ASIA ESIBITA dal BRANCO

È vero,gli sono sempre piaciute le situazioni proibite e trasgressive.

Mirko e’ un bel ragazzo, dotato anche di carisma e simpatia, e non ha mai avuto problemi per fare sesso, anche sesso occasionale di una sera.

Isuoi amici lo chiamano “stallone”, proprio perché gli e’ sempre piaciuto castigare ogni bella ragazza che incontra.

Non fa le cose di nascosto ma ci prova in pubblico, davanti a tutti, proprio perché non pensa di avere nulla di cui vergognarsi.

E’ fatto così.
Siamo amici dai tempi di scuola, lo conosco bene lo infilerebbe in tutti i buchi a sua disposizione.
Ma quella volta, forse ha esagerato un po’ troppo….

Erano da poco passate le nove e mezza di sera e Mirko si trovava con i suoi amici in una famosa piazza di Roma, seduti sulle panchine, a scherzare, ridere e bere birra.

Mi manda un sms e mi invita a raggiungerli.

era tanto che non lo vedevo e lui non era informato dei miei CAMBIAMENTI.
Mi vesto molto sexy, con dei jeans attillati e una maglietta leggera che mi copriva a malapena le tette.

Avevo capelli biondi lisci e lunghi che mi arrivavano fin sotto le spalle, almeno una seconda di tette dovuta agli ormoni, le labbra molto carnose, la vita sottile e un culo da paura.

Al mio arrivo tutti si girarono contemporaneamente, restando a bocca aperta.

Urlavo sesso con ogni parte del corpo.

“Vai stallone vai, non te la fare scappare!” disse uno di loro, un po’ scherzando e un po’ facendo sul serio.

“Va bene adesso vado. Ma non ci sperate troppo. “

Mirko si avvicino’ con l’aria di quello sicuro di sè, sicuro di vincere, con le mani nelle tasche.

“Ciao! Sei davvero carina non mi aspettavo di ri-trovarti cosi’?”

Il suo approccio di solito era molto diretto.

Non gli piaceva inventare scuse.

“Allora, non rispondi?”

Sono abituata hai complimenti ma non hai suoi.

Tu sei una, una trans, giusto?”

“Si sono una trans. È un problema?”

“No. ” “Vuoi conoscere i miei amici?” Incalza lui…

Avevo un po’ di imbarazzo e magari due chiacchiere tutti insieme mi avrebbero aiutato a superarlo.

“Ciao ragazzi lei è Asia…”

Loro si presentarono e cominciammo a chiacchierare.

“Vuoi un po’ di birra?” .. “Bevi con noi!” Disse Mirko dietro di me parcheggiandomi delicatamente una mano sul fianco.

Tra birra e chiacchiere, il tempo passò e si fece quasi mezzanotte..

Quando andai in macchina a prendere la giacca, perché cominciava a far freddino, me lo trovai dietro di me.

“Ma lo sai che sei proprio affascinante, mi piacciono tanto quelle come te, scusa se te lo chiedo ma sotto hai il cazzo o sei operata?

Lo guardo,sorrido, e gli dico che se vuole puo’ scoprirlo da solo.

“Sono tre ore che mi stai guardando le tette. Quando ti decidi a farti avanti?”

Era la prima volta che vedevo Mirko nel panico piu totale.

Mi abbraccio’, spingendomi contro il fianco della macchina, e le mi chiuse la bocca con un bacio.

Subito mi assaggiò con le labbra e con la lingua, premendo forte la sua bocca carnosa.

Un bacio che mi lasciò senza fiato, tanto che dopo non sapevo proprio cosa dire.

“È la prima volta che baci una trans?”

“Si è la prima volta. Ma è andata benissimo. Se ce ne fosse una seconda ti dispiacerebbe?”

Scossi la testa e di nuovo si attaccò alla mia lingua, la divorò….

Per mezz’ora abbiamo pomiciato appoggiati alla macchina, e lui mi accarezzava tutta, soffermandomi sul suo culo e sulle tette.

Quando stavamo stretti, sentivo il cazzo duro che premeva contro il mio, un cazzo che doveva essere molto grosso e parecchio rigido, me ne accorsi subito perche Mirko gioca in una squadra di calcio importante di serie B e spesso indossava la tuta.

“Vogliamo andare a casa mia?” mi chiese con gli occhi che tradivano le sue voglie stava scoppiando.

“E i tuoi amici?”risposi io…

“Ma chi se ne frega dei miei amici. Andiamo a casa mia e ce ne stiamo un po’ da soli, ci tocchiamo, ci lecchiamo… facciamo quello che ci va insomma dai. ”

“Vieni…”

Prima che potesse ribattere,lo trascinai alle panchine, dagli altri.

Loro sicuramente avevano visto tutto…

“Che succede si è rotta la macchina?” disse uno di loro ridendo.

Lei voleva stare un altro po’ con noi credo. ”Rispose Mirko.

“Ti sbagli. Io voglio stare con te. Ma non mi dispiace se loro guardano, mi eccita di più. ”

“Come??!”

Senza dire nulla cominciai a palpagli il cazzo ancora duro da sopra ai pantaloni della tuta e glii feci l’occhiolino.

“Io vado pazza per il sesso in pubblico.

Sono molto porcellina ed esibizionista.

Sapere che altri mi guardano mentre faccio sesso mi fa andare su di giri. ”

I miei amici erano rimasti ammutoliti e ci guardavano, senza dire nulla.

“Dai fai la seria Io non ho mai fatto sesso in pubblico non e’ il caso, la piazza è ancora frequentata…. ”

In quel momento c’erano due persone a spasso con il cane, uno dei quali molto vicino.

Non mi importa molto della gente che passa.

“Io ti voglio. Voglio scoprire il tuo cazzo e voglio succhiartelo, un pompino che non ti scorderai mai. ”

Mirko perse la testa:si tiro’ fuori il cazzo duro e senza tante cerimonie me lo mise in bocca.

“Lo vuoi? Eccotelo il mio cazzo e ora succhialo per bene.

Incoiminciai a succhiarlo avidamente, adoravo il suo sapore.

Mentre gli facevo il pompino, gli accarezzavo anche le palle e l’asta.

I suoi amici disposti a cerchio per coprire la scena guardavano e un paio di loro già avevano iniziato a farsi una sega.

Uno dei due che portava il cane a spasso, si accorse della scena e se ne andò scuotendo la testa.

Io scommetto però che una volta tornato a casa, si sarà chiuso in bagno a masturbarsi o meglio si sarà trombato la moglie pensando a me.

“Senti che bocca. Mmmmh, Ti piace il cazzo in bocca eh?” mi accarezzava i lunghi capelli e mi guardava con i suoi occhi chiari.

Dopo pochi minuti un suo amico sborra e si stava pulendo cazzo e mani, Mirko c’era quasi a giudicare dai mugolii….

“Guarda che se fai così ti sborro in bocca, rallenta un po’…. ”

“Io voglio che sborri così dopo quando mi prendi il culo duri di più…”

Iniziò a segargli forte il cazzo, sempre più velocemente e intanto con la punta della lingua gli titillavo la cappella gonfia all’inverosimile.

Dopo poco, godendo come un maiale, e mi schizza tutta la sborra in faccia e in bocca.

“Mmmmh, dai schizza, schizzami tutta, sporcami, mmmmh…. ”

Alla fine pulisco il suo cazzo con la lingua, raccogliendo tutti i residui di sborra.

Anche l’altro che stava portando a spasso il cane si accorse di noi ma a differenza del primo non andò via ma rimase a guardarci, a debita distanza.

Una coppia pure passò e scossero la testa. “Guarda che schifo. Che faccio chiamo la polizia?” fece lei a lui “Ma no lascia perdere sono ubriachi” disse.

Mirko si lascia il cazzo moscio fuori dai pantaloni e mi sedetti su di lui, facendomi fare un po’ di spazio dai suoi amici e facendo aderire bene il suo cazzo tra i solchi del mio culetto.

Mi baciai sul collo, sul decollte, le tirai fuori e le leccai avidamente, succhiando i capezzoli duri.

Accanto a noi continuava a passare qualcuno ogni tanto. C’era chi era disgustato da quella scena (o almeno fingeva di esserlo). Un signore ci apostrofò con parole non proprio carine: “La puttana te la potevi anche tenere in casa, porco. Che schifo!”

Altri facevano finta di nulla.

Altri ancora guardavano e c’era anche un anziano signore che cominciò a palparsi il cazzo da fuori ai pantaloni. Non aveva il coraggio di farsi una sega, ma evidentemente non riusciva a trattenersi.

In poco tempo, attorno a noi si formò di nuovo una specie di cerchio, fatto dai suoi amici, che adesso si stavano tutti masturbando e che provavano ad allungare le mani.

“Ma quanto le piace a questa porca quando le succhi le tette, guarda come sta mugolando. “Disse uno di loro.

Il cazzo di Mirko tornò duro e con le mani mi cinge la vita e mi sbottona i jeans li abbassa giusto un po per scoprirmi il culetto ora sento il suo cazzo caldo tra le chiappe muovendo un po il bacino per strusciare la sua cappella.

“Mamma e’ che sei così arrapante, mi fai vedere il tuo bel culo? Alzati che te lo voglio accarezzare. “

Mi alzai e silui mi sposto’ il perizoma che non conteneva piu’la mia erezione e suoi miei amici furono molto stupiti nel vederlo.

“Guarda che cazzo! È due volte il mio!” disse uno di loro.

Intanto si accovaccia col la sua faccia all’altezza del mio culetto e iniziai a palparlo, ad annusarlo.

Poi molto delicatamente, inserii un dito tra le mie natiche e mi titillava il buco del culo.

E’ una cosa che mi piaceva tantissimo, comincio a mugolare, a gemere gli prendo la mano, portandola sul mio cazzo.

Mi mette la lingua in culo e incomincia a segarmi e a massaggiarmi le palle.

“Bravo così, mmmh, fai forte che voglio sborrare, siiii… “

Me lo aveva tutto scappellato ed era veramente grosso, anche i suoi amici mi tirano il cazzo qua e la, chi mi tocca le palle, chi guarda e si sega, chi le tette, chi mi tiene aperto il culetto per vedere la lingua di Mirko entrarmi nel buco.

“Siii porco, mi piace, continua, continua! Oooooh sto per godere, vai leccami, leccami più veloce, si cosìììì daiiii, godo! vengooo! sborrooooo!”

Copiosamente, sborro sporcando le sue mani quelle di qualche suo amico e qualche scarpa.

“Mi hai fatto godere come una troia…”

“Tu sei una troia. Ti stai facendo scopare davanti a una decina di altri sconosciuti che si stanno masturbando piu’ vacca di cosi.

Avevo una voglia matta di farmi aprire il culo con il suo cazzo enorme e per farglielo capire gli chiesi di sbattermi un po il cazzo sul buco.

Oh se non la chiavi la scopo io, disse uno dei suoi amici.
Non lo vedi che lo vuole in culo sta troia,disse un altro.

“Hai capito subito cos’è che mi piace eh?”

“Fattelo mettere in culo. Ho voglia di incularti. Ti prometto che ti faccio godere di nuovo…”

“Leccami ancora un po’ però. È troppo grosso e ho paura che mi fai male. “

“Non ti preoccupare, ti lubrifico per bene prima di incularti…”

Mi aprii le natiche con due mani e sputao’ sul buchino, poi mi penetrava prima con un dito, poi con due ,poi con tre.

“Ti piace troia? Non hai un culo hai una figa” “Certo che mi piace, mmmmh, continua…”

Era pronta per il cazzo.

“Come vuoi essere inculata? Vuoi sederti sopra di me o vuoi metterti a pecora?”

“A pecora” disse un suo amico mettila a pecora.

I suoi amici lo incitavano e facevano quasi il tifo.

“Inculala! Mettiglielo tutto in culo! Sfondale il culo! Dai porca fatti inculare dallo stallone non te ne pentirai!”

Uno di loro aveva sborrato già due volte e adesso si stava facendo la seconda sega.

Non è che me ne accorgessi perché mi guardavo tanto intorno, il fatto è che tanti schizzi di sborra finirono su di me.

“Mettiti a 90 gradi adesso. Così, brava troia, apri bene le cosce, inarca la schiena, di più. Ecco così. “

Il mio culo ora era all’altezza giusta e mi punto’ la cappella sul buco del culo e lo spinse dentro.

“Ora ti inculo tutta ti faccio godere come una cagna in calore…”

“Si porco inculami con il tuo cazzo enorme fammi godere di nuovo, mmmmmh…”

Mi pompava il cazzo dentro, senza fermarsi, senza tregua, e intanto mi palpava le tette, strizzando i capezzoli duri tra due dita.

A un certo punto pensa di rallentare’”Che fai, non ti fermare! Scopami dai, inculami tutta…!”

“Sono troppo eccitato ho paura di sborrare…”

“Ti prego continua anche io sto per godere di nuovooo!”

Chiusi gli occhi e mi lasciai andare completamente! Ogni volta che mi entrava nel culo, fino alle palle, mi sentivo aperta in due, ma ero incoraggiata dai suoi gridolini e i suoi gemiti di piacere.

“Sto per sborrare, sto per sborrareee! Godo! Godoooo!”

“Ohh siii sborrami nel culo!”

Quando era il momento,mi spinse tutto dentro e si svuoyo’le palle, facendomi arrivare tanti schizzi di sborra calda nell’intestino.

Tirandolo fuori, mentre era ancora duro e paonazzo, vidi che un po’ di sborra mi usci’ dal buco del culo dilatato.

Dopo la scopata, lasciati i suoi amici sulle panchine,e mi accompagno’ alla macchina.

“Chiamami presto stallone!”

E lo fece mi chiamo spesso anzi spessissimo e non era il solo a volermi rivedere anche i suoi amici, presi a vedere quel BRANCO spesso in posti piu appartati e divenni la troia di tutti per circa due anni mi feci chiavare da tutti loro e…..si fecero chiavare anche da me.

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