Straordinario

“Le due si guardano con curiosità e desiderio…” La giornata si è conclusa con un tramonto rosso fuoco che ha inondato i grigi palazzi cittadini con una luce irreale. Sono ancora in ufficio, data l’ ora tarda in azienda non dovrebbe esserci più nessuno.
Finalmente arriva la mia giovane collega, e recente amante, Mara, una brunetta dalle labbra carnose e sguardo vivace. L’abbraccio, la sollevo di peso e la faccio sedere sulla mia scrivania,.

Mara è una pallavolista, ha un bel fisico, asciutto, tonico, da sportiva. Le sfilo le scarpette, i pantaloni, la lascio in mutandine e camicetta bianca e comincio con la mia routine, a leccare i suoi adorabili piedini da bambina.
Entra all’improvviso senza bussare Isabella, una collega 45enne bruna, alta, elegante, formosa.
“Quindi le voci di corridoi sono vere, siete amanti!”
“Ehi non si bussa?!” le dico “Che fai qui a quest’ora?”
“Stavo uscendo, ho fatto gli straordinari oggi, ho visto la luce nel tuo ufficio, volevo salutarti.

Ma non ti preoccupare, non dirò nulla, non sono una pettegola. Non mi presenti la tua amica?”
“Lei è Mara, da pochi mesi lavora al controllo di qualità. ”
“Ciao Mara, io sono Isabella, lavoro al piano di sopra, amministrazione. ”
“Non mi sembra il momento per i convenevoli. ”
“Sai Mara che hai proprio un bel fisico? Complimenti!” Dice Isabella.
“E’ lesbica la tua amica?” Chiede Mara. Isabella ride.
“Non credo, è sposata con due figli”
“Non ti sapevo feticista del piede” dice Isabella
“Isabella, per favore, che cosa vuoi?”
“Non sai quanto mi piace farmi leccare i piedi
Guardo le sue belle gambe lunghe e abbronzate perfettamente depilate, i suoi piedi nei sandali rossi con il tacco, il vestitino che la fascia perfettamente, il suo sguardo ironico e divertito.

E guardo Mara, un altro genere, giovane, soda, la pelle liscia e bianca, le gambe muscolose da sportiva in mutandine e camicetta bianca sbottonata, seduta sulla mia scrivani. Le due si guardano con curiosità e desiderio.
“Non vuoi proprio lasciarci soli, allora leccameli tu i piedi” le dice Mara protendendo verso di lei il piede sinistro con tono di sfida.
“Sei presuntuosa, ma chi ti dice che tu sia il mio tipo” Dice Isabella
“So che tu mi vuoi, lo vedo da come mi guardi.. assaggia i miei piedini, leccali, ti piacerà” risponde Mara.

“Hai dei piedini deliziosi” dice Isabella sedendosi e sfilandosi i sandali, “Però voglio che anche i miei piedini siano adorati adeguatamente”.

Non mi faccio pregare, e comincio a percorrere con la lingua il dorso del suo piede e gustarmi il sapore asprigno della sua pelle. Contemporaneamente, Isabella raccoglie i capelli corvini dietro la testa, afferra la caviglia di Mara e lentamente comincia a succhiarle l’alluce per poi passare al dorso del piede.

La lingua lunga e sottile solletica Mara e risale la caviglia e il polpaccio muscoloso.
Mara è scossa da un brivido. “Mi piace, la tua lingua… non so come spiegarlo… è una sensazione strana…continua, leccami, fammi sentire che mi desideri. ”
Isabella è davvero sensuale mentre si dedica con voluttà al polpaccio di Mara a sua volta eccitata dal proprio potere di seduzione su quella donna elegante e un po’ diva. Mara, pur avendo un fisico scolpito dallo sport, definito e simmetrico, e delle sensuali labbra carnose, non è molto alta, il suo un viso è un po’ anonimo e il seno é piccolo.

Vestendo in modo poco appariscente passa un po’ inosservata, ma quando mette certi vestitini corti, in estate, attira degli sguardi. Sono molto orgoglioso di averla “scoperta”, di essermi accorto del suo fascino acerbo e di averla corteggiata in modo discreto ma convinto. Al contrario Isabella non passa inosservata, è una donna alta, sinuosa, curata, sempre abbronzata, che veste elegante. Lo sguardo di Isabella è ammaliante, a volte difficile da reggere, occhi grandi, nerissimi, labbra carnose, un sorriso fatto di denti bianchissimi, un seno prosperoso spesso messo in evidenza da generose scollature.

Isabella era molto ammirata e corteggiata dai colleghi uomini e invidiata dalle colleghe. Vederla adorare il piede di Mara qui nel mio ufficio aveva dell’incredibile.
“Ti desidero Isabella” sussurra Mara, “Mostrami le tue poppe da vacca”.
Isabella fa scendere le spalline del vestito offrendo a favore del nostro sguardo lo spettacolo della sua scollatura. Poi si slaccia il reggiseno mettendo in mostra l’ ampia areola scura dei capezzoli, le mammelle che lasciano intuire di essere state un tempo rotonde e sode ma che mostrano i segni del tempo che passa.

Mara poggia le labbra e iniziare a suggere quei grossi, lunghi e duri capezzoli. Li succhia con vigore facendo entrare in bocca non solo l’areola ma parte della mammella. Poi le abbassa la gonna a scoprire una culotte di pizzo rosso. Ammiro la sua vita affusolata che fa risaltare meravigliosamente i prosperosi fianchi con le sode natiche. Le dita di Mara sollevano, delicatamente, il bordo delle culotte e le fa scendere.
Ci si presenta di fronte il suo ventre piatto, dove troneggia il pube ornato di pelo nero, ben curato e accorciato, che lascia scorgere lo spacco maestoso della vulva carnosa e pulsante per l’eccitazione.

La sento gemere mentre la mano di Mara si insinua tra le grandi labbra e la penetra con un dito, procurandole un brivido. Sussulta quando Mara introduce il secondo. Isabella accarezza i capelli di Mara, poi ci si aggrappa quando le dita di Mara iniziano a muoversi nella sua vagina. “Siii, voglio essere tua…ti prego prendimi…amami” dice Isabella con una voce sconvolta, che non riconosco mentre Mara le affonda le unghie nei glutei e la porta con decisione verso la sua bocca, cominciando a baciarla con vigore.

Mara le tormenta le labbra con dolci e rapidi morsi, le membra di Isabella sono percorse da brividi di piacere, sembra quasi avere un mancamento, da dietro la sorreggo con le mani sul suo seno che stringo forte. Isabella emette dei gemiti sordi e sussurra: “Allora volete farmi godere come se fossi la vostra troia?”. La facciamo sdraiare sulla scrivania. Mara cominciua a baciarle il pube. Percepisco un brivido che le percorre la spina dorsale e, dopo averle attraversato tutto il corpo, va a localizzarsi dove il desiderio è più intenso: il clitoride tormentato dalla lingua e dai denti di Mara.

“Siiii Mara, continua così, ti desidero, fammi venire”. Isabella sente sciogliersi un nodo nel basso ventre ed Mara viene inondata da succhi asprigni e dolciastri.
“Mi hai fatto godere da pazza!”. “Mi piaci, per te diventerei lesbica” dice MAra. “Aspetta a diventare lesbica” dico a Mara. Ho un erezione che non è più il caso di trattenere, tiro per i capelli Mara, e l’avvicino al mio glande.
Mara struscia dapprima le guance sul glande, poi arrivano i suoi teneri baci cominciando dal frenulo e proseguendo per tutta la lunghezza dell’asta.

Poi bagna bene le labbra e lascia che il glande scivoli lentamente nella sua bocca, mentre con la lingua gli gira attorno, soffermandosi di tanto in tanto sul frenulo. Isabella intanto accarezza Mara, facendo scorrere la mano tra i glutei. Isabella afferra saldamente il pene alla base e, chinando la testa al di sotto, fa scorrere la sua lingua lungo tutta la parte inferiore fino ad arrivare al glande. Poi ci sputa sopra e con le mani gli distribuisce la saliva per tutta la sua lunghezza.

Con le labbra ben strette fa scivolare tutto il suo pene nella bocca e comincia ad andare avanti e indietro con la testa.
Isabella, stringendo i capelli corvini della collega, ne guida il movimento della testa, forzandola ad ingoiare più a fondo. Sento la lingua di Mara esercitare una certa pressione assecondando il movimento, succhiando quando entra e soffiando quando retrae il capo.
“Allora ti piace prenderlo in bocca!” dice Isabella, forzandola ad ingoiare il cazzo sempre di più e rendendo così la respirazione affannosa.

Mara è al limite della sopportazione, fili di saliva le escono dalla bocca, il rimmel è sbavato, e conati di vomito la scuotono, specie quando Isabella la forza a ingoiare. Isabella mi sussurra oscenità e mi sfiora l’ orecchio con la punta della sua lunga lingua, e la cosa mi eccita ancor di più! Sento che sto per venire, costringo Mara a un ingoio estremo e la blocco con il cazzo tutto in gola.

Lei si divincola, cerca di arretrare, troppo tardi, vengo, le sborro direttamente sulle tonsille. Sento la sua faringe contrarsi e allentarsi rapidamente, non può far altro che deglutire. Poi allento la presa e Mara sfila il cazzo dalla bocca tossendo e sputando. Comincio a provare quella meravigliosa sensazione di sfinimento che segue il godimento.
Isabella si riveste frettolosamente, bacia con dolcezza Mara, ancora sconvolta, ed esce senza rivolgermi parola.

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