lo chalet

Da pochi mesi avevamo acquistato un piccolo chalet sull’appennino tosco-emiliano e nei fine settimana liberi ci andavamo per trascorrere un po' di tempo lontano dallo stress della città.
Io non lo amavo particolarmente,per carattere sono una donna a cui piace la vita movimentata musica,gente,però devo dire che avevo imparato ad apprezzarlo.
Era una piccola struttura con il tetto in legno composta da salotto-cucina,camera da letto e bagno e la cosa che me lo faceva apprezzare più di tutto era il caminetto di pietra,una vera chicca,io adoro cucinare li sul caminetto e dopo star li a guardare il fuoco scoppiettare,mi rigenerava l’umore e lo spirito.

Non era facilmente accessibile,anzi bisognava lasciare l’auto a qualche centinaio di metri,i telefoni non prendevano se non una compagnia per questo dovemmo acquistare un cellulare di emergenza.
Insomma un week end da ricovero. (forse per questo l’avevamo pagato veramente poco)
Il sabato mattina mio marito mi chiama dal lavoro chiedendomi se avessi avuto voglia di andare in montagna, la mia risposta sul subito non fu entusiasmante anche perché era già primavera ed abitando vicino al mare mi sarebbe piaciuto di più star in zona,poi la stagione non ancora molto calda ed il fatto che sapessi a lui quanto piaceva mi fece optare per lo chalet,così lo richiamai e gli che avrei preparato per andare.

Così fu,tornato dal lavoro pranzo frugale,doccia e partenza via.
Durante il tragitto mi dilettai a guardare un po' il telefono gli ultimi momenti di civiltà e tecnologia prima di arrivare al maso sperduto.
Il programma era sempre il solito,arrivati accendere il caminetto,passeggiata cena e poi nanna.
Giunti a destinazione lasciammo l’auto ci caricammo con i vari zainetti e ci incamminammo verso lo chalet,mentre ci si avvicinava vedevo uscire il fumo dal camino come se fosse già acceso,pensai dentro di me che come altre volte avesse chiesto a Olimpio il vecchio padrone di accendere prima del nostro arrivo così da trovare l’ambiente già caldo,quindi non ci feci caso più di tanto ma sopratutto non dissi niente.

Arrivati mi accinsi ad aprire la porta,ma sembrava chiusa da dentro la cosa non mi stava piacendo,mio marito fece il giro della casa per controllare le due finestre,lo stavo aspettando con un po' di ansia sembrava sparito.
Iniziai a chiamarlo a voce alta dopo alcuni istanti sento la sua voce -sono qui vieni-e di nuovo silenzio,ero un po' indemoniata-non puoi venire te…. – -dai vieni per favore..-pensai che si fosse fatto male e mi incamminai dietro casa.

La scena fu agghiacciante un energumeno di circa due metri lo teneva per la testa premendogli un coltello alla gola,ero in preda al panico ,mi intimo di avvinarmi senza fiatare che al minimo gesto si sarebbe compiuto un dramma.
Obbedii senza fiatare e appena fatti pochi passi mi sentii prendere alle spalle e bloccare le mani, era il complice che mi intimava il silenzio.
Ci portarono in casa legati ed imbavagliati,ero terrorizzata piangevo al che il tipo più magro si avvicinò lasciando partire una sberla e dicendo in un accento non italiano stai zitta e buona vedrai che non ti faremo del male.

Ci aprirono gli zaini e frugarono,ma dentro c’erano solo i telefoni pochi soldi e soprattutto roba da mangiare.
Presero i nostri telefoni li accesero ma come già detto non c’era segnale,il piccolo telefono che usavamo li un cellulare antico che serviva solo per le chiamate fu gettato violentemente in terra e calpestato.
Con i nostri apparecchi ed il cibo si sedettero li al tavolo parlando in rumeno credo tra loro e mangiando piacevolmente.

Si trattennero sul mio in modo particolare non sapevo per quale motivo ma di lì a poco lo scoprii,il magro si alzo di shitto e mi tirò in piedi mentre l’omone che capii essere il capo prese mio marito
per i capelli mostrandogli il coltellaccio.
Io avevo paura stavo quasi per svenire quando il subalterno inizio a tagliare con un coltello il maglione in quanto avevo le mani legate dietro la schiena e non voleva sciogliermi,una volta
svestita del maglione mi strappo via la camicetta facendomi male,in pochi attimi mi trovai solo con il reggiseno che sparì in batter d’occhio.

Ero a petto nudo in piedi con il mal vivente che mi palpeggiava in modo brutale incitato dal capo nel loro linguaggio,non perché lo capissi ma dal’enfasi con cui parlava.
Cercavo di divincolarmi ma ogni volta prendevo un sonoro schiaffone,anche mio marito cerco di reagire ma la ritorsione fu terribile un colpo sulla testa lo fece vacillare e cadere a terra.
Intanto il piccoletto mi aveva tolto i pantaloni nonostante la mia strenua opposizione e tenendomi per i capelli stava palpeggiando spudoratamente il mio culo.

Io ero in balia di lui non sapevo più cosa fare adesso mi stava ispezionando la fica con due dita,non volevo ero scossa spaventata disgustata, di lì a poco sfodero un cazzo molto nerbuto non tanto grosso ,mi afferrò per i capelli e mi spinse la faccia contro,poi si fermo e in un italiano molto
frammentario mi disse -se mi mordi o mi fai male prima uccidiamo tuo marito e poi te-.

Immaginate come potevo essere,iniziai a leccare con la lingua il cazzo del tipo,non volevo metterlo in bocca ma poi spingendomi la testa fui costretta mi muovevo velocemente per arrivare a più presto a quella che sarebbe stata la fine di uno strazio pensavo tra me, poi di colpo il capo disse qualcosa di incomprensibile a me, il mio carceriere si fermo mi tolse il cazzo di bocca e mi fece voltare verso mio marito,sul subito non capivo ma il capo lo fece alzare facendomi notare la sua potente erezione.

Non potevo crederci in tutto quel casino si era eccitato a vedermi fare un pompino al malvivente,ero sbigottita,pensai che quelle volte che l’avevo tradito(poche e rare) dopo mi sentivo un po' in colpa,
pensa subito ti piace?? Ok allora ora ti faccio divertire cornuto rammollito, mi fiondai di nuovo sul cazzo del magretto iniziando un pompino magistrale lo succhiavo lo leccavo come mai prima d’ora come se fosse l’ultimo cazzo sulla terra,poi di colpo mi voltai guardandolo esclamai-ti piace segaiolo
oggi ti faccio divertire..-
Continuavo con quel cazzo quando il tipo mi stacco mi sdraio sul tappeto e…………
CONTINUA.

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