Schiava trav 1

A differenza dei precedenti questo è un racconto di fantasia,ma talmento reale nella mia mente che è come lo avessi vissuto veramente.
Una giornata di inverno ,Venezia, ho conosciuto il mio Signore in un sito di incontri BDSM e dopo varie insistenze da parte sua sebbene avessi improntato il nostro rapporto virtualmente accettai di incontrarlo per quello che Lui definì “solo un caffè tra amici”. Mi diede però degli ordini precisi: dovevo indossare sotto i miei abiti maschili questa lista di indumenti intimi: REGGISENO PERIZOMA E REGGICALZE ROSA ,MINISOTTOVESTE TRASPARENTE BIANCA E ROSA CALZE CON LA RIGA NERE.

Dovevo indossare una cavigliera in segno di schiavitù ,le unghie dei piedi dovevano essere smaltate di rosso e le mie natiche dovevano portare una frase umiliante che mi sarei scritta con il rossetto “ROMPIMI IL CULO”. Finita la vestizione avrei indossato un paio di pantaloni piuttosto aderenti ( forse un po troppo visto che ad uno sguardo attento si sarebbe potuto notare il mio reggicalze, un maglione nero cardigan chiuso con una zip e un cappotto grigio.

Gli ordini prevedevano che io fossi andato a prenderlo alla stazione S. Lucia e come segno di riconoscimento dovevo tenere in mano e bene in vista un mensile per sole donne. Lui lo avrei riconosciuto invece da un pacchetto dono dorato di cui non sapevo il contenuto. Attesi il suo treno con il cuore in gola. Alle 10. 30 del mattino in perfetto orario arrivò…scesero i passeggeri…scrutai ad uno ad uno gli uomini che scendevano finchè visi Lui…il mio Signore.

Era alto circa 185 cm robusto barba incolta e capelli grigi corti ,occhi scuri penetranti …tra le sue mani il pacchetto. Le gambe mi tremavano……Mi fissò e mi mise una mano attorno le spalle come fossimo vecchi amici : “Ciao Gabriella” mi disse incurante che qualcuno potesse sentire che si indirizzava a me come ad una femmina. ” Ti ho portato un presente ma lo aprirai tranquilla quando ci siederemo ad un bar a prendere il famoso caffè”.

Annuii….
“Che c’è sei timida? Rispondi e rivolgiti a me come tuo Padrone chiaro?” Si Padrone risposi in un sussurro…..Mollò la presa e mi disse di accompagnarlo in un bar tranquillo…. arrivati sul posto mi fece segno di sedermi al tavolo che ad ordinare ci pensava lui. Vidi che parlava col banconiere mentre ordinava ed entrambi scoppiarono in una sonora risata.
Il cameriere arrivò con uno strano sorriso servì un Cappuccino e una brioche al mio Padrone e a me un “cannolo”.

Padrone sussurai io stupita, a me niente da bere? E perchè quella risata prima? ” La sua risposta fu come un pugno allo stomaco. “Per questa volta ti accontanto troia! La risata era rivolta a te perchè ho detto al banconiere che per te andava benissimo un cannolo perchè ne sei pazza visto che sei una checca! Per quanto riguarda il fatto che non ho ordinato nulla da bere per te lo capirai dopo….

intanto apri il tuo regalo,è solo la prima parte poi avrai la seconda!” Sbiancai ,guardai verso iul personale e mi accorsi dei sorrisi ironici…mi aveva sputtanato per tutto il locale…unica soddisfazione era che non mi conoscevano …..Aprii lentamente il pacchetto …..e appena visto il contenuto richiusi la shitola nervosamente
“Che fai scema non lo tiri fuori? Non ti piace?” “La prego non me lo faccia fare…. “
Rise. ” Daiiiii tira fuori il regalinoooooo” rise nuovamente e chiamò a se il cameriere: ” La mia amica è timida e non ha coraggio di far vedere che bel regalo le ho fatto,potrebbe farlo lei al suo posto? Ha promesso che se lei le farà questa cortesia le darà cento euro di mancia che ne dice? ” Io supplicai ,stavo per alzarmi ed andarmene ma Lui mi intimò che se me ne fossi andata non lo avrei rivisto più…..rimasi…rimasi piangendo quando il cameriere tirò fuori un fallo di lattice nero grosso e lungo oltre 25 cm…oltre ad esso un biglietto….

PER LE TUE SERATE SOLITARIE…IL TUO PADRONE! Scoppiò a ridere e chimò a se i suoi colleghi…. uno di loro mi disse che se non mi fosse bastato quello mi avrebbe dato il suo…meno lungo ma bello caldo. ” Ottima idea disse il mio Padrone,cercavo appunto qualcuno che desse da bere alla mia puttanella,le andrebbe di farsi fare un pompino con l’ingoio? Poverina ha mangiato senza bere!!!!” E via risate.
“ALZATI E VIENI CON NOI CAGNA …mi portarono in uno sgabuzzino mi venne ordinato di inginocchiarmi e di aprire la patta del cameriere.

“SPOMPINALO E INGOIA TUTTO CHIARO? ” Supplicai invano presto mi trovai piangente a eseguire il Suo ordine eccitata ma umiliata…. tenevo gli occhi aperti mentre la carne riempiva la mia gola..vidi un flash..oddio mi stavano fotografando…riprendendo e quello che era peggio avevano il mio cellulare in mano…. tutti i miei contatti
Il mio numero e tutto il resto era nelle loro mani. Dietro di me il mio Padrone armeggiava con il mio cardigan ,lo aprì e lo sfilò….

subito dopo le scarpe e i pantaloni fecero la stessa fine…lasciandomi in intimo…il cameriere mi scopava la bocca e il mio Padrone mi stava infilando il suo cazzo nel culetto…senza nemmeno un pò di saliva…. venivo ripresa,girata mostrata dovevo sorridere con la gola piena…dire il mio nome e cognome reale e che in realtà sono una troia travestita…. venivo inculata e riempita tra le labbra…. il mio Padrone fece un cenno al cameriere e questo annuì.

” Spalanca la bocca cagna” Obbediii e mentre mi veniva intimato di bere ogni goccia di sborra il mio Padrone mi riprendeva in primo piano e mi riempiva l’intestino di caldo sperma…. quando ebbero finito i loro comodi il mio Signore mi disse di vestirmi ridendo del fatto che il suo sperma sarebbe ricaduto sulle mie mutandine e sui miei pantaloni.
Stavo uscendo dal locale mentre il mio Padrone continuava a parlare col cameriere…risate ancora risate di scherno…uscì anche Lui.

” Mi ha detto che vorrebbero usufruire dei tuoi servigi,io ho detto che sei sposata ma che con un pò di preavviso potranno farti ciò che vogliono. ” Mi girava la testa un senso d’ansia mi penetrava il cervello ..la mia vita non sarebbe stata la stessa mai più…” Dimmi una cosa troia” …. COSA PADRONE? A quanto vedo non hai molto pelo ma dovrai privarti anche di quello dovrai essere liscia per sempre e se a tua moglie non va bene non me ne frega un cazzo,inoltre adesso mi devi portare in un luogo dove eseguono i tatuaggi.

SI SIGNORE…. Brava! Rispose Lui dandomi una manata sul culo che attirò gli sguardi della gente attorno a noi…Dopo circa un quarto d’ora in cui attravversammo le calli e i campi di Venezia arrivammo in un piccolo negozio dove sapevo esserci un tatuatore…entrammo e mentre io stavo salutando il mio Padrone mi fecce cenno di stare zitta. “
Buongiorno ,il mio amichetto qui deve farsi un tatuaggio ” -io trasalii. – “Ma una cosa particolare! ” Si appartarono e non riuscii a sentire cosa si stessero dicendo finchè il mio Padrone mi chiamò usando il mio nome femminile….

stava succedendo troppo spesso questa situazione , il mio orgoglio stava andando a farsi fottere…Andai nell’altra stanza e il padrone del negozio un tipo anziano piuttosto brutto e pieno di tatuaggi mi disse che il tatuaggio che mi sarebbe stato fatto era piuttosto particolare e che ci sarebbero dovute più sedute …il prezzo solitamente piuttosto alto in questo caso lo avrebbe barattato con dei piacerini da parte mia come pattuito con il mio Padrone.

Io sbottai piansi e supplicai ma non ci fu nulla da fare ormai non ero più mia…corpo volontà e anima erano del mio Padrone e quindi obbedire ai suoi ordini perchè il tatuaggio fosse eseguito sul mio corpo fu l’unica cosa da fare.

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