LA MIA NIPOTINA PREFERITA (PART 4)

Guardai di nuovo nel buco della serratura e realizzai che non c’era la chiave,
quindi non si era chiusa dentro.

Ci pensai qualche attimo su e poi decisi che dovevo osare.

Aprii la porta, Katrina era ancora li’ seduta sul bidet con la testa piegata in avanti,
ancora immersa nel suo orgasmo, pensai.
Non si muoveva, mi avvicinai di piu’ e mi resi conto che era svenuta.

Quel suo orgasmo l’aveva fiaccata.

Il suo bel culo tondo era li’ sul ciglio del bidet da cui uscivano bagnati e
appiccicosi i peli della fica, bersaglio del suo orgasmo.
Passai una mano tra le cosce divaricate e la ritirai completamente bagnata
dei suoi umori.

Portai due dita in bocca, un sapore acre, intenso mi riempi’ la bocca
facendomi venire di nuovo il cazzo duro.
Katrina era proprio svenuta.

Era venuta due volte di seguito ed evidentemente era troppo per lei,
molto probabilmente Daniele non l’aveva mai fatta godere così’ tanto.

Aprii l’acqua calda e le lavai la fica, giocai un po’ con i suoi peli di seta
ed il bottoncino ancora turgido e duro, poi l’asciugai.
La presi in braccio e così’, nuda com’era, la portai in camera da letto.

Mentre la portavo in braccio, mosse le sue braccia e me le mise intorno
al collo.

– Zio, zio sono la tua bambina……- mugolo’ – quella che prendevi in braccio
tanti anni fa…. –

Era ancora in preda al sonno e molto probabilmente stava sognando.

La misi sul letto a pancia sotto, volevo ammirare il suo bel culo in tutto
il suo splendore.

Le aprii le gambe, aveva un culo perfetto, solo un po’ più’ tondo del normale.
Le aprii’ le cosce per vedere il buchetto del culo.

Come avevo immaginato era vergine.
Mi passai il dito medio in bocca e lo ricoprii di saliva,
poi lo appoggiai sul buchetto.

Spinsi un po’ e il mio dito a fatica sprofondo’ in quell’antro di piaceri
che avrei voluto esplorare.

Katrina emise un gemito e inarco’ il culetto.

– No li’ no…. Daniele…. li’ no – disse

Ah pensai, Daniele ci aveva provato sicuramente e lei non glielo aveva concesso.

Il cazzo mi divento’ duro di nuovo, dovevo assaggiarlo.
Mi tirai via i pantaloni e mi infilai tra le sue cosce.
Tirai giu’ il mio slip ed il cazzo usci’ dritto e duro pregustando gia’
quello che sarebbe accaduto.
Con il pollice e l’indice della mano sinistra le aprii le cosce e con la destra
piegai il cazzo in modo da farlo aderire sul buchetto del culo.

Lo voleo solo sentire sotto di me, non l’avrei certo violato.

La cappella copriva pefettamente il buchetto caldo e ancora umido della mia saliva.

Mi girava la testa, sentii una vibrazione, quasi un dolore venirmi sul dalle palle,
poi un senso di svenimento…. e sborrai.
Un fiotto di sborra centro il buchetto del culo e poi altri schizzi sulle cosce
e sulla schiena.

Dio come godevo, era tanto che non sborravo cosi’

Ma ora mi dovevo sbrigare.

Andai in bagno e presi della carta, la bagnai con acqua calda e le pulii
bene il culetto e le cosce.
Presi dell’altra carta e l’asciugai per bene.
Poi le diedi un bacio sul buchetto del culo, la coprii con il lenzuolo, mi
rinfilai i pantaloni e me ne andai.

Arrivato a casa, mi spogliai e mi preparai un bel bagno.
Mi immersi nell’acqua calda e ripensai a quello che era successo.

Il cazzo mi venne di nuovo duro e ripensando al quel culetto vergine cominciai
a masturbarmi.
Cosa avrei dato per averlo, per poter infilare il mio cazzo duro in
quell’antro di piaceri proibiti.
Senza rendermene conto avevo accelerato il ritmo della mia mano che ora era
quasi invisibile tanto andava velocemente su e giu’ per il mio cazzo.
Sborrai di nuovo, uno schizzo prepotentente che usci dalla vasca ed atterro’
dentro la tazza del water che era alla fine della vasca.

Continuai a masturbarmi finche’ potevo poi il dolore divento’ insopportabile e
lasciai la presa.
Rimasi ancora un po’ cosi’ nell’acqua, cercando di rilassare le mie membra
provate da quel pomeriggio di emozioni.
(4-continua).

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