In panetteria.

In panetteria
Era una fresca mattina di settembre, la nottata si stava concludendo e il giorno stava spuntando , per le strade del paese non c’era più nessuno ,la gente era in casa a dormire o stava quasi per alzarsi per recarsi al lavoro. Sulla strada nazionale accanto alla panetteria, solo il traffico dei mezzi di lavoro, il furgone che distribuisce i giornali qualche camioncino che va al mercato i mezzi della nettezza urbana che rientrano dal lavoro notturno.

Decido di andare a trovare una mia cara amica e a fermarmi da lei per la colazione, era famosa in paese per le sue prelibatezze ,i profumati biscotti , i meravigliosi cornetti ripieni di crema , le pizze ed il buonissimo pane.
La panetteria non è frequentata solo per gli ottimi prodotti , ma anche e soprattutto per la bellissima e chiacchierata proprietaria.
Lei Carlotta è il sogno proibito di tutto il paese , di uomini ha avuto chi lei volesse, ma molti la desiderano, sarà per la sua bellezza , per la sua altezza, per il suo sorriso o per il suo unico taglio di capelli.

Anche io, come molti uomini desideravo Carlotta spesso avevo fantasticato su cosa le avessi fatto se lei avesse voluto.
Entro nella panetteria abbassandomi per superare una saracinesca chiusa a metà e il profumo e il calore di quel posto mi pervade , mi guardo intorno e non vedo nessuno , il laboratorio di panificazione ha le luci accese sento il rumore delle impastatrici si capisce che i lavoratori sono impegnati nella produzione del pane.

Chiamo il nome di Carlotta ma nessuno mi risponde allora decido di passare nel laboratorio a cercala, nessuno, non vedo nessuno , mi addentro in fondo verso il forno ma ancora non c’è traccia di gente, torno indietro e vedo la luce del piccolo bagno accesa mi avvicino per chiamare Carlotta ma mi trattengo, la intravedo seduta sulla tazza con la testa indietro gli occhi chiusi, si sta toccando, ha una mano tra le cosce ed una sul seno.

Sono smarrito, non so che fare, l’eccitazione di quella scena mi mette subito in erezione decido che è il momento di avere Carlotta , mi estraggo il cazzo dalla patta dei pantaloni lo meno un po’ , spingo la porta ed entro nel bagno, sono davanti a lei proprio all’altezza della sua bocca lei ha ancora gli occhi chiusi smette di toccarsi il seno mi afferra l’asta e la porta in bocca.
Succhia avida Carlotta era quello che voleva un cazzo non importa di chi ma in quel momento voleva un cazzo.

Il sogno di averla si stava avverando.
Non mi basta un pompino ,anche se fatto con maestria, non mi basta voglio possederla, la tiro su con forza usciamo dal bagno e il primo appoggio che trovo è una catasta smezzata di sacchi di farina , la piego in avanti e l’adagio sopra i sacchi.
Il suo tondo culo è davanti a me tra le cosce appena divaricate una meravigliosa fica calda profumata pronta per essere presa ,mi chino a leccarla per ricambiare il meraviglioso pompino prima di entrare in lei.

Adoro leccarla mi piace introdurre la lingua in tutte le pieghe sentirne le diverse consistenze ma soprattutto il calore della vulva e il sapore degli umori ,Carlotta era già molto bagnata e aveva un sapore soave.
Continuo a leccarla mentre mi sego con il cazzo in mano, inginocchiato per terra, adesso trovo il suo clitoride lo sento tra le labbra lo afferro e lo succhio con forza i suoi mugolii diventano sempre più forti.

Mi implora: dammi il cazzo, dammi il cazzo ,mettimelo dentro ,riempimi tutta, mi tiro su lo punto e l’accontento, sono subito dentro , oh dio come godo è meravigliosa , la pompo con forza, adesso Carlotta gode nella fica, i suoi umori fuoriescono colando giù per le cosce.
Mentre la prendo a pecorina le porto alla bocca il mio dito indice lei lo succhia e lo bagna di saliva sa cosa sto per farle, mentre continuo a darle il cazzo nella fica, entro il mio dito bagnato, dalla sua saliva, dentro il suo culo tanto le piace, al punto che fa montare anche la mia eccitazione, estraggo l’indice e mi lecco anche il medio adesso le metto due dita in culo ,Carlotta gode sente che le apro le dita a forbice in culo per meglio prepararla.

Carlotta a questo punto si porta le mani dietro tra le chiappe e le apre invitandomi a prenderlo, il movimento per il passaggio dalla fica al culo è unico ,afferro l’asta con la mano la estraggo dalla fica passo la mia umida coppola sull’orifizio, piccolo piacere per entrambi e lo spingo dentro.
Piano ed ininterrotto il lento movimento dell’entrata in culo, centimetro dopo centimetro lo spingo giù, arrivato sino in fondo mi soffermo un po’ affinché il suo meraviglioso e marmoreo culo si abitui alla pressione e dilatazione della mia verga.

Gode Carlotta mi chiede di muovermi, io lentamente salgo e riscendo in un crescendo di movimenti su e giù su e giù, le sue urla di piacere si fanno più intense , più lei urla e più spingo forte, continuo a velocizzare i movimenti mi spingo sulle punte dei piedi per portarlo più infondo sempre più veloce e continuo.
Carlotta adesso passa da urla a momenti di silenzio muove la testa a destra e sinistra e stringe l’appiglio delle sue mani sui sacchi di farina ,le sue unghie in questo movimento lacerano il sacco, la farina vola leggera in ogni sussulto, in ogni colpo deciso delle mie anche, sento le mie palle sbatterle sulle cosce, la schiaffeggio sulle chiappe.

Carlotta sta per venire, ecco viene, viene ,si sorprende come viene ininterrottamente , ecco ci sono anch’io sto per sborrare.
Carlotta desidera che le riempia il culo di sborra ma io voglio godere della sua bocca, pronto estraggo il cazzo la giro lei si piega inginocchiandosi davanti a me spalanca la sua bocca esce la sua lingua e innumerevoli e potenti schizzi di sperma le riempiono il viso la gola il seno ,è uno spettacolo questa meraviglia di donna che appagata dal godimento raccoglie adesso il mio sperma per mandarlo giù ingoiandolo.

Carlotta si alza si ricompone e senza fare cenno al nostro amplesso mi dice : un cornetto a colazione?.

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