La via del peccato II

La mattina dopo quando esce di casa quel bastardo chiamai Franci affinchè venisse da me, dovevo sfogarmi con qualcuno e lei era degna di fiducia. Quando Franci venne da me all’epoca 30enne, uno stangone di 190cm, capelli castani ricci, una seconda abbondante e un bellissimo paio di cosce che invidiavo. Lei subito mi rassicura e ci sedemmo sul divano:
“Cosa ti succede Lu? Sei sconvolta” allarmata la Franci
“Ho visto quel bastardo di Marco scoparsi Sylvie!! Mi tradisce non sò da quanto” dissi in una crisi di pianto
Franci non tanto sorpresa “Come ha potuto? Ma almeno si spiega quello” io la guardai facendole capire che non capivo “Quando a una festa me lo feci conoscere più tardi a notte inoltrata ……….

la sua mano sfiorò il mio sedere”
“Cosa!?”
“Quando mi girai lui si scusò dicendomi che non l’aveva fatto apposta, ma adesso capisco di no. Cosa pensi di fare? Chiedere il Divorzio?”
“Ovviamente!! Voglio rovinare quel bastardo, chissà quante si è scopato”
“Che ne dici di buttare tutte le cose dello stronzo?”
“No! Prima preparo tutte le carte e poi lo butto fuori, dovrò fare finta di niente per un pò ma ne verrà la pena e ti chiedo di fare lo stesso”
“Va bene ma ..” venne interrotta dal citofono “aspetti qualcuno?”
Cercando di riprendermi “Oh no è Andrea! Mio cognato”
“Che vuoi fare?”
Velocemente andai ad aprirgli il portone “Farò finta di niente per tutta la sua permanenza e poi chiedo il divorzio, ti chiedo ti non dire niente a nessuno e vai ti prego”
Franci prese la sua roba e uscì dall’appartamento mentre l’ascensore scende “Sei sicura di farcela?”
“Si, ti invito quando lo butto fuori, ora và!”
Quando Franci inizia a scendere le scale io cerco di ricompormi e a un certo punto sento sento l’ascensore arrivare e mi affaccio all porta “Ciao Andrea quanto tempo”

Andrea aveva 22 anni, alto 190cm, era un ragazzo in forma e magro anche se non muscoloso, quando lo incontrai il 17 marzo aveva i capelli e barba lunghi ma nonostante i miei gusti aveva un fascino primitivo, selvaggio.

Cercai di nascondere la mia lontananza da Marco ma Andrea mi capì subito, una mattina mi affrontò e allora mi decisi raccontando tutto. Andrea capì e mi disse che tutte le ex prima di me le aveva tradite ma con me sembrava aver messo la testa a posto, ci sbagliavamo entrambi e stranamente quello fu un ponte. Da allora andammo d’accordo, lui mi raccontò dei suoi viaggi e io delle persone ricche e vip che avevo conosciuto, grazie a questa amicizia le giornate passarono veloci e serene mentre ero alla ricerca del migliore avvocato sulla piazza.

Il 21 marzo iniziai a fare dei sogni spinti, molto vivi e mi impedivano di addormentarmi, 3 giorni dopo uno di quei sogni provai a toccarmi, pensando a una persona in particolare e dopo l’orgasmo con Marco vicino a me senza che se ne accorgesse mi addormentai soddisfatta. All’epoca mi chiedevo cosa avesse potuto sextenare quei bellissimi sogni ma dentro di me sapevo chi.

Il 1 aprile ritornai a casa nel primo pomeriggio e mentre controllavo la posta arrivai in soggiorno, mi fermai e vidi Andrea coperto solo da un’asciugamano mentre sceglieva i canali della tv.

Andrea sentendomi si girò, si era tagliato la barba e i capelli, era molto carino: “Oh scusa volevo solo mettere un canale, vado subito a vestirmi”.
Mentre si precipitava in camera sua io ero in imbarazzata e mi diressi nel mio ufficio, ricevetti una telefonata da una cliente, un’appuntamento per il giorno dopo. Volevo prendere i documenti necessari immediatamente per non pensarci su ma si trovavano su un scaffale in alto e dovetti prendere la scala, avevo una ampia gonna corta bianca con pois neri, tacchi e una camicetta nera nuova, l’ideale per una scala.

“Vuoi che salga io?” Andrea all’entrata del mio ufficio, indossava un paio di jeans e una camicia bianca
“Posso fare da sola ma potresti tenermi la scala?” ero ancora imbarazzata per prima
“Sicura?” mentre si avvicinava e afferrava la scala
Iniziai a salire “No, faccio prima io e finiremo subito” arrivai in cima alla scala e guardando giù “reggi?”
“Si fà pure” guardando in alto verso di me
Iniziai a cercare le scartoffie ma l’occhio mi cadde su un riflesso di un’armadio vicino, dal vetro vedevo Andrea guardare in sù mentre sorrideva e si leccava le labbra, solo allora realizzai che mi poteva guardarmi sotto la gonna e io avevo un tanga bianco.

Molti mi facevano i complimenti ma da quando portavo l’anello di famiglia datomi da Marco non avevo più visto nessun altro uomo guardarmi così intensamente, invece di sentirmi offesa mi sentivo compiaciuta anzi onorata. Alla fine trovai i documenti ma per farlo allargai le gambe e spinsi il mio sedere indietro, guardai il riflesso e Andrea si morse il labbro per quello che vedeva, con la mano si toccava per calmare il suo pitone.

Decisi di smetterla e iniziai a scendere la scala “Hai cambiato aspetto, qualche programma?”
Andrea aveva un sorriso soddisfatto “Pensavo di cucinare e cenare insieme, poi andrò dai miei” sapevo perchè sorrideva
“Non ceni da loro?” gli risposi con un sorriso felice mentre mi sentivo leggermente stuzzicata dalla situazione
“Bhe dovrò parlare del mio ultimo viaggio per poi sentire le loro lamentele su di me, in questo modo le lamentele sono dimezzate” Andrea prende la scala “dove la metto?”
Per un’attimo fraintesi “Ah si, nel guardaroba nella camera da letto e senti io rimarrò qui a lavorare”
“Io invece cucinerò, ci vediamo a cena” facendomi un’occhiolino

Rimasi a lavorare per alcune ore ma l’episodio della scala non mi usciva dalla testa, a cosa avevo pensato? Non ero così audace dai miei 14-18 anni quando scoprivo il sesso ma non provavo imbarazzo ma brama, all’improvviso iniziai a sentire l’odore della cena.

Decisi di interrompere e iniziai a scendere seguendo l’invitante odore, scesi le scale per il piano inferiore e vidi Andrea in cucina con il grembiule: “Sento qualcosa di buono
“Lo spero viaggiando si impara qualcosa ma ci vuole anche un pò di pratica, spero di averne abbastanza” ironico
“Per una volta non cucino io, posso aiutarti?”
“Certo ma prendi un grembiule, sarebbe un peccato sporcare dei vestiti simili”
Mi misi il grembiule offerto “Che premuroso, allora cosa posso fare?”
Mentre controllava i fuochi “Tu pensa al riso e alle verdure, io invece al pollo e al dessert”
Per un pò cucinammo vicini ma ad un certo punto mi ritrovo Andrea dietro di me, la situazione si stava scaldando e allora decisi di fare l’audace iniziando a strisciarmi su di lui, lentamente sento la sua asta indurirsi.

Andrea prende un assaggio di curry “Prova” me lo fà assaggiare, era buonissimo e piccante, la situazione si stava facendo incandescente e la situazione sulla scala, cucinare a stretti contatto con lui, l’odore delle spezie mi stavano facendo impazzire facendo salire la mia eccitazione a livelli mai sentiti prima.

Alla fine decisi di agire d’istinto e mi girai baciandolo con passione avvinghiando le mie braccia attorno al suo collo, dopo una iniziale sorpresa rispose al bacio e le nostre lingue si fusero, le sue mani sporche di curry iniziarono ad accarezzarmi le gambe e ci misi poco a bagnarmi.

Nonostante il momento Andrea ebbe la lucidità di chiudere i fornelli con una mano ma ritornò subito sotto la gonna, aveva imparato bene dalle sue avventure negli anni in giro per il mondo, le sue mani mi modellavano come burro e i suoi baci mi mandavano in estasi, ero incandescente. Ci togliemmo i grembiuli e mi alzò prendendomi per le cosce, io avvolsi le mie gambe su di lui mentre lui iniziava a camminare, mi portò sul tavolo da pranzo e mi appoggiò sopra.

Io mi distesi mentre lui mi aprì la camicia facendo saltare i bottoni, la su faccia affondò sulle mie tette mentre le tirava fuori dal reggiseno “Oh si!” sentivo il suo cazzo duro sopra di me, la sua mano sinistra sulla mia coscia e la destra mi massaggiava il seno mentre me lo baciava “dispiace per la cena
“Preferisco questo piatto forte” a quelle sue parole gli tolsi lentamente la camicia e facendolo staccare da me rialzandomi iniziai a baciargli il petto “oh si, sei fantastica”
lo allontanai e scesi dal tavolo ma ritornai a baciargli il petto per scendere mentre gli toglievo i jeans, alla fine glielo tirai fuori ed era duro “Tu e Marco in qualcosa siete uguali” lui mi rispose con un sorriso, iniziai ad accarezzarlo e succhiarlo dolcemente.

Leccando su e giù, succhiandolo e assaporandolo con la lingua lo sentivo duro ma avevo come l’impressione che stesse diventando più grande. Quando lo riguardai meglio era diventato più grande “Questi saranno 20cm, altro che fratellino minore” maliziosa
Andrea mi prese con foga per rimettermi sul tavolo e abbassandosi mi alzò la gonna, iniziò a baciarmela mentre le sue mani mi accarezzavano le cosce, i suoi baci mi facevano venire un brivido di piacere e quando iniziò a leccare per poi succhiarmela divenni un fiume di piacere come la mia passera zuppa.

Si alzò all’improvviso per accarezzarmi con la sua verga prima di penetrarmi “Come può Marco tradirti con quella puttanella francese quando ha una vera donna in casa?” a quelle parole mi ricordai di come Marco si scopava Sylvie e iniziò ad unirsi la rabbia alla lussuria.
Lo allontanai e lui fece la faccia di qualcuno che aveva perso l’occasione, ma io non avevo finito e scesi dal tavolo, gli diedi le spalle, allargai le gambe provando lo stesso piacere provato sulla scala e piegandomi sul tavolo “SCOPAMI! Dimmi perchè sono meglio di Sylvie!” lo volevo
Andrea deciso mi strappa il tanga e mi assaggia lentamente con la sua cappella, la senta muoversi mentre mi tortura con l’attesa per poi spingermelo con un colpo secco “Ah SI!!” non avevo mai preso un cazzo così grande “al tuo cazzone piace?”
Inizia lentamente a scoparmi per farmelo sentire e godersi la situazione “Marco si scopa la Francesina solo per sentirsi sentirsi giovane!! Se scopasse te come si deve non ne avrebbe bisogno” voleva farmi sentire la differenza
Lo sentivo imponente dentro di me ma sopratutto la sua voglia di me “Ah si se sapesse scoparmi come fai tu, sarei stata la sua troia non la tua” Andrea mi tira verso di lui iniziando a strizzarmi i capezzoli
Non volevo che finisse “Dillo ancora troia!” iniziando a scoparmi forte senza pietà
Sentivo il suo cazzo attraversarmi non dandomi tregua “Fanculo Marco! Sono tua, solo tua!” non mi ero mai sentita così porca ed era il primo ad arrivare così in profondità, godevo e soffrivo allo stesso tempo
“Per tutte le corna messe, ti aiuterò a rimetterti in pari” mentre sentivo i suoi baci sulla schiena e le sua mani e strizzarmi le tette “Sto per ……….

venire!”
Lo volevo caldo dentro di me “Sborra dentro!! Giorno …………… ah SI! Sicuro!” il primo schizzo lo sentii meraviglioso ma poi lo tirò fuori e finì di sborrare sulla mia gonna e le gambe.
Quando finì mi inginocchiai e mi misi a succhiargli il cazzo da tutta la sborra, lo volevo “Dicevi sul serio prima?” mi chiese
Stavo succhiando quel bel cazzo mentre ritornava normale “Marco è fuori e tu sei dentro tutte le volte che vuoi, io sono solo tua” quelle mie parole ebbero un bellissimo effetto.

Il suo cazzo in poco tempo era ritornato duro come il marmo pronto per un’altra sessione “Ora facciamo sul serio” Andrea mi prese in braccio portandomi in soggiorno dove prese una cornice e poi si incaminò verso la camera matrimoniale.
Andrea mi mise sul letto e appoggiò la foto del mio matrimonio lì vicino per farmela vedere bene “Mostriamogli come si fà” si distese sopra di me e io mi avvinghiai a lui.

Non smettevamo di baciarci, le sue mani non smettevano di esplorarmi mentre il suo cazzo continuava a strisciare su di me, il migliore piacere provato sul quel letto e non era Marco. Lui era nudo mentre io ero rimasta solo con la gonna sporca e i tacchi, il mio sguardo incrociò la foto e iniziai a sentire un senso di colpa ma il ricordo di Marco con Sylvie cancellò tutto. In quel momento ero piena di desiderio, lussuria, piacere e rabbia, tutto questo era …….

era “Bellissimo, forse questo letto vedrà qualcuno che sà scoparmi” non ero mai stata volgare durante il sesso ma con Andrea mi veniva naturale e mi piaceva.
Mi prese le gambe piegandole sulle spalle iniziando scoparmi forte “Ah si dai stallone mio” la mia rabbia e il suo pompare forte mi mandavano mi facevano godere, lo sentivo entrare e uscire mentre mi succhiava i capezzoli.
Poi con furia mi mise a pecorina “Ah si che troia che sei, prendilo puttanella mia” mentre mi sculacciava, mi sentivo come una vacca con il suo toro e non mi era mai capitato fin a quel momento.

Era già venuto da poco e quella nostra passione non aiutava “Tra poco dovrò sborrare” dispiaciuto
Mi allarmai “No!” non volevo che finisse ora e lo fermai bruscamente, lo distesi sul letto e mi misi sopra di lui, lentamente con la mano ferma sul suo cazzo lo infilai dentro mentre lui con le mani mi teneva i fianchi. Ora comandavo io, ero io a imporre il ritmo con il mio bacino mentre lui faceva il possibile per resistere, mi muovevo lentamente e lo cavalcavo, ero lenta ma intensa.

Iniziai a cavalcarlo più velocemente facendolo entrare in profondità “Tra poco sborro!” mentre iniziava a spingerlo più dentro possibile, godevo come una matta.
Andrea non c’è la faceva pù “Sborra quando..” non feci in tempo a finire quando mi diede un ultimo colpo da spaccarmi in due mentre schizzava dentro di me “Ah SIIIIIIIIIII!!!” sentivo lo sperma caldo mentre lui mi baciava il seno “….. quando vuoi” con un tono dolce al suo orecchio.

Io e Andrea ci coccoliamo per un pò “Eri seria?”
“Su cosa?”
“Da adesso sei solo mia?” stringendomi a sè
Guardandolo negli occhi serissima “Solo tua” misi una mano tra le mie gambe piacevolmente e raccolsi un pò del suo seme, lo spalmai sulla foto del mio matrimonio e precisamente su Marco “che si scopi Sylvie”, ci baciammo intensamente e poi appoggiai la mia testa sul suo petto “Non farai tardi?
Mentre mi coccolava il seno e il culo sotto la gonna con le sue mani “Nessun problema, sono abituati ad essere delusi”
Vi ricordate quando vi dissi che la mia Via del Peccato era iniziata con tradimento? Bhe eccolo qui.

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