Quella volta con marito e moglie!! – prima parte

Penso di essere sempre stato gay, o meglio di avere la consapevolezza di esserlo. Ciò non toglie che anche un gay convinto come me non abbia avuto nella sua vita qualche esperienza con femmine , un po per curiosità , un po per togliermi ogni dubbio, un po’ come nel caso della storia che vi sto per raccontare per puro piacere e godimento. Tralasciando quelle poche disastrose storie che ho avuto in adolescenza , che umiliazione a parte mi sono servite per capire che la figa proprio non faceva per me, ci sono state altre occasioni in età più adulta invece in cui mi sono divertito, e il sesso l’ho vissuto in maniera più spontanea proprio per il fatto stesso che solo di sesso si trattava e non di ricerca di virilità.

La figa continua a non piacermi ma non mi spaventa più !! Anzi a volte mi eccita vederla sfondata da grossi cazzoni come nei film porno etero che adoro. Avevo quasi 35 anni quando conobbi questa coppia quarantenne marito e moglie molto simpatica e porca!!! L’occasione fu un pranzo a Verona a casa di mio fratello e della sua compagna il 26 dicembre. Il mio compagno in quei giorni lavorava come chef in un ristorante delle nostre zone e avendo passato il 25 con amici , il 26 decisi di andare a trovare mio fratello e fermarmi da lui un paio di giorni.

La compagna di mio fratello è bresciana e quel giorno a pranzo invito’ una coppia di amici e sentendosi per gli auguri il giorno prima anche un suo zio e la moglie sapendo che , essendo una coppia molto simpatica e aperta mentalmente, non avrebbe creato alcun disagio ritrovarsi alla stessa tavola e ognuno parlare liberamente di se stesso e dei propri interessi. E così fu. Quando ci presentammo io capii subito che avrei avuto a che fare con due persone intelligenti.

Oltre che affascinanti fisicamente. Lui mi piacque subito come uomo. Un po più alto di me , ben piazzato, spalle larghe , fisico da scaricatore di porto, capello corto brizzolato e un bel pizzettone dello stesso colore non troppo curato ma lasciato crescere in maniera naturale molto maschile. Due occhi color marrone e un sorriso un po storto di un sexy allucinante. Quest’uomo me lo farei , pensai subito. Lei una bellissima donna , non magrissima ma con le curve al punto giusto.

Un bel seno abbondante, forse troppo per il suo fisico, tanto che pensai fosse rifatto , ma che donava alla sua figura d’insieme un non so che di provocante , bionda con un bel taglio di capelli lunghi appena sotto le spalle e una frangia davanti che lei spostava ogni tanto con una femminilità tutta sua. Poco trucco, occhi verdi smeraldo, due belle labbra carnose e un sorriso bianco che richiamava la mia attenzione ogni volta che la guardavo.

Oh finalmente una bella coppia sposata equilibrata, pensai. A pranzo si rise tanto , non so come venne fuori il discorso ma quasi subito gli dissi che ero gay e convivevo da anni con un uomo , si interessarono alla cosa, molto spontaneamente mi fecero alcune domande sulla mia vita, io sulla loro , ci fu una bella armonia quel pomeriggio. Tutto molto genuino e piacevole. Più si parlava e più io mi stavo innamorando di loro.

Il vino ottimo come sempre fece la sua parte, ma senza esagerare. Certo faceva un po caldo e quando lui si tolse il maglioncino di lana e rimase in camicia e la sbottonò un po io non potei fare a meno di notare quel suo splendido folto pelo grigio che gli ricopriva i pettorali, ma allo stesso modo notai il bellissimo décolleté di lei quando tolse il foulard e lascio scoperto il collo e parte del seno incorniciato da uno scollo a v molto ….. scollato ecco!! Lei era bella, intelligente e colta , sempre pronta a controbattere o a fare una battuta.

Non le dissi che secondo me dimostrava meno della sua età, lo pensai e basta. Lui faceva l’elettricista, lei maestra d’asilo. Non avevano figli, non chiesi perché. Ad un certo punto ci fu un veloce scambio di regali , e si parlò dei regali ricevuti il giorno prima e Bruno, così si chiamava lui , ci raccontò che il suo collega e socio di lavoro gli aveva regalato una s**tola di sigari molto pregiati, e che secondo lui li aveva pagati molto.

Allora qualcuno gli chiese se lui avesse apprezzato il regalo e venne fuori che era un intenditore di sigari e un fumatore molto appassionato!!! Che cosa maschia e virile, pensai dentro di me. Io gli chiesi se erano buoni, se aveva già avuto occasione di fumarne uno. Lui disse di no e mi chiese se anche a me piaceva fumare il sigaro. Risposi di sì ma che non ero un gran intenditore come lui.

Lui subito sgranò gli occhi e sorrise contento dicendomi che li aveva in macchina e mi invitò ad uscire con lui in giardino e assaggiare in sua compagnia uno di questi sigari. L’invito fu così allettante che subito accettai. Ci mettemmo i giubbotti e uscimmo lasciando il resto della compagnia a ridere e scherzare. Fuori non era ancora calato il sole e si stava bene. Non faceva troppo freddo. Mentre camminavamo verso la sua macchina io gli feci i miei complimenti, gli dissi che erano una bellissima coppia e che mi piacevano molto.

Lui mi ringraziò , apri la macchina e da dietro tiro’ fuori la s**tola , la aprì e mi offrì un sigaro. Sembravano davvero molto costosi, incartati singolarmente uno ad uno , lessi anche la marca ma ora non la ricordo, erano comunque cubani. Ne presi in mano uno, e lui fece altrettanto. Chiuse la macchina e mi disse ti va una passeggiata? Risposi di si. Mi spiegò come scartare il sigaro, come annusarne l’aroma , e come apprezzarne la consistenza.

Dopo un po di scuola tirò fuori da una tasca quell’oggetto che serve per tagliare il sigaro , li preparò entrambi e mi fece vedere come accenderlo. Si accese prima il suo poi mi aiutò col mio. Tutta la situazione mi sembrò così virile che ebbi un erezione. Iniziammo a camminare e fumare e dopo qualche breve commento sulla qualità del sigaro lui mi chiese” allora ti piace la Rosy? Come la trovi?”. Rosy era la moglie.

Subito risposi ” la adoro tua moglie!! È bellissima, simpatica e intelligente!! Sei fortunato ad averla al tuo fianco”. Lui disse” anche tu le piaci molto, non so se hai notato ma non ti toglieva gli occhi di ‘addosso “. ” ma cosa dici Bruno? Ti sbagli o hai frainteso !! Era solo molto curiosa del fatto che sono gay e mi ha fatto delle domande, tutto qua!” ” invece ti dico che è molto attratta da te anche fisicamente!! Fidati , la conosco bene “.

Il discorso iniziava ad infastidirmi, e il sigaro iniziava a farsi sentire, non capivo davvero dove volesse arrivare. Se era gelosia o altro. Ci fermammo un attimo a guardare l’orizzonte. ” questo sigaro oltre ad essere molto forte e anche bello grosso , non credi?”mi disse. Lo guardai ed era così sexy ed eccitante mentre fumava che per allentare un po la tensione dissi ” sono abituato a tenere in bocca cose ben più grosse di un sigaro !!!”” Lui sorrise a bocca storta e col suo sigaro in bocca fissando sempre la campagna si aprì velocemente i pantaloni e tirò fuori l’uccello dritto e duro e disse” come questo?? “”.

Mi guardai attorno e non c’era anima viva, così glielo presi in mano e nel constatare che aveva un cazzo caldo grosso e duro risposi” esatto come questo !! “. Con la stessa velocità che lo aveva tirato fuori lo rimise dentro i pantaloni. Ci incamminammo verso casa. Qualche minuto di silenzio e poi mi disse” ti fermi a dormire qua stanotte? ” “si ” risposi. E lui ” ti dico cosa devi fare, bada la mia è una proposta , sei libero di accettarla come no, senza obblighi.

Quando noi saremo andati via, aspetti circa mezz’ora , ti inventi una scusa e dici a tuo fratello che devi tornare a casa, e invece vieni a casa nostra a Brescia. Dormi da noi e domani quando vuoi parti e torni a casa ” Mi assalì il panico totale, non tanto perché dovevo trovare una scusa a mio fratello,con lui ho una confidenza tale che avrebbe capito senza fare domande, tante volte aveva già coperto qualche mia marachella, ma perché non sapevo cosa mi sarebbe spettato una volta che mi fossi ritrovato a casa loro.

” tieni questo è il mio numero, se decidi di venire appena parti mi chiami, altrimenti amici come prima” e mi passò in mano un biglietto da visita col suo numero di cellulare “. Lo misi in tasca , mi fece spegnere il sigaro, e rientrammo in casa. Ci sfilammo i giubbotti e ci sedemmo a tavola a ridere e scherzare con gli altri come nulla fosse mai accaduto. Ma un incognita mi pesava in testa come un macigno.

Decidere di buttarmi in questa avventura o dimenticare tutto e fare finta di niente.

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