Eterosessuale curiosissimo

Cosa vuole dire eterosessuale curioso? Termine spesso trovato nelle varie chat.
In realtà io non sono un eterosessuale curioso, ma un eterosessuale consapevole dei piaceri e delle gioie delle esperienze gay. Cosa dura da ammettere quando ricordo di avere un figlio e di essere sposato con mia moglie da una decina di anni e di soddisfarla ancora con trasporto e virilità.
In realtà le mie esperienze gay le ho maturate in un ambiente dove da sempre molti giovani uomini si sono trovati a misurarsi con la propria sessualità, il servizio militare.

Giunto a Cordenons una domenica pomeriggio e iniziata la solita trafila fatta di mille code per avere vestiti, lenzuola e coperte, venni subito a sapere che uno dei militari anziani della compagnia prediligeva atti di nonnismo a sfondo sessuale e che la sua ricerca di giovani passivi era già in atto attraverso mille suoi compari appostati in varie aree della caserma.
All’epoca ero fidanzato con Palmira, la nostra attività sessuale era abbastanza buona anche se come molte ragazze non si era lasciata andare del tutto.

Alla prima licenza le mie aspettative furono tradite cosicché nella Panda rossa di Palmira, tra la musica romantica che usciva dal suo autoradio si consumò un toccarsi qua e la con un orgasmo da parte mia generato da una frettolosa sega che mi fece macchiare il sedile e che attirò su di me le ire di Palmira: sembri un cavallo, datti una controllata.
Di fatto, rientrato in caserma di controllate presi a darmene tante, con la mancanza di privacy dovetti soddisfare le mie voglie nel bagno pensando a Palmira quelle rare volte che si era concessa completamente come la sera di Capodanno a casa mia dove, complice tre bicchieri di prosecco la avevo spogliata completamente e come aveva detto lei “avevo fatto i miei comodi” terminati poi con una serie di test di gravidanza causati da un rapporto terminato con il riempimento della sua patata da diciottenne.

Questo episodio la aveva cosi condizionata che dal calore della sua farfalla ero passato al freddo delle sue mani che con movimenti ritmici regolavano le mie pulsioni da diciannovenne.
Il massimo che mi concedeva era baciare i suoi capezzoli e quando era dell’umore giusto leccarle la farfalla vogliosa ma timorosa di essere ingravidata prima del matrimonio.
Le avances tanto temute in caserma non arrivavano e proprio quando cominciai a pensare a semplici voci infondate mi ritrovai nella prima esperienza omosessuale.

Durante una telefonata Palmira mi confidò di aver cambiato partner di ballo (liscio) e di essersi presa una cotta. Mi aveva lasciato di sasso.
“Ci sei uscita?”
“Si. ”
“Chi è, lo conosco?”
“Si, è il mio maestro. ”
“Ma ha quasi 50 anni, ti rendi conto? Non ti fa schifo?”
“No. ”
Lavoravo in infermeria, come scritturale, mi precipitai dal Maresciallo, un uomo sui 45 anni, gia brizzolato ma in forma, podista della squadra della caserma.

“Lo sai che c’è il campo e non posso mandarti a casa, nella migliore delle ipotesi se ne parla tra un mese!”
Era di fronte a me e si stava cambiando per andare a correre.
“Maresciallo faccio qualsiasi cosa, mi mandi a casa e mi tolga dal campo!”
“Qualsiasi cosa è una grande parola ragazzo..Davvero la faresti?”
“Si, devo togliere la mia ragazza dalle mani di quel porco”
“Va bene, ognuno ha le sue passioni e i suoi vizi, a me piace farmelo succhiare Riccardo, lo sapevi? Te lo avevano detto?”
Era in canottiera nudo.

“Sta scherzando?”
“No, ricordi Tivoli? Ricordi che ora lavora all’ASL? Beh, lui ed io abbiamo avuto una relazione, o sapevi?”
Guardai il suo uccello, rasato magro, venoso, muscoloso come le sue gambe. Pensai a Palmira che rischiava di essere scopata da un vecchio porco.
Glielo presi e cominciai a leccarlo, il gusto era aspro, era tutto nella mia bocca, lui si accomodò seduto sulla scrivania e io rimasi seduto a praticargli una fellatio.

Mi accorsi che era istintivo, sentivo il suo glande, sapevo come avrei potuto farlo felice e in poco tempo raggiunse tutto il suo turgore.
“Aspetta!”
Chiuse la porta a chiave, aprì un armadietto, tirò fuori un profilattico e mi disse, dai, ti faccio provare.
Mi abbassai i pantaloni della tutta, sentii un dito armeggiare nel mio sfintere ed infine il suo cazzo che con mia grande sorpresa, scivolava bene e non faceva male.

Mentre mi scopava prese il mio uccello e cominciò ritmicamente menarmelo con grande maestria fino a quando mi lasciai andare ed eiaculai sul pavimento. Con un movimento estrasse il suo pisello, gli tolse il profilattico e sentii sulla mia schiena il calore del suo sperma.
Mi giro e mi dette un bacio dal quale non mi ritrassi.
“Bravo…sei bravo, mi piaci”
Ne nacque una relazione che durò tanto tempo.
Due giorni dopo chiamai Palmira che mi confido di aver fatto l’amore con Amos il suo maestro e che era innamorata.

“Ti devo restituire la fedina!” – Disse
Quella sera dormii con Angelo, il maresciallo del quale mi stavo ormai innamorando. Fu una notta intensa, mi scopo senza tregua chiedendomi di farlo venire con la bocca, cosa che feci, subito dopo fu lui a farmi un pompino che mi fece letteralmente esplodere.
La mia passione per i pompini divenne tale che presi a frequentare un cinema a luci rosse dove era possibile soddisfare giovani e meno giovani con l’anonimato della cabina “bucata” in pratica era possibile fare pompini a persone sconosciute celati da una cabina.

Il giorno che Angelo lo seppe mi prese a botte.
“Stronzo, lo sai che ti puoi ammalare?”
Mi dedico un po’ piu di attenzioni e ripresi a frequentarlo assiduamente.
FINE PRIMA PARTE.

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