Una consegna inaspettata

E’ un caldo pomeriggio d’estate e Annabelle è sdraiata sull’amaca nel retro di casa, godendosi un po’ di relax tra un libro e un fresco drink.
Il caldo è afoso quindi ha deciso di mettersi in bikini: è un bikini bianco a fascia sul seno e coi laccetti sui fianchi che mette in risalto il suo sedere sodo.
Per leggere meglio indossa un paio di occhiali da vista, piuttosto grandi e un po’ da nerd, che però non intaccano, anzi esaltano, il suo sguardo malizioso ulteriormente accentuato dal sapiente mix di makeup che ama usare sul viso, in particolare sugli occhi.

Ha anche un fermacapelli grande a forma di margherita sul lato destro della testa per evitare che gli splendidi capelli biondi la infastidiscano durante la lettura.

E’ ancora immersa nel suo libro quando d’un tratto il campanello di casa suona:
-”Chi è?” esclama Annabelle cercando di nascondersi, imbarazzata dal fatto di essere piuttosto scoperta.
Risponde la voce di un uomo, sconosciuto:
-”Signorina le chiedo scusa per il disturbo, non ci conosciamo io abito qui vicino.

Poco fa un corriere mi ha consegnato un pacco, purtroppo semi aperto, ma ha sbagliato indirizzo. Da quello che leggo sembra essere questo l’indirizzo esatto”

Annabelle ha un sussulto, aveva infatti ordinato da un sexy shop online qualche giorno prima…
-”Sì, un attimo, arrivo!” risponde cercando di non far trasparire emozioni e indossando un accappatoio in tutta fretta si precipita alla porta, sperando di risolvere rapidamente la questione; teme infatti che qualcuno possa tornare a casa, sorprendendola in quella scomoda situazione.

-”Buongiorno, mi dica”
-”Oh…buongiorno…” esclama l’uomo, strabuzzando gli occhi colpito dalla bellezza della ragazza.
-”Ecco…come le dicevo…il corriere mi ha consegnato erroneamente questo pacco ma leggendo l’indirizzo dovrebbe essere qui la consegna, provi a legger…”
Non finisce di dire la frase che da un’apertura del pacco ne fuoriesce il contenuto: un fallo realistico dalle dimensioni generose minuziosamente dettagliato con glande scoperto, nodosità lungo l’asta, morbide palle gommose e ventosa per il fissaggio.

Per un attimo regna un imbarazzante silenzio, a quel punto Annabelle non può più nascondersi; si precipita a terra per raccoglierlo e nel rialzarsi nota un evidente bozzo sul davanti dei pantaloni dell’uomo.
Fingendo di non averlo notato inizia una breve ed eccitante discussione:
-”Siamo adulti, abbiamo tutti qualche vizio no?”
-”Beh certo, anch’io ne ho, a te piacciono i cazzi grossi, a me piacciono le donne che amano i cazzi grossi!”
Annabelle sente che l’eccitazione sta prendendo il posto dell’imbarazzo e cerca di tagliare corto:
-”Adesso la saluto, la ringrazio della gentilezza” e dando un’ultima furtiva occhiata al pacco dell’uomo si gira per rientrare in casa.

-”Scommettiamo che il mio è migliore di quello finto?” incalza l’uomo mettendole le mani sui fianchi e appoggiandole il pacco tra le chiappe.
Annabelle è molto sensibile al tocco delle mani maschili e sentirsi immobilizzata tra quelle mani ruvide e forti la fa sentire tanto indifesa quanto posseduta…una sensazione che la manda in estasi.
-”Per favore mi lasci” esclama con un filo di voce che non fa altro che eccitare ulteriormente l’uomo.

Senza dire una parola l’uomo forza Annabelle verso il retro della casa, come se la stesse prendendo in ostaggio, come se al posto di una pistola ci fosse il suo cazzo a minacciarla.

L’uomo le da una spinta in avanti e si abbassa i pantaloni dai quali ne esce una nerchia grossa e nodosa.
L’uomo stringe contro di sé Annabelle, le abbassa il reggiseno giusto per scoprirle i seni e inizia a leccarle le areole e a succhiarle i capezzoli con la bocca insalivata e la lingua vogliosa, pungendo con la barba la sua pelle chiara e delicata.

L’altra mano la infila nelle mutandine stimolando prima il clitoride, poi infilando due, infine tre dita tra le sue intime labbra ormai fradicie di umori.
Dopo un po’ l’uomo appoggia una mano sulla spalla di Annabelle invitandola ad inginocchiarsi.
Lei si ritrova così davanti a questa grande asta di carne odorosa e umida di pre-sborra, un profumo che eccita tremendamente la dolce ragazza che dopo qualche imbarazzata leccatina e massaggiata di palle si lancia in profonde e insalivate succhiate da vera pompinara consumata.

-”Brava troia così, guardami negli occhi mentre lo succhi” esclama l’uomo.
Annabelle esegue e fissa l’uomo mentre con la lingua segue le forme della cappella e dell’asta apprezzandone le nodosità.
La vista degli occhi maliziosi di Annabelle incorniciati da quegli occhiali da segretaria vogliosa è paradisiaca per l’uomo il quale la afferra per la testa e inizia a scoparle la bocca.
Nella casa risuonano i rumori della saliva e dei risucchi, oltre che agli eccitanti insulti dell’uomo nei confronti della bella fanciulla.

Dopo qualche minuto di sensuali succhiate l’uomo è ormai allo stremo…
-”Ci siamo quasi troia, fammi venire”
Annabelle decide quindi di toglierlo dalla bocca, ci sputa sopra, lo afferra con una mano e inizia un’irresistibile sega tenendolo a pochi centimetri dal viso dando di tanto in tanto qualche leccatina al frenulo per stimolarlo ulteriormente.
-”Vuoi schizzarmi in faccia porco?” esclama Annabelle
-”Sì troia, continua, segami, fissami, incitami”
Annabelle continua la sega, aiutandosi con l’altra mano per massaggiare le palle.

-”Dai che ci sei, schizzala, schizzamela tutta in faccia porco, vuoi farmela sugli occhiali? Vuoi sporcarmi gli occhiali porco?” Continua Annabelle fissandolo e roteando la lingua da vera porca.
Di colpo parte uno schizzo violentissimo che divide in due il viso di Annabelle, dalla bocca alla fronte diagonalmente, passando per la lente destra degli occhiali e finendo sul fermacapelli a margherita. Annabelle, eccitatissima, spalanca la bocca estraendo la lingua cercando di guardare sempre l’uomo, per apprezzarne le espressioni di estasi durante la sborrata.

Le arrivano altri schizzi sugli occhiali che riempiono le lenti di caldo e denso nettare di maschio. Altri fiotti le finiscono sulla lingua, dandole l’opportunità di assaggiare il deciso sapore dell’uomo.
A quel punto, dopo essersi fatto ripulire bene il cazzo, l’uomo si allontana ringraziando la ragazza.
-”Non dire niente di tutto questo mi raccomando e nemmeno del dildo!” esclama Annabelle col viso grondante di sperma.
-”Non preoccuparti, sarò muto come un pesce, il MIO pesce!”
e si salutarono sorridendo….

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