La sauna.

Di ritorno dalla settimana bianca trascorsa in montagna, avevo promesso a mio marito che lo avrei accompagnato presso la palestra dove era solito allenarsi per fare la sauna insieme. Un giorno, quindi, mio marito mi annunciò che il sabato successivo era libero da impegni e che, se avessi voluto, potevamo andare a fare la sauna. Accettai di buon grado e decidemmo di andarci all’ora di pranzo. Divenne una piacevole abitudine e, quasi tutti i sabati, ci recavamo presso la palestra.

A quell’ora, di solito, la sauna era vuota e, quindi, avevamo preso l’abitudine di farla nudi. Proprio perché eravamo abituati ad essere sempre soli, mio marito aveva preso a stuzzicarmi durante la sauna e, spesso, succedeva che mi accarezzasse dolcemente ed io lui. Un sabato come tanti, alla solita ora, ci muovemmo da casa per raggiungere la palestra. Arrivati, scendemmo quindi nella zona relax. Entrai nello spogliatoio e, con indosso solo l’asciugamano di spugna bianco fornito dalla palestra, raggiunsi mio marito.

“Come sei bella così mezza nuda”, mi disse lui. Mi piaceva quando mi faceva sentire ancora desiderata come il primo giorno e gli sorrisi. “Lo sai che sotto l’asciugamano sono nuda, vero?”, gli chiesi. “Certo, anzi adesso che entriamo in sauna voglio che ti togli l’asciugamano, altrimenti la sauna non fa effetto come dovrebbe”, mi disse lui. “Vuoi che mi metto nuda solo per questo motivo?”, gli chiesi sorridendo. “Beh, a dire il vero, anche perché ho voglia di vedere il tuo corpo nudo lucente di sudore” e così dicendo mi accarezzò il viso teneramente.

Mio marito aprì la porta di legno della sauna ed entrammo. La cabina era piccolina e vi erano tre gradini di legno dove ci si poteva sedere o sdraiare. Mio marito si sedette su quello più basso e distese un asciugamano su quello centrale. Poi sistemò un piccolo poggiatesta di legno e mi disse che adesso potevo distendermi. Mi sfilai l’asciugamano e lo ripiegai sul poggiatesta per renderlo più morbido. Poi mi distesi, ma mentre compivo quell’operazione lui mi accarezzò le natiche, sfiorandomi anche le labbra della fica.

“Hai un culo fantastico, non mi stancherei mai di guardarlo”, mi disse. Sapeva quanto mi piacesse sentirmelo dire. “Ma dai”, dissi io fintamente sorpresa, “ormai ti sarai abituato no?”. Intanto mi ero distesa e lui si girò di tre quarti e si fermò a guardarmi. Poi prese ad accarezzarmi le gambe e poi più su. Mi sfiorò la pancia e scese sui peli del pube, insinuando le sue dita più in basso. “Ma che fai, potrebbero vederci!, gli dissi.

“Ma se non c’è nessuno e poi, sarà il calore, ma io ho proprio voglia di accarezzarti”, replicò lui. Era diventato un gioco per noi e, nonostante già in precedenza ci eravamo accarezzati nella sauna, facevamo finta che ogni volta fosse la prima. Lo lascai fare ed anzi agevolai le sue manovre, divaricando un poco le gambe. Lui si insinuò più a fondo e prese a carezzarmi la fica, stimolando la clitoride. Era passato più o meno un minuto, quando, improvvisamente, si aprì la porta della sauna e vedemmo entrare un giovane.

Mio marito ritrasse immediatamente le mani dalla mia fica, ma io non avevo nulla con cui coprirmi e mi limitai a richiudere le gambe. Chissà se si era accorto di quello che stavamo facendo, pensai tra me e una parte di me stessa si augurò di si. Il giovane era rimasto sulla soglia della porta, evidentemente imbarazzato e mi guardava. Poi voltò lo sguardo verso mio marito e vidi che il suo volto si distendeva.

“Mi scusi”, disse pronunciando il nome di mio marito, credevo che la sauna fosse vuota”. Gli parlava con rispetto e stava per richiudere la porta ed uscire quando mio marito, evidentemente avendolo riconosciuto, gli disse: “non preoccuparti caro, ma se vuoi adesso entra perché stai facendo uscire tutto il calore”. Tranquillizzato dalle parole di mio marito, il ragazzo entrò, chiudendosi la porta alle spalle. La reazione di mio marito mi aveva sorpresa, credevo che gli avrebbe chiesto di uscire e non mi sarei mai aspettata che, al contrario, lo avrebbe invitato con noncuranza ad entrare nella sauna.

“Ti presento mia moglie”, disse poi al giovane ed a me: “cara lui è il figlio di un mio vecchio amico”. Lo salutai con un cenno della mano e vidi che lui, imbarazzatissimo, continuava a guardare mio marito, cercando in tutti i modi di non volgere lo sguardo verso il mio corpo nudo. “Puoi accomodarti sull’ultimo gradino”, gli disse mio marito. Così fece. Si sedette proprio in fondo al sedile, con i piedi poggiati in fondo al gradino dove ero distesa io, vicini ai miei.

Mio marito, intanto, come se fosse la cosa più naturale del mondo, parlava con il giovane, chiedendogli notizie del padre e della scuola. Notai che il ragazzo rispondeva a bassa voce, con poche e striminzite parole, evidentemente ancora profondamente imbarazzato dalla situazione. Ogni tanto il suo sguardo si posava sul mio corpo, ma sempre timoroso che della cosa potesse accorgersi mio marito o io. Non sapevo bene che fare. Avevo scoperto da tempo la mia passione per l’esibizionismo e l’essere nuda davanti a quel ragazzo timido ed impacciato non mi dispiaceva affatto.

Ma la presenza di mio marito mi imbarazzava e mi frenava, con la conseguenza che restavo immobile nella mia posizione. E poi ancora non capivo il motivo per cui mio marito avesse invitato il giovane ad entrare e, soprattutto, come mai non mi avesse detto di coprirmi. Passarono così altri cinque minuti, mentre mio marito continuava a parlare con il ragazzo e lui che, con sempre maggiore frequenza, mi spiava, facendo attenzione a non farsi scoprire.

“Io esco”, dissi poi a mio marito. Mi alzai, mi coprii con l’asciugamano e salutai quel ragazzo, dicendogli che ero lieta di averlo conosciuto. Feci una doccia fredda e, indossato l’accappatoio, mi sdraiai nella sala relax. Dopo qualche minuto arrivò mio marito e si sdraiò accanto a me. “Ma come ti è venuto in mente di farlo entrare?”, gli dissi subito. “Non potevo mica fare la figura del provinciale”, replicò lui, “e poi è solo un ragazzo”, aggiunse.

“Sarà, ma, forse non te ne sei accorto, ad un certo punto non mi toglieva più gli occhi di dosso”, lo provocai, curiosa di come avrebbe reagito. “Certo che me ne sono accorto, ma è soltanto un ragazzino, non vorrai mica che sia geloso di lui. E poi è lusinghiero per me avere una moglie sempre in forma ed attraente!”, mi disse. “Allora non hai provato nemmeno un pizzico di gelosia?”, lo provocai ancora.

“A dire il vero neppure un pochino”, disse sicuro. “E tu come ti sentivi a trovarti così sotto i suoi occhi?”, aggiunse. Non risposi immediatamente. Non potevo mica dirgli che la cosa mi aveva procurato piacere, ma non volevo neppure dargli la soddisfazione di fare la figura della suorina. “Non so bene come spiegartelo”, gli dissi, “ma, stranamente, non mi sentivo granché imbarazzata, anzi è stata un’esperienza interessante”. La nostra conversazione fu interrotta dall’arrivo del giovane.

Dopo una decina di minuti, decidemmo di rientrare nella sauna. “Noi torniamo dentro”, disse mio marito al ragazzo. Ci accomodammo nella stessa posizione di prima, ma questa volta mi distesi coperta dall’asciugamano. Mio marito mi vide coprirmi così e mi sorrise. “Temi che possa rientrare a spiarti?”, mi disse. “Non è questo”, lo sfidai, “ma non voglio che lui, vedendomi di nuovo nuda nella sauna, nonostante io sappia della sua presenza, si faccia idee strane”.

“E poi, non voglio nemmeno mettere te in imbarazzo, in fondo qui sei conosciuto”. Mio marito non replicò nulla. Dopo pochi istanti, vedemmo riaprirsi la porta ed entrare il giovane, che andò a sistemarsi nuovamente dove era prima. “Certo che fa davvero caldo”, disse mio marito. “Cara ma tu non hai caldo così coperta?”, aggiunse, nell’evidente tentativo di provocarmi. “Se devo essere sincera, stavo meglio prima”, ammisi. Il ragazzo seguiva attonito quella conversazione. “Ma allora togli l’asciugamano, no? In fondo siamo in una sauna ed è normale starci nudi”, concluse mio marito e mi tolse l’asciugamano di dosso.

Ero di nuovo nuda sotto gli occhi di quel giovane, che lanciava sguardi furtivi, godendosi quella vista. “Anzi, per non farti sentire in imbarazzo, mi levo anche io l’asciugamano”, disse mio marito e così fece. “E tu non lo levi?”, disse poi al giovane. “No, preferirei tenerlo”, disse lui. “Non devi imbarazzarti”, lo rassicurò mio marito, “è normale stare nudi in sauna ed è anche più salutare”, aggiunse. Io, intanto, non riuscivo a capire cosa fosse preso a mio marito e dove volesse andare a parare.

“Si, lei ha ragione”, replicò il ragazzo, “ma, davvero, preferirei non toglierlo”. “Ti imbarazza la presenza di mia moglie?”, disse mio marito. “Cara, diglielo anche tu che non ci sono problemi se si toglie l’asciugamano”, mi provocò ancora. “Ma se ti ha detto che preferisce tenerlo, lascialo in pace”, replicai. “Ma tu hai problemi se lo toglie?”, mi provocò di nuovo mio marito. “Per me fa lo stesso”, dissi io. “Ecco, vedi, mia moglie non bada a queste cose”, disse rivolgendosi al giovane e, così dicendo, si alzò e tolse via l’asciugamano del ragazzo.

Lui, profondamente imbarazzato, si portò subito le mani a coprirsi, ma non riusciva a nascondere l’evidente erezione. “Scusatemi”, disse con un filo di voce, “e mi scusi soprattutto lei, signora”, aggiunse. “Ecco perché non volevo toglierlo”, concluse. Mio marito era rimasto un po’ interdetto, evidentemente non si aspettava che il ragazzo fosse così eccitato sotto l’asciugamano. “Non devi preoccuparti, sono cose che capitano, soprattutto alla tua età”, mi intromisi io, approfittando del momento di riflessione di mio marito.

“Forse è meglio se mi ricopro, capisco che sei troppo imbarazzato”, aggiunsi e, subito dopo, senza dare il tempo a nessuno dei due di replicare, dissi: “ma non devi
vergognarti delle tue sensazioni e, se proprio vuoi saperlo, sono lusingata del fatto che tu ti sia eccitato solo guardandomi”. Passarono alcuni secondi di interminabile silenzio. Il ragazzo, sempre imbarazzatissimo con le mani tra le gambe a cercare vanamente di coprirsi, e mio marito che, stupito da quelle mie parole, se ne stava immobile e silenzioso, guardandomi negli occhi.

“Adesso è meglio se usciamo”, disse poi, riprendendosi. “Va bene caro, forse è meglio così”, dissi io. Mi alzai e, senza ancora coprirmi, diressi il mio sguardo sul ragazzo: “ancora lieta di averti conosciuto”, gli dissi, porgendogli la mano. Era spiazzato, dato che per stringermi la mano avrebbe dovuto scoprire ancor di più il suo pene, ma non potette non stringermela. Gliela strinsi con decisione e, mentre lo facevo, rivolsi lo sguardo in mezzo alle sue gambe, per una frazione di secondo in più del dovuto.

Lui se ne accorse e si fece ancor più rosso in viso. Uscimmo dalla sauna e, dopo una doccia veloce, ci rivestimmo per tornare a casa. Sulla via del ritorno, mio marito ruppe il silenzio. “Scusami per oggi, ho esagerato”, disse. “Non preoccuparti, in fondo non è successo niente. Ma cosa pensavi di fare, non avevi immaginato che quel povero ragazzo era imbarazzato ed eccitato per la mia presenza?”, replicai. “Non lo so bene nemmeno io, ma non immaginavo che lui fosse così eccitato.

Lo avevo già incontrato altre volte in sauna, ma mai lo avevo visto in quelle condizioni”. “Immagino”, gli dissi, “ma le altre volte non credo ci fosse una donna completamente nuda con voi!”. “Hai ragione, non pensiamoci più”, concluse lui. Io, però, continuavo a pensare a quello che era avvenuto ed evidentemente anche lui, perché all’improvviso mi disse: “ma perché a un certo punto hai detto quelle cose e, quando siamo usciti, lo hai salutato in quel modo?”, “lo hai messo ancor di più in imbarazzo, costringendolo a stringerti la mano”.

“Era un modo per non fargli pesare la situazione”, replicai. “Sembrava quasi che la cosa non ti imbarazzasse per nulla, anzi a un certo punto ho proprio pensato che ti piaceva farti vedere così da lui”, disse ancora, non soddisfatto della mia risposta. “Adesso non esagerare, ero sola un po’ lusingata di vedere che faccio ancora un certo effetto sugli uomini”, dissi. “Beh, uomini, è solo un ragazzino”, replicò lui. “Sarà anche un ragazzino, ma certo che ce l’ha proprio grosso!”, mi lasciai sfuggire e subito mi morsi le labbra pentita per quello che avevo detto.

“Ah si?”, disse mio marito. “Scusami, mi è sfuggito, non volevo metterti in imbarazzo”, cercai di rimediare. “Va bene, dai, in fondo non è successo nulla e la colpa è stata solo mia”, concluse lui. Tornati a casa, mentre riponevo il contenuto del borsone nell’armadio, mio marito mi si avvicinò alle spalle e prese ad accarezzarmi il sedere con passione. Facemmo l’amore con un’intensità e una passione diversa rispetto agli ultimi tempi. Mentre eravamo ancora abbracciati e distesi sul letto, gli dissi che era stato fantastico.

“Anche tu eri particolarmente eccitata e partecipe”, disse lui. “Si, hai ragione, ne avevo davvero voglia e mi è piaciuto moltissimo”, confermai, “ma anche perché ti ho sentito più appassionato del solito”. “Sarà stato il fatto di averti ammirata in sauna”, disse lui. “Può darsi, ma non era la prima volta che succedeva e non ti avevo mai visto così eccitato”, replicai. “Non è che dipende dal fatto che mi abbia vista nuda anche quel ragazzo?”, lo provocai, curiosa di cosa avrebbe detto.

Restò per un momento in silenzio e poi ammise che forse era proprio così. “Non ti da fastidio la cosa?”, mi chiese poi premuroso. “Se non infastidisce te…”, replicai prontamente. “A dire il vero, non saprei esattamente. Quando ho visto
il ragazzo così eccitato ho provato sensazioni contrastanti, di gelosia, ma anche di piacere”, disse lui e aggiunse: “mi è piaciuta l’idea che fosse così eccitato per la mia donna”. “Non credo ci sia nulla di male”, dissi, “anche io ero un po’ intrigata dalla situazione”.

Poi mi fece una domanda molto imbarazzante, chiedendomi se la cosa mi aveva eccitata e se, in particolare, avevo apprezzato la grandezza del pene del ragazzo. Credo che la sua domanda fosse diretta a capire bene quale fosse stato il mio vero stato d’animo, ma non sapevo se gli avrebbe fatto piacere scoprire la verità o se dovevo mentirgli. Poi decisi di ammettere che effettivamente la cosa mi aveva eccitata, ma solo per la particolarità della situazione aggiunsi, non certo perché fossi effettivamente attratta da quel ragazzo.

Ma lui non era soddisfatto della risposta e mi chiese di nuovo se la mia eccitazione non dipendesse in particolare dalle dimensioni del pene del giovane. Non sapevo se con quelle domande mi volesse mettere alla prova o se, anche lui, fosse davvero eccitato per quello che era avvenuto e per quello che sarebbe potuto succedere se fossimo rimasti ancora nella sauna. Poi ammisi che si, era vero, la vista di quel pene così grosso mi aveva colpita.

“E brava la mia mogliettina, si eccita guardando i ragazzini nudi”, mi provocò. “Be adesso non farmi passare per quella che non sono, è solo che l’idea di essere desiderata da un ragazzo
tanto più giovane di me ed il vederlo tanto eccitato mi ha intrigata”, gli dissi. “Già, era davvero eccitato, così rosso in viso”, disse mio marito, “chissà che avrà pensato di noi”. “Cosa vuoi che abbia pensato”, replicai, “probabilmente che siamo due pervertiti!”.

“Secondo me”, disse lui, “ha passato tutto il pomeriggio a toccarsi rivedendo nella sua testa l’immagine di te nuda a pochi centimetri da lui”. “Ma dai, cosa dici”, gli dissi ridendo. “No, no, è sicuramente così, ricordo che a me succedeva lo stesso alla sua età”, replicò lui. “Non ti fa piacere essere la protagonista delle sue fantasie erotiche?, aggiunse. “Ma davvero dici che si sarà masturbato pensando a me?, gli chiesi maliziosa. “Si, ne sono certo”, disse lui, “ti fa piacere, vero?”.

“Ammetto di si, spero che la cosa non ti dia fastidio”, gli dissi io. “No, per nulla, in fondo anche a me farebbe piacere essere il sogno erotico di una donna”, mi rassicurò. “Certo che era davvero giovane”, dissi poi, “ma quanti anni ha?”. “Dovrebbe averne diciotto”, disse mio marito, “anzi ne ha sicuramente diciotto, perché mi ricordo che suo padre si lamentava con me di quanto aveva dovuto spendere per la sua festa di compleanno”.

Notai che, parlando di quello che era successo, mio marito si era di nuovo eccitato. Glielo feci notare ridendo. “Hai ragione, sono ancora molto eccitato”, confermò. Rifacemmo l’amore con ancora più passione di prima e, ad un tratto, mio marito disse: “pensa se ci avesse visti così quel ragazzo, chissà come si sarebbe eccitato”. “Si, sicuramente” lo assecondai e poi, dato che ero molto eccitata, perso ogni freno inibitore, gli dissi: “anche io sarei eccitatissima se fosse qui a vederci”.

Anche lui doveva ormai aver perso ogni inibizione, perché mi disse: “ti piacerebbe vederlo con quel cazzone così grosso, vero?”. “Oh si, altroché se mi piacerebbe”, dissi io. “E cosa faresti se fosse davvero qui”, mi provocò. “Ma cosa mi chiedi”, gli dissi nel tentativo di conservare un minimo di autocontrollo. “Dai, dimmelo, sii sincera”, disse lui, mentre io mi muovevo sopra di lui con sempre maggiore ardore. “Glielo prenderei tutto in bocca”, dissi allora.

“Ti piace che è grosso, vero? Lo vorresti anche tutto dentro, ammettilo!”, disse lui ansimando. “Oh sii,
tutto, tutto dentro, mentre tu mi guardi prendere un cazzo così grosso”, ammisi. Venimmo tutti e due proprio in quel momento e abbracciai mio marito con foga, con il suo cazzo ancora piantato dentro di me e sentendo colare il suo seme ed i miei umori tra le gambe. Restammo in silenzio per parecchi minuti e, nei giorni
successivi, non parlammo più dell’accaduto.

Il sabato successivo non ci fu possibile andare in palestra e me ne dispiacqui, perché ero curiosa di vedere se quel ragazzo si sarebbe ripresentato. Continuammo, tuttavia, a frequentare la sauna della palestra, ma nel successivo mese non si crearono altre situazioni piccanti, se non le nostre normali effusioni. Poi, un bel giorno, mentre stavamo per uscire dalla palestra dopo aver fatto la sauna, incontrammo quel ragazzo, che si fermò a salutare mio marito.

“Ti ricordi di mia moglie, vero?, gli chiese mio marito, dopo averlo salutato. “Si certo, come sta signora?, mi chiese. “Molto bene grazie, abbiamo appena finito la sauna e mi sento rinata!”, gli dissi sorridendogli. Dopo una breve conversazione, mentre il ragazzo e mio marito si scambiavamo i saluti, io mi avvicinai al bancone della segretaria della palestra e, a voce più alta del solito, la salutai, aggiungendo: “ci rivediamo sabato prossimo all’una e mezza allora!”.

Sapevo che il ragazzo mi aveva sentita e, in cuor mio, speravo che il sabato successivo si sarebbe presentato in palestra. Tornando a casa, mio marito, che aveva capito evidentemente tutto, mi disse: “stai tranquilla che ti hanno sentita tutti quando hai detto che torneremo sabato prossimo, sicuramente anche chi volevi che sentisse!”. “Che intendi dire?, dissi io, fingendo di non aver capito a cosa si riferisse. “Lo sai bene che voglio dire, chissà se si presenterà anche lui in sauna sabato prossimo”, disse mio marito.

“Ti dispiace?”, gli chiesi. “No, ma sono proprio
curioso di vedere se verrà”, mi rassicurò. Il sabato successivo, alla solita ora, eravamo pronti per entrare nella sauna. Mio marito aprì la porta e: “ma guarda che sorpresa, ci incontriamo di nuovo!”, disse rivolto al figlio del suo amico. Il furbetto ci aveva anticipati e si era fatto trovare già nella sauna. Oltretutto era nudo, con il grosso pene moscio che gli ciondolava tra le gambe, essendosi mosso per stringerci la mano.

“Vedo che stavolta hai deciso di fare la sauna secondo le regole”, gli disse mio marito. “Già, ma se preferite mi metto l’asciugamano in vita”, replicò lui. “No, adesso lo togliamo anche noi, vero cara? So che non sopporti l’asciugamano sulla pelle sudata”, disse mio marito. Non potetti che confermare e, tolto l’asciugamano, mi distesi, mentre mio marito prendeva posto sul gradino più in basso. Eravamo nella stessa posizione della prima volta. Mio marito conversava con il giovane, mentre io mi godevo la sauna, iniziando ben presto a sudare copiosamente.

Eravamo dentro da circa due minuti e mi ero accorta che le occhiate lanciatemi dal ragazzo si facevano via via più insistenti, anche se ritraeva lo sguardo ogni volta che i miei occhi incrociavano i suoi. Distesi completamente le gambe e sfiorai uno dei suoi piedi con il mio, ritraendolo subito dopo. Sobbalzò. Lui continuava a lanciare occhiate al mio corpo nudo, pur con circospezione, temendo di essere notato da mio marito. Decisi di ricambiare le sue occhiate e feci in modo che si accorgesse che anche io lo guardavo, spingendo il mio sguardo anche sul suo pene ancora moscio.

Appena fui certa che si fosse accorto di dove stavo guardando, sfiorai di nuovo il suo piede con il mio, ma stavolta non
lo ritrassi e lo lasciai lì, poggiato sul dorso del suo piede. Sobbalzò di nuovo e si fece rosso in viso e vidi che il suo pene iniziava a crescere di dimensioni. Mio marito, pur facendo finta di nulla, si era accorto di quello che stava avvenendo, ma non disse nulla ed anzi si voltò di lato, in modo da dare l’idea di non poter vedere cosa succedeva sopra di lui.

Mossi il mio piede su quello del ragazzo, carezzandolo. Lo fissai negli occhi e, languidamente, feci scendere il mio sguardo sul petto, sulla pancia e ancora giù, fermandolo sul suo pene. Lo vidi crescere ancora di dimensione e mi godetti la vista di quel pene già grosso a riposo, che rapidamente si rizzò del tutto, mentre il ragazzo diventava viola per l’imbarazzo e l’eccitazione. Fu a quel punto che mio marito si voltò e disse: “certo che fa davvero caldo qui dentro.

Guarda cara come sei bagnata! E anche tu, sei tutto rosso in viso”. Credo che avesse detto appositamente “bagnata” e non sudata. Decisi di assecondarlo, piacevolmente sorpresa del fatto che si stesse lasciando prendere da quel gioco e dissi: “si hai ragione, sono tutta bagnata!”. Il ragazzo, appena mio marito si era voltato, aveva abbassato lo sguardo, coprendo la sua erezione con le mani, limitandosi a dire che effettivamente si sentiva più accaldato del solito.

“Beh, si vede benissimo, sei diventato quasi viola!”, aggiunse mio marito ridendo. Poi, con una naturalezza che mi stupì, gli disse: “forse però mia moglie è ancora più accaldata di te, guarda come è bagnata”. Lui continuava a tenere gli occhi bassi, evidentemente imbarazzato per il tenore delle parole di mio marito, il quale, per incoraggiarlo a guardarmi, aggiunse: “guarda ha addirittura l’ombelico colmo per quanto è bagnata!”. Questa volta lui alzò gli occhi su di me.

Mi sembrava quasi di sentire il calore del suo sguardo eccitato. Mio marito, chiaramente intrigato da quel gioco, disse ancora: “vedi quanto è bagnata? Vedi la sua pelle lucida come risplende?”. “Si, vedo”, disse solo lui, trovando finalmente il coraggio di parlare. “Ti dispiacerebbe passarmi quell’asciugamano?, gli chiese poi mio marito, indicando l’asciugamano che si trovava sul gradino occupato dal ragazzo. Nel prendere l’asciugamano e nello sporgersi per darlo a mio marito, il ragazzo fu costretto a togliere le mani dal grembo, scoprendo il pene completamente eretto.

“Ma allora è proprio un vizio!”, disse mio marito sorridendo ed indicando in direzione del suo pene. “Scusatemi ancora, non so che dire”, disse il ragazzo a disagio. Mio marito, intanto, preso l’asciugamano, iniziò ad asciugarmi il viso sudato. “Si, si, sei davvero molto bagnata, adesso ti asciugo un pochino”, mi disse. Così facendo, scese ad asciugarmi i seni e poi la pancia. Poi passò alle gambe. I suoi movimenti erano volutamente lentissimi e nel compiere quell’operazione continuava a ripetere quanto fossi bagnata.

Poi, improvvisamente, rivolgendosi al ragazzo, gli disse: “ti piace il corpo di mia moglie, vero?” e, dato che
lui non rispondeva, “puoi rispondere sinceramente, a me non da fastidio e credo che non dispiaccia nemmeno a lei, vero cara?”. “No amore”, dissi io, “in fondo è sempre piacevole per una donna sentirsi apprezzata”. Incoraggiato dalla mia conferma, il ragazzo ammise che gli piacevo davvero tanto. “Comunque, anche se non lo avessi ammesso, la tua erezione lo dimostra chiaramente!, disse mio marito e poi, rivolto a me, “hai visto cara com’è eccitato, guarda anche
tu”.

Io lo sapevo benissimo, ma, quasi a voler suggerire di non essermi accorta di niente, volsi lo sguardo verso il ragazzo e guardandolo dissi: “oh si, mamma mia, è davvero eccitatissimo”. Poi, con la faccia più ingenua che riuscii a fare, aggiunsi: “ed è anche molto grande”. “Già, hai ragione, è proprio grosso”, confermò mio marito. “Forse è anche per questo che sei così accaldata?, mi provocò mio marito. Il ragazzo seguiva sorpreso la nostra conversazione e vedevo che il suo pene, che non aveva più coperto, seguitava a gonfiarsi.

Non risposi direttamente a mio marito, ma gli dissi di bagnare l’asciugamano con l’acqua del secchio che si trovava
nella sauna, in modo da avere un po’ di refrigerio. Lo fece e riprese a carezzarmi le gambe e poi le cosce con l’asciugamano bagnato, risalendo fin quasi alla mia fica, che sentivo sempre più umida e calda. “Va meglio così cara?”, mi chiese. “Si, continua, mi fa stare meglio il contatto con l’asciugamano bagnato” e, fissando il ragazzo, “sono tutta un fuoco”.

Per agevolare l’operazione di mio marito, dischiusi un po’ le gambe. “Hai ragione”, disse mio marito, “posso sentire il calore che sale dal tuo corpo sotto l’asciugamano”. “Senti anche tu”, disse poi rivolgendosi al ragazzo, “è incredibilmente calda”. Non credevo sarebbe arrivato a tanto! “Ma davvero dice?”, chiese il ragazzo titubante. “Certo, metti una mano qui”, disse mio marito, indicando la mia pancia. Il ragazzo si sporse e mi toccò la pancia, lasciandola lì.

Mio marito, intanto, continuava a carezzarmi con l’asciugamano e, infilatolo tra le mie gambe, iniziò a massaggiare l’interno coscia, premendo verso l’esterno. Era una chiaro invito a divaricare le gambe e lo assecondai. Il ragazzo osservò attonito le mie gambe che si allargavano sempre più. Anche mio marito si fermò a guardarmi. Poi si riprese e, gettato via l’asciugamano, mi accarezzò la fica. “Dio quanto sei bagnata!”, disse. “Oh si, tanto!”, confermai con voce suadente.

Mi portai la mano sulla pancia e la misi sopra quella del ragazzo. La guidai sul mio corpo, scendendo sul pube, facendola
scorrere sui peli umidi e poi portandomela tra le gambe. Compiendo quei movimenti, lo fissai intensamente negli
occhi e poi mi soffermai a lungo sul suo cazzo, sempre più gonfio. Pulsava in modo davvero invitante e la cappella, rossa e gonfia, puntava sempre più verso il soffitto. La sua mano, che sino ad allora, inerte, si era lasciata guidare dalla mia, prese magicamente vita e lo sentii premere sulla mia fica già fradicia di umori.

Mio marito, intanto, ci guardava. “Hai visto come è calda e bagnata? Ne avevi mai toccata una?”, disse al ragazzo. “Si, mi era già successo”, disse lui, “ma mai come quella della signora”. Il fatto che continuasse a parlare con quei modi sussiegosi e molto rispettosi, mi colpì molto. Mi stava toccando la fica, ma continuava a chiamarmi signora!
Io ero quasi vicina a venire ed allargai ancor di più le gambe, inarcando il bacino e spingendomi sulla sua mano sempre meno timida.

Capì cosa volessi, e, con un movimento rapido e un po’ brusco, mi infilò un dito ben dentro. “Piano, fai piano”, dissi io. “Mi scusi signora, è che sono terribilmente eccitato”, replicò lui, arrossendo ancora un poco. “Lo vedo, ma non essere frettoloso”, gli dissi. Di nuovo portai la mia mano sulla sua e lo guidai nei movimenti. Gli feci capire come doveva toccarmi e poi lasciai la sua
mano, abbandonandomi alle sue carezze.

Portai la mia mano sul cazzo duro di mio marito, che mi guardava in silenzio, e iniziai a masturbarlo. Il ragazzo, intanto, aveva scoperto quanto la mia fica fosse sensibile alle sue carezze e aggiunse un altro dito dentro di me. Non pago, ne infilò anche un terzo ed iniziò una profonda penetrazione. “Si bravo, così è perfetto!, gli dissi mugolando. “Cazzo signora quanto è aperta!”, si lasciò sfuggire lui, perdendo parte dei suoi freni inibitori.

Mi penetrava sempre più freneticamente e le sue dita mi scivolavano dentro veloci e senza più ostacoli. Sentii che mio marito stava venendo e venni anche io, lasciandomi sfuggire un lungo sospiro di piacere. Il ragazzo sembrava non volersi fermare e più aumentava l’intensità dei suoi affondi, più vedevo il suo cazzo
che pulsava e si contraeva. Venne anche lui dopo pochi secondi, incredibilmente senza neppure masturbarsi, con un getto
potente e copioso. Gli tolsi dolcemente la mano dalla mia fica, grondante di umori.

“Sei stato bravo”, gli dissi sorridendogli. “Grazie signora, ma il merito è tutto suo, lei è magnifica”, mi disse lui. Tutto era durato non più di tre minuti, ma mi sembrava, per l’intensità della emozioni provate, che fossimo lì dentro da ore. Sulla via del ritorno, notai che mio marito, come me, era ancora profondamente eccitato e non potemmo fare a meno di sfiorarci, rischiando anche un incidente. Appena a casa, senza neppure spogliarci, ci baciammo selvaggiamente e facemmo l’amore con un’intensità sconosciuta.

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