Le mie storie (51)

18 febbraio. È sabato! È più di una settimana che non mi vedo con il mio giovane amico. Da una parte naturalmente mi manca, da quando sono tornata da Cuba, ho imparato a non farmi più tanti problemi sui rapporti con gli uomini, sulla mia femminilità e su tante altre cose. D’altra parte però fino all’ultima volta in cui ci siamo incontrati, ha tenuto un ritmo che da buona quarantenne, non abituata a tanto sesso, ho faticato a mantenere.

Tutto sommato questa decina di giorni di pausa mi hanno fatto riposare la micia. Mentre vi scrivo lo sto aspettando, è stato dal padre a Roma per una mezz’oretta fa mi ha mandato un messaggio nel quale diceva che sarebbe venuto nel pomeriggio (adesso sono circa le cinque). Non so se voglia uscire o meno, credo di no, anche perché non è cosa buona farci vedere insieme in pubblico, Napoli è un paesino, non vorrei che lo venissero a sapere le mie amiche ed ancor meno sua madre.

Per il momento meglio essere in incognito. Indosso un pullover a collo alto viola molto stretto senza reggiseno sotto (infatti prima passando davanti allo specchio della mia camera mi sono resa conto di avere i così detti due chiodi), sotto una gonna vecchia di lana (almeno credo), a coprire le solite autoreggenti. Ai piedi le mie belle pantofole comode comode. Squilla il citofono credo che sia lui, vi racconterò domani… fatemi in bocca al lupo…
Eccomi qui, domenica mattina, sono in pigiama e vestaglia pronta a farvi il reso conto di ieri pomeriggio.

Dunque… ho aperto la porta e lui era lì come al solito statuario e sorridente. Veniva direttamente da Roma ed aveva alcune buste in mano. Curiosa come una scimmia gli ho chiesto se ci fosse qualcosa anche per me, mi ha risposto di sì e già in quel momento mi aveva fatta felice. Mi chiede un bicchiere d’acqua, mentre si toglie il giaccone vado in cucina a prenderglielo e come spesso succede neanche il tempo di togliere la bottiglia dal frigo che la sua manona si accomoda sul mio culo per tastarlo a dovere.

Comincia a sollevarmi la gonna ed infilare le dita vicino alla mutanda, io naturalmente lo lascio fare ma ero troppo curiosa di sapere cosa mi avesse portato. Così me lo trascino letteralmente con la sua mano incollata fino al divano dove erano tutte le cose. Lui si ferma e mi fa vedere tre buste dicendomi che l’interno non sarebbe stato attinente al tipo di busta nel quale era inserito. Allo stesso tempo mi dice che qualsiasi cosa avessi trovato avrei dovuto subito utilizzarla senza discutere.

Così ho scrutato ben bene ciò che avevo di fronte e credendo di fare la furba sono andata subito sulla busta bianca rigida con la scritta “manila grey” (naturalmente lui sapeva benissimo essere una delle mie marche preferite). Poi mi fa “sei sicura? Guarda che poi non deve lamentarti, se non è ciò che pensi…” non gli ho fatto finire neanche di dire la frase che avevo la mano dentro… una rapida tastata con la mano e lo stupore misto a delusione misto al sorriso di essere stata “fregata” dalla sua “maialaggine”.

Avevo impugnato un qualcosa di lungo piuttosto doppio… l’ho tirato fuori ed era una zucchina bella grossa. L’ho guardata, poi ho guardato lui che ridendo mi ha detto “adesso sai vero cosa devi fare?” Io sono passata dalla delusione all’eccitazione per dimostrargli che nonostante quarant’anni passati ho ancora un animo giovanile. Gli ho allargato le cosce davanti, mi sono sfilata le mutandine, ho bagnato la zucchina con la lingua simulando un pompino e poi piano piano l’ ho infilata tutta dentro la fica.

Mi sono messa comoda sul divano e ho cominciato a masturbarmi davanti a lui, facendo sparire letteralmente la zucchina dentro di me per poi tirarla fuori di nuovo. Lui mi ha guardata un po’, poi si è aperto il pantalone ed ha cominciato a toccarsi anche lui. “È dalla mattinata al mare che avevi questo pensiero vero? Hai visto che questa è molto più comoda della banana?” Gli dico, lui non mi risponde, se lo fa venire duro e poi mi viene di fianco fino a mettermelo in bocca.

Poi mi toglie la mano dalla zucchina e la prende lui continuando il dentro e fuori che allargava sempre di più il mio paradiso e la mia eccitazione. Io ansimo e succhio, succhio ed ansimo. Sento la sua cappella sempre più umida, poi lui con la zucchina comincia a velocizzare i movimenti fino a farmi venire; apro la bocca per il piacere e lui a tradimento decide di godere. Mi schizza in bocca ed in faccia, mi scappa uno “stronzo” mentre lui continua a godere su di me.

Poi me lo fa leccare tutto ed io lo contento anche perché fortunatamente il sapore non è malvagio. Quando abbiamo finito, mi alzo e vado in bagno a rassettarmi tutta quanta. Lui resta sul divano mezzo nudo ed accende la televisione. Mi guardo allo specchio completamente sporca di sperma e mi chiedo se ha quarantun anni suonati sia normale una cosa del genere. Poi da sola mi sorrido, chissà se mi capiterà più un ragazzo come Davide, bello muscoloso, ma anche simpatico e intelligente e soprattutto fantasioso.

Ritorno nel salone e lui ridendo mi porge un’altra busta, quella con l’insegna del supermarket. La apro e finalmente trovo una bellissima camicetta. Resta un ultimo regalo, ma lui mi dice di aspettare ancora. Mentre io continuo ad ammirare il suo regalo, lui tanto per cambiare con la mano mi esplora il culo, ma ormai ci sono abituata, quasi non ci faccio più caso. Si è fatta quasi ora di cena, decidiamo di mangiare insieme (anche perché ho intuito che non si sia accontentato del pompino).

Riceve la telefonata della mamma che gli chiede dove sia finito. Da esperto maschietto e quindi inventore di fantastiche bugie, le dice che è appena partito da Roma e di non aspettarlo sveglia.
Butto la pasta, un po’ di mozzarella e siamo seduti a mangiare. Mi fa i complimenti anche perché tra i fornelli non sono affatto male, poi comincio sparecchiare fino a quando lui non mi tira a sé facendomi sedere sulle sue gambe.

Mi abbraccia e poi infila una mano sotto la maglietta fino ad arrivare a prendere il seno; io mi appoggio con la testa sul suo collo e mi lascio andare sapendo che sono in buone mani. Infatti l’altra la sento subito insinuarsi tra le cosce e stupirsi quando tra le sue dita e la mia fica gli si frappone la mutandina. Mi sussurra nel orecchi che gli piace di più trovarmi senza intimo, io gli rispondo che è una cosa che mi fa sentire a disagio.

Intanto ha già spostato a bordo dello slip e con un dito mi ha penetrata. Mentre lo spinge dentro io mi sposto dalla sua coscia giusto in mezzo per sentire tra le natiche pulsare il suo membro già duro. Lui non si ferma e mi masturba sempre più decisamente, io mi bagno più che mai e poi godo ancora una volta. Cerco di togliere le sue due dita da dentro, ma lui non me lo permette ed anzi continua a muoverle anche se più lentamente.

Sono sfinita, poi finalmente la sua mano viene fuori tutta bagnata e con le dita sfiora le mie labbra. Poi mi gira e comincia a baciarmi io sento la sua lingua dentro di me, il suo respiro da uomo (nonostante l’età). Poi aiutandosi con la mano che mi teneva il seno, ci alziamo insieme, ma subito dopo mi piega sul tavolo. Per un attimo non lo sento più, poi la mia gonna si solleva, lo slip scende giù e il suo uccello entra nella mia micia ancora bagnata.

Lo sento spingere dietro di me, le sue mani accompagnano il suo membro allargandomi il culo. Ho come l’impressione che voglia mettermelo indietro, per la verità non aspetto altro, ma non succede. Mi viene sulla schiena e poi come fa quasi sempre si pulisce la cappella sulle mie chiappe.
Finalmente mi solevo, l’età comincia a farsi sentire, non ho più il fisico per certe posizioni, anche se poi l’eccitazione del momento fa passare tutto.

Dopo poco lui riceve l’ennesima telefonata di mammina, le dice che sta per arrivare. Io sorrido, e lo saluto quasi dimenticandomi nell’ultimo regalo. Mi dice di aprirlo quando sono sola, appena va via. Chiudo la porta, mi butto sul letto, apro e trovo un body di pizzo. Lì per lì mi sembra normale, poi lo provo e mi rendo conto che ha tre fessure ad altezza dei due capezzoli e della fica. Mentre penso che non avevo idea che esistessero cose del genere, gli mando un messaggio per ringraziarlo e lui mi risponde che spera presto di vedermelo addosso.

Vado a dormire contenta, mi sento proprio una ragazzina, finché dura, mi diverto.

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