Giuliana e Dolly.

Racconto trovato in rete su xhamster.

Giuliana, mi aveva stupito durante quel fine settimana trasgressivo per la sua insicurezza dimostrata nell’ultimo incontro della serie, ma ancor più m’incuriosiva il suo comportamento degli ultimi tempi, avevamo programmato quell’incontro con un’altra coppia da un po’ di tempo, come per me anche la mia deliziosa Giuliana era attratta da questo tipo di esperienze di fantasie, spesso mi raccontava la fantasia di un terzo personaggio tra di noi, lei in quelle situazioni si lasciava molto andare, ma poi quando tutto finiva non coglieva le differenze.

Io ero rimasto un marito annoiato e borghesuccio mentre lei, trentenne, brillante laureata in ingegneria gestionale aveva conosciuto il meglio del meglio della Milano degli affari, il suo lavoro in una nota azienda del farmaco la portava spesso in giro per il mondo, così dopo una decina d’anni di matrimonio e cinque di fidanzamento mi trovavo spesso la sera solo a chiacchierare con qualche amico al telefono.
Delle sere desideravo Giuliana così tanto che andavo nella nostra stanza da letto per annusare il suo profumo ed i suoi indumenti, c’è poco da dire, lei rispetto a me ha una marcia in più, non solo per la sua brillante carriera professionale ma per il suo carattere eccezionale, Giuliana è il tipo che non fa regali, parla poco, concede pochissimo agli altri della sua intelligenza, sembrerebbe una snob, in realtà ha un mondo interiore ricco di fantasia.

Sono stato fortunato ad incontrarla e a sposarla nonostante i suoi non volessero, adesso dopo dieci anni di matrimonio avvertivo la necessità di sondare le sue fantasie, le perversioni di cui non mi aveva mai parlato, anche degli uomini che nei suoi viaggi di lavoro aveva incontrato, impazzivo di gelosia ma quando era a casa ricevere un suo bacio e passare una notte con lei mi faceva allontanare i miei pensieri folli. Giuliana non poteva essere solo per me, avevo deciso di farle provare qualche esperienza con altri o con altre coppie, una sera attraverso un sito di incontri avevamo contattato una coppia di Milano che sembrava molto disponibile all’idea di un incontro a quattro, dopo qualche mail e qualche giorno di chat, Marco il marito della milanese che desiderava succhiare cazzi a volontà mi diede il suo cellulare.

La sera successiva sarebbero venuti loro a Firenze, fu un contatto veloce, mi era sembrato subito simpatico Marco, Giuliana invece mostrava una certa ansia, forse con quella mossa mi stavo giocando lei ed il nostro matrimonio, non essendo un abile giocatore sapevo che per non perdere una moglie che si allontana dovevo alzare la posta ed offrirle di più, quando sei ad un passo dal confrontarti con i tuoi reali desideri è necessario cogliere l’occasione concretizzando quei desideri, oppure al minimo raffreddamento si rischia di fare un passo indietro, era quello che stava capitando, lo stavo capendo, provai a fare la mia mossa perciò non forzai assolutamente Giuliana ma la convinsi simpaticamente ad avere un incontro semplice e senza forzature con questa coppia.

Avrei prima incontrato Marco a piazza della Repubblica, fu puntuale, era un quarantenne simpatico ed interessante, mi fece mille domande, mi confidò i suoi desideri, le sue fantasie, mi disse che Dolly era ignara delle sue reali intenzioni, che come mi aveva già detto condivideva questa sua fantasia, lui stesso gli aveva anche fatto vedere qualche commento alle foto di lei dal sito di annunci, tra i quali il mio messaggio e il mio profilo.

Quando arrivò Giuliana lui rimase emozionato poiché la sua Dolly conosceva Firenze e aveva telefonato ad una amica, si avvicinò a Giuliana per presentarsi, mia moglie bionda, Dolly invece brunetta longilinea formosa, capelli corti gambe sexy e portamento altezzoso, erano una coppia da urlo.
Marco invitò tutti ad accomodarci al tavolo, che strano io in fondo sono timido ma ero in quel frangente particolarmente tranquillo a mio agio, mi ricordo che assaggiammo dei dolcetti di ananas essiccato e cioccolato, assaggiato uno non seppi più cosa fare, un gusto orribile che mi mise in crisi, cosa fare? Mando giù in un boccone ma non resisto e glielo dico.

“Mah, sono terribili!”
Non credevo di essere così deciso ma mi sentivo in piena libertà con loro, scoppiammo in una risata collettiva, anche loro si erano accorti della mia reazione e concordavano con me che quegli affari erano orribili al gusto.
Ero rapito da Dolly, Giuliana ne era realmente conquistata, sono questi piccoli segnali particolari che fanno grande e concreta una relazione personale, manifestando tutto il feeling che può esserci tra le persone che possono condividere qualcosa, era come se ci fossimo conosciuti da tanto, bevemmo anche qualche bicchierino di amaro dopo il caffè, magari sarà anche per questo che Giuliana spiazzandomi ancora una volta, mi disse ad un certo punto.

“Antonio, non hai capito chi è questo?”
Lei per un’ attimo sembrò ancora interrogativa, poi ad un certo punto cadde in un silenzioso ed allarmato atto di comprensione, il rumore della sedia che striscia sul pavimento rompe quel silenzio tombale, alzandosi in piedi disse.
“E’ un uomo, anzi una trans, è vero Marco?”
Marco iniziò a ridere, ricordo soprattutto che mentre rideva se ne uscì con la frase.
“Antonio ti presento mia moglie.


Presi così io in mano la situazione, tranquillizzai Giuliana che non ne aveva affatto bisogno, Dolly ora sembrava meno timida, rimaneva sempre elegante nei modi e nel comportamento, mi piaceva, donna non volgare e conscia del suo essere femminile, delle sue fantasie seppur restia a concedersi ad un cenno di consenso verso un’ approccio a quelle fantasie, mi confidò che lei si fidava molto del marito, di come lui sapesse bene quello che a lei piaceva, mi faceva in pratica capire in maniere delicata e maliziosa che la cosa la poteva interessare, parlammo tanto, poi lasciai Giuliana e Dolly dicendo.

“E’ giusto che voi ne parliate, ed è giusto che voi se dovete avvicinarvi a questo tipo di fantasie lo facciate con la consapevolezza di chi ha preso liberamente la scelta insieme. “
A casa nostra ormai sembrava che Giuliana avesse le idee chiare, faceva quasi comunella con quella splendida trans che si faceva chiamare Dolly, noi uomini eravamo quasi esclusi dai loro discorsi, Dolly ci raccontò di essere di padre milanese e madre giapponese, di aver avuto sin da bambino inclinazioni omosessuali, poi ad una certa età era giunto il momento del salto definitivo così aveva iniziato a dichiararsi trans a tutti, di scegliere una vita da transessuale nell’attesa dell’intervento che le avrebbe donato quello che la Natura le aveva promesso ma non le aveva regalato, così mano nella mano come due amiche lei iniziò nella nostra camera da letto a giocare con Giuliana.

Esibiva un cazzo notevole, iniziò a baciare avidamente la conchiglia della mia Giuliana a succhiarla come una pesca zuccherosa e odorosa, la natura e la cultura giapponese del corpo si notò subito quando mi chiese se avessimo dell’olio profumato, ovviamente sì fu la mia risposta, così iniziò con un sottofondo di musica classica la danza di quelle due dee uscite dal Simposio di Platone, Dolly non smetteva di baciare e accarezzare le gambe di una sempre più coinvolta ed estasiata Giuliana, dopo averle sfilato il perizoma usava l’olio profumato accarezzandole i seni, Giuliana era stata abilmente e velocemente denudata da quella bellissima donna/uomo che adesso dopo averla messa di spalle le diceva.

“Sai io non ho la pussy ma il mio uccello è tutto per il tuo culo morbido, dovrai attendere per averlo, supplicarmi se lo vuoi, ma io ti regalerò l’estasi, c’è da pagare un prezzo per ogni cosa. ” Per la prima volta Giuliana è sotto scacco, di spalle con il buco del culo pronto per una severa penetrazione, Dolly continuava a massaggiare con l’olio profumato Giuliana che adesso di schiena era stata anche ammanettata alle sbarre del letto, le manette le aveva con sé Marco che da quanto mi aveva fatto capire procurava questi attrezzi e incontri per la sua dolcissima bambolina, Dolly controllò strattonandola la tenuta delle manette poi si allontanò di qualche passo da lei, verificò che io mi trovassi nella stanza quindi iniziò a spogliarsi lentamente, sempre fissando Giuliana negli occhi si levò il vestito, dopo averlo piegato con cura lo appoggiò sulla poltrona vicina.

Indossava una biancheria molto seducente composta da un reggiseno delicatamente traforato e un tanga color grigio perla, una tinta che magnificamente s’intonava sulla sua pelle che richiamava l’azzurro tendente al grigio degli occhi, le calze autoreggenti di un colore molto chiaro sottolineavano la lunghezza delle gambe terminando a metà coscia, era veramente molto attraente, sapeva come porsi per mettere in risalto gli aspetti positivi del suo fisico. Non credevo che la mia donna trovasse quello spettacolo eccitante, Giuliana non era propriamente bisex, lei non aveva problemi a dividere il suo uomo ed il letto con un’altra donna, non disdegnava neppure le carezze femminili, in un’occasione l’avevo vista baciare la mia ex ma non cercava mai un rapporto saffico, per quel che ne sapevo anche Dolly era così, quindi il suo spogliarsi davanti a Giuliana assumeva un significato più simile ad una sfida che al gioco erotico di un’amante.

Dolly si sfilò il tanga dopo aver fatto scorrere con malizia le mani sulla pelle appena sopra l’elastico, quindi lo abbassò quel tanto sufficiente a lasciarlo cadere scivolando sulle gambe, l’indumento che cadeva aveva scoperto un cazzo completamente depilato su un corpo quasi acerbo e dalla pelle levigata, era totalmente innocente per quanto in realtà fosse perversa. Dolly era una donna che basava la seduzione sui contrasti e sulle armonie, accentuava i contrasti tra il corpo e il suo modo di agire mentre studiava con cura le armonie tra l’abbigliamento e la sua figura, una donna perfettamente in grado di competere con la mia Giuliana.

Il tanga aveva appena raggiunto il tappeto, dopo averlo afferrato con le dita dei piedi piegò la gamba per portarselo all’altezza delle mani quindi lo gettò sulla poltrona a fianco del vestito, terminato il massaggio a Giuliana si rivolse verso di me mentre slacciava il reggiseno, se lo tolse con pochi e aggraziati movimenti rimanendo vestita solo delle calze, buttò anche il reggiseno sulla poltrona mentre si posizionava di fronte a me con le gambe aperte e le mani appoggiate sul grembo, senza attendere altro salì a cavallo delle mie ginocchia lasciando scivolare il suo uccello contro il mio membro che premeva contro il tessuto dei pantaloni.

Giuliana mi fissava mentre i suoi occhi s’illuminavano di una luce tutta particolare accentuata dalla dilatazione delle pupille, segno di grande eccitazione, Dolly spinse le sue labbra sulle mie, al primo tocco le aprì offrendomi la sua lingua, un bacio avido passionale fu il nostro primo contatto, mi ritrovai a pensare che se quello era un anticipo di ciò che m’aspettava allora non avrei resistito a lungo, senza staccare le labbra dalle mie mi prese le mani invitandomi ad alzarmi, una volta in piedi mi potei spogliare davanti a lei, il suo sguardo scorreva il mio corpo alla ricerca di quei sintomi d’eccitazione che potevo scorgere sul suo, i capezzoli erano perfettamente eretti nel loro turgore, su quel seno minuto parevano enormi ed estremamente invitanti, avrei voluto prenderli subito tra le labbra per succhiarli e leccarli ma lei si allontanava da me giocando con la mia voglia.

Sfilai i pantaloni già aperti, li lasciai cadere in terra mentre spiavo i suoi occhi per avere la gratificante conferma che si posassero sul mio membro, lei infatti stava studiando con freddo interesse la zona genitale, non mi diede il tempo di terminare di spogliarmi, infilò una mano negli slip, mi afferrò il membro con forza e mentre stringeva si avvicinò a me e mi baciò ancora una volta, quindi si inginocchiò ai miei piedi mentre con le mani facevano scorrere le mie mutande verso il basso.

Il pene si trovò quindi dinanzi alla sua bocca senza che lei facesse nulla se non osservarlo, Giuliana vedeva la sua lingua che scorreva sul mio pene, aveva un tocco leggero e delicato, seguiva la lunghezza del membro dai testicoli al glande con la sua lingua umida, le sensazioni che mi dava erano stupende nella loro dolcezza ma mi ritrovavo a desiderare l’interno della sua bocca, ero troppo eccitato per sopportare a lungo quello stimolo troppo leggero, guardai nella direzione di Giuliana in cerca dei suoi occhi, la mia donna sembrava soffrire della sua prigionia, conoscendola m’immaginavo il desiderio nascente in lei di occupare il posto di Dolly.

Certamente pensava che al suo posto mi avrebbe fatto godere molto di più, sicuramente voleva sentire il mio sapore in bocca, preso da questi pensieri non mi accorsi che quell’incrocio tra una donna italiana ed il fascino del Lontano Oriente aveva spalancato la bocca, si preparava ad accogliermi dentro, notai gli occhi di Giuliana spalancarsi, le pupille dilatarsi nell’attimo in cui provai un forte calore sul glande, non vidi altro, Dolly, dopo avermi ingoiato per buona metà il membro succhiò provocandomi una fitta d’inteso piacere tale da costringermi a chiudere gli occhi, era abilissima in questo gioco, dopo aver stuzzicato il glande con la lingua all’interno della bocca lo fece uscire lentamente, molto lentamente, accompagnando il movimento con la lingua.

Subito lo ingoiò nuovamente per ripetere ancora il rito di prima, quando riuscii a dominare le sensazioni che mi dava tornai ad osservare le due donne, Dolly aveva gli occhi chiusi mentre scivolava in avanti con il viso ad ingoiare il mio pene, poi li apriva per guardare Giuliana, la mia donna fissava intensamente il viso di quella bambolina che giocava con entrambi, era chiaramente eccitata dallo spettacolo, lo coglievo dai tanti segni che ormai sapevo decifrare.

Non mi aspettavo questo da lei, avevo sempre pensato che lei godesse solo ed unicamente quando era al centro dell’attenzione, protagonista unica del piacere, vittima e dominatrice delle voglie mie e degli altri uomini, ora si stava eccitando alla vista di un mio incontro con un’altra donna, questo la faceva sempre più apparire simile a me, capivo ora quanto lei mi capisse e approvasse la mia perversione, proprio perché era stata lei a farmi diventare così, avrei voluto avvicinarmi a lei in modo da avere un qualche contatto fisico con la mia donna in quel momento ma Dolly mi bloccava con il piacere che mi dava.

La ragazza era conscia del mio stato d’animo, molto probabilmente aveva colto la lotta interiore tra ciò che desideravo e ciò che avrei voluto fare, il desiderio di godere e di far godere lottava con la voglia di coinvolgere fisicamente Giuliana, Dolly risolse la situazione alzandosi in piedi dopo aver interrotto con mio disappunto il suo gioco di labbra sul mio pene, salendo fece in modo da far scivolare il seno lungo il mio busto poi aderì con tutto il corpo al mio stringendosi a me con una mano, mi impressionava molto favorevolmente la sua altezza, era raro per me trovarmi a guardare negli occhi una donna senza dover reclinare il capo.

Stupenda era la sensazione del suo fallo contro il pene eretto, potevo cogliere il suo respiro che diveniva piano piano sempre più veloce, Dolly stava pensando a ciò che sarebbe presto seguito, pareva che tentasse di anticipare attraverso la pelle del bacino la sensazione del mio membro dentro di lei, notavo dai suoi occhi una crescente eccitazione e un forte desiderio, mi persi in quel grigio macchiato d’azzurro, per un istante dimenticai il verde degli occhi di Giuliana, rapito dalla femminilità prorompente di quella “donna” che avevo contro la pelle iniziai a camminare all’indietro verso il divano seguito da lei, mi sedetti mentre le mie mani scivolavano verso i suoi glutei, Dolly attese che il mio sguardo percorresse ogni centimetro del suo corpo, voleva darmi la possibilità di apprezzare appieno il corpo con cui stavo per unirmi, quindi si girò per essere inculata.

Si sollevò in modo da consentirmi di guidarmi dentro di lei, appena sentì il pene sistemato correttamente nel suo ano iniziò il suo movimento, il suo culetto si apriva dolcemente caldo e morbido, avevo gli occhi puntati sul suo bacino affascinato dalle curve armoniose e dal gioco dei muscoli che intravedevo sulla pelle sin che un gemito richiamò la mia attenzione sul suo volto, non mi aspettavo di vederla già preda del piacere, il suo volto testimoniava una soddisfazione profonda, iniziò a muoversi con ampi giri del bacino rafforzati dal gioco delle natiche, a volte sollevava il corpo in modo da far uscire ed entrare il mio pene in lei, si era posizionata in modo da favorire il lavoro della mia mano senza però rinunciare a prendere completamente il pene dietro.

La sentivo dilatarsi sempre di più mentre con la mano percepivo i suoi umori, iniziai a spingere con il bacino quel poco che potevo in modo da farmi sentire meglio da lei, stava cercando il piacere, fortunatamente il suo ano era già tanto dilatato da ridurre il mio godimento, mentre lei godeva trasmetteva a me parte del suo piacere, tentai di guardare nella direzione di Giuliana, poiché era ammanettata di spalle in terra non riuscivo a vederla.

Provavo ad immaginarla, tentavo di realizzare nella mia mente cosa stesse provando la mia donna in quel momento, ma non vi riuscivo, sapevo perfettamente cosa provavo io quando era lei a godere sotto i colpi di un altro uomo ma non potevo conoscere i suoi sentimenti, senza dubbio una donna non provava ciò che sentivo io e mi sarebbe piaciuto conoscere cosa le passava per la mente e come il suo corpo reagiva in quel momento, avrei soddisfatto la mia curiosità più tardi, lo sapevo ma in quel momento avrei dato qualunque cosa per entrare nella sua anima.

Il corpo di Dolly era davvero stupendo, lei sapeva muoverlo bene, mi faceva godere ma io pensavo continuamente a cosa stava provando Giuliana, mi ritrovavo a sperare che lei godesse con noi, succedeva anche a lei quando apriva il suo ventre ad un altro uomo? L’intensità del mio piacere era tale da non consentirmi di aprire gli occhi per puntarli su quelli della mia donna, avrei voluto assimilare dal suo sguardo ciò che provava, l’avevo vista impegnata fisicamente in quella che credevo fosse la massima espressione della sua perversione ma in quel momento lei stava provando il piacere generato da una depravazione ancora più grande, legata al letto prigioniera dello spettacolo del mio corpo unito a quello di una trans, provava finalmente ciò che sentivo io quando era lei ad agire.

Terminato il mio orgasmo riuscii finalmente a spostare il mio sguardo su di lei Giuliana aveva un’espressione indecifrabile sul viso, capivo che era eccitata, vedevo il piacere sottile ma intenso appena provato, gli occhi lucidi testimoniavano una forte emozione ma le labbra erano serrate in una smorfia più simile al dolore che al piacere, non capivo se soffriva per il desiderio di agire o per i fatti appena accaduti, forse lo spettacolo era stato troppo forte per lei, probabilmente si era fatta ammanettare per resistere alla tentazione di fermarci all’ultimo istante, l’ultimo dei miei desideri era di procurarle un dolore di qualsiasi forma.

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