Le mie storie (8)

Era finito il tempo dell’estate in famiglia con i genitori. Io mio fratello eravamo cresciuti, lui aveva quasi diciott’anni e naturalmente andava girando insieme agli amici, i miei andavano con alcuni parenti oppure altri amici loro ed io a mia volta avevo il mio gruppetto. In genere ho sempre viaggiato a luglio, mentre ad agosto ho approfittato della casetta che abbiamo tra Napoli e Roma. Qualche volta ci sono stata da sola a rilassarmi, spesso sono venute amiche ed amici a tenermi compagnia.

Un’estate (avrò avuto sui venti, ventuno anni), venne insieme a me l’amica di mia zia (ormai più amica mia) ed il ragazzino. Qualche giorno dopo ci avrebbe raggiunta una sua amica milanese. Furono delle vacanze molto particolari e movimentate. Chi ha letto le mie precedenti storie ha già immaginando il motivo.
Con il ragazzino il rapporto di amicizia “sessuale” procedeva a gonfie vele. Non è che ci vedessimo spesso, ognuno aveva la sua vita, ma c’era quel giorno in cui uno chiamava l’altro e viceversa e si passava un po’ di tempo insieme divertendoci in tutti i sensi.

Lui è sempre stato molto irruento, sempre palpeggione, in qualsiasi momento qualsiasi circostanza anche in presenza di altre persone. Io d’altro canto ero divertita da questa sorta di sfida con lui, da una parte cercavo di tenerlo al suo posto, dall’altra però la cosa mi eccitava. Quell’estate dormivamo lui nella cameretta, la mamma e l’amica nella camera da letto principale, ed io in un divano letto del salone. Lui cercava ogni scusa ed ogni momento per m*****armi (nel senso buono della parola) per cui si verificarono delle situazioni a sorpresa, sempre con la paura di essere scoperti da sua mamma.

Una mattina eravamo tutti al mare, potrete immaginare che con la presenza della mia amica, come già detto molto bella, in compagnia a sua volta della sua amica altrettanto bella (anche se rifatta), il nostro ombrellone era meta di una serie di scadenti corteggiatori che venivano prontamente messi al loro posto e rifiutati dalle due donne. Io ero lì e ridevo come una matta, invidiando il loro modo di saper mettere a posto con ironia e sarcasmo i vari avventori.

Insomma quella mattina decisi di salire prima per cucinare qualcosa, le due amiche risposero che volevano rimanere al mare e si sarebbero fatte un panino (io non riuscivo né riesco tuttora a prendere tanto sole). Entrata in casa mi feci una doccia fuori al giardino, mi misi l’asciugamano intorno al corpo e cominciai ad armeggiare in cucina. Suonò il campanello ed era il ragazzino. Gli chiesi come mai fosse salito così presto visto che l’avevo lasciato in compagnia dei suoi amici (si rompeva a passare il tempo con noi tre), mi sorrise ed andò in camera sua.

Stavo davanti alla cucina quando (come spesso succedeva) mi ritrovai la sua mano sul culo. Non feci neanche in tempo a togliergliela che l’ aveva già messa sotto l’asciugamano. Il tempo di sentire il suo dito scendere tra le natiche che con l’altra mano mi aprì l’asciugamano dalla parte di sopra. Nel giro di pochi secondi mi ritrovai tutta nuda cucina con le sue mani (ho sempre avuto l’impressione che ne avesse più di due) che si muovevano ovunque.

In breve si abbassò il costume e era già eccitato, mi piego’ sul tavolo e cominciammo a scopare. Piano piano stava imparando, certo qualche volta dovevo farlo rallentare, il suo grosso coso non è che avesse vita facile ad entrare nella mia micia. Poiché era senza preservativo mi venne sulla schiena e mi costò una nuova doccia. Una sera invece, dopo che eravamo uscite tutte e tre insieme, mentre lui andava con la sua comitiva, saranno state le due di notte, qualcosa di più, quando in pieno sonno me lo ritrovai nel letto già duro (ma quello era normale per lui) che senza quasi aspettare che mi svegliassi già era intento a mettermelo dentro approfittando che ero girata su un fianco.

La paura che la madre si svegliasse dai rumori (per la verità pochi) che facevamo, da una parte mi terrorizzava dall’altra però mi piaceva. In quelle due settimane diciamo che lo facemmo in tutti i luoghi in tutti i laghi. Una mattina all’alba addirittura fuori dal balcone con me con le tettone fuori dal davanzale e lui da dietro tutto in silenzio per non dare nell’occhio. Insomma nonostante io fossi diventata “grande” (nel senso dell’età), con lui tornava ad essere adolescente.

Non vi dico quando ci svegliavamo la mattina, capitava spesso che mentre noi tre donne stavamo facendo colazione, lui tutto addormentato usciva in giardino, senza curarsi di avere il cosiddetto alzabandiera che, nonostante i pantaloncini del pigiama, date le sue dimensioni, lasciava poco all’immaginazione. Io ridevo come una matta, l’amica della mamma puntualmente faceva degli apprezzamenti in milanese, provocando le ire della mia amica che subito intimava al figlio di ricomporsi. Ma lui era fatto così, siete liberi di non credermi, ma si riusciva ad eccitare per qualsiasi cosa.

Durante quell’estate lo beccai a toccarsi mentre l’amica della mamma si faceva la doccia in topless in giardino (anche se la doccia era semicoperta). D’altra parte però non è che la milanese fosse da meno in quanto ad abbigliamento “particolare”. La mattina si presentava colazione con una canottiera quasi trasparente (e sono stata buona) con i due capezzoli che facevano di tutto per bucare la maglia. Insomma non posso nascondere che quell’estate mi divertii parecchio.

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