Musica dal vivo

Eravamo stati alcune volte in un club dove ogni tanto organizzavano serate con musica dal vivo, avevamo conosciuto i titolari, marito e moglie, che lo avevano rilevato da poco tempo.
A fine agosto Anna mi ha chiesto se volevamo andare a sentire un po di musica, sarebbero venuti anche alcuni nostri amici e ci saremmo trovati sul posto per la cena e lo spettacolo, benissimo anche se poteva essere una barba.

Anna si preparò con cura e decise di indossare un vestito grigio, semplice ma sobrio, appena sopra il ginocchio e un paio di scarpe con il tacco, io isitetti fino a convincerla del non indossare niente altro sotto e lei mi accontentò anticipando che, data la presenza dei nostri amici, era inutile che mi facessi strane idee.

Arrivammo molto in anticipo rispetto agli altri e ci sedemmo al bar per un’ aperitivo, Carlo venne a salutarci e fece i coplimenti ad Anna, parlammo della serata del gruppo che avrebbe suonato e lui ci disse di essere un po’ preso dato che la moglie era via per qualche giorno, non aspettava molte persone dato il mese ma era comunque indaffarato a dare ordini per predisporre i tavoli.

Arrivarono i nostri amici, due coppie con l’ amico di una di loro, prendemmo un altro giro di prosecco e andammo al nostro tavolo, la cena non fu lunghissima proprio per lasciare spazio alla band; faceva caldo e tutti stavamo ancora bevendo e chiaccherando quando abbassarono le luci e iniziò lo spettacolo.

La musica era carina con tanti pezzi anni ’80 e ’90 così Anna andò a ballare e anche se il vestito non era sexy ad un occhio attento forse non sarebbe sfuggito che sotto era nuda…i suoi seni piccoli danzavano con lei e non si vedeva nessun segno di mutandina o tanga mentre le sue rotondità ondeggiavano; almeno questo era quello che vedevo io che ero come al solito eccitato nel vederla ballare con sconosciuti.

La serata continuava ma le non troppe persone intervenute cominciavano a diradarsi, così fecero anche i nostri amici mentre Anna al ritorno dalla toilette si era fermata a chiaccherare con Carlo lanciando loro un saluto da lontano, io rimasi al tavolo da solo ascolatando la musica. La guardavo in piedi ridere divertita mentre il suo corpo ancora sembrava seguire il ritmo.

Sentii il trillo di un messaggio in arrivo, pensai ai nostri amici ma era di Anna, nell’ alzare gli occhi non la vidi più dove la immaginavo e neanche Carlo.

Mi chiedeva se poteva fermarsi e che se non avevo nulla in contrario nel caso la serata fosse finita presto se potevo aspettarla in macchina nel parcheggio. Risposi subito di si ma poi le chiesi se dovevo aspettare tanto, il whattsapp mi tranquillizzava, anche lui doveva tornare giù per la chiusura.

Dopo circa mezz’ ora la band eseguì l’ ultimo pezzo e tutti cominciarono ad andarsene, mi mischiai con gli altri non volevo che i camerieri mi vedessero uscire da solo, ero certo che avrebbero capito.

Attesi in macchina per circa un’ ora, mi ero spostato nel posto più buio, e ho visto sfilare il resto del personale sotto la luce del lampione; poi miarrivò un messaggio di Anna che diceva che sarebbe arrivata dopo pochi minuti, era l’ una e mezza ma faceva ancora caldo e tenevo il finestrino abbassato, la sentii salutare e dopo pochi minuti la vidi ferma sotto la luce mentre si guardava intorno, avviai il motore e lei mi venne incontro.

Ti sei stufato tanto ? chiese quasi per farsi perdonare, e tu? domandai io … affatto fu la risposta.

Tornando a casa mi raccontò che avevano chiaccherato un po’, che lei forse aveva bevuto più di quanto aveva creduto e aveva fatto un po’ la civetta fino a quando lui le aveva detto che, se non era per me, le avrebbe chiesto di salire nell’ alloggio sopra il locale. Anche lei ne aveva volgia e disse che poteva liberarsi e che io avrei capito.

Una volta entrati lui le avava sfilato il vestito lasciandolo cadere a terra lasciandola così nuda in quella casa dove fino a pochi giorni prima c’ era una donna, che tra pochi giorni sarebbe tornata ignara, questo l’ aveva eccitata al punto di farsi scopare praticamente in piedi una prima volta per poi finire in camera da letto dove avevano continuato.

Sei contento ? mi chiese …. certo ! risposi poi arrivammo a casa, lei si sfilò nuovamente il vestito ed io immaginai quello che lui aveva pensato quella sera.

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