MIA MADRE PARTE TERZA

[ Oggi sono andata a casa Truzzi ma il mio tesoro é rimasto chiuso nel suo
studio per circa un’ora facendomi star male.
Avevamo inventato questo trucco per vederci ed invece di lui nemmeno l’ombra.
Ma poi l’amore mio é venuto nel salotto, mi ha appena salutata, passando
subito a rimproverare le sorelle: “Non dovete far lavorare per tanto tempo la
signora, volete che le si rovini la vista come a voi”, e rivolgendosi a me ha
aggiunto: “lei non lo vede ma ha gli occhi arrossati, venga di la che le metto
due gocce di collirio”.

Che TESORO, ha recitato alla perfezione la parte.
Ho chiesto permesso alle due signore ed ho seguito il mio dottore.
Appena varcata la soglia dello studio ci siamo abbracciati e baciati come
se non ci vedessimo da mesi, ci siamo toccati, in un baleno la sua mazza é
diventata dura ed ha cominciato a strofinarmela sulla pancia.
“Abbiamo solo pochi secondi, BOCCHINARA fammi una pompa. ” mi ha detto, costringendomi ad inginocchiarmi.

Lo so, a volte mi tratta come una prostituta, una che fa marchette, ma non ti
nascondo caro diario, che questo mi arrapa ancora di più, mi piace sentirmi alla
sua mercè, completamente sottomessa al suo cazzo.
L’ho accontentato subito, era arrapatissimo, tanto che appena ho cominciato a
fargli roteare la lingua sulla capocchia ha impugnato il cazzo a due mani, lo
ha scappellato e mi ha sborrato sul viso.

Una goccia di sborra mi è finita in un occhio, ho sentito un bruciore immane,
allora ha dovuto per forza mettermi il collirio. ]
Ma mia madre non solo scriveva il suo diario ma a volte lo leggeva semplicemente,
e lo trovava eccitantissimo tanto da leggerlo sdraiata a letto, a cosce
aperte facendosi scivolare nella fica un grosso vibratore in lattice nero.
Era veramente una depravata.
La loro era diventata una vera mania, più si vedevano e più volevano vedersi.

Ogni occasione era buona per scopare, questo fece perdere loro ogni prudenza.
E come era prevedibile avvenne l’irreparabile, scriveva:
[ Caro diario, oggi é successo qualcosa di cui dovrò vergognarmi per tutta la
vita, sono andata all’ambulatorio di Angelo, credimi solo per salutarlo ma, come
tu ben sai, lui ha un chiodo fisso, ogni volta che ci incontriamo vuole fare
l’amore, quindi appena mi ha vista mi ha invitata ad aspettare che finisse le
visite, quindi, quando tutti sono andati via, ha chiuso la porta ed é venuto ad
abbracciarmi cominciando a baciarmi sul collo, gli ho detto di smetterla perché
poteva arrivare qualcuno ma non ha voluto sentire ragioni.

“Non preoccuparti, chi vuoi che venga a quest’ora. ” mi ha risposto ed é passato
a leccarmi dietro l’orecchio mentre faceva scorrere la mano tra le mie COSCE.
E’ vero, lo so, é anche colpa mia, avrei dovuto fermarlo, ma quando mi tocca
la fica riesce a farmi perdere il controllo, non ho più pensato a niente ed a
nessuno, gli ho aperto i pantaloni e gli ho preso l’affare in mano cominciando
a fargli una sega, ma beato incosciente, ha detto che non gli bastava, si
é seduto sulla poltrona dietro la scrivania ed ha voluto che mi mettessi in
ginocchio e gli facessi un pompino.

Debbo essere onesta, anche io, a quel punto avevo voglia di prenderglielo in
bocca, quindi l’ho accontentato dedicandomi alla sua mazza anima e corpo, prima
gli ho tirato giù la pelle e gli ho infilato la lingua nella spacca della
capocchia, cosa che lo fa impazzire, poi ho cominciato a leccargli le palle

Quindi sono risalita con la mia lingua lungo l’asta ritornando alla cappella che, quando é eccitato, diventa enorme, lì mi sono soffermata a lungo leccandola come fosse un buon gelato, e poi l’ho avviluppato tra le mie labbra.

A quel punto ho udito quasi un urlo alle mie spalle: “SVERGOGNATI, cosa state
facendo?, dottor Truzzi si rivesta, signora esca immediatamente da questo Luogo
Santo, vada altrove a sfogare i suoi bassi istinti, e tu Angelo così ricambi la
fiducia che abbiamo riposto in te?, andate via e non azzardatevi più a mettere piede in questo convento”. Era il Vice Priore, frate Giovanni.
Mi sono sentita morire, ci siamo ricomposti in fretta e siamo scappati
come due ladri, “tutta colpa tua” gli ho detto arrabbiatissima.

Ma anche lui era sconvolto, per qualche minuto non ha detto una parola, poi mi
ha chiesto scusa ed ha cominciato ad imprecare contro frate Giovanni: ”quello
stronzo l’ha fatto apposta, non mi ha mai sopportato, ha sempre cercato un motivo per licenziarmi, lo sapevo, ma lo sanno tutti, che voleva far assumere, al posto mio, il figlio della signora Belli, quella TROIA che quando va a parlare con lui o quando va a confessarsi indossa sempre delle magliette attillate e scollacciate in modo da fargli vedere un po’ di seno,

e lui che é un rattoso si arrapa e certamente le avrà promesso di far lavorare quell’imbecille del figlio, ma non é giusto essere licenziato da uno che tutti sanno essere un maniaco sessuale, quando le donne confessano dei peccati di sesso chiede tutti i più minimi particolari e mi hanno detto che, man mano che le poveracce sono costrette ad entrare sempre più nei dettagli, la sua voce cambia tono e comincia ad ansimare tanto che molti pensano che si masturbi nel confessionale, comunque per me é la fine, senza quei quattro soldi che mi davano non potrò pagare le tasse universitarie e comprarmi i libri che mi servono, pazienza cambierò lavoro, non tutti debbono laurearsi, d’altro canto é solo colpa mia, non si può essere così coglione da offrirgli una simile occasione; mi dispiace più per le mie sorelle che ci tenevano tanto a che mi laureassi”.

A quel punto mi ha fatto veramente tenerezza, ho cercato di consolarlo e poi
gli ho detto di ritornare da Frate Giovanni a chiedergli scusa addossando a me
tutta la colpa.
Sulle prime era molto restio poi ha seguito il mio consiglio ed é andato dal
Frate a chiedergli perdono ma é ritornato dopo pochi minuti, mogio mogio,
perché quella carogna non aveva voluto neanche ascoltarlo ma gli aveva solo
detto che, certamente, il Priore avrebbe messo al corrente dell’accaduto
le sorelle.

Chiaramente se il Priore parlerà con le sorelle Truzzi, per me sarebbe
la fine, mi sono sentita persa e sono stata colta da una nuova crisi di
pianto, non so proprio come uscirne. ]
L’episodio aveva veramente sconvolto il Dottor Truzzi, tanto che, quando
l’indomani mattina la mia mammina, profittando della momentanea assenza delle
sorelle, andò a casa di Angelo per confortarlo, lo trovò profondamente depresso
ma ancor più terrorizzato dal fatto che le sorelle fossero informate di quanto
era successo.

Questa evenienza fece prendere a mia madre una drastica decisione.
[ Caro diario, non potevo vedere l’amore mio così distrutto, quindi oggi, verso
le cinque, prima che le sorelle Truzzi, andando in Chiesa, venissero a conoscenza
del fatto, ho deciso di andare a parlare con Frate Giovanni.
Se veramente era un rattoso come mi aveva detto il mio tesoro, sapevo come
comportarmi, ho indossato quel vestitino azzurro molto corto che avevo indossato alla comunione di mia nipote, e quindi sono andata al Convento.

Sono andata direttamente in Sacrestia, sapevo che a quell’ora l’unico
Frate in giro era lui, infatti era lì.
“Buongiorno Frate, vorrei confessarmi”.
“Gradirei che in questo luogo non si mentisse, sei venuta a confessarti o a
parlarmi dell’episodio di ieri?”, mi ha detto con un tono molto acido.
Ho preferito dire la verità, “per l’episodio di ieri”.
“Allora andiamo nel mio studio”, e si é avviato, l’ho seguito con il cuore
in gola.

Il suo studio era una piccola stanzetta disadorna arredata con una scrivania
e due sedie in legno, alle pareti un crocefisso ed un’immagine della Madonna,
l’unica cosa che strideva con tanta spartanità era la presenza di un ampio divano
in pelle nera, “gli servirà per le sue porcate”, ho pensato.
Entrati ha chiuso la porta e si é seduto dietro alla scrivania invitandomi
a fare altrettanto su una delle due sedie in legno.

Nel sedermi ho fatto salire un po’ il vestito, in modo da far vedere le mie
COSCE per un palmo sopra le ginocchia, ci ha poggiato subito lo sguardo lascivo,
ho provato tanta vergogna ma ormai ero in gioco e bisognava giocare.
“Cosa hai da dirmi?”, ha esordito con un tono meno acido di prima.
Ho subito esordito chiedendo ripetutamente perdono anche a nome di Angelo.
“Ma vi rendete conto che non é sufficiente pentirsi per essere assolti da un
peccato così grave perpetrato, per giunta, nella Casa del Signore?”.

”Lo prometto non lo farò mai più, lo giuro non lo faremo mai più, ci perdoni,
la prego”.
Anziché rispondermi il porco mi ha rifissato le cosce.
Dopo oltre mezzo minuto, durante il quale non aveva fatto altro che sbirciare,
si è alzato, ha girato intorno alla scrivania, mi si è seduto vicino e mi ha
poggiato una mano sulla testa e mi ha detto con voce severa: “Sappi che il
rapporto orale é un rapporto contro natura che la Chiesa condanna senza
riserve”.

“Ma io stavo solo massaggiandolo”, ho azzardato.
Si é alzato di shitto allontanandomi da lui, “sei irrecuperabile, vieni fino
in Chiesa a mentirmi, ho capito che donna sei, cosa speravi?, di convincermi
facendomi vedere quelle parti del corpo che tentano un uomo, io sono un Frate
e prendendo i Voti ho liberamente rinunciato ai piaceri del sesso, sappi che
oggi hai aggiunto al tuo peccato di ieri altri due peccati ancora più gravi,
la menzogna e la provocazione sessuale ai danni di un povero Frate, quasi debbo
giustificare Angelo, é solo stato sfortunato ad incontrare una donna come te,
sei un Diavolo tentatore, esci da questa Pia Dimora e non farti più vedere”,
mi ha urlato tutto d’un fiato, quindi, strattonandomi, mi ha messo alla porta.

Sono uscita dalla sacrestia in preda al più totale sconforto, nella mia mente
si susseguivano mille pensieri, la rabbia per l’intransigenza di quel maledetto, la vergogna per essermi comportata, per giunta inutilmente, come una TROIA,
cosa avrebbero detto le sorelle di Angelo venendo a conoscenza dell’episodio di
ieri?, sperando che il Frate non raccontasse il mio tentativo di oggi, quanto ero
stata stupida a dire che lo stavo solo massaggiando.
Mentre tornavo a casa, però, ho cominciato a riflettere su quello che Frate
Giovanni mi aveva detto a proposito di Angelo, ricordando le sue ultime frasi
ebbi la sensazione che avesse giudicato malissimo me e pertanto quasi avesse
giustificato lui, questa considerazione mi risollevò un po’ il morale e di corsa
sono andata a dirlo al tesoro mio.

Il quale, appena gli ho raccontato di essermi recata da Frate Giovanni, si
é molto arrabbiato, “Non dovevi andarci, non dovevi dargli la soddisfazione di
supplicarlo, ti ho detto che non mi interessano quei quattro pidocchi che mi
davano”.
Ho cercato di calmarlo, ma era tutto inutile, allora ho capito che per farlo
smettere dovevamo fare l’amore, mi sono stretta a lui ed ho cominciato a baciarlo
dietro l’orecchio, sulle prime ha fatto l’indifferente ma dopo un po’ anche lui
si é eccitato ed ha preso ad accarezzarmi il viso baciandomi e chiedendomi scusa
della partaccia che mi aveva fatto.

Ci siamo trasferiti in camera da letto, ci siamo spogliati, gli ho detto di
sedersi sul bordo del letto, mi sono inginocchiata e ho iniziato a leccargli le
PALLE poi sono salita fino alla capocchia che ho avviluppato tra le mie labbra,
e mentre con una mano gli accarezzavo i coglioni con l’altra gli ho fatto
scivolare in basso la pelle del cazzo quindi gli ho roteato la lingua sul
glande facendolo fremere di lussuria,

poi ho ingoiato la sua varra fino a farmela arrivare alla gola quindi ho dato
inizio ad un ritmato su e giù facendogli quello che lui definisce il
pompino/chiavata.

Come ben sai questo trattamento lo manda in estasi, infatti dopo poco si é
disteso sul letto, ha chiuso gli occhi, mi ha bloccato la testa ed ansimando
é venuto.
Dal suo cannolo é venuta fuori tanta di quella crema che mi sono sentita
soffocare,

non sono riuscita ad ingoiarla tutta, molta mi è uscita dalle labbra scendendo lungo la mazza.

“Era questo che volevi fare l’altra sera?”, gli ho chiesto.
“Certo, ma ora possiamo fare pure tante altre cosine simpatiche, fammi
riposare cinque minuti e toccherà a te morire”.
Purtroppo la sosta ristoratrice gli ha fatto ritornare in mente al mia andata
da Frate Giovanni.
“Tesoro ti ringrazio per il tuo interessamento, ma da quel farabutto non dovevi
proprio andarci,
“Ascoltami, c’é una cosa importantissima che devi sapere, lui é convinto che
io sia un donna viziosa e ammaliatrice e di conseguenza pensa che tu non abbia una grande colpa, é sicuro che ti ho concupito e tu sei solo colpevole di non avermi saputo resistere, sono certa che se tu torni a chiedergli perdono, scaricando ogni colpa su di me, questa volta sarà più malleabile”.

“Mai, manco morto”, come potrei andare a pregare un maiale che si permette di
pensare che sei una poco di buono, d’altro canto lui é abituato ad incontrare
solo delle stronze, vedi la signora BELLI, e poi se non ci sei riuscita tu con
quel fisico che ti ritrovi e con quel vestitino che ti sei messo”, ha amaramente
concluso cominciando ad accarezzarmi i seni.
Ormai la sosta era terminata, mi ha steso al centro del letto, mi ha
allargato le gambe ed al grido: “alla faccia di Frate Giovanni”, ha iniziato
a leccarmi la passera poi si è steso su di me infilandomelo nella fica,

gli ho stretto le gambe dietro la schiena per non perdermi un sol centimetro del suo cazzo ed abbiamo scopato per oltre un’ora.

Alla fine sono ritornata all’attacco e l’ho convinto ad andare a chiedere perdono al Frate; anche se a malincuore ha accettato,
“D’accordo domani mattina ci vado anche se penso che sia tutto inutile”.
“Devi provarci, appena hai finito vieni a casa mia, mio marito sarà fuori fino a sera però il ragazzo torna dalla scuola verso le due, cerca di venire prima”]
Il giorno seguente il diario raccontava:
[ Ho aspettato trepidante il suo ritorno, la prima cosa che mi ha detto è che
Frate Giovanni è un gran figlio di puttana, lui, seguendo il mio consiglio,
aveva chiesto ripetutamente perdono e promesso che non avrebbe mai ripetuto
una simile sciocchezza aggiungendo che ero stata io, con atteggiamento lascivo
a tentarlo, e che di mia iniziativa mi ero inginocchiata ai suoi piedi, gli
avevo sbottonato i pantaloni ed avevo cominciato a leccargli il cazzo.

“All’inizio, impassibile al mio pentimento ed alla mie promesse, era molto
arrabbiato ed irremovibile nella decisione di licenziarmi e, ancora peggio,
di avvisare le mie sorelle dell’accaduto, asserendo di non essere per niente
convinto della mia ingenuità nel farmi abbindolare da te, “Che arti amatorie
possiede questa donnaccia per farti commettere atti impuri
e contro natura in un luogo sacro?”, mi ha chiesto”.
“Gli avrei spaccato la faccia a quello stronzo, non ho risposto, ma poi
pensando che le mie sorelle, bigotte come sono, avrebbero potuto mettere
al corrente della nostra storia tuo marito con tutti i problemi che ti avrebbe
creato una simile situazione ho deciso che era meglio assecondarlo ed ho
cominciato a tergiversare dicendogli che non ci sono arti segrete, che ci
amiamo, e che tu sei trascurata da quel bestione di tuo marito, ma il figlio
di puttana non ha abboccato”.

“Bene, se non hai altro da dire puoi andare, passa domani a prendere al tua
roba dal laboratorio” ha detto secco.
“Cosa volete che vi dica?, ho implorato”.
“Tutto, come in confessione”.
“D’accordo, ma la prego, mi faccia lei le domande, e le risponderò come se mi stessi confessando”.
“Ha voluto che gli raccontassi come ti avevo conosciuta, chi aveva preso
l’iniziativa, dove avevamo scopato la prima volta, e quando gli ho detto della
mezza chiavata sul lettino dell’ambulatorio ho pensato che mi avrebbe sbattuto
subito fuori, invece ha continuato imperterrito con le domande, ha voluto sapere
se ero mai venuto a chiavare nel tuo letto matrimoniale, se ti piaceva essere
inculata, se lecchi le palle, se fai pompini, se ti fai godere in bocca e se ingoi
la sborra ed infine mi ha chiesto se ci rendiamo conto dei peccati che stiamo commettendo e se vogliamo metter fine a tutto questo, ovviamente, gli ho risposto
prontamente di si, ma non credo ci abbia creduto.

Comunque mi ha lasciato una speranza, ha detto che abbiamo bisogno di chiedere a Dio la grazia di farci uscire da questa situazione e che lui non può fare altro che pregare per noi, nel frattempo ci penserà e mi farà sapere se avrà cambiato idea, io non ci credo, è troppo un figlio di puttana. ”
Mi sono resa conto che il mio amore era veramente alla disperazione ed ho cominciato a sussurrargli parole dolci di conforto ma è stato tutto inutile ma quando gli ho chiesto se possiamo ancora fare qualcosa mi ha detto che l’ultimo disperato tentativo potrei, ma solo se me la sento, farlo io andando dal quel porco a confermare il nostro pentimento e la nostra determinazione a porre fine alla nostra storia, gli ho risposto che per vederlo felice farei di tutto.

]
Due giorni dopo il diario raccontava:
[Ci sono andata nel pomeriggio, questa volta mi sono vestita molto castamente.
L’ho trovato in Sacrestia, gli ho baciato la mano gli ho detto che avevo bisogno
di parlargli, mi ha risposto di avviarmi nel suo studio dove mi avrebbe raggiunto tra qualche minuto.
Quando è arrivato si è seduto sul divano, invitandomi a fare altrettanto, io
invece, anziché sedermi gli ho di nuovo baciato la mano e mi sono inginocchiata come se dovessi confessarmi e lui mi detto “vuoi confessarti? allora dimmi, in
cosa hai peccato”, mi ha chiesto con una sfacciataggine incredibile, fingendo di non sapere niente di me, gli ho risposto che tradivo mio marito.

“Questa è cosa molto grave, dimmi perché lo fai?”
“Ho commesso l’errore di invaghirmi di un altro uomo”.
“Ma ti rendi conto della gravità di tutto questo?”
“Si Padre. ”
“Dimmi come si estrinseca questo rapporto?, fate anche del sesso?”.
“Si Padre”.
“Avete dei rapporti canonici o anche contro natura, in pratica ti fai inculare?”.
Bastardo, adesso scendeva anche nei particolari, ma mi è convenuto stare al
gioco.

“A volte, Padre”.
“Avete anche rapporti orali?, lui ti lecca la fica e tu gli fai dei pompini?”.
Insisteva il figlio di puttana, l’avrei strozzato, ma non avevo scelta, dovevo
rispondergli e dirgli la verità.
“Si, Padre”.
“E lui ti gode in bocca?”.
“Non sempre, Padre”.
“E tu ingoi la sua sborra?”.
“Qualche volta, Padre”.
“Questi sono peccati gravissimi, la Chiesa vieta nel modo più assoluto i rapporti che non hanno finalità procreative quindi i pompini con ingoio e le inculate sono condannate dalla Chiesa come opere dannate, voi siete posseduti dal Demonio, dovete interrompere subito questa relazione peccaminosa, lo prometti?”.

“Certo, Padre, non lo faremo più, lo prometto”.
“Adesso ti darò giusta una penitenza che farai per farti perdonare i gravissimi peccati che hai commesso”.

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