Ilaria, Martedì

…………… Ci sediamo a cenare, Anna [racconta che una sua collega deve abortire Venerdì e non sa come fare la preparazione, e che Nadia, scherzando rivolgiti ad Anna che Lei sa chi a chi rivolgersi. ]………………………………………….

Il martedì mattina era iniziato bene, una giornata piena appena alzato tempo di lavarmi vestirmi e fare colazione che era ora di salire al quarto piano, dove Enrica aspetta la mia visita per uscire con i genitori, entrando in casa era presente tutto lo stato maggiore mamma, papà, e Paolo che mi apre,” si sta preparando,è in bagno” sentendomi apre la porta ed entro il medicinale ed il materiale occorrente e già in bella mostra, scende il pantalone del pigiama si appoggia alla lavatrice, preparo la siringa col farmaco, cotone imbevuto ed inizio a strofinare, con l’altra mano, infilo l’ago ed inietto.

Enrica, mentre massaggio la natica mi dice:”Domenica poco,Lunedì niente, oggi non sono ancora andata” io:” se domani non vai io domani pomeriggio sono a casa” lei “ok”, mentre esco dal bagno si fa passare i pantaloni, io saluto e scendo.
In casa prima di andarmene a lavorare, mamma questa mattina riposa perché è di turno di pomeriggio, vuoi farla nel letto o ti alzi ? Senza darmi una risposta si gira e mette un braccio sotto il cuscino, preparo il medicinale, passando davanti alla camera c’è il sotto del pigiama ormai e un fatto consolidato, inizia ad avere la menopausa e di notte si spoglia, e di primo mattino gira senza veli, mi avvicino al letto è sveglia, alzo lenzuolo e copertina, natiche nude all’aria disinfetto, buco e tolgo l’ago massaggio, dopo che ho finito mi dice.

”me l’hai fatta ieri sera li” –io—“facciamo riposare l’altra,finito si gira, purtroppo anche se è mamma non riesco a non distogliere gli occhi dalla phica pelata. La copro con il lenzuolo e me ne vado a lavorare.
Mattina che scorre nella normalità, solite giro nei grandi magazzini per raccogliere il materiale da fare le consegne oggi non siamo nella nostra città, nei paesi vicini, lavatrici e frigoriferi vanno per la maggiore.

Sul finire della mattinata all’ultima consegna ricevo sul cellulare personale una telefonata “3490104xxx”, rispondo: “Pronto“ “ mi ha dato il tuo numero Nadia, una collega di lavoro, avrei bisogno di fare………………. ” Sul primo istante non riesco a collegare Nadia, la voce “Quando posso venire, ho l’appuntamento Venerdì mattina alle otto, in ospedale”, –io—“ci possiamo vedere quando finisci di lavorare”—“ok, io smetto alle 17,30 tempo di andare a casa e farmi una doccia, dove devo venire?” –io:” abito in via Roma 1/8” – “ok” e mi memorizzo il suo numero.

.
Al rientro in sede, chiedo le eventuali consegne da fare domani nel pomeriggio in modo di poter programmare, sono due e non sono pesanti ed il mio collega mi adopera per farle da solo lasciandomi libero. Certamente ringrazio e al più presto ricambio.
Rientrando in casa, mamma che non avrei dovuto trovarla ha già tavola preparata mi aspetta, mentre mi lavo le mani suona il citofono, risponde mamma è Nunzia che viene per la puntura.

Aggiunge un posto a tavola, sa che si ferma. Scarpe da ginnastica, collant neri ed una gonna svolazzante, una camiciola a fiori, bella da vedere. Ormai è di casa, posa la borsa mi porge “Non dovevi disturbarti” aprendola tre confezioni di Neo Cromaton Bicomplesso da sei fiale, e due di siringe, “Scherzando, lo hai fatto apposta” Nunzia, diventa rossa come un pomodoro “No, penso al mio povero sedere”, io:”dai non ci pensare, vorrà dire te lo massaggio con il cuore”.

Finiamo il pasto Nunzia sparecchia, ed io porto la sua borsa in camera. Mamma e pronta per andare a lavorare, finito di lavare i piatti, chiede di andare in bagno io preparo per bucarla. Mamma: “questa sera rientro alle 21, non venire tardi per farmi l’iniezione, e se dormo svegliami” “Ok, dico” Nunzia , rientrando dal bagno di servizio:”Piero cosa è quella sacca con il tubo lungo appeso?”— “serve per fare il clistere, quando non vai di corpo o devi fare degli esami particolari” Lei:”da noi la nonna e la mamma usano la peretta”—“Quasi, perché vorresti provarla”, lei: “No,no” si sdraia sul letto con i collant e le mutandine al ginocchio, non mi resta che alzarle la gonna e bucarla.

Il mappamondo bianco latte di Nunzia iniziava a prendere colore. In un attimo fu fatta, massaggiai e gli tiro su le mutandine. Alzandosi, mi disse “pensandoci vorrei provarlo un giorno che non lavoro” mi ha dato un bacio ed è scappata al lavoro.
Prima di riprendere il lavoro, ricevo una telefonata di Giò: “puoi venire alle 17,00 a casa mia, portati la sacca”, vado a lavorare normalmente ormai era accertato che finito avrei sempre avuto da fare, riflettendo chissà che urgenza avrà?
Qualche minuto prima dell’ora, mi precipito da Giò, portone aperto, salgo, suono mi apre Ilaria, con una salopette di jeans che mette in mostra tutta la sua bellezza,l’enorme specchio nell’ingresso, fa risaltare il suo bel pancione, lei che non poteva fare a meno di accarezzarlo teneramente, “ciao ho bisogno io questa volta di te, questa mattina sono andata per fare una ecografia e dopo essermi preparata messa sul lettino, il dottore ha visto con l’ecografo che ho l’intestino sporco ha rimandato a domani, ricordandomi di mamma gli ho detto di chiamarti” –io—“hai fatto bene” Ilaria bionda già quando eravamo bambini mi è sempre piaciuta, poi ci siamo persi di vista.

Andiamo in soggiorno, si ferma in bagno:“faccio pipì, sai con il pancione”.
Io inizio a preparare cosa serve, avvito il tubo alla sacca, infilo i guanti di plastica, apro la confezione della sonda, giro il rubinetto dell’acqua per farla venire calda, verso il sapone dentro e riempo la sacca, arriva con le pantofole e calzettoni bianchi senza salopette ed intimo con le mani si accarezza, “dove possiamo farlo” —io:”dove vuoi te, anche se sarebbe meglio che andiamo in camera tua” Ilaria: “nella mia ex”, “prendo un cuscino dal divano, ed un asciugamano, allargo lo sul letto, lei si corica sul letto,metto il cuscino tra le due gambe, in mostra la phica con le labbra gonfie, il buchetto rosa; verso il lubrificante sull’indice, massaggio e spingo il dito senza difficoltà entra(è miracoloso per chi non l’ha mai usato), Verso un po’ di lubrificante sulla sonda e togliendolo introduco la sonda che entra, apro la valvola il liquido non defluisce estraggo e reinfilo, al terzo tentativo l’acqua saponata inizia a scendere nell’intestino di Ilaria, già a metà sacca si contorce, massaggiando il pancione “dai resisti dieci minuti ed abbiamo finito”.

Gli squilla il cellulare, risponde in automatico senza guardare, dall’altro cellulare:”ciao tesoro sono Enrica” lei “Enrica chi?” guardando lo schermo Ilaria questo non è il mio. Io:”è il mio” e me lo passa, “ciao Enrica, dimmi?”—“ mio suocero ha bisogno del tuo operato”—io:”io tra quindici minuti ho finito con Ilaria”—lei—“è a casa mia dico di aspettare” –“ok” durante la conversazione l’acqua nella sacca è finita, aspetto ancora qualche minuto prima di togliere la sonda che era il tempo necessario per far lavorare bene il sapone nell’intestino.

Finisco con Ilaria, lavo la sacca riordino il materiale nella borsa e vado da Enrica che mi aspetta, entrando in casa sua, mi chiede come mai ha risposto una signora al mio cellulare, spiego che sono identici e Ilaria ha preso il mio per sbaglio, in cucina trovo Sergio un pezzo d’uomo alto 1,80 che necessita di una iniezione, mentre preparo il medicinale si abbassa i pantaloni e le mutande incurante sella presenza della nuora e della moglie, lo buco mi fa i complimenti per la mano leggera, butto via il materiale usato mi metto d’accorso per il gono successivo, Enrica mi accompagna alla porta ringraziandomi dell’essere sempre disponibile e mi da un bacio.

Salgo in scooter e vado diretto da Anna che è tutto il giorno che non la sento, arrivando a casa sua come sempre Caterina che mi aspetta per svolgere il mio compito, “questa sera il menù:Muscoril” mi guarda ormai sconsolata ”o una, o l’altra sempre un buco devo fare” –Io:”ha ragione”. Marco esce dalla sua cameretta saluta calorosamente, vedendo che preparo per la nonna “Piero: mamma non è ancora arrivata, ti porti avanti con il Giro del Mondo in ottanta bandierine?”io:”No, Marco e per la nonna” Marco:”non ti basta mamma, per fare il giro del mondo”, –io..”aspetto anche te al varco, prima o poi cadi nella rete”, Caterina ormai sconsolata abbassa pantaloni e mutandine, si distende sul divano:”bucami Piero, non dare retta a Marco” Lui osserva, finito la puntura rientra nella sua cameretta.

Tiro fuori, massaggio, si riveste mi bacia. Mi istruisce per la cena e il codice fiscale di Claudia, mi informa che giovedì sera ho un buco da fare in più, ci saluta e ritorna a casa sua.
Dopo dieci minuti, arriva Anna tutta sorridente, io sono seduto sul divano che guardo a televisione, appoggia le borse sul tavolo si butta sopra di me, mi abbraccia e mi dice “ho finito il ciclo”, “sono contento dico io, però abbiamo ospiti questa sera” lei: “Marco” –io:”si, sarà per domani”—“mi dice: questa mattina ho incontrato sulla porta di casa quasi mi facesse la posta la Signora che Domenica pomeriggio ci seguiva nel supermarket, mi ha detto se eri mio figlio io gli ho detto di no che eri il mio infermiere e per chi erano tutte quelle siringhe ho spiegato, ha voluto dopo tutto l‘interrogatorio il tuo numero di telefono” ho preso la sua testolina ho avvicinato la mia bocca e l’ho baciata, esce Marco dalla camera “siete rimasti incollati?” la mamma,”buona sera Signorino, ben tornato a casa” ci alziamo Anna come solito suo, appena rientra in casa alla sera si fa una doccia e poi pigiama, si spoglia ed in mutande e reggiseno si ritira in bagno.

Appena finito di lavarsi mi chiama se posso fargliela subito entrando in bagno aria nuova il pelo sulla phiga era stato tagliato era diventata una donna diversa “fresca,giovanile con una voglia di vivere” decisamente cambiata da quella mattina che l’ho vista nella scala di Giò che lavava, Marco prepara tavola”ormai mi ci devo abituare ad apparecchiare per tre” la mamma deridendolo:”forse per quattro”, l’espressione di Marco, non sapeva se ridere, se piangere o cos’altro.

Una parola sola la sua:”Sei matta, anzi siete matti tutti e due”, finendo di mangiare ci buttiamo sul divano, e Marco in cameretta telefona a sua nonna: “Nonna, quei due sono diventati matti, la mamma mi ha detto che presto saremo in quattro”.
Verso le dieci e mezza dopo un ora di coccole ad Anna vado a coccolare la mia di mamma che mi aspetta ancora con la tivù accesa, preparo la puntura la buco e massaggio il suo culone desideroso di massaggi, che non mancano.

Domani mercoledì giornata di fuoco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *