Sotto le stelle

Sotto le Stelle

Era bello andaresene dalla città e prendere una piccola vacanza. Tommaso ed io parcheggiamo la mia macchina al campeggio, prendemmo le nostre cose e ci dirigemmo verso una radura che conoscevo, vicino ad un ruscello, che mi sembrava ottima per passarci la notte. Era lontano dal sentiero ed isolata. Dopo un breve cammino trovammo la radura e preparammo il campo. Io accesi il fuoco e preparammo la cena mentre le fiamme ballavano nella buca del fuoco.

Quando finalmente arrivò il buio, le stelle accesero il cielo notturno. Ci sdraiammo e guardammo lo spettacolo. Tommaso si accoccolò vicino a me e posò la testa sul mio torace. Mi strinse e tutte le mie preoccupazioni sembrarono svanire nella notte. Allungò una mano ai miei shorts e la mosse verso il mio cazzo e le mie palle. Fui subito eccitato dal suo tocco ed il mio uccello saltò su. Spinse contro le mutande, voleva essere liberato.

Tommaso raggiunse le mutande, infilò un dito dentro la gamba e strofinò delicatamente le palle e l’asta del cazzo. Mi girai verso di lui e gli mordicchiai un orecchio. Lui cominciò a lamentarsi ed io cominciai a baciargli il collo. Nel frattempo lui aveva liberato il mio pene dalla prigione delle mutande. Abbassai una mano ai suoi shorts e lo trovai duro. La spostai sotto la cintura e gli afferrai il cazzo. Nella fresca aria serale cominciammo a toglierci i vestiti.

Era bello sentire Il calore del fuoco contro i nostri corpi. Ci sdraiammo nudi di fianco uno di fronte all’altro. Tommaso mi baciò e spinse la sua lingua contro la mia. Scese con la lingua dalla mia bocca al mio collo, poi in giù al torace, dove si fermò a mordicchiare un capezzolo, quindi scese allo stomaco e finalmente raggiunse il cazzo. Vi strofinò contro la faccia. Io vibrai di piacere. Lo prese e lo leccò delicatamente, bagnandolo con la lingua.

Il mio pene brillava alla luce del focolare. Scese su di me, prese tutti i 18 centimetri ed ingoiò il cazzo fino alla base dei miei peli pubici. Non avevo mai incontrato qualcuno che potesse prenderli tutti e farlo ripetutamente. Inarcai la schiena e misi le mani sulla sua testa. Lo guidai e gli diedi il ritmo. Gli diedi la velocità per farlo durare, volevo che il piacere durasse a lungo. Alla fine gli permisi di andare alla completa velocità e non ci volle molto prima che eiaculassi.

Gli riempii la bocca col mio succo di uomo. Tommaso l’ingoiò tutto. Si tolse l’uccello dalla bocca e respirò profondamente prima di leccarlo per pulirlo. Lo munse ed una goccia si formò sulla punta. Lui la succhiò dolcemente. Quando ebbe finito di bere tutta la mia sborra, crollò vicino a me.

Era ancora notte. C’era solo i rumore dei grilli che echeggiava nell’aria. Anche il ruscello scorreva silenzioso. Il cielo era splendente di stelle.

Abbracciai Tommaso sdraiato vicino a me. Allungai una mano verso il suo uccello e lo presi, era duro. Feci rotolare il mio amico sopra di me. Lo baciai avvolgendo la mia lingua intorno alla sua. Lo volevo dannatamente. Lui sapeva cosa fare. Allargò le mie natiche ed appoggiò delicatamente il suo cazzo all’apertura del mio sedere. Spinse ed il suo pene mi penetrò. Pompò lentamente mentre io mi adattavo ad avelo dentro di me.

Prese la mia faccia tra le sue mani e mi tenne mentre ci baciavamo. Il mio cazzo era duro mentre Tommaso mi inculava sempre più velocemente. Toccai il suo torace duro come pietra e gli spremetti i capezzoli. Si lamentò. L’attività fisica l’aveva reso così duro. Lasciai la sinistra sul suo torace a massaggiare i pettorali mentre scendevo con la destra ad afferrare il mio cazzo. Cominciai a masturbarmi. Ogni parte del mio corpo formicolava.

In breve ero pronto a venire ma volevo godere a lungo quel momento di piacere. Decisi di smettere con la sega per prolungare il momento ma il mio cazzo sembrava avere una sua volontà. Decise che era ora. Cominciai a sborrare col cazzo posato contro il mio stomaco. Sparò un fiotto che mi colpì sul torace. Il successivo atterrò sul mio stomaco. Dopo avere sparato altri fiotti di sperma caldo, dalla punta del pene colò sperma che si depositò sulla cappella.

Guardai Tommaso e vidi il suo corpo tendersi e poi venne dentro di me. La pressione del suo cazzo e la sensazione della sua sborra dentro di me fece fluire dal mio pene il resto dello sperma rimasto nella mia prostata. Lui diede un paio di spinte con le anche. L’ultima goccia del suo sperma fu sparata dentro di me, crollò su di me ed i nostri respiri erano all’unisono. Rotolò via da me ed io mi sdraiai accanto a lui.

Misi la testa sul suo torace. Sentivo il suo cuore battere. Lui indicò il cielo e vedemmo una stella cadente. Era una bella notte per noi che eravamo sotto le stelle.

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