Le mie storie (42)

Lo so, in questo sito si raccontano soprattutto anzi solamente storie di sesso, ma poiché io, nel mio piccolo racconto episodi della mia vita, oggi vi renderò partecipi dei 2 mesi che hanno seguito la mia vacanza a Cuba. Come avrete potuto leggere, dal giorno del mio compleanno, il 26 agosto, non ho più avuto avventure. Così nelle prossime righe potrete leggere, “le mie mancate avventure” di questo periodo che hanno avuto come unico momento di grandissimo piacere sessuale, 1 notte in cui mi sono toccata 1 decina di giorni fa.

Ma andiamo con ordine…
non potete avere idea della sensazione di femminilità che mi ha portato la vacanza a Cuba. Tornata a Napoli, per almeno 1 decina di giorni mi sono sentita 1 strafiga, come mai mi era successo nella vita. La cosa incredibile è che mi vedevo anche particolarmente bella (magari sarà stata anche l’abbronzatura quasi completa). Pensate che, le prime mattine mi vestivo con gonne attillate (anche se non corte), convinta che anche a Napoli guardassero con piacere il mio grosso sedere.

Nonostante ciò non accadesse, io andavo fiera e a testa alta, convinta di aver trovato finalmente quella femminilità che cerco da 1 vita. E inutile dirvi che nessuno mi filava neanche di striscio. Però, come sempre successo, io 1 mio manipolo di ammiratori, anche se ristretto, l’ ho sempre avuto. Così, i primi di settembre quando sono tornata al lavoro, il mio capo (con il quale c’è stata 1 avventura), appena mi ha vista, dopo avermi salutata (stringendomi in maniera particolare), mi ha fatto 1 serie di complimenti che la metà già bastavano per 1 mese.

Al momento ho incassato contenta, ignorando quali fossero le sue intenzioni; poi però all’ora di pranzo, mentre l’ufficio si svuotava, la segretaria mi ha bloccata quasi sull’uscio dicendomi che il principale mi voleva nella stanza. Io credevo che mi volesse invitare a pranzo, invece mi ha detto che la moglie ed i figli erano fuori al mare, e quindi la casa era libera. Io prima ho abbozzato 1 scusa, poi quando mi ha confessato che gli si era svegliato l’ormone per come mi ero vestita (eppure non avevo altro che 1 tailleur scuro con camicetta e giacca), con educazione gli ho dato 1 bel 2 di picche.

Purtroppo non sa che dopo la vacanza che ho passato, diciamo che l’asticella delle mie aspettative si è alzata notevolmente. Almeno per questo periodo, diciamo. In quei giorni i ricordi delle nottate insieme a quel ben di dio di ragazzi che circondava me e la mia amica, erano ancora troppo freschi per tornare alla triste realtà alla quale ero,è credo sarò abituata in futuro. A dire la verità quel rifiuto, che onestamente lui ha assorbito senza nessun tipo di problema, mi ha fatto stare bene ancor di più di quanto stessi in quel periodo.

1 decina di giorni dopo, Renata mi ha invitato ad 1 cena insieme agli amici suoi. Non ci vedevamo dalla fine del viaggio e quindi sono stata ben contenta di accettare. Quando ci siamo viste, l’abbraccio è stato fortissimo, altrettanti i sorrisi che nascondevano i nostri ricordi. Lei era ancora abbronzatissima e naturalmente aveva 1 vestito che anche a Napoli diciamo non passava inosservato. Io invece anche se un po’ più sbarazzina del solito, avevo messo 1 gonna lunga e sopra 1 top che “ci ricordava” che i segni del reggiseno erano ancora 1 lontano ricordo.

Vicino a me si è seduto 1 suo vecchio amico che neanche 10 minuti e subito ha cominciato a fare lumacone. Complimenti un po’ forzati mischiati a battute sinceramente un po’ stupide. Alla fine si offre di riaccompagnarmi a casa e in macchina mentre guidava mi fa la classica mano sul ginocchio. Anche in quell’occasione sarà che a pelle non mi stava simpatico, mi sono spostata chiedendogli gentilmente di tenere le mani al proprio posto.

In cambio (ed in questo devo ammettere però che è stato simpatico) mi ha chiesto ed ha ottenuto il cellulare. Da allora ogni tanto scambiamo qualche battuta, niente di che ma sta leggermente recuperando.
Infine, anche perché ultima in senso cronologico, vi racconto l’incredibile situazione nella quale mi sono trovata. Era qualche giorno prima del mio onomastico, Renata mi chiama al telefono invitandomi a cena a casa sua per mettere un po’ in ordine le foto che avevamo fatto quest’estate.

Entrambi le avevamo nel cellulare, e ci eravamo ripromesse di scegliere le migliori per farle stampare. Adesso non immaginate chissà quali foto avessimo nascoste. Ce n’erano alcune insieme, altre classiche da turiste, poche insieme ai nostri amici e qualcuna assolutamente rubata, della sottoscritta in topless così come Renata. Ma sto parlando di non più di 3/4 foto che evidentemente mi avevano fatto di nascosto con il suo cellulare. Al contrario la mia amica in 1 paio di occasioni si era messa anche in posa con il seno da fuori.

La cena è stata divertentissima; eravamo da sole e complici 1 paio di bicchieri di vino in più, ci siamo lasciate andare a commenti sulle nostre performance che a pensarci adesso mi vergogno come 1 ladra. Poi ad 1 certo punto Renata prende il cellulare ed in 1 specie di cartella nascosta tira fuori 1 paio di foto dell’uccello di Alfredo (1 ragazzo cubano che, benedica, aveva 1 affare da raccontare ai posteri). A fine serata, eravamo 2 donne quarantenni che avevano considerato il genere maschile come carne da macello, come spesso (sbagliando) fanno gli uomini con le donne.

Proprio mentre stavo per chiamare il taxi per riportarmi a casa, è tornato il figlio di Renata che gentilmente ha insistito per riaccompagnarmi lui.
È vero che nell’occasione ero piuttosto allegra, e la gonna che portavo forse era salita su un po’ più del necessario, ma mentre tornavamo a casa, anche lui in maniera non tanto velata ci ha provato. Mi ha confessato che quando la madre gli ha chiesto di spostare le foto dal cellulare al computer, ha visto le nostre tette, poi ha continuato dicendo che trova molto più interessanti le donne di 1 certa età che le sue coetanee.

Io per fortuna ho mantenuto 1 minimo di lucidità, ricordandogli più di 1 volta che potevo essergli madre. Allora lui mi ha confessato che quando era piccolino si è ritrovato anche a spiare la mamma, visto che gli ormoni andavano per fatti loro. Io non ho stentato a credergli visto che avendo vissuto con mio fratello, sapevo di cosa stesse parlando. Per fortuna siamo arrivati a casa mia, ci siamo salutati e sono tornata sana e salva.

Da lì però è cominciata 1 nottata particolare. Subito ho chiamato la mia amica, dicendole che il figlio ci aveva provato (sono stata stronza lo so) in maniera molto dolce però. Lei ridendo mi ha risposto che non era la prima volta che ci provava con le sue amiche, evidentemente aveva preso dal padre (che l’ha tradita proprio con 1 di loro). Poi 1 volta chiusa la telefonata, mi sono ritrovata nel letto stanca ma ancora piena dei ricordi dell’estate.

Non so neanche io perché e come abbia cominciato, ma dopo essermi completamente spogliata, rimasta soltanto in intimo, ho cominciato ad accarezzarmi la micia. Dopo qualche minuto le mie dita erano dentro a bagnarsi come non succedeva da 1 vita. Avevo gli occhi chiusi e ripensavo a quei ragazzi sopra di me, i loro corpi che si intrecciavano al mio, i loro membri duri dentro di me… così mi sono alzata, ho aperto l’armadio ed in fondo ad 1 dei tiretti ho preso 1 vibratore che mi era stato regalato parecchi anni fa da 1 amico.

Dopo averlo lavato e spalmato di nivea, me lo sono infilato nel sedere mentre con la mano continuavo a darmi piacere. Ho avuto 1 orgasmo bellissimo (forse figlio anche del vino) e poi mi sono addormentata.
Da allora sono passate circa 3 settimane, il lavoro procede come sempre, le uscite con le amiche altrettanto, ed anche la mia astinenza….

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