Le mie storie (37) (prima parte)

Ecco la cronaca del weekend passata come succede ogni anno nella villa del capo, nel beneventano, insieme a tutti i membri dello studio che portano per l’occasione amici e parenti.

Il venerdì a pranzo, poco prima di chiudere lo studio, mi sono ritrovata sulla scrivania un bigliettino suo che mi chiedeva di andare come piaceva a lui. Mentre tornavo a casa per preparare il trolley, per poi incontrarmi con la segretaria ed il suo ragazzo, mi sono chiesta più volte cosa volesse dire; dopotutto ci eravamo “incontrati” una volta sola, e sinceramente con il caldo che faceva non mi sembrava il caso di portare calze e reggicalze.

Appena arrivata in camera da letto, sono andata a ripescare nell’angolino del cassetto dell’intimo, quel tanga che mi aveva fatto comprare. Dopo di che, a riempire la valigia c’è voluta davvero tanta, ma tanta immaginazione. Purtroppo di cose sensuali, sexy e giù di li non ne posseggo assolutamente. Ho preso tre costumi, un completino intimo di quelli che uso giornalmente ed ho peshito uno di quelli praticamente nuovi che mia madre mi ha regalato nel corso di questi anni: reggiseno di pizzo e perizoma abbinato color granata.

Per completare il tutto, ho scelto un paio di vestitini primaverili, scollati ma non immaginate chissà cosa, fiorellini e quadrettini piuttosto anonimi che hanno il solo pregio di mettere in mostra le mie grosse tette. Precisa come sempre, sono arrivata all’appuntamento dove mi aspettavano i due giovani piccioncini alla loro prima “festa del capo” con dotazione di camera personale (cosa che la segretaria merita ampiamente dato il suo lavoro piuttosto stancante che però viene riconosciuto da tutti).

Venerdì sera: arrivati a destinazione veniamo accolti da lui e la moglie che naturalmente non vedendo in me un particolare pericolo, mi trova anche molto simpatica. Si rallegra particolarmente nel vedere la segretaria accompagnata dal fidanzato (effettivamente sarebbe molto più pericolosa esteticamente della sottoscritta). Solo che mentre lei (la moglie) accompagna la coppia nella loro stanza, altrettanto fa lui (il marito) con la sottoscritta. Per darvi un’idea più precisa della situazione, vi dico che intorno alla piscina ci sono cinque monocamere una a fianco all’altra che ospitano gli amici.

Nonostante siano praticamente confinanti, le due monocamere, appena varcata la soglia, mi ritrovo come al solito la sua mano sul culo che mi spinge dentro. Mi salta letteralmente addosso, toccandomi dappertutto e dicendo che non vede l’ora di stare solo con me. Io sinceramente ci capisco poco o niente, mi ritrovo mezza svestita senza neanche sapere come. Poi sentiamo le voci a fianco che stanno uscendo, per cui lui mi saluta raggiungendo gli altri, io vado in bagno a ricompormi.

Guardandomi allo specchio mi rendo conto che mi aspetterà un weekend piuttosto movimentato. Come sempre una parte di me né è particolarmente felice, l’altra parte, quella razionale è terrorizzata. Nel giro di mezz’ora la villa si popola degli altri ospiti per cui dopo aver fatto una sorta di aperitivo in piscina, ognuno si va a preparare nella propria stanza. Decido per un vestitino a fiori molto campagnolo, con uno scollo davanti piuttosto evidente e la gonna che arriva al ginocchio.

La tavolata è lunga, lui con un’occhiata mi fa capire che devo mettermi a lato del capo tavola, praticamente di fronte alla moglie. Certo di trovare un altro posto, ma quando è lei ad accompagnarmi proprio dove voleva lui, non posso esimermi. Come già scritto prima, la moglie ha una simpatia naturale per me, scherza, chiacchiera e vorrebbe una confidenza che io naturalmente non riesco a darle. Mi rendo conto che, tra le mogli degli altri colleghi, ed altre donne abbigliate in maniera piuttosto allegro (per usare un eufemismo), lei non potrebbe mai immaginare che il suo consorte invece la tradisca con me, ma quando quella sera ho deciso di superare il limite, me ne sono fatta una ragione.

D’altra parte sono stata spesso anche io (ahimè) dall’altro lato della barricata.
La cena scivola via tranquilla, con il mangiare che arriva in quantità industriale, tra brace, pasta fatta in casa e tante altre cose che nemmeno ricordo. Quando la moglie si alza, lui automaticamente poggia la mano sul mio ginocchio, mi tira su la gonna, ed io devo lottare per non farmi scoprire dal collega che mi siede vicino. Dopo cena, seduti a bordo della piscina ascoltiamo un po’ di musica grazie al mio vicino di tavola che oltre ad essere collega si diletta con una sorta di piano bar.

Verso mezzanotte ci salutiamo tutti quanti, lui mi porge un bigliettino dicendo che ci saremmo visti più tardi, io sono stanca, e non so se riuscirò a resistere. Entrata in stanza, vado in bagno e dopo essermi lavata e struccata (quel poco di trucco che metto), indosso la mia maxi maglietta (pigiama) con cucciolo di Biancaneve davanti, sotto come sempre metto le mutandine di cotone. Incredibilmente prendo sonno quasi subito, ma dopo un paio d’ore vengo svegliata dal rumore delle notifiche del cellulare.

Con gli occhi appena aperti riesco a leggere “aprimi che sono qui fuori”. Barcollante apro la porta e lo vedo in vestaglia tutto apparecchiato. Gli dico che avevo preso sonno, si infila in camera e comincia a tirarmi su la maglietta. In un barlume di lucidità, mi rifugio in bagno con la scusa di darmi una sciacquata. Effettivamente faccio così, ma serve a poco. Ritorno in camera e lo trovo seduto con la vestaglia aperta ed il pantalone del pigiama abbassato, con il membro di fuori in erezione.

Allora mi siedo al suo fianco e dopo averglielo preso in mano comincio a muoverglielo. Lui naturalmente gradisce ed infila una mano tra le mie cosce dentro la mutandina; io inizialmente sembra insensibile, ho gli occhi praticamente chiusi mentre meccanicamente continuo muovere la mano. Poi mi toglie la mano tra le cosce e mi infila le dita bagnate in bocca. Io mi sposto lui si innervosisce un po’ perché mi vede poco presente. Allora con la mano comincio a muovere più veloce, lo vedo stendersi sul letto e cominciare ad ansimare sempre più forte fino a quando non viene.

Gli sorrido, poi mi stendo vicino a lui chiedendogli scusa ma ribadendo la mia stanchezza. Lui mi dà un bacio sulla labbra, gioca un po’ con il mio seno destro e poi mi saluta annunciandomi un sabato movimentato. Io più catatonica che mai gli dico che mi farò perdonare e poi torno a dormire.
Sabato: mi sveglio finalmente riposata, ci metto qualche minuto a realizzare ciò che è brevemente successo durante la notte, vado in bagno, indosso il costume e sopra un bel vestitino a righe bianche e azzurre.

Busso all’appartamentino a fianco al mio e mi apre il fidanzato della mia amica segretaria che a torso nudo mi dice che lei è ancora in bagno. Ci diamo appuntamento fuori il patio della villa dove già vedo del movimento. La casa si è svegliata, mi viene incontro la moglie del capo che oltre ai soliti complimenti mi accompagni verso una tavola imbandita con ogni tipo di dolce per la colazione. Sono golosa, lo ammetto, ma cerco di resistere in previsione del bagno in piscina.

Un cornetto con la marmellata ed un caffè, poi quasi come uno scherzo del destino, la padrona di casa mi invita ad accompagnare il marito al centro del paese per comprare i giornali. Accetto dopo aver incrociato lo sguardo di lui; mentre andiamo verso l’automobile, mi confessa che la moglie e molto gelosa della consorte di un nostro collega, effettivamente molto estroversa, forse troppo. Appena entrata in macchina, scuoto il capo e capisco cosa succederà di lì a poco.

Usciamo dal cancello e un centinaio di metri dopo lui prende con il grosso suv una stradina secondaria che porta ai campi coltivati. Io, avendo capito la situazione, mi sfilo il pezzo di sotto del costume rimanendo con la fica all’aria. Lui mi guarda, anzi la guarda, ferma la macchina e mi infila la mano tra le cosce. Dopo qualche secondo le sue dita sono dentro di me cominciando a fare avanti e indietro.

Poi fa il giro della macchina, mi fa uscire, si siede al mio posto, apre il pantalone e mi fa risedere sul suo uccello. Cominciamo a scopare, il sole è forte, lui spinge con forza, non ci metto tanto a venire, poi mi sposto con le ginocchia sul sedile del guidatore e comincio a fargli un pompino. Mi viene in bocca, io esco dalla macchina e sputo tutto fuori, il sapore non è dei più piacevoli.

Poi mentre sono ancora praticamente tutta nuda, riaccende la macchina e si avvia verso il paese. Prendiamo i giornali e torniamo alla villa dove intanto sono arrivati anche gli ospiti “del sabato”. Mi tuffo in piscina, mi rilasso, finalmente un po’ di riposo. Poi vedo che “Sua” moglie lo redarguisce perché fa lo stupido con chi non deve (proprio quella lì, che per l’occasione indossa un perizoma che non resta inosservato). Dopo qualche minuto io e la segretaria ci rendiamo conto che gli uomini stanno giocando come i ragazzini a lanciarsi il reggiseno di una bagnante… indovinate chi? In tutto questo il marito guarda senza dire niente; io mi chiedo fino a che punto possa arrivare un uomo pur di fare carriera o qualcosa del genere.

Intanto arrivano persone su persone, saremo quasi un centinaio io rientro nella casetta per cambiarmi il costume, prima di entrare da un angolo spunta il mio capo che si infila insieme alla sottoscritta dentro. Sono letteralmente terrorizzata mentre lui mi toglie il pezzo di sopra ed incomincia ad impastare le tettone. Non riesco proprio a rilassarmi, con la paura che possa arrivare qualcuno o ancor di più qualcuna. Riesco a farlo uscire per fortuna.

Dopo essermi cambiata, esco pronta per il pranzo e da lontano vedo arrivare la padrona di casa con un ragazzo che mi era stato segnalato (casualmente) dalla mia amica mentre eravamo in piscina, la quale sosteneva che mi stesse fissando. Io da ingenua quale sono non me n’ero accorta, intanto si avvicinavano sempre di più alla sottoscritta… (continua).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *