Pensieri di un uomo

(c) Atox, April 6, 2017
Aspettavo annoiato da mezz’ora in fila quando sento una voce chiamarmi. Mi giro e vedo una bella donna che mi sorride. Lei si accorge che non l’ho riconosciuta, sorride ancora e dice ‘sono Martina’. L’ultima volta ci eravamo visti oltre vent’anni prima. Avevamo poco più’ di vent’anni allora. C’eravamo conosciuti un’estate al mare e avevamo iniziato a frequentarci. Ci vedevamo un paio di volte al mese, cenavamo in qualche bel ristorantino, facevamo una passeggiata, parlavamo un po’ e prima di tornare a casa facevamo l’amore.

Martina è una delle donne più sexy che abbia mai conosciuto. Ho sempre trovato tutto molto sexy di lei. I suoi seni minuti, il pancino piatto ma morbido, il profumo della sua pelle, i suoi peli. Mi bastava starle accanto per sentire il cazzo crescere nelle mutande. Ma tutte le belle cose hanno una fine. Così smettemmo di vederci. Oggi, dopo oltre vent’anni la rivedo, più bella e sexy che mai. La invito a prendere un caffè al bar di fronte.

Ci sediamo e dopo pochi minuti sembrava non ci fossimo mai lasciati. Ci raccontiamo della famiglia, dei consorti e dei figli che crescono. Mentre parlavamo mi sono tornati alla mente tanti bei momenti trascorsi insieme. Il caldo dell’estate, le discoteche, le passeggiate in spiaggia, l’amore. L’abbiamo fatto in albergo, in macchina, in spiaggia, a casa mia, su materassi alti un metro, sul lettino di un medico, su un tatami giapponese, e chissà in che altro posto.

Martina si accorse che ero distratto e mi chiese a che pensassi. Dissi la verità, ‘penso ai bei momenti passati insieme’. Sorridendo mi chiese ‘Siamo vestiti?’ ‘No’ dissi candidamente io. ‘Sei il solito porco’ e mentre lo diceva si morse delicatamente il labbro inferiore che si bagnò di saliva. ‘Come un porco?’ reclamai. ‘Si, un porco” disse “Me le ricordo le cose che mi facevi…” Il cazzo ormai si vedeva attraverso i pantaloni e lei se ne era accorta.

“Mi sembra di ricordare che ti piacessero le cose che ti facevo, a volte me le chiedevi tu. ” Accennò un si col capo e mi guardò maliziosamente dal basso verso l’alto. Avevamo riacceso un fuoco solo apparentemente spento. Le dissi che avevo una casetta al mare, poco distante da lì e mi sarebbe piaciuto andarci con lei. Ci mettemmo d’accordo per vederci il giorno seguente.

Pioveva. Presi una bottiglia di prosecco, due bicchieri, un barattolo di Nutella e andai all’appuntamento.

Un’ora dopo eravamo a casa mia. Martina chiese di poter andare in bagno. Io inizia ad accendere il fuoco. Misi una grande coperta in terra vicino al caminetto, con dei cuscini e un’altra coperta. Accesi la musica, abbassai le luci, preparai il prosecco e presi mezza pillola blu.

Dopo poco lei torna e rimango di sasso. Tacco 12 con le dita dei piedi laccati di un eccitantissimo rosso puttana, calze nere di seta con cucitura posteriore, guepiere nera, un foulard di seta al collo e nient’altro.

Il trucco, marcato ma non volgare, le esaltava il taglio degli occhi e le labbra. Completamente depilata tra le gambe. Era strepitosa. Disse ‘non riuscivo a richiudere la lampo del vestito così l’ho tolto…’ Mi avvicino. L’abbraccio. Le nostre labbra si sfiorano. I respiri si fondono. Lei si siede vicino al fuoco mentre io mi spoglio, nudo. Ci sdraiamo su un fianco, la sua schiena contro il mio petto. Il calore del suo corpo mi stordisce.

Le accarezzo il seno, la pancia, le cosce. Lei muove delicatamente i fianchi e schiaccia la schiena contro di me. Poi mi prende il cazzo, lo mette tra le sue gambe e stringe forte le mie braccia con le sue. Iniziamo a muoverci insieme, sinuosamente, strusciando i nostri corpi tra loro. Siamo molto, molto eccitati. La giro deciso e le metto la lingua in bocca. Lei inizia a succhiarla come se volesse farmi un pompino alla lingua.

Abbiamo il viso pieno di saliva e ci baciamo come a****li. Poi rallentiamo e iniziamo a baciarci delicatamente, sugli occhi, la fronte, il naso, le labbra. E poi ancora un bacio bollente. Le mie mani stringono le natiche, lisce e morbide e sode al tempo stesso. Quello di Martina credo sia in assoluto il più bel culo che abbia mai incontrato. La sculaccio, forte, come piace a lei. Fa un grugnito eccitato, mi monta sopra e in un sol boccone la sua fighetta senza un pelo ingoia il cazzo fino alle palle.

È bagnatissima. Inizia a ruotare il bacino e contemporaneamente stringe i muscoli della vagina. Un massaggio favoloso. Andiamo avanti un po’ così poi mi dice di rimetterci come prima, a cucchiaio. Vuole sentirmi da dietro. La stringo forte. Lei spinge il bacino in dietro e senza mani trovo la strada per penetrarla. È così bagnata che scivolo dentro come fosse burro. Gira il collo e mi bacia con la lingua. A lungo. Lo facciamo cosi intensamente che la saliva ci esce dalla bocca e mi bagna il petto.

Lei piega in avanti il busto e raccoglie le ginocchia al petto. Adesso non c’è contatto tra noi. Solo il mio pene dentro di lei. Si inarca e spinge. In quel momento il fuoco del caminetto la illumina e la vedo in tutta la sua sensualità. Vedo in controluce dei minuscoli peli biondi ricoprire le natiche, poco sopra il solco diventano visibili a occhio, e si scuriscono man mano che scendono tra le natiche, fino al buco del culo.

Li ho sempre adorati quei suoi peletti. Vederli mi eccita ancora di più se possibile. La faccio metter in ginocchio, le dico di allargarsi il culo con le mani e inizio a leccarla da dietro. Il suo profumo è inebriante (quello naturale. I profumi acquistati li trovo disgustosi). Le lecco il buchino mentre accarezzo il clitoride. Lei gode molto e vuole che io lo sappia. Infilo delicatamente un dito nel culo e inizio a muoverlo.

L’amore anale non l’avevamo mai fatto. Lei mi lascia giocare poi si sfila e mi dice che non è pronta. ‘Ho provato una volta ma fa male. ’ ‘Capisco’ le dico ‘Ma lasciami provare. Tu dici quando smettere. Vuoi che ti dica cosa farò?’ Lei risponde di no. ‘Fallo. Se non mi piace però ti fermi’ e si mette in ginocchio, col petto schiacciato a terra e le mani ad allargare le natiche. Uno spettacolo unico.

Le metto della crema lubrificante e la penetro delicatamente con un dito, muovendolo su e giù mentre lei spinge impercettibilmente verso di me. Dopo poco il buchino inizia a rilassarsi. Infilo un secondo dito. Il suo movimento si fa più deciso. Continuo ancora un po’ con le dita nel culo e le massaggio la figa. Per farlo mi sposto sul suo fianco. Martina allora alza la testa e mi tira verso di lei. Le sue labbra calde avvolgono la mia cappella rossa e turgida.

Muove la testa su e giù, con una mano mi stringe le palle (delicatamente, ricorda ancora che le mie sono molto sensibili) e con l’altra inizia a toccarsi la figa mentre la inculo con le dita. Sembra piacerle molto ma capisco che vuole di più. Sto per sostituire le dita col cazzo quando lei dice ‘Proviamo?’ Mi metto dietro di lei. Poggio il cazzo nel solco delle natiche e lo muovo su e giù.

Lei si muove con me. Le metto altra crema. Infilo due dita. Sembra pronta. Lo avvicino al buchino e spingo.

La cappella entra subito ma è stretta e non voglio farle male. Mi fermo. Faccio dei leggeri movimenti circolari poi spingo ancora un po’. Inizio a muoverlo piano, dentro e fuori, ma non scivola. Continuo così per un po’, poi finalmente inizia a bagnarsi. È una sensazione inculare una donna le prime volte.

Il buco dapprima è arido e stretto. Poi inizia a salire un liquido lubrificante che avvolge il glande e sale fino a renderla morbida e accogliente. A quel punto Martina si rilassa e iniziamo a muoverci sempre più velocemente. Io spingo contro di lei e lei contro di me. Non ce la faccio più. Devo sborrare o mi scoppiano le palle. Lei lo capisce e mi dice ‘Insultami. Dimmi che sono la tua puttana…’ Acceleriamo il ritmo e dopo pochi secondi esplodo in un orgasmo che mi sembra duri un’eternità.

Appena sente che sto sborrando esplode l’orgasmo di Martina.

Alla fine eravamo esausti, sudati e col fiato corto. Il trucco le si era distribuito su tutto il viso. Era sfatta ma sempre bellissima. Ci siamo coperti ed abbracciati. Il fuoco ci scaldava. Lei disse ‘Ho sete. ’ Il prosecchino fresco fu grande. ‘Ho portato anche la Nutella…’ le dico e lei ‘Sei un porco. ’ ‘Come un porco?’ Lei fa uno sguardo birichino e dice ‘Pensi che non ho capito come vuoi farmela mangiare la Nutella?’ ‘E ti dispiacerebbe mangiarla così’ le chiedo.

Lei sorride e fa’ ancora lo sguardo birichino.

Siamo lì da circa due ore e stiamo bene. Ho di nuovo voglia di lei ma non c’è fretta. È bello farsi le coccole. Le carezzo il pancino e sento che mi sto eccitando di nuovo….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *