Diario di un segaiolo – La sorellona – Una piacevo

Senza più Cristina in casa cominciai a dedicare le mie seghe alle bellezze straniere scoprendo il fantastico universo delle bellezze di Nuts magazine, a partire da Lucy Pinder e Michelle Marsh.
Mentre le bellezze nostrane ritornavano ad esser pudiche e persino a ridursi il seno, quelle inglesi erano maledettamente esibizioniste e sfoggiavano topless su topless, pose provocanti, foto dal doppio senso inequivocabile.
Le seghe erano inevitabili e quando non mi bastavano le foto andavo a ricercare i video backstage.

In patria le uniche a dare un minimo di soddisfazione furono la Canalis prima e la Toniolo poi. Nel mezzo inserisco le comparsate della Fontana gravida che sfoggiava delle mammelle clamorose su Controcampo, un tg sportivo della domenica sera. Quel viso angelico e quei meloni gonfi furono un’immensa fonte di ispirazione.
Mentre i miei stavano nella loro stanza a guardarsi la tv la domenica sera, io me lo potevo menare dentro le mutande davanti la tv di cucina mentre la regia si soffermava sui primi piani della biondona.

Fortuna poi le capture si potevano ritrovare nel web pochi giorni dopo così da poterla segare con più calma al pc a mutande calate.
A proposito dei miei, per il loro 40esimo anniversario di matrimonio si fecero un regalo enorme, mica da poco. Correva il 2003 e Cristina era al primo anno di università mentre io ero prossimo a fare i 18 anni e concludere il 4° anno di IPSIA. Se parli di IPSIA parli di figa 0,neanche l’ombra, mai una compagna femmina anche se cozza; era un grosso magazzino colmo di cazzi.

Rimanere vergine per me non era difficile dunque, distrazioni femminili poche, una bellezza estetica nulla a cui si aggiungeva una leggera ma fastidiosa acne a rendermi ulteriormente poco appetito dal gentil sesso.
Eppure , nonostante mi segassi con frequenza vip e vippette varie non ero incallito come ora, anzi, a confronto ero un santo. Avevo interessi maggiori tra calcio in tv, playstation e le prime sbronze con gli amici.
Ritorniamo però al super regalo che si fecero i miei.

In realtà il regalo era praticamente per tutti e fu niente di meno che una casa al mare! Colsero l’occasione di un poveraccio che aveva cominciato a costruirla ma che poi per guai economici si era visto costretto a venderla a prezzi che ora sarebbero “stracciati”. La casa non era ancora finita, ci pensarono i miei a finirla. Le cifre dell’operazione furono modiche ma per una famiglia benestante ma non ricca, era comunque un sacrificio.

I miei erano stati entrambi lavoratori sin da giovanissimi e riuscirono a coniugare lavoro e studio riuscendo pure a laurearsi. Erano grandi risparmiatori e a memoria non ricordo comprassero mai cose superficiali. Avevano due buoni stipendi e quindi colsero l’occasione e affondarono il colpo.
La casa era umile, dimensioni giuste per far vivere 4 persone ,un solo piano, un giardinetto tutto attorno.
Il loro progetto era quello di godersi la pensione li al mare, lontano dal caos cittadino, in un posto molto bello come solo la Sardegna può offrire.

L’appartamento in città era a disposizione mia e di mia sorella ma essendo lei fuori per l’università ,da li a pochi anni rimasi in pratica l’unico a viverci.
Ovviamente fui felice della casa al mare; mi piaceva il mare e mi piaceva la zona. Il vantaggio era che finalmente potevo rivedere Cristina piuttosto scoperta con le % di vederla gironzolare in bikini per casa piuttosto elevate.
La casa non fu pronta per una buona fetta dell’estate ma già a fine agosto si poteva vivere!
Luce, gas, acqua c’erano.

Mancavano buona parte degli arredamenti; le camere da letto non avevano nessun mobile ma giusto brande , materassi e lenzuola; giardino e tetto (inteso come tegole) erano ancora da finire.
Facemmo una festa coi parenti come sorta di inaugurazione, una sorta di pranzo. I nostri poi concessero subito di fare un ulteriore festa a mio sorella, ovviamente la sera, particolarmente entusiasta di quella casa anche perché si trovava nelle vicinanze della casa di diverse amiche del liceo con qui era in ottimi rapporti.

Io stesso avevo un paio di amici che abitavano nei dintorni e cordialmente rifiutai l’invito alla festa di mia sorella (cosa che lei gradii molto, si vedeva che voleva esser l’unica a volersi pavoneggiare di quel nuovo acquisto davanti alle amiche) e mi unii a loro per una sbronza con falò in spiaggia. Ovviamente zero figa!
I miei quindi tolsero il disturbo verso metà pomeriggio ritornando in città; zii vari seguirono a ruota.

Poche ore dopo, alla spicciolata , arrivarono poche amiche e amici di mia sorella. Erano venuti a mani piene di alcool , carne per barbecue, forse pure un po’ di fumo. Io ero piuttosto timido e riservato e me ne stetti tutto il tempo in camera a legger fumetti fino all’ora dell’appuntamento con gli altri, previsto per le 21. Mentre fuori si cominciava a ridere e bere io mi preparai e mi diressi in spiaggia salutando velocemente gli amici di mia sorella e levando il disturbo.

Non mi accorsi nemmeno se c’era qualche bella figa. Notai comunque che i sessi erano in equilibrio. Riconobbi qualche sua compagna che era venuta a casa per fare i compiti con lei all’epoca del liceo; i maschi invece non sapevo chi fossero. Sta di fatto che molti ci stavano già dando dentro con l’alcool mentre preparavano il barbecue in giardino.
Cristina era una sole; infradito con leggero smalto, short, magliettina verde e abbastanza aderente per metter in mostra quei meloni superbi.

Quando si avvicinò per salutarmi e abbracciarmi mentre andavo via sentii chiaramente quelle bombe premermi sul petto. Erano grosse ma anche morbide, fu una sensazione unica e dovetti divincolarmi presto perché non volevo assolutamente notasse che mi si gonfiava il pene tra le gambe.
“Divertiti mi raccomando, e non bere troppo!” mi disse, da brava sorellona premurosa.
Le sue raccomandazioni non servirono a nulla. Alle 3 comunque riuscii a tornare a casa; ero sbronzo ma non a livelli estremi.

Il tanto che bastò per andare dritto in camera e coricarmi.
Se io ero sbronzo, gli amici di mia sorella lo erano di più. Una buona parte era evidentemente andato via lasciando qualche traccia di vomito lungo il cammino; un paio erano praticamente accampati in giardino in stato comatoso. Di mia sorella fuori non c’era traccia e diedi per scontato che era nel mondo dei sogni in camera sua.
Il mio unico intento era quello di dormire per cui mi diressi dritto alla mia stanza e senza manco spogliarmi mi buttai sul materasso e buona notte.

Mi svegliai che erano le 6:30 e avevo ancora qualche cerchio in testa ma soprattutto ero fottutamente disidratato.
Per andare in cucina giocoforza si doveva passare davanti alla stanza di Cristina e li vidi ciò che avevo sempre desiderato.
Prima di vedere però sentii : il rumore era quello del materasso di due che stanno scopando con amore e senza furia, un cigolio lento e regolare. Sentivo anche due voci bisbigliare ,una maschile e una femminile.

Il rimpianto più grosso di quel momento lì fu il mio stato; non fossi stato ancora mezzo sbronzo probabilmente mi sarei ricordato ogni singola sillaba di quella chiacchierata ed invece ricordo davvero poche parole. Una tra tutte la disse lui:
“E’ sempre stato il mio sogno!”
Si ma cosa? ancora non avevo visto nulla ma solo sentito. Fortuna grande fu che la mia pudica sorellona, sempre attenta a chiudersi in camera anche quando si doveva semplicemente cambiare una maglia , stavolta lasciò uno spiraglio nella porta semi aperta mica male.

Si vedeva quasi metà del suo letto il cui montante poggiava proprio sulla parete in cui vi era l’ingresso alla stanza.
Io potevo esser pure mezzo sbronzo ma il mio cazzo aveva il settimo senso ed era già bello carico come se sapesse già cosa stavo per ammirare.
La prima cosa che vidi fu un ragazzo incredibilmente magro, completamente nudo in ginocchio sopra il letto di mia sorella; lo sguardo scese e di li a poco la tachicardia quasi mi sfondò il petto.

Vidi chiaramente il corpo di una ragazza coricata sotto di lui, la parte superiore nuda visto che aveva due grosse mammelle al vento o meglio nell’atto di stringere “qualcosa”; la parte inferiore mi veniva nascosta dalla porta quindi non so se fosse con la figa al vento.
Parte della faccia era nascosta dal cuscino ma il profilo non poteva tradire, era Cristina.
Dovetti quasi appoggiarmi al muro prendere respiro. Intontito dai fumi dell’alcool poteva pure esser un sogno.

Non lo era ovviamente
Quasi incredulo mi dimenticai completamente di avere una sete incredibile e quasi come un ninja furtivamente rivolsi nuovamente uno sguardo dentro la stanza, stavolta cercando di collegare tutti gli elementi.
Il cigolio della branda derivava dall’andare e indietro di un grosso pisellone in mezzo ai seni di mia sorella. Era questo in poche parole quello che vidi. Fui incredibilmente impressionato dalle dimensioni di quel pene. Era una cosa enorme.

Un paio di volte sfuggì dalla presa quasi implacabile del seno di Cristina e lo vidi quasi perfettamente ritto. Era lungo e grosso, pure troppo soprattutto in relazione al fisico esile di quel ragazzo.
Non credo di esagerare se dico che aveva il pene grosso quasi quanto il suo avambraccio, che poteva pur esser magro ma sempre un braccio era. Se dovessi usare un termine di paragone credo chiamerei in ballo Danny D, il pornoattore inglese.

Ecco una tipologia di pene simile a quella, una roba incredibile.
Io che avevo sempre sognato di vederla alle prese con un grosso calibro ora potevo gustarmi uno spettacolo che avveniva a poco più di un metro e mezzo dal mio sguardo.
Ricordo che mia sorella non era molto attiva in quella scena e pure lui mi pareva mezzo intontito ,segno che entrambi dovevano ancora esser mezzo sbronzi.
Il fatto che poi non si fossero accorti che mi ero alzato dal letto, ero uscito dalla mia stanza (e la porta un minimo di rumore lo fa sempre) mi fece propendere sempre più per questa ipotesi.

“Sei un sogno” continuava a ripetere il ragazzo mentre andava avanti e indietro sul seno di mia sorella; nonostante anche il diametro fosse notevole il seno di lei lo avvolgeva senza problemi.
Un paio di volte in quei secondi vidi Cristina avvicinare la bocca con la lingua di fuori intenta a leccare la punta del grosso pene ogni qual volta spuntava fuori dalle sue tettone. Il fortunato ovviamente ansimava di piacere, intontito ma innamorato di quel trattamento ricevuto.

Il ragazzo non tardò molto a fare una doccia di sperma a mia sorella. Si fece scappare un “arrivo” a mezza voce strozzato dalla goduria estrema con colpo finale e una copiosa sborrata investì in pieno viso Cristina ,il suo cuscino e credo pure le pareti della sua camera. Altro sperma gocciolava dal grosso pene scorrendo tra i seni e quindi nella fossetta sotto il collo di mia sorella.
Nonostante fossi mezzo sbronzo fui particolarmente attento a tutti quei dettagli, furono materiale per infinite seghe nel corso degli anni a venire e tutt’oggi ,ad oltre un decennio di distanza, anche il solo scrivervelo in questo racconto , provoca in me una passione e goduria immensa.

Fossero stati tempi moderni non avrei esitato un attimo a prendere uno smartphone e filmare la scena e conservarla gelosamente negli anni a seguire.
Purtroppo all’epoca era già tanto se i cellulari facevano foto e le foto erano un insieme di pixel troppo grossi per poter ammirare seriamente qualcosa di bello.
Finito lo spettacolo mi accorsi che ero venuto pure io; fu la prima e unica volta in vita mia che sborrai senza toccarmi.

Paradossalmente non fu piacevole; la sega è molto più bella e quel giorno vi giuro che mi distrussi a ripensare alla scena. Credo arrivai a masturbarmi 6 volte in tutta la giornata.
Ripensai a tutti i dettagli che avevo immagazzinato, pensai pure a come potevano aver cominciato la serata, come l’aveva corteggiata lui, se vi erano stati dei rapporti prima, se lei glielo aveva succhiato.
Tempo dopo seppi che il pisellone non era che un suo ex compagno di liceo che a quanto pare manco le piaceva (però il suo cazzone si eh, ripensai io) e che si era imbucato alla festa perché era stracotto di lei dai tempi del liceo.

Questo spiegava il suo continuare a ripetere “sei un sogno”.
Scoprii un lato di mia sorella che pensavo non avesse, molto maschile. Aveva usato quel suo compagnetto di classe per giocarci un po’ sotto le coperte senza impegno e una volta finito tutto, ognuno per la sua strada con saluto informale.
Lei, sentendola parlare con mia madre qualche giorno dopo riguardo alla festa, le disse:
“E’ venuto Giacomo, povero, io manco l’avevo invitato , però sai, mi ha fatto pena e alla fine l’ho trattenuto alla festa!” e non credo ti sia dispiaciuto porcona, pensai io tra me e me.

Giacomo poteva pure esser bruttino, magrolino ma non era stupido. L’aveva fatta bere al punto giusto e poi una volta che le ha fatto toccare il pisellone penso che anche lei si fosse definitivamente convinta a concedergli un piacere.
Credo che quello poi non sarebbe stato l’unico piacere che si sarebbe preso. Alcune estati e seguire Giacomo si fece vivo a casa nostra pronto per uscire con Cristina la sera. Questo nonostante mia sorella avesse pure un fidanzato.

Ipotizzo che Giacomo in quegli anni la fosse il suo svago estivo, una sorta di stallone tutto suo che lei si teneva sempre a bada e pronto per l’uso. Lui ovviamente non aspettava altro.
Questo episodio che forse durò dai 5 ai 10 minuti , cambiò completamente la percezione che avevo di mia sorella. Convinto che fosse una santa era molto probabilmente assettata di grossi cazzi come la immaginavo solo nel mondo fatato delle mie fantasie.

Volevo avere conferme a proposito ma questo lo racconterò nei prossimi post.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *