Le mie storie (59)

La settimana con il mio giovane amico passa veloce con lui che di tanto in tanto mi manda dei messaggi, quasi tutti piuttosto espliciti, nei quali mi chiede di soddisfare le sue fantasie. Io dall’altra parte cerco di rallentare i suoi entusiasmi, ma nello stesso tempo, senza dirglielo, sono contenta di poterlo farlo felice (nei limiti delle mie possibilità di quarantenne). Così le giornate trascorrono veloci in attesa dei nostri incontri che quasi sempre avvengono il weekend quando io sono finalmente libera e lui si prende una pausa dallo studio.

Sabato scorso eravamo rimasti d’accordo che sarebbe passato da me la domenica mattina, munito di colazione, per una domenica delle palme piuttosto erotica. Così ad ora di cena mi lascio convincere da un paio di amiche a prendere qualche cosa ai baretti giù a chiaia. Mi vesto un po’ alla buona, con una gonna a jeans e una maglia pesante con il giubbino sopra. Sotto decido di mettere i collant perché nonostante durante il giorno sia praticamente estate, la sera c’è un’escursione termica incredibile, sembra di essere in inverno.

Naturalmente le mie amiche sembrano non avvertire questo freddo, e senza nessun problema si presentano come al solito “da rimorchio”. Verso le undici decido di tornare a casa approfittando della funicolare ancora in funzione; saluto la compagnia e mentre mi avvio con passo spedito (per così dire) mi arriva un messaggio sul cellulare “sei a casa?” Gli rispondo di no, che sono uscita. Lui ribatte “mia madre mi ha incredibilmente dato la macchina, non muoverti ti vengo a prendere…” neanche il tempo di tornare indietro dalle mie amiche che mi sento bussare.

Vedo il suo sorriso e la stanchezza che si era impadronita di me già da un po’ di tempo, mi passa d’un botto. “Sali che ho voglia di te” mi dice allungandosi e aprendomi la portiera. Io sorrido e con la mano gli faccio segno di stare calmo, ma naturalmente lui non mi dà neanche lontanamente ascolto e appena mi siedo mi ficca la lingua in bocca e la mano tra le cosce. Viene interrotto dai clacson delle macchine che devono passare, io cerco di riprendermi dal saluto e timidamente gli dico “mi accompagni a casa?” Lui mi guarda con quell’aria da furbetto che mi fa letteralmente impazzire e mi dice “ma come, riesco a farmi dare la macchina da mia madre e vuoi andare già a casa?’ Mentre finisce la frase imbocca la tangenziale.

Io ribadisco che non vorrei fare tardi anche perché indomani mattina lo aspetto a casa con i cornetti (e la verdura, che è stata la protagonista dei nostri scambi di messaggi a proposito delle sue fantasie). Mi promette che a mezzanotte sarò a letto anche perché, più tardi deve andare a prendere la madre ad una cena. Usciamo a fuorigrotta, prende un paio di strade un po’ appartate e poi si ferma. Io intanto mi sono tolta il giubbino.

Lui mi dice di andare dietro che siamo più comodi (effettivamente la macchina della madre è un suv enorme); mi siedo sopra di lui e cominciamo a baciarci… le mie labbra lentamente scendono lungo il suo corpo mentre le mie mani contemporaneamente gli aprono la camicia e poi il pantalone. Gli abbasso lo slip ed il suo uccello non è ancora duro; appoggio le labbra sopra la sua cappella ancora coperta e poi piano piano scendo più giù sino ad arrivare alla base.

Lo sento muovere nella mia bocca, lento ma inesorabile diventa più grande è sempre più duro fin quando non esce anche la punta bella grossa e umida. Lui con una mano mi spinge la testa verso il basso, io faccio fatica ad andare in fondo, per farlo devo mettermi in una posizione particolare e tirare il respiro. Con l’altra mano intanto risale velocemente la parte posteriore delle mie cosce fino ad arrivare al culo (coperto dalle calze).

Non sa come scoprirlo poi non so come ma riesce a fare un buco in mezzo (decretandone quindi la fine, anche se le avevo comprate da pochi giorni). La sua mano sposta il lembo delle mutandine e finalmente arriva alle chiappe. Mentre io continuo il mio lavoro con la bocca, lui con un dito entra nella mia micia e comincia a spingerlo in fondo. Comincio a sentire in bocca l’odore e sapore del suo seme, mentre l’eccitazione mi porta a bagnarmi tanto.

Lui mi solleva, mi sposta verso il finestrino e dopo avermi abbassato le mutandine e quel che resta delle calze comincia a scoparmi a pecorina. Con le mani si aggrappa ai miei seni, è sopra di me, ed è pesante, io mi mantengo appoggiata al vetro mentre godo e quasi contemporaneamente lo sento togliere il suo uccello da me ed urlare che sta venendo. Poco dopo mi rendo conto che mi ha letteralmente imbrattato tutta la gonna.

Mi chiede per cortesia di rimanere ferma affinché lui possa pulire per non lasciare tracce sui sedili. Io intanto continuo ad affannare ma riesco a trovare la forza di mandarlo a quel paese in maniera scherzosa. Poi usciamo entrambi e ci ricomponiamo per tornare a casa. È mezzanotte, puntuale come un orologio svizzero mi lascia fuori dal portone di casa dandomi appuntamento alle indomani mattina… per continuare il discorso.
Tornata a casa, un po’ per l’eccitazione della serata un po’ per l’attesa del giorno dopo, fatico a prendere sonno, per fortuna poi riesco ad addormentarmi ma quando apro gli occhi sono le sette del mattino.

Io di natura sono mattiniera, ma in genere soprattutto il fine settimana riesco a svegliarmi un po’ più tardi per la stanchezza accumulata. Fatto sta che mentre sono letto non so neanche come e perché incomincio a toccarmi da sola, pensando a ciò che potrà succedere di lì ad un paio d’ore. Mi bagno ma non ho l’orgasmo, poi mi alzo per farmi un caffè, vado in bagno, mi lavo (soprattutto le parti basse) e poi finalmente quando l’orologio segna le 8:35 sento squillare il citofono.

Lo accolgo vestita solo di una maglietta lunga, senza niente sotto. Lui entra con le mani occupate da un pacchetto con i cornetti e da una busta che evidentemente contiene “Le sue fantasie”. Mi bacia, è tutto sudato, ha appena finito la sua oretta di corsa, mentre si toglie la maglia mi dice che ha bisogno di una doccia urgentemente. Andiamo in camera mia, lui finisce di spogliarsi e sparisce in bagno. Io rimango seduta sul letto, dopo aver dato un morso ad un cornetto, apro una busta di plastica e trovo una zucchina, una carota ed un cetriolo.

Sorrido da sola, capendo le sue intenzioni, poi prendo l’iniziativa: mi tolgo la maglia e vado anche io in bagno. Gli chiedo se c’è posto, lui sorpreso per il mio arrivo mi fa entrare e si mette dietro di me. Subito comincia a palparmi le tettone, poi scende con una mano sino ad accarezzare la mia fica pelosa (di un mesetto). Io intanto con la mano indietro gli ho impugnato l’uccello ed ho cominciato ad accarezzarglielo.

Ad un tratto lui mi dice di aspettarlo, ed esce completamente bagnato dalla doccia. Dopo qualche secondo ritorna con in mano la zucchina che prima avevo visto nella busta. Gli sorrido e gli dico che avevo già sbirciato, lui mi guarda in faccia e con la mano me la infila tutta nella micia. Io comincio a godere, mentre lui la muove dentro e fuori e contemporaneamente mi bacia. Mi appoggio al muro mentre l’acqua continua a scendere ed io fatico a stare in piedi dall’eccitazione.

Poi mi gira e mi sussurra di continuare con la mia mano, io obbedisco. Per un attimo non lo sento più, mi volto e vedo che mi sta guardando, poi mi prende per i fianchi e mi tira un po’ a se fino ad appoggiarmi la cappella tra le natiche. Il suo membro scivola giù per il mio sedere, io fermo un attimo la mia mano, sento la punta dura premere contro il buco del mio culo, poi una spinta secca, due secondi di dolore ed è dietro di me.

Mi monta letteralmente, con le mani sopra i seni e la bocca che mentre mi bacia l’orecchio mi sussurra di continuare a spingere dentro la zucchina. Non fa neanche in tempo a dirmelo che godo, godo godo. Lascio cadere l’ ortaggio mentre lui continua a giocare dentro e fuori il mio sedere. Viene sulla mia schiena, mi giro e mi viene sulla pancia. Poi mi abbraccia e mi bacia dicendomi teneramente che è stato bellissimo.

Lui esce per primo, io continuo a lavarmi per togliere di dosso tutto il suo sperma, poi finalmente prendo l’accappatoio anche io e torniamo in camera.
Metto su un vassoio una serie di cornetti e dolcetti che ha portato, poi prendo il latte ed il caffè e li appoggio sopra uno di quei tavolini da letto. Mi godo la colazione più che abbondante, e mentre parliamo del più e del meno mi confessa che il suo sogno sarebbe farlo insieme ad altre due donne.

Gli dico di andare piano, che non tutto quello che fantastica può avverarsi, nello stesso tempo però comincio a pensare e a sognare anche io. Mi chiede di poter fotografarmi nuda, ma sa che quello è l’unico paletto al nostro rapporto: niente fotografie né filmini di nessun genere. Magari in un’altra occasione vi racconterò il perché di questo mio divieto assoluto. Tornando a noi, lui mi domanda delle volte in cui io l’ho fatto a tre, e cerca di entrare in particolari che nonostante l’intimità che abbiamo raggiunto, io non riesco a raccontargli tranquillamente.

Vado a posare quel che resta del cibo in cucina, e al mio ritorno intuisco che sotto il lenzuolo si sta toccando l’uccello. Entro nel letto e prendo in mano io la situazione, mentre lui mi propone di giocare anche con la carota ed il cetriolo. Gli faccio presente che non riesco ad immaginare dove poter mettere tutta quella roba, lui ride e mi bacia dicendo di stare tranquilla. Intanto la mia mano, come al solito, ha fatto ampiamente il suo dovere ed in maniera quasi automatica, mi infilo con la testa sotto il lenzuolo per continuare a giocare con la bocca.

Glielo succhio che è un piacere, lui accompagna con le mani sul mio capo i miei movimenti ed incomincia ad eccitarsi, la situazione in breve ritorna incandescente. Esco allo scoperto e piano piano con la lingua risalgo tutto il suo corpo fino ad indugiare sui pettorali per poi arrivare alle labbra. Lui è lì pronto ad accogliermi mentre sento la sua mano insinuarsi tra le mie cosce per mettermi la carota nella fica. Io gli sussurro che voglio il suo uccello, ma lui continua a spingerla dentro fino a farla sparire.

Continuammo così per un po’, poi finalmente la tira fuori e cominciamo a scopare sul serio. Sono sopra di lui che mi muovo, lui si aggrappa alle mie tette, poi mi abbraccia, riprende la carota e la fa scivolare con la mano lungo il mio culo. Vorrebbe mettermela indietro, ma io lo freno, è troppo ruvida e non voglio sentire dolore. Ci giriamo, adesso sono sotto e lui scende con le labbra tra le mie cosce per giocare un po’ con le zone proibite.

Mentre le dita mi fanno godere, mi dice “e se la copro con un preservativo?” Io non capisco bene, ma sono troppo eccitata e credo di dargli il mio assenso. Lui gioca con la lingua, io ansimo guardando il soffitto, poi mi solleva il sedere dal materasso e ci mette un cuscino sotto, io lì per lì non capisco ma sono troppo eccitata per fare domande, dopo qualche secondo sento spingere qualcosa dietro, provo un attimo di dolore, gli dico di no ma è già dentro il mio culo.

Sollev la testa per guardare in basso, incrocio i suoi occhi ed intravedo la carota nel preservativo che esce per metà dal mio sedere. Lui comincia a muoverla, io ormai sono in estasi, vengo mentre mi lecca e con le cosce gli stringo la faccia. Poi dopo avermi liberato il sedere dalla verdura, infila finalmente il suo arnese. Questa storia del sesso anale cominci a prendermi sul serio. Per la prima volta lo facciamo con la sottoscritta poggiata di schiena sul letto e non a pecorina come al solito.

Col bacino sollevato a mezz’aria, mi sorprendo dell’elasticità delle mie gambe alla mia età, intanto prendo la zucchina e comincio a masturbarbi. Sembriamo due contorsionisti, lui non sa più dove mettere le mani, vorrebbe farmi chissà cosa, dopo tutto è giovane, la sua esuberanza viene fuori da tutti i pori. Dopo aver sussurrato nell’enfasi del momento “bella la doppia penetrazione, bella bella”, mi libera il fondoschiena, si prende la micia e dopo avermi dato due o tre colpi ben assestati mi viene dentro, e quasi contemporaneamente vengo anch’io stremata dalla fatica e dall’orgasmo.

Mi ci vogliono una decina di minuti per riprendere completamente le mie capacità intellettive, lui intanto si è andato a prendere un succo di frutta in cucina. Mentre io lentamente mi alzo dal letto, lui mi conferma che per Pasqua probabilmente riusciremo a fare due giorni insieme. Io sono contenta ma in quel momento mi chiedo se sono in grado di mantenere i ritmi di un ragazzo così pieno di vita e di voglia di sesso.

Beh ci penserò quando sarà il momento, intanto la domenica delle palme è cominciata bene… benissimo.

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