Meglio non rubare nel centro commerciale.

Racconto trovato in rete su xhamster

Sono il direttore di un megastore, i proprietari erano i miei genitori, mi avevano lasciato in gestione un’azienda tessile che io ho trasformata in supermercato con annessi negozi privati, ho carta bianca su molti aspetti e mi piace esercitare tale potere.
Camminavo curioso tra le corsie piene di gente indaffarata negli acquisti, ammiravo le donne che sono sempre più audaci nel vestire e nel mostrare le proprie grazie sia da sole che in compagnia di mariti e compagni.

Nella corsia dei trucchi notai due ragazze, al mio apparire ebbero un sussulto, capii subito come mai, una delle due la moretta riccia e formosa era stata sorpresa a rubare, ero pronto a portarle nel mio ufficio per dargli una sana lezione ma uno squillo dalla tasca mi fermò.
“PRONTO!!!”
Era Max il guardiano.
CAZZO VUOI PROPRIO ORA!!! Anzi corri da me ai trucchi. ”
“Dottore venga subito nel suo ufficio. ”
Mi dice
“Che vuoi proprio ora?”
Gli urlo stizzito.

“Ho beccato una a rubare, questa non ve la potete perdere correte dottore. “
Riattacco e mi avvio, giuro, se non vale la pena questa volta lo inculo penso tra me e me, vado a passo veloce verso la zona riservata salutando con cenni di capo dipendenti e clienti ed entro nel mio ufficio. Seduta vedo una donna sui 35 anni, spolverino nero aperto, con un vestitino corto, tacco alto, autoreggenti e fuma tranquilla guardandomi con sfida, Max è in piedi con una borsa in mano presumo della signora.

Max come forma fisica è tipo Vin Diesel ma un po’ più basso, mi porge la borsa e dice.
“Guardate la signora che spesa aveva fatto. ”
Tira fuori un completo intimo che avrei pagato io per vederlo indossato alla bella dama e alcuni trucchi, rossetti, creme, di cui una di gran marca quasi 500 Euro totali.
“AH però signora mia qui ci vuole proprio la polizia non si può mica sorvolare.


Le dico guardo fisso le gambe con un sorriso.
“Senti, non fare troppe storie dammi la borsa. ”
Faccio un cenno a Max e gliela porge, lei tira fuori il blocchetto degli assegni, scrive mille euro lo firma e lo alza tra le dita verso Max.
“Come mai mi dovrei fidare?”
Le dico.
“Sono la moglie dell’assessore G, controlla e vedi di far veloce. ”
Stavo iniziando ad incazzarmi sia per il tu che per tutto il resto, strappo l’assegno di mano a lei e leggo Eva G, lo do a Max e gli indico la porta, lui si avvia e appena esce mi avvicino alla signora, lei si alza, ha un buon odore, la fisso negli occhi e le dico.

“Sa che suo marito ha fatto di tutto per non farmi aprire il negozio e per le sue cazzate ho speso quasi 500. 000 Euro in più e ora arriva la sua zoccola a prendermi per il culo?”
Cambia repentina lo sguardo, la vedo meno sicura, sta balbettando qualcosa e io le do uno schiaffo che le gira la testa, vola un orecchino e barcollando si appoggia alla scrivania.
“Ma ma io io…”
“Zitta troia e spogliati o stanotte sarai in galera, vedremo chi conosce più poliziotti.


“Non puoi farlo. ”
Replica lei.
“OH si che posso e dammi del lei. ”
Altro schiaffo sull’altra guancia e va dritta in terra, un rivolo di sangue esce dal labbro.
“Alzati e spogliati o il prossimo pompino lo farai al secondino di turno stanotte. ”
“Titubante si leva lo spolverino ed io allora le agguanto il vestitino e con un colpo lo strappo lasciandola in intimo. ”
“NOOO che fai???”
“La prendo per i capelli, vedo la paura nei suoi occhi, tenendola la costringo in ginocchio e le dico.

“Ora fammi un pompino e deve essere eccezionale. ”
Mi guarda negli occhi, vedo che non è poi così terrorizzata, anzi sembra eccitata, mi slaccia la cintura sbottona i pantaloni e gli abbassa con le mutande, sobbalza vedendo l’uccello già in tiro e di dimensioni ragguardevoli. Comincia a leccarlo su e giù soffermandosi sul filetto, sento che comincia a respirare più veloce, tenendola per i capelli lo infilo tutto fino in gola cominciando a scoparla in bocca, cerco di arrivare sempre più in fondo, ad ogni colpo i suoi conati mi dicono che ci sto riuscendo, sbava ogni volta che lo levo, strabuzza gli occhi ad ogni affondo, cerca di dire qualcosa ma si vede che lo fa solo per non sembrare troppo d’accordo.

Intravedo la sagoma di Max dietro il vetro fumé della porta, premo il pulsante per aprire, noto che non è troppo stupito dalla situazione anzi era sicuro di trovarci a scopare.
“Max ti dispiacerebbe scopare questa ladra per evitare che intraprenda la carriera del crimine. ”
Ubbidiente come al solito si piazza dietro di lei, la tira su a novanta, le strappa lo slip, sente il lago nella figa della signora, tirato fuori il cazzo lo pianta fino alle palle con un sol colpo che sento anche io attraverso la gola della nostra amica.

Un urlo soffocato dal mio cazzo esce dalla bocca di Eva, io esco dalle sue labbra e la guardo fissa, gli occhi sono vitrei, vedo che sta godendo della situazione.
“Signora cosa ne pensa del servizio che il nostro negozio le sta offrendo???”
“E’ di suo gradimento???”
Lei prende fiato e dice.
“Cazzo zitto e continua. ”
Si rituffa sul mio cazzo mentre Max la scopa da dietro con colpi sempre più forti, a questo punto anche io sento salire il godimento e comincio a sborrarle in gola.

“Ingoia tutto troia e se cade una goccia chiamo tutti i maschi che son fuori e ti faccio scopare da loro. ”
Viene anche lei sento che gode sul cazzo di Max, mi sfilo dalla sua bocca, la prendo per le spalle e la tiro su, le strappo il reggiseno scoprendo due tette puntute che ballettano davanti ai miei occhi, sarà una terza abbondante. Comincio a baciarle, salgo al suo viso e le infilo la lingua in bocca, sento il mio sapore, la sua lingua serpeggia sulla mia ansimando per la scopata ancora in corso, le cingo il busto reggendola strette e dico.

“Dai Max ora puoi venire dentro alla nostra troia. ”
Lei cerca di divincolarsi, urla di no, io la stringo di più finché sento Max ululare mentre si scarica nella fica con colpi di reni tremendi, lei allora viene ancora rantolando frasi sconnesse, la lascio e scivola a terra lentamente perdendo sborra che cola dalle gambe.
“Max non vuoi provare la sua boccuccia???”
“Credimi merita e tu non pensare sia finita così cara Eva.


La sollevo, la porto alla scrivania, la stendo sopra dal lato corto in modo che la faccia sia precisa davanti al cazzo di Max che sta in piedi davanti alla mia poltrona.
“Per piacere ora basta io vi…”
Mugola, ma il cazzo di Max che entra in gola non fa finire la frase, mentre lui comincia il su e giù in gola io mi apposto dietro a lei, apro la crema corpo rubata prima vi infilo due dita e con quelle comincio a ungere il buchino di dietro.

“Ora avrà un dimostrazione dell’eccellenza dei nostri prodotti, non vorrà mica andarsene senza provare la crema da lei tanto voluta???”
Continuo a spalmare la crema dentro di lei con due dita poi tre allargando il suo culo, lei tenta di dire qualcosa ma non può, mi piazzo bene dietro e le sculaccio con forza prima una chiappa poi l’altra ripetutamente mentre lei con movimenti convulsi tenta di spostarsi. Dopo una decina di schiaffi sempre più forti entro in quel culo meraviglioso, devo dire che la crema ha svolto la sua funzione o forse la signora non era proprio digiuna di inculate, entro come nel burro anche se lancia un urlo ma sembra più un rantolo di goduria invece che di dolore.

Prendo il tempo con Max, alterniamo le nostre entrate e uscite, Eva si è accasciata, ci lascia fare il nostro andirivieni sottolineandolo solo con un gemito ininterrotto, acceleriamo il ritmo e veniamo quasi insieme con Eva che è scossa da un orgasmo che sembra non finire mai. Max si butta sulla sedia dietro a lui, io barcollo verso il divano laterale e lei resta distesa sulla scrivania senza un fiato solo il tremito dopo l’orgasmo muove il suo corpo.

Passano una decina di minuti poi mi alzo, la prendo per le spalle e la tiro su, le do un goccio di whisky, lei apre gli occhi ma non credo mi veda, le infilo lo spolverino con sotto solo le calze. La guardo, lungo le cosce colano i nostri liquidi, in faccia non vi dico come era messa, infilo nella borsa il completo rubato, la crema, i pezzi dei suoi capi e la prendo sotto braccio.

“la macchina spero sia sottosuolo, non vorrai passare dal negozio così?”
“Si si è sotto. ”
Prendiamo l’ascensore mio privato e arriviamo sotto.
“E’ l’audi bianca laggiù. ”
“Bella macchina. ”
Quando siamo vicini all’auto la giro e comincio a baciarla, lei contraccambia con ardore mentre io controllo che la telecamera di sicurezza sia in posizione, le slaccio il vestito, si vede che sotto è nuda, le infilo una mano tra le gambe ed entro con due dita in fica, lei geme e le dico ad un orecchio.

“Cara Eva questa non è sicuramente l’ultima scopata con te, penso che se a casa hai tuo marito che ti conviene rimetterti in sesto prima di tornare. ”
Per sua risposta vedo che fruga nella borsa e alza la crema usata prima da me con un sorriso.
“Spero proprio che sia vero che non è l’ultima scopata. ”
Mi dice e mi bacia, io le rilego il vestito, la faccio entrare in auto, lei mette in moto e abbassa il finestrino ed io salutandola.

“Comunque tutto quello che è successo su è stato registrato, sei molto fotogenica. ”
Al suo sgranare di occhi la saluto, rientro in ascensore non vedendo l’ora di fare una doccia e rivedere la cara Eva nel suo film.

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