gli slip e cominciare ad esporare la mia fica, che cominciava a colare di umori caldi sul suo bel viso. Mi ero completamente lasciata andare ero su un altro pianeta e più Sonia leccava + non capivo niente e aumentavo il ritmo di penetrazione delle mie dita sulla sua vagina.

Il mio ventre si muoveva da solo contro la sua lingua non riuscivo a controllarmi sentii lei gridare e i muscoli del fica contrarsi io non mi fermai e lei gridò più forte come per farmi smettere questo suono mi eccitò a dismisura e venni sopra di lei mentre succhiava la mia clito. Mi arrestai ero esausta, non realizzavo ancora di aver fatto del sesso con un’altra donna e mi accoccolai accanto a lei baciandola e accarrezzandole il seno.

E’ stato bello e lo stesso leggevo negli occhi di suoi. Restammo un po’ sedute vicine a baciarci come due innamorate.

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Mi chiese di restare almeno un altro po’ finchè mi fossi rimessa a posto con la botta e, anche se stessi bene e fossi in grado di tornare nella mia stanza, rimasi con lei a parlare di cose generali come il lavoro il tempo libero; di cui mi disse frequentare i miei stessi posti. Infine osai un po’ di + nel chiederle come mai la sua amica fosse arrivata così tardi, erano ormai le 2.

00 di notte! Lei senza alcuna esitazione, e senza mostrare alcun che di turbamento, mi disse ” fino a qualche giorno fa era la mia fidanzata”. Io divenni rossa e impacciata non trovavo il modo di parlare la gola si fece secca e tutto quello che mi veniva da dirle mi sembrava invadente e offensivo.
Lei capì il mio stato di disagio e con un timido sorriso di soddisfazione, quasi nel godere del mio impaccio come un aspetto nuovo che non aveva mai provato mi disse “scusami, se sono stata così poco riservata della mia sfera sessuale, ma dato che ogni volta devo cercare di nasconderlo per una volta volevo farne tanti giri di parole, per sentirmi libera”
Io ero quasi paralizzata e queste parole mi avevano quasi bloccato su divano, nn mi passava per la testa di uscire come se fosse già scartata come possibilità.

Ero quasi obbligata a restare per non sembrarle sgarbata, e per dimostrarmi che non avevo pregudizzi sugli omosessuali, di cui ero fortemente convinta ma che in quella situazione mi sembrava vacillare; come se mi desse fastidio a trovarmi con difronte una lesbica.
E sebbene lei capisse benissimo il mio stato, quasi come chi scopre un nuovo gioco, prosegui col provocarmi, mi fece i complimenti per la mia bellezza e passando in rassegna tutte le parti del corpo mi lodava con voce tenera e lenta condita di sospiri di piacere, come una gatta in calore.

Io la stavo odiando, quando mi saltò per la testa di giocare come stava facendo lei con me, infondo anche lei sapeva che fra pochi giorni non ci sarebbe stato più modo di vedersi, nessuna di noi sapeva niente dell’altra. Così dal rossore che inizialmente mi scaldava le guance e mi teneva il cuore in palpitazione passai a un respiro più rilassato con fare vendicativo di chi messo alle strette ora vuole vendicarsi.

“Sai, le bionde non sono il mio tipo” così cercai di divincolarmi da quella sua morsa di bei complimenti.
“Così sei lesbica anche tu!” sorrise lei avendo mangiato la foglia,
“No sono etero, ma col mio ex abbiamo fatto delle cosette con una nostra amica”, mi stavo inventanto tutto senza sapere dove sarei arrivata infondo stavo giocando.
“E così non ti piaccio neanche un po’, magari la tua amica importava più il tuo ragazzo che te” Sonia disse con dispetto e ancora disse “vuoi mettermi alla prova?”
A questa domanda provocatoria rimasi pietrificata quasi che il giocattolo con cui stato cincischiando si fosse rotto, era ancora lei ad avermi in pugno e come una stupida non volevo perdere, come se quella fosse una sfida, e nn una provacazione che lei mi tendeva.

“Si vediamo che sai fare” le dissi, come se potessi ancora sfuggire alla sua trappola come se alla fine fosse solo un sogno da cui potevo risvegliarmi.
Lei si illuminò, aveva smarrito quella sicurezza con cui mi dominava le certezze che aveva su di me non le aveva più. Io godevo di questo.
“Allora guarda troietta”. Sonia si alzò dal divano, andò alla porta la incatenò, abbassò le luci poi sculettando si avvicinò allo stero prese il primo cd e attaccò, era You can ur hat on.

Doveva farlo spesso lo strip pensai. Prese una sedia e comincio a fare uno strip tease che la invidiavo era brava, e al contrario di quello che le avevo detto era bella. le sue forme apparivano e scomparivano sulla vestaglia, le gambe si legavano alla sedia in un istante per poi alzarsi in piedi e scivolare in una spaccata. Si avvicinò a me che la fisso dal divano, e piegandosi a 90 gradi in avanti tendendo le gambe un po’ divaricate e nude mi mostrò i suoi capezzoli nudi e turgidi dalla scollatura.

Dopo di che passò a togliersi gli slip, prima giocandoci abbassandoli lievemente e infine con un gesto lento ma continuo se li sfilò e li gettò sul divano accanto a me, io li presi e per dimostrarmi eccitata li annusai mostrando soddisfazione lei continò passando alle spalline che faceva cadere e rialzare scoprendo qulle piccole tettine, si sedeva mostrando il pube ben curato su cui era rasata la scritta LOVE mentre il suo sesso era liscio, come il suo culetto che senza slip mostrava piegandosi e toccandosi.

Conosceva la canzone molto bene tanto che un attimo prima che finisse la canzone rimase nuda facendo cadere ai suoi piedi la vestaglia, e come una vera spogliarellista mi fissave compiaciuta della sua esibizione.
“Bene, che ne dici ci sò fare?! Ora vediamo cosa sai fare tu!” Completamente nuda Sonia si sedette su di me che non avevo realizzato quello che stesse facendo mi prese la testa dolcemente e si apprestò a baciarmi.

Avevo scherzato col fuoco ora dovevo pagare.
Cercai di dire qualcosa, tipo che non volevo, che era uno scherzo, ma lei fu + rapida e appoggiò le sue labbra sulle mie. Le mie mani erano piantate sul divano quasi a attutire il colpo, come se anzichè un bacio mi stesse dando un pugno.
Sonia sentì che ero rigida e staccandosi lievemente dalle labbra mi disse “cos’è puttanella non sai neanche baciare?!”
Quasi come una sfiga a chi bacia meglio la presi per i fianchi e comincia a baciarla con la lingua, con forza.

Lei si eccitò e strinse la mia testa che era nelle sue mani. Poi con una mano mi passò i capelli per finire sulla mia spalla, accarezzandomi il collo e la infilò dentro la generosa scollatura del mio vestitino da sera verde. Io allo stesso modo senza staccarmi con le labbra passai dalla bocca al suo collo e infine sul tette che comincia a succhiare avidamente.

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Sono una ragazza di 19 anni, e secondo le mie amiche molto carina. Sono alta 1. 75 mora capelli alle spalle, occhi scuri, nasino a punta il resto del mio corpo è dotato di un seno abbondate, una quarta, e un fondo schiena che è la parte migliore, piccolo e sodo.
Voglio raccontarvi la mia prima esperienza con una ragazza, Sonia.
Era l’estate scorsa a FDM, sono andata a fare la stagione estiva all’H.

R.. Quasiogni sera dopo mezza notte finito di lavorare andavo a divertirmi Lucia, una collega, andavamo in disco, pub e feste in spiaggia fino alle 4 del mattino. Tanti i tipi che ci provavano, ma a me a differenza di Lucia non interessavano e le volte che lei se ne andava con qualcuno a me non rimaneva che alzare i tacchi e tornare in hotel.
Una sera eravamo in discoteca e all’improvviso Lucia sparisce, la vedo seduta ad un tavolino con un tipo e mi fa un cenno che conoscevo e che significava che lei quella sera nn tornava con me.

Io rietro da sola in hotel, facendo piano per nn svegliare ma coi tacchi sono inciampata sul tappeto e nel tentativo di non cadere ho teso la mano verso la parete, ma cera la porta aperta di una stanza e sono caduta dentro alla stanza. Ho sbattuto la testa per terra e non sono riuscita ad alzarmi subito ed è accorsa una ragazza che un po’ spaventata è accorsa alla sua porta. Io ero frastornata e barcollante mi sono alzata chiedendo scusa e cercando di spiegare, ma la ragazza dopo la paura iniziale capì cosa era successo e mi aiutò visto che perdevo del sangue dal mento, che peraltro mi faceva molto male.

Lei era una mia collega che lavorava in cucina, e che avevo già visto di sfuggita, mi chiese di sedermi intanto che guardava per un cerotto io ero rimasta incantata dalla sua bellezza, alta quanto me era bionda con un seno piccolo ma a punta e due gambe da paura, spendeva nella sua vestaglia corta dalla quale si notavano anche gli slip rosa. La aspettai dove mi aveva fatto accomodare, quando tornò mi mise un cerotto e mi chiese dove stessi andando e le spiegai che ero caduta e con un po’di irriverenza le chiesi come mai avesse avuto la porta socchiusa.

Sonia, questo è il suo nome, con un po’ di titubanza e un velo di rossore sul viso mi disse che era appena andata doveva arrivare una sua amica e che per non far rumore le aveva lasciata la porta aperta. Io a questo punto volevo andarmene per non esserle di peso e quando stavo per alzarmi mi disse che non dovevo preoccuparmi e che la sua amica non sarebbe arrivata….