In piscina

Non potendo ancora partire per le vacanze eravamo state, io e mia cognata Manuela, in piscina per tutto il giorno. Nei giorni infrasettimanali non c’era mai troppa gente e la piscina era frequentata da molti bambini accompagnati dai nonni o come nel nostro caso da giovani mamme.
Non era però il caso delle due ragazze che si erano posizionate al nostro fianco.
Due fisichini perfetti, alte magre al punto giusto e manco farlo apposta una rossa ed una mora, proprio come io e mia cognata.

Solo che loro avevano almeno quindici anni meno di noi.
C’eravamo guardate con Manu quando le ragazze erano arrivate e non potevamo non farlo, soprattutto mentre si svestivano per restare in costume.
Momenti, dal mio punto di vista, molto eccitanti.
La ragazza dai capelli rossi, la più carina secondo me, indossava un paio di mini pantaloncini molto attillati ed aveva parecchia difficoltà a toglierseli senza che il costume si abbassasse leggermente.

Che i nostri sguardi, mio e di mia cognata, fossero concentrati sul quel movimento lo si capiva dal nostro silenzio.
La ragazza sicuramente avevano notato i nostri sguardi e secondo me aveva voluto provocarci.
Ci stava. Chissà quante volte l’avevo fatto io in passato o magari lo farò in futuro ma quello era il suo momento, lei l’aveva capito e se lo viveva.
Una volta tolti gli short aveva continuato la sua provocazione slacciandosi per poi riallacciarli più stretti i fiocchi laterali del costume.

Una operazione che in qualche modo faceva intravedere qualcosina in più. Intendiamoci che avesse scoperto chissà che cosa ma quanto era bastato a mostrare una parte inguinale non abbronzata.
Indossavamo entrambe, io e Manu gli occhiali da sole, i miei addirittura a specchio, e questo in qualche modo ci permetteva di guardare più furtivamente.
La ragazza indossava un costumino tinta unita color rosa fuxia legato ai fianchi come dicevo da due fiocchi laterali.

Era molto bello e sexy.
Con Manu eravamo sdraiate a pancia in giù e restando in silenzio guardavamo i suoi movimenti
Gli occhiali a specchio mi aiutavamo molto, coprivano il mio sguardo e questo mi permetteva di guardarla come e dove volevo io.
Le ragazze non si erano sdraiate subito ma avevano preferito bagnarsi prima di farlo e pertanto si erano allontanate.
Si erano sdraiate al Ioro ritorno e la ragazza dai capelli rossi si era posizionata proprio di fronte a me ed essendo io sdraiata a pancia in giù l’avevo praticamente di fronte.

Il costumino bagnato si era aderito sulle forme della ragazza.
Insomma si vedeva tutto lo spacco della fighetta. La ragazza teneva le gambe leggermente divaricate e si notava la protuberanza della fighetta divisa in due dallo spacco.
Una sicura assenza di pelo rimarcava ancora di più lo spacco.
Era impossibile non notarlo ed ero sicura che anche Manu da sotto gli occhiali da sole si godeva la scena ma non avevamo fatto commenti al riguardo.

Ero eccitata da quella vista. Avevo una voglia di toccargliela, di baciarla.
Senza farmi accorgere sfregavo le dita sul solco che si era creato tra la congiunzione del telo alla struttura del lettino immaginando che fosse lo spacco della fighetta della ragazza.
Lo sguardo era fisso lì ed l’immaginazione non aveva più limiti.
Un’altra cosa che non si dovrebbe fare ma l’avevo fatta. Con indifferenza ero riuscita a fotografare con il telefonino lo spacco della fighetta della ragazza.

Cosa molto strana per me visto che odiavo le foto, però in quel momento l’avevo pensata così.
Il resto della giornata o meglio della mattinata era trascorso senza che ci fossero stati altri episodi. Ognuna di faceva i fatti propri anche perchè chiaramente non eravamo rimaste in quella posizione per tutto il tempo.
Con Manu non un accenno sulle due ragazze.
Più tardi i doveri di mamme non ci permettevano di fermarci ancora in piscina e per tanto eravamo rientrate a casa.

I bimbi avevano le loro esigenze.
Esauditi i nostri doveri di mamme e messo a nanna i piccoli c’eravamo anche noi sdraiate sul lettone di casa mia. Non eravamo proprio sdraiate ma appoggiate allo schienale del lettone.
Indossavamo entrambe ancora il costume, non l’avevo tolto perché la nostra intenzione era quella di prendere ancora il sole sulla mia terrazza ma momentaneamente al caldo torrido avevamo scelto il fresco dei condizionatori.
La mia camera è composta da un comodo lettone con di fronte un armadio ad ante scorrevoli a specchio.

L’avevamo voluto così, con gli specchi, proprio per vederci in quei momenti.
Sdraiate ci guardavamo nello specchio senza parlare e ognuna a giocherellare con il telefonino.
Mi era capitata chiaramente la foto fatta alla ragazza e solo allora mi ero rivolta a Manu per mostrargliela.
“Guarda cosa ho fotografato stamattina”! Le avevo detto passandole il telefono.
Manu aveva preso il telefonino e con le dita ingrandiva la foto in corrispondenza dello spacco.

“Certo che era notevole la rossa, ma tu sei matta, se ti avesse visto”? Aveva detto.
“L’avevo proprio di fronte. La tentazione era troppo grande”. Avevo risposto.
Manu non mi restituiva più il telefonino, continuava ad allargare la foto.
“Ma che spacco aveva! Il mio non si vede così” Aveva detto mentre con la mano aveva tirato all’insù il costumino facendo rimarcare lo spacco della sua fighetta. Aveva aperto le gambe e si guardava allo specchio la sua forma.

La stessa cosa avevo fatto io. Ci guardavamo allo specchio la nostra protuberanza con il costume infilato nella labbra della fighetta.
“Certo che quella ce l’aveva proprio bella. Gliela avrei accarezzata tutta”. Avevo detto mentre con il dito medio accarezzavo la mia sempre guardomi allo specchio.
La stessa cosa aveva iniziato a fare Manu. Sempre restando con le gambe aperte davanti allo specchio, con il costume tirato nello spacco aveva aggiunto:
“Come gliela avresti accarezzata? Così?”
Entrambe già eccitate ce la stavamo toccando da sopra il costume.

Non le avevo risposto subito. Mi ero prima tolta la maglietta, il reggiseno l’avevamo già tolto prima, e continuando con una mano a strofinarmi la fighetta, con l’altra mi accarezzavo i capezzoli.
Manu aveva fatto la stessa cosa e si accarezzava il suo bel seno
“Certo così, poi magari avrei messo la mano dentro le mutandine, per toccargliela meglio” Avevo risposto mentre mi ero infilata, da mancina, la mano sinistra dentro il costume.

Manuela non era rimasta indietro e si era addirittura tolta il costume. Un po’ a rischio, i bambini si sarebbero potuto svegliare e trovarceli in camera, almeno i suoi piccoli.
Ma voglia cresceva ed in quel momento il rischio aveva vinto sul resto.
Avevo fatto anch’io la stessa cosa, mi ero tolta la parte bassa del costume restando come Manu completamente nuda.
Ci toccavamo da sole, ognuna per suo conto.

Probabilmente la possibilità che i bimbi si potessero svegliare ci frenava per un approccio.
Ci guardavamo la fighetta nelle specchio, la nostre mani tra le labbra.
Le dita sul clitoride a sfregarlo sempre più forte. Vedevo Manu che si contraeva dal piacere e questo mi eccitava di più.
Sentire i suoi sospiri, sia pur trattenuti per non fare rumore, aumentava la mia eccitazione.
Non ero riuscita infatti a res****re più di tanto ed avevo raggiunto velocemente un orgasmo.

Dopo l’orgasmo me l’accarezzavo lentamente mentre guardavo Manu. Le sue contrazioni sempre più forti. I suoi movimenti sempre più veloci prima di esplodere in un orgasmo da record.
Sembrava non finisse mai, mi piaceva stare a guardarla. I suoi movimenti, le sue contrazioni.
Mi aveva guardato subito dopo. Eravamo scoppiate in una risata di relax. Continuavamo a ridere come due bambine alle prime esperienze.
Sempre sorridendo c’eravamo abbracciate e le nostre effusioni erano diventate vere e proprie coccole.

Avevamo ancora voglia, voglia di noi stavolta.
“Ma non potremmo chiudere la porta a chiave”? Aveva chiesto Manu!
Click
Laura.

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