IL FIGLIO DELLA MIA MIGLIORE AMICA

Mi chiamo Vanessa e sono una mamma anch'io. E sono una donna. Una donna matura, che non riesce a far meno del sesso e dei duri cazzi di qualche bel giovane ragazzo. Sono sposata, e mio marito nonostante ci metta dell'impegno, non riesce mai a soddisfare in pieno le mie voglie di sesso. Cosi mi devo arrangiare come posso, usando la fantasia e qualche bell’attrezzo di lattice che mi riempie tutto il mio buchetto fradicio di voglia.

Durante il mese di luglio mi sono ritrovata a fare da “baby-sitter” al figlio di una mia amica su in montagna. Lei e suo marito non potevano venire in vacanza per vari motivi, e gli dispiaceva che il figlio non facesse le vacanza, cosi ho detto che l'avrei ospitato io. Il figlio della mia amica si chiama Diego, ha 17 anni, e mi e' molto “simpatico”Qualche volta mi sono ritrovata a stantuffarmi con qualche vibratore ed immaginare che al posto del cazzo finto ci fosse Diego fra le mie cosce.

Ogni notte prima di addormentarmi Penso a quanto sarebbe bello se Diego entrasse in camera nudo col suo bastone in tiro e mi facesse sua per tutta la notte, mentre mio marito russa di fianco a noi. Immancabilmente comincio a toccarmi e più passano le notti più mi sento sempre più eccitata e vogliosa. Ho cominciato a girare per casa seminuda, indossando camicette con grosse scollature e gonne con ampi spacchi in modo da mettermi in mostra e ho notato che Diego mi guarda, molto attentamente.

E lo vedo correre in bagno un po’ troppe volte. Mi sono messa a spiarlo dal buco della serratura, e si masturba ogni volta. Ha un bellissimo cazzo molto grosso e lungo e le sue seghe sono interminabili, ha una resistenza davvero notevole. Il più delle volte dopo che lui è venuto, in bagno entro e io mi sditalino pensando a lui. Una sera eravamo in casa assieme. Mi marito era fuori coi suoi a giocare a carte, e Diego aveva preferito stare in casa a farmi compagnia.

Oramai ho capito che anche lui mi guarda, mi spia, ieri mentre lo spiavo segarsi quel suo fantastico randello, l'ho visto frugare nella cesta della biancheria sporca, ha preso un paio di mie mutandine in seta e una volta avvolte sul suo bastone duro e nodoso ha preso a toccarsi con ferocia. E’ venuto tutto nelle mutandine, e una volta finito, le ha infilate in tasca. Ora sono sue, e le usa ogni volta che va in bagno.

Oggi ho addosso una canotta molto scollata e non porto il reggiseno. Prima mi sono stuzzicata i capezzoli e ora spingono duri e irti contro la stoffa bianca, sotto una gonnellina leggera, che non copre praticamente nulla. Lo vedo che è eccitatissimo, ma decido di non far nulla. Allora vado a letto. Lui è un po’ deluso, lascio la porta accostata in modo che lui mi possa vedere e mi spoglio. Spengo la luce e Diego si allontana.

Passano si e no cinque minuti, ed è spinto a tornare a vedere cosa succede in stanza. Ho preso il mio grosso vibratore e mi sto fottendo in fica. Sono nuda sul letto e nella penombra della luce che filtra attraverso le persiane mi si può veder benissimo. Ho gli occhi chiusi, ma ogni tanto li apro un poco per vedere cosa fa Diego dall'altra parte della porta. E lui è li che si masturba.

Non ha il coraggio di entrare, io vorrei chiamarlo, ma sento che non è il momento. Cosi entrambi veniamo da soli. Il giorno dopo, decido di fare la mia mossa, lascio il computer acceso, su un racconto erotico. Diego si ferma, guarda quello che c'è sul video e ne rimane folgorato. Si siede e legge. Io lo spio da dietro la porta e vedo che una mano gli cade sul pacco e si massaggia l'uccello.

“Ah, sei qui!”Ha fatto un salto sulla sedia spaventato, è rosso in viso come un peperone. E non riesce a nascondere il grosso bozzo che ha fra le gambe. “Scusa Vanessa, non volevo…””Cosa Diego? Oh, stai leggendo? Ti piace? Si è carino ma ce ne sono di migliori! Poi ne ho scaricati un po' ieri sera, cosi oggi avevo qualcosa leggere. Vuoi leggerli con me?””No, ti lascio sola””Sicuro? Non ci credo che non ti piacciono””Beh… si mi piacciono.

“”Forza prendi una sedia e leggi con me, non aver vergogna”Ci sediamo uno di fianco all'altro. Visto che io ho i miei scopi, e mi ero gia' preparata tutti i racconti da fargli vedere, vado subito su quelli più forti, dove narrano di i****ti tra nipoti e zie e madri e figli. Proprio su questi vedo Diego eccitarsi sempre di più, tanto che si tocca il bozzo da sopra i pantaloni senza pudore (a dir al verità anch'io ho preso a massaggiarmi le tette e le cosce, ci sono racconti veramente forti e caldi…)”Guarda che stai per sfondare i pantaloni.

Ti conviene toglierlo da lì””Cosa?””Hai capito Diego. Lo so che quello che stai leggendo ti eccita, e te l'ha fatto diventare duro. E' normale. Anch'io sono bagnata…ma io non rischio di sformare i vestiti… tu invece si””Ma non posso ci sei tu!””E allora? Vuoi che non abbia mai visto un cazzo in vita mia? E poi di cosa hai paura, potrei essere tua mamma…o tua zia”Gli leggo negli occhi che ne ha una voglia matta ma non ha il coraggio di fare la prima mossa”Guarda è semplice” dico io e mi abbasso la canotta, mostrandogli le mie grosse tettone sode e morbide allo stesso tempo.

“Hai delle tette stupende Vanessa. “”Grazie, e tu, come ce l'hai il pisellino?”Si spoglia e il suo cazzo mi si presenta davanti in tutta la sua erezione. Non gliel'avevo mai visto da cosi vicino ed è ancora meglio. “Oddio, tanto “ino” non e'…””Grazie. “Arriviamo al punto di non ritorno. Siamo già eccitassimi, Diego si toccava e io mi sditalinavo…si perchè nel frattempo m'ero tolta anche la gonna. Non ci ho più visto dal piacere, ho allungato una mano e gli ho preso il cazzo.

Era duro come nient'altro al mondo, ho preso a segarlo e lui ha incominciato a mugolare dal piacere, e s'è fiondato con la sua mano fra le mie cosce. Ha esitato un po' sul solco delle mie grandi labbra e poi è entrato dentro. Siamo venuti assieme dopo pochi minuti. Quella sera ho voglia di restare un po' con lui. Non avevamo più avuto occasione di parlare di quello che era successo. Cosi invento una scusa.

“Andiamo a prendere il gelato? Lo vuoi Diego?””Si certo Vanessa. Non si dice mai di no ad un cono gelato vero?””Verissimo” (ma cosa avrà voluto dire? C'era un doppio senso o…)”A me non va…” dice mio marito. “Dai caro sei il solito guastafeste, vieni!” Devo insistere un poco, per non sembrare troppo vogliosa di uscire sola con Diego. “No, davvero, andate tu e Diego se volete. “Ecco dove volevo arrivare!. E' stato lui a mandarci fuori assieme!.

Stiamo per salire in macchina Diego mi dice” Mi fai guidare Vanessa?””Sei sicuro? Hai solo 17 anni””Quasi 18 e mi padre mi ha già dato lezioni… Non me la cavo male. Davvero, se no non te lo direi, e poi qui in montagna non rischiamo che ci fermino i carabinieri. “”Già. D'accordo. Ma non correre. “”No di certo. “Partiamo e durante il tragitto per andare al paese più vicino parliamo del più e del meno quando mi accorgo che la strada che stiamo percorrendo non è quella che porta al paese.

“Diego, ma di qua non andiamo in paese. “”Tu vuoi davvero il gelato?” mi dice guardandomi negli occhi. “No. Volevo solo stare un po' con te. “”Anch'io. “Diego ferma la macchina in un posto isolato, siamo in un parcheggio, ma non ci viene mai nessuno…tranne qualche coppia per imboscarsi. Sono bagnata. Diego di certo non puo' non vedere i miei capezzoli che spingono contro il mio stretto top bianco. “Volevo parlarti oggi pomeriggio Diego.

“”Si l'immaginavo. “”Tu cosa pensi che abbiamo fatto?””Io credo che ci siamo dati una mano a vicenda, che abbiamo capito di cosa aveva bisogno l'altra persona e comportandoci come due persone adulte abbiamo cercato di aiutare una persona a cui vogliamo bene. ““Oh! e io che credevo che m'avessi tirato solo un ditalino!” dico io sorridendo. Ci guardiamo in faccia e scoppiamo ridere. Un secondo dopo siamo uniti in un abbraccio e le nostre bocche si cercano, si trovano e si aprono facendo incontrare le nostre lingue.

Ci stacchiamo e accarezzo il viso di Diego. “Meno male, io credevo che ti fossi spaventato o scandalizzato, non so…””E per cosa… anche se sei sta la prima a farmi una sega…certo, mi hai fatto godere tantissimo, ma non credo possa scandalizzarmi questo. “”Grazie. Le tue parole mi riempiono di serenità. Sai, non mi giudicare male, tu mi sei sempre piaciuto, e non ci vedo nulla di male nell'attrazione fisica tra un ventenne e una cinquantenne.

Non credo che i nostri sensi posano rispettare certe leggi del pudore scritte da chissà chi. “”Tuo marito non ti scopa bene vero?. “”Già…devo rimediare con degli anonimi cazzi di lattice se voglio avere un po' di piacere per me stessa. E oggi pomeriggio…sai da quanto tempo non stringevo nel mio pugno un cazzo in carne e ossa duro e voglioso, desideroso di sborrare sotto i miei colpi di mano?””Vanessa…mi spiacerebbe se tutto dovesse concludersi con oggi pomeriggio.

“”Si anche a me. “Diego allunga una mano e me la posa sulla gonna. E' lunga, a portafoglio. Infila una mano nello spacco e si lancia alla scoperta del mio segreto modo nascosto. “ma…non hai le mutandine!””Te l'ho detto che non avevo proprio voglia di gelato…”Diego si abbassa i pantaloni dei boxer con la mano non impegnata sulle mie carni. Il suo cazzo è duro, ma no ha ancora raggiunto il massimo dell'erezione. Mi sfilo la sua mano dalla gonna, mi sistemo meglio e lo prendo a masturbare.

“Mentivo prima” gli dico. “A che proposito?””Quando dicevo che non avevo voglia di gelato. Ora m'è venuta un'incredibile voglia di leccare qualcosa. “”Il mio cazzo Vanessa lecca il mio cazzo. “Sorrido, e prendo a riempire di baci il suo pene. Gli succhio le palle e in un batter d'occhio il pisello di Diego diventa il grosso randello che avevo segato con tanto piacere nel pomeriggio. Lo lecco dalla base fino alla punta, poi prendo a giocare col suo filetto.

Gli faccio passare la lingua su tutto il glande. Diego ha la testa reclinata all'indietro e gode sussurrandomi una serie di incredibili volgarità che hanno il solo effetto di aumentare la mia voglia di cazzo. “Bocchinara. Sei solo una schifosa troia. La mia troia. Di la verità chissà quanti cazzi hai già succhiato nei parcheggi prima del mio. “”Il tuo è l'unico dopo il matrimonio…ma ho continuato ad allenarmi coi miei vibratori. “”Mangiamelo Vanessa.

Fammi schizzare con le tue labbra da troia. “Glielo prendo in mano e glielo sego velocemente mentre vado alla ricerca della sua bocca. Lo bacio, poi ritorno a lavorargli il cazzo con le labbra. “Oh! Vanessa, sei un puttana fantastica…masturbami con le tette ti prego. “”Va bene…ti piace così?””oh… si… si. “Gli stringo i seni contro il suo bastone e Diego si muove su e giù, cosi veloce che ho paura che venga subito.

E io non voglio…io gli voglio bere la sua calda sborra. “Oh si continua Diego, ma non venire…non ancora, ti voglio bere. “”Non preoccuparti Vanessa…berrai, berrai tutta la mia sborra. “La sua cappella mi continua ad arrivare sempre più' vicina alla bocca, e non posso certo ignorarla, cosi gliela ingoio ad ogni suo colpo di reni. “Ohh… puttana…, si che troia che sei Vanessa, ti stai facendo fottere dal figlio della tua amica, mi hai visto bambino…e tu mi stai masturbando…oh… mi piaci davvero!””Dimmi la verità Diego, quante seghe ti sei fatto pensando a me?””Tante, troppe forse… l'avrei dovuto capire prima quanto sei troia e provarci con te molto tempo fa…””Sei un porco, l'hai detto tu stesso che potrei essere tua madre…ma forse a te piacerebbe farti la tua mammina vero? In fondo è una bella donna anche lei… ha delle belle tette grosse e morbide, anche se un po' cadenti….

e il tuo papà è come mio marito… non gli si alza più tanto spesso. “”Forza ora innaffiami con la tua sborra. “Apro la bocca e mi faccio entrare tutto il suo enorme cazzo fino in gola. Sono piena di lui, quasi non respiro, ma mi piace davvero tanto. Nonostante l'ingombro riesco lo stesso a fare un pompino degno di lode, muovo la lingua sulla sua asta pulsante su e giù, su e giù gliela accarezzo, gliela massaggio con la mia linguetta, vogliosa di leccare il suo cazzone.

Diego mi poggia le mani sul mio capo e esercita una forte pressione verso il suo randello. Me lo caccia sempre più in profondità, e a me non dispiace affatto “Si, così, continua a leccarmi il cazzo sei bravissima, forza fammi godere, fatti sborrare in gola troia. “Aumento la pressione e il ritmo del pompaggio, e in breve viene. Un fiume di sborra gli esce dal cazzo e si riversa nella mia gola. Ho la certezza di soffocare, non riesco a mandarla giù tutta, è davvero tantissima.

Sembra che non goda da mesi, eppure l'ho fatto venire oggi pomeriggio. “Ahhh vengooo!!! godo!!! ti godo in bocca puttana bevi beviti tutta la mia sborra!!!”Diego allenta la pressione delle mani, e io mi posso liberare di un pezzo del suo pisello. Ora che sono più libera bevo con facilità tutto il suo piacere, e me lo gusto per bene. E' ottima. Mi stendo sul mio sedile stravolta ed esausta. Ho ancora le labbra e la guancia sporche dello sperma di Diego.

“Quasi annegavo… mi hai fatto godere come una vacca. “”Anche tu. Non credevo riuscissi a bere tutto. Sei veramente brava. Forza ora, torniamo a casa tuo marito sarà in pensiero…”.

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