Mia cugina. Il mio sogno.

Da quando a sedici anni mia cugina, più grande, mi fece apprezzare le sue tettone, non ne posso più fare a meno…
Siamo cresciuti insieme e mi ha sempre attratto moltissimo, passavamo intere giornate in casa, lei in perizoma e canottiera succinta con capezzoli turgidi ed io col cazzo duro nei pantaloncini. Lei lo sapeva e mi provocava, flirtavamo molto; Lo faceva perché non avevo il coraggio di saltarle addosso, a parte inizalmente qualche palpatina, strusciamento, carezza, io che non perdevo occasione di entrare mentre si faceva la doccia e di mostrarmi nudo più volte, nulla più.

Sapeva del mio cazzone. Mi facevo vedere spesso nudo o beccare mentre mi masturbavo. Ma non vide mai distintamente il mio cazzone duro.
Decisi di provare… Accadde molte volte, dandole il buongiorno, di sditalinarla e poi scoparla, ma mi fermava sempre; si faceva palpare -fingendo di dormire-, mordere il culo, ma appena posavo la lingua sulla figa, si spostava. Adottai la tecnica delle coccole sul divano, lei diceva che ero arrapato e che sentiva il cazzo duro sulla schiena ed io davo colpa alle sue tettone e lei rideva e mi metteva la mano proprio sulle sue bocce e gliele palpavo, dicendole che adoravo quelle “due mammelle” e che gliele volevo succhiare.

Lei sorrideva…
Inziò a sedersi sulle mie gambi, anche fuori in compagnia, e mi provocava spesso dicendomi “ma non ce l’hai duro adesso?”, finché un giorno in camera sua, stavamo scherzando sul letto e la feci sedere a cosce aperte su di me, lei disse “ora il cazzo duro ce l’hai” e le dissi di strusciarsi e farmi sborrare se ne era capace, le sfilai la canottiera, le sue tettone erano li di fronte, gliele palpai forte, era felice che mi paicessero così tanto.

Gliele ciucciai avidamente, mentre si strusciava con forza sul mio cazzo e sborrai. Le toccai la figa, volevo leccargliela, ma non volle.
Solo negli ultimi tempi, prima del grande evento, mi lasciò che gliela leccassi e sditalinassi. E’ sempre stata una gran porca e a me piaceva fare il maiale. Ma quando le chiedevo di farmi almeno una sega, diceva di no… La stronza furbetta! Fino a quando una mattina -erano le 6.

45- sul pullman, sedevamo dietro in fondo, la palpai, limonando, mi toccò il cazzo, me lo tirò fuori e strabuzzò gl’occhi. La sua escalamazione fu “Porca troia che palo. E’ un cazzo enorme!”. Lo afferrò forte ed iniziò a masturbarmi, speravo me lo leccasse, ma non voleva; preferiva segarmi con forza e velocemente e farmi sborrare. Quelle seghe duravano anche mezz’ora e il più delle volte me ne faceva due. Ero arrapatissimo e la voglia di lei mi divorava dentro.

Continuavo, comunque, a chiederle di svegliarmi un giorno con un bel bocchino, poiché non se ne sarebbe pentita… Avrebbe amato succhiare il cazzo ed ingoiare tutta la mia sborra.
Forse furono le cose che le sue amiche le confessavano dopo esser state chiavate dal sottoscritto o forse perché lo voleva più di me, in fin dei conti aveva il mio cazzo in mano tutte le mattine, le mie mani addosso tutto il giorno, la mia lingua sulla sua figa tutti i giorni; fattostà che una mattina…

Una mattina venne per svegliarmi -era l’estate del ’97- ed inizio a sbocchinarmi.

Ciucciava forte il glande, stringeva con vigore il mio tronco che si faceva sempre più duro. Iniziò ad andare su e giù con una veemenza straordinaria! Se lo mise tra lette e con lussuria toccava il glande con la punta della lingua. Le spinsi giù la testa e lei iniziò a succhiare ancora più forte. Mordeva pure per dispetto!
Dopo venti minuti esplosi in una sborrata sublime e lei per la prima volta ingoiò tutto.

Fu un sogno che si avverava!
Rimase colle bocce di fuori e sorridendo mi chiese se il bocchino era stato meglio che scoparmi la sua migliore amica. Le afferrai le tettone e le ciucciai i capezzoloni, le infilai la mano sotto la minigonna -era senza slip- e con due dita la penetrai, era fradicia… Mi chiese cosa volessi farle. Ero pronto per sfondarla e glielo dissi. Arrivò mia madre e dovemmo smettere.
La sera stessa la portai nei campi, fuori paese, perché volevo chiavarla! Ma mi fece soltanto un bocchino… Partiti i suoi alle 23 per la Croazia, in corridoio iniziai a palparla, mi spogliai subito, il cazzo era durissimo e molto grosso, lo afferrò.

Mi chiese se volessi scoparla. Le mie mani strizzavano forte le sue tettone, mi disse che non voleva. Allorché le risposi che per quella notte sarebbe stata la mia troia. Ansimò e gemette forte per le due dita che le avevo ficcato nella fica. Lei inserì parte di dito nel glande e mi fece arrapare ancora di più… Ero fuori controllo, lo confesso.
Mi inginocchiai le alzai la coscia poggiandola sulla mia spalla ed iniziai a leccarle la vagina.

Dopo due minuti raggiunse l’orgasmo.
Dopodiché limonammo forte, mi masturbava con forza, mi disse d’avere paura del mio cazzone… Era troppo grosso ed io troppo arrapato. Aveva ragione, perché la sbattei sul divano, lei mi spalancò le cosce e la penetrai con forza. Urlò… Conficcò le unghie nella mia schiena e la penetrai con ancora più potenza.
Strillava, era dannatamente stretta quella fica, seppur fosse fradicia. La ficcavo talmente forte che finimmo sul tappeto, in sala, la misi a pecorina e la sbattei come un a****le.

Sussurrava “mi stai sfondando… Sei una bestia!” Io volevo essere il suo toro, le dissi. Rispose che si sentiva una cagna…
Il mio cazzone era durissimo, avevo preso una pastiglia che mi rese l’uccello enorme e a vedere le labbra carnose della sua fica avvinghiate al mio tronco, mi rendeva ancora più a****le.
Le tirai i capelli e sbattendola e montandola, ci siamo avvicinati al tavolo. La tirai su ed una volta in piedi, la scopai forte tenendola per le spalle, inchiodata a me.

La feci, poi, scivolare sul tavolo; la figa era decisamente aperta, le appogiai il cazzo sul ventre! Lo prese in mano…
“Non ci posso credere quanto cazzo é grosso… hai un pisello enorme” e me lo masturbava con forza!
“Ti piace?” le chiesi. Se lo ficcò dentro, sussurrando “Spaccami”.
La chiavai violentemente, son sincero. Lei gemeva! Lo voleva sentire tutto dentro… La presi in braccio e la scopai selvaggiamente, le sue tettone ballavano e mi facevano sognare; la appoggiai sul divano sul fianco, le accavallai la coscia sinistra e glielo spinsi violentemente più in fondo che potevo.

Erano tre ore che stavamo scopando, io avevo voglia, voglia matta di lei; quando un pensiero perverso e sublime mi stava passando in mente.
Le sussurrai nell’orecchio che volevo sfondarle il culo… Da porco che sono avevo della vaselina, datami dal fratello di un mio amico, gran scopatore lui. E mentre la penetravo vaginalmente, le infilai due dita in culo. Adorò quella prima doppia penetrazione, ne misi un po’ sul cazzo e a pecorina la inculai.

Il cazzo le entrò tutto senza problemi… Mi stupii… Ma oramai era rilassata! Le sussurrai che adoravo quanto fosse una troia in calore. Lei mi sorrise e mi disse “Toro, scopami come devi!” La scopai analmente, venne quattro volte.
Quel bel culetto, che tantissime volte avevo palpato, mordicchiato, finalmente lo avevo tra le mani, ed aprendoglielo mi permise di ospitare il mio cazzone.
Alternavo fica e culo. Ma volevo qualcosa di più.

Volevo lei, volevo entrarle dentro, non mi bastava il cazzo completamente dentro di lei. Iniziammo a limonare con una foga spaventosa mentre come a****li ci scopavamo a vicenda. Mi venne sopra. Mi cavalcò come un’amazzone. Gemeva fortissimo. Le tettone ballavano ed io ero sempre più in preda alla pazzia per lei.
Le andai sopra, stringendola forte a me, senza farle toccar terra, inizia a sbattermela più forte che potevo. Iniziò nuovamente ad urlare.

Vi fu uno sporco e perverso torpiloquio. Finalmente la possedevo, era tra le mie braccia e potevo farne ciò che volevo. Le dissi che era di mia proprietà. Rispose che sarebbe stata la mia puttana per sempre.
Erano già quattro ore che la stavo fottendo… Mi pregò di sborrare! Non ce la faceva più, la figa le faceva male e il culo non lo sentiva più; effettivamente aveva l’ano molto dilatato, non l’avevo chiavata tanto piano.

Ma non riuscivo a sborrare, mi disse di fermarmi un attimo, si infilò i tacchi, mi chiese di legarle i polsi, di sculacciarla e di scoparla selvaggiamente contro il muro… La proposta mi fece impazzire e così feci. Dopo circa una mezzoretta le riempii con gaudio la fica di sborra, ululando quasi.
Dormii lì a casa sua e nella notte scopammo ancora. La svegliai finalmente con 23 cm di cazzo duro nella fica, dopo avergliela leccata, dopo averle baciato tutto il corpo, dopo averla carezzata.

Furono le due settimane più hardcore della mia vita. Scopavamo di continuo ed ovunque.
Negli anni la passione non é mai diminuita, il suo addio al nubilato lo abbiamo trascorso alle Canarie. Si tratta di sesso selvaggio, possedersi a vicenda in modo totale e negli anni la qualità é anche migliorata.
Ad ogni modo quell’estate del ’97 ce la ricorderemo per sempre.

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