Il Cuoco

Lavoravo come cameriera di sala nel ristorante già da un paio di settimane e devo ammettere che il cuoco era decisamente interessante: da qualche giorno battutine reciproche tradivano l’interesse l’uno per l’altra.
Eravamo l’una il contrario dell’altra, lui alto e longilineo, con occhi nocciola e capelli castani, io… beh diciamo compatta! Formosa con una bella quinta di seno, lunghi capelli corvini e occhi scuri.
Così, con un pretesto, riuscii finalmente a farmi invitare a casa sua, un piccolo appartamento in centro, ben curato ed accogliente, quando entrai aveva già stappato il vino, segno evidente del fatto che già sapeva dove andare a parare.

L’abbigliamento di entrambi era semplice ed informale, scelta comune, jeans e maglietta, comodi e freschi dato il tepore delle sere di fine maggio, le chiacchiere scorrevano come il vino e non ci facevamo mancare qualche battutina ammiccante, mentre seduti sul divano i nostri corpi si facevano mano a mano più sciolti e vicini.
Fattasi mezzanotte e terminata la bottiglia, notando che il cuoco non sembrava voler fare il primo passo forse per timidezza, forse per rispetto, complice l’ebbrezza, decisi che era il momento di prendere l’iniziativa, chiesi di andare un momento in bagno ed uscii un paio di minuti dopo indossando si i jeans e le tennis, ma sopra avendo tolto la maglietta, lasciando il mio seno prosperoso in mostra coperto dal solo reggiseno nero.

Finalmente anche lui si attivò, a quella visione si alzò dal divano senza dire una parola, mi venne incontro e mi baciò, stringendomi a se con un braccio attorno ai fianchi ed una mano a prendermi il viso come se non volesse lasciarmi andare.
Ero eccitatissima e, quando lo staccai dolcemente da me per mettermi in ginocchio, slacciandogli la cintura ed abbassandogli i pantaloni ed i boxer, scoprii con piacere che lo era anche lui, scoprendogli il cazzo, turgido e ben fatto.

Volevo che si gustasse ciò che piace tanto fare a me e cercai di mpegnarmi al massimo, masturbandolo, leccandolo ed infine prendendolo in bocca, avendo cura di insalivarlo il più possibile per farlo scorrere meglio tra le labbra, giocando con il mio piercing alla lingia con il suo frenulo.
Ogni volta che lo toglievo dalla bocca lasciavo che lunghi fili di saliva più densa si staccassero dalla lingua e si adagiassero sul petto che nel frattempo avevo scoperto, cosa che apprezzo molto e mi fa sentire più “sporca”, se mi passate il termine e capite cosa intendo.

Il momento in cui mi spinse sul divano e ci spogliammo completamente entrambi non si fece attendere a lungo e mostrai finalmente anche il mio sesso che era ormai colmo di umori e completamente glabro, avendo avuto cura di togliere ogni singolo peletto da tutto il corpo e, quando dico tutto, intendo proprio TUTTO.
Dall’intensità con la quale leccava la mia fichetta soffermandosi più e più volte sull’ano, capii che la mia accuratezza veniva apprezzata e ricambiai bagnandomi sempre di più, fino a colare letteralmente liquidi che prontamente da bravo cuoco, lui leccava avidamente per degustarne gli aromi.

Non potei che baciarlo ancora più intensamente quando si sollevò fradicio dei miei umori scambiando con lui il mio sapore e gemendo quando, senza preaviso, mi penetrò.
Il suo pene scivolava dentro e fuori di me mentre con la lingua stuzzicava e giocava con i miei capezzoli, massaggiando di tanto in tanto, ora le tette, ora il culo ed io avevo preso a masturbarmi il clitoride per godere al massimo di quel momento, sfiorando con le dita il cazzo che si muoveva dentro di me.

Il primo orgasmo mi colse quasi alla sprovvista, i miei muscoli vaginali si contraevano ritmicamente, il mio corpo dopo essersi irrigidito per un secondo, si scioglieva rilasciando tutto il piacere.
Accortosi di questo, il viso del cuoco assunse un’espressione compiaciuta e, ormai non più timido, uscì dal mio corpo per rientrarvi un attimo dopo avermi fatta girare e sistemare a quattro zampe, ma non prima di avermi leccato rapidamente gli umori che copiosi uscivano da me.

Di nuovo mi scopava, fino in fondo, con più forza, facendomi avvertire le palle che sbattevano contro la mia pelle, appoggiai il viso ai cuscini e spinsi in alto il culo, lasciandogli gustare il panorama della mia “entrata di servizio” e ricominciando a masturbarmi.
Non voleva essere un invito, ma quando mi innsalivò massaggiandomi l’ano, non mi opposi di certo e, nel momento in cui infilò un dito, non rifiutai.
Non ero certo una novellina in quel campo, anzi gradii particolarmente qualcosa di più grosso di un dito che mi entrava lentamente nel didietro a colpi sempre più decisi e veloci.

Ho sempre saputo apprezzare il sesso anale se ben fatto e devo ammettere che il cuoco se la cavava egregiamente, facendo colare costantemente saliva sul cazzo per meglio lubrificarmi e senza mai esagerare con l’intensità della scopata.
Di fatti, di li a poco, complice la ritmica masturbazione del clitoride e la sensazione di pienezza che mi regalava il suo attrezzo tra le natiche, venni per la seconda e definitiva volta: un orgasmo intenso che mi fece inarcare la schiena e percorse tutto il corpo fino ad arrivare alle labbra che lo onorarono con un lungo gemito.

Uscì delicatamente dal mio ano, duro e dritto al suo massimo, mi girai, sorrisi e, inginocchiandomi nuovamente, lo afferrai dirigendolo alla bocca.
Ormai senza remore, chiesi di afferrarmi i capelli mentre mi adoperavo nel pompino finale, per sentirmi ancora più sua e per farmi dettare il ritmo giusto, cosa che lui accetò di buon grado.
Misi le braccia dietro la schiena, da vera porcella, e lavorai solo con la bocca, volevo che anche lui avesse un orgasmo intenso come il mio, che lo facesse gemere, che potesse ricordare, volevo che mi invitasse di nuovo a casa sua per passare un’altra serata come quella appena passata e mentre pensavo a tutto questo, allontanò il cazzo dal mio viso di qualche centimetro, aprii la bocca mostrando la lingua e venne, tenendomi ancora più salda per i capelli.

Non posso nascondere la mia passione per l’orgasmo maschile, specie se lo provoco io con il sesso orale, specie se il piacere lo riversa nella mia gola e specie se il sapore è buono.
Il cuoco combinava perfettamente queste cose, schizzando sulla lingua protesa, venni presto inebriata dal gusto del suo sperma, denso e abbondante, senza mai lasciarmi i capelli, sfruttandoli anzi per rimettermelo in bocca alla fine del suo orgasmo, spingendomi il suo seme in gola e costringendomi ad inghiottirlo.

Mi sentivo completamente posseduta e in sua balia, in ginocchio, le mani dietro la schiena, la sua mano che mi teneva salda la coda, con il suo cazzo tra le labbra che non accennava ancora ad ammorbidirsi e il suo sperma sul palato, mi sentivo bene, mi sentivo porca.
Continuai a leccarlo e a succhiarlo per un pò, pulendolo perfettamente, mi piaceva da impazzire, sapevo che dopo quella sera sarei stata sua ancora e ancora, ma la serata era volta al termine e si era fatto davvero tardi, era arrivato il momento di rivestirsi, sistemarsi e tornare a casa.

Mi masturbai spesso nei giorni successivi, pensando al fatto che probabilmente mi ero concessa un pò troppo per il primo appuntamento, ma la cosa mi faceva sentire così tanto troia che finivo inevitabilmente con il bagnarmi e toccarmi, immaginando di sentire il suo cazzo dentro di me, da ogni parte, fino a sentirlo pulsare in bocca ed espellere il suo nettare.
Da quella sera mi depilo completamente ogni giorno, non lavoriamo più insieme da un pò, ma le nostre serate sono continuate per anni e si sono aggiunte giornate passate insieme, vacanze ed esperienze, dato che adesso, il cuoco è mio marito!.

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