Una scommessa che non dovevo perdere… (7)

Segue dalla parte 6

La sera prima ero crollato addormentato. Volevo dormire un’oretta, ma alla fine dormii tutta la notte. Feci dei sogni strani, con una forte carica erotica. Mi svegliai un paio di volte, accorgendomi di essere eccitato, per poi riaddormentarmi. Anche questa volta mi sveglio con una forte sensazione di eccitazione, ma non era per quello che stavo sognando. La sensazione era dovuta alle sue carezze.

Lei era sdraiata di fianco a me, appena apro gli occhi mi bacia.

“Buongiorno tesoro… ti sei svegliata alla fine…”
“Alla fine?”
“Si… sono più di cinque minuti che sto giocando con te… pensavo ti svegliassi prima…”

Sento un brivido, sentivo le sue carezze sul mio uccello, ma erano leggere, delicate. Guardo cosa sta facendo, e mi accorgo che aveva avvolto con le sue mutandine il mio uccello, e mi stava masturbando strofinandomele addosso, senza stringere la mano. Il raso sulla pelle dava quella sensazione leggera, quasi di solletico, ma molto eccitante.

Mi rendo conto che ero rimasto con reggiseno, mutandine e reggicalze… e lei mi parlava ancora al femminile.

Mi dice “Ora rilassati amore mio, vado a fare colazione… ” e mi bacia sulle labbra, poi sul collo, sul torace, sulla pancia, fino ad arrivare al pube, e comincia a baciarlo, leccarlo, succhiarlo.
Un risveglio da favola. Non so quante volte le avevo detto che mi sarebbe piaciuto avere un risveglio così, oggi ha deciso di accontentarmi.

Sentivo le sue mani sulle gambe, sulle cosce, tra le cose, che mi accarezzava sul sedere. Apro le gambe, e sento che infila le dita verso il culo, accarezzandomi infilando un dito giusto nel buchetto.
Il piacere sale, sempre di più. Lei è sempre stata molto brava in questo tipo di coccole, ma oggi aveva cambiato modo di farle. Era lo stesso modo del giorno prima. Dall’essere dolce era diventata spudorata, passionale.

Succhiava con energia, stringeva in bocca il mio uccello, si muoveva su e giù con la testa come se mi stesse scopando con la bocca. Era anche molto più rumorosa del solito, anche questo era molto eccitante.

L’orgasmo giunse in meno di cinque minuti, nei quali non si era mai tolta l’uccello di bocca. Ad un certo punto, tra un gemito e un altro, le dico “daiii… ora non fermarti…. “, e lei strinse in bocca il mio cazzo, e mentre sentivo le contrazioni che spingevano fuori la mia sborra nella sua bocca, lei succhiava senza fermarsi.

Una sensazione strana, sentivo fluire la mia sborra da dentro l’uccello a dentro la sua bocca.

Lentamente le contrazioni diminuiscono, e lei risale sulla mia pancia, per darmi un bacio. Un bacio caldo, scivoloso. Anche se aveva mandato giù quasi tutto, le era rimasta la lingua coperta della mia sborra, e con il bacio ne sento il sapore.

“Avevi sempre detto di volere venire svegliato con un pompino, ora l’hai avuto.


Un pensiero gradito. Io l’abbraccio, e la accarezzo, sul seno, sulla pancia, sulle gambe, tra le gambe. Appena appoggio le dita sulla figa lei mi ferma. Mi dice che era ancora indolenzita dalla sera prima.
Mi ripete che era enorme… molto apprezzato, ma non era abituata, e ne risentiva ancora l’effetto.

Si rilassa al mio fianco, e mi dice che la sera prima era stato fantastico.
Ci credo, non l’avevo mai vista venire tante volte di fila…

“Senti… devo però dirti una cosa… anzi, devo proprio scusarmi con te…”
“Perché? Cosa è successo?” le chiedo incuriosito.

“Ieri sera… ero eccitatissima. Ero proprio su di giri… e non riuscivo a non pensare a Stefania. E’ stato come scopare con lei… non è bello andare a letto con una persona, mentre si pensa ad un’altra. “
Capivo che era imbarazzata, ma non capivo se lo fosse perché stesse pensando ad un’altra persona oppure perché pensava ad una donna. Forse per entrambe le cose.

“Vedi… ieri non ti ho detto tutto… “

E comincia a raccontarmi tutto quello che era avvenuto, anni prima, con Stefania.

Lei le mise la mano tra le cosce, ma non per pochi istanti. Giocò sopra le mutandine per un poco… poi forse perché Laura non reagiva, le mise un dito sotto le mutandine, accarezzandola ancora più intimamente, cercando il clitoride… questo le diede un brivido inaspettato e piacevole, mentre il tutto andò avanti almeno un minuto… e poi Stefania smise, perché non vedeva reazioni. Era anche per questo che si era bagnata.

Quando era tornata a casa, era eccitata in modo esegerato, e non riusciva a smettere di pensarci.

Va in camera, si rimette gonna e camicetta, e torna a pensare quando Stefania le mise le dita tra le cosce. Mentre ci ripensa, si tocca e si accorge di essere bagnatissima, ancora di più di quanto lo fosse prima. Se se ne fosse accorta Stefania, si sarebbe imbarazzata, sarebbe stata una dimostrazione che le piaceva…

Questo imbarazzo la eccitava ancora di più per la sensazione di proibito, di vietato. Non resiste, e continua ad accarezzarsi, sentendo attraverso le mutandine quanto fosse bagnata… non riesce più a fermarmi, e in meno di un minuto arriva l’orgasmo.

Forte, un piacere intenso come non mai. Si era masturbata altre volte, ma mai con questo piacere, e la voglia non andava via. Poi mette la mano sotto le mutandine, e di nuovo un orgasmo. Aveva la figa e la mano bagnate in modo assurdo, era sul letto, a gambe aperte, non si mettevo le dita dentro per non sverginarsi… continua a toccarsi e in un attimo viene una terza volta… solo dopo riesco a calmarmi.

Era spaventata, sia dall’intensità del piacere che dal desiderio che non si spegneva. Da quel momento Stefania diventa una ossessione. La sera va aletto e si trattiene con fatica dal rifarlo. La mattina dopo sotto la doccia non riesce a farne a meno. A scuola Stefania era normalissima, ma lei non riusciva a toglierle gli occhi da dosso. Andò a studiare altre volte da lei, ma quella situazione non si ripetà più.

Cerco di crearla, senza esito. Non capiva se aveva frainteso o se magari Stefania voleva che fosse lei a proporsi in modo esplicito, ma non ci riusciva, aveva paura di un suo rifiuto. Se le avesse detto “hai capito male” l’avrebbe devastata.

Nel frattempo aveva cambiato modo di vestirsi, e quel ragazzo l’aveva notata, e quando uscirono lei constatò che Stefania sapeva cosa piaceva ai ragazzi, ma le carezze di Stefania erano state molto pù piacevoli di quelle di quel ragazzo, che erano molto più grezze.

Le diede fastidio, e non andò avanti.

Era ossessionata. Aveva cominciato a vestirsi da ragazza, i ragazzi ora la guardavano, me lei si masturbava pensando a Stefania, anche 3 o 4 volte la settimana. Quando cercava di diminuire, magari facendolo una volta alla settimana, la voglia era tale da farla proseguire per avere più orgasmi uno dopo l’altro.

Parlando con le amiche salta fuori che loro o si toccavano pochissimo, o mai.

Quelle che lo facevano, si passava da due o tre volte l’anno, a forse una volta al mese. E cominciò a pensare di avere qualcosa che non andava. La scuola finì, andò in vacanza per un mese, e conobbe un ragazzo. Gentile, carino, delicato… e scoprì che anche i ragazzi sapevano accarezzare.

Finì anche con lo scoprire la sensazione di potere che si prova nel tenere in mano un uccello che sborra, e che godere per le carezze di un ragazzo era bellissimo.

In un mese uscì con molti ragazzi diversi, e con l’ultimo volle provare il sesso fino in fondo.

Tornò dalle vacanze senza la stessa ossessione e senza la verginità, e si dimenticò di Stefania, che nel frattempo aveva il ragazzo fisso. Per anni non ci aveva più pensato, e le ritornò in mente con il bacio di ieri, che tra l’altro le accese un desiderio che non credeva avere.

Le dissi che se aveva questa fantasia, bastava parlarmente, ma lei rispode di non avere mai avuto una fantasia del genere.

Quando mi chiese di vestirmi da donna non aveva pensato a questo, voleva solo giocare a mettermi a disagio, ma forse era un pensiero nascosto dentro di lei, che venne fuori con questa scommessa. Quando mi ha visto, vestita e truccata, qualcosa è shittato dentro di lei.

Poi proseguì “Però ho visto che anche a te è piaciuto… avevi un cazzo che non avevo mai visto prima… anche tu, se avevi questa fantasia, basava dirmelo… visto poi cosa ho trovato tra le tue gambe, avrei accettato subito.


“Guarda che il primo che era stupito ero io. Era duro da farmi male…”
“Veramente il male stavi per farlo a me. Ho fatto fatica a tenertelo in bocca, ma nella figa era da paura…”
“Ora cosa devo pensare? Che quando siamo a letto noi, tu pensi a Stefania?”
“Scusa, l’importante è che io ti stia facendo godere, una volta che te lo sto succhiando, a te cosa importa di quello che penso?”
“Che scema… sei la mia compagna, non la mia trombamica.

Se lo facessi io? Se mentre tu me lo succhi, io pensassi ad un uomo?”

La cosa stava prendendo una piega interessante

“Seee… tu con un uomo…”
“Ieri mi hai fatto qualcosa che una donna di solito non fa ad un uomo” le dico mentre le indico il dildo che era ancora sul letto.
“Tesoro, una cosa è un vibratore nel didietro. Vorrei vederti con un uccello caldo e bagnato in bocca, cosa credi, che uno ti faccia un pompino senza chiedere qualcosa indietro? Minimo devi rendere il servizio.

“Beh… tu sogni di scoparti una ragazza, io potrei fare altrettanto con un ragazzo. Anzi… quasi quasi ne cerco uno, che pare siano bravissimi a fare pompini, poi ti spiego cosa mi ha fatto e magari potrebbe essere interessante”

“A me pare che tu sia contento di quello che ti faccio… ma a questo punto, cercalo pure. Voglio vedere cosa fai. Ma prima di farlo fare a me, devi farlo tu a lui.

Poi io imparo da te. “

“Allora facciamo una controscommessa. Io lo trovo, poi ci vediamo in tre, ma se io faccio tutto, tu cosa fai in cambio?”
“Se ti vedo fare un pompino con i miei occhi, allora ti do il mio culo”

Erano anni che glielo proponevo, ma lei non aveva mai accettato.
Per lei sarebbe stata una concessione importante, per me un bellissimo premio.

“Wow… se io mi spompino un bell’uccello duro, poi ti posso scopare nel culetto? Va bene… ma fino a venirti dentro…”
“Ok, ma anche tu devi farlo fino in fondo.

Un bel pompino, ma con l’ingoio. Del resto un pompino senza ingoio, non è un pompino, no?”

“Senti cara, questa è nuova. In quattro anni lo hai fatto così tre volte, e una era questa mattina. Mi hai sempre detto che per te un pompino non deve essere fatto per forza fino alla fine, e ora non solo deve essere fatto fino alla fine, ma pure con l’ingoio? Allora prendo nota e le prossime volte vale anche per te, giusto?”

“Diciamo che sto cambiando idea su alcune cose… Poi la mattina magari ho un poco di sete in più, e non avevo voglia di andare a farmi un te’.

Avevo li qualcosa da succhiare, e ho approfittato. Ora non ti allargare… comunque tieni presente che in ogni caso, se mi trovo un uccello come quello di ieri sera, il culo te lo scordi. Con una cosa del genere me lo devasti. “

Avevo trovato un modo di rendere lecita Giulia. L’idea mi eccitava, e mi tornò duro. Laura se ne accorge, e dice “però… guarda qui… nemmeno un pompino te lo stanca… va bene, ho capito… “

Lo accarezza, indubbiamente ci sa fare, e in un attimo si risveglia del tutto, diventando sempre più duro.

A questo punto e si mette a cavalcioni e se lo strofina contro il pelo… poi lu fa scivolare dentro la figa. Lo fa entrare fino in fondo, e comincia muoversi… piano… facendolo entrare e uscire…

Entra, va su e giù… si ferma… “Senti… ieri era davvero esagerato… sai che sono indolenzita”
“Se vuoi possiamo fermarci e alzarci…”
“E no… Ora mi è venuta voglia… facciamo che tu cominicia ad allenarti per la scommessa… che fa sempre bene…”

Si gira, si siede con la figa sulla mia bocca, e si sdraia per prendersi in bocca ancora il mio uccello.

Anche questa era una novità. Fino a qualche giorno fa, se glielo mettevo dentro, non se la lasciava più baciare. Doveva prima lavarsi. Ora non si fa problemi a farmela leccare dopo una serata di sesso sfrenato…

“Mi raccomando, lecca bene, con delicatezza e fino alla fine… non sono la caritas, non faccio opere di pene a gratis”
Le piace fare la spiritosa… Mi trovo con la testa tra le sue cosce, con la figa davanti a me.

Era bellissima. Si vedeva che era bagnata, gonfia, le grandi labbra appena dischiuse. Ci appoggio sopra le labbra. La sua figa era calda, bagnata, morbida, un profumo di sesso da non capirci nulla. Davanti alla mia lingua avevo il suo clitoride. Lo lecco piano, e sento che le piace. Lecco ancora, la bacio, e spingo dentro la lingua… sento il suo succo che mi scivola sulla lingua, fino in bocca. Eccitante da impazzire.

Lei lo aveva preso in bocca, anche lei lo baciava, lo succhiava… e dava dei piccoli morsi.

Ad ogni brivido che mi dava, io spingevo la lingua contro il clitoride, e le restituivo il brivo. L’eccitazione sale in entrambi, fino a sentirla venire. Si abbassa sulla mia bocca e mi preme contro la figa mentre viene. Sento ogni brivido, ogni scossa del suo piacere… e vengo anche io nella sua bocca.

Si gira, già pensavo a che faccia avrebbe fatto quando le avessi fatto assaggiare tutto quello che avevo appena ricevuto dalla sua figa, quando si avvicina e mi prende con due dita le guance, facendomi aprire la bocca.

Mi mette le sue labbra nella mia bocca, e la bocca mi si riempie di un liquido caldo, scivoloso, denso…

Questa volta non aveva ingoiato nulla, aveva la bocca piena, e mi inonda la mia.
“Ora fai la brava… prendi il mio regalo, e da brava troia, manda giù tutto.. ecco… così… Brava…”
Io mando giù tutto… la bacio… le lecco le labbra…

“Volevo darti un assaggio di quello che potresti trovare… ma ricorda, che tu hai una sborra buonissima… non ti abituare troppo bene…”

Stava diventando sempre più porca… e la cosa non mi dispiaceva affatto… e stavo già pensando a come organizzare un incontro con Giulia…

Ci rilassammo, abbracciato… con colma dopo una mezz’ora ci alzammo per andare a fare una doccia…
Ora c’era un problema.

Io ero arrivato da lei vestito come lei voleva, ma non mi ero portato un cambio.
Magari potrebbe prestarmi lei qualcosa… l’idea di indossare dei suoi vestiti è molto intrigante…

Segue alla parte 8.

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