Questo è solo l’inizio

Già dall’età della prima comunione la mia mente era rivolta al sesso. Ogni occasione per me era buona per potermi masturbare. Come molti ragazzini della mia età mi ero spesso masturbato in compagnia fantasticando sulle donne che erano di nostra conoscenza e inevitabilmente si parlava delle donne della televisione ed anche delle donne di casa. I nostri discorsi principalmente erano rivolti alle nostre madri. Ricordo perfettamente quando di nascosto spiavo la mia nel bagno mentre si lavava oppure in camera sua mentre si spogliava.

Per me era lo spettacolo più bello. Inoltre non perdevo occasione, quando mio padre non c’era, di farmi notare da lei con le mie ancora piccole erezioni. Mia madre mi sorrideva e puntualmente mi diceva che era meglio se mi rivestivo, almeno quando arrivava mio padre a casa. Il fatto che lei mi dicesse di ricompormi solo al rientro di papà mi eccitava da morire, in quanto in pratica mi dava il permesso di starmene nudo in sua presenza.

Le masturbazioni casalinghe andavano alla grande e quando ancora andavo alle medie non perdevo occasione per farmi scoprire da lei.
Un giorno mi resi conto che più che vedermi, mi guardava. Si, perché mi accorsi che mentre mi masturbavo lei indugiava senza allontanarsi subito come invece faceva sempre. La cosa logicamente sortì un effetto ancora più eccitante tanto da farmi sborrare praticamente subito sotto i suoi occhi. Il godimento che provai fu enorme, ma nulla in confronto a ciò che accadde quella sera: come al solito quando mio padre tornò da lavoro ci sedemmo tutti a tavola a cenare per poi guardare la televisione insieme.

All’epoca le trasmissioni erano poche e per un ragazzino della mia età poco interessanti, così dopo un po’ li salutai e andai a letto. Il fatto che mia madre era rimasta per un po’ a guardarmi mentre mi masturbavo non mi faceva prendere sonno e come al solito giù di sega di santa ragione. Una volta che ebbi sborrato in silenzio mi alzai per andare nel bagno a ripulirmi. Dopo qualche minuto me ne stavo ritornando letto quando passando davanti alla camera dei miei li sentii parlare.

Ancora oggi ricordo perfettamente le loro parole:
“dimmi allora, raccontami per bene cosa hai fatto”
“come al solito se ne è andato in camera sua lasciando la porta aperta. È il solito segnale per farsi vedere mentre si masturba”
“si, così mi piace, continua”
“gli ho dato un po’ di tempo e poi come al solito sono passata davanti alla porta”
“e cosa faceva?”
“ lui se ne stava come al solito nudo sul letto con il cazzo in mano a masturbarsi in attesa che io passassi”
“e questa volta hai fatto come ti ho detto?”
“si, non mi sono limitata a lanciargli un’occhiata come al solito, ma mi sono proprio fermata a guardarlo”
“e dimmi… lui se ne è accorto?”
“si, ci siamo proprio guardati negli occhi”
“ed ha continuato a masturbarsi”
“si, anzi, ha iniziato a farlo più forte”
“mmmm… e dimmi… a te è piaciuto?”
“si, molto”
“ e dopo cosa hai fatto?
“non ho potuto fare altro che masturbarmi anche io”
“mmmmm….. che bello….

Mi sarebbe piaciuto esserci. Da domani iniziamo a fare una cosa”
“che porco che sei. Cosa vuoi che faccia ancora?”
“voglio che ti mostri a lui il più possibile”
“in che senso? Non ti capisco”
“voglio che inizi a stare per casa il più scoperta possibile… gonne cortissime, senza intimo, maglie trasparenti…”
“mi stai facendo eccitare… sei proprio un porco all’ennesima potenza”
Cazzo, a mio padre piaceva che io mi masturbassi davanti a mia madre e per di più gli piaceva il fatto che io la potessi guardare.

La mia reazione a quelle parole mi portò nuovamente in camera mia per un’ulteriore furiosa masturbazione.
Rimasi sveglio per diverse ore, ma quando il chiarore dell’alba iniziò a rischiarare la mia camera crollai.
Quando la mattina tardi mi risvegliai pensai di aver sognato e che di certo quelle parole non erano mai state pronunciate. Mi alzai assonnato e mi diressi in cucina per fare colazione.
“alla buon’ora! Ti sembra questa l’ora di alzarti?”
“buongiorno mamma, scusami, ma ho dormito malissimo stanotte”
“si hai ragione, in effetti si vede dalla faccia che hai e inoltre cammini ancora con gli occhi chiusi.

Siediti che ti preparo la colazione”
In effetti mi muovevo come un automa senza neanche rendermi conto di ciò che mi circondava. Quando mamma mi portò la tazza con il latte si chinò per darmi un bacio sulla fronte. Solo allora mi resi conto che indossava ancora la camicia da notte e che un’ampissima scollatura mi portò i suoi seni praticamente sotto gli occhi. A quella visione rimasi senza fiato. Quando poi mamma si girò per andare a prendermi dei biscotti mi resi conto che la camicia da notte era completamente trasparente ed era cortissima e inoltre da sotto non indossava nulla.

In pratica dalle spalle vedevo chiaramente il suo culo. Per un attimo maledii il fatto di non essermene reso conto prima, altrimenti sicuramente mi sarei goduto per intero lo spettacolo delle sue mammelle e della sua fica. Ma una visione ancora più celestiale mi si presentò subito sotto gli occhi: mamma fece cadere a terra un cucchiaio e tenendo le cosce larghe si chinò in avanti per raccoglierlo. Se fossi morto in quel momento sarei morto felice: la camicia da notte se ne era risalita scoprendo tutto il suo culo e le cosce tenute aperte mi mostrarono la sua larghissima fessa.

L’erezione oltre che inevitabile fu praticamente istantanea. Quando poi lei si rialzò senza curarsi di sistemarsi e si girò verso di me vidi distintamente i suoi capezzoli per niente nascosti dalla stoffa.
“ma che fai imbambolato con la bocca aperta? Cosa guardi?”
“niente… niente mamma… niente”
“ho capito, altro che niente. Fai presto colazione e vai nel subito nel bagno.
Feci colazione per metà e subito corsi nel bagno. Non mi curai di chiudere la porta e in fretta e furia rovistai nel cesto della biancheria sporca tirandone fuori un paio di sue mutande.

Me le portai al naso annusandole quasi come le volessi risucchiare e mi masturbai come non mai. Quando mi resi conto che stavo per arrivare mi avvolsi le mutande di mamma sul cazzo e vi sborrai dentro. E quella fu la prima sborrata del giorno. Lasciai cadere le mutande sporche del mio sperma nel cesto , non prima di aver notato che erano trasparenti e a fiorellini, e mi ficcai sotto la doccia. Quando uscii dal bagno andai nuovamente in cucina.

“hai fatto presto. Ora vado io”
Così mamma se ne andò nel bagno. Avrei voluto andare a spiarla come al solito, ma onestamente non ne avevo la forza. Dopo circa una decina di minuti mamma uscì dal bagno e affacciandosi alla porta della cucina mi disse che andava a vestirsi. L’annuncio mi sembrò strano. Perché me lo aveva detto? Sembrava quasi un invito. Così piano piano la seguii per spiarla. Lasciò la porta aperta, quindi io potevo guardarla benissimo mentre si cambiava.

Notai che in mano aveva qualcosa chiusa nel pugno che appoggiò sul letto. Porco cazzo, erano le sue mutande. Perché le aveva prese? Si era accorta che erano piene del mio sperma? Forse voleva lavarle, ma in questo caso le avrebbe lasciate nel bagno. Dopo un attimo vidi che mamma si sfilava la camicia da notte rimanendo completamente nuda. Per un attimo si guardò nello specchio. Poi prese le mutande che aveva messo sul letto e se le riguardò per bene.

Il tempo che era trascorso dalla mia sborrata era troppo poco perché il tutto si fosse seccato. Ritenni opportuno allontanarmi. Non credevo che mi avesse fatto una partaccia, ma di sicuro non era contenta che le avessi riempito le mutande di sperma. Dopo poco mamma ritornò in cucina vestita. A dire il vero vestita è un eufemismo, in quanto la sola gonna che indossava era pari quasi a zero come lunghezza e la camicetta che aveva messo era quasi del tutto sbottonata e lasciava vedere tranquillamente un reggiseno di tulle completamente trasparente.

A quel punto, se mai ce ne fosse stato bisogno, mi resi conto che la notte precedente non avevo sognato affatto.
“che c’è Mario? Ti vedo strano stamani”
“nulla mamma, te l’ho detto che stanotte non ho dormito bene”
“poverino, ma non preoccuparti, oggi mamma ti prepara un bel pranzetto, così ti riprendi”
“grazie mamma, sei grande come sempre”
A quel punto si ripresenta la stessa identica scena del mattino: mamma si gira dandomi le spalle e lascia cadere a terra un altro cucchiaio.

“cacchio, ora si china in avanti come prima”. E infatti così fece. Mamma tenendo le cosce un po’ aperte si china in avanti, la gonna risale scoprendole il culo e… porcaccia la mniseriaccia, indossava le mutande nelle quali avevo sborrato e si vedeva ancora la presenza dello sperma. Per poco non mi veniva un infarto. Sicuramente si era reso conto della presenza dello sperma nelle mutande, anche perché all’epoca iniziavo a produrne in grossa quantità, e altrettanto sicuramente, vista la vistosa macchia, non le aveva pulite.

Mia madre praticamente si era messa la mia sborra sulla fica. A questo punto la mia reazione fu la solita: corsa nel bagno e megamasturbata. Purtroppo però non trovai altre sue mutande nel cesto. Quando mi ripresi trovai mamma che si era cambiata nuovamente, ma questa volta indossava cose molto più caste. Infatti mi comunicò che doveva uscire per fare la spesa e dopo qualche minuti mi ritrovai da solo a casa. Non feci altro che ripensare sia alle parole di mamma e papà la notte sia all’accaduto la mattina.

Quando mamma rientrò mi trovò che stavo guardando la tele.
“invece di perdere tempo, perché non mi aiuti a mettere un po’ di roba a posto?”
“si mamma, volentieri”
Così mentre lei cucinava misi a posto tutto ciò che aveva comprato. A dire il vero vista la quantità di buste sembrava avesse fato rifornimento in attesa di una guerra atomica. Mamma cucinava di buon grado, però non si era ancora cambiata, cosa che invece era solito fare e a dire il vero ci rimasi un po’ male in quanto mi aspettavo un altro spettacolino.

“tra poco calo la pasta, tu prepara la tavola che io nel frattempo vado a farmi una doccia perché sono tutta sudata. Oggi fa un caldo insopportabile. Mica ti da fastidio se mi metto un po’ in libertà?”
“in libertà? Cosa intedi?”
“che con il caldo che fa oggi preferirei mettermi qualcosa di leggero addosso”
“e che fastidio può darmi? Mettiti come ti pare”
“il fatto è che ormai sei grande, sei diventato un ometto e tua madre non ha certo un fisico che può piacerti”
“ma che dici mamma, non scherzare.

Per me puoi anche metterti nuda”
“adesso non esageriamo, addirittura nuda no”
Addirittura nuda no? Ma perché? Mica si poteva dire che la mattinata era stata vestita?
Comunque se ne andò in bagno. Chiaramente per prima cosa cercai di sbirciare, ma con mia sorpresa non solo trovai la porta ben chiusa, ma quando cercai di guardare dal buco della serratura lo trovai addirittura coperto da un telo. La festa era finita? cercai di fare attenzione a quando usciva dal bagno per vederla nuda in camera sua, ma fu così lesta a chiudere anche la porta della camera da letto che non riuscii a vedere nulla.

Avevo perso le speranze in ulteriore spettacolino. Così una volta apparecchiata la tavola mi misi seduto ad aspettarla. Puntuale come un orologio, come la pasta era pronta, ecco comparire mamma. Nutrivo ancora qualche speranza, ma purtroppo niente da fare. Mamma aveva addosso un camice da casa di quelli abbottonati davanti. Cercai almeno di capire se indossasse l’intimo oppure no, ma non ci fu nulla da fare. Feci buon viso a cattivo gioco e ci sedemmo a tavola.

Mangiai di gusto in quanto mamma aveva mantenuto la promessa di un bel pranzetto. Inoltre all’epoca non c’era nulla che mi bastasse. Finito di mangiare l’aiutai a lavare i piatti dopo di che feci per andarmene in camera mia.
“ma perché te ne vai sempre? Perché non rimani un pochino con mamma a farle compagnia?”
“come vuoi mamma, solo che visto il caldo pensavo di starmene un po’ in libertà?”
“come se ti fossi mai fatto problemi del genere.

Il massimo che indossi in casa sono le mutande e anche piuttosto piccole”
“ma come piccole, sono dei normalissimi slip”
“normalissimi… un francobollo è più grande”
Scoppiammo a ridere entrambi.
“comunque mettiti come ti pare, anche nudo, basta che stai un po’ con me a farmi compagnia”
“va bene mamma, vado nel bagno a darmi una sciacquata, tu nel frattempo accendi la tele così ci guardiamo qualcosa insieme”
“ok, benissimo, fai presto”
Prima di andare nel bagno passai per la mia camera e di proposito presi gli slip più piccoli che avessi.

Erano dei tanga con in vita solo l’elastico, quasi inesistenti davanti e molto sottili. Nel bagno mi diedi una veloce sciacquata, mi misi gli slip e andai nel salone dove mamma mi aspettava.
“accidenti, mi hai presa quasi in parola. Se te ne stavi nudo era quasi la stessa cosa”
“ma mamma, se ti da fastidio me li cambio”
“si, così ti cambieresti per la terza volta. Lascia perdere, non preoccuparti”
Mi accomodai sul divano vicino a lei e accendemmo la tele.

“oh, Mario, però non così vicino che fa caldo”
In effetti mi ero quasi attaccata a lei.
“hai ragione mamma scusami. Ma tu come fai a stare con questo camice addosso?”
“è vero, forse sono troppo coperta, ma ora mi stufo di cambiarmi, lo farò più tardi”
Peccato.
Come al solito non trasmettevano niente d’interessante e dopo qualche considerazione sul programma la voce di mamma si affievolì e si addormentò. I suoi movimenti nel sonno avevano fatto si che le cosce le si erano scoperte.

Così, stando molto attento a non svegliarla, lentamente iniziai a sbottonarle il camice. Il tempo che impiegai mi sembrò un’eternità, ma alla fine riuscii nel mio intento aprendole completamente il camice. Aveva ancora le mutande del mattino con una macchia di sperma ormai secca. La cosa logicamente mi emozionò ancora. Piano piano mi misi in posizione adeguata per poterla guardare meglio, mi tirai fuori il cazzo e iniziai a masturbarmi lentamente. Ogni tanto lei si muoveva e quei sui movimenti la portarono a rimanere con le cosce aperte.

Dopo qualche minuto sborrai nei fazzolettini che preventivamente avevo preparato. Ora però dovevo riabbottonare il camice, ma come tentai di farlo mi resi conto che si stava risvegliando. Non mi rimase altro di far finta di dormire come se nulla fosse accaduto. Riuscivo a tenere gli occhi appena socchiusi senza farmene accorgere in modo da intravedere cosa accadesse. Vidi mamma stiracchiarsi e rimanere con il camice aperto come se nulla fosse. Anzi, sventolandosi con una mano se lo apri completamente.

Non indossava il reggiseno. La visione delle sue mammellone mi provocarono ancora una volta una potente erezione, ma stavo facendo finta di dormire e non potevo certo toccarmi, anche perché credo che quella volta ci avrei impiegato parecchio tempo prima di sborrare visto che non era la prima volta di quella giornata. Comunque riuscii a rendermi conto che mamma era poco interessata alla televisione che dopo pochissimo spense. Pensavo che si sarebbe alzata e andata via, ma invece rimase lì sul divano a guardarmi.

Il cazzo non voleva saperne di ammosciarsi, anzi, ormai faceva capolino dal minuscolo pezzetto di stoffa che lo copriva. Ad un certo punto vidi che mamma si alzò. Pensai nuovamente che se ne sarebbe andata, ma non fu così. Si era alzata solo per sfilarsi le mutande, dopo di che si sedette nuovamente con una gamba fuori e l’altra stesa sul divano. Avevo la sua ficona completamente aperta sotto i miei occhi. La tentazione di menarmi il cazzo era enorme, ma riuscii a resistere, anche se ormai ce lo avevo quasi completamente da fuori.

Mamma iniziò lentamente a toccarsi la fica con una mano mentre con l’altra si stringeva le tette. Da lì a poco si sarebbe masturbata davanti a me. Lo stillicidio era riuscire a tenere gli occhi socchiusi tanto da poter vedere ma in modo che non si accorgesse che ero sveglio. Difficilissimo! Dopo un po’ le carezze alla fica di mamma divennero molto più intense fino al punto che vidi chiaramente ficcarsi tre dita dentro.

Si stava masturbando guardando il mio cazzo. Stavo per scoppiare quando il telefono fece sobbalzare entrambi. Maledii Meucci con tutta l’anima. L’apparecchio era vicino al divano, ma mamma fece una corsa per rispondere dalla cucina per non farmi svegliare. L’istinto mi disse di alzare anche io la cornetta per sentire cosa diceva e con chi parlava. Dall’altra parte era mio padre:
“allora? Dimmi cosa è successo oggi”
“ma non puoi aspettare a stasera?”
“che troia che sei, lo sai che non resisto”
“resisti amore mio, resisti che stasera ti racconto tutto per filo e per segno”
“cazzo, ma lo sai che sei proprio una zoccola? Così mi farai impazzire”
“dai, un po’ di pazienza che stasera ci divertiamo”
“cosa intendi per divertirci?che intenzione hai di combinare?”
“devi avere fiducia in me.

Non preoccuparti”
Ormai il mio stato di arrapamento era continuo. Cosa aveva intenzione di architettare mia madre? Ormai era chiaro che aveva intenzione insieme a papà di coinvolgermi in giochi altamente erotici e la cosa non mi dispiaceva affatto. Avrei voluto sapere però fin dove sarebbero arrivati a spingersi. Comunque quell’aria torbida che si respirava mi piaceva da morire. Quel gioco del vedere non vedere, sapere non sapere mi faceva impazzire dalla voglia. Nonostante l’eccitazione, la notte quasi insonne e le ripetute sborrate mi fecero addormentare.

Verso le 18 fui risvegliato dal suono del telefono che squillava nuovamente. Mamma dal bagno mi disse di rispondere perché lei non poteva. Era mia nonna con la sua telefonata giornaliera.
“ciao nonna, tutto bene?”
“tutto bene tesoruccio, mi puoi passare mamma?”
“è nel bagno, appena esce ti faccio richiamare”
“va bene Mario, mi raccomando non ti dimenticare, è una cosa importante”
“si nonna, non dubitare”
Quando mai nonna aveva qualcosa d’importante da comunicare.

Comunque un po’ perché le volevo veramente bene e un po’ perché non volevo rimproveri mi avvicinai al bagno e dissi a mamma che la nonna l’aveva cercata. Mamma mi rispose che l’avrebbe chiamata appena finito. Stavo per allontanarmi quando mi venne di sbirciare. Vidi ben poco perché mamma era sotto la doccia, però notai che sul bordo della vasca c’era la schiuma da barba di papà ed un rasoio. Cacchio! Non mi ero mai accorto che mamma avesse bisogno di depilarsi le gambe.

Feci spallucce e me ne andai in camera mia. Dopo dieci minuti mamma era a telefono con nonna. Mi misi a leggere qualche fumetto sapendo che sarebbe stata una lunga attesa. Infatti quando mamma riattaccò si erano fatte le 19. Tra poco sarebbe rientrato mio padre e con esso la speranza di riempirmi gli occhi con le grazie di mia madre sarebbero svanite. Ma non fu così. Quando mamma entrò in camera mia mi trovò che stavo infilandomi i pantaloni:
“ma che fai? Ti vesti? Dove devi andare?”
“mamma, da nessuna parte, tra poco torna papà”
“e allora?”
“ma tu mi dici sempre di coprirmi quando c’è lui”
“ si è vero, ma oggi fa molto caldo e poi ormai non sei più un bambino che deve imparare come comportarsi.

Sai che alla presenza di qualcuno bisogna stare composti e questo basta, lo hai imparato”
“come dici tu mamma, certo che per me è meglio, è più comodo. A limite mi cambio le mutande?”
“ma no, non dire sciocchezze. Cosa vuoi che importi a tuo padre se usi i mutandoni del nonno o se ti copri con quel francobollo”
Il fatto del francobollo ci fece nuovamente ridere.
Dopo qualche minuto mio padre bussò alla porta.

“tutto bene tesoro? Hai lavorato molto?”
“ciao cara, ciao Mario. Non è stata una giornata pesante, solo che il caldo è insopportabile. E tu, come mai stai in mutande? Mutande poi, diciamo pure che praticamente stai nudo”
“veramente è stata mamma a dirmi che potevo stare così visto il caldo”
“ha ragione mamma, tanto poi mica esci per strada così conciato. ”
“e poi siamo i genitori, mica estranei”
“t’invidio figlio mio”
“scusa Antonio, ma visto che concordiamo tutti quanti che fa un caldo boia e che comunque non stiamo al cospetto di estranei, che ne dici se anche io e te ci mettiamo un pochino in libertà? Facciamo una cosa, tu vai a farti la doccia e dopo t’infili un paio di slip e basta.


“come sempre trovi le soluzioni. Farò come hai detto. Però, anche tu con questo camice devi soffrire il caldo”
“è vero, credo che anche io mi metterò comoda”
Detto questo papà andò nel bagno ed io e mamma rimanemmo in cucina.
“mamma, ma non avevi detto che anche tu volevi metterti in libertà?”
“si tesoro, aspetto tuo padre che esca dal bagno, mi faccio una lavata veloce anche io e dopo mi cambio”
Dopo un quarto d’ora papà era uscito dalla doccia e mamma era entrata anche lei per lavarsi.

Cercai di origliare ma purtroppo parlavano talmente a bassa voce che non capii nulla e me ne ritornai in cucina. Dopo due minuti papà andò in camera loro. Quando venne in cucina per poco non mi veniva un colpo in quanto gli slip che indossava non erano certamente molto più grandi dei miei. Il suo pacco era notevole.
“Papà, vuoi un bitter?”
“grazie Mario, si volentieri”
Sorseggiammo insieme in silenzio l’aperitivo. Dopo una decina di minuti arrivò mamma.

Io rimasi con gli occhi spalancati, mentre a papà gli si strozzò l’aperitivo in gola.
“alla faccia del comodo, cara, se non mettevi nulla forse eri più vestita”
“se credi che sia eccessivo mi metto qualcos’altro addosso”
“non dirlo neanche per scherzo, va benissimo così”
Mamma aveva addosso solo un babydoll nero molto trasparente e talmente corto che non copriva neanche l’attaccatura delle cosce e per di più da sotto era senza intimo.

Mi resi anche conto che la schiuma da barba ed il rasoio non le erano serviti per radersi le gambe ma per depilarsi completamente la fica. Era un vero spettacolo. Di un arrapamento unico. Papà si alzò e le si avvicinò per abbracciarla. Lo sentii sussurrarle all’orecchio:
“cazzo, ma così ce lo fai venire duro solo a guardarti”
E infatti il pacco di papà era notevolmente aumentato di volume. Nel mettere a tavola la cena mamma più di una volta non perse l’occasione per abbassarsi più volte dandoci le spalle, mettendo bene in mostra il suo culo e la sua fica.

Papà era eccitatissimo e lo si notava dall’erezione che aveva. Logicamente anche io ero nelle stesse condizioni. Entrambi dovevamo evitare di alzarci. Solo che ad un certo punto mamma mi disse:
“Mario, mi fai un piacere?”
“cosa mamma?”
“andresti a prendere una bottiglia di olio nel ripostiglio?”
“ma mamma devo proprio alzarmi”
“dai, fai presto altrimenti mangiamo stanotte”
“ma io veramente…”
“su dai, non farti pregare e fai quello che ti ha chiesto mamma”
Cercai in tutti i modi di alzarmi senza far scorgere la mia erezione, ma mi fu praticamente impossibile anche perché il cazzo era talmente duro che non era possibile contenerlo nelle mutande.

Cercai di sgattaiolare il più in fretta possibile, ma ogni tentativo di nascondermi mi resi conto che era vano. Cercai di stare fuori dalla cucina il più possibile per far rientrare l’erezione, ma non ci fu verso e quando mamma mi chiamò non mi rimase altro che entrare con la bottiglia dell’olio che cercava di coprirmi. Diedi la bottiglia a mamma e velocemente ritornai a sedermi nella speranza di un rientro alla normalità. Ma non ci fu verso e di certo i miei genitori non mi agevolavano.

Papà infatti, incurante dell’erezione che aveva, si alzò con la scusa di aiutare mamma e quando le passava vicino le strusciava il cazzo sul culo. Quella situazione mi stava facendo scoppiare. Come Dio volle iniziammo a mangiare. Papà parlava del lavoro e mamma sembrava ascoltarlo attentamente, io invece non riuscivo a seguire i loro discorsi. Ad un certo punto fui risvegliato da loro:
“Mario, ma che fai? Hai sentito quello che abbiamo detto?”
“ehm… no scusatemi, ero distratto”
“papà diceva che voleva prendersi qualche giorno di ferie per portarci al mare.

Tu cosa ne dici?”
“cosa ne dico? E vi sembra il caso di chiedermi il parere? Per me possiamo anche andare ora”
“esagerato, partiamo domani”
“partiamo? E dove andiamo? Andiamo vicino Ostia. Dicono che c’è un bel posto che si chiama Capocotta”
“per me un posto vale l’altro, basta che ci sia il mare”
“allora partiamo domani in tarda mattinata. Ci vogliono più di due ore per arrivarci, ma tanto la camera dell’albergo è disponibile solo dopo le 14”
“ma allora avevate organizzato già tutto.

E se non avessi voluto?”
“avremmo disdetto. Però ero anche sicuro che avessi accettato volentieri”
“a quanto sembra mi conoscete molto bene”
“siamo sempre i tuoi genitori e comunque questi giorni serviranno anche a conoscerci meglio”
Quest’ultima frase mi fece venire i brividi lungo la schiena. Nel frattempo avevamo finito di mangiare e tutti ci adoperammo a sparecchiare e ad aiutare mamma a lavare i piatti. In breve tempo era tutto a posto. Mio padre ormai non faceva assolutamente nulla per nascondere la sua erezione e altrettanto facevo io.

Mamma dal canto suo in continuazione metteva benne in mostra la sua fica e il suo culo. Come sempre ci dirigemmo tutti nel salone per guardare un po’ di tele. Mamma e papà sul divano ed io di fronte a loro.
Dopo cinque minuti:
“accidenti tesoro, questi slip sono davvero piccoli, l’elastico mi stringe troppo”
“scusa, se ti danno tanto fastidio perché non te li togli?”
“ma… non saprei, a Mario potrebbe dare fastidio che io me ne stia nudo”
“io non credo, comunque facciamo una cosa, se li toglie anche lui così siete pari”
Avevo la salivazione azzerata completamente.

“se è per me va bene, tu che ne dici Mario”
Con la voce strozzata dissi che neanche per me c’erano problemi
“ok, allora, togliamoci queste maledette mutande. Però…”
“però cosa?”
“non mi sembra giusto che tu ci possa guardare nudi e noi no”
“onestamente non mi sembra di essere tanto vestita”
Non so come ma dalla mia bocca uscirono queste parole
“papà ha ragione, se tu ti godi i nostri piselli nudi anche noi abbiamo il diritto di guardare la tua…”
“hai capito il porcello! Così tu dici di avere il diritto di poter guardare la cosina di tua madre?”
“scusa papà, non volevo dire questo, era solo per darti ragione”
“hai sentito? Anche lui la pensa come me.

Dai, togliti tutto anche tu”
Mamma allora si alzò e con fare da vera attrice porno si sfilò quel babydoll che già poco copriva, rimanendo nuda prima di noi. A quella visione papà si alzò anche lui e si sfilò gli slip, facendo saltare fuori un cazzo veramente di ragguardevoli proporzioni.
“ora tocca a te figliolo”
Non me lo feci ripetere neanche una volta, mi alzai e sfilatomi gli slip anche io misi in bella mostra il mio cazzo già completamente eretto.

“accidenti, ma questo giovanotto tra qualche anno mi farà concorrenza. Spero di non dovermi ingelosire”
“ma che dici papà, è sempre mia madre”
“sarà anche tua madre, ma dall’effetto che ti fa non sembrerebbe esserlo”
Scoppiammo tutti in una risata che ebbe un po’ il sapore liberatorio. Ritornai a sedermi in poltrona
Ricordo che stavano trasmettendo un bel film, ma nessuno di noi lo seguiva più di tanto. La mia erezione non accennava a diminuire neanche un po’ e neanche il cazzo di mio padre sembrava avere intenzione di mettersi a riposo.

Dal canto suo mamma era tutta rossa in viso e i suoi occhi non sapevano se guardare il cazzo del marito o quello mio. Ad un certo punto papà mise un braccio intorno alle spalle di mamma, facendola accoccolare su di lui. In quella posizione la sua mano era a portata di tetta. La lava di un vulcano sarebbe stata infinitamente meno incandescente di quella situazione. Papà a poco a poco iniziò a toccare la tetta di mamma fino ad arrivare al punto di stringerla per bene mentre lei iniziava a gemere.

Sentii perfettamente papà che le sussurrò all’orecchio:
“amore mio, perché non me lo prendi in bocca?”
E mamma di tutta risposta sempre sottovoce:
“sei sicuro di volerlo fare davanti a lui?”
“non aspetto altro”
“se poi lui inizia con il masturbarsi di fronte a noi?”
“ti ho detto che non aspetto altro”
Parlavano sottovoce, ma era evidente che comunque volessero che io sentissi tutto. Mamma allora iniziò con lo sfiorare leggermente il cazzo di papà il quale emise un suono gutturale di evidente assenso.

Poi spostò la mano dalla tetta e la mise dietro la nuca di mamma spingendola verso il basso fino a che con la bocca non gli sfiorò il cazzo. A quel punto mamma fece scomparire nella sua gola quella mazza enorme. Che scena fantastica: tutti nudi e mamma che faceva un pompino a mio padre. Iniziò prima lentamente, poi mano mano sempre più veloce fino a che sentivo distintamente il risucchio che faceva. Mi presi il cazzo in mano e spavaldamente di fronte a loro iniziai a masturbarmi.

“dai tesoro, dai amore mio… guarda, guarda come si masturba tuo figlio guardando la mamma mentre fa un pompino a suo padre, dai forza, spompinami come si deve. ”
Nonostante il cazzo in gola, gli occhi di mamma erano tutti per il mio e anche mio padre non distoglieva gli occhi dalla mia masturbazione. Durammo poco sia io che mio padre. Io sborrai talmente forte che diversi schizzi mi arrivarono in faccia e mio padre dal canto suo cacciò tanta di quello sperma che mamma non riuscì a tenerlo tutto in bocca.

Io e mio padre rimanemmo praticamente esausti, io con la sborra che mi colava fino in bocca e lui che continuava a fissarmi. Ma a nessuno dei due l’erezione diminuiva. Dal canto suo anche mamma aveva la sborra di papà che le colava dalla bocca fin sulle tette, ma sembrava non curarsene affatto. Diede pochi istanti al marito di riprendersi:
“ora però tocca a me”
Papà senza farsi pregare fece alzare mamma e si stese sul divano per poi farla stendere su di lui.

Con mio stupore iniziò a baciarla nonostante lo sperma che le colava. Poi vidi chiaramente il suo cazzo ancora sporco di sborra entrarle nella fessa.
“siiiiiii così dai, chiavami, fai vedere a tuo figlio come si chiava una donna”
Papà iniziò a stantuffarla mentre io mi avvicinai a loro mettendomi in ginocchio per guardare meglio il cazzo di mio padre entrare ed uscire dalla fica di mia madre.
I gemiti di godimento di entrambi erano continui.

Ad un certo punto sentii chiaramente mamma che diceva:
“mmmm come mi piacerebbe che adesso qualcuno mi leccasse la fica mentre tu me la stai chiavando”
L’invito era più che chiaro, solo che io ero titubante.
“cosa aspetti figliolo? Hai sentito tua madre?”
Non risposi, ma senza ulteriore indugio mi tuffai con la faccia nella fica di mamma già piena del cazzo di papà. Non capivo più nulla. Leccavo di tutto, cazzo, fica culo… quello che era a portata della mia bocca quello mi leccavo.

“siiiiii sborrrrrrooooo”
Avvertii nettamente le pulsioni di mio padre, ma non pensai neanche per un attimo a smettere di leccare la fessa di mamma e così dopo un attimo mi ritrovai con mio padre che sborrava ed io che leccavo di tutto. Continuai a leccare fino a che il cazzo di papà si ridimensionò. Anche lei aveva goduto ed i suoi liquidi si erano mischiati allo sperma del marito. Ed io continuavo a leccare fino a che avevo la lingua in fiamme.

Mio malgrado dovetti staccarmi da loro mettendomi in piedi. Avevo il cazzo che mi faceva male tento era duro.
“tesoro, credo che sia il caso di aiutare nostro figlio”
Mamma allora staccandosi da mio padre si mise seduta e senza preamboli iniziò a farmi il più bel pompino della mia vita. Anche papà si mise seduto al suo fianco e mentre lei mi spampinava lui la baciava. La baciava sulla guancia, ma sempre più vicino alla bocca fino ad arrivare a metterle la lingua sulle labbra e di conseguenza a farmela sentire sul cazzo.

A quel punto mamma lascò il mio cazzo e baciò mio padre in bocca, poi con la mano dietro la testa lo portò vicino al mio cazzo e insieme iniziarono a leccarmelo facendo a turno a prendermelo in bocca. Sborrai nuovamente e i miei genitori fecero a gara a che ne prendeva di più in bocca. Mi accasciai su di loro letteralmente senza forze. Questo è solo l’inizio. Nel corso degli anni ho avuto sempre le prove che mio padre e mia madre erano le persone più porche che io abbia mai conosciuto ma, contrariamente a quello che dicono i falsi moralisti e le cosiddette persone benpensanti, non credo di aver subito alcun trauma, anzi, mi ha aiutato a vivere insieme alle persone consapevole di cosa fosse il sesso e di quanto sia bello.

Inoltre non sono mai diventato né un maniaco né uno stupratore, sono una persona molto cordiale, pulita sia fuori che dentro. Ma come dicevo questo è solo l’inizio.

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