SESSO O NON SESSO. . . QUESTO E'; IL PROBLEMA!

Andrea era un giovane solitario, schivo che con gli amici si dava un tono ma che in realtà, era un gran utente di YOU PORN ed era ad un passo dall’entrare nel consglio di amministrazione della Kleenex visto l’uso smodato di fazzolettini di carta che faceva. Insomma, il nostro si “ammazzava di seghe” tutti i giorni, più volte al giorno, ogni motivo era valido: tirarsi su il morale dopo una delusione, sfogare su di se la rabbia, evitare di ingozzarsi di cibo come un maiale, prima di dormire per rilassarsi, al mattino per iniziare bene la giornata, oltre che la naturale e semplice eccitazione e nei suoi pensieri auto erotici, ci stavano tutte: la professoressa giovane e sexy, la vigilessa in divisa, la fisioter****ta che assomigliava alla diva dei film per adulti ed ovviamente loro, le pornostar.

Ad Andrea piacevano soprattutto quelle dei paesi dell’est ed allora di volta in volta, prima di dormire, nella sua immaginazione fervida, faceva urlare di piacere Aletta, poi praticava un cunnilingus a Zafira e tutte gli dicevano <<SI SI ANCORA COME SEI BRAVO CONTINUA!>>.
Ma la realtà NON E’ un film pornografico ed infatti, il nostro, era giunto alla veneranda età di 37 anni SENZA MAI VEDERE da vicino com’era fatta una donna! complice una fisicità abbondante e lievemente zoppicante ed un carattere insicuro e lamentoso infatti, Andrea non godeva certo di molta popolarità da parte delle sue amiche che però spesso si erano negli anni, approfittate di lui.

La svolta giunse all’alba dei 38 quando, stanco di “trastullarsi” il nostro decise di non fare più regali alle amiche che tanto non ricambiavano nemmeno con un bacio perchè…”hai capito male ti voglio bene ma solo come amico!” (si però il regalo l’hai preso brutta ipocrita) e di regalarsi un incontro con una ragazza trovata su un giornale di annunci “piccanti” e così, visto l’antico adagio “Nemo profeta in patria”, il nostro salì su un treno ed andò in una città vicina.

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LEI si faceva chiamare Diana, come la Dea greca, era giovane e spagnola,bassina, con dei tacchi vertiginosi, un culetto sodo ed invitante e due seni tonici e freschi con i capezzoli che puntavano verso il nostro che subito senti un rigonfiamento nelle mutande.
La ragazza chiese con garbo il suo onorario e dopo lo fece spogliare e si spogliò a sua volta.
A questo punto Andrea cominciò ad andare nel panico certo che “imbranato” come era, avrebbe certo rovinato tutto.

Improvvisamente non articolava più le parole, lui che era sempre stato un chiacchierone; cominciò a sudare ed a parlare a monosillabi, tanto da suscitare la simpatia della bella iberica che, dopo averlo fatto coricare, si coricò sopra di lui, avviluppandosi con le gambe alle sue cominciando a fare tutto da sola, gemendo e gridando ogni tanto un <<Siiii>>
Andrea a quel punto si era “marmorizzato”, terrorizzato dalla paura di non “riuscire” od al contrario di “venire subito” ma soprattutto dalla sensazione che la ragazza stesse “fingendo” e comunque, sperava che tutto finisse il più presto possibile insomma: quello che per tutti era un “piacere”, per lui si stava rivelando un “tormento” comunque, il nostro, arrivò alla fine e, tolto il preservativo e rivestitosi, quasi sentendosi in colpa, per la sua poca partecipazione, si intrattenne due minuti in più con la ragazza, chiedendo come si chiamasse davvero, quanti anni avesse e perché facesse quel mestiere.

Era la sua prima volta e gli era sembrata molto ma molto diversa dagli amplessi rumorosi, sudati e pieni di godimento che vedeva nei film porno anzi, di piacere, ne provò poco e ad un tratto ebbe anche l’impressione che la giovane, invece di mettersi il suo “amichetto” nella vagina, lo stesse sfregando tra le cosce, ma per l’appunto, era la sua prima volta e magari era una sua impressione…. oppure no!
comunque non poteva saperlo e non si espresse ma decise che da quel giorno, avrebbe replicato l’esperienza ogni volta che poteva, continuando nel contempo a tenersi in esercizio con le sue “amanti oniriche o virtuali”….

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