Il mio autostoppista – Capitolo 1

Capitolo 1

Come cominciò
Avevo lavorato fino a tardi ed ero pronto per tornare a casa. Scesi in strada e vidi che cominciava a piovere, in breve sembrò che stessero gettando secchi d’acqua. Vidi un ragazzo che stava facendo l’autostop, mi dispiaceva per lui e mi fermai, entrò in macchina ed era fradicio per la pioggia. Mi disse: “Grazie, come mi piacerebbe avere dei vestiti asciutti. ” Allungai una mano verso il sedile posteriore e presi la mia borsa da palestra: “Guarda cosa c’è qui dentro.

Ci dovrebbe essere anche un asciugamano. ” Lui si tolse rapidamente i vestiti ed io lo guardai mentre si asciugava. Era magro ma ben fatto, aveva il pube completamente raso e questo faceva sembrare più grosso il suo uccello. Da quello che potevo vedere era lungo 13 centimetri da molle e circonciso. Aveva anche delle grosse palle per un ragazzo la sua taglia, anche loro erano rase. Si mise i miei sospensori e si drappeggiò l’asciugamano sulla testa per asciugarsi i capelli.

Gli dissi che abitavo lì vicino e potevamo andare là per far asciugare i suoi vestiti nella mia asciugatrice e lui si disse d’accordo.
Arrivati mettemmo i vestiti nell’asciugatrice e gli preparai un drink. Mi ringraziò e fece un giro del soggiorno per vedere le mie foto. Aveva addosso solo i sospensori ed io avevo una bella vista del suo sedere, era sodo e tondo. Si voltò e chiese: “Come posso rimborsarti?” Prima che potessi rispondere il temporale colpì con tutta la sua forza.

La corrente andò via, io accesi alcune candele, guardammo fuori della finestra e decidemmo che era meglio attendere che spiovesse. Ci sedemmo sul divano ed io decisi di fare la mia mossa. “Non mi devi rimborsare. ” “Potrei farti un massaggio. Togliti i vestiti e te lo mostrerò. ” Mi spogliai tenendo solo le mutande, lui si mise a gambe divaricate su di me e cominciò a farmi uno dei migliori massaggi che avessi mai avuto.

Non solo era bello ma ero anche eccitante sapere che il suo pene enorme era dietro di me. Gli dissi che avevo bisogno di un massaggio alla parte bassa della schiena, lui aveva delle dita magiche, la mia schiena non era mai stata così bene. Cominciò a muovere le dita in cerchi e giunse sotto l’elastico delle mie mutande. I cerchi andarono sempre più in basso finché non ebbe il mio sedere nelle due mani.

Il mio cazzo aveva bisogno di essere liberato dalla prigione delle mie mutande; alzai il sedere e tirai fuori l’uccello che saltò ai suoi completi 18 centimetri. Quando alzai il culo, lui prese le mie anche e le alzò, sentii il suo uccello contro il mio sedere e dissi: “Inculami!”
Mi tirò via le mutande gettandole sul pavimento. Le vidi atterrare sul pavimento seguite dai suoi sospensori. Lo sentii sputare per lubrificarmi il sedere.

Inserì un dito e poi sputò di nuovo, quindi inserì il cazzo. Era lungo più di 2 centimetri, gridai quando mi penetrò. Era selvaggio, sbattè dentro l’uccello e poi lo rimosse. Mi girò e vidi il suo cazzo completamente eretto. Dannazione come era grosso. Mi alzò le gambe e mi penetrò di nuovo. Io mi lamentai di piacere, le sue palle schiaffeggiavano contro di me ogni volta che spingeva dentro profondamente il pene.

Afferrò il mio cazzo e cominciò a masturbarmi, ero così eccitato che venni rapidamente schizzando sperma sul mio torace. Dopo alcuni minuti tolse il membro, se lo menò alcune volte e cominciò a spuzzare sborra sul mio torace. Crollò vicino a me e mentre eravamo sdraiati guardai il suo cazzo. Quel bel pezzo di carne era lungo 22 centimetri e la cappella sembrava deliziosa. Mi chiesi: “Riesco a succhiare 22 centimetri?”

La doccia
Quando mi svegliai il temporale era finito e la corrente era tornata.

Mi alzai dal divano tentando di non svegliare l’autostoppista. Dovevo lavare via dal torace lo sperma essicato. Andai sotto la doccia, l’acqua calda era deliziosa. Non lo sentii entrare, sentii un braccio circondarmi, era lui che mi abbracciava. Mi girai verso di lui, gli stampai un bacio sulle labbra e sentii l’impronta del suo cazzo contro di me. Era completamente eretto. La sera prima mi ero chiesto se sarei riuscito a succhiare 22 centimetri, stavo per scoprirlo.

Ci baciammo, io scesi lungo il suo corpo fino a che non fui di fronte al suo fallo. Lo tirai verso di me e lo presi in bocca. Mi piace la sensazione di un cazzo e palle rasati, erano così lisci al mio tocco. La doccia pioveva su di noi mentre ingoiavo la sua minchia. Arrivai sino alla alla base dell’asta, la pelle era liscia, la feci uscire a metà e poi la immersi di nuovo dal principio alla fine.

Il pene colpì il fondo della mia bocca e poi scese in gola. Cominciai un movimento ritmico, lui mise le mani sulla mia testa ed assecondò il movimento, dentro e fuori; gli presi le palle e tirai lo scroto. Presi il ritmo e lui spingeva il suo cazzo profondamente nella mia bocca. Misi le mani sulle sue natiche rotonde e sode. Lui spingeva con forza ed io spingevo più forte. Sentii il primo colpo di sborra profondamente nella mia bocca ed ingoiai rapidamente in attesa del resto.

Sparò fiotto dopo fiotto e mi riempì la bocca. Ingoiai il più rapidamente possibile ma lo sperma gocciolò ai lati della mia bocca. L’acqua dalla doccia lavò la sborra dalla mia faccia. Come la sua eiaculazione diminuiva, così faceva il suo movimento. Stette fermo mentre io rimuovevo il suo cazzo e lo strizzavo per estrarre le ultime gocce di sperma bianco. Mi alzai e ci abbracciammo sotto gli spruzzi di acqua calda. La notte precedente mi ero chiesto se sarei riuscito a succhiare 22 centimetri, ora sapevo che potevo.

La prima volta
Uscimmo dalla doccia e ci asciugammo l’un l’altro, poi decidemmo di dormire un po’ prima di riportarlo a casa. Salimmo sul letto e restammo abbracciati. Averlo così vicino mi fece arrapare ancora una volta e cominciai a giocare col suo sedere. Mi mossi tra le sue due natiche e trovai il buco. Strofinai l’anello esterno del sedere e lui si lamentò. Restò sdraiato e mi permise di giocarci. Ogni tanto emetteva un basso lamento.

Inserii un dito, rotolammo e lui si mise sulla schiena con le gambe in aria, afferrò la mia mano e spinse il mio dito nel suo sedere. I suoi lamenti divennero più forti. Si sputò sulla mano, prese il mio cazzo e lo lubrificò. Io mi misi in ginocchio, aggiunsi altra saliva e tentai di penetrarlo. Era troppo stretto. Aprii il cassetto del comodino, presi il tubetto di lubrificante e me ne schizzai un po’ sul cazzo.

Lui lo sparse ed io provai ancora a penetrarlo. Questa volta scivolai dentro di lui. Cominciai ad incularlo ed i suoi lamenti divennero più forti. Il lubrificante faceva scivolare il mio uccello avanti ed indietro. Lui mi spinse indietro ed io caddi di schiena sul letto. Si mise in ginocchio e mi fece rientrare nel suo culo. Mi cavalcò il pene ed il suo cazzo mi sobbalzava davanti agli occhi. “Più forte. ” Disse, lo feci girare e lui era di nuovo sulla schiena.

Lo chiavai come un coniglio impazzito. Lui venne per primo e questa volta lo sperma atterrò sul suo torace.
Vedere il suo uccello sborrare era troppo per me ed esplosi allagando il suo sedere col mio sperma. Quando ebbi finito rimossi il pene e mi lasciai cadere sul letto senza fiato. Sentimmo un tuono e la pioggia che ricominciava a cadere. Decidemmo che non potevamo uscire con quel temporale, avremmo aspettato un altro giorno.

Mi chiesi quale scusa avrei potuto usare per tenerlo a casa mia quando il tempo fosse migliorato! Oh bene, me ne sarei preoccupato il giorno dopo.

L’addio
Il tempo alla fine migliorò ed era ora che l’autostoppista continuasse il suo viaggio. Andammo in macchina, io mi sentivo triste, lo stavo portando alla stazione ferroviaria. Era venuto in città per iscriversi all’università per l’anno seguente. Sapere che sarebbe ritornato mi eccitò. Gli dissi che mi sarebbe mancato e che, sapendo che viveva fuori città, avrei potuto ospitarlo ancora.

Mentre guidavo lui rapidamente si spogliò e rimase nudo in macchina. Mi sorrise mentre giocava col suo cazzo eretto, muovendo lentamente su e giù l’asta. La pre eiaculazione colava dalla cappella che brillava nella luce del sole. Gli dissi che era un diavolo tentatore, lui mise una mano sui miei pantaloni e giocò col mio uccello. Averlo seduto nudo vicino a me era così eccitante! Mi aprì la cerniera, estrasse il mio cazzo e cominciò a giocare con la cappella.

Fece correre un dito intorno alla punta della verga, era così delicato con la mano, stavo impazzendo. Deviai in una strada laterale mentre lui si abbassava e prendeva in bocca il mio pene. Mi appoggiai indietro e mi spostai sul sedile per dargli più spazio. Lavorò la mia asta prendendone in bocca ogni centimetro, fece correre le dita sul mio pube e sentivo il suo caldo alito su di me mentre scendeva sul mio uccello.

Il suo succhiare stava prendendo ritmo, così decisi di fermarmi prima di fare un incidente. Prima che frenassi prese le mie palle in bocca e le succhiò. Portò la destra sotto il mio sedere e mi penetrò con un dito il buco del culo. La sinistra prese il mio pene e lo menò su e giù. Allungai una mano ma riuscii solo a raggiungere il suo sedere, dopo avermi permesso di fargli un ditalino al culo, si sedette sul sedile del passeggero, io mi tolsi i vestiti, mi misi a gambe divaricate e cavalcai il suo pene mentre l’abbracciavo.

Lo abbracciai a lungo, non avrei voluto lasciarlo andare via.
Ma lui aprì la porta della macchina: ‘Inculami ancora una volta!. ” Lo baciai e lui si sdraiò con il corpo in macchina e le gambe fuori. Gliele alzai ed inserii l’uccello nel suo sedere. Il sole picchiava su di me ed io ne sentivo il calore. Ci baciammo mentre facevamo l’amore. Come tutte le cose, anche questo finì, io sparai il mio carico e crollai su di lui.

Ero felice e triste allo stesso tempo perché se ne stava andando. Lo lasciai alla stazione ferroviaria sperando di rivederlo. Quando il treno partì, salii in macchina e tornai a casa mia.

Non sono soddisfatto al 100%, quindi qualche commento sarebbe utile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *