Luca va in palestra

Era da tempo che Luca voleva iscriversi in palestra. Prima di sposarsi, mentre preparava la tesi, aveva preso l’abitudine di andarci tre volte la settimana. Faceva allenamento, poi si buttava nel bagno turco per aprire bene i pori della pelle e soprattutto per rilassarsi dalla tensione dello studio e dello sforzo fisico. In quel periodo aveva acquistato una discreta forma fisica, che se non lo rendeva esattamente un tipo muscoloso, almeno dava un po’ di tono al suo corpo magro e longilineo.

Quel tono ora l’aveva perso ed era di nuovo sceso di peso. Luca sentiva il bisogno perciò di ricominciare a faticare fisicamente, al termine della giornata di lavoro; poter scaricare le tensioni con l’esercizio fisico e magari con un bel bagno turco era ciò che desiderava di più. Si iscrisse perciò ad una modesta palestra nei pressi di casa e cominciò a frequentarla assiduamente. Giorno dopo giorno, settimana dopo settimana Luca si sentiva rinvigorire dall’esercizio e dalla fatica costante.

Il bagno turco ahimè non c’era e quello era il suo maggior rammarico; spesso ne aveva lamentato l’assenza scherzando con l’allenatore. Amicizie non ne aveva fatte; non perché non ne avesse avuto l’occasione, ma piuttosto perché era un tipo solitario. Scambiava ogni tanto una battuta con gli altri, durante l’allenamento, ma nulla di più.
Il momento che Luca preferiva era quello che poteva passare nella piccola sauna finlandese interna agli spogliatoi. Certo non era un bagno turco pieno di vapore, in cui un solo respiro profondo poteva aprirti bronchi e polmoni, però anche la sauna aveva i suoi pregi.

Come suo solito Luca preferiva essere solo, un po’ per le ridotte dimensioni del locale che certo non garantivano l’intimità, ma soprattutto perché così non era costretto a quel genere di conversazioni vuote e insieme pecorecce che sono simili a brodaglie acquose dove galleggiano macchie di unto. Luca era arrivato al punto di studiare il momento giusto per entrare in sauna ed essere solo.
Fu proprio una di queste volte, in cui era seduto sulla panca di legno della sauna, che accadde un fatto che colpì Luca come un pugno in piena faccia.

La porta a vetri della sauna era di fronte alle docce, ma Luca non ci aveva mai dato molto peso. Quella volta però, sotto la doccia, c’era un ragazzo diverso dagli altri. Luca l’aveva già visto allenarsi diverse volte, con un amico, con indosso una larga maglietta ed un paio di pantaloncini da basket lunghi fino al ginocchio. Ma quella era la prima volta che lo vedeva nudo. Era alto circa 1. 80 senza un filo di grasso.

Muscoli ne aveva, ma senza esagerare. Gambe forti e bei piedi. Luca si scoprì attratto ed incuriosito da quel ragazzo, dal suo corpo così bello. Gli guardò il sesso, senza riservargli più attenzione che al resto del corpo. Ritornò a guardarlo in viso, per scoprire che anche lui lo stava guardando. Dopo un fugace incrocio di sguardi Luca abbassò il viso per rialzarlo dopo un attimo e scoprire che il ragazzo si era voltato per insaponarsi i capelli.

Luca non ebbe coraggio di uscire dalla sauna prima che il ragazzo avesse finito di lavarsi. Era rimasto scosso da quella visione. Era un bel corpo di maschio e gli piaceva, lo attraeva, lo incuriosiva. Decise da quel momento che doveva sapere di più su di lui. Cominciò a fare attenzione ai suoi orari per essere negli spogliatoi insieme con lui. Cercava ogni occasione per poterlo guardare. Tutto questo però accadeva senza che Luca avesse desiderio di un contatto diretto con lui.

Una volta, il ragazzo stava facendosi la doccia dopo l’allenamento mentre Luca, appoggiato ai lavandini, fingeva di aggiustarsi i capelli con il gel guardando avidamente quel corpo che da settimane ormai l’ossessionava. Luca stava per lasciare i lavandini, per evitare che il suo indugiare nel sistemarsi i capelli diventasse troppo evidente, quando si accorse che il ragazzo stava cominciando ad avere una erezione. Luca lo guardò con stupore ed infantile eccitazione. Si accorse poi che il ragazzo non cercava di nasconderla, ma sembrava quasi esibirla.

-Nelle docce non c’è nessuno, quindi quel che fa lo fa per me!- pensò Luca. Per questo motivo indugiò ai lavandini come imbambolato mentre nello specchio osservava quel ragazzo insaponarsi il membro che via via si faceva sempre più rigido. Luca fu distolto da questo stato di quasi ipnosi da un rumore forte provenire dall’interno dello spogliatoio. Il ragazzo si girò e Luca fece d’istinto una cosa che mai e poi mai avrebbe fatto razionalmente: gli rivolse la parola.

Aspettò che il ragazzo si voltasse, poi lo guardò dritto negli occhi e gli disse: -Ciao, ci vediamo domani. – poi senza aspettare risposta si voltò e andò nello spogliatoio. E da lì a casa.
Quasi non dormì per l’eccitazione. L’indomani, arrivò per tempo e prese posto in un armadietto vicino a quello che di solito usava il ragazzo, poi andò a scaricare il nervosismo con qualche serie di esercizi pesanti. Tutto l’allenamento non fu che un’attesa del momento nel quale avrebbe visto il ragazzo avviarsi agli spogliatoi.

Il momento giunse. Con rapidità Luca raggiunse la porta dello spogliatoio e poi l’armadietto. Vide che il ragazzo aveva l’armadietto prima del suo. Per raggiungere il suo armadietto Luca avrebbe dovuto passare oltre al ragazzo, ma dato lo spazio stretto attese che il ragazzo si scostasse. Il ragazzo anziché spostarsi si chinò come per cercare qualcosa dentro l’armadietto, porgendo così a Luca il suo sedere rotondo. Aveva addosso solamente un paio di slip bianchi umidicci per l’allenamento.

Mentre Luca stava per decidersi a passare, il ragazzo si levò gli slip rimanendo sempre chinato in avanti. Con la testa nascosta dalla portina dell’armadietto il ragazzo gli disse: -Passa pure-. A Luca salì insieme al rossore delle guance anche una poderosa erezione, ma si decise a passare. Passò oltre al ragazzo, strusciando il suo inguine contro quel sedere favoloso, poi cominciò come se niente fosse a svestirsi sedendosi sulla panca. Il ragazzo dal canto suo si tirò su mostrando un cazzo di tutto rispetto completamente in tiro, prese un asciugamano e passò davanti a Luca per raggiungere le docce.

In questo modo fece passare il suo cazzo davanti agli occhi di Luca che cominciava a non capire più nulla d ciò che stava accadendo.
Alle docce Luca si mise in uno stallo di fronte al ragazzo. Appena arrivato cominciò ad insaponarsi il cazzo turgido e a mostrarlo al ragazzo, che da parte sua accennava a masturbarsi lentamente. Finita la doccia il ragazzo andò accanto a Luca a prendere il suo asciugamano e nell’occasione prese in mano il cazzo di Luca masturbandolo per qualche attimo, poi si avviò all’armadietto.

Luca, appena arrivato all’armadietto cominciò ad asciugarsi, aspettando l’occasione che non ci fosse nessun altro nei paraggi per mostrare ancora al ragazzo il suo cazzone duro nella speranza che lo prendesse di nuovo in mano. Appena ne ebbe l’occasione passò completamente nudo davanti al ragazzo che nel frattempo si era seduto sulla panca. Il ragazzo, vedendo la mazza di Luca all’altezza della sua faccia, non esitò un solo momento e la prese tutta in bocca.

Luca fu colto di sorpresa ed allo stesso momento sopraffatto dal piacere che quella bocca calda gli dava. Dopo tutto quel tempo speso nello spogliatoio a giocare all’approccio e ad eccitarsi a vicenda, quella bocca calda dava sollievo alla tensione ampliando allo spasimo l’eccitazione di Luca. Dopo nemmeno un minuto Luca, ancora con gli occhi chiusi, sentì nascere l’orgasmo dal profondo delle viscere. Cercò di avvertire il ragazzo, ma gli mancò il fiato, mentre dal suo membro pulsante uscirono fiotti di caldo seme.

Il corpo di Luca era ancora scosso da tremiti quando lo spogliatoio ricominciò a riempirsi e lui dovette guadagnare nuovamente le docce per lavarsi e riprendere i sensi.
Quando tornò nello spogliatoio non c’era più traccia del ragazzo, e nemmeno si rivide più in palestra, ma per Luca nulla fu più uguale.

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