La selezione

“Waltraud? Valpurga? Ingeborg? Come cavolo si chiamava l'ultima? Uno di quegli assurdi nomi tedeschi che ti immagini sempre un donnone con le trecce e lo scudo…”.
Diciamocelo, sta andando male, ormai sono due anni che non impugno la mia “cane” e non tengo una lezione…da quando R. si e' trasferita in altro continente…
E ora questa storia di voler esplorare l'ambiente tedesco…ma che dico tedesco: bavarese.
Fin'ora e' andata una tristezza. Mi sono fatto una bella collezione di esemplari psichiatrici, come la prima tizia, quella che si e' presentata gia' bella che ammanettata e come prima cosa, prima ancora di dire “Gruess Gott” mi fa “Sono tua”.

Ossignore! Andiamoci piano con la proprieta' privata, non vorrei mica pagarci anche le tasse su questa cara persona che sembra vestita dalla Pirelli. Pero' e' stato divertente vedere come si mangiava la Wienerschnitzel che le avevo ordinato, con quella ferraglia attorno ai polsi. Ed e' sembrata delusa dal fatto che trovavo quella scena piu' patetica che eccitante, mentre le due ragazzine di fianco a noi si sbellicavano dalle risate. Bah…
Che dire poi di quell'altra, classica casalinga dell'oberbayern, fisico impeccabile, accento terrificante e una slavina di: “questo no”, “questo e' tabu”, “quell'altro te lo scordi”.

Ognuno ha i propri limiti e le proprie esigenze d'accordo, ma perche' mettere subito le cose in chiaro ancora prima di scambiarci i nomi e un po' di storie? Sorvoliamo sulle tre tizie sull'orlo della menopausa che, credendo di essere fuori dal giro sessuale cosiddetto normale pensano di recuperare autostima rimediando corpi cavernosi nell'ambiente BDSM….
Peccato. Una di queste persone non era nemmeno male, ma era lampante che cercava l'avventura “ficken und tschuess”, tromba&ciao e che l'unica frusta che voleva sperimentare era quella della panna montata.

Quante selezioni avro' fatto fra virtuali e reali? Una ventina ed e' stata una peggio dell'altra…normale lo so…in italia ci si doveva sbattere di piu' per trovare meno gente, ma non so, qui mi sembrano tutti sul disperato e mi contagiano con la loro disperazione, come se avessero sete di vita e la cercassero in qualsiasi modo, in qualsiasi ambiente.

Che faccio quindi con questa? “sono ventenne inesperta…blablabla…attraente e intelligente…blabla ho visto che ti offri come istruttore e io ho voglia di imparare…blablablabla”.

Manca solo “sono disposta a tutto” e il pakko regalo e' incartato.
Eppure sono cosi' annoiato che persino perdere tempo con un fake non mi dispiace e poi, essendo Ricercatore dell'Umano, sono interessanto anche alle dabbenaggini che riesce a propinare il bancario di Ingolstadt che sicuramente si nasconde dietro a questa “bellissima ventenne desiderosa di imparare”.
La conversazione in chat con la ventenne non e' per niente noiosa e siccome sono sagacissimo intuisco che perlomeno mi trovo di fronte ad un'anima femminile, che poi si sia incarnata nel corpo di un bancario di Ingolstadt e' una sfiga sua e a questo punto pure mia.

La ventenne mi manda alcune foto che mi sembrano piu' false di un bilancio italiano, pero' sono scelte con gusto e con la faccia sempre nascosta.
Mostrano un corpo da modella che aumentano le probabilita' di un pakkone.
L'unica cosa che mi perplime e' che in una di queste foto la “modella” regge la stampa di una mia e-mail…. mmm e' pure vero che con Photoshop oggi si riesce a rendere attraente anche un portaombrelli…
Massi' oltre a tempo ed un po' di faccia non posso perdere altro in questa storia.

Concordiamo l'incontro, con tutte le precauzioni e le regolette e io mi impunto per trovarci a Marienplatz, al Glockenspiel. Parleremo inglese, al limite italiano e quindi non ci saranno troppe orecchie indiscrete. E' titubante e io penso “ah-ha ecco che sta mettendo i francobolli al pakko”.

Arrivo in ritardo, mi faccio strada nel locale sempre pieno e non riesco a trovarla. Ecco, il pakko e' arrivato, penso, il bancario se n'e' rimasto a Ingolstadt.

Il bancario forse si' ma S. no.
Un miraggio mi fa cenno con la mano da un angolo del locale. Le foto erano decisamente ritoccate, ma solo per modificare il colore dei capelli. Vent'anni li ha decisamente e da quel poco che posso intuire il corpo non e' da copertina, ma solo per quella taglia in piu' che fa la differenza fra una modella e una Donna.
Dopo i convenevoli le chiedo subito la cosa che mi preme di piu': “Perche' hai modificato il colore dei capelli? Il nero ti dona”
“F.

mi aveva detto che ti piacciono le rosse”.
Questa donna e' sorprendente, ma soprattutto e' sorprendente che proprio F. me l'abbia praticamente gettata fra le braccia.
S. e' cosi' bella e io cosi' sospettoso che penso subito al mercimonio, ma o mi trovo davanti ad una grande attrice, capace di recitare cosi' bene l'imbarazzo o io sono decisamente malfidente.

Ed ora veniamo al sodo.
“Cosa ti interessa di tutta questa materia? Io non posso offrirti molto, c'e' gente molto piu' esperta di me, ma quel poco lo offro con dedizione.

Senza contare che almeno meta' di quello che la gente considera BDSM io lo considero ridicolo”.
“Non so esattamente…forse cerco me stessa. ” mi dice abbassando gli occhi.
“Brava, risposta esatta, te l'ha suggerita anche questa F. ? Oppure l'hai letta sui classici del Tai Chi?” le chiedo un po' scocciato.
“In che senso?” mi chiede smarrita.
“Nel senso che era la cosa migliore da dire per fare colpo su di me”.

Come se ce ne fosse stato bisogno.
“Da piccola mi cacciavo sempre nei guai…” sibila
“Interessante, ma io non sono un te****uta dell'eta' infantile” ribatto sempre piu' scocciato.
“…e venivo punita in continuazione…”
“mmm”
“…il fatto e' che a me piaceva…e facevo di tutto per essere punita. “
“Ti piaceva essere sculacciata ?” chiedo, piu' tranquillo.
“Anche, ma non solo, mi piaceva essere rinchiusa nella mia stanza e anche quando venivo presa per i capelli”
“E che altro?”
“Anche quando mio padre mi picchiava…mi dava gli schiaffi…non era violento e' che io le facevo proprio grosse e lui aveva paura che mi facessi male…per questo alzava le mani, per spaventarmi…ma non ha mai sospettato che per me quel dolore era dolce come il miele”.

E' la vigilia di natale? E' il mio compleanno? Ho vinto alla lotteria? O piu' probabilmente e' uno scherzo pessimo architettato da quella checca isterica di F. ?
“Cosa vuoi esattamente?” le chiedo a bruciapelo.
“Finire quello che ho iniziato dieci anni fa” e' la risposta altrettanto a bruciapelo.
Anche questa e' la risposta esatta.
La selezione e' chiusa.

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