Desideri intimi sado-maso

Oggi voglio uscire, vado a ballare stasera e voglio sentirmi gli occhi addosso ma non degli uomini, bensì delle donne e sarà diverso. 
Metto un completo intimo rosso con delle fiamme sul seno e sugli slip, mini jeans, camicia gessata e tacchi, trucco un po’ più elaborato del solito borsetta e sono pronta, prendo la macchina, conquistata da poco e vado in una discoteca estiva l’aria é frizzante e mi da una sensazione di ebbrezza che si concentra tutta nella fica, entro ordino uno screw driver e mi metto ad osservare la gente puntando la mia prossima preda, dopo un po’ ecco che la vedo: avrà circa un paio d anni meno di me ma é proprio lei, capelli neri di media lunghezza, occhi scuri, un viso affilato dalla pelle chiara un seno perfetto, dal top che indossa mi accorgo che non porta il reggiseno, i jeans evidenziano le sue gambe magre e un sedere piccolo e stretto, la vedo ballare noncurante dei ragazzi che le ronzano intorno.


All’improvviso percepisce il mio sguardo e si gira verso di me,io la guardo con fare seducente lei arrossisce leggermente e abbassa lievemente la testa per poi ritirarla su dopo qualche istante, finisco il mio drink e vado in pista mi metto a ballarle vicino, ogni tanto la sfioro e sento una pelle liscia, da innocente, la cosa mi sta eccitando tantissimo gli slip tra poco non tratterranno più nulla, le metto le mani sui fianchi e la guardo negli occhi, le sfioro il pube attraverso i jeans e sento un po’ di umidità, le sussurro all’orecchio -io vado a fumarmi una sigaretta, se ti va vieni a farmi compagnia- vado verso l’uscita e sento dietro di me il suo sguardo, mi giro guardandola con sguardo seducente e severo allo stesso tempo, sono al massimo dell’eccitazione, sento il senso di potenza invadermi…
Mi accendo la sigaretta, ho appena buttato fuori la prima boccata che sento una voce -hai da accendere per caso?- mi giro, é lei -certo- le rispondo -io sono Giulia piacere – Elena – la guardo con aria maliziosa e severa -a quanto ho sentito dai tuoi jeans ti piaceva quando ti toccavo…- la vedo un po’ sorpresa dal mio parlare così diretto, ma mi piace -beh si e molto- bene, ti va di venire con me? possiamo…come dire approfondire la nostra conoscenza -ok- saliamo in macchina, mentre guido gioco con le dita sulle sue gambe e le spalle nude, non ci mettiamo molto ad arrivare, è notte e non c’è traffico.


Entriamo in casa e ci mettiamo sul divano, chiacchieriamo del più e del meno,scopro che frequenta il Liceo linguistico e che però ama il disegno tecnico, vuole fare l’architetto, ogni tanto le sfioro viso e collo, ha una pelle fantastica e glielo dico -Grazie… – arrossisce violentemente, è il momento del prossimo passo, le tiro su la testa, le guardo gli occhi e le labbra piccole, ma carnose allo stesso tempo, la bacio, lei non sa che per me è il primo bacio con una donna, ed è davvero fantastico, ora capisco perché gli uomini amano tanto le nostre bocche, siamo dolci e affamate allo stesso tempo, passione e tenerezza si fondono perfettamente, le accarezzo le spalle.


Lei inizia a togliermi i bottoni della camicia, ma io la fermo –Aspetta, questo è un piccolo consiglio – inizio a farle scoprire le mie esigenze facendoli passare per consigli, un trucco inaspettato, anche per me, mi alzo e lei si mette davanti a me – Togli ogni bottone delicatamente, guardandomi negli occhi – lei ubbidisce, inizia prima dai polsini poi passa al resto, è innocente, ma sa essere anche molto maliziosa, sa che le piacciono le donne e questo è un punto in più, non mi sono trovata con un rifiuto, il mio sesto senso ha funzionato, intanto io le sfioro i fianchi e la vita, mi fermo sul bottone dei suoi jeans, li apro, faccio scendere la zip sempre guardandola negli occhi, deve abituarsi al mio sguardo e sentire che si può fidare, vedo il suo perizoma bianco e infilo un dito dentro, è già molto bagnata, lei chiude gli occhi per abbandonarsi al piacere -No, questa cosa è intrigante solo se c’è contatto d’occhi se no è inutile – capisce e continua a sfilarmi i bottoni dalle asole, ad ogni bottone tolto corrisponde uno sfiorare delle sue dita sulla mia pelle, una volta terminato le dico –bene ora toglimi la camicia e mettila su quella sedia – lei mi toglie delicatamente le maniche e sistema bene la camicia, mentre è girata io le abbasso leggermente i jeans per toccarle il sedere, è una meraviglia, sodo, perfetto, lei mi lascia fare -Ora tocca alla gonna, fai come ho fatto io con i jeans, piano, non c’è fretta –è perfetta, la sento intrufolare un dito dentro di me e la mia voglia è tale che lo stringo dentro la fica, potrei non farlo più uscire ma poi lo lascio, lei ha il dito carico del mio miele, io infilo di nuovo il dito dentro di lei, sento che sta diventando un lago –ma sei proprio una porcellina, se ti ecciti così solo dopo avermi spogliata, e neanche completamente – lei abbassa la testa con aria colpevole e io non posso non ridere.


Mi metto il dito pieno di lei in bocca, è dolce, profumato, lei fa lo stesso con il mio, le piace, anche perché continua a leccarlo, poi mi sfila i piedi dalle scarpe: li sfiora con le mani guardandoli, mi ha sorpreso, non pensavo lo facesse spontaneamente, che sia più navigata di quanto immagino?
Lo vedremo col tempo, oggi l’approccio è dolce ma la prossima volta sarò una Miss risoluta, senza peli sulla lingua. 
Mi sfila la gonna e la mette sulla sedia dov’è la camicia, mi complimento con lei – brava non c’è che dire – Grazie – Ora tocca a me spogliarla ma per farlo la porto in camera da letto, la faccio stendere e le tolgo i jeans, vedo il suo perizoma che da bianco è diventato trasparente, è fradicia, tra poco penserò anche a quello; le tolgo il top facendolo passare da sotto, ha un’areola stupenda, i capezzoli turgidi, mi metto su di lei dopo essermi spogliata della biancheria intima, la bacio, poi inizio a baciarle il collo,intanto le accarezzo i seni:sono perfetti, bellissimi, prendo i capezzoli e inizio a succhiare e a mordicchiare, gioco con la lingua sull’areola, sento i suoi gemiti, liberi,sussurrati, mi fermo un po’ sulla lingua all’altezza dell’ombelico, poi le infilo due dita dentro e inizio a muoverle avanti e indietro sfiorandole il monte di Venere, quando sento che sta per venire smetto e mi stendo accanto a lei.


Le lascio esplorare il mio corpo, vedo che anche lei apprezza il mio seno,proprio come io il suo :ci gioca,ci “fa la pasta” e mi fa impazzire ; poi scende giù verso la mia fica che è grondante ormai da molto e inizia a leccarla, è veloce, impaziente che io venga sotto di lei, ma in questo momento va bene così e infatti vengo dopo poco, e la riempio di me, lei pulisce tutto assaporandomi.


Una volta finito la faccio stendere sul bordo del letto e le gambe aperte, gliele tengo ferme con le mani e inizio a leccarla, è buonissimo e bellissimo, le prendo il piccolo clitoride e lo succhio, per lei inizia a essere troppo, le mordicchio il clitoride e le labbra, mi chiede di smettere ma io continuo e dopo un po’ la sento venire copiosamente, i l sapore più buono del mondo, sa di rose.


Le accarezzo il pube e la bacio, -Brava, davvero, – ora devo andare, mi puoi riaccompagnare a casa ?Ho lasciato la macchinetta in discoteca -certo – il viaggio è silenzioso, anche perché lei una volta spiegatomi dove abita si addormenta con un sorriso estatico sul viso, – Elena siamo arrivate – lei si sveglia e quando mi vede torna a sorridere prima di andare ci scambiamo i numeri, la mia prima notte di dominazione lesbo è stata un successo.


Dopo qualche giorno decido di mandarle un messaggio,”ehi piccoletta, ti va di vederci?”. aspetto e dopo due minuti la risposta “ok, oggi è l’ultimo giorno di scuola, mi passi a prendere li?” ok”
Mi sembra strano andarla a prendere a scuola, ma ripenso a quante volte agli uomini che frequentavo deve essere balenato in mente lo stesso pensiero. Arrivo puntuale e la vedo uscire dal portone insieme con altri ragazzi, lei mi cerca e una volta trovata la mia macchina, da un saluto veloce agli amici e mi corre incontro -Ciao- Ciao- mi bacia in bocca, una passionalità fuori dal comune -non sai che voglia avevo di vederti – anch’io piccola – si accoccola sul sedile.


Andiamo in una specie di bistrot in centro, che ha dei tavolini fuori, mentre lei è in bagno, io tiro fuori un collare di velluto nero con una medaglietta, senza niente inciso sopra, voglio fare una prova e la voglio spiazzare, lei ritorna, guarda il collare e mi chiede – Cos’è?-È un collare, l’ho comprato qualche tempo fa ma volevo un altro parere prima di decidere se indossarlo o meno, ti piace?-lei lo guarda perplessa -Beh si è molto bello -vorresti indossarlo? –lei diventa rossa non capisce- in che occasione? – Nessuna, solo per me, -beh è bello davvero, – Elena si o no? –le chiedo con voce ferma
Lei è sempre più sorpresa, ma alla fine ha il coraggio di farmi la domanda che le ho visto negli occhi – Perché? – Vedi, io credo che tu abbia un’anima slave, ovviamente posso sbagliarmi, ma forse ho ragione, e grazie a me, al mio insegnamento potresti diventarlo e un giorno non lontano, se tu sarai ubbidiente e farai ciò che ti dico, su quella medaglietta potrà esserci inciso il tuo nome.

Se decidi di no allora il nostro sarà stato un incontro casuale e ognuna per la propria strada, perché tu lo sappia, l’altra notte a letto senza volerlo hai esaudito i miei desideri, ti sei lasciata plasmare. Se vorrai intraprendere questo percorso ci troveremo qui dopodomani alle 13, io sarò qui : se ti vedrò allora la tua vita inizierà a cambiare, sappilo. Se no, sarà stata comunque una bella esperienza – mi alzo e me ne vado sperando di trovarla lì dopodomani.


Infatti è come speravo, i due giorni sono passati,non sono ancora le 13 che già la vedo li: indossa un abito azzurro corto e dei sandali alla schiava, brava, la raggiungo –Ho deciso, iniziamo, sarò una slave e La servirò in tutto e per tutto – Brava Elena, hai già portato a termine egregiamente il tuo primo compito, era questo, d’ora in poi questo giorno della settimana e quest’orario sarà il nostro orario di lezione pratica.

Ti farai trovare sempre a quest’ora a casa mia:vestita come decido io, il resto della settimana ci sentiremo via telefono, MSN e sms. – Va bene Miss –brava ora vai. Ti mando un sms più tardi – A presto Mia Signora -. 
Sono al settimo cielo, ho la mia prima slave. 
Durante la settimana ci teniamo in contatto sentendoci al telefono e ogni sera su MSN, le ho mandato via mail dei questionari da compilare devo dire che mi sono stati utili, per capire meglio i suoi limiti, alcune cose gliele ho dovute spiegare perché non sapeva neanche che esistessero.

Ma ora è arrivato il momento della prima lezione pratica,. 
La mattina mi alzo e le mando un sms “buongiorno mia schiava, mi raccomando arriva puntuale: voglio che tu indossi una gonnellina a pieghe e un piccolo top con calzettoni da ginnastica e scarpe da basket basse, ovviamente senza slip, raccogli i capelli in due codini A dopo”. 
Io preparo tutto: oggi sarà una lezione leggermente diversa, la preparerò per essere la mia apprendista: indosso una gonna a tubino nera,sandali col tacco alto e camicia bianca, raccolgo i capelli in una coda, afferro un frustino, la porta suona, è puntualissima, le apro, è perfetta -Bene,come inizio non c’è male -le giro intorno osservandola poi a tradimento le metto la mano sotto la gonna e sento la sua fica nuda e pelosa, le sfioro le gambe magre e lisce e decido di portarla di la in camera
-Bisogna che tu sia al meglio quando m’incontri, -la spoglio delicatamente, abbassandole la gonna piano piano, ogni tanto le infilo un dito nella fica e sento che è già bagnata.

Una volta nuda con solo il reggiseno indosso,prendo un paio di forbici lucenti, la vedo rabbrividire ma in un attimo do’ due tagli e il reggiseno cade a terra in pezzi, la prendo in braccio e la pongo sul letto dove ho posato un telo di spugna, le lego braccia e gambe alla testiera del letto e poi la bacio. 
Vado in bagno e riempio una bacinella di acqua calda,ci metto del sapone e prendo un rasoio,una manopola di spugna,un piccolo asciugamano e li metto su un vassoio dove metto anche la bacinella, la raggiungo in camera,lei mi guarda con aria interrogativa, io mi metto la manopola e la immergo nell’acqua saponata, le bagno la fica anche se non ce ne sarebbe bisogno e l’inguine, inizio poi a depilarla guardandola negl’occhi, bagnandola e ogni tanto infilandole uno o due dita dentro,sembra un rito misterico, la rendo completamente glabra,anche il culetto, tranne per un ciuffetto sopra alla fica, lei si è eccitata moltissimo –Ogni volta che ci vedremo, voglio che tu sia completamente liscia in tutto il corpo, tranne quel ciuffetto, se vedrò che non l’hai fatto mi arrabbierò molto e verrai punita, siamo intese?-Si Padrona-Bene.

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Porto di la il vassoio e ritorno seminuda, indosso solo una vestaglia di seta leggera e ho ancora in mano il frustino: prendo dal cassetto una benda e gliela metto sugli occhi, è bellissima così, pronta per il mio piacere: le passo il frustino su tutto il corpo, solo sfiorandola e vedo i suoi umori grondare, voglio vedere come reagisce al dolore, le do ‘un colpetto leggero col frustino vicino all’ inguine e la vedo sobbalzare ed emettere un urletto –Non è poi così doloroso, col tempo ti abituerai anche a cose più forti – prendo due clamps e dopo averla sbendata, gliele metto sui capezzoli, quando le metto la seconda la vedo stringere i denti, la osservo e il suo sguardo mi fa capire che sta combattendo contro il dolore e lo vuole fare, è un sguardo impaurito ma allo stesso tempo determinato, io non reggo più,sento gli umori colarmi tra le cosce :prendo il manico della frusta e mi ci masturbo, pochi minuti e vengo, anche perché vedere Elena in quel modo mi eccita in maniera pazzesca, è mia,in mio potere.


Lei dopo avermi visto venire, si scioglie e vedo che cerca di chiudere le gambe -No, tu devi chiedere il permesso prima di venire, non ci provare!-le do’ uno schiaffo sulla coscia –Scusa Padrona, -la vedo sinceramente dispiaciuta e umiliata. La slego, la prendo per i capelli e le metto il viso tra le mie gambe, -Pulisci forza-lei ubbidisce,poi la lascio, è sul letto la voglia le invade gli occhi – Forza, tieni fai ciò che devi fare-le passo il frustino e la vedo masturbarsi con difficoltà, mentre sostiene il mio sguardo, non riesce a venire,le manca poco ma la vedo bloccata ; allora decido di succhiarle un po’ il seno mordicchiandole i capezzoli e intanto la penetro con le dita, finalmente si libera e la sento venire, urla quasi –Si Mia Padrona, vengo -
Una volta che si è ripresa dall’orgasmo le passo i vestiti, la vedo rivestirsi –Aspetta –la guardo con sguardo amorevole, so l’effetto che farà tra le gambe, le mostro le palline cinesi –Queste devi indossarle ogni volta che vieni qui e ogni volta che te lo dirò, non provare a masturbarti o a venire in questa settimana senza il mio permesso, devi resistere, -Va bene Mia Padrona-le infilo le palline e le do’ una carezza sul quel magnifico viso –Sei bellissima e sei stata davvero brava, ci vediamo la settimana prossima – Arrivederci – la vedo andare via e mi sorprendo di quanto sia andata bene, non l’avrei mai immaginato.

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